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I cibi contro il colesterolo cattivo: ecco quelli giusti!

Una frase molto spesso ripetuta dai nostri medici di base è che abbiamo il colesterolo troppo alto e dobbiamo ridurlo, magari cambiando leggermente abitudini alimentari e facendo un po’ di più moto; ma a chi per lavoro fa un’attività molto dinamica e frenetica, rimane solo l’auspicio di modificare le abitudini alimentari, sia per chi ha mezz’ora o un lasso maggiore di pausa pranzo.

Ma, cos’è il colesterolo?

Per gli appassionati di chimica che ci seguono il colesterolo è una molecola che appartiene al gruppo degli steroli, e la sua nomenclatura biochimica è alcole policiclico alifatico, ma io preferisco semplicemente colesterolo. Una curiosità è che le piante ne sono prive, mentre per l’uomo e gli animali è indispensabile, in quanto garantisce stabilità meccanica alle cellule (impedisce che si rompano), trasporta sostanze indispensabili dalla periferia al centro delle cellule in tandem con particolari proteine, e lavora attivamente per la nostra crescita.
In aggiunta è la materia prima per la sintesi di ormoni steroidei e vitamina D da parte dei surreni.

Dove lo produciamo?

Nel fegato, e poi lo si usa per fare la bile dal duodeno, parte dell’intestino tenue, ed è estremamente utile perchè rende digeribili i grassi alimentari ingeriti.
Una persona ne contiene 150g, e al giorno ne produciamo circa 2g; se ne arriva troppo dagli alimenti il corpo smette di produrlo, andando a intasare il nostro metabolismo. Quindi la soluzione è optare per alcuni alimenti che abbassano decisamente i quantitativi assorbibili.

Quali alimenti ci aiutano contro il colesterolo cattivo

Ce ne sono parecchi, ma ne ho scelti alcuni, differenti tra loro, e proprio tale diversità ne rende gestibile e relativamente semplice l’assunzione, scegliendo ogni giorno uno diverso. La scelta è tra frutta, verdure come carciofo ed aglio, e panificati.
Gli agrumi, ovvero arancia dolce, arancia amara, pomelo, mandarino, limone, melangolo, cedro e mandarino cinese; li potete trovare come frutta fresca, oppure nei succhi(es. gusto ACE) , centrifugati, confetture e spremute. Da scegliere anche per perché sono ricchissimi di vitamina C.
Se non abbiamo voglia di frutta optiamo per panificati a base di grano saraceno, tra l’altro digeribili anche dai celiaci; dalla farina si ottengono polenta, pasta fresca, dolci e biscotti, ma non solo, quando fa freddo niente di meglio di una calda e gustosa zuppa o minestra di grano saraceno. Non da ultimo apporta tante proteine e fibre.
E che dire della canapa, pianta attualmente nel mirino di volenterosi ed accorti agricoltori italiani, che sta riscoprendo una seconda giovinezza? La possiamo trovare sia in semi crudi, perfetti da abbinare a nutrienti e naturali insalate e macedonie, oppure come farinaceo per pane e grissini.
Sulla frutta secca orientiamoci sulle noci fresche, oppure su olio, vini e liquori a base di noci (nocino). Ci forniscono tanta energia, vitamina B in abbondanza, e sali minerali come calcio e magnesio.
Non da ultimo provate il mangostano, colesterolo apportato pari al 0%, delizioso e ricchissimo di fibre, che rinforza e ci protegge da attacchi batterici, virali ed influenzali, evitando la formazione di fastidiosi gonfiori addominali.

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I semi in cucina, un pieno di energia!

I semi sono è tra gli elementi più antichi e importanti che si ritrovano nella storia dell’alimentazione umana. Ricercatori e scienziati hanno trovato tracce di essi sin dalla preistoria, senza contare che lo studio della nostra anatomia ha reso evidente una struttura mandibolare appositamente conformata per triturare e rendere in poltiglia semi, radici e frutta, nonché un sistema gastrointestinale adatto alla digestione di tali nutrimenti.
Ma il seme detiene anche un significato molto profondo, quasi trascendentale. Se pensiamo che in se esso contiene tutte le informazioni genetiche per lo sviluppo della vita vegetale, allora possiamo solo immaginare il suo immenso potenziale nutrizionale.

Proprietà e conservazione

Per un’alimentazione sana e corretta i semi sono la scelta più completa e naturale, poiché sono in grado di colmare qualsiasi carenza alimentare.
Le loro proprietà nutrizionale rendono questi piccoli granelli dei grandi amici per l’intero organismo.
Ne esistono in quantità e hanno tutti proprietà molto importanti, sono infatti fonti di grassi polinsaturi, sali minerali, vitamina E e B ed oligoelementi; sono inoltre ricchi di fibre e hanno un elevato potere calorico, ma sono altresì molto sazianti, quindi ne basta una piccola quantità per sopperire al fabbisogno giornaliero, in genere due cucchiai colmi sono sufficienti.
Si tratta di alimenti molto delicati quindi vanno conservati al riparo da fonti di luce e di calore, ben sigillati altrimenti irrancidiscono velocemente al contatto con l’aria.
Per non alterare le loro proprietà si possono tostare lievemente, ma solo qualche secondo in padella antiaderente. Tuttavia il miglior modo di consumarli è a crudo, e se poi si vuol esser dei virtuosi allora il segreto sta nel ammollarli per qualche ora affinché si attivino tutte le proprietà grazie al processo di germinazione. Processo che del resto è consigliato portare avanti sino alla germogliazione, così da avere un alimento perfetto dal punto di vista di tutti i nutrienti e cosa assai importante ricco di energia vitale

Varietà e utilizzi

Tra i semi più noti e facilmente reperibili ce ne sono almeno sei di assolutamente irrinunciabili, sia per gusto che per virtù.

I semi di sesamo ad esempio sono alcalinizzanti, energetici, ricostituenti muscolari e del sistema nervoso, abbondanti di cacio, ottimi per la memoria e le attività intellettuali.

I semi di lino sono ricchissimi di omega 3 e omega 6, nonché fonti di fibre idrosolubili e mucillagini, aiutano a disinfiammare e a favorire il naturale transito intestinale, ottimi per contrastare patologie cardiovascolari e cancerogene.

Ottimi i semi di chia, pieni di omega 3, sazianti e ricchi di proteine: unico difetto, il prezzo!

I semi di zucca hanno proprietà antivermifughe, rilassanti e antinfiammatorie, aiutano nelle affezioni alla prostata e all’apparato urinario femminile.

I semi di girasole, anch’essi antinfettivi, sono inoltre antitumorali e antibatterici.

Abbiamo poi i semi di papavero, fonti di proteine e omega 6, in grado di regolarizzare il livello del colesterolo, utilissimi per prevenire l’osteoporosi, sono inoltre calmanti e antistress.

I semi di canapa Sativa, che non contiene sostanze stupefacenti, sono invece un alimento proteico completo, contengono in se tutti gli otto aminoacidi essenziali e sono ottimi per la regolazione del metabolismo.

Questi preziosi alleati si possono consumare tal quali per colazione o come spuntino pomeridiano con frutta secca, in gustose insalate, come condimento triturati e salati (gomasio) o come crema spalmabile (thain), come ingrediente per pane e focacce salate fatte in casa, e infine, per consumarli con il massimo delle loro potenzialità provateli sottoforma di germogli.

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I semi di canapa: un supercibo per la nostra salute

Come ho scritto nel titolo è proprio così; la canapa, oltre ad essere nutriente ed estremamente ricca di vitamine e sali minerali, è davvero buona e gustosa, con un sapore molto simile alla nocciola. E pensate che la canapa ha accompagnato la storia nel corso non solo dei secoli, ma addirittura dei millenni.

Cenni storici

Le prime testimonianze storiche provengono dalla Cina del 4500 Avanti Cristo per poi espandersi nel territorio egiziano nel 2000 A.C. conoscendo un periodo di notevole splendore. Ma ancora non sapevano la valenza nutritiva della canapa e la utilizzavano solo come pregiata fibra tessile al pari di lino e cotone.

La canapa è stata coltivata davvero in modo esteso in Italia fino agli anni Quaranta, in circa 100.000 ettari, poi la creazione delle fibre sintetiche ne ha ridotto l’estensione della metà negli anni Settanta, per poi arrivare solamente a poche centinaia di campi. Ma ora la riscoperta della coltura con un’ottima finalità alimentare naturale e benefica ne ha fatto ripartire la coltivazione, prevalentemente in Piemonte.

La pianta e le sue proprietà

È una pianta alta e poco ramificata, si semina in Aprile, germina dopo una settimana e in due mesi nascono dei bellissimi fiori riuniti in appariscenti composizioni, e possiamo raccogliere gli steli per la fibra e i semi per l’alimentazione già in Settembre.

Le peculiarità che si adattano meglio al suo status sono nutriente e resistente; i semi sono di un particolare colore bruno marezzato, e sono enormemente ricchi di proteina, ben un 25%, costituito in prevalenza da amminoacidi essenziali, che, come dice il nome stesso, sono essenziali per la nostra vita. La sensazione di sazietà che abbiamo dal mangiarli è fornita dalla ricchezza di acidi grassi, ma badate quelli polinsaturi che ci fanno tanto bene, garantendo ai nostri muscoli, ai nostri nervi ed alle nostre ghiandole endocrine salute e benessere.

Contrasta il colesterolo ed i disturbi dell’apparato respiratorio quali asme e sinusiti, rinforza la nostre difese immunitarie contro i mali di stagione come l’onnipresente raffreddore, e garantisce maggior forza alle nostre ossa e denti grazie alla ricchezza in calcio e potassio.

I prodotti alimentari della canapa

E in cucina come li possiamo adoperare? I semi crudi sono deliziosi come ingrediente prelibato di macedonie ed insalate, e come interessante e valida variante in colazioni aggiungendoli a muesli e frullati. In vendita si trova anche la farina di semi di canapa, da cui partire per la creazione di buonissimi e saporiti pani e grissini.
Da assaggiare l’olio di semi come condimento alimentare, ma lo si può benissimo provare anche come cosmetico per una naturale nutrizione emolliente della pelle.

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Il crudismo

Tutti i frutti che la terra ci dona sono perfetti e pronti per essere assimilati al fine di avere, in modo veloce e semplice, tutti i nutrienti e le energie necessarie. Da qui l’estrema importanza del crudismo.

Già Ippocrate e Pitagora sottolineavano il valore di una dieta a base di “cruditè”, gli Esseni poi, la indicavano come unica via per la lunga vita.

A partire dal XVII secolo questo fondamento è stato riscoperto e sostenuto sino ad oggi, soprattutto grazie all’Igenismo e ai suoi esponenti.

Frutta, ortaggi e semi allo stato crudo, anche sottoforma di succhi freschi, sono le basi per tale tipologia di alimentazione, poi ovviamente legumi e cereali consumati sottoforma di germogli, dai quali per di più si ricava il latte vegetale.

La cottura è consentita se non superiore ai 40°, infatti uno strumento indispensabile è l’essiccatore che permette di “cuocere” naturalmente gli alimenti regolando la temperatura.

I vantaggi di seguire un regime alimentare prevalentemente crudista sono innumerevoli: apporta un effettivo miglioramento della digestione ottimizzando il funzionamento dell’apparato gastrointestinale, aumenta l’energia vitale, ripristina tutte le funzioni biologiche dell’organismo, e ,se adottato in modo continuativo, favorisce la risoluzione di diverse patologie.

Tutto perché le proprietà benefiche degli alimenti naturali, ricchi di sali minerali organici, rimangono inalterate e sono subito assimilabili; ma soprattutto si introducono direttamente quegli enzimi necessari alla digestione che con la cottura andrebbero distrutti, mettendo sotto stress l’organismo stesso.

Di una certa rilevanza sono le ricerche di medici come il dott. Paul Kouchakoff e il Prof. Armando d’Elia , che dimostrano come l’assunzione di cibi cotti aumenti del doppio la produzione di globuli bianchi; questi, detti anche leucociti, compaiono quando è in corso un’infezione, avvertono quindi la presenza di un “ intruso “ da attaccare.

Ecco perché è caldamente consigliato iniziare sempre il pasto con un’abbondante porzione di insalata cruda, rigorosamente con ingredienti stagionali, solo in seguito si può passare a qualche alimento cotto.

Il crudismo dunque consente uno stile di vita sano e naturale, che guarda ad una vera ecologia energetica, sia per il corpo che per l’ambiente.

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