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2° Corso di cucina vegana in zona Venezia

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (08 Ottobre) ANTIPASTI, FINGERFOOD, APERITIVI: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette di antipasti vegan e vi spiegherà i principi per creare un piatto dalla A alla Z. Questo è il primo dei 4 incontri che vi insegneranno come creare una cena vegan dall’antipasto al dolce!
  • (15 Ottobre) PRIMI PIATTI VEGAN: durante la seconda lezione del corso, non potevamo che insegnarvi come creare dei primi da leccarsi i baffi! Il nostro chef vi insegnerà quali sono gli ingredienti migliori da utilizzare per la creazione del primo perfetto, spaziando dalla tradizione gastronomica italiana a quella asiatica! In questa lezione andrete più a fondo nel principio di creazione di un piatto, comprendendo l’estetica del palato e dell’occhio. Ovviamento tutto vegan!
  • (22 Ottobre) SECONDI E PROTEINE: arrivati a questo punto siamo quasi al traguardo, ma c’è ancora tanto da sapere! I secondi infatti mettono a dura prova anche gli chef più preparati! Se volete comprendere a fondo come creare un piatto da zero, dovete sicuramente analizzarlo dal punto di vista nutrizionale, e nel mondo vegan la questione è delicata. Andremo quindi a spiegarvi gli ingredienti per attuare una giusta sostituzione proteica senza tralasciare il sapore per portare in tavola dei secondi succulenti!
  • (29 Ottobre) CORSO DI PASTICCERIA VEGAN: ed ecco finalmente i dolci! Per tutti gli appassionati di pasticceria che vogliono rimanere cruelty-free, questo sarà un appuntamento immancabile! Vedremo creme, impasti, biscotti e molto altro.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: 08-15-22-29 Ottobre 2014

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 180€ per 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal




Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Con l’avvicinarsi di Capodanno, le vendite di lenticchie aumentano vertiginosamente! Grazie alla loro forma simile a una moneta, fin dall’antichità questo legume veniva consumato per augurare un nuovo anno ricco e prospero. E diciamocelo, di questi tempi forse è il caso di mangiarle molto più spesso, ma per guadagnarne anche in salute!

Lenticchie nel mondo e in Italia

La lenticchia fu il primo legume ad essere coltivato in Mesopotamia, e ad entrare a far parte dell’alimentazione umana. Esse vengono citate anche nella Bibbia, precisamente quando Esaù rinunciò alla figlia primogenita per un piatto di lenticchie. A livello mondiale si stima che circa 3 milioni e mezzo di ettari siano coltivati con piantagioni di lenticchie, in particolare nelle zone temperate. La pianta, scientificamente chiamata Ervum Lens, può sopravvivere in ambienti avversi, e, tecnicamente, le lenticchie sono i semi della Ervum Lens.
Anche l’Italia è un modesto produttore di questo legume, le cui varietà sono molto pregiate ed apprezzate a livello internazionale; tra le più note possiamo ricordare le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), quelle di Altamura, le lenticchie di Villalba e di Colfiorito, e le lenticchie del Fucino.

Proprietà e valori nutrizionali

Come quasi tutti i legumi, anche le lenticchie sono un alimento formidabile per le sue numerose caratteristiche nutrizionali. Sono ricche di fibre, valido alleato per la prevenzione di forme tumorali al retto e colon; esse inoltre aumentano la sensazione di sazietà, perciò possono sostenere la perdita di peso e il contrasto al diabete. Le fibre, infine, favoriscono l’equilibrio intestinale.
Le lenticchie contengono magnesio e potassio: il primo benefico per il tessuto osseo, il secondo utile per la ritenzione idrica e l’apparato cardiocircolatorio. Il loro contenuto proteico è paragonabile se non superiore a quello di molti tipi di carni, ma sono prive di grassi saturi e non causano l’aumento del colesterolo. Le lenticchie apportano al nostro organismo vitamina B1, ferro e aiutano a mantenere bilanciata la glicemia nel sangue e quindi anche l’insulina, che serve a metabolizzare gli zuccheri. Altri componenti caratterizzanti sono gli antiossidanti e la tiamina, utile per favorire la concentrazione.

Ricette e consigli con le lenticchie

E’ controindicato consumare le lenticchie crude, in quanto poco digeribili. Il loro uso inoltre è sconsigliato a malati di gotta e uremia. Con l’auspicio che la loro fama di portar fortuna si trasformi in realtà, di seguito suggeriamo alcune ricette con le lenticchie, valide per San Silvestro… E, perché no, per tutti gli altri mesi!

Ecco le nostre ricette consigliate:

Pasta e lenticchie con cavolo nero e pinoli
Burger di lenticchie, ceci e cereali
Polpette speziate con lenticchie, spinaci e zucca

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Seitan: una miniera di proteine

Per chi crede che le proteine siano ad esclusivo appannaggio della carne animale, ecco la risposta di totale origine vegetale, che smentisce in maniera categorica, un falso primato. Il seitan, la bistecca fatta di solo grano.

La parola seitan, coniata da George Oshawa scrittore giapponese che divulgò diverse teorie orientali in occidente, in giapponese significa appunto proteina.

E il seitan è una vera miniera di proteine in quanto prodotto esclusivamente dal glutine del grano. Il glutine è un concentrato di proteine, le stesse che troviamo nella carne animale. D’altronde, che tipo di alimentazione viene somministrata a quei poveri animali che finiranno nel piatto di molti carnivori? E’ un’alimentazione ricca di cereali e di conseguenza glutine e di conseguenza proteine.

Il seitan non è altro che un ponte tra la spiga e il nostro piatto, lasciando che sotto di esso pascoli liberamente il nostro amato animale.

Per chi si accosta per la prima volta alla cucina vegana o vegetariana, il seitan è come quel maggiordomo che ci accoglie in casa di estranei, cercando di metterci subito a nostro agio. Infatti la consistenza del seitan è paragonabile alla consistenza di un boccone di carne animale. Per allietare senza traumi il passaggio da una dieta carnivora ad una dieta vegana, il seitan è l’alimento che più si addice ad essere cucinato come le tradizionali ricette a base di carne animale.

La sua caratteristica consistenza e malleabilità, consentono di confezionare il seitan sotto forma di filetto, ragù, arrosto. Sarà sufficiente preparare le pietanze in maniera tradizionale e anziché introdurre qualcosa di qualcuno che prima camminava e brucava l’erba, sostituirlo con il seitan.

Il suo gusto è molto gradevole ed assimila facilmente i profumi e i sapori di spezie o altri condimenti cucinati con esso. E’ un alimento povero di grassi, con l’ 1,5% ed altamente nutriente, con circa 120 calorie per 100 grammi di prodotto. Questo lo rende, dal punto di vista nutrizionale, molto simile alla carne, ma senza grassi saturi e il colesterolo, inevitabile nella carne animale.

L’unica attenzione va posta per chi soffre di celiachie o intolleranza, perché essendo un prodotto interamente prodotto dal glutine, non è raccomandato.

Il seitan lo si può produrre anche in casa. La produzione e lavorazione non è complessa, ma richiede un po’ di pazienza e accuratezza. Fondamentalmente la preparazione del seitan casalingo consiste in tre momenti: l’impasto, che consiste nell’amalgamare l’acqua e la farina; il successivo lavaggio, per eliminare l’amido, dall’impasto che ha riposato; e infine la cottura, meglio se in brodo, per compattare ed insaporire l’impasto originario.

Anche il seitan, cos’ì come altri prodotti che vantano l’onore di sostituire la carne animale, è un prodotto raccomandato, non solo per la nostra salute, ma anche per la nostra coscienza. Quando mangiamo della carne animale, non stiamo solo digerendo un alimento, stiamo digerendo e assimilando la Vita in un’altra forma.

Sostituire il seitan alla carne animale, è un gesto di evoluzione personale e sociale, perché l’evoluzione della coscienza, passa anche attraverso ciò che mangiamo.

La prossima volta che deciderai di fare la tua grigliata domenicale, concediti il piacere di un alternativa nel carrello della tua spesa, e insieme alla tua consueta bistecca, affianca una porzione di seitan.

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La roveja

La roveja o pisello dei campi, dal latino Pisum Arvense, come si deduce facilmente dal nome, è una varietà di pisello, che ha dalla sua un imprinting biologico sia per caratteristiche genetiche che soprattutto per tecniche di raccolta e lavorazione, e che non subisce perdite nutrizionali e qualitative nelle suddette fasi.

Ma conosciamola meglio: è stata importata dal Medio Oriente nell’era antecedente la nascita di Gesù, e dopo alterni periodi di forte e scarsa diffusione, attualmente è coltivata nell’areale italiano marchigiano ed umbro, con sempre maggiore costanza ed interesse per le molte virtù associabili alla Roveja, sia per l’alimentazione ed il benessere fisico, che per i benefici apportabili ai terreni e all’ambiente.

Si semina a Marzo, i fiori sono purpurei ed i baccelli verdi, ognuno contenente da 5 a 10 semi, e maturano in Luglio virando su una colorazione violacea. Dopo che le foglie diventano gialle inizia la raccolta, falciando le piante e lasciandole essiccare all’aria aperta. In seguito vengono trebbiate ed i semi vengono raccolti.

Si possono consumare freschi o essiccati, ma in questa seconda veste, sono utilizzabili per la preparazione di molti piatti, a partire da zuppe e minestre rustiche e gustose, genuine e totalmente biologiche dato che il prodotto fresco non è stato sottoposto ad alcun trattamento chimico. È molto proteica, le sue proteine hanno un’importantissima valenza biologica, è poverissima di grassi, mediamente ricca di carboidrati e apporta fosforo (fa bene alle ossa ed ai denti), potassio (fa bene al cuore ed ai nervi), vitamine A (fa bene alle ossa e agli organi riproduttivi) ed E (antiossidante che riduce l’invecchiamento del corpo).

La rusticità dei semi deriva dalla natura selvatica e coraggiosa della pianta, capace di crescere e vivere ad alta quota, a temperature davvero fredde, e con scarsità di acqua.

La si può scorgere anche spontanea, soprattutto lungo le scarpate, e, per molti anni, ha costituito l’alimentazione principe per pastori e contadini montani.

E pensate che con una semplice macinazione si può ottenere una particolare farina, con un caratteristico ma leggero gusto amaro, che consiglio per preparare una polenta con aggiunta di aglio, olio d’oliva e salvia. Anzi preparatene un po’ di più del previsto: quella avanzata la potete mangiare il giorno seguente, dopo averla abbrustolita in padella. Davvero buonissima e l’ideale per quando arriveranno i primi freddi autunnali.

Potete trovare i semi di roveja in vendita presso Ecor.

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Il valore biologico della soia

Non si sente spesso parlare della soia, da molti additata come alimento eccessivamente ricco di grassi e che può nuocere alla salute; proviamo con questo breve articolo a farla conoscere meglio, soprattutto per le qualità benefiche che può apportare, sia da un punto di vista nutrizionale che salutistico.

Il suo nome scientifico è Glycine Max, è una leguminosa primaverile-estiva, originaria dell’Asia e che da noi in Europa si è diffusa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

È un prodotto squisitamente biologico, ottenuto con una tecnica colturale quasi del tutto estranea a prodotti chimici, e quei pochi che vengono utilizzati sono di origine organica e non sintetica. È ricca di grassi, è vero, ma di quelli che fanno bene, ovvero quelli insaturi, che prevengono molte patologie sia circolatorie che cardiache e, per le donne, i classici e fastidiosi disturbi che sorgono con l’avvicinarsi della menopausa. Inoltre è molta ricca di proteine ad alto valore biologico, in particolare di costituenti proteici amminoacidici(lisina e triptofano) che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare naturalmente, ma che sono di vitale importanza per la nostra salute.

Da ricordare che la sua assunzione agisce come deterrente biologico e naturale per la riduzione del colesterolo.

La soia negli ultimi anni è stata scelta dall’industria alimentare come elemento principe da cui partire per ottenere, con poche e semplici operazioni fisiche, tantissimi alimenti buoni e genuini come il latte di soia, da cui a sua volta derivano il gelato, lo yogurt ed i formaggi, come il noto tofu dalla forma rettangolare che si può benissimo abbinare con molte verdure per portare in tavola piatti leggeri, biologici e nutrizionalmente validi.

Ovviamente esiste anche la farina di soia, che si può aggiungere a quella di frumento per preparare il pane ed altri prodotti da forno, come ad esempio i biscotti; basta ricordarsi di attenersi ad una quota del 20% onde evitare qualche piccolo inconveniente sul volume dei prodotti finali.

E non da ultimo il fatto che il latte di soia può essere preso da chi soffre di allergia al latte vaccino; questa allergia non è niente di allarmante, è data dal fatto che qualcuno di noi non riesce a sintetizzare un enzima, la lattasi, che si occupa di sciogliere le catene di zuccheri nel latte: ma soluzioni naturali ce ne sono, come il latte di soia o, per i tradizionalisti del latte, quello di asina o di capra.

Questa leguminosa fa bene anche all’ambiente in quanto non necessita di concimazione azotata, e lascia il terreno rifornito di macroelementi e migliorato da un punto di vista agronomico.

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Tempeh, un’altra alternativa alla carne

Secondo alcuni studi, per produrre 1 kg di carne, impieghiamo 16 kg di grano e circa 1000 litri di acqua, sfamando circa 2 persone. Con la stessa quantità di grano si sfamano 20 persone. Solo questi numeri dovrebbero far tornare i conti, perché se la matematica non è un opinione, non lo è neanche la fame.

Il tempeh è il prodotto della lavorazione del fagiolo giallo di soia. L’origine di tale alimento è da ricondursi all’isola di Giada, una delle isole dell’Indonesia. I fagioli vengono cotti e successivamente aggiungendo un componente acido (aceto o succo di mela) e un fungo il Rhizopus oligosporus, si avvia la fermentazione.

Il fagiolo di soia, utilizzato per il tempeh, è povero di grassi e ricco di proteine, vitamine, calcio, ferro e vitamine del gruppo B, quelle che si narra siano assenti in una dieta vegana e riconducibili solo alla carne. Inoltre il processo di fermentazione rende questo alimento particolarmente digeribile e riduce drasticamente le sostanze responsabili della formazione di gas intestinale.

Una buona notizia per il gentil sesso è che i fagioli di soia hanno un elevata concentrazione di isoflavoni, elemento naturale utile nella prevenzione dell’osteoporosi e dei disturbi legati alla menopausa. Altro amico delle donne sono le saponine, che con la loro presenza rafforzano il sistema immunitario e hanno un effetto stimolante sul metabolismo.

Il tempeh è facilmente reperibile presso i negozi di prodotti biologici. Lo si trova sotto forma di panetto compresso. Si suggerisce il suo utilizzo tagliandolo a fette sottili oppure a piccoli cubetti, avendo un sapore intenso, che richiama la frutta secca o i funghi.

Ma per mani d buona volontà, il tempeh è anche possibile farlo in casa, in quanto non richiede lavorazioni complesse o ingredienti introvabili. La fermentazione richiede un tempo di circa 48 ore e una temperatura di 30°/32° facilmente riconducibile ad un forno chiuso con una pentola di acqua calda dentro.

Scegliere il tempeh come alternativa alla carne è un compromesso più che soddisfacente non solo per la nostra salute, ma anche per il nostro palato.

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Riso Venere

Il riso venere, è una tipologia di riso originario della Cina, facilmente riconoscibile per il suo colore marrone scuro quasi nero e per il suo profumo avvolgente. I chicchi piccoli e profumati, hanno un aroma che ricorda il pane appena sfornato, tipico delle tipologie di riso orientale. Un aroma che percepiamo annusando da vicino i chicchi crudi e che, dopo la cottura, diventa sempre più incisivo. La coltivazione di questo alimento ha una tradizione antichissima: un tempo, il riso venere era riservato soltanto all’Imperatore e a una stretta cerchia di nobili cinesi. Al giorno d’oggi il riso venere, viene coltivato secondo la tradizione, anche nella Pianura Padana, luogo particolarmente adatto alle coltivazioni di riso. Questo riso contiene una buona quantità di proteine, amminoacidi essenziali e una buona dose di sali minerali, calcio, ferro, manganese, selenio e zinco. Con il riso venere si possono preparare svariate ricette orientali, ma si presta ad accompagnare molti secondi di verdure o sughi, è ottimo come riso freddo o si presta bene per la preparazione di risotti.

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Grandi benefici, piccolo rimedio: i semi di Chia

Ci sono dei tesori nascosti e i semi di Chia sono fra questi. L’avevano scoperto già i primi abitanti del Messico quasi tre secoli prima di Cristo e lo sapevano i Maya che li consideravano indispensabili, venivano anche usati per pagare tributi agli Aztechi. Magari non li possiamo usare come moneta di scambio, ma di certo anche noi dobbiamo riconoscere le loro eccezionali proprietà nutrizionali e i loro benefici effetti sulla nostra salute.

  • Sono fonte vegetale di acidi grassi essenziali omega3, fondamentali nella nostra dieta poiché favoriscono il buon funzionamento del nostro cervello e l’assorbimento delle vitamine.
  • Racchiudono il 25% del fabbisogno quotidiano di fibre in una porzione (bastano due cucchiai da tavola nei cereali al mattino!).
  • Ti fanno sentire sazio, perché sono ricchi di fibra solubile. Rallentano il processo di trasformazione dei carboidrati in zuccheri, in questo modo il senso di sazietà dura più a lungo. (Per avere un’idea di come agiscono, provate a metterli in acqua e lasciarli riposare per 30 minuti, si formerà una specie di gel.)
  • Costituiscono una scorta di proteine, che sono, infatti, il 23% delle calorie apportate dei semi di chia.
  • Hanno una scadenza lunghissima; possono rimanere sulla nostra dispensa per anni senza perdere gusto e anche i loro valori nutrizionali rimangono invariati. Questo potere speciale è dovuto alla presenza di antiossidanti naturali. Sono quindi molto più comodi da conservare rispetto al pesce o alle alghe, altre fonti di acidi grassi omega-3.
  • Sono amici della natura perché non hanno bisogno di essere trattati con pesticidi mentre crescono, gli acidi grassi omega-3 di cui sono ricchi agiscono come potente arma antiparassiti.

Sembra dunque che in un piccolo seme siano racchiuse molteplici soluzioni ai nostri problemi. Facciamo tutti scorta di semi di chia! Non dobbiamo nemmeno preoccuparci della scadenza!

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Recipes

Un tocco di Messico a pranzo: una speciale insalata di fagioli pomodori e mais!

Se avete voglia di un’insalata di fagioli fresca e piena di carattere, diversa dalle altre, allora non potete non provare questa coloratissima insalata messicana con fagioli pomodori e mais.
Se date una letta agli ingredienti capirete che in questa ricetta è racchiuso un vero e proprio piatto unico, per di più senza glutine.

Abbiamo ideato questa ricetta a partire dai colori, dai profumi e dagli ingredienti che più ci ricordavano il Messico e la sua cultura gastronomica così variopinta: non la solita insalata di fagioli insomma!
Non potevano mancare i dolci chicchi di mais, i fagioli rossi, il pomodoro fresco e un goccio di Tabasco per rendere quest’insalata un piatto ancora più vivace.

Un’insalata per niente scontata o banale, grazie a qualche tocco da chef come il coriandolo fresco, le noci pecan intere e tritate, il succo di lime e la paprika dolce.

Potrete abbinarla come contorno a qualsiasi secondo piatto, magari qualcosa in stile messicano come i nostri Vegan Burrito o Tacos vegani!

Insalata di fagioli rossi alla messicana: consigli e curiosità

Se volete rendere questa insalata di fagioli rossi ancora più speciale vi consigliamo di aggiungere del buon avocado fresco a cubetti: la renderà ancora più completa, colorata e appetitosa! E se come noi andate matti per la cucina centroamericana non potranno mancare delle tortillas di mais da abbinare a un cremosissimo guacamole!

Proprietà dei fagioli:

I fagioli che usiamo per quest ricetta si chiamano Red Kidney (in italiano “rene rosso”) e non vanno confusi con un altro tipo di fagiolo rosso, il fagiolo azuki rosso, molto più piccolo e diverso nel sapore e nella consistenza. Come tutti i fagioli, anche questi fagioli rossi sono fondamentali per chi segue una dieta vegana o vegetariana proprio per le loro proprietà: sono ricchi infatti di ferro, proteine e vitamine del gruppo B, come l’acido folico (importantissimo in gravidanza).

Questa ricetta è stata pubblicata sul n. 6 di Vegan Life di giugno 2015.

Frittata Vegana di carciofi

Ecco come si prepara una frittata vegana. Per tutti quelli che non possono o non vogliono mangiare le uova ma sono ancora affezionati all’idea di una gustosa porzione di frittata, oggi sveliamo la nostra ricetta! Al posto delle uova useremo della favolosa farina di ceci e del buon olio extravergine d’oliva il tutto a completarsi con dei buoni carciofi di stagione e un po’ di capperi sotto sale.

Spezzatino di Seitan

Lo spezzatino di seitan, accompagnato da della polenta bollente o da un cremoso puré di patate, è un secondo perfetto per la stagioni fredde! Gli ingredienti sono davvero semplici, seitan, passata di pomodoro, carote, sedano e cipolla arricchiti da qualche bacca di ginepro e fatti cuocere a fuoco lento in padella, vi daranno uno spezzatino molto gustoso e delicato. Se poi utilizzate un seitan fatto in casa, fatto con le vostre mani, il risultato sarà ancora migliore!

Seitan con le alghe

Il seitan è un alimento davvero versatile, il seitan con le alghe, per esempio è un secondo piatto o un piatto unico davvero completo perché abbina le proprietà delle alghe al caldo sapore del seitan!
Potete accompagnare questo piatto un po’ di riso al vapore un altro tipo di cereale come il farro! Una vera bontà!