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Come rendere la casa ecosostenibile in 5 semplici gesti

In inglese il termine casa può essere tradotto con house o home. La prima è la casa intesa come un edificio in cui si vive con una cucina, un bagno e altre stanze, con una porta delle finestre e un tetto. La seconda, è la casa intesa come luogo di appartenenza, il posto scelto per vivere con cui abbiamo un legame affettivo.

Vi sarà capitato di aver vissuto o essere entrati in moltissime case/houses ma di considerare come vostra casa/home solo una o due abitazioni.

Cosa rende una casa un luogo al quale appartenere, “quattro mura” accoglienti, un posto al quale affezionarsi e in cui sentirsi bene? Ce lo siamo chiesti spesso e ancora ce lo stiamo chiedendo. 

Una casa cambia assieme a chi la vive

Dopo molti traslochi, spostamenti e riflessioni siamo arrivati a capire che la casa, per noi, è il luogo dove ci sentiamo noi stessiAbbiamo anche notato, che man mano che le nostre esigenze cambiavano, la casa mutava insieme a noi.

Cambiamenti come un nuovo lavoro, una nuova passione, l’arrivo di un bambino o un diverso tipo di alimentazione, hanno fatto in modo che si modificassero gli ambienti, la disposizione dei mobili, la scelta degli oggetti che entravano a far parte del quotidiano, i profumi e l’atmosfera dentro questa abitazione.

Già nel 2015, quando stavamo scrivendo il nostro libro Vegano Gourmand, volevamo raccontare tutti quei piccoli gesti che stavamo adottando per vivere in un modo sempre più in linea con le nostre esigenze e i valori in cui credevamo.

La consapevolezza è più simile a un viaggio di scoperta ed esplorazione che a un interruttore che si accende e di colpo illumina una stanza buia.

Almeno così è stato per noi e lo è tuttora.

Una casa più ecosostenibile è una casa che ci assomiglia

Entrambi facciamo parte della generazione cresciuta tra la fine degli anni ottanta e gli anni novanta. Siamo cresciuti circondati da plastica e prodotti usa e getta, dai giocattoli, alle merendine confezionate, dalle bottigliette d’acqua, alla cultura del fast food e degli inutili gadget per ogni cosa. Puntualmente in plastica. Osservare il mondo che ci circonda con occhio critico e comprendere come sia possibile trovare un’alternativa implica mettere in discussione le vecchie consuetudini, la pigrizia del delegare ad altri (o meglio ai posteri) queste preoccupazioni, prenderci le nostre responsabilità nei confronti del pianeta e del futuro dell’umanità.

Così da alcuni anni ci diamo da fare per scegliere l’opzione meno impattante sull’ambiente. E se all’inizio non è stato semplice trovare delle alternative, oggi possiamo dire che molte delle soluzioni ci sembrano le più ovvie e naturali, come se avessero fatto sempre parte del nostro modo di vivere.

Ci piace pensare che se la Terra è la casa dell’umanità, ogni essere umano, adottando alcuni piccoli gesti quotidiani a casa propria, potrebbe rendere il pianeta di tutti un posto migliore. 

I cambiamenti più semplici da applicare fin da subito sono sicuramente:

Stop agli sprechi alimentari

Una gestione poco attenta dell’acquisto del cibo che consumiamo ci fa buttare grandissime quantità di alimenti ogni anno. Uno spreco inutile sia economico, sia ambientale. La nostra personale soluzione è stata quella di acquistare meno, comprare raramente grandi quantitativi di alimenti in offerta (con alcune eccezioni) e fare la pianificazione dei pasti. Noi ci troviamo molto bene adottando una pianificazione “moderata e personalizzata” dei pasti durante la settimana.

In più, nel nostro piccolo giardino abbiamo installato un bidone per il compost così da non dover buttare i rifiuti umidi e produrre un eccellente concime per il nostro orto e le nostre piantine.

Detersivi alla spina o alternative senza plastica

Anche nel reparto “pulizia della casa” i nostri consumi non sono solo diminuiti ma sono certamente cambiati. Il primo step è stato selezionare i prodotti effettivamente necessari, dopo di ché abbiamo imparato a leggere l’INCI dei prodotti e confrontare i diversi marchi per capire se un detergente è ecosostenibile o meno. In seguito, abbiamo fatto il possibile per riuscire ad acquistare la maggior parte dei detersivi sfusi o alla spina, o comunque, con un packaging riciclabile. Non è sempre possibile, ma siamo ostinati e ci proviamo e riproviamo.

Infine, da un anno, abbiamo iniziato a dismettere spugne e altri panni in fibre sintetiche, sostituendoli con alternative a base di materiali naturali, quindi più facili da riciclare.

Cosmetica e igiene personale

Avete mai notato che il 90% dei prodotti per l’igiene personale e i cosmetici sono contenuti in confezioni di plastica e che gran parte del loro appeal consiste proprio nelle forme, nelle grafiche e nei colori dei contenitori?

I nostri bagni si stanno, lentamente ma inesorabilmente, spopolando di flaconi e piano piano stanno comparendo profumatissime saponette, polveri, shampoo solidi, e così via. Alcuni marchi come Lush ritirano i vecchi flaconi di plastica riciclata, e questa è stata una scoperta molto interessante. Altri utilizzano vetro, cartone, stoffa o latta.

Al momento siamo alla ricerca di un dentifricio che ci soddisfi e non abbia un tubetto di plastica, visto che il mio tentativo di autoproduzione ci ha un po’ delusi. Ma come abbiamo anticipato, lo scoraggiamento non è di casa.

Abbigliamento (più) consapevole

Anche pensare a quel che indossiamo implica capire da dove viene quel capo, da chi è stato prodotto, con che condizioni per i lavoratori, se il suo prezzo è un indicatore di qualità, di che materie prima è fatto.

Il primo passo è stata quella di aprire gli armadi con un approccio alla Marie Kondo un po’ personalizzato. Ci siamo sorpresi di quanti fossero i vestiti che non usavamo da tempo e che constatare che alla fine mettiamo sempre le stesse cose. 

Abbiamo eliminato, donato o messo in vendita molti dei nostri vecchi abiti.

Io ho ritirato fuori il cestino del cucito e ho recuperato quelle poche cose che avevo imparato dalla signora Anna per riparare i vestiti rovinati ma ancora utilizzabili.

Poi ho preso coraggio e sono andata a casa di mia madre per imparare a usare la macchina da cucire. C’è molto margine di miglioramento ma ho confezionato tovaglie e tovaglioli in stoffa e qualche federa. Piccole soddisfazioni personali.

Auto e mezzi di trasporto

Viviamo in un piccolo paese in campagna, spesso dobbiamo spostarci in auto per fare commissioni o semplicemente per andare a trovare amici. 

Il posto dove viviamo non è ben collegato con i mezzi pubblici alle città limitrofe e anche per prendere il treno dobbiamo fare un tragitto in auto.

Detto ciò, cerchiamo di fare del nostro meglio e utilizzare l’auto quando è necessario e sfruttare la bici ogni volta che possiamo

Quando andiamo in vacanza, invece, individuiamo località in cui si possa fare a meno della macchina, non solo per non inquinare ma perché lo troviamo molto stressante e in vacanza si va per riposare.

Tutte le volte che ci è possibile, poi, usiamo le nostre gambe, ottimo mezzo di locomozione, a impatto zero, che ti porta ovunque, dal centro storico di una città, alla cima di una montagna.