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L’incredibile erba di grano e le sue innumerevoli proprietà

I capelli bianchi sono uno dei segni dell’età che avanza, ma ahimè, a volte compaiono anche quando vecchi non si è.
In realtà, il bianco o il grigio dei capelli non è un semplice segno degli anni che passano, le problematiche alla tiroide possono influire sul colore dei capelli, ad esempio; inoltre, l’antica Medicina Tradizionale Cinese collega la pigmentazione dei capelli alla qualità del sangue e alla forza dei reni. Così, per esempio, avere capelli grigi sta a indicare reni e sangue deboli.
In natura esiste una soluzione anche per i capelli bianchi: l’erba di grano.

Che cos’è?

Quando si parla di erba di grano, si intendono il grano (o frumento), l’orzo e il farro germogliati di 10-15 giorni. È costituita da una serie impressionante di sostanze nutritive che rafforzano e ringiovaniscono il nostro organismo, in tutte le sue parti. È composta per il 70% da clorofilla, il rimanente 30% da 17 amminoacidi essenziali, 90 minerali, 13 vitamine e 80 enzimi. Un vero e proprio tesoro di salute!

A cosa serve?

Un consumo regolare di erba di grano, oltre ad avere un effetto positivo sui capelli grigi, rallenta il processo di invecchiamento combattendo i danni causati dai radicali liberi, ringiovanisce le cellule, disintossica il corpo rimuovendo le tossine che ingorgano sangue e organi come cadmio, nicotina, stronzio, mercurio e cloruro di polivinile (PVC), e rende la pelle elastica.
Inoltre, è utile a ripristinare la salute dei reni e del sangue, grazie alla presenza della clorofilla, composto presente nelle piante simile all’emoglobina, che serve a ossigenare il sangue.
L’erba di grano offre anche una linea di difesa impenetrabile contro le malattie, aumenta le difese immunitarie e ha un effetto positivo sulla fertilità, abbassa l’FSH e regolarizza il ciclo mestruale.
Infine, se assunto 40 minuti prima del pranzo, riduce l’appetito (utile per chi è in dieta!), in più serve anche a colmare le carenze nutrizionali e a riequilibrare il tasso di vitamina B12 nei vegetariani e facilita la digestione. Conferisce anche maggior resistenza alla fatica, sia fisica che mentale.

Dove trovo l’erba di grano?

Sul mercato si trova sotto diverse forme: in polvere, liofilizzata, in compresse o pronta da bere. La si può acquistare online, nelle farmacie o erboristerie; si può persino coltivare in casa, basta seguire i tutorial che si trovano in internet.
È fondamentale naturalmente fare attenzione a cosa si compra! Capire se si tratta di erba di grano o succo di erba di grano, accertarsi sulla provenienza, le analisi chimiche e l’assenza di malto destrina o altri veicolanti. Cerchiamo il prodotto vivo (non cotto), ricco di vitamina B12, biologico!
L’assunzione dell’erba di grano sotto forma di succo è più potente e energizzante (30ml di succo equivalgono a 1kg di verdure verdi biologiche). È molto dolce, quindi si consiglia di assumerlo a stomaco vuoto, sorseggiando lentamente.

Indicazioni e controindicazioni

L’erba di grano va bene per i celiaci perché il glutine, durante la germinazione, viene scisso dagli enzimi nei singoli amminoacidi.
La devono evitare, invece, gli intolleranti al frumento.

Detto questo, sembra esserci un solo imperativo: Erba di grano a volontà!

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Meno detersivi industriali, più detersivi fai da te!

Spesso si dice “La salute prima di tutto”; cibo salutare, comportamento salutare e ambiente salutare!
Tuttavia, riflettevo sul fatto che, per tenere pulita la nostra casa, usiamo dei prodotti che non sempre sono un toccasana per la nostra salute e per quella del nostro pianeta. Molti dei prodotti che si usano per la cura della casa contengono ingredienti che contaminano l’aria e l’acqua, e sono anche nocivi per migliaia di organismi, vegetali o animali, una volta rilasciati nell’ambiente attraverso gli scarichi.
Chi se ne intende parla dei detersivi convenzionali come sostanze fra le più tossiche che si possono usare in casa. Inoltre, non si deve dimenticare che le sostanze chimiche contenute in essi sono state introdotte solo all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quindi i loro effetti sulla salute non sono mai stati testati a lungo termine.
I rischi più comuni associati ai detersivi convenzionali includono attacchi d’asma, mal di testa, vertigini, problemi alla vista e alla memoria.

Fra i componenti meno salutari ci sono:

Formaldeide

Si tratta di un composto organico volatile, si trova in detergenti liquidi e detersivi per pavimenti. Probabilmente cancerogeno.

Candeggina

La candeggina è elemento tossico che irrita il sistema respiratorio e emette vapori velenosi se combinato con ammoniaca o aceto.

Distillati del petrolio

I distillati del petrolio, come la nafta, si trovano nei mobili e nei detersivi per pavimenti e possono avere effetti sul sistema nervoso centrale e porta a problemi cognitivi e comportamentali

Pesticidi e funghicidi

Tali sostanze si trovano nei più comuni detergenti antibatterici e antimuffa. Causano irritazioni alla pelle e danni al sistema nervoso.

Eliminare detersivi e detergenti di vario genere dalle nostre pratiche domestiche non è semplicissimo; tuttavia, i prodotti industriali non sono sempre esistiti, ci sono alternative più naturali, vecchio stile, o usi particolari di altri prodotti.

Detersivi fai da te: ricette

Per creare una specie di detergente universale bastano bicarbonato di sodio e aceto; si mescolano in una bottiglia spray 240 ml di acqua e 240 ml di aceto e si aggiungono due cucchiai di bicarbonato di sodio, e il gioco è fatto! Pulito senza brutte sorprese per la nostra salute!

Per pulire pavimenti e tappeti, si può usare la schiuma da barba. Come? Si spruzza la schiuma sulla macchia del tappeto e si lascia riposare 30 minuti, poi si rimuove con una spugna e si completa il lavoro raccogliendo gli ultimi residui con l’aspirapolvere.

Ci sono le finestre da pulire? In una bottiglia spray, mescolate aceto bianco e acqua in parti uguali, spruzzate il liquido sulla superficie da pulire e asciugate con carta di giornale. Nessun alone e nessun rimasuglio di giornale!

Per rendere più bianchi i vostri capi delicati, invece, immergeteli per trenta minuti in una soluzione di 120 ml di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e 950 ml di acqua.

Infine, per sostituire la spugna abrasiva, basta un mezzo limone già spremuto cosparso di bicarbonato di sodio e si possono pulire piastrelle, il bancone della cucina o l’acciaio senza graffi di nessun tipo!

Questi sono alcuni spunti facili ed economici che possiamo imparare a usare già da subito. Aver cura dell’ambiente e della propria salute, va nell’interesse nostro e di tutti gli altri esseri viventi. Cambiare le nostre abitudini e sostituirle con altre più ecologiche ed economiche, è il primo step verso un mondo più sostenibile e una maggior qualità di vita per tutti.

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Tè verde e salute

Il tè verde, oltre a essere un’ottima bevanda, è un alimento ricchissimo di sostanze nutritive e benefiche per la nostra salute.
A differenza del tè nero, che subisce un processo di ossidazione, il tè verde, anche dopo l’essicazione, mantiene le sue sostanze nutritive.
Quali sono tutte le sostanze benefiche contenute nel tè verde? Vediamole una a una:

Polifenoli

I polifenoli presenti nel tè verde hanno un forte potere antiossidante, all’incirca di 30 volte superiore a quello della vitamina E. Inoltre, alcune ricerche condotte sui polifenoli del tè verde stanno provando la capacità di interferire o rallentare la mutazione cancerosa delle cellule.

Vitamine

Nel tè verde troviamo la vitamina C, che fortifica le nostre difese immunitarie e rallenta l’invecchiamento cellulare. Oltre alla vitamina C, troviamo nel tè verde, anche la vitamina A, ottima alleata nel miglioramento della vista e nella creazione di glicoproteine che proteggono le mucose e la pelle. Le vitamine del gruppo B (B1,B2, B3, B7) sono anch’esse presenti e molto importanti per rafforzare i nostri tessuti epiteliali e favorire la formazione dei neurotrasmettitori. Infine, nel tè verde, sono presenti la vitamina E e il betacarotene con funzione antiossidante e la vitamina K fondamentale per la coagulazione sanguigna.

Alcaloidi

Gli alcaloidi sono dei composti organici azotati, utili al nostro organismo in quanto danno energia. Nel tè verde troviamo tre alcaloidi: la caffeina (3%), la teofillina (0,03%) e la teobromina (0,17%). La caffeina (o teina) favorisce la diuresi e ha effetti stimolanti sul nostro sistema nervoso.

Minerali

I minerali e gli oligominerali contenuti nel tè verde sono moltissimi: potassio, fluoro, zinco, magnesio, oltre a fosforo, calcio, sodio e manganese.

I benefici che questi elementi contenuti nel tè verde possono portare alla nostra salute sono molteplici. Dalla prevenzione delle patologie del sistema cardio-circolatorio, all’azione protettiva antitumorale che interviene rallentando la metastasi, dalla funzione antibatterica nel cavo orale, alla migliorata digestione, dagli effetti benefici in caso di diete dimagranti (grazie all’effetto diuretico e la riduzione dell’assorbimento dei grassi) fino alla prevenzione di disturbi quali osteoporosi, pressione alta e iperglicemia.

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Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Con l’avvicinarsi di Capodanno, le vendite di lenticchie aumentano vertiginosamente! Grazie alla loro forma simile a una moneta, fin dall’antichità questo legume veniva consumato per augurare un nuovo anno ricco e prospero. E diciamocelo, di questi tempi forse è il caso di mangiarle molto più spesso, ma per guadagnarne anche in salute!

Lenticchie nel mondo e in Italia

La lenticchia fu il primo legume ad essere coltivato in Mesopotamia, e ad entrare a far parte dell’alimentazione umana. Esse vengono citate anche nella Bibbia, precisamente quando Esaù rinunciò alla figlia primogenita per un piatto di lenticchie. A livello mondiale si stima che circa 3 milioni e mezzo di ettari siano coltivati con piantagioni di lenticchie, in particolare nelle zone temperate. La pianta, scientificamente chiamata Ervum Lens, può sopravvivere in ambienti avversi, e, tecnicamente, le lenticchie sono i semi della Ervum Lens.
Anche l’Italia è un modesto produttore di questo legume, le cui varietà sono molto pregiate ed apprezzate a livello internazionale; tra le più note possiamo ricordare le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), quelle di Altamura, le lenticchie di Villalba e di Colfiorito, e le lenticchie del Fucino.

Proprietà e valori nutrizionali

Come quasi tutti i legumi, anche le lenticchie sono un alimento formidabile per le sue numerose caratteristiche nutrizionali. Sono ricche di fibre, valido alleato per la prevenzione di forme tumorali al retto e colon; esse inoltre aumentano la sensazione di sazietà, perciò possono sostenere la perdita di peso e il contrasto al diabete. Le fibre, infine, favoriscono l’equilibrio intestinale.
Le lenticchie contengono magnesio e potassio: il primo benefico per il tessuto osseo, il secondo utile per la ritenzione idrica e l’apparato cardiocircolatorio. Il loro contenuto proteico è paragonabile se non superiore a quello di molti tipi di carni, ma sono prive di grassi saturi e non causano l’aumento del colesterolo. Le lenticchie apportano al nostro organismo vitamina B1, ferro e aiutano a mantenere bilanciata la glicemia nel sangue e quindi anche l’insulina, che serve a metabolizzare gli zuccheri. Altri componenti caratterizzanti sono gli antiossidanti e la tiamina, utile per favorire la concentrazione.

Ricette e consigli con le lenticchie

E’ controindicato consumare le lenticchie crude, in quanto poco digeribili. Il loro uso inoltre è sconsigliato a malati di gotta e uremia. Con l’auspicio che la loro fama di portar fortuna si trasformi in realtà, di seguito suggeriamo alcune ricette con le lenticchie, valide per San Silvestro… E, perché no, per tutti gli altri mesi!

Ecco le nostre ricette consigliate:

Pasta e lenticchie con cavolo nero e pinoli
Burger di lenticchie, ceci e cereali
Polpette speziate con lenticchie, spinaci e zucca

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I chakra: i livelli energetici del benessere

Quante volte ci siamo alzati dal letto con qualche dolorino? E quando non ci sentiamo bene senza conoscerne la causa, cosa possiamo fare? Proviamo per una volta a non cercare la causa allo esterno, ma dentro di noi, nel nostro corpo e nel nostro spirito. A tal proposito oggi parliamo dei Chakra ovvero i livelli energetici del benessere.

Dalla medicina orientale degli antichi maestri si tramanda il concetto che, quando una parte del nostro corpo non funziona bene, abbiamo un blocco energetico nel meridiano corrispondente. I meridiani sono dei filamenti sottili che attraversano il nostro organismo, influenzando il benessere delle diverse parti di noi.

Lungo i meridiani sorgono i Chakra, porte energetiche che regolano il flusso di energia interiore. Ed è dalla cura di questi punti che inizia la terapia per i nostri problemi fisici, che ci condurrà all’armonia e alla pace interiore.

In noi ci sono 144 Chakra, ma per semplicità e chiarezza è meglio concentrarsi sui 7 principali, lungo i quali scorre l’energia cosmica che nutre la vita. Se stiamo bene siamo in equilibrio, e l’energia scorre ininterrottamente, altrimenti si formano dei grossi blocchi che impediscono lo scorrere, causando malattie e psicosi. Tutto ciò, generato da carenze e sovraccarichi energetici, dà origine ad una profonda disarmonia tra stato fisico e mentale che dobbiamo combattere.

E i rimedi? Sono tutti naturali, e consistono nel contatto con pietre naturali, oli essenziali ed incensi, differenti per specifico Chakra o malanno, che possono aiutarci a ritrovare la serenità e lo equilibrio interiore. Ad ogni porta è associato un colore, un pianeta ed un cristallo. Conoscendoli possiamo contrastare il male ed arrivare all’equilibrio interiore ed esteriore.

Il primo Chakra è situato alla base della colonna vertebrale, il suo colore è il rosso, e gli organi a lui riferiti sono gli organi riproduttivi, la vescica e le ghiandole surrenali. Se abbiamo dei problemi in queste zone affidatevi alla pietre rosse quali rubino, granato e diaspro rosso, all’olio essenziale del primo Chakra ed agli incensi collegati.

Il secondo Chakra è legato agli organi riproduttivi, l’arancione lo contraddistingue, e stimola le nostre creatività e fantasia. Il terzo è associato al pancreas, e coordina il buon funzionamento degli organi addominali, dallo stomaco al fegato; è abbinato alle pietre gialle Topazio ed Ambra.

Un altro Chakra importante è il quarto, che è localizzato dentro il cuore, lo influenza assieme alla circolazione sanguigna. Se il Chakra sta bene, saremo altruisti, sereni e consapevoli di comprendere noi stessi e gli altri. Il suo colore è il verde, e le pietre sono tormalina verde, giada, malachite ed agata muschiata.

Il quinto è localizzato sulla tiroide, e rasserena le nostre vie respiratorie. È stimolato dalle pietre blu quali zaffiri e lapislazzuli. Il sesto Chakra si trova sull’ipofisi, e controlla il cervello e gli occhi grazie all’apporto benefico delle pietre viola come la fluorite e l’ametista. Il settimo si trova sulla sommità della nostra testa, allontana i brutti pensieri dalla nostra coscienza grazie allo zircone o quarzo entrambi bianchi.

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Il cereale dal chicco d’oro: il miglio

I cereali sono un importante nutrimento per l’uomo. Grazie alla loro coltivazione, numerose civiltà si sono sviluppate nella storia. Oggi vi parleremo del miglio, immeritatamente bistrattato.

Secondo le ipotesi più accreditare, il miglio è originario dell’India. In Italia i primi ritrovamenti risalgono al Neolitico. La coltivazione del miglio non necessita di complesse accortezze. Predilige le zone calde, ed è sensibile agli sbalzi di temperatura. La sua pianta è resistente, tanto da non richiedere l’uso di particolari concimi; può crescere in terreni magri, ed in condizioni di siccità. Grazie alla facilità di coltura, il miglio fu un cereale molto apprezzato dalle antiche popolazioni: sumeri, egizi e romani. Il suo chicco, se correttamente conservato, può restare commestibile per un ventennio. Forte e duraturo, dunque! Esso ha raggiunto la massima popolarità nel Medioevo, poiché veniva utilizzato per sostituire la carne nei periodi di digiuno imposti dalla Chiesa. Con la diffusione del mais, il miglio ha conosciuto il declino. Oggi la sua coltivazione nei paesi occidentali è marginale, e quella sporadica è destinata ai mangimi per uccelli e pollame.

Lo scarso uso del miglio nell’alimentazione umana è un peccato, per innumerevoli ragioni. In primo luogo, se decorticato perfettamente, è privo di glutine, quindi è un alimento ottimo per i celiaci. Questo cereale contiene acido silicico, grande amico di capelli, unghie, pelle e vista; l’assunzione di tale acido è consigliata alle donne in dolce attesa, poiché è un naturale anti abortivo. Il miglio è l’unico cereale alcalinizzante, pertanto facilmente digeribile; ciò lo rende adatto a persone che soffrono di acidità di stomaco. E’ utile durante i periodi di convalescenza e nelle diete della prima infanzia. E’ un valido aiuto nei momenti di grande lavoro intellettuale, per mantenere la concentrazione. Il miglio contiene molti sali minerali importanti per una dieta salutare, e apporta una notevole quantità di vitamine e proteine. E’ un alimento naturalmente ricostituente, consigliato per contrastare anemia, stanchezza, e stress.

Dopo aver elencato le virtù, non ci resta che suggerirvi di cucinarlo. Il miglio ha un sapore dolce, e il dolce piace a tutti! E’ consigliabile sciacquarlo sotto acqua corrente finché questa sia trasparente. La sua preparazione è abbastanza semplice e veloce, in quanto non necessita di essere messo in ammollo. Il miglio può essere cucinato con l’acqua aggiunta gradualmente, può essere unito a minestre e vellutate, aggiunto alla verdure al forno, e si presta alla preparazione di polpette in quanto è un ottimo addensante. Vi consigliamo la nostra ricetta delle polpettine speziate di miglio e melanzane! Sperimentate e fateci sapere!

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Proprietà e benefici dell’avena: altro che cibo per cavalli!

Da sempre snobbata perché considerata povera e non alla moda, l’avena, nel corso del tempo si è rivelata una preziosa alleata per la salute tanto da essere soprannominata il “cerale dell’energia”. Ecco quindi come l’avena aiuta il buon funzionamento del nostro corpo da un punto di vista nutrizionale e perfino nel campo della bellezza.

Da sempre l’avena è ritenuto un cereale povero e senza particolari proprietà, per questo motivo nel Medioevo era il cibo prediletto dei cavalieri per i loro cavalli e le popolazioni nordiche erano definite, con una sorta di disprezzo, “mangiatori di avena”. In realtà questa pianta, figlia delle graminacee, è tutt’altro che povera: cereale che riesce a germogliare anche in climi rigidi, è ricco di proteine, possiede un basso contenuto di carboidrati facilmente assimilabili, una maggior quantità di grassi dalle ottime qualità nutrizionali, un buon apporto di sali minerali come ferro, manganese e soprattutto magnesio e calcio, ed un alto numero di vitamine del gruppo B, in particolare di B1.

L’avena, per queste sue caratteristiche essenziali, si pone come alimento sostitutivo centrale di un gran numero di diete: in quella vegana e vegetariana a sostituzione della carne, in una dieta celiaca poiché, se trattata in stabilimenti adatti, l’avena è tollerata in buona misura anche da coloro che devono attenersi a questo particolare tipo di alimentazione. È inoltre adatta alle persone che soffrono di diabete grazie al suo basso indice glicemico e per coloro che tendono ad avere un alto valore del colesterolo poiché questo cereale contribuisce a ridurre il colesterolo LDL.

L’avena, grazie alla sua composizione e alle sue proprietà, è una valida alleata delle difese immunitarie; gli avenantramidi contenuti in essa garantiscono una buona protezione dalle malattie tumorali e dalla proliferazione delle cellule malate. Questa pianta, grazie alle sue molteplici caratteristiche, diventa un alimento determinante nella dieta di sportivi, nei giovani e per chi lavora al freddo. È inoltre di grande aiuto a chi segue diete restrittive dal momento che, grazie al maggior apporto di proteine, si raggiunge presto un senso di sazietà ed aiuta la buona digestione.

Molti non sanno che l’avena è anche un favoloso cibo, oltre che per il nostro organismo, anche per la pelle. Sono ancora poco conosciute le sue proprietà idratanti, lenitive e protettive della cute, anche se utilizzata molto spesso nei prodotti per la cura del corpo. L’avena pertanto è tutt’altro che un cibo per cavalli, ma un alimento per uomini e donne sani e belli!

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Samantha Lee: la mamma che mette le favole nel piatto!

“Non si gioca con il cibo” è un ammonimento che non trova spazio in casa di Samantha Lee, una mamma malese che, alla ricerca di un modo per incoraggiare la figlia di due anni a diventare più indipendente e mangiare da sola visto l’imminente arrivo di una sorellina, si è inventata un’attività che in breve tempo l’ha resa nota in tutto il mondo e una star su instagram dove le foto delle sue creazioni culinarie che riproducono personaggi di tutti i tipi sono seguitissime.

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L’ispirazione le è arrivata dalla passione per il bento, la tradizione giapponese di portare a scuola o al lavoro un pranzo preconfezionato studiato a regola d’arte, in cui cibi e colori sono combinati e disposti in maniera precisa e armonica tra di loro per creare un pacchetto completo a livello nutritivo, sano e soprattutto bello da guardare.

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Alla base dei piatti ci sono riso, pesce o carne, verdure e prodotti di stagione; frutta, cioccolato e cereali per le merende a cui si aggiungono le decorazioni, una generosa dose di fantasia e un po’ di manualità: Hello Kitty è stata la prima a essere divorata dalla figlia di Samantha e molti altri l’hanno seguita. Le bambine adorano le figure e le storie che si ritrovano nel piatto e spazzolano via Cappuccetto Rosso, animali, personaggi Disney e cantanti senza problemi, tanto che adesso litigano per decidere quale personaggio mangeranno per il prossimo pasto.

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Oltre alla creatività e alla pazienza c’è ovviamente una certa attenzione verso l’uso di cibi sani, la stessa Samantha ha rivelato di non avere mai frequentato corsi di cucina, ma vuole che i suoi piatti non siano solo belli e divertenti ma anche buoni e salutari come dimostra il loro aspetto.

A tavola bambini: Shrek e Fiona aspettano impazienti di essere divorati!

Trovate ancora foto e tante idee sul sito di Samantha Lee

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Erbe spontanee commestibili: come sceglierle e usarle

Le erbe spontanee commestibili che crescono in natura sono delle preziose risorse che dovremmo imparare a conoscere non solo per il loro sapore e impiego in cucina, ma anche per le loro ottime proprietà utilissime alla nostra salute.

Perché raccogliere le erbe spontanee? Dovete sapere che a differenza della frutta e della verdura che trovate in commercio, le erbe spontanee come il tarassaco, l’ortica e la piantaggine (solo per citarne alcune) sono piante estremamente vitali che nascono in natura dove le condizioni lo permettono, senza l’intervento dell’uomo.

Come raccogliere le erbe spontanee

Le erbe spontanee sono presenti un po’ ovunque anche nelle aiuole o nel vostro giardino. Molte specie che a volte tagliamo o estirpiamo, sono specie edibili e ricche di sostanze nutritive. Consigliamo di andare a raccoglierle in luoghi distanti da fonti di smog o inquinamento e di prendere solo il necessario, lasciando degli altri esemplari in modo che si riproducano. Infine, raccogliete solo le erbe selvatiche che sapete riconoscere, non portate via niente di cui non siate sicuri al cento per cento.

Ecco alcune erbe spontanee facilmente riconoscibili:

Il tarassaco

Il tarassaco è una pianta molto comune, quasi infestante, che possiamo trovare nei prati, lungo gli argini e ha foglie lanceolate disposte in una rosetta basale. La fioritura avviene da marzo a novembre e i suoi fiori sono ben visibili, di color giallo vivo, che dopo la fioritura diventano i soffioni. Il tarassaco è ricco in vitamine A, B, C. Usato anche anticamente come rimedio diuretico, depurativo e lassativo. Viene consigliato anche a chi soffre di diabete perché abbassa il livello di glicemia nel sangue. Preparato come una qualsiasi verdura cotta, è molto apprezzato per il suo gusto piacevolmente amarognolo.

L’ortica

L’ortica è una pianta facilmente riconoscibile, nota per le sue foglie urticanti. La pianticella può raggiungere un metro e mezzo di altezza, ha foglie ovali e seghettate, fiorisce dall’estate all’autunno, producendo fiori piccoli e verdognoli. Si trova senza difficoltà lungo i fossi, in campagna e nelle radure boscose. Dell’ortica si raccolgono principalmente le foglioline più giovani delle piante (proteggendosi con dei guanti). L’ortica possiede moltissime proprietà: è ricca di clorofilla, vitamina C, sali minerali, ferro, silicio, calcio, potassio e manganese. Si può utilizzare per preparare ravioli o risotti, o, una volta essiccata, per preparare infusi depurativi e disintossicanti.

La malva

La malva si trova lungo i muriccioli, case abbandonate o lungo le strade di campagna. Si riconosce dal suo lungo fusto, le foglie picciolate e i fiorellini rosa lilla. La malva ha proprietà antinfiammatoria, calmante, emolliente e lassativa. Della malva si raccolgono sia i fiori (giugno e luglio) sia le foglie senza gambetto (da primavera fino ad autunno), ottimi in insalate o frittate.

La piantaggine

Anche la piantaggine si trova frequentemente nelle nostre campagne e nei prati, cresce in terreni aridi fino a 1800 di quota. Ce ne sono di diversi tipi: a foglia largha (maggiore), media o lanceolata. Le foglie di piantaggine si prestano a moltissimi utilizzi curativi: impacchi per curare la congiuntivite, infusi contro la diarrea, le foglie pestate curano piccole ferite, vesciche o punture d’insetto, lo sciroppo è ottimo per calmare la tosse.

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Come e perché sostituire lo zucchero raffinato

Lo zucchero raffinato o zucchero bianco è lo zucchero che si consuma maggiormente sia volontariamente, sia involontariamente perché contenuto in moltissimi alimenti e bevande, come caramelle, dolci, panificati, bibite gassate e alcolici. Le zollette di zucchero bianco o il pacchetto sfuso che acquistiamo in negozio non sono altro che il risultato di un lunghissimo processo produttivo e di una lavorazione industriale che priva questo la barbabietola e la canna da zucchero di ogni proprietà nutritiva e contenuto di vitamine. In partenza lo zucchero è una sostanza ricchissima di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi, ma al termine della trasformazione industriale, di tutte queste proprietà utilissime non rimane nulla. E come se non bastasse, per poter essere assimilato e digerito, lo zucchero bianco prende dal nostro corpo vitamine e sali minerali come calcio e cromo.

Quanto è dannoso?

Lo zucchero raffinato rappresenta uno degli alimenti più rischiosi per la nostra salute. In primo luogo, malattie ossee come l’artrite e la osteoporosi sono favorite dal consumo di zucchero bianco poiché provoca una grossa perdita di calcio, nei denti e nelle ossa e, quindi, anche un indebolimento dello scheletro e della dentatura.

L’assunzione di zucchero bianco comporta un’indebolimento dei globuli bianchi presenti nel nostro sangue e, quindi, un abbassamento delle difese immunitarie, fatto che ci rende più vulnerabili alle malattie.

Provoca anche alterazioni della flora batterica, causando disturbi come gonfiore addominale, stipsi, diarrea e pesantezza addominale.

Lo zucchero bianco è, inoltre, la causa dell’insorgenza di carie, è una delle cause dell’obesità e del colesterolo e intacca anche il nostro sistema nervoso, creando delle vere e proprie dipendenze da zuccheri, in quanto altera il livello di glicemia nel sangue provocando un’iniziale sensazione di energia per poi portare a una crisi ipoglicemica e a una conseguente sensazione di debolezza, depressione e aggressività.

Come si può sostituire?

Esiste più di una alternativa “dolce” allo zucchero raffinato! Certamente non stiamo parlando di dolcificanti o aspartame, che sono altrettanto dannosi. Il tocco dolce che cercate lo potete trovare in:

  • zucchero di canna integrale
  • melassa
  • miele
  • zucchero caramellato integrale
  • stevia
  • fruttosio
  • sciroppo d’agave
  • sciroppo d’acero

Negli ultimi anni il consumo di zucchero raffinato è cresciuto esponenzialmente, in relazione alle mode e ai trend alimentari provenienti spesso e volentieri dalla cultura statunitense dei fast food e delle bibite gassate. Scegliere di eliminare il più possibile lo zucchero raffinato dalla nostra dieta non significa solo fare una scelta salutistica ma anche scegliere di riscoprire alimenti veri e sani.

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