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Caponata o caponatina di melanzane

Provare la caponata di melanzane è una delle esperienze di vita che va fatta almento una volta. La caponata di melanzane (o anche detta caponatina) è perfetta sui crostini o su una bruschetta, fresca e saporita, non vi lascerà di certo delusi!
Questa ricetta è uno delle doti che mi ha lasciato uno dei miei maestri, lo chef Giorgio Marafante della Pierina di Mirano, ristorante in cui ho lavorato per diverso tempo.
La caponata di melanzane lui la preparava proprio così come vi insegno io e ogni volta che la preparo nuovamente, per noi a casa, per ospiti o nei ristoranti, l’effetto è sempre uno: una grande sorpresa!

Caponata di melanzane: la ricetta siciliana

Una squisitezza tutta siciliana questa caponata di melanzane (anche detta caponatina), da fare come antipasto o contorno o da mettere sul pane abbrustolito! La ricetta originale era così buona, ma così buona, che ho voluta farla seguendola alla lettera, ma ci sono anche tante varianti, che dipendono dalla tradizione del luogo o da famiglia a famiglia. Non perdete l’occasione di prepararla e di innamorarvi del suo fantastico profumo e sapore!
La Sicilia è stata per me un luogo di grande fascino che ha sempre influenzato le mie ispirazioni culinarie! Strano, perché fino al 2016 non ero mai riuscito ad andare a visitarla, fino a che non sono stato ospite in maggio della LAV Catania per andare a premiare l’alberghiero di Messina, vincitore del Vegan Chef Contest 2016.
Ma in giugno nuovamente sono tornato, ospite dell’associazione VEG Sicilia, con la quale abbiamo tenuto un bellissimo corso della durata di un weekend sulle pendici dell’Etna, presso l’agriturismo Borgo Ciancio.
Queste sono state esperienze favolose che hanno ancor maggiormente affinato la mia sensibilità verso la cucina siciliana e mi hanno fatto apprezzare lo stile di vita e le persone che ho incontrato!
Ma come ho fatto fino a quel giorno ad essere così influenzato dalla cucina siciliana?
Mia madre andava spesso in Sicilia, a trovare amici e mi riportava usi gastronomici, che io, con l’immaginazione, andavo a ricreare… Insomma, non ci avevo visto così sbagliato 😉

Caponata di melanzane light e molte altre versioni

Ma tornando al tema del nostro discorrere, la caponata di melanzane ha davvero tante varianti, c’è chi la prepara con i peperoni (io per esempio non li uso), chi con i capperi, chi con le zucchine, chi ci mette le mandorle (io uso i pinoli), … insomma ogni paese e ogni famiglia ha la sua!
La mia prevede le melanzane fritte, ma mi chiederete sicuramente come prepararne una versione più “light”… eh lo so, friggere non sempre fa voglia e poi ingrassa 🙂
Allora vi consiglio di salare le melanzane, lasciarle scolare per 30 minuti, asciugarle e poi grigliarle per bene. Sostituite quindi le melanzane grigliate a quelle fritte per una caponatina light tutta sapore!

Avete voglia di tantissimo gusto? Allora è proprio il caso di provare questa pasta all’ amatriciana vegan con seitan e cipolle caramellate, rivisitazione di una ricetta che vede le sue radici nella nostra tradizione italiana. Per portare questo piatto succulento anche sulle tavole vegetariane e vegane, abbiamo pensato di dare il nostro tocco personale quà e là alla ricetta originale.

Amatriciana vegan con seitan e cipolle caramellate

Questa amatriciana vegana è un’ottima alternativa a quella con il guanciale o la pancetta: infatti abbiamo pensato di sostituirli con un po’ di seitan croccante. Ma non ci siamo fermati qui. Il sapore della cipolla lo abbiamo esaltato caramellandolo con zucchero di canna e rhum! Questo primo piatto vegano gustosissimo è l’ideale per un pranzo all’aperto con gli amici! Fate porzioni generose e portate in tavola un buon vino rosso del sud come un Primitivo del Salento o un Cirò calabrese: il successo è garantito, parola nostra!

Un’amatriciana vegetale: stupefacente anche in version gluten-free

Quando pensiamo alla parola amatriciana, pensiamo alla tradizione certamente, ma anche a un piatto che fa ballare le papille gustative!
E perché ricreare questa sensazione anche senza l’uso di guanciale? Vi dimostriamo che si può! E se volete provarla anche in versione senza glutine, potete preparare una fantastica amatriciana vegan senza seitan, ma con il tempeh e utilizzare della pasta di mais o di grano saraceno al posto del classico bucatino.

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La montagna, è uno dei posti in cui ci sentiamo più liberi, l’amiamo in qualsiasi stagione, perché sappiamo che nonostante le pioggie, i clima rigido in inverno o i ripidi sentieri in salita, veniamo ripagati da panorami mozzafiato, il profumo inconfondibile del bosco, funghi e frutti di bosco, il silenzio della neve.
Siamo due campeggiatori, non appena ne abbiamo l’occasione carichiamo la nostra tenda in auto e partiamo verso le montagne!
E chi ama camminare per i boschi come noi lo sa che a fine giornata la fame si fa sentire, eccome.
Non sempre è possibile, ma quando ne abbiamo l’occasione ci prepariamo questi canederli vegani (con o senza spinaci), li mettiamo sottovuoto e li portiamo via con noi per poi cuocerli sul nostro fornelletto da camping aspettando le stelle.

La ricetta dei canederli più buona che ci sia

Apparentemente i canederli sembrano un piatto impegnativo, in realtà è piuttosto semplice e si presta a essere preparata in grandi quantitativi da mettere via, in congelatore o sottovuoto, in modo da essere preparato con grande comodità nei momenti in cui non c’è molto tempo per cucinare ma si vuol sempre e comunque mangiar bene!
Il sapore dei canederli in brodo o asciutti, c’è rimasto impresso nella memoria gustativa, li abbiamo potuti provare in tante forme e varianti, la più simpatica di tutti è sicuramente quella di Nonna Lella, la nonna di Antonia, che sempre molto generosa nelle porzioni, li preparava grandi come grosse arance!
Questa ricetta dei canederli vegan di spinaci, riprende quei ricordi e li riporta sul nostro piatto ogni volta che lo desideriamo!

Canederli di spinaci per tutta la famiglia

Con la loro forma simile a delle polpette, i canederli hanno il dono di destare simpatia e golosità in chiunque! E’ la ricetta ideale per far mangiare le verdure ai bimbi che non ne vanno matti. Noi non vediamo l’ora di poterli preparare anche per il nostro piccolo Goran!
Questa ricetta si può riadattare anche ad altri ortaggi come la bieta, la cicoria o gli asparagi! Basta solo sperimentare!

Cercavamo una ricetta per realizzare degli ottimi ravioli vegan di barbabietola e l’abbiamo trovata nella tradizione culinaria delle nostre montagne, i casunzei.
Abbiamo conosciuto questa prelibatezza grazie alla signora Rita, che a più di 80 anni ha l’allegria e la vitalità di una giovane donna e cucina questo piatto da tantissimi anni per i suoi cari.
Ispirati dalla ricetta dei casunzei, abbiamo fatto tesoro della loro bontà e ne abbiamo ricreato i sapori senza utilizzare derivati animali, né nella farcia, né nella pasta fresca.

Dei delicatissimi e deliziosi ravioli vegani

Una volta provati i nostri ravioli vegani di barbabietola (o rapa rossa) capirete quanto questi gusti semplici rendano un piatto indimenticabile.
Non servono dunque formaggio, burro, uova, per far sì che questa ricetta funzioni o sia godibile.
Nella loro semplicità questi ravioli di patate e rape rosse sono una delle migliori ricette di pasta ripiena vegana che avrete mai provato!
Siamo pronti a scommetterci!

La scarlatta e prodigiosa rapa rossa

Di solito troviamo le rape rosse al supermercato nel banco frigo già cotte e confezionate sottovuoto, ma potete trovare la barbabietola anche fresca presso alcuni negozi o nei mercati contadini. È chiamata anche carota rossa ed è un alimento portentoso in quanto è ricca di fibre, sali minerali e vitamine del gruppo B, nonché di antiossidanti.
E’ particolarmente indicata per le persone che soffrono di anemia o per le donne che soffrono di dolori mestruali, poiché molto ricche di ferro.

Se questo ingrediente vi stuzzica, e vi è piaciuto questo primo piatto vegan, provate anche le altre ricette con la rapa rossa:

La ricetta dell’erbazzone reggiano, detto anche scarpazzoun, è conosciuta non solo nella regione emiliana ma si è diffusa in numerose varianti e forme anche in tutta la zona che circonda Reggio Emilia ed è una ricetta molto amata per la sua semplicità e immediatezza. Quella che vi presentiamo è la nostra variante dell’erbazzone vegano, perché possiate prepararla a casa senza l’utilizzo di formaggio, strutto o uova.

L’erbazzone vegan, un’ottima torta salata rustica vegana

Se siete alla ricerca di una valida ricetta di torta salata vegan, potete rivolgere uno sguardo alla nostra tradizione culinaria e rivisitare l’erbazzone reggiano. In questa ricetta potete ritrovare i gusti della tradizione abbinati a un modo di mangiare semplice, veloce e pratico, proprio tipico dei giorni nostri. A vostro piacere, potete modificare questa torta salata vegan, aggiungendoci qualche ingrediente o modificandone la forma o lo spessore.

Come si fa l’erbazzone?

Se non avete origini reggiane, non possedete la preziosa ricetta dell’erbazzone della nonna, ma soprattutto volete fare a meno di strutto, formaggio e uova, allora troverete la nostra ricetta dell’erbazzone vegan molto utile e facile da realizzare. Il nostro consiglio è sempre quello di utilizzare ingredienti freschi e di ottima qualità, ma se doveste trovarvi di fretta, per praticità è possibile realizzare questa ricetta anche ricorrendo a spinaci surgelati o confezionati e della pasta sfoglia vegana già pronta.
Il resto vien da sé, una volta preparato il ripieno per l’erbazzone, farcite la pasta sfoglia e infornate, come fareste con una qualsiasi torta salata!

L’erbazzone senza strutto o derivati animali

A questo punto vi starete chiedendo come fare l’erbazzone senza strutto o derivati animali: munitevi dei migliori ingredienti e seguite i passaggi qui sotto riportati. Otterrete in men che non si dica il miglior erbazzone di sempre, 100% vegan, praticissimo da portare fuori casa per un pranzo all’aperto o in ufficio o da condividere con gli amici e i familiari durante un aperitivo o una cena informale!

Per preparare un risotto al radicchio vegan dal sapore caldo e avvolgente, leggermente amaro e molto cremoso, seguite questa ricetta! Gli ingredienti che ci servono sono davvero semplici e genuini, il procedimento è altrettanto facile. E il risultato… beh, quello è assolutamente eccezionale!

Risotto al radicchio vegan: la ricetta

Si può preparare questo risotto sia con radicchio tardivo di Treviso sia con il radicchio precoce, e con del buon riso vialone nano. Per renderlo più leggero lo abbiamo mantecato con del buon olio di oliva extra vergine. Per chi volesse dargli un tocco in più, consigliamo di concludere il risotto con una grattugiata generosa di Sheese Blue!

Ingredienti: qualche info

Radicchio di Treviso: il radicchio rosso di Treviso è una varietà di cicoria a indicazione geografica protetta tipica della provincia di Treviso. Esiste in tre varianti, precoce, tardivo e variegato (essendo la varietà tardiva quella più pregiata), e si distingue per un sapore unico, diverso da quello del radicchio “standard” che si è soliti trovare nel resto della nostra penisola e che si usa prevalentemente sotto forma di insalata.

Dove trovare il radicchio di Treviso? Purtroppo il radicchio rosso non è facilmente reperibile in tutta Italia, essendo prodotto in determinati comuni della provincia di Treviso. Il consorzio per la tutela del radicchio rosso di Treviso si occupa anche di diffondere la disponibilità e il consumo di questa varietà di cicoria in tutta Italia. Se doveste avere difficoltà nel reperirlo, potete prendere in considerazioni servizi web come questo, con consegna di prodotti freschi a domicilio.

Riso valone nano di Verona: anche il riso nano vialone ha un suo consorzio ed è tipico di Verona. È una delle varietà più apprezzate per la sua versatilità ed è perfetto anche per i risotti. Se non riusciste a reperirlo, potreste sempre optare per un Arborio o Carnaroli.

Sheese Blue: se non avete mai sentito parlare di questo prodotto, si tratta di un formaggio scozzese privo di lattosio e glutine. È molto adatto a una dieta vegana e si distingue per essere molto gustoso, nonostante l’assenza di derivati di origine animale. Anche lo Sheese Blue può essere facilmente acquistato online o in negozi specializzati.

È proprio in questi giorni che riaffiora dagli abissi dei nostri ricettari la ricetta delle chiacchiere di Carnevale (conosciute a seconda della zona anche come galanifrappe, crostoli, cenci, bugie e chi più ne ha più ne metta). Beh, ci siamo! Si avvicina la festa delle maschere, dei colori e dell’allegria (anche in cucina!).

I galani di Carnevale -i veneziani preferiscono chiamarle così- sono le gustose sfoglie di pasta fritta ricoperte di zucchero a velo. Le chiacchiere di Carnevale riempiono in questo periodo le vetrine delle pasticcerie, ma sono anche un dolce tipicamente fatto in casa. Semplici da fare e di tradizione casereccia, infatti, la ricetta delle chiacchiere vede i suoi punti saldi non solo negli ingredienti, ma anche nell’uso della nostra fedele macchina per la pasta che, a Carnevale, indossa la maschera e contribuisce a creare queste deliziose sfogliatelle ricoperte di zucchero!

Ripetiamo la ricetta delle frappe di Carnevale di anno in anno, ormai la sappiamo a memoria o quasi, consultiamo il ricettario o il nostro sito preferito per alcuni dettagli e mettiamo mano all’impasto. Ma cosa succederebbe se un anno volessimo cambiare? Dare un tocco differente, e magari più leggero, alla ricetta delle chiacchiere di Carnevale non dovrebbe essere poi così difficile, no? E infatti non lo è.

Noi de LaCucinaVegetariana.it vi proponiamo la ricetta vegana delle chiacchiere, una versione nuova, più leggera di questi dolci carnevaleschi che non altererà la loro originale croccantezza e friabilità. Provare per credere!

Prima di passare alla nostra ricetta delle chiacchiere vegane, ricordiamo che tra i dolci di Carnevale in Italia si annoverano, oltre ai galani (ebbene sì, il nome veneziano delle chiacchiere ci piace particolarmente), anche le frittelle, le castagnole, i ravioli dolci, le graffe (napoletane) e tanti altri a seconda della regione di appartenenza.

Ma le vere chiacchiere?

Vista la varietà di nomi, e sicuramente di ricette, sparsi in tutta Italia, molti si chiedono quale sia la ricetta delle vere chiacchiere di Carnevale, quelle originali insomma. Esiste una leggenda che fa risalire la nascita delle chiacchiere alla regina Margherita di Savoia, quindi a Napoli; in realtà si attesta sin dall’antica Roma la presenza di dolci simili alle attuali chiacchiere, chiamati fractilia.

Con un’origine così remota, alla domanda su quali siano le vere chiacchiere è difficile trovare una risposta. Ne deduciamo che la ricetta si sia evoluta nel tempo, nonché nello spazio, e che una ricetta standard in questo caso potrebbe non esistere.

Chiacchiere vegan: la nostra versione

Fautori dell’evoluzione della tradizione gastronomica nel tempo, così come oggi esiste anche la versione più leggera dei galani di carnevale al forno o quelli ricoperti di miele, noi vi proponiamo i galani in versione vegan, la ricetta delle chiacchiere senza uova e senza burro.

Un’altra versione, ma non l’ennesima! Un insieme di ingredienti differenti per i vostri dolci di Carnevale, per vegani e non. Semplicemente diversi, leggeri e… altrettanto buoni!

Ragù di seitan

Ecco la ricetta del ragù di seitan, un ragù appetitoso, perfetto per la pasta o gli gnocchi! Il ragù, sugo al quale siamo affezionati dalla nostra infanzia perché parte della nostra tradizione culinaria e familiare, lo abbiamo rivisto in chiave veg, grazie all’utilizzo del seitan al posto della carne. Che dire, un ottimo risultato, che appaga gli occhi e il palato, condendo la nostra pasta di un sugo pieno di sapore!

Penne all’arrabbiata

Se pensiamo alle penne all’arrabbiata pensiamo a un primo gustoso, intrigante e gioioso e ci viene voglia di festeggiare più che di farci una litigata! Il nome deriva dal sapore deciso dell’aglio, del peperoncino e del prezzemolo tritato fine, che uniti assieme, danno vita a un’esplosione di gusto! Ottima idea per una pasta veloce fatta con ingredienti presenti sempre in cucina o per un pasto fuori orario, perfetta se ci viene fame dopo una serata fuori con gli amici!

Pasta e Fagioli vegan

Qui in Veneto, la pasta e fagioli è un piatto molto amato e tramandato secondo le ricette di famiglia. Un piatto tradizionale, nutriente e completo di origine povera ma dal gusto ricchissimo. In passato, in Veneto la pasta e fagioli era un piatto di umili origini consumato prevalentemente da contadini e braccianti o servito come piatto economico nelle locande. In effetti, ancora oggi gli ingredienti semplici e genuini della pasta e fagioli si trovano in commercio a prezzi molto ridotti e consentono di prepararne in quantità, in modo da risparmiare anche in energia e fatica. Noi l’abbiamo preparata con della pasta fatta in casa, ma bambini (e non solo) la amano fatta con un tipo di pasta molto particolare, i ditalini! E voi?