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Non so voi, ma quando arriva l’estate e voglio stare seduta fuori, c’è qualcosa di cui non posso fare a meno: la citronella. Nota nel mondo anglosassone con il nome di lemongrass, è uno dei più noti rimedi anti-zanzare; tuttavia, c’è altro da scoprire su quest’erba.

Che cos’è?

La lemongrass (scientificamente parlando Cymbopogon) è un’erba perenne appartenente alla famiglia delle graminacee. Appare come una specie di cespuglio che può arrivare all’altezza di un metro e le foglie verdi sembrano dei nastri dal piacevole profumo di agrumi. Termina con un bulbo bianco, simile al porro. Tipica delle regioni tropicali e a clima temperato-caldo, si coltiva da secoli in Oriente, è lì che Alessandro Magno e le sue truppe ne scoprirono i benefici e la portarono sin da noi. La diffusione in India, Thailandia e Filippine è considerevole, tanto che la citronella è spesso usata come ingrediente delle cucine di questi luoghi. Attualmente, si coltiva anche nella zona dei Caraibi e in Florida e California, e noti chef la incorporano in ricette anche nella cucina occidentale in quanto particolarmente versatile e dall’aroma intenso. Se coltivata in zone a clima rigido, va tenuta all’interno e tende ad andare in letargo nei mesi invernali.

Lemongrass (Citronella): utilizzi e proprietà

Le candele di citronella che ci salvano dalle zanzare nelle afose serate estive sono preparate principalmente con una varietà di citronella (cymbopogon nardus), altre varietà di questa erba perenne hanno altri usi. Per esempio, la lemongrass è utile per trattare gastroenteriti e coliche, stimola la digestione e è di sollievo in caso di indigestione. In caso di febbre alta ne favorisce l’abbassamento e allevia i dolori causati dall’artrite. È un buon anti batterico e funziona anche contro i funghi, è benefica per il nostro apparato circolatorio, dato che stimola la circolazione e abbassa la pressione del sangue. Si usa anche per combattere l’insonnia e lo stress e, come tè, ha effetto diuretico. Ha un effetto tonificante su muscoli e tessuti, anche per le donne in fase di allattamento e ha effetti positivi sulla riduzione di acne e brufoli, riduce l’acido urico e fa bene per abbassare il colesterolo. L’olio essenziale si usa nelle candele, ma anche in profumi, saponi e repellenti spray per insetti e zanzare, sorprendentemente è invece usata per attirare le api per la produzione del miele. Per le caratteristiche antisettiche si usa anche in disinfettanti e saponi per la cura della casa e in Indonesia e nelle Filippine si usa per i trattamenti di aromaterapia. Si può anche piantare nei giardini e negli orti per tenere alla larga alcuni tipi di insetti, il che la rende un’alternativa all’uso di pesticidi; fate attenzione tuttavia a prevedere delle barriere fisiche, le radici della citronella tendono a espandersi velocemente e a ‘impadronirsi’ dell’area.

Lemongrass in cucina

In Asia si usa in salse, zuppe e preparazioni a base di curry, oltre che nella preparazione di tisane. L’erba dall’aroma di limone si usa secca, in polvere e fresca. È un ingrediente molto versatile e si sposa bene con aglio, zenzero, peperoncino e coriandolo, sta bene nelle salse e nelle zuppe e dà sapore a minestre e verdure. Trovare la lemongrass fresca da noi non è semplice, più facile è trovarla in zone ad alta densità orientale, in mercati etnici o negozi asiatici. Se la trovate già essiccata o in polvere, immergetela in acqua calda per rinvigorirla; il risultato non sarà comunque uguale a quello del prodotto fresco. Si trova anche sotto forma di preparati per tè e tisane o olio essenziale, in questi casi non usatele per cucinare!

Che meraviglia la primavera! Il risveglio della natura, le prime piogge profumate di fiori e la frizzante aria marzolina ci ristorano e ci risvegliano dal torpore invernale. Tuttavia, il cambio delle temperature e l’allungarsi progressivo delle giornate possono costituire dei fattori di stress per il nostro organismo, che può soffrire di stanchezza e diminuzione delle energie. Il cambio di stagione, inoltre, può provocare anche dei fastidiosi problemi cutanei: quanti di noi sono costretti a fare i conti con l’inevitabile perdita dei capelli?

Questo problema molto comune, che infastidisce le donne ma non risparmia neppure i maschietti, è dovuto al naturale ricambio che vede cadere i vecchi capelli per far spazio ai nuovi, più forti e sani (fenomeno tipico della primavera ma anche dell’autunno). Un valido aiuto può derivare da una sana alimentazione ricca di frutta e verdura (possibilmente crude), ricche di vitamine, minerali e antiossidanti. Ma quando la dieta non basta o si vogliono potenziarne i benefici, ci può venire in supporto la natura, che ci aiuta regalandoci qualche ingrediente da utilizzare direttamente sulle nostre chiome sotto forma di maschere e impacchi, ovviamente ecobio.

A questo proposito vi presento una ricettina molto facile ed economica, ecobio e completamente vegan, realizzata con ingredienti naturali e facilmente reperibili al supermercato. Si tratta di una maschera per capelli naturale, la cui efficacia è dovuta alle proprietà miracolose dello zenzero, dell’olio di jojoba e della curcuma. Applicata con regolarità (2 volte a settimana circa) prima dello shampoo, garantisce un risultato eccezionale… provare per credere!

Ingredienti:

  • 1 radice di zenzero fresco
  • 2 cucchiaini di olio di jojoba
  • 3 cucchiaini di zenzero in polvere (facoltativo)
  • 1 cucchiaino di curcuma in polvere
  • 10 gocce di olio essenziale a scelta tra rosmarino, tea tree, lavanda, limone, geranio o curcuma

Procedimento:

Grattugiate la radice di zenzero fresco, in modo da ottenere una poltiglia abbastanza acquosa; quindi aggiungete l’olio di jojoba, e mescolate bene. A questo punto, la maschera è già potenzialmente pronta, ma la consistenza abbastanza liquida non ne facilita l’applicazione: per questo potete addensare il composto con dello zenzero in polvere e/o della curcuma. Se usate la curcuma, però, non esagerate con le dosi, in quanto questa polvere tende a colorare la pelle (in questo caso cuoio capelluto e mani): comunque non vi preoccupate, con lo shampoo ogni traccia di colore scomparirà! A piacere potete aggiungere una decina di gocce dell’olio essenziale che preferite tra quelli elencati sopra.

Modo d’uso:

Applicate la maschera prima dello shampoo, e lasciatela in posa per circa 30 minuti. Massaggiate accuratamente la cute con i polpastrelli per stimolare il flusso sanguigno del cuoio capelluto (a questo punto avvertirete un leggero pizzicore), e sigillate la maschera con della pellicola per alimenti e con un asciugamano, per favorire la penetrazione degli ingredienti nella cute. Trascorsala mezz’oretta di posa, sciacquate abbondantemente con acqua tiepida e lavate normalmente con shampoo.

Consiglio: se avete usato la curcuma, non asciugatevi i capelli con il vostro asciugamano preferito, perché qualora fossero rimasti dei residui di polvere sul vostro cuoio capelluto, potreste macchiarlo.

Si consiglia di utilizzare la maschera subito dopo la sua preparazione, in modo da sfruttare al massimo tutte le proprietà dello zenzero fresco.

L’olio di semi di canapa è un alimento davvero prodigioso e completamente naturale, conosciuto e utilizzato da millenni che si sta riscoprendo ultimamente.

Da oltre cinquemila anni la pianta di canapa viene coltivata al fine di ricavarne fibre tessili, canupolo a scopi industriali, alimenti, medicamenti e cosmetici. L’olio di canapa, tra i suoi moltissimi derivati, era noto tra Arabi e Cinesi per essere un rimedio molto efficace per la cura delle infiammazioni della pelle.

Oggi la coltivazione della canapa nell’UE è regolamentata da delle normative che ammettono solo alcuni tipi di varietà iscritte nel Registro Europeo delle sementi, che contengono un tenore di THC non superiore a 0,2%.

Composizione

L’olio di semi di canapa è un alimento portentoso per la nostra salute per il suo contenuto di acidi grassi polinsaturi e per quantità presente di omega 3 e omega 6. Il nostro organismo non riesce a sintetizzare i grassi polinsaturi, per questo è importante assumerli nella dieta quotidiana, ecco perché vengono chiamati essenziali.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’assunzione degli omega 3 e 6. Tra gli alimenti che li contengono è molto più diffuso l’utilizzo dell’olio di pesce rispetto a quello di semi di canapa. Mentre l’olio di pesce viene estratto da un processo chimico che può essere contaminato da sostanze come mercurio, idrocarburi e metalli pesanti, mette a repentaglio la sopravvivenza di alcune specie ittiche e ha un gusto sgradevole, l’olio di semi di canapa, si estrae attraverso la spremitura a freddo e ha un piacevole sapore di nocciola.

Proprietà

I grassi polinsaturi essenziali contenuti nell’olio di semi di canapa svolgono funzioni metaboliche essenziali e intervengono positivamente nei processi infiammatori, nella febbre, nei dolori post traumatici e diminuiscono la fragilità capillare.

Una carenza di grassi polinsaturi può causare innalzamento della pressione arteriosa, diminuzione della contrattilità del miocardio e aumento del colesterolo cattivo nel sangue.

Utilizzo

Oltre ad essere utilizzato come integratore alimentare, in cucina, l’olio di semi di canapa può essere impiegato a crudo per condire insalate, pasta e molti altri piatti.

Inoltre, è sempre più diffuso il suo impiego a scopo terapeutico per curare malattie dell’apparato respiratorio, artrosi, dermatiti, malattie del sistema immunitario, epilessia, sindrome premestruale, malattie cardiovascolari e diabete.

Il maqui, la bacca che arriva dall’altro mondo

La Patagonia è una terra che offre un’infinità di sorprese ad ogni sguardo. Tra le sue estensioni prende vita anche il maqui, una bacca ricca di proprietà.

L’albero del maqui

Diffuso in Cile e Argentina, l’albero del maqui può raggiungere i cinque metri di altezza. Esso cresce spontaneamente nella vegetazione della Patagonia, ma anche nelle zone disboscate o incendiate. La pianta sempreverde fiorisce tra settembre e novembre (mesi primaverili nell’emisfero australe), e i suoi frutti si possono raccoglie tra dicembre e marzo. Questi ultimi sono delle bacche, dolci e succose, grandi come un’oliva; il loro colore blu scuro è dovuto alla pigmentazione di una tipologia di polifenoli in esse contenuti.

Polifenoli e azione antiossidante

I Mapuche, abitanti del Cile meridionale, sono l’unico popolo indigeno a non essere mai stato sottomesso dai conquistatori europei. Si narra che ciò fu possibile grazie al loro consumo abituale di maqui, che trasformò i mapuche in stoici guerrieri. Altresì, le foglie dell’albero venivano utilizzate per curare i feriti, poiché ricche di proprietà medicali.
Che sia verità o leggenda, ad oggi è assodato che questo frutto possiede numerose particolarità benefiche per diversi aspetti.

Sistema immunitario e azione antinfiammatoria

La delfinidina, una tipologia di polifenolo, possiede un’azione antiinfiammatoria, riducendo il rischio di sviluppare malattie degenerative. Essa stimola il sistema immunitario, sviluppando capacità antibatteriche, analgesiche e febbrifughe.

Vista e capelli

L’assunzione di Maqui riduce il danno indotto dalla luce alla retina. Svolge inoltre un’azione utile per contrastare la degenerazione maculare dovuta all’invecchiamento.
Gli antociani, invece, favoriscono la crescita dei capelli nei soggetti che presentano disturbi al bulbo capillifero.

Riduzione della stanchezza

Il maqui è un frutto indicato alle persone che svolgono importanti prestazioni intellettive, poiché riduce il livello di stanchezza e affaticamento.

Dove trovarlo

L’industria farmaceutica ha introdotto nel mercato numerosi integratori a base di maqui.
Tuttavia, il nostro consiglio per avere un prodotto naturalmente integro è di procurarselo chiedendo al fruttivendolo di fiducia o di acquistare il succo di maqui. Consumare il frutto di maqui sottoforma di succo, ci consente di reperirlo molto più facilmente rispetto al frutto fresco e di usufruire di un prodotto gustoso e sanissimo, che mantiene tutte le proprietà organolettiche del maqui appena raccolto.

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I nostri alleati contro i mali di primavera

Alla sbocciare di fiori, colori e profumi, in molti soggetti possono contrapporsi dei disturbi che vanno ad alterare l’equilibrio psico-fisico, in maniera lieve o più accentuata.

Le cause

La causa di questi fastidi, secondo gli studiosi più accreditati, risiederebbe nelle variazioni endocrine e in quelle dei neurotrasmettitori implicati nella sfera dell’umore.
L’organismo umano risente dei cambiamenti di temperatura, dell’umidità, e del vento. Ciò che influenza maggiormente il disagio vissuto all’arrivo della primavera è la differente quantità di luce solare: complice l’ora legale, si fa buio un paio d’ore dopo rispetto all’inverno, e ciò induce a posticipare il termine della giornata e quindi ad aumentare il senso di stanchezza.

I disturbi del cambio stagionale

Il mal di primavera può generare spossatezza, pessimo umore, sonnolenza e perdita di concentrazione. Si aggiungono inoltre stati d’ansia, irritabilità, disturbi digestivi e intestinali, e mal di testa. Le donne soffrono il cambio di stagione più degli uomini; soggetti a rischio sono anche le persone che soffrono di meteoropatia, attacchi d’ansia e depressione, ed infine soggetti allergici.
Per rimediare ai disagi che porta l’inizio della bella stagione, oltre a praticare dell’attività fisica e mantenere il giusto numero di ore di riposo, possiamo affidarci a qualche alimento che madre natura ci mette a disposizione.

POMPELMO E FRAGOLE

Ogni frutto è un valido integratore di sali minerali e vitamine per prepararci alla primavera.
Il pompelmo si rivela un valido drenante: ricco di acidi organici, nello specifico il malico e il citrico, contiene molto potassio e ferro. Racchiude molta acqua, vitamina C e P, e antiossidanti. Rispetto agli altri agrumi, ha un bassissimo apporto energetico, e ciò lo rende indicato nelle diete ipocaloriche.
I soggetti che assumono abitualmente farmaci devono prestare attenzione al consumo di pompelmo, a causa di alcune interazioni farmacologiche.
La fragola è un alimento ricco di proprietà nutritive utili per rigenerare dalle fatiche del cambio stagionale. Contiene vitamine, fosforo, calcio, ferro, e acido salicilico. Le tecniche erboristiche la utilizzano per le sue proprietà rinfrescanti, diuretiche e per alleviare i gonfiori tipici della primavera.

FAGIOLI E PISELLI

I fagioli sono molto nutrienti, ricchi di proteine e di vitamina A. Contengono inoltre calcio, fosforo, ferro e potassio. Anche grazie al loro elevato contenuto proteico, sono un alimento importante per combattere senso di spossatezza e stanchezza.
I piselli sono molto energizzanti grazie al loro contenuto calorico. Essi possiedono molte proteine, vitamina A ed E, potassio e magnesio. I piselli aiutano il lavoro intestinale per la notevole quantità di fibre in essi contenuta. Sono un discreto diuretico, e godono di proprietà toniche e rimineralizzanti.

RISO E ASPARAGI

Il riso, adatto anche per gli intolleranti al glutine, è un cereale consigliato per affrontare le difficoltà delle primavera grazie alla sua digeribilità, diminuendo la sensazione di sonnolenza dopo pasto. E’ un alimento rinfrescante e disintossicante, ricco di fibre per aiutare l’evacuazione intestinale.
Gli asparagi, che eventualmente ben si addicono in un risotto, sono poco calorici, ricchi di vitamina A, B e C, calcio, fosforo e potassio. Aiutano la rigenerazione cellulare, e svolgono un’ottima funzione diuretica per eliminate le tossine accumulate durante l’inverno. Dulcis in fundo, pare abbiano una funzione antidepressiva, ideale per contrastare la negatività del cambio stagionale. L’abbinata riso e asparagi la ritroviamo nel risotto di asparagi, un’ottima e sanissima ricetta, perfetta per la stagione primaverile!

LIQUIDI E AROMI

E’ opportuno bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno per aiutare la depurazione del corpo.
Eliminare le sostanze eccitanti, quali il tè, caffè e cioccolata; largo spazio a ginko biloba e pappa reale per favorire la concentrazione.
E’ concesso usare l’olio extra vergine di oliva e le erbette aromatiche, quali timo, salvia, basilico, origano: migliorano la circolazione e colorano i nostri piatti.

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Camu Camu: proprietà e benefici

Il Camu Camu, è un superfrutto originario della foresta pluviale dell’Amazzonia e delle regioni peruviane, ancora poco conosciuto in Europa ma che con il suo elevatissimo potere nutrizionale è in grado di guarirci da malattie croniche. Del resto il camu camu è un superfrutto eccezionale che da molto tempo viene apprezzato in Giappone e negli Stati Uniti, dove è spesso impiegato nell’alimentazione per i bambini e nelle bibite energizzanti.

La pianta

L’arbusto del Camu camu raggiunge i due o tre metri di altezza e trova il suo habitat climatico ideale nella foresta pluviale amazzonica. Questa pianta produce un frutto tondo e rossastro, simile a una bacca dal gusto fortemente aspro.

Proprietà e benefici del Camu Camu

In Europa il consumo di Camu Camu sta prendendo piede ultimamente, dato che sono sempre più conosciute le sue proprietà curative e rinomate virtù.

Gli scienziati affermano che il Camu Camu sia il frutto con il più alto contenuto di vitamina C al mondo. Se lo si mette a confronto con altri frutti particolarmente ricchi di vitamina C, il Camu Camu li vince tutti. Il Camu Camu infatti, fornisce al nostro organismo 50 volte più vitamina C di un’arancia.
Ma quando si parla di Camu Camu, non si deve parlare solo di vitamina C ma anche degli aminoacidi (come valina, leucoma, e serina) e i flavonoidi in esso contenuti. Questo mix potentissimo di sostanze benefiche del Camu Camu, rendono questo frutto un prezioso alleato per il miglioramento della nostra salute e la cura di numerose patologie.
Ecco le sue proprietà sulla salute:

  • Antivirale: aiuta il nostro corpo a rafforzare le proprie difese immunitarie e a combattere influenze, virus
  • Anti-artritico: riduce le infiammazioni come l’artrite
  • Anti-infiammatorio: in generale, la vitamina C aiuta a curare le infiammazioni di ogni tipo
  • Anti-arteriosclerotico: utile nella prevenzione contro la comparsa di placche nelle arterie e quindi nella lotta contro l’arteriosclerosi.
  • Anti-depressivo: aiuta nei casi in cui la depressione sia accompagnata da delle carenze nutrizionali e aiuta i pazienti diminuire o addirittura abbandonare l’uso di psicofarmaci.
  • Aiuto contro le malattie degenerative: le proprietà antiossidanti della vitamina C il camu camu può venire in aiuto in caso di demenza, nella cura dell’Alzheimer e del morbo di Parkinson.
  • Anti-ipertensione: la vitamina C e i minerali contenuti nel Camu camu permettono una maggiore elasticità e rilassatezza dei vasi sanguigni e di conseguenza un abbassamento della pressione arteriosa.
  • Aiuto per problemi di fertilità: sempre più spesso l’infertilità è legata a carenze o a un tipo di dieta scorretta, il camucamu funge da integratore alimentare ed elimina anche molte delle tossine che assumiamo attraverso l’alimentazione.
  • Anti herpes.
  • Anti-ulceroso.
  • Alimento protettivo contro la cataratta.
  • Rimedio contro le gengiviti.
  • Rimedio contro i disturbi del fegato.

Prodotti con il Camu Camu

l camu-camu è un frutto non facilmente reperibile fresco nei nostri negozi o supermercati, ma si può trovare in diverse altre forme, più adatte all’assunzione e alla conservazione del prodotto.
1. L’integratore alimentare:
Il camu camu si trova presso rivenditori specializzati o in erboristeria sotto forma di compresse.
2. Il succo di Camu Camu:
Per assaporarne meglio il sapore e godere dei benefici in maniera più diretta consigliamo un prodotto, sperimentato da noi personalmente, ovvero il succo di camu camu. Particolarmente aspro e rinfrescante, è consigliabile berne non più di 50ml al giorno per poter beneficiare di tutte le proprietà salutari di questo superfrutto.
In particolare, consigliamo a tutti di provare la qualità e la freschezza di questo succo di camu camu: questo è un marchio che utilizza camu camu esclusivamente biologico e che potete ordinare online e ricevere direttamente a casa vostra, come abbiamo fatto noi. Anche il servizio di consegna, puntuale e preciso, è indice di ottima qualità, per cui ci sentiamo sicuri di consigliarvelo!

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Il cardamomo

La pianta

Il cardamomo è una pianta perenne, la quale si sviluppa in una canna affusolata. Le sue foglie sono caratterizzate da una venatura tra il blu e il porpora. Il frutto della pianta è simile a una capsula contenente i semi. Essi perdono facilmente il loro aroma, pertanto generalmente viene conservata l’intera capsula, quella che troviamo in commercio.
Il cardamomo è originario dell’India meridionale, ma può crescere anche nel sud est asiatico, in Cina e in America centrale.
La resa di questa pianta è molto scarsa, e la raccolta dei suoi frutti può avvenire solo a mano. Ciò fa del cardamomo la terza spezia più cara al mondo, dopo zafferano e vaniglia.

Nella storia

Il cardamomo era conosciuto fin dagli antichi Egizi, che lo utilizzavano per rinfrescare la bocca e curare i dolori alla gola, mentre la medicina cinese lo considerava un rimedio per regolare il transito intestinale.
Il cardamomo è arrivato in Europa all’epoca delle crociate. I greci e i romani ne fecero un elemento indispensabile con il quale creare i profumi.
Gli indiani reputano il cardamomo un valido siero contro i morsi di serpente; inoltre per la popolazione indiana è una pianta dalla grazia e timidezza femminile tanto che i suoi frutti, si dice, devono essere raccolti solo da mani del gentil sesso.

I tipi di cardamomo

Con il termine “cardamomo” si possono identificare due spezie differenti.
Il cardamomo verde, scientificamente indicato come Elettaria Cardamomum: esso si ricava da una pianta diffusa in India e Malaysia, la quale fa parte della famiglia delle Zingiberaceae (di cui ne fa parte anche lo zafferano). Questo è il cardamomo più nobile, e costoso, dal sapore molto intenso.
Il secondo tipo è il cardamomo nero, conosciuto anche come “falso cardamomo”, più comune ed economico di quello verde. Appartiene alla stessa famiglia dell’originale, ma è di una specie differente. Ha un sapore tendente all’amarognolo e più astringente.

Proprietà

Il cardamomo ha proprietà espettoranti, divenendo un buon aiuto nel contrastare la produzione di muco. E’ un valido alleato nel periodo invernale, aiutando la guarigione da tosse e raffreddore. Gli infusi a base di cardamomo liberano le vie respiratorie donando immediato benessere.
Questa spezia svolge una funzione antivirale e antibatterica; quest’ultima permette un’azione contro l’alitosi. Il cardamomo è un diuretico naturale, che stimola il corpo a eliminare i liquidi in eccesso. Esso, inoltre, aiuta a ridurre il gonfiore allo stomaco.

In cucina

Il cardamomo è una spezia utilizzata nelle cucine di tutto il mondo, da solo oppure unito ad altre miscele di aromi.
Nei paesi orientali viene utilizzato per insaporire primi piatti, come il riso, e arrosti a base carne. E’ impiegato anche per profumare minestre e zuppe, di carne o verdure.
Nelle zone arabe, il cardamomo è un ingrediente basilare per creare il famoso caffè arabo, e aromatizzare il the. Per terminare il menu, questa spezia trova largo spazio anche nella preparazione di numerosi dessert.

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L’incredibile erba di grano e le sue innumerevoli proprietà

I capelli bianchi sono uno dei segni dell’età che avanza, ma ahimè, a volte compaiono anche quando vecchi non si è.
In realtà, il bianco o il grigio dei capelli non è un semplice segno degli anni che passano, le problematiche alla tiroide possono influire sul colore dei capelli, ad esempio; inoltre, l’antica Medicina Tradizionale Cinese collega la pigmentazione dei capelli alla qualità del sangue e alla forza dei reni. Così, per esempio, avere capelli grigi sta a indicare reni e sangue deboli.
In natura esiste una soluzione anche per i capelli bianchi: l’erba di grano.

Che cos’è?

Quando si parla di erba di grano, si intendono il grano (o frumento), l’orzo e il farro germogliati di 10-15 giorni. È costituita da una serie impressionante di sostanze nutritive che rafforzano e ringiovaniscono il nostro organismo, in tutte le sue parti. È composta per il 70% da clorofilla, il rimanente 30% da 17 amminoacidi essenziali, 90 minerali, 13 vitamine e 80 enzimi. Un vero e proprio tesoro di salute!

A cosa serve?

Un consumo regolare di erba di grano, oltre ad avere un effetto positivo sui capelli grigi, rallenta il processo di invecchiamento combattendo i danni causati dai radicali liberi, ringiovanisce le cellule, disintossica il corpo rimuovendo le tossine che ingorgano sangue e organi come cadmio, nicotina, stronzio, mercurio e cloruro di polivinile (PVC), e rende la pelle elastica.
Inoltre, è utile a ripristinare la salute dei reni e del sangue, grazie alla presenza della clorofilla, composto presente nelle piante simile all’emoglobina, che serve a ossigenare il sangue.
L’erba di grano offre anche una linea di difesa impenetrabile contro le malattie, aumenta le difese immunitarie e ha un effetto positivo sulla fertilità, abbassa l’FSH e regolarizza il ciclo mestruale.
Infine, se assunto 40 minuti prima del pranzo, riduce l’appetito (utile per chi è in dieta!), in più serve anche a colmare le carenze nutrizionali e a riequilibrare il tasso di vitamina B12 nei vegetariani e facilita la digestione. Conferisce anche maggior resistenza alla fatica, sia fisica che mentale.

Dove trovo l’erba di grano?

Sul mercato si trova sotto diverse forme: in polvere, liofilizzata, in compresse o pronta da bere. La si può acquistare online, nelle farmacie o erboristerie; si può persino coltivare in casa, basta seguire i tutorial che si trovano in internet.
È fondamentale naturalmente fare attenzione a cosa si compra! Capire se si tratta di erba di grano o succo di erba di grano, accertarsi sulla provenienza, le analisi chimiche e l’assenza di malto destrina o altri veicolanti. Cerchiamo il prodotto vivo (non cotto), ricco di vitamina B12, biologico!
L’assunzione dell’erba di grano sotto forma di succo è più potente e energizzante (30ml di succo equivalgono a 1kg di verdure verdi biologiche). È molto dolce, quindi si consiglia di assumerlo a stomaco vuoto, sorseggiando lentamente.

Indicazioni e controindicazioni

L’erba di grano va bene per i celiaci perché il glutine, durante la germinazione, viene scisso dagli enzimi nei singoli amminoacidi.
La devono evitare, invece, gli intolleranti al frumento.

Detto questo, sembra esserci un solo imperativo: Erba di grano a volontà!

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Una mela al giorno, leva il cancro di torno

I tumori sono determinati per un 5-10% dalla predisposizione genetica, quindi dall’inclinazione presente fin dalla nascita. Il restante 90-95% è riconducibile a fattori ambientali, i quali comprendono il fumo da sigaretta, l’obesità, la mancanza di attività fisica, l’inquinamento atmosferico o l’esposizione a sostante cancerogene, per esempio amianto, radiazioni, particolari vernici.
In un organismo sano, le cellule che lo compongono si rinnovano continuamente. Durante la sua esistenza, la cellula subisce numerose aggressioni e, se l’organismo non è in grado di contrastarle, essa può subire delle mutazioni del DNA, causando così dei gravi problemi al normale ciclo di riproduzione cellulare, e generando cellule tumorali.
Svariati enti di ricerca, tra cui anche l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige in Trentino, nell’abito di studi internazionali hanno individuato alcune sostanze contenute nella mela, in particolar modo nella sua buccia, che potrebbero diminuire il rischio di sviluppare tumori.

Le sostanze naturalmente utili

I radicali liberi sono molecole instabili, che possono provocare danni al patrimonio genetico. Nella mela sono presenti alcuni tipi di antiossidanti naturali, tra cui i polifenoli, i quali reagiscono con i radicali liberi, eliminandoli dall’organismo. L’attività detossificante dei polifenoli è particolarmente evidente nei tumori dell’apparato digerente. I polifenoli svolgono un’altra importantissima funzione: bloccano i geni che impediscono la morte programmata nelle cellule tumorali, così da causarne la morte ed rimuovendone l’immortalità.
Le procianidine, una specie di polifenolo, hanno il potere di inibire notevolmente lo sviluppo delle cellule neoplastiche. Agiscono in modo particolare su melanomi, leucemie, e adenomi.
Alcuni ricercatori sostengono che flavonoidi e fenoli, anche essi antiossidanti, sono utili per combattere le cellule tumorali e per ridurre il numero e la grandezza dei tumori mammari e di quelli al polmone.
Un’altra molecola, la triterpenoidi, avrebbe un ruolo importante nel diminuire il rischio di sviluppare tumori al fegato e al colon.
In un articolo apparso sulla prestigiosa rivista Annals of Oncology, un gruppo di ricercatori documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori, di circa un 20%.
Oltre al medico, una mela al giorno toglie anche l’oncologo di torno.

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Il cioccolato: storia, proprietà e benefici per la salute

“Nove persone su dieci amano il cioccolato, la decima mente” John Tullius

Il cacao, il padre del cioccolato:

Il cioccolato viene ricavato dai semi del cacao, albero diffuso in America meridionale e nei Paesi affacciati al Golfo di Guinea. La trasformazione in cioccolato è un processo che richiede talento e conoscenza. Dopo aver raccolto i frutti, si lasciano fermentare per un periodo variabile tra i 2 e i 15 giorni. In questa fase i semi sviluppano quegli oli che andranno a caratterizzare il cioccolato. Successivamente i semi vengono fatti seccare, e si passa alla torrefazione: qui si eliminano acidità e umidità. Filtrando il prodotto ottenuto si ottiene il burro di cacao e cacao in polvere. É ora necessaria l’omogeneizzazione, che permette di mescolare perfettamente gli ingredienti, da questa fase che dipendono le caratteristiche organolettiche del cioccolato. Lo stadio finale consiste nel modellare il liquido in stampi e lasciar raffreddare. A questo punto il cioccolato è pronto per essere confezionato.

Dal 2000 A.C. ad oggi:

La storia ci racconta che il cacao era presente sul Rio delle Amazzoni già dal 2000 A.C. Ai Maya va il merito di aver coltivato questa pianta, e successivamente gli Aztechi ne imitarono la tecnica. Il consumo della bevanda al cioccolato era riservato alle classi sociali più elevate. Veniva inoltre utilizzato in riti religiosi, in quanto “cibo degli dei”. Fu Cristoforo Colombo a importare i semi di cacao in Europa nel 1502, donandoli a Ferdinando e Isabella di Spagna. Bisognerà però aspettare il 1519 per la diffusione nel continente, grazie al condottiero spagnolo Cortés. Fu un grande successo, e molti appassionati si dedicarono alla preparazione del cioccolato in tutta Europa. Oggi ci sono molti tipi di cioccolato: quello bianco, il più dolce. Il cioccolato al latte, croccante e con una quasi impercettibile nota di amaro. Il mix tra cioccolato al latte e fondente, dal sapore intenso. Una scala di cioccolati amari, dal profondo gusto di cacao in base alla percentuale contenuta. In commercio si può trovare cioccolato con l’aggiunta di nocciole o altra frutta, estratti aromatici quali vaniglia, cannella, arancio, oppure con un cuore liquido di caffè, liquore, o cioccolato. Insomma, impossibile non trovare un gusto preferito!

Cioccolato, amico cioccolato!

Anche se alcune barrette molto zuccherate contengono parecchie calorie, è un ottimo energetico per reintegrare energie spese in sport o sforzi intellettuali. Scegliendo una cioccolata con un’alta percentuale di cacao (da 60-70% in sù) le calorie diminuiscono e il sapore diventa più genuino. Il cioccolato è anche ricco di antiossidanti, precisamente di flavonoidi, che rallentano il processo di invecchiamento delle cellule. Il cioccolato fondente, generoso di polifenoli, riduce la glicemia. E’ indicato a chi soffre di ipertensione, in quanto abbassa significativamente la pressione arteriosa. Ciò significa che il suo consumo aiuta a prevenire malattie cardiovascolari. Il contenuto di caffeina dona al cioccolato un effetto stimolante sul sistema nervoso e rilassante per i muscoli respiratori. E’ ricco di vitamine e minerali, sostante basilari per il corretto funzionamento del nostro organismo.

Allora perché non sperimentare alcuni dolcetti? Provate i nostri deliziosi biscotti al cioccolato vegan, o il ciambellone al cioccolato e arancia, o la semplicissima ma superlativa mousse al cioccolato.

Dunque, evviva il cioccolato, ma ricordiamoci che il cioccolato è ricchissimo di zuccheri, tra le cause dell’obesità. Fate quindi attenzione alle quantità consumate, ma non togliete questo piacere al palato.

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Recipes

Oggi vediamo come preparare un buonissimo succo di melograno (Punica granatum) fatto in casa con l’utilizzo dell’estrattore.
Infatti l’estrattore di succo vivo è l’elettrodomestico più indicato per ottenere un succo di melograno puro senza sprecare materia prima: quello che vi rimarrà saranno solo i semi.
Se volete divertirvi a vedere come lo preparo seguite il video!

Il melograno, la pianta

Il melograno è una pianta della famiglia delle punicacee che viene dall’oriente, più precisamente dalla zona tra l’Iran e l’Himalaya.
Il melograno è il frutto di questo stupendo albero ed è una bacca tonda dalla buccia piuttosto robusta con una segmentazione interna tra seme e seme.
I semi sono circondati da una polpa che va dal bianco al rosso rubino, più o meno acidula, dolce e profumata. E’ proprio qui che si cela il succo di melograno, che noi estrarremo per ottenerne un’elisir ricco di antiossidanti!

Il succo di melograno: caratteristiche nutrizionali

Il succo di melograno ha un’apporto energetico medio, dato principalmente dai carboidrati semplici, e in minima parte da lipidi (per la maggior parte insaturi) e proteine (peptidi a basso valore energetico).
Nel succo di melograno abbiamo un’abbondanza di acqua e fibre quasi assenti.
Non contiene una quantità impressionante di sali minerali, eccetto che per il potassio con 214 mg su 100g su succo.
Nel succo vivo appena spremuto, le vitamine, come anche la maggior parte degli antiossidanti fenolici, risultano attivi, il che lo rende estremamente benefico.
Il succo di melograno è un alimento che si presta a qualunque regime alimentare, anche se non è sempre indicato alla cura di determinate patologie.
Può risultare ottimo nella dieta contro l’ipercolesterolemia assunto come spezza-fame tra un pasto e un altro nella misura di un bicchiere.
La quantità media di succo di melograno dovrebbe rientrare tra 200 e 300ml (100-150kcal) al giorno.

Il succo di melograno: benefici

Riduzione del rischio di cancerogenesi
Il succo di melograno ha oggi una forte attrattiva soprattutto perché sembra che riesca a contrastare le cellule cancerogene, denaturandole, grazie all’azione dell’acido ellagico e i flavonoidi. Si è dimostrato che il succo di melograno previene dai tumori dei polmoni, della prostrata, del seno e della pelle.

Riduzione del colesterolo serico (colesterolemia)
Assumere succo di melograno con regolarità è positivo per il sistema cardiocircolatorio contrastando sia l’ispessimento arterioso che la formazione delle placche aterosclerotiche.

Come preparare il succo di melograno estratto in casa

Seguite la ricetta per imparare come estrarre a casa vostra il succo di melograno!

Cos’è un estrattore di succo vivo?

Seguite il link per scoprire tutte le caratteristiche di questa tecnologia del benessere!