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Come coltivare le fragole

Ecco la nostra guida su come coltivare le fragole, una delle piante più coltivate a livello domestico, poiché grazie a dei semplici accorgimenti è possibile produrre un gran numero di frutti. In queste righe vi suggeriamo alcune regole da seguire per avere piante rigogliose, a terra oppure in vaso.

Le varietà di fragole

Le varietà sono moltissime, e per la scelta più consona a voi vi consigliamo di rivolgervi a un vivaio. I tipi di piante si suddividono in due categorie: le varietà unifere, ovvero quelle che producono i frutti una sola volta all’anno, oppure le bifere, che fioriscono più volte.

Il terreno

E’ bene preparare il terreno per la messa a dimora delle piantine alcuni mesi prima del periodo previsto: è sufficiente una vangatura di circa 30 centimetri, e aggiungere del concime organico per la nutrizione. Nel caso la coltivazione avvenga in vaso, questo potrà essere singolo per ogni piantina, oppure rettangolare per piantarne più di una. Si consiglia il vaso in terracotta, per permettere il ricambio di ossigeno a terra e radici. Gli appassionati di design suggeriscono di usare i vasi a muro, che contenenti le fragole sono molto originali. Il terreno deve essere leggero, sabbioso e con un PH tra 5,5 e 6,5. E’ fondamentale esso sia ben drenato al fine di evitare i ristagni d’acqua che potrebbero marcire le radici. A tale scopo, i vasi devono essere dotati di fori inferiori, per agevolare l’uscita dei liquidi in eccesso. Le piantine vanno messe a dimora tra aprile e le prime settimane di giugno, quando il rischio di gelate è scongiurato. Vanno posizionate a circa 20 centimetri di distanza l’un l’altra, ad una profondità tale da coprire completamente le loro radici.

Posizione

Le fragole hanno bisogno di molta luce. Si consiglia di fare attenzione all’esposizione diretta ai raggi solari, poiché potrebbero causare bruciature alle foglie: l’ideale sarebbe concede loro qualche ora d’ombra al giorno. Le piante sono resistenti alle basse temperature, ma nel caso queste dovessero essere particolarmente rigide, raccomandiamo di coprire le radici con della paglia o della stoffa. Se sono piantate in vaso, questo può essere messo al riparo, purchè sempre all’esterno.

Irrigazione e fertilizzazione

E’ necessario annaffiare regolarmente le piante, in special modo durante i periodi più caldi. Si consiglia di bagnare alla mattina presto, così da mantenere il giusto livello di umidità, avendo cura di bagnare solo il terreno senza toccare foglie e frutti. Evitare accuratamente i ristagni. Le piante hanno bisogno di ripetute fertilizzazioni, soprattutto nel momento in cui iniziano a fiorire e a dare i frutti. Il ciclo vitale delle fragole può durare anche quattro anni: una volta iniziata la coltivazione sarà quindi possibile continuare a raccogliere i frutti anche negli anni successivi. All’arrivo della primavera è opportuno fertilizzarle.

Cura delle piante

Sia in vaso che al suolo, si fa necessario eliminare periodicamente le erbacce infestanti che potrebbero rubare alle fragole elementi nutritivi, ed essere veicolo di parassiti. Assicuratevi di strappare anche le radici delle malerbe. Fate attenzione ai volatili che sono molto ghiotti di fragole, e potrebbero raccoglierle prima di voi! Nel caso, utilizzate una rete protettiva. I frutti vanno raccolti quando hanno raggiunto il caratteristico colore rosso; è bene staccarli manualmente e con delicatezza, per evitare traumi alla pianta.

E se di fragole non ne avreste mai abbastanza, potranno interessarvi anche questi link:

Fragole: frutto toccasana dalle mille virtù

Ricetta della Frozen Cheesecake alle fragole

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Agricoltura biologica

Si sente sempre più spesso parlare di agricoltura biologica e prodotti biologici e con questo breve articolo cercherò di fornire qualche indicazione in più su come riconoscerla e, perché no, dove rivolgersi per diventare produttore in prima persona.

È un sistema produttivo che offre ai consumatori cibi freschi e genuini, rispettando nel suo svolgimento la natura e l’ambiente circostante. In campo si limita al minimo l’utilizzo di pesticidi, insetticidi e concimi chimici, la rotazione delle colture segue il ciclo delle stagioni, e nella trasformazione alimentare vengono messi al bando additivi, coadiuvanti e conservanti sintetici.

In più per la produzione di latte e uova anche il foraggio deve essere al 100% biologico, e una buona parte deve essere prodotta dall’azienda stessa. Il benessere degli animali è importantissimo e regolamentato, devono essere allevati a stabulazione libera ed all’aperto, non in gabbia o a catena.

La scelta di cosa produrre spetta a voi, ma nella scelta tenete presente in che zona operate: se siete in montagna scegliete ad esempio razze da latte bovine come la Grigio Alpina, la Valdostana(mantello bianco e rosso) o la Rendena(bellissimo mantello nero), se siete in collina su una località un po’ impervia puntate su capre e caprette, se in pianura dedicatevi alle galline ovaiole o quaglie. Per le colture vegetali optate per colture rustiche e tipiche del luogo come ad esempio orzo, farro, avena, segale, piante robuste e forti che non necessitano di grosse attenzioni ma solo di passione e tanta voglia di fare.

Per diventare imprenditore agricolo biologico si deve essere prima di tutto agricoltore a tutti gli effetti: per sapere quale documentazione fare e presentare indirizzatevi ai centri di assistenza agricola(CAA) come Coldiretti, Confagricoltura e Cia, vi daranno tutte le informazioni, nonché i modelli da compilare, vi assisteranno nella registrazione fiscale e previdenziale nonché nella tenuta delle scritture contabili. La parte amministrativa, sebbene un po’ laboriosa all’inizio, permette di accedere a finanziamenti europei e regionali in ambito biologico, quindi fatela e conservatela con cura. I controlli normalmente partono proprio da lì.

I regolamenti comunitari da leggere sono il 2092/91, poi semplificato enormemente dal n°1991 del 2007, ma tutto dipende da cosa volete produrre o commercializzare, ad esempio se uno vuole produrre pomodori, al momento in cui si presenta CAA deve specificare pomodori e sarà direttamente indirizzato al responsabile orticolo.

Per le etichette ogni Paese europeo adotta una propria etichetta nazionale, che però deve essere affiancata dal logo europeo obbligatorio, che è una insieme di 12 stelle bianche a forma di seme su sfondo verde. I controlli sono svolti da enti esterni autorizzati come ad esempio BIOS srl di Marostica.

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Alga spirulina: il buffo nome dalle proprietà serie

C’è chi le alghe non le sopporta neanche in mare e c’è chi delle alghe ne scopre e ne apprezza le infinite e ricche proprietà nutritive e non: è il caso dell’alga spirulina, che nonostante il suo nome buffo, possiede indiscutibili requisiti per essere annoverata fra i più attendibili integratori alimentari.

L’alga spirulina è l’ennesimo dono che Madre Terra condivide con noi. E’ un vero piccolo grande tesoro, che in quella sua forma simpatica a spirale (da qui il nome di “spirulina”) racchiude proprietà nutrizionali, antinfiammatorie, immunostimolanti e altro ancora.

L’alga spirulina trova il suo habitat naturale in acque salmastre e fortemente alcaline. Possiamo trovarla in alcuni laghi del Messico e in alcuni laghi dell’Africa. Oggi, data l’alta diffusione, viene coltivata artificialmente anche in Cina. Il suo colore cangiante tra il verde e l’azzurro, ricorda le acque dalle quali l’alga spirulina trae le sue innumerevoli proprietà benefiche.

L’alga spirulina, è di grande supporto al nostro sistema immunitario. E’ ricca di minerali e di vitamine, che contribuiscono al benessere complessivo del nostro corpo. Fa bene alla pelle, alle ossa e al nostro sangue, che beneficia dell’alga spirulina in quanto le sue proprietà ne normalizzano la presenza del colesterolo.

L’alga spirulina è un ottimo antiossidante e contrasta bene l’insorgere di radicali liberi e il conseguente invecchiamento delle nostre cellule e dei nostri tessuti. Viene spesso utilizzata all’interno di prodotti di bellezza, come creme corpo, per le sue proprietà rassodanti e tonificanti.

La presenza in grande quantità di vitamine come A, B ed E, rende l’alga spirulina ideale per trattamenti viso cutanei, anche in presenza di manifestazioni acneiche, che ove necessario, subiscono un processo di cicatrizzazione. Grazie al suo elevato contributo vitaminico, l’alga spirulina è notevolmente apprezzata dagli sportivi, anche quelli a livello agonistico, i quali possono avvalersi di una soluzione completamente naturale, per avere una marcia in più.

Ma l’abbondanza di questa piccola alga prosegue, per buona pace del popolo vegano, che nell’alga spirulina ha una grande alleata, in quanto contiene circa il 70% di proteine per 100 gr di prodotto (nello stesso peso di carne la percentuale di proteine si abbassa al 25%).

L’alga spirulina la possiamo assumere attraverso l’alimentazione, in quanto la troviamo disidratata e in fiocchi presso i negozi biologici; oppure in compresse o in polvere, reperibile presso le erboristerie. Anche in questo caso a noi l’imbarazzo della scelta tra gli innumerevoli motivi che potrebbero condurci ad una soluzione naturale.

Cosi come il magnesio anche l’alga spirulina fa parte di quell’immenso patrimonio che la Terra ci ha messo a disposizione e che ci inviata a riscoprire ed utilizzare per uno stato di benessere duraturo.

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24 ottobre – corso Pasta ripiena

Descrizione del corso:

    Chi può resistere alla pasta ripiena? Il 24 ottobre, non perdetevi il corso sulla pasta ripiena organizzato da lacucinavegetariana.it e ospitato dalla meravigliosa Villa Corò del Mobilificio Corò di Marano Veneziano (VE).
    Insieme al nostro chef Martino Beria imparerete tutti i segreti “delle nonne” per ottenere ravioli, tortelli e pasta farcita da leccarsi i baffi, riscoprendo antiche ricette, ingredienti di stagione e sperimentando gusti e tecniche nuove! Giocando con impasti integrali e ripieni gustosi a base di prodotti stagionali imparerete a realizzare dei primi prelibati che sapranno stupire ogni commensale!

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: Giovedì 24 Ottobre 2013
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 45€ a lezione se vi iscrivete a un minimo di 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: “Corso di Pasta Ripiena” data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In alternativa potete pagare in contanti all’inizio dei corsi dopo aver prenotato il vostro posto via mail o telefonicamente.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

“Biere du Verdon”: la birra artigianale di Moustiers Sainte Marie

Nel paesino di Moustiers Sainte Marie, famosissimo per le sue ceramiche decorate e per la sua bellezza, ho avuto modo di fare una scoperta interessantissima. Per chi fosse un amante delle birre artigianali, in cima al paese, si trova una piccola birreria che serve freddissima la birra di produzione propria. Producono birra, idromele (bevanda alcolica prodotta dalla fermentazione del miele e altri ingredienti, a seconda del luogo di produzione), miele e aceto.

Biere du verdon

La birra che producono è ad alta fermentazione e nel brassaggio mescolano al mosto il loro miele che dona fortissimi aromi di erbe: al primo assaggio si percepisce una fortissima nota di rosmarino e di acido, caratteristiche prevalenti di questa birra, al secondo sorso in ordine colpiscono i gusti di lavanda e di timo, con un finale di miele. La gradazione è intorno al 7% ma non si percepisce. Questa birra quindi stupisce per i vari aromi che sprigiona e lascia un palato pulito.
I proprietari del birrificio sono Scipion, e Willy, i quali mi hanno detto: “noi non siamo birrai, è un hobby che ci piace, di base siamo apicoltori, produciamo miele, e con il miele diamo alla nostra birra i sapori di queste terre”. Per quanto loro lo prendano come hobby, il locale è sempre pieno e molta gente va a prendersi bottiglie e fustini da portarsi a casa. Il prezzo è incredibilmente onesto rispetto ai prezzi proposti in giro per la provenza, soprattutto considerato che si sta consumando un prodotto artigianale di qualità. Ho anche assaggiato l’idromele che ha il cuore della loro birra, ma è molto più alcolico, comunque ottimo! Il miele è molto buono e me ne sono portato a casa qualche chilo, soprattutto apprezzo molto quello di lavanda.

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Antibiotici? Meglio quelli naturali

Se stai male, ti ordinano gli antibiotici, ma qual è l’alternativa alla medicina tradizionale? Sono migliori i metodi naturali o i medicinali di origine sintetica? Già in passato, l’uomo faceva uso di erbe aromatiche e alimenti per le loro proprietà curative. L’uso di antibiotici naturali, ricavati da cibi o erbe, ci procura benessere in modo non aggressivo, stimolando naturalmente l’azione del sistema immunitario.
 Alcuni esempi:

Aloe Vera

Utile sia per uso esterno sia interno per le sue numerose proprietà curative, porta benefici alla pelle, con la sua azione cicatrizzante e battericida, e previene infezioni e malanni di stagione. Consigliata anche a chi ha problemi di stomaco e intestinali e si può impiegare in caso di bronchite e problemi respiratori.

Aglio

le sostanze contenute nell’aglio lo rendono un vero antibiotico con azione su diversi batteri tra i quali anche quello del tifo. È utile per i capelli, la pelle, la pressione sanguigna, riduce il rischio di arteriosclerosi e aiuta a regolare colesterolo e trigliceridi nel sangue. Favorisce il ripristino della flora batterica ed è di sostegno al sistema immunitario.

Cipolla

Come l’aglio, è un potente antibatterico, con anche un’azione antinfiammatoria e depurativa; migliora la circolazione sanguigna e regola i valori del colesterolo; previene, inoltre, l’arteriosclerosi e gli infarti.

Echinacea

Rafforza il sistema immunitario ed è la risposta naturale alle malattie stagionali e alle infezioni delle vie urinarie.

Origano

Con le sue proprietà analgesiche, antisettiche e antispasmodiche è usato nell’aromaterapia per la sua capacità di uccidere la quasi totalità dei batteri comuni e cura problemi all’apparato respiratorio e vari malanni di stagione. Inoltre, è un ottimo rimedio contro la cellulite.

Tè verde

Utile per la perdita di peso e in caso di gonfiore, ha proprietà antiossidanti e protegge l’organismo da batteri e virus influenzali.

Zenzero

Soluzione per numerosi disturbi comuni quali influenza o raffreddore grazie ai suoi principi attivi, è anche dotato di alti livelli di attività anti-cancro.

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Scrub al caffè contro la cellulite!

Riusiamo i fondi di caffè invece di buttarli preparando uno scrub al caffè contro la cellulite! Anche se vogliono convincerci del contrario la cellulite non è una malattia ma un comune inestetismo della pelle causato da diversi fattori come la poca attività fisica, la ritenzione idrica, una cattiva circolazione o problemi di sovrappeso. Ce l’ha il 90% delle donne, di tutte le età, VIP, sante o comune mortali come me! Il mercato della cosmesi offre una gran varietà di prodotti, a prezzi non proprio bassissimi, per risolvere il problema. Io ve ne propongo uno fai da te che sto testando su me  stessa, molto economico, naturale e facile da preparare! Si fa con i fondi di caffè dato che la caffeina è nota per le sue proprietà toniche e anche come diuretico naturale. Questa sostanza contenuta in caffè, té o nel mate, migliora l’aspetto della cellulite, aumentando il flusso sanguigno ed eliminando il liquido contenuto nelle cellule della pelle che provoca gli inestetismi cutanei.

Dosi per 1 applicazione:

  • 2 fondi di caffè (moka da 3)
  • 5 cucchiai da minestra di olio EVO

Fondi di caffè e olio

Mescolate bene il tutto è applicatelo per 5-10 minuti sfregando bene sulle zone interessate. Il caffè avrà anche un’azione esfoliante mentre l’olio d’oliva vi lascerà una pelle morbida e vellutata. Per avere risultati visibili nel giro di un mese si consigliano 2-3 applicazioni la settimana.

Scrub ai fondi di caffè e olio

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Recipes

Ricetta delle granola bars con gli scarti dell’estrattore

Spesso ci chiedono cosa ne facciamo degli scarti che rimangono dopo aver fatto un latte vegetale con lo slow juicer. Questa ricetta delle granola bars realizzate con gli scarti dell’estrattore ne è un’esempio.
Abbiamo utilizzato lo scarto del latte di mandorla autoprodotto con lo slow juicer Panasonic MJ-L600 e lo abbiamo unito ad altri ingredienti per formare un impasto da porzione e cuocere nel forno combinato Panasonic NN-CS894 per creare delle barrette snack sane e golose allo stesso tempo, da portarci via e sgranocchiare fuori casa.

Nel video qui sotto potete seguire la ricetta passo passo

Granola bars o barrette con scarti dell’estrattore

Le granola bars sono delle barrette a base di frutta secca, cereali e semi che possono essere arricchite da cioccolato, oli essenziali o superfood come l’alga spirulina. In commercio se ne trovano di tantissimi tipi (barrette crudiste, gluten-free, senza lattosio etc.) e solitamente si acquistano in formato monodose, proprio perché si consumano come snack.
Prepararle in casa, per noi, non è solo divertente ed economico, ma ci consente di sfruttare al meglio gli scarti dell’estrattore che otteniamo ogni volta che prepariamo un succo o un latte vegetale. Sono anche un ottimo metodo svuotadispensa: infatti, spesso ne approfittiamo per svuotare i contenitori quasi vuoti di cereali soffiati, come avena, riso o quinoa.

Ci sono scarti e scarti: quali utilizzare

Ma attenzione, non tutti gli scarti dell’estrattore si possono riutilizzare! Infatti, se non badiamo ad eliminare le parti non edibili della frutta o della verdura prima dell’estrazione del succo, finiranno tra gli scarti e saranno difficili da eliminare in seguito.
Quindi, togliete semi, piccioli, bucce o torsoli se volete riutilizzare gli scarti!

In che modo si utilizzano gli scarti dell’estrattore?

Preparare delle barrette come queste non è l’unico modo di riciclare gli scarti dell’estrattore. Ci sono tantissime ricette, sia dolci, sia salate, che vale la pena di provare. Se l’idea vi stuzzica leggete anche il nostro articolo dedicato al riutilizzo degli scarti o il libro di Martino “Il manuale dell’estrattore” in cui trovate tante ricette di succhi, latti vegetali e una sezione intera dedicata al riutilizzo degli scarti.

Dosi per 14-16 barrette

Frutta viola e blu, tutte le proprietà

Abbiamo selezionato tre frutti dal colore viola scuro per ottere un estratto viola ricco di tutte le proprietà che appartengono alla frutta e alla verdura di questo colore.
Frutta e verdura di colore viola o blu contengono dei pigmenti naturali denominati antociani, grazie ai quali gli alimenti hanno questa tonalità. Gli antociani sono degli antiossidanti, cioè prevengono l’invecchiamento delle cellule del nostro organismo e ci proteggono dal rischio di cancro, ictus e patologie cardiache. Contribuiscono al miglioramento della memoria e al mantenimento di un buon grado di salute.
Se vi piace non solo l’aspetto nutrizionale, ma anche lo stupendo colore di questi succhi, potete provare a realizzarne utilizzando anche altra frutta e verdura viola-blu, come ad esempio:

  • mirtilli
  • ribes neri
  • fichi viola
  • susine
  • carote viola
  • cavolo cappuccio viola
  • barbabietole rosso-viola
  • cavolfiore viola
  • asparagi viola

Siamo certi che nostro succo di more prugne e uva nera vi piacerà al primo sorso!

Brindare alla salute tutti i giorni

Come dicevamo prima, è buona norma abbinare la frutta e la verdura dello stesso colore e alternare i diversi colori nell’arco della settimana per poter assumere a pieno i nutrienti di cui questi sono ricchi.
Grazie al vostro estrattore di succo a freddo, non dovrete mai rinunciare a un buon bicchiere del vostro estratto preferito. Noi ne beviamo almeno uno al giorno!
Un succo come questo con more, prugne e uva nera, può essere anche un’idea sana e allo stesso tempo deliziosa, per accogliere i vostri amici durante un aperitivo in giardino o prima di cena. Servitelo in un bel bicchiere con del ghiaccio e una scorzetta di limone per dar profumo!

Cos’è un estrattore di succo vivo?

Seguite il link per scoprire tutte le caratteristiche di questa tecnologia del benessere!

Un estratto rosso rosso che sa di primavera

Un succo vivo di fragole e ciliegie è l’estratto perfetto per brindare alla primavera. Di tanti estratti di frutta che potete realizzare con il vostro estrattore questo è indubbiamente uno dei più semplici e allo stesso tempo gustosi e amabili!
La buona abitudine di bere almeno un estratto al giorno, è un modo per mantenersi in salute e alimentarsi al meglio. Le ricette con l’estrattore che preparerete o inventerete da voi, saranno ancora più deliziose se per realizzarle sceglierete frutta e verdura di stagione!

Un dolcissimo succo per bambini e genitori

Fare colazione e merenda tutti assieme con un succo fresco e dolce, dal colore vivace e allegro, non può che rallegrare la giornata di grandi e piccini.
Ai bambini, ai quali a volte non è facile far fare una merenda sana e nutriente, piacerà un sacco bere questo estratto di fragole e ciliegie, che avrete preparato per loro.
Con un solo bicchiere di questo succo, farete il pieno di vitamine e antiossidanti, di cui questi frutti sono ricchi.
Se siete mamme e papà alla ricerca di ricette sane per bambini, senza zuccheri aggiunti o conservanti, un buon bicchiere di estratto appena preparato è ciò che di più semplice e naturale potete proporre ai vostri figli!
Le fragole e le ciliegie sono l’abbinamento perfetto per conquistarli!

Cos’è un estrattore di succo vivo?

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Ed ecco che abbiamo abbinato due ricette di base, la crema al limone e la pasta frolla vegana, trasformandole in una ricetta dolce davvero speciale: una crostata vegana rustica con crema al limone e vaniglia!

Voglia di crostata per colazione o a merenda

A colazione o a merenda, non diremmo mai di no a una crostata al limone!
All’idea di crostata associamo sempre l’idea di casa, di golosità, la bellissima sensazione delle mani che impastano la frolla, veloci e leggere per non scaldare l’impasto. Una crostata vale sempre la pena, perché una buona crostata suscita sempre bei ricordi, per la semplicità con cui è fatta, farcia e frolla, cremosità e friabilità.

Idee e varianti per realizzare la vostra crostata vegana

Come leggerete più sotto, questa ricetta richiede la conoscenza di due basi, la frolla e la crema. Noi abbiamo aggiunto alla ricetta della crema al limone senza latte (vaccino!) un po’ di vaniglia, direttamente dal baccello.
Come molte delle nostre ricette, anche questa si presta come base per la creazione di tante varianti e vi permetterà di non seguire alla lettera ogni passaggio ma di metterci del vostro! E vedrete che soddisfazione alla fine!
Come ogni crostata infatti, potete utilizzare la nostra ricetta della pasta frolla vegana per poi farcirla con della marmellata o della frutta fresca o sciroppata.
Una variante che a noi è piaciuta moltissimo è quella di abbinare alla crema al limone la pasta frolla vegana al cacao, con un risultato pazzesco anche dal punto di vista cromatico!
Infine, ricordiamo che il limone non è uno tra tanti altri tipi di agrumi! Potete
aromatizzare la crema per la farcitura con lime, arancia, pompelmo o mandarino!

Cercavamo una ricetta per realizzare degli ottimi ravioli vegan di barbabietola e l’abbiamo trovata nella tradizione culinaria delle nostre montagne, i casunzei.
Abbiamo conosciuto questa prelibatezza grazie alla signora Rita, che a più di 80 anni ha l’allegria e la vitalità di una giovane donna e cucina questo piatto da tantissimi anni per i suoi cari.
Ispirati dalla ricetta dei casunzei, abbiamo fatto tesoro della loro bontà e ne abbiamo ricreato i sapori senza utilizzare derivati animali, né nella farcia, né nella pasta fresca.

Dei delicatissimi e deliziosi ravioli vegani

Una volta provati i nostri ravioli vegani di barbabietola (o rapa rossa) capirete quanto questi gusti semplici rendano un piatto indimenticabile.
Non servono dunque formaggio, burro, uova, per far sì che questa ricetta funzioni o sia godibile.
Nella loro semplicità questi ravioli di patate e rape rosse sono una delle migliori ricette di pasta ripiena vegana che avrete mai provato!
Siamo pronti a scommetterci!

La scarlatta e prodigiosa rapa rossa

Di solito troviamo le rape rosse al supermercato nel banco frigo già cotte e confezionate sottovuoto, ma potete trovare la barbabietola anche fresca presso alcuni negozi o nei mercati contadini. È chiamata anche carota rossa ed è un alimento portentoso in quanto è ricca di fibre, sali minerali e vitamine del gruppo B, nonché di antiossidanti.
E’ particolarmente indicata per le persone che soffrono di anemia o per le donne che soffrono di dolori mestruali, poiché molto ricche di ferro.

Se questo ingrediente vi stuzzica, e vi è piaciuto questo primo piatto vegan, provate anche le altre ricette con la rapa rossa:

A volte basterebbe una fetta di torta per cambiarci la giornata, per renderci felici. In giornate di sole e venticello fresco è un piacere preparare un dolce come questo, la torta frangipane con le pesche, servirla sul tavolo da giardino con una bottiglia di limonata appena tolta dal frigo.

La torta frangipane, un altro classico rivisitato

La ricetta originale della torta frangipane non è assolutamente vegana. Come potrete ben immaginare in quella tradizionale burro, uova, latte… non mancano. Ho preparato questa torta, rivisitandola secondo i miei principi e gusti, per il compleanno di una persona che per me identifica in tutto e per tutto la cucina tradizionale, mia nonna Lella.
In 79 anni, però, la nonna non ha mai (e sottolineo mai) preparato un piatto seguendo pedissequamente la ricetta: rincarava le dosi, aggiungeva spezie, incrociava due o più versioni di un piatto, dimenticava ingredienti… Ma il risultato era sempre eccezionale.
Così non mi sono sentita poi così fuori luogo nel presentare un dolce classico, rivisitato in chiave vegana. Tutti hanno apprezzato, soprattutto il nonno, che si è preoccupato di far sparire l’ultimo quarto rimasto dopo i festeggiamenti.

La farina di mandorle, la chiave di questa magnifica torta

Proprio come nella ricetta originale, anche in questa torta vegana utilizzeremo la farina di mandorle per la crema con cui farcire la frolla.

Consigli

Se già non lo avete capito leggendo le altre ricette di dolci di questo sito, è sempre bene avere un pacchetto di farina di mandorle in dispensa per preparare tantissimi dessert e torte. Per abbattere i costi di questo prodotto, vi consiglio di prepararvela da soli acquistando le mandorle e rendendole farina con l’aiuto di un buon mixer da cucina.

Se state cercando una ricetta vegan semplice e veloce da preparare, ma allo stesso tempo scenografica, potreste optare per una ricca vellutata di patate viola. Il risultato è una crema di patate vegan caratterizzata da un bellissimo gioco di colori viola e lilla dato dalle patate vitellotte.

Questa tipologia di patate non si trova sempre in vendita, ma se avete l’occasione di acquistarle, approfittatene per preparare una vellutata fuori dal comune, sia per il suo colore che per il suo sapore delizioso. Un vero colpo d’occhio che non mancherà di entusiasmare anche i bambini!

Vista la loro rarità, le patate vitellotte meritano qualche parola in più. Sono una specie molto antica di patate originarie del Perù che sono state rivalutate per le loro proprietà nutrizionali, la loro speciale consistenza e il colore peculiare. Non appartengono tipicamente alla nostra tradizione culinaria, ma se avete l’occasione di trovarle, non lasciatevele sfuggire. La loro polpa viola ha uno speciale odore quasi di nocciola e il sapore somiglia a quello della castagna. Sono inoltre dei potenti antiossidanti!

Si avvicina la Pasqua e, anche se una crema del genere non appartiene alla nostra tradizione pasquale, è il colpo di scena perfetto per un primo piatto davvero originale.

La vellutata di patate viola si prepara con un buon soffritto di porri e aglio, quindi vi si aggiungono le patate vitellotte tagliate a pezzettini con la buccia, che si lasciano cuocere per una mezz’oretta nell’acqua bollente che vi aggiungerete in seguito. E con l’aiuto di un minipimer il gioco è fatto.

In questo post prepareremo una calda crema, ciò nonostante le patate vitellotte possono essere cucinate come più preferite, anche fritte, lessate o potreste persino farci degli gnocchi!

In alternativa, consigliamo:

Polpette di miglio vegan: la ricetta con miglio e verdure

Riprendiamo un ingrediente che deriva dalla tradizione degli antichi romani e uniamolo con qualche verdurina: ecco che ne nascono le polpette di miglio e verdure. Nello stile alimentare di Roma antica infatti subito dopo il farro e l’orzo, venivano cereali come il miglio, ricco di principi nutritivi e soprattuto buono!

Se desiderate preparare delle polpette vegane con una ricetta semplice ma gustosa, allora la ricetta delle polpette di miglio e verdure che vi proponiamo vi lascerà piacevolmente stupiti.
Si tratta di una ricetta così semplice e diretta da poter essere realizzata anche insieme ai vostri bambini, che ameranno impastare, mescolare e formare con le loro manine delle polpette vegetali gustose e colorate.

Polpette di miglio e verdure: senza uova come si fa?

Molti si chiedono: è possibile preparare delle polpette senza uova? Certo che sì, questa ricetta ne è la dimostrazione. Il miglio cotto è per sua natura molto umido e, unito alla farina, permette di formare delle polpette senza uova ma altrettanto compatte e stabili. Se non avete mai preparato il miglio prima d’ora, grazie a questa ricetta scoprirete come cucinare il miglio decorticato.

In più, questa che vi proponiamo è una ricetta di polpette light, senza ingredienti ipercalorici o difficili da digerire. In più, queste polpette di miglio sono preparate al forno, in modo da non eccedere con i grassi e poter essere considerate tra i secondi piatti vegani più appetitosi e leggeri allo stesso tempo.

Questa ricetta di polpette di miglio non è una delle tante versioni che potete trovare: provate anche le nostre polpette di miglio e melanzane, sono strepitose!

La versione senza glutine delle polpette di miglio e verdure

Per chi soffre di celiachia il miglio è uno degli alimenti più indicati proprio perché privo di glutine. Proprio per questo consigliamo di modificare questa ricetta di polpette di miglio sostituendo la farina 1 che serve da collante con un’altra farina senza glutine altrettanto funzionale, ovvero la farina di ceci. Così facendo avrete ottenuto delle polpette vegetali senza glutine senza rinunciare al sapore!

Un tocco di Messico a pranzo: una speciale insalata di fagioli pomodori e mais!

Se avete voglia di un’insalata di fagioli fresca e piena di carattere, diversa dalle altre, allora non potete non provare questa coloratissima insalata messicana con fagioli pomodori e mais.
Se date una letta agli ingredienti capirete che in questa ricetta è racchiuso un vero e proprio piatto unico, per di più senza glutine.

Abbiamo ideato questa ricetta a partire dai colori, dai profumi e dagli ingredienti che più ci ricordavano il Messico e la sua cultura gastronomica così variopinta: non la solita insalata di fagioli insomma!
Non potevano mancare i dolci chicchi di mais, i fagioli rossi, il pomodoro fresco e un goccio di Tabasco per rendere quest’insalata un piatto ancora più vivace.

Un’insalata per niente scontata o banale, grazie a qualche tocco da chef come il coriandolo fresco, le noci pecan intere e tritate, il succo di lime e la paprika dolce.

Potrete abbinarla come contorno a qualsiasi secondo piatto, magari qualcosa in stile messicano come i nostri Vegan Burrito o Tacos vegani!

Insalata di fagioli rossi alla messicana: consigli e curiosità

Se volete rendere questa insalata di fagioli rossi ancora più speciale vi consigliamo di aggiungere del buon avocado fresco a cubetti: la renderà ancora più completa, colorata e appetitosa! E se come noi andate matti per la cucina centroamericana non potranno mancare delle tortillas di mais da abbinare a un cremosissimo guacamole!

Proprietà dei fagioli:

I fagioli che usiamo per quest ricetta si chiamano Red Kidney (in italiano “rene rosso”) e non vanno confusi con un altro tipo di fagiolo rosso, il fagiolo azuki rosso, molto più piccolo e diverso nel sapore e nella consistenza. Come tutti i fagioli, anche questi fagioli rossi sono fondamentali per chi segue una dieta vegana o vegetariana proprio per le loro proprietà: sono ricchi infatti di ferro, proteine e vitamine del gruppo B, come l’acido folico (importantissimo in gravidanza).

Questa ricetta è stata pubblicata sul n. 6 di Vegan Life di giugno 2015.

Lenticchie in umido con farro e grano saraceno

Le lenticchie in umido sono una ricetta ideale da abbinare a un buon puré di patate, alla polenta calda o, perché no, da utilizzare come sugo per della pasta corta. Il trucco di questa ricetta, avvolgente e gustosa, è sicuramente l’olio profumato all’alloro con cui cuciniamo le lenticchie. Potete preparare le lenticchie in umido scegliendo il tipo di lenticchie che più vi piace e visto che la natura ce ne ha date di moltissimi tipi, sempre facendo attenzione ai tempi di cottura, è possibile anche usarne due o tre tipi diversi! Buon lavoro!