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10 trucchi per una cucina a risparmio energetico

Non serve un forno a pannelli solari o un sistema di depurazione iper tecnologico per avere una cucina a risparmio energetico, quindi, più funzionale sia dal punto di vista del risparmio energetico, sia per un risparmio più tangibile, quello del nostro portafogli! Proviamo a prendere alcune di queste 10 regole (o anche tutte!) e farle diventare delle nostre abitudini e avremo una cucina molto più green!

Una cottura sempre efficiente

Ogni metodo di cottura deve essere ponderato e funzionale. Sarà necessario controllare che non ci siano fughe di gas dai fornelli, o, al momento dell’acquisto, dovremo scegliere delle piastre elettriche che si riscaldino nel minor tempo possibile. Ogni elettrodomestico dovrebbe essere della classe energetica più alta, in modo da consumare il meno possibile.

Diminuire le misure

Se dobbiamo scaldare una porzione di verdure o cucinare due uova, perché farlo in una padella enorme? Una padella più piccola e più adatta alle quantità di cibo che dobbiamo preparare sarà anche più facile da pulire o da sistemare in lavatrice.

Un forno multifunzionale

Per il forno va fatto un discorso a sé. Essendo un gran consumatore d’energia, il forno va usato con coscienza. Possiamo risparmiare senza rinunciare a usarlo programmando la cottura di diversi cibi allo stesso tempo a diversi livelli (per esempio, un pasticcio, delle patate al forno e delle polpette) o a tempi diversi, limitando al massimo l’apertura del forno. In forno, si ottiene una cottura migliore se si scelgono teglie o pirofile in vetro, ceramica e silicone. Dopo aver cucinato in forno, possiamo sfruttare il restante calore per gratinare qualche altro cibo, riscaldarlo o per scaldare dei piatti che rimanendo freddi raffredderebbero quel che ci mettiamo dentro. Infine, in inverno, finita la cottura, possiamo aprire il forno per scaldare un po’ la cucina.

A ogni fornello la sua pentola

La dimensione della pentola che state utilizzate deve corrispondere a un fuoco di grandezza simile. Così facendo eviterete gli sprechi della fiamma inutilizzata, che corrisponde in media a un 40% di energia buttata.

Sapere gestire caldo e freddo

In inverno, una torta appena sfornata ancora bollente se fatto freddare in cucina può produrre molta umidità, se la posizioniamo sul davanzale invece, otterremo un risultato più rapido a costo zero. D’estate, invece di ricorrere all’uso di ventilatori o aria condizionata, basterà aprire una finestra per arieggiare la stanza dopo aver soffritto o cucinato per ore in forno.

Porzioni più grandi, più grande il risparmio

Il risparmio energetico, economico e di tempo è maggiore se aumentiamo le quantità di cibo che prepariamo. Pensiamo in grande dunque, moltiplichiamo le porzioni e conserviamo quel che non consumiamo subito in frigo per il giorno dopo o in freezer per i momenti in cui non avremmo voglia di cucinare. Del resto, si consuma molto di più cucinando che riscaldando.

Riscoprire il crudo

Dovremmo rivalutare i cibi crudi in modo da risparmiare energia. Prendiamo spunto dalla cucina crudista e impariamo a consumare più frutta, più verdura fresca o marinata.

Fare la spesa, con il cervello

Una buona norma da tener sempre presente quando si va a fare la spesa è non avere fame! Si rischia infatti di riempire il carrello di cose non necessarie o non salutari, o semplicemente di comprare troppo cibo che andrà a male di li a poco. Programmiamo i pasti della settimana, controlliamo la data di scadenza e prediligiamo il cibo che si conserva meglio. Nella dispensa come nel frigo, dovremmo poi ordinare ciò che abbiamo posizionando in un luogo ben visibile gli alimenti che scadranno prima, in modo da buttare via il meno possibile.

Rifiuti in ordine e ben organizzati

La raccolta differenziata è d’obbligo ma lo è anche mantenere un certo ordine tra i rifiuti. In particolare, nei mesi più caldi, eliminare spesso i rifiuti umidi, in modo tale da non attirare mosche e moscerini e sentire spiacevoli odori in cucina. Anche le lattine e i contenitori in plastica sporchi andrebbero puliti prima di essere gettati, basta una sciacquata per evitare il proliferare di muffe e bestioline indesiderate.

Riciclare riciclare riciclare

Dobbiamo prendere la buona abitudine di pensare sempre a come riutilizzare ciò che abbiamo e buttare via solo le cose veramente rotte o inutilizzabili. In cucina, abbiamo spunti creativi da ogni parte: il sacchetto dei cornflakes è molto solido e può contenere legumi; nei vasetti di marmellate o conserve possiamo mettere del sugo di pomodoro avanzato, delle olive o del tofu. Una scatola di passata di pomodoro o di fagioli può diventare un vaso in cui coltivare del prezzemolo o dell’origano sul davanzale. Basta attivare la fantasia!

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Fare la spesa risparmiando: tutti gli acquisti che convengono!

Fare la spesa per gli italiani diviene sempre più difficile, specie nei mesi in cui si aggiungono spese ineludibili come canone televisivo, assicurazione e bollo auto, tassa immobili e tanti altri balzelli, qualcuno equo qualcun altro un pochino meno. Soldi in tasca per la spesa ce ne sono sempre meno, ma fortunatamente la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ci agevola permettendoci un notevole risparmio.

Prodotti industriali e marche bianche

Come? Orientando le nostre scelte d’acquisto sulle referenze a marca commerciale, vale a dire quei prodotti alimentari e non, messi in vendita col marchio stesso del distributore, a un prezzo ridotto per fidelizzare maggiormente la clientela all’insegna medesima.
A onore del vero, alcune catene mettono sul packaging stesso il loro logo (es. Simply Sma) altri invece hanno scelto la strategia dei marchi di fantasia, come Lidl, tuttavia nella confezione si trova una dicitura con il nome del produttore, ad esempio, i biscotti Realforno della Lidl sono prodotti dalla Balocco.
Chi produce questi prodotti? E soprattutto che differenze hanno rispetto ai marchi industriali più conosciuti come Barilla, Valfrutta, Star, San Carlo?
I produttori sono industrie, di norma molto grandi, che preferiscono produrre per un referente unico, una catena commerciale, per evitare tutti i rischi connessi a operare direttamente nel mercato del retail, per riuscire a commercializzare gli enormi quantitativi prodotti, e soprattutto per concentrare i propri sforzi economici sulla parte industriale lasciando il commerciale alla GDO. Non da ultimo in queste contrattazioni le durate sono lunghe, dai 3 ai 7 anni, il che consente un’entrata certa e costante, un flusso di denaro continuo che garantisce un adeguato ammortamento dei macchinari e assicura una capacità produttiva massima.

Private label: di cosa si tratta?

Anche aziende industriali molto note hanno avvalorato l’opzione delle private label, destinando una pro quota della produzione alle catene commerciali, aumentando in questo modo sia i volumi prodotti sia i ritorni economici.
Le differenze tra un prodotto industriale e un prodotto commerciale si riscontrano essenzialmente nel packaging, un po’ più leggero, nylon invece di cartone, 2 formati invece di 4, 3 gusti piuttosto che 6, ma un risparmio per la clientela dal 30 al 40% per un prodotto assolutamente similare nel contenuto e con requisiti igienico sanitari ai massimi livelli.
Nel canale discount, la presenza delle private label è molto diffusa: di norma i prodotti di marca bianca vengono collocati prima dei prodotti industriali, in posizione di maggiore visibilità sfruttando la tecnica della ghettizzazione del marchio, hanno confezioni molto colorate, e vengono pubblicizzati all’interno del punto vendita con della cartellonistica dedicata.
Anche gli altri canali si stanno concentrando sulle private label, magari abbinandole ad offerte tipo “1+1 gratis” oppure “prendi 3 paghi 2”; l’obiettivo è cercare sempre più di fidelizzare i clienti all’insegna o al marchio commerciale della catena.
Tutto ciò è stato reso possibile dal principio di libera concorrenza, in cui i molti competitor hanno promosso idee e strategie innovative, apportando innovazione, calmierando i prezzi e prendendo il ruolo di para-ammortizzatore sociale che molte volte le istituzioni non riescono a svolgere al meglio.

Astuzie al supermercato, buone a sapersi!

Quindi fare una spesa completa con 14€ è possibile, si possono mangiare carboidrati e proteine, in alcuni supermercati o discount dalle 17:00 frutta e verdura vengono scontate del 30%, oppure nel reparto frutta e verdura troviamo sempre più spesso un banchetto dedicato a prodotti leggermente ammaccati o sciupati che possono rivelarsi dei veri affari e il loro acquisto contribuisce a un minor spreco di cibo. La frutta di stagione, inoltre, è sempre più a km 0, acquistando farine, uova bio e lievito, possiamo creare tanti nuovi piatti, decisamente più sani e gustosi dei surgelati o dei cibi di IV gamma, sui quali le tante lavorazioni, pur non intaccando i requisiti igienico sanitari, hanno inevitabilmente tolto un po’ di sapidità e di freschezza.

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Natale fai da te: tante idee per un Natale creativo

Se cercate nuove idee per un Natale fai da te all’insegna della creatività, del risparmio e del riciclo, siete capitati nel sito giusto! Abbiamo selezionato per voi alcune idee carine e ingegnose trovate qua e là per la rete per rendervi le ricerche più facili e divertenti!

L’albero di Natale

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Ecco un albero di Natale completamente riciclato e fatto con i tappi di sughero: non buttateli possono tornarvi utili!

Palline di Natale rinnovate e reinventate

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pallina di natale

Ma che belle queste palline tutte colorate! La prima è una pallina di Natale rossa, di quelle standard, completamente reinventata, dipinta con le mani in modo da disegnare dei simpaticissimi pupazzi di neve! La seconda, si fa con una pallina di polistirolo, spilli e tutti i bottoni che avete in casa!

La festa dei segnaposti

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Gli invitati sapranno subito dove sedersi, grazie a questi meravigliosi segnaposti di feltro o di carta, facilissimi da realizzare! Una coccola in più per i nostri ospiti nel giorno di Natale.

Portacandele? Ecco fatto!

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Idea ingegnosa quella di dipingere dei bicchieri da vino, rovesciarli e usarli come porta candele! Belli, no? Così possiamo riutilizzare dei vecchi bicchieri un po’ demodè o spaiati. E del vasetto riciclato, che ne pensate? Un’idea davvero rapida e molto efficace!

Segnaposti per tutti i gusti e…tutte le tasche!

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Basta qualche ramoscello di rosmarino o una bella passamaneria in tinta con la tovaglia per impreziosire i tovaglioli il giorno di Natale!

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10 trucchi per un frigo a basso consumo energetico

Il frigo è davvero il campione dei consumi tra gli elettrodomestici della nostra casa. Seguendo alcuni “trucchi” e accorgimenti potremo avere un frigo a basso consumo energetico e di minor impatto ambientale, che non solo consuma meno, ma che ci fa risparmiare un po’ di soldini!

Evitare i contenitori di plastica

Anche se molte confezioni di alimenti sono in plastica o in casa possediamo molti contenitori ermetici (tipo tupperware) in plastica, sostituendoli con contenitori o vasetti in vetro otterremo uno svariato numero di benefici. Il vetro infatti è un materiale totalmente naturale, in grado di trattenere meglio il freddo, facendo risparmiare lavoro ed energia al nostro frigo. Tra l’altro, a differenza di molti tipi di plastica, è un materiale totalmente riciclabile, facile da pulire, anche in lavastoviglie, e non da problemi se si vuole scaldare qualcosa al microonde. I contenitori in vetro, inoltre, permettono di controllare più facilmente se un prodotto è ancora in buono stato.

Passare a un modello più aggiornato

Un frigo di dieci anni fa consuma molto di più di uno di nuova generazione. Nonostante l’investimento iniziale, decidere di passare a un modello più moderno, scegliendo tra i modelli classificati con A+ o A++, può farvi risparmiare una quantità di denaro pari a una bolletta trimestrale della luce. Preferite un frigorifero di dimensioni inferiori rispetto al precedente, in modo da spendere meno e fare spese più piccole e ragionate, per evitare accumuli di cibo inutili e quindi evitare sprechi.

Fare a meno di dispenser dell’acqua e del ghiaccio

Di solito un frigo dotato di dispenser dell’acqua e del ghiaccio non solo ha consumi maggiori dal 14% al 20% rispetto a un frigo normale, in più, il prezzo di mercato con questi optional lievita dai 100 ai 300 euro in più.

Preferire un frigo pieno a uno vuoto

Raffreddare un frigo vuoto richiede un dispendio energetico maggiore rispetto a un frigo pieno. Non va bene nemmeno riempirlo troppo, però, visto che si impedisce, così, all’aria fredda di avere lo spazio di circolare. Se siete single o vi capita di essere assenti spesso e quindi di non avere il frigo sempre pieno, consigliamo di riempirlo di bottiglie d’acqua.

Controllare la data di scadenza

Tenendo d’occhio che il cibo nel frigo non sia scaduto, potrete evitare che questo vada a male facilitando il proliferare di batteri e muffe.

Pulire il frigo periodicamente

Un frigo pulito e ordinato farà si che muffe e batteri non dilaghino e facciano marcire il cibo buono. Questo eviterà sprechi. Un accorgimento importante è di non utilizzare detersivi chimici nel frigo, dato che è un luogo in cui conserviamo i nostri alimenti. É possibile preparare con ingredienti naturali al 100% un detergente per il frigo usando una miscela di acqua, aceto e bicarbonato.

Aspirare le serpentine

Generalmente, ogni frigo ha due serpentine una sotto e una dietro. Queste serpentine sono delle vere e proprie attira polvere e più sono impolverate più il frigo deve consumare energia per raffreddare. Basterà pulirle con l’aspirapolvere 2 volte l’anno per avere un frigo più efficiente.

Fare attenzione alle guarnizioni

Quando acquistiamo un frigo, non dobbiamo essere solamente attratti dal design o dalla grandezza. Controlliamo sempre la qualità delle guarnizioni, poiché se le porte del nostro frigo non si chiuderanno ermeticamente, avremmo consumi altissimi. Un trucchetto per capire se la guarnizione tiene è mettere in mezzo al punto di chiusura una banconota da 10 euro e vedere se cade o rimane lì.

Posizionare il frigo in luoghi strategici

Se stiamo arredando la nostra cucina o vogliamo rinnovarla, il punto migliore in cui collocare il frigo sarà sicuramente addossato alla parete est o nord. Se, invece, lo sistemiamo a contatto con un parete orientata a sud o vicina a una fonte di calore, questo comporterà un aumento del consumo energetico. Ricordiamo, a questo proposito, che quando la temperatura esterna supera i 21C° il frigo impiega all’incirca il 2,5% in più delle energie per raffreddarsi.

Trovare la temperatura ideale

Non sempre il termometro all’interno del frigo è totalmente affidabile. Considerando che la temperatura interna ottimale del frigo dovrebbe aggirarsi intorno ai 3-4C°, nel freezer invece agli 0C°, verificate con un termometro quale sia la reale temperatura, ai diversi livelli. Questo vi aiuterà anche nel posizionare più correttamente i prodotti.

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