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I chakra: i livelli energetici del benessere

Quante volte ci siamo alzati dal letto con qualche dolorino? E quando non ci sentiamo bene senza conoscerne la causa, cosa possiamo fare? Proviamo per una volta a non cercare la causa allo esterno, ma dentro di noi, nel nostro corpo e nel nostro spirito. A tal proposito oggi parliamo dei Chakra ovvero i livelli energetici del benessere.

Dalla medicina orientale degli antichi maestri si tramanda il concetto che, quando una parte del nostro corpo non funziona bene, abbiamo un blocco energetico nel meridiano corrispondente. I meridiani sono dei filamenti sottili che attraversano il nostro organismo, influenzando il benessere delle diverse parti di noi.

Lungo i meridiani sorgono i Chakra, porte energetiche che regolano il flusso di energia interiore. Ed è dalla cura di questi punti che inizia la terapia per i nostri problemi fisici, che ci condurrà all’armonia e alla pace interiore.

In noi ci sono 144 Chakra, ma per semplicità e chiarezza è meglio concentrarsi sui 7 principali, lungo i quali scorre l’energia cosmica che nutre la vita. Se stiamo bene siamo in equilibrio, e l’energia scorre ininterrottamente, altrimenti si formano dei grossi blocchi che impediscono lo scorrere, causando malattie e psicosi. Tutto ciò, generato da carenze e sovraccarichi energetici, dà origine ad una profonda disarmonia tra stato fisico e mentale che dobbiamo combattere.

E i rimedi? Sono tutti naturali, e consistono nel contatto con pietre naturali, oli essenziali ed incensi, differenti per specifico Chakra o malanno, che possono aiutarci a ritrovare la serenità e lo equilibrio interiore. Ad ogni porta è associato un colore, un pianeta ed un cristallo. Conoscendoli possiamo contrastare il male ed arrivare all’equilibrio interiore ed esteriore.

Il primo Chakra è situato alla base della colonna vertebrale, il suo colore è il rosso, e gli organi a lui riferiti sono gli organi riproduttivi, la vescica e le ghiandole surrenali. Se abbiamo dei problemi in queste zone affidatevi alla pietre rosse quali rubino, granato e diaspro rosso, all’olio essenziale del primo Chakra ed agli incensi collegati.

Il secondo Chakra è legato agli organi riproduttivi, l’arancione lo contraddistingue, e stimola le nostre creatività e fantasia. Il terzo è associato al pancreas, e coordina il buon funzionamento degli organi addominali, dallo stomaco al fegato; è abbinato alle pietre gialle Topazio ed Ambra.

Un altro Chakra importante è il quarto, che è localizzato dentro il cuore, lo influenza assieme alla circolazione sanguigna. Se il Chakra sta bene, saremo altruisti, sereni e consapevoli di comprendere noi stessi e gli altri. Il suo colore è il verde, e le pietre sono tormalina verde, giada, malachite ed agata muschiata.

Il quinto è localizzato sulla tiroide, e rasserena le nostre vie respiratorie. È stimolato dalle pietre blu quali zaffiri e lapislazzuli. Il sesto Chakra si trova sull’ipofisi, e controlla il cervello e gli occhi grazie all’apporto benefico delle pietre viola come la fluorite e l’ametista. Il settimo si trova sulla sommità della nostra testa, allontana i brutti pensieri dalla nostra coscienza grazie allo zircone o quarzo entrambi bianchi.

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Il burro di karitè: la natura ci dona bellezza

Ancora una volta la natura ci dona un prezioso alleato per la nostra salute e cura del nostro corpo: parliamo del burro di karitè delle sue mille virtù e impieghi!

L’origine:

Il karitè è un albero diffuso nell’Africa occidentale. E’ alto una quindicina di metri, e può vivere fino a tre secoli; raggiunge la sua maturità verso i 15 anni, producendo i frutti verso i 25. Le donne africane sono impegnate nella raccolta della noce del karitè da giugno a settembre; la lavorazione consiste nel togliere la polpa, ed essiccare o tostare la noce. Successivamente essa viene macinata, fino a ridursi in una pasta densa. A questa viene aggiunta dell’acqua, e il tutto subisce una lunga manipolazione a mano, fino a raggiungere la coagulazione della parte grassa dell’impasto. Il burro di karitè viene ottenuto dall’azione del calore, che fonde il grasso permettendo l’eliminazione delle impurità.

Non solo virtù cosmetiche:

Grazie al contenuto di vitamine A, B,E, F e di insaponabili, sostanze importanti per la tonicità della pelle ad azione anti-rughe, la dermatologia riconosce al burro di karitè numerosi benefici. Esso può essere usato per lenire eritemi solari, eczemi, ulcerazioni o irritazioni della cute, e per calmare il fastidio dovuto alla pelle screpolata. Il burro di karitè risulta utile su abrasioni e ferite. Il suo impiego è indicato alle donne in gravidanza, per ridurre la formazione delle smagliature; è adatto anche sulle irritazioni da pannolino dei bambini. Ma non è solo “roba da donne”: per i signori uomini può essere usato come dopo barba per le sue ottime proprietà emollienti. Il burro di karitè contiene acido cinnamico, che conferisce una modesta protezione dai raggi UV;considerata la sua consistenza grassa, è efficace contro freddo e vento. Da non sottovalutare infine l’azione anti infiammatoria del burro di karitè, efficace contro dolori muscolari e articolari, quelli legati all’artrite, e per dare sollievo a sinusite e congestioni nasali. Il suo uso aiuta la circolazione. Attenzione però: bisogna avvertire che il burro di karitè può scatenare intolleranza nei soggetti allergici al lattice e alla frutta con guscio.

Buono anche in cucina:

Forse non tutti sanno che il burro di karitè trova un suo uso anche in cucina! Il burro di karitè emana per natura un odore vigoroso, che non tutti apprezzano. Per tale motivo spesso si trova in vendita con l’aggiunta di altre essenze, che ne smorzano l’intensità. Anche al gusto risulta particolarmente aromatico. Il burro di karitè, per i più coraggiosi, può essere usato per sostituire l’olio da tavola. E’ utilizzato assieme al burro di cacao per creare speciali cioccolati, ed è discretamente presente in molte varietà di margarine. In Africa il burro di karitè viene usato come condimento, per friggere frittelle, e per preparare molti altri prodotti destinati al mercato internazionale.

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Tisana dopo pasto

Questa tisana dopo pasto, grazie alla sua azione digestiva, è un eccellente rimedio dopo un pasto abbondante o un’abbuffata, per aiutare il nostro stomaco a elaborare il cibo in modo da non farci sentire stanchi e appesantiti.

Per realizzarla abbiamo scelto di utilizzare piante esiccate che potete tranquillamente reperire in erboisteria o, se ne avete l’occasione, alcune di queste si trovano anche in natura e potete raccoglierle mentre siete in passeggiata.

In questa tisana si trovano combinati i profumi e le proprietà digestive di anice, finocchio, liquirizia, sambuco e camomilla. Ognuna di queste erbe, con le sue proprietà benefiche, migliora il funzionamento dell’apparato digestivo e contribuisce al benessere di tutto l’organismo.

Se volete provare a preparare questa tisana dopo pasto, vi invitiamo a procurarvi l’occorrente non solo in erboristeria ma anche mentre passeggiate in campagna, vedrete che sia il sambuco sia la camomilla non sono così difficili da trovare! Se fate acquisti in negozio vi consigliamo di comprare non più di quel che consumerete, poiché come tutti gli alimenti anche le erbe hanno una scadenza e si deteriorano.

Per realizzare la tisana dopo pasto bisogna procurarsi:

  • 40 gr di sambuco
  • 40 gr di camomilla
  • 2 fiori di anice macinato
  • 25 gr di finocchio
  • 20 gr di liquirizia

(Dosi per 6-7 tisane)

Mettete nell’infusore due cucchiaini da caffè per tazza una volta aggiunta l’acqua bollente attendere 5-6 minuti.

Dolcificare a piacere con miele, sciroppo d’agave o zucchero di canna grezzo.

Per un migliore effetto consumatene una o due tazze dopo pasto ed evitate di affaticare il vostro stomaco con pasti pesanti e abbondanti.

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Centrifuga di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero

Tirate fuori la vostra centrifuga o il vostro estrattore di succo: vi insegniamo a preparare questa fantastica centrifuga di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero!

Basta un bicchiere di questo succo fantastico per ricaricare le batterie e dare una bella dose di energia al nostro corpo: infatti la barbabietola rossa favorisce la formazione dei globuli rossi, rendendo più tonico il nostro sangue, contiene un 8% di cloro che aiuta il nostro fegato, i reni e la cistifellea a depurarsi e, se assunto con una certa regolarità, aiuta noi donne a prevenire e alleviare i disturbi mestruali e i disturbi legati alla menopausa.

Per preparare due bicchieri di questo succo fantastico e super salutare servono:

  • 1 barbabietola grossa o 2 piccole
  • 1 mela (verde, rossa o gialla, non importa, la vostra preferita andrà benissimo!)
  • 2 carote grandi
  • un pezzetto di zenzero fresco (2cm circa)
  • ½ limone (a piacere)

Se il gusto della barbabietola dovesse essere troppo presente potete diluire il succo con un po’ di acqua naturale o aggiungere mezza mela. L’abbinamento di barbabietola e carota fornisce fosforo, zolfo e potassio e altri elementi alcalini che insieme all’alto contenuto di vitamina A costituiscono un mix di sostanze naturali utilissime per costruire nuove cellule del sangue, in particolare i globuli rossi. Fate il pieno di energie e di forze con un bel bicchiere di succo fresco appena centrifugato di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero!

 

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