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UNO cookbook fuori orario è il secondo ricettario vegan del blogger Manuel Marcuccio, ed è un libro di fantascienza. Certo anche un libro di ricette, ma se credete sia solo questo, vuol dire che non conoscete il suo autore. Quattro racconti, quattro protagonisti che per diverse ragioni sono vegani. Vanilde, Nina, Francesco, e R05W3LL1947 (alias Alan Vitali).

Tutto comincia con Vanilde, a piedi nudi nel corridoio di una cantina dove incontra un elettricista che è convinto di essere invisibile. Questa donna, che per la cronaca è una ragazzina di 83 anni, quella mattina si alza prima del solito, fuori orario, e decide di diventare vegana. Poi c’è Nina, sulla cinquantina, che non mangia animali perché ha il terrore che in uno di essi si nasconda la reincarnazione del marito. E Francesco, di otto, vegano dalla nascita, che parla con gli animali e al quale un ragno dà una profonda ed enigmatica lezione di vita.

Infine il professor Vitali, con la fissa degli alieni, che regala a Vanilde ”un ricettario fotografico ricco di immagini… presentate sullo stesso piatto… sempre appoggiato su una cassetta della frutta rovesciata”. Si tratta del primo UNO Cookbook, abilmente citato da Marcuccio in questo secondo lavoro, salvo poi scontare questo vezzo facendo trattare in malo modo quel libro. Il professore infatti lo regala con queste parole poco lusinghiere: “Mi aveva chiesto un ricettario, giusto? Guardi sotto al faretto di fianco al tavolo, ci dev’essere un libro che ho messo lì per tenere in bolla il cavalletto. Glielo presto e se le piace lo può tenere, a me quel libro non interessa!”. E in effetti il personaggio Vitali è una figura un po’ sregolata: più uno da “Fuori Orario”, bisogna ammetterlo. Ecco allora il ricettario che fa per lui.

Quattro storie intrecciate, con uno scenario comune e quattro pasti fuori orario: colazione, brunch, merenda, spuntino di mezzanotte. Quattro orari. Alle 7:15 abbiamo una interessante selezione di muffin e poi waffle, donut, crepes e le interessanti ricette che rivisitano la colazione all’inglese in stile vegan. Alle 11:00 è l’ora di bagel, tartellette e insalate, mentre per merenda, attorno alle 16:30, Marcuccio propone barrette, biscotti, crackers, una piada di farro coi fichi, il pretzel a la cheesecake al lime. Per quanto riguarda lo spuntino di mezzanotte, si tratta di un pasto notoriamente immorale, da preparare sulle 23:45 o più tardi, mischiando il salato (chips di tempeh, pop corn al gusto pizza, Nachos, tacos) e il dolce (ancora biscotti, frutta secca caramellata, gommose alla liquirizia), senza farsi tanti problemi. Una piccola sezione finale contiene quattro preparazioni di base molto utili: i bagel, la maionese, la pasta brisée e il formaggio cremoso, tutto ovviamente vegano. Per un totale di 60 ricette.

Infine le foto, in cui i protagonisti sono soprattutto gli ingredienti che compongono il piatto, disposti su un elegante sfondo nero, firma estetica di questo libro. Simbolo di una cucina limpida, che non ha scheletri da nascondere dentro l’armadio del piatto impiattato. Eccoli lì gli ingredienti, di una bellezza che affascina. Ed ecco la mia provocazione: potremmo spiattellarli con la stessa innocenza in un ricettario onnivoro?

Ci sono i classici, i gialli, i polizieschi e i romanzi rosa, quelli assolutamente da leggere prima dei venti, quelli che ogni mamma deve aver letto. Di seguito, tocca a noi proporre i 10 migliori libri di cucina vegan in vendita, una serie di libri must-have per chi ha abbracciato lo stile di vita veg!

Sugarless

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Sugarless. Sapori di una cucina naturale (di R. Coppola): un libro di ricette dolci diviso in base alle stagioni. Niente ingredienti di origine animale, spesso anche niente zucchero per queste ricette all’insegna dei prodotti stagionali, attraverso le quali l’autrice dell’omonimo blog racconta la propria cucina. Prezzo: 25,00€.

Pasticceria Vegana

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Pasticceria Vegana (di D. Gulin): più di cinquanta ricette, tutte vegan, per i vostri dolci. Muffin e cupcakes, tartellette alla frutta e crostate, non manca nulla in questo dolcissimo libro illustrato. Prezzo: 19.50€.

UNO Cookbook

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UNO Cookbook. Ricette 100% veg semplici e gustose che fanno bene a noi, agli animali e al nostro pianeta (di M. Marcuccio): dal successo del blog nato nel 2011, nasce una raccolta di ricette semplici che usano solo ingredienti di stagione e che non specificano il tempo di preparazione, perché cucinare deve essere un piacere…da gustare! Prezzo: 28,50€.

Leggi qui la recensione più completa!

UNO Cookbook – Fuori orario

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UNO Cookbook. Fuori orario. Ricette 100% veg per la colazione, per il brunch, per la merenda e per lo spuntino di mezzanotte (di M. Marcuccio): una raccolta di ricette per quando si ha fame fuori orario. I racconti di chi ha scelto il veganesimo introducono i capitoli ricchi di stuzzichini e merende con un occhio di riguardo per noi e il nostro pianeta. Prezzo: 28,50€.

Las Vegans

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Las Vegans. Le mie ricette vegane sane, golose e rock (di P. Maugeri): l’ex volto di MTV ci guida fra le sue ricette preferite per dimostrare che vegano è sinonimo non solo di sano, ma anche di gustoso. Porta in cucina poi la sua altra passione, la musica, suggerendo una canzone per ogni ricetta, così vegan diventa sinonimo di rock. Prezzo: 18,00€.

Il cucchiaio arcobaleno

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Il cucchiaio arcobaleno. Tutti i colori delle cucine vegan nel mondo (di Y. Prete, V. Costanzia): ricette che provengono da tutto il mondo divise in base al colore predominante, colore che serve a stuzzicare i nostri sensi e a fare del bene al nostro organismo. Un esperto alimentare e un buongustaio che gira il mondo portano sulle nostre tavole l’arcobaleno. Prezzo: 19,90€.

Trovate qui la recensione completa.

L’essenza del crudo

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L’essenza del crudo. Oltre 180 ricette crudiste, vegan e biologiche (di D. Côté, M. Gallant, N.Arosio): a tavola senza fare male al nostro ambiente, questo il messaggio di questa raccolta di piatti per tutte le occasioni, organizzati in modo da rendere semplice la consultazione e arricchiti da consigli per uno stile di vita sano e eco-friendly. Prezzo: 19,90€.

I dolci della salute

 

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I dolci della salute (di Simone Salvini): lo chef Simone Salvini, svela le sue ricette per un dessert dolce ma all’insegna del benessere, un libro di approfondimenti e spunti creativi che spazia dalle ricette di base fino a dolci da vero gourmet. Prezzo: 19,90€.

Grigliate Vegan Style

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Grigliate Vegan Style. 125 ricette alla fiamma ed ecosostenibili (di J. Schlimm, Y. Prete): barbecue non vuol dire per forza carne, questo libro ne è la testimonianza. Chi ama la cucina vegan e la griglia, non può fare a meno di questo manuale che oltre alle ricette, spiega tecniche, strumenti e regole di base; e non mancano consigli e abbinamenti con bevande! Prezzo: 19,90€.

The green kitchen stories

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The green kitchen stories. Ricette vegetariane sane e deliziose per tutti i giorni (di D. Frenkiel, L. Vindhal): come fanno ad andare d’accordo un vegetariano malsano e una carnivora attenta alla salute? Ce lo spiegano gli autori di questo libro, che oltre ad aver creato una famiglia insieme, hanno deciso di incontrarsi a metà strada in cucina. Cucina vegetariana e vegana sono le protagoniste di questo libro e del blog Green Kitchen Stories, creato sempre dalla coppia. Prezzo: 29,90€.

Insomma, non avete più scuse, in questi 10 libri ci sono ricette e idee da provare e far provare ai vostri amici. Non vi resta che cominciare a sfogliare!

Se un amico dichiarasse candidamente di non sapere nulla di cucina e il giorno dopo annunciasse di aver pubblicato un libro di ricette, quale sarebbe la vostra faccia? Ebbene “io non so cucinare” è l’incipit con cui Manuel Marcuccio accoglie il lettore di “UNO Cookbook”. Non male come provocazione per un blogger che dimostra poi un talento non trascurabile tra i fornelli.

Mater artium necessitas, come dicevano i latini, perché quando uno decide di essere vegano, deve imparare a cucinare o soccombere. E così Marcuccio, dopo la conversione, ha cominciato a raccogliere ricette e appunti su come “trasformare un piatto che convenzionalmente veniva preparato con uova o formaggio in uno totalmente privo di ingredienti di origine animale”. Col tempo, poi, ha scoperto che molta gente aveva lo stesso problema e ha deciso di condividere il risultato dei suoi esperimenti con la rete. UNO cookbook è il titolo di questo libro, ma è anche il nome del blog da lui fondato; nome che nasce dall’intuizione di essere “un minuscolo tassello, ma significante, di un UNO merviglioso”.

Uno cookbook tortellini

Il ricettario è organizzato per situazioni (un pranzo in famiglia, una cena romantica, un picnic e così via), non secondo la classica divisione tra primi, secondi e dessert. Ogni capitolo è preceduto da un piccolo racconto, a sua volta introdotto da una citazione cinematografica, in modo che ogni situazione viene a collegarsi alla scena di un film. Le introduzioni di per sé sono scorci ben pennellati di vita quotidiana, di una vita, però, che sembra precorrere i tempi, di un gruppo di amici che vive un presente raffinato, che profuma di “scorze di agrumi, zenzero fresco, corteccia e bastoni di cannella, mela secca, bacche di rosa canina, mazzetti di camomilla, cardamomo e caffé”.

Le circa 90 ricette sono gustose e spaziano dalla rivisitazione di piatti tipici come i cappelletti o il tiramisù, al sorprendente quanto semplice carpaccio di cocomero, passando per l’ormai naturalizzato cous cous, ma in versione “senza cottura”. Il tutto introdotto da un glossario di ingredienti che ci informa sui luoghi in cui è possibile reperire cose che non sempre si trovano al supermercato. Utile dunque, e anche completo.

Da segnalare infine i bei contenuti fotografici e la firma apposta su ogni singolo piatto; una sorta di marchio di fabbrica fotografico, di cui ci da notizia lo stesso autore.
Vi lascio dunque con la curiosità di scoprire questa firma, con questo gioco che vi attende prima ancora di accendere i fornelli e cominciare la cottura… Chiedo scusa: la lettura.

 

UNO Cookbook
Manuel Marcuccio
EIFIS Editore
Euro 28,50

Chi ha inventato per primo la colazione caffé, latte e croissant? Che significati simbolici ha vestito la mela nel corso della storia? Da dove ha origine la tradizione italiana del baccalà? Se avete bisogno di informazioni a bruciapelo del genere, allora vi serve una copia di questo simpatico libro di Marino Niola: “ Si fa presto a dire cotto ”.
Si tratta di qualcosa di più e qualcosa di meno di un piccolo glossario food. Qualcosa di meno perchè le voci sono poco più di quaranta e non tutte strettamente lessicografiche (il capitolo sul caffé non poteva mancare, ma un grande assente è, per esempio, il te); ma anche qualcosa di più, perché l’autore non è solo un linguista ma “un antropologo in cucina”.
Ecco allora che Niola divide l’umanità in micofili e micofobi e spiega le ragioni culturali di questa divisione; ci informa che dai misteriosi pentoloni delle streghe mancava costantemente un ingrediente; racconta, ancora, una leggenda mediterranea secondo la quale, per portare il lievito tra i comuni mortali, ci sarebbe voluto il contributo di due vergini (un indizio: una è la vergine più famosa e chiacchierata della storia).
Da buon antropologo si inoltra nella fitta selva di ingredienti e ricette della tradizione occidentale e ne vien fuori con altrettanti significati culturali. Ogni ricetta, ogni piatto, ogni ingrediente costituiscono un simbolo attorno al quale la storia umana si dispiega e si contrae. L’olio unisce e tiene separati, ed è contrassegno degli eletti; il carciofo è cristallizazione della pazienza perché “dona il suo cuore solo a chi non ha fretta”; per non parlare del sale: metafora, e non solo metafora, del valore delle cose, che non ha gusto ma che si fa da parte per esaltare i gusti cui si mescola. Il sale che diventa infine salario, valore puro.
Compito del libro è anche quello di decentrare, di far riflettere sulla nostra cultura da una prospettiva esterna: “l’Altro – scrive l’autore – mi rivela, come un negativo fotografico, la mia stessa immagine: ciò che io sono e soprattutto i confini del mio essere.” E così veniamo sfidati non poco da questo “Altro” nel capitolo sulle tassonomie. Apprendiamo che in India l’uovo è classificato tra le carni, che “per i maya di lingua tzeltal erano carne i funghi, e per gli antichi pitagorici lo erano le fave”. E fin qui tutto bene, ce la caviamo con un po’ di stupore; ma rimarremo a stento seduti sulla sedia quando scopriremo il posto che occupa, nella tassonomia degli Asmat della Nuova Guinea, la testa umana… Leggere per credere.

Un’ultima cosa: compito di un buon recensore, è lasciare la curiosità del libro, e credo di avere fatto il mio, ma se vi ho spaventato con gli oltre quaranta capitoli, non preoccupatevi. Il libro conta 137 pagine al netto di indice e bibliografia, e i capitoli hanno una media di tre pagine ciascuno. Si tratta di un testo da avere sempre a portata di mano, perché bene organizzato e dunque facile da consultare in velocità. Un glossario appunto, ma anche molto di più: un viatico per ogni buon esploratore delle meraviglie del gusto e del mondo.

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si fa presto a dire cotto - marino niola

Che l’alimentazione sia un aspetto fondamentale della cultura umana è cosa già nota al grande pubblico e resa quasi banale dal proliferare di eventi gastronimici, sagre di qualsiasi cosa, programmi televisivi di vario genere e via dicendo. Resta tuttavia il fatto che pochi poi si addentrano nei sentieri di questa stessa cultura, che pochi cioè si danno la pena di fare ciò che l’autore de “Il cibo come cultura” ci propone: percorrere con con attenzione e consapevolezza, storica ma non solo, alcuni di questi itinerari.
L’approccio leggero di cui Massimo Montanari dice di accontentarsi, è in realtà un espediente retorico che nasconde, sotto una certa elegante modestia, la bellezza di un libro che un lettore attento scopre in verità carico di riflessioni e di spunti per ulteriori pensamenti: leggero e profondo assieme.

Si tratta di un libro che ci tornerà spesso in mente: in cucina, al supermercato, nelle nostre ricette, più o meno inventive; nelle tavole più diverse, da quella di casa a quella di un fast food; nei nostri viaggi infine, e più in generale nel rapporto con le varie alterità (dall’amico al diverso di ogni genere).

L’argomento è il cibo e, più in generale, l’alimentazione: non però la sua composizione chimica, non gli aspetti nutrizionali, non la sua etica se non marginalmente. Il tema è appunto, come recita il titolo, “il cibo come cultura”, l’alimentazione umana nel suo essere irrimediabilmente culturale, anche quando utilizza per nobilitarsi (ma solo in determinate epoche!!) parole come “natura”, “origine”, “semplicità”; perché come dice giustamente l’autore, il primo passo da fare è riconoscere che “anche la natura è cultura”.
Un aspetto affascinate del libro è senz’altro l’idea, più volte ribadita, che la complessità culturale e tecnica della cucina sia legata, molto prima che all’alta arte culinaria, alla preparazione dei cibi più “semplici”: “è proprio per preparare i cibi di sussistenza più comuni” scrive Montanari “che sono state messe a punto le tecniche manuali più complesse, quelle che richiedono più tempo e abilità”. Il percorso che conduce all’arte della cucina viene fatto risalire in generale a partire dalla necessità costituita dall’assicurarsi il cibo, unita alla curiosità umana e alla ricerca del piacere. È così infatti che “i metodi di conservazione degli alimenti, affinati sotto l’impulso della fame, hanno rapidamente oltrepassato tale dimensione con una sorta di trasferimento tecnologico che li ha visti applicati all’alta gastronomia (…) Si pensi ai salumi e ai formaggi, o alla grande tradizione delle confetture”. Si tratta di un legame profondo, filosofico, che unisce la fame al piacere, la necessità della natura alla libertà della coscienza, la naturalità del bisogno all’aspetto culturale della creatività umana.

Le tematiche di questo bel libro sono molte e condensate in poco più di 150 pagine, da leggere tutte d’un fiato (salvo poi rileggerlo). Mai stancante, sempre sorprendente e profondo, a tratti aneddotico, giusto per soddisfare la sana curiosità di ognuno di noi, quella che fissa il concetto nel ricordo. Che cosa prediligeva mangiare Carlo Magno? L’arrosto ovviamente, non il bollito; e detestava il medico che, negli ultimi anni di vita, glielo voleva proibire. Ma questo aneddoto non è che il la a una riflessione avvincente sulla polarità arrosto/bollito e sulle metafore e simboli ad essa sottesi (il maschile e il femminile, il naturale e il culturale, la foresta e la casa….).
Un libro ricco e vivace dunque, che si conclude con un pensiero incisivo, una metafora arborea che parla del senso della ricerca storica e di ciò che ha da dire sull’identità che noi siamo, collettivamente e individualmente. Si tratta di una metafora che attende il lettore però: non sarò io a rovinarvi qui il meritato finale.

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Il cucchiaio arcobaleno: dai colore ai tuoi piatti!

Quando la cucina è fantasia, creatività e colore, ecco che il nostro ricettario si dipinge e si crea una raccolta di piatti variopinti provenienti da tutto il mondo: Il cucchiaio arcobaleno!

Il cucchiaio arcobaleno: tutti i colori delle cucine vegan dal mondo

Il cucchiaio arcobaleno: tutti i colori delle cucine vegan dal mondo, questo il nome della raccolta di ricette etniche e non, edita da Sonda e realizzata da Yari Prete e Valerio Costanzia. Non si tratta di un libro di ricette come tutti gli altri, la sua particolarità sta proprio nel raggruppamento delle ricette secondo il colore predominante degli ingredienti utilizzati.

Perché una scelta di questo tipo? Perché, come viene spiegato ampiamente nella parte introduttiva, ogni colore ha delle sue specificità e porta benifici diversi rispetto agli altri. Quindi, oltre a combinare gli ingredienti necessari per realizzare un piatto, si possono prediligere dei cibi rispetto a degli altri proprio a seconda delle loro variabili cromatiche.

Dall’arancione colore vitale delle pietanze più appetitose, si passa al viola, tono della cena e della calma, seguito dai cibi gialli che favoriscono la digestione, quelli marroni più nutrienti e rustici, quelli rossi energici e festaioli per finire con i cibi di color verde leggeri e frugali. Inoltre, si tratta di ricette tutte vegane, dalla prima all’ultima pagina, originarie di ogni parte del mondo, dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Spagna alle Antille. Tutte da scoprire, tutte provare!

Gli autori del libro:

Yari Simone Prete – Export manager nel settore alimentare, vive in Piemonte tra Torino e il Monferrato. Appassionato di cibo e cucina, si diletta ai fornelli fin da quando era un ragazzino. Vegan dal 2006, è convinto che la buona tavola possa coniugarsi alla perfezione con il rispetto delle altre forme di vita. Tra le altre passioni la fotografia, il cinema e le lingue straniere, in particolar modo quelle orientali. E naturalmente i viaggi, per lavoro e per piacere, alla scoperta del buon cibo.

Valerio Costanzia – Si occupa da anni di progetti editoriali legati al mondo del food&beverage e dell’educazione alimentare. Ha curato titoli per diverse case editrici e lavora per l’agenzia editoriale LiberLab. Recentemente ha creato un blog dove l’antica e mai sopita passione e specializzazione per il cinema dialoga con il cibo.

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