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Come cucinare il tofu: 7 consigli pratici!

Il tofu è un alimento di origine cinese diffuso in tutti i paesi orientali. Viene anche detto “formaggio” di soia perché si ricava cagliando il latte ottenuto dalla spremitura dei fagioli di soia. E’ un alimento ricco di proteine vegetali, ha un notevole apporto di calcio ed è molto digeribile: per questo viene molto consumato nelle diete vegane e vegetariane. I suoi impieghi sono molti e infatti lo vediamo utilizzato in impasti, nei dolci, fritto, ecc…
Il problema è che spesso e volentieri ci troviamo a non sapere bene come utilizzarlo e magari l’abbiamo comprato da qualche giorno perché sappiamo che “ci fa bene”.
Se non sapete dove andare a sbattere la testa, siamo qui per insegnarvi come cucinare il tofu!

1) Tofu nelle zuppe

Per arricchire il contenuto di una zuppa, il tofu è l’ideale: proteico e morbido! In questo caso è necessario tagliarlo a cubettini e farlo cuocere per dieci minuti all’interno della zuppa. Questo è uno dei modi di cucinare il tofu.
Alcune delle nostre zuppe con il tofu o alle quali può essere aggiunto.
Zuppa di miso
Zuppa di amaranto e avena

2) Tofu assieme alle verdure

Uno dei nostri abbinamenti preferiti per cucinare il tofu è il tofu con le verdure, assieme a qualche spezia orientale da accompagnare con un po’ di riso al vapore.
In questo modo potete avere una ricetta ricca di sapore, colorata e proteica: infatti nel momento in cui aggiungete alle proteine del tofu, anche quelle che si trovano nel riso, riuscite a ricreare un profilo amminoacidico completo e salutare.
Qui una delle nostre ricette!
Tofu con le verdure

3) Tofu nel metodo più tradizionale

Essendo il tofu di origine orientale, sicuramente starà bene con ingredienti della stessa provenienza, e se trattato con metodi di cottura tradizionali, darà il meglio di sé.
Una ricetta macrobiotica, vegana e assolutamente imperdibile è il tofu con le alghe!

4) Tofu e sapori mediterranei

Essendo un po’ creativi e volendo osare un po’, possiamo anche pensare di fondere i sapori della tradizione mediterranea con il tofu puramente orientale. Per la sua caratteristica di assumere il sapore di ciò che gli sta affianco, il tofu si sposa perfettamente con capperi, olive e pomodoro fresco!
Provate la nostra ricetta del Tofu alla Mediterranea

5) Tofu alla piastra o fritto

Un classico per preparare in pochi minuti un po’ di tofu da abbinare ad un’insalata o un po’ di riso è il tofu alla piastra. Basterà che lo lasciate marinare in salsa di soia e olio, (possibilmente di semi di sesamo) e che lo cuocciate su una piastra a fiamma alta per 5 minuti.
La possibilità più “junk” è invece quella di friggere il tofu in stile “deep fried”: il tofu dovrà essere ben asciutto quindi, mi raccomando tamponarlo con della carta assorbente se non volete assistere a delle esplosioni in cucina dovute al contatto di olio bollente e acqua.
Potete anche impanarlo in farina di farro o di ceci, oppure friggerlo in pastella!
Una volta fritto il tofu sarà buonissimo se mangiato in qualche zuppa in stile orientale.

6) Tofu a crudo

Il tofu, se di buona qualità, è ottimo anche se mangiato a crudo. Potete scegliere di condirlo con un po’ di salsa di soia oppure di tagliarlo a pezzetti e metterlo in un’insalata fresca.
In un panino con del pomodoro a fette e una foglia di basilico potrebbe essere un ottimo spuntino pomeridiano.

7) Tofu nei dolci

Per il suo sapore neutro, il tofu è ottimo per la preparazioni di dolci, soprattutto se trovate il tofu seta, la versione vellutata.
Per preparare ricette di dolci vegan è perfetto, e farà si che i vostri dessert escano leggeri e molto meno calorici della loro versione tradizionale.

Fonte foto: greenme.it

Il tofu è un alimento di origine vegetale, dall’aspetto simile al formaggio fresco, che si ottiene dalla cagliatura del latte di soia (coagulazione acida del latte di soia attraverso acidi deboli -come il cloruro di magnesio o nigari) e dalla sua pressatura. Per questo motivo è anche detto caglio di semi di soia.

Molte le sono le somiglianze tra il processo di creazione del tofu e quello del formaggio, pertanto spesso ci si riferisce al tofu con la denominazione di “formaggio vegetale” o “formaggio di soia”.

A seconda dell’agente cagliante impiegato, inoltre, è possibile ottenere tofu dalla consistenza diversa e con differenti caratteristiche organolettiche. Il tofu seta (o silken tofu), ad esempio, è una particolare varietà di tofu dalla consistenza molto più gelatinosa.

L’origine del tofu

Cercando l’origine del tofu, possiamo trovare diversi pareri, più o meno credibili: si pensa comunemente che quest’alimento esistesse già nel II secolo d.C., anche se leggermente differente da quello attuale. E che, grazie al buddhismo, si sia successivamente diffuso in quasi tutto l’estremo oriente (Giappone, Cina, Vietnam, Tailandia, Corea, Cambogia), sino ad arrivare oggi anche nei nostri negozi e supermercati della GDO (grande distribuzione).

tofu-origine

Il suo apporto proteico, infatti, lo ha reso un ottimo sostituto del formaggio, ma non solo, specialmente nelle diete vegane e vegetariane. A questo proposito, ti proponiamo una selezione di gustose ricette vegane a base di tofu.

Valori nutrizionali del tofu

100 grammi di tofu contengono il 10,1% di carboidrati, il 37% di proteine e il 52,9% di grassi (fonte).

Il tofu, quindi, è maggiormente ricco di proteine, di grassi (quelli buoni) e di calcio, quest’ultimo in quantità diverse a seconda del caglio utilizzato. È invece povero di colesterolo e di grassi saturi, ma anche di alcune vitamine, come la B12 e la D.

Nonostante meno ricco di proteine di un formaggio tradizionale, il tofu ha un’alta percentuale di proteine vegetali, risulta quindi essere il sostituto perfetto per chi sceglie di eliminare le proteine animali dalla propria dieta. Le proteine vegetali, difatti, se combinate correttamente, contrastano la carenza di alcuni aminoacidi presenti nei prodotti di origine animale.

I benefici del tofu sono ampiamente riconosciuti per chi soffre di ipercolesterolemia, l’eccessiva presenza di colesterolo nel sangue. Questo derivato della soia è inoltre ipocalorico: 100 g, infatti, apportano circa 76 calorie.

Tofu: controindicazioni

Come per qualsiasi altro alimento, anche del tofu non bisognerebbe abusare. I fitoestrogeni della soia, infatti, assunti in dosi eccessive, possono essere dannosi in quanto fattori anti-nutrizionali. Abbinare il tofu con le alghe bilancia questo problema.

Tofu fatto in casa

Anche se è molto più comodo comprarlo già pronto, il tofu è possibile anche farlo in casa con le nostre manine. E la soddisfazione sarà ben altra! Se volete imparare a prepararvelo da soli, ecco il procedimento completo e gli ingredienti per realizzare il tofu fatto in casa!

tofu-fatto-in-casa

Per la preparazione del tofu, di solito si produce un latte di soia più denso di quello in commercio, lo si porta ad ebollizione e poi lo si fa scendere a 70°C. A Questo punto si aggiunge il caglio sciolto in poca acqua tiepida, fino a far raggiungere il punto isoelettrico delle proteine della soia, che flocculano e danno origine al nostro “formaggio di soia”. Il coagulo proteico (non ancora propriamente tofu) viene filtrato, in modo da far scolare il siero. Quindi viene  messo a bagno per un’ora in acqua fredda.

In base alla forma e alla tipologia del tofu, si potranno avere differenti processi che portano alla formazione della cagliata. Ad esempio per ottenere un tofu fai da te più solido, lo si pressa ulteriormente per rimuovere il liquido in eccesso.

Cos’è l’Okara?

L’okara è un sottoprodotto della lavorazione del tofu: il residuo di fibre, amido e proteine che deriva dall’estrazione del latte di soia dalle fave di soia gialla bollite e filtrate. Anche se si tratta di un prodotto di scarto del tofu, con esso si possono creare interessanti ricette come le nostre crocchette!

Ecco altri consigli per cucinare il tofu!

Cucinare il tofu: 5 errori da evitare

Cucinare il tofu, soprattutto per chi è alle prime armi in cucina o non ha mai avuto molto a che fare con questo ingrediente, può rivelarsi un’impresa tanto ardua quanto insoddisfacente.
E quando si tratta di cucinare, vogliamo che il risultato dei nostri sforzi sia qualcosa di delizioso e appagante!
Di tofu ce ne sono tanti tipi, il tofu vellutato o tofu seta, il tofu solido, quello più o meno secco, per non parlare di tutti quei tofu semilavorati, precotti e aromatizzati a tutti i gusti.
Non tutti i tipi di tofu che troviamo in commercio si prestano agli stessi utilizzi e uno non vale l’altro.
Per questo una volta che abbiamo acquistato (o autoprodotto) la nostra mattonella di tofu, è bene evitare di fare alcuni errori che possono guastarci il pranzo e tutto il divertimento che invece possiamo trovare nel realizzare una ricetta.
Imparando dai nostri stessi sbagli e dalle nostre esperienze con questo ingrediente tanto versatile quanto ostico, abbiamo elencato i 5 errori più comuni che si commettono quando decidiamo di cucinare il tofu.
Buona lettura!

1. Non scegliere il tofu adatto

Quando siamo al supermercato non dobbiamo scegliere un tofu qualunque: il tofu innanzi tutto deve essere biologico e non OGM, questo è fondamentale. Ma non basta. Bollini e certificati di qualità non saranno sufficienti a garantire la bontà del prodotto che stiamo acquistando. Anche se in un primo momento, il tofu sembra quasi insapore e dalla consistenza poco familiare, provandone diversi tipi scoprirete da voi quello che più vi piace!
Ad ogni preparazione, poi, dovrete saper associare il tofu più adatto. Per esempio per una mousse, una crema o per i dolci sarà consigliabile utilizzare il tofu vellutato o tofu seta, piuttosto che quello più solido, che sarà invece perfetto per essere impanato, saltato o tritato in un ragù.

2. Non pressare il tofu

Il tofu viene venduto in confezioni immerso nell’acqua, perché si mantenga meglio e più a lungo, ma questo non significa che una volta aperto l’acqua vada conservata o addirittura usata in cottura! Prendiamo piuttosto la nostra mattonella bianca e lasciamola sgocciolare per bene, aiutandoci con un colino a rete fitta o con della carta casa. Meno acqua sarà presente nel tofu, più sarà facile condirlo e insaporirlo a nostro piacere!
Se ne avanziamo, invece, è buona norma immergerlo di nuovo in acqua in un contenitore (possibilmente in vetro) e lasciarlo in frigo uno o due giorni al massimo.

3. Non condirlo

Chi ha assaggiato il tofu, così com’è, senza un filo di sale, di olio o condimento di qualsiasi altro tipo, non ne sarà rimasto molto colpito. Quante volte sentiamo dire “il tofu non sa da niente” o “non so come usarlo perché non ha sapore”. Non si può di certo sperare di buttarlo in padella e mangiare una squisitezza! Questo non è uno svantaggio ma un pregio, perché siamo noi a doverlo insaporire per bene perché diventi qualcosa di gustoso! Quindi sta a noi renderlo speciale con spezie, marinature, erbe aromatiche, sughi e tante buone verdure!

4. Non tagliarlo correttamente

Un taglio troppo grossolano, troppo sottile o troppo irregolare può decretare l’insuccesso di una vostra ricetta con il tofu. Se dovete farlo speziato e saltato con delle verdure sarà preferibile tagliarlo a cubetti della stessa misura, mentre nel caso di impanate di tofu se le fette saranno troppo sottili rischieranno di rompersi, se troppo grosse non si cuoceranno uniformemente. Prima di prendere il coltello in mano, ragionate un attimo sul risultato che volete ottenere e il tipo di cottura che utilizzerete!

5. Non cucinarlo nel modo giusto

Tofu fritto, alla piastra, in umido, saltato, impanato, al curry, alla griglia, macinato… e chi più ne ha più ne metta! Cambiano le ricette ma la regola più importante è sempre la stessa: cucinarlo bene! Cosa significa cucinare bene il tofu? Significa non essere così frettolosi da lasciarlo freddo dentro e cotto fuori, significa non eccedere in cotture lunghe che rischiano di rinsecchirlo o addirittura bruciarlo, significa tenere controllata il nostro tegame mentre prepariamo il tofu, mescolando eassaggiando di tanto in tanto per aggiustare la quantità di sale.

Il tofu è un alimento che più lo si conosce più lo si impara ad usare e amare per le sue grandi doti nutrizionali e la versatilità con cui si adatta a moltissime preparazioni. Non c’è dubbio che evitando di commettere questi errori, il vostro rapporto con il tofu migliorerà giorno dopo giorno, ricetta dopo ricetta!

Il Giappone ci propone un caglio naturale: il nigari.

Con un nome dal sapore orientale, il nigari cela quel fascino tipico dell’Oriente. Come ogni cosa un po’ lontana e un po’ sconosciuta, potrebbe suscitare diffidenza. Oggi andiamo a scoprire perché il nigari non è poi così estraneo alla nostra quotidianità.

Dal Giappone alle nostre terre

Di origini giapponesi, il nigari è il prodotto rimanente dell’acqua marina dopo la rimozione del cloruro di sodio (il comune sale da cucina) e l’evaporazione dell’acqua stessa. Esso, quindi, è un composto formato quasi esclusivamente da cloruro di magnesio. Nella parte rimanente ci sono oligo minerali presenti naturalmente nell’acqua marina e benèfici per l’organismo umano. Il nigari è un composto inorganico altamente solubile, ottenuto grazie a dei processi di purificazione dell’acqua, evaporazione e disidratazione al sole. Esso è un prodotto che non si presta a subire raffinazioni sintetiche.
Il nigari è facilmente reperibile nei negozi specializzati in alimenti biologici, in erboristeria, oppure in quelli etnici. Lo si può trovare in polvere, in piccoli cristalli, o anche in forma liquida. Come già detto, è un prodotto originario del Giappone, ma dopo la terribile catastrofe della centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011, è quasi impossibile rintracciare l’originale nipponico a causa del pericolo radioattivo: ad oggi è più facilmente diffuso il nigari cinese. Il prezzo di una confezione da 100 grammi varia tra 1,50 e 2,00 euro.

Un caglio naturale e un integratore

Il nigari è un ottimo caglio e, considerate le sue origini, è naturale e certamente non di provenienza animale. L’esempio più famoso per questo utilizzo, è quello di adoperarlo per cagliare il latte di soia. Il nigari, infatti, è considerato il migliore caglio per produrre il tofu.
Nell’industria alimentare il nigari, che in questo settore è preferibilmente chiamato cloruro di magnesio, viene utilizzato anche come additivo, regolatore di acidità ed esaltatore di sapidità; possiede inoltre una funzione anti agglomerante. La legge non impone limiti nell’utilizzo del nigari, né negli alimenti né nell’agricoltura biologica, ove viene sfruttato per le sue proprietà fertilizzanti.
Il cloruro di magnesio è impiegato anche dall’industria farmaceutica, che lo utilizza per creare integratori alimentari. Questi ultimi sono destinati per la prevenzione e il trattamento delle carenze di magnesio.

Ecco come il nigari appare un prodotto meno distante di quanto si potesse pensare. Completamente naturale e non soggetto a manipolazioni, l’Oriente ci ha presentato un prodotto utile e genuino.

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Se non c’è la data di scadenza

Se non c’è la data di scadenza, come si fa? Buttiamo tutto via o prendiamo coraggio e assaggiamo quel che c’è in frigo da chissà quanto tempo? Capita a tutti di sostituire il contenitore o di non trovare un riferimento leggibile sulla confezione, quindi abbiamo pensato di darvi una pratica lista di alcuni prodotti molto comuni e la loro data di scadenza indicativa.

  • Uova fresche: 3/5 settimane
  • Uova lesse: 1 settimana
  • Formaggio spalmabile: 2 settimane
  • Margarina: 6 mesi
  • Burro: 1/3 mesi
  • Latte vaccino (aperto): 1 settimana
  • Latte di soia: 1 settimana
  • Formaggio (aperto): 3-4 settimane
  • Ketchup: 6 settimane
  • Condimenti per insalate: 3 mesi
  • Sottaceti: 1/2 settimane
  • Maionese: 2 mesi
  • Tofu: 1 settimana

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