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Pasta fredda: 3 ricette veloci e tanti consigli utili

Siete pronti? Ecco le nostre 3 migliori ricette della pasta fredda. La pasta fredda è uno di quei piatti semplici da realizzare che con poco lavoro offrono davvero tanta soddisfazione. Non solo. Questo piatto si presta molto bene alla creazione di versioni originali e particolari che potete condividere con tutta la famiglia in casa e fuori casa.

Ricette, consigli e segreti per preparare la vostra pasta fredda speciale

Per questo abbiamo deciso di darvi non solo le nostre ricette, ma anche qualche piccolo segreto per pensare creativamente le vostre paste fredde. Ricordate che la cucina non è un luogo di pura ripetizione, ma di interpretazione e creazione. Insomma, scatenate la vostra fantasia a grido di…

Abbasso i fornelli! Una ricetta estiva

Pasta fredda! Ecco il grido di battaglia 😉 Perché ormai l’avrete capito… Ogni anno arriva l’Estate! E quando arriva l’estate si smette di fare la zuppa. Anche il forno si usa meno. Chi ha voglia di accenderlo con questo caldo?? E… diciamoci la verità! Nemmeno i fornelli ci stanno più tanto simpatici: questi piccoli diavoletti caldi e fiammeggianti! Quello che solo qualche mese fa era casetta ora è afa… Meno fuoco possibile, meno calore possibile, qualcosa di semplice, ma anche particolare, creativo. E che magari ci permetta di non accendere i fornelli il giorno dopo. Pasta fredda appunto!

Creare la vostra pasta fredda vegan

Come ho già detto la pasta fredda ci offre a un sacco di possibilità di variazione. Ogni particolare, ogni ingrediente può essere declinato, tolto, aggiunto, ripensato. Il ventaglio delle ricette possibili è davvero vasto. Promesso! Alla fine dell’articolo avrete le nostre ricette. Prima però qualche consiglio per l’invenzione delle vostre versioni.

Che sia pasta e che sia fredda!

Per preparare qualcosa di diverso dal solito prima di tutto bisogna pensare a ciò che dovrebbe rimanere uguale: il tema. Che variazione sul tema dimentica completamente il tema di partenza? Qui lo dice la parola stessa: Che sia (1) pasta e (2) fredda. Immagino! Lo sapevate. Ma provate a pensarci… Anche questi due elementi non sono poi così fissi. Anche qui… Anzi! Proprio da qui cominceremo a cambiare le carte in tavola.

La scelta della pasta

Non esiste solo un tipo di pasta. Già qui possiamo scegliere: integrale, di farro, senza glutine se non volete o non potete mangiare glutine… Questa decisione andrà a cambiare radicalmente la tela sulla quale aggiungere gli altri ingredienti, a partire dalla consistenza di base del piatto. La grana della pasta che scegliete e il suo gusto saranno incredibilmente efficaci sul risultato finale. E poi, non dimenticatelo!, c’è anche la forma: farfalle, penne, conchiglie… ce n’è per tutti!

Freddo e crudo: un’insalata di pasta fredda.

Provate a pensare la vostra ricetta come un’insalata di pasta fredda. Che ve ne pare? E come nelle insalate, occhio a non confondere il concetto di freddo con il concetto di crudo. La pasta fredda non va per forza abbinata a ingredienti a crudo. Possiamo per esempio saltare un po’ di broccolo, tostare della frutta secca, abbrustolire una fetta di tempeh… Certo, aggiungeremo tutto, poi, a freddo. Ma non necessariamente dobbiamo pensare a un condimento crudista.

Tanti ma non tutti uguali: pensare le tipologie di ingredienti

Un altro consiglio è di pensare alle diverse categorie di ingredienti: verdura, erbe, spezie, frutta, sostituiti ecc. Ognuna di queste tipologie ha caratteristiche diverse e difficilmente un ricetta sarà completa senza almeno una combinazione di due/tre categorie diverse nel condimento. Non necessariamente dovremo attingere a tutte le tipologie, la cucina non è una questione di necessità. Solo prendetele in considerazione, pensateci… e vi si apriranno mondi nuovi e fantastici!

Taglio e olio: pesto, dadolata e foglie

Termino questa introduzione con un’ultimo suggerimento. Molto si gioca sul taglio. Pensate alla sensazione che volete in bocca e decidete se fare un pesto, o una dadolata o fare un pesto con alcuni ingredienti e una dadolata con altri. Pensate a quanto grossa volete la dadolata… Immaginate solo l’abisso che c’è tra un pesto di basilico e le foglie intere sparse… Avete capito insomma! Infine non date per scontato l’olio d’oliva. Primo: ci sono tanti tipi di olio d’oliva. Secondo: sebbene in molti casi l’olio di oliva sia la scelta migliore, ci sono anche altri oli che potrebbero fare al caso vostro. Non si sa mai…

Pasta fredda vegana: le nostre ricette

E finalmente le ricette. Per ogni ricetta troverete il link cliccabile alla fine di ogni presentazione. Due delle ricette (la prima e l’ultima) rimandano a loro volta e due preparazioni di base molto interessanti che vi consiglio di provare!

La classica: la pasta fredda vegetariana in chiave vegan

pasta fredda vegana

Olive, basilico, pomodoro, feta vegan… Visto? L’oliva e il pomodoro (tecnicamente due frutti), il basilico (un erba) e la feta vegan (un sostituto della mozzarella: cliccate qui per la nostra ricetta della feta vegan). Sembrava buttata lì… E invece la tradizione ci trasmette una pasta fredda veloce ma non scontata: la ricetta è pensata su più categorie e risulta così completa. Noi la proponiamo con le pennette, seguendo il tema della classicità ma qualsiasi pasta corta è la benvenuta. Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La stagionale: Pasta fredda integrale con pesto di rucola, fave e asparagi

Pasta fredda fave asparagi

La ricetta qui proposta è una stagionale, primaverile per la precisione, con fave e asparagi. La pasta integrale offre alla bocca un sensazione più sgranata, più povera, più semplice. Ma è tutt’altro che un difetto: è la sua vera forza. Il pesto di rucola costituisce il completamente di questo quadro silvestre. Come vedrete la preparazione prevede la cottura del condimento, sebbene si tratti di una pasta fredda. Il risultato è sensazione, molto particolare e gustoso. Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La particolare: Pasta fredda ai peperoni e limone sotto sale

Pasta fredda ai peperoni e limone sotto sale

La ricetta di questa pasta è la più particolare e richiede un ingrediente piuttosto difficile da reperire: i limoni sotto sale. L’unica vera soluzione è l’autoproduzione (cliccate qui per la ricetta dei limoni sotto sale) ma per fare questo avrete bisogno di un po’ di tempo. L’alternativa è quella di usare semplicemente del limone tritato finemente (con buccia mi raccomando!). Anche così sarà squisita. Ma se volete davvero toccare il cielo con un dito organizzatevi un paio di mesi prima e preparate i limoni sotto sale!! Credetemi… Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La dieta mediterranea è ispirata ai regimi alimentari dei paesi affacciati su quel mare e parla di una frontiera interna al mondo europeo, di cui siamo generalmente consapevoli ma di cui ignoriamo altrettanto generalmente la storia.

Il nord Europa,  almeno nel nostro immaginario collettivo, basa la sua alimentazione su prodotti di origine animale. Carne, formaggi, burro conducono la nostra mente generalmente lontano dal bacino del mediterraneo. Si pensi ai wurstel tedeschi, alla colazione uova e pancetta all’inglese, ai biscotti al burro danesi. Ci si aggiunga pure un po di pesce: anguille, aringhe, salmone… Stereotipi appunto, ma è inutile negare che la tradizione di pane, vino e olio e di tutti i prodotti di vocazione agricola, sia concentrata nel sud del nostro continente. Si tratta di una differenza dovuta certo a diversità climatiche. Ma c’è anche un modo diverso di raccontare queste linee, seguendo non solo i fatti e i destini naturali, ma anche i casi della storia.

La differenza di cui parliamo è infatti l’erede di un tempo in cui l’Europa non esisteva. La frontiera che separa oggi l’Africa dalle nostre coste non era allora realmente un confine o meglio: lo era molto meno di quanto non lo fossero al nord le Alpi e il Reno. Quella che oggi è una cultura che si percepisce come comune, l’Europa, è in verità il prodotto di un lento cambiamento seguito al crollo del più grande impero della storia occidentale: l’impero romano. L’Europa è un prodotto artificiale, una sintesi tra la cultura greco-romana mediterranea e quel brulichio di genti che tendiamo a chiamare, per semplificarci la vita, con un unico nome: i popoli germanici. Un gruppo di popoli nomadi, pastori e cacciatori per i quali l’agricoltura è un optional: e che porta in Europa il culto del derivato animale.

Non che la civiltà greca e romana non conoscesse il burro o la carne e, men che meno, il pesce. Ma ciò che distingueva la civiltà classica dai barbari era la base vegetale non solo dell’alimentazione, ma della simbologia culturale nel suo complesso; perché l’agricoltura costituiva il segno tangibile del potere dell’uomo sulla natura e dell’uscita dallo stato ferino. Per questo, nei poemi omerici, “mangiatore di pane” è sinonimo di “uomo”.

Questa unità mediterranea si era spezzata proprio con l’arrivo dei popoli germanici. E la separazione si era approfondita nel momento in cui gli arabi avevano conquistato l’Africa affacciandosi sulle coste dell’Europa. Alla fine, con la definitiva cacciata dei musulmani dal nostro continente e il loro stanziamento in Africa, la divisione era completa e si veniva consolidando lo spazio culturale europeo.

In questo nuovo spazio, cementato dal cristianesimo e di cui noi siamo i diretti eredi, la gastronomia ha tuttavia continuato e continua a parlare anche un’altra lingua, più arcaica, che identifica pur sempre quell’antica regione che le varie invasioni hanno piegato ma non spezzato. È la lingua di una dieta mediterranea che non è solo uno slogan di moda, ma racconta di un passato che si rigenera e si rinnova ogni giorno tra il fuoco delle nostre cucine. Una lingua che rimane un’ottima chiave di lettura delle differenze che nonostante tutto separano l’Europa del mare nostrum da quella d’oltralpe; e la uniscono a un’Africa che non è poi tanto lontana.

Non si fraintenda. La sintesi europea ha fatto sì che il pane, il vino e l’olio si diffondessero in tutto il continente, grazie anche a una religione comune. Quei cibi sono infatti entrati da subito nella simbologia del rituale cristiano, formalizzato non a caso sotto la protezione degli ultimi imperatori romani. Ed è proprio attraverso la religione che, anche nell’alimentazione, l’asperità delle differenze si è stemperata. La frontiera è diventata insomma una questione interna, che racconta pur sempre la nostra appartenenza a quel luogo culturale comune che si chiama Europa… Ma anche no!

I Vini Provenzali

Considero la Provenza come una regione vinicola molto ispirante.
Infatti, già gli antichi Greci avevano insegnato alle tribù locali come fare il vino! Oggi in Provenza dominano i vitigni grenache (39%), syrah (14%), carignan (11%) e cinsaut (8%) e secondo la tradizione meridionale francese, si producono vini con uvaggi spesso da tre o più vitigni.

Tipi di Vino:

Prevalentemente si produce vini rosè, una piccola parte di bianchi (concentrati fondamentalmente nelle zone attorno a Cassìs, sulle calanques) e rossi molto corposi. Il rosè sicuramente non è più il parente povero del rosso. In queste terre hanno capito come valorizzarlo a pieno. Il suo colore quasi di buccia di cipolla più che rosa, il suo profilo aromatico fruttato e floreale, e un’invitante sapidità al palato rendono questo vino “appetitoso”. È il vino più adatto a stare in tavola con la cucina mediterranea, della quale rievoca i profumi. Sicuramente i vini ricavati dai filari di basse vigne, coltivate sulle coste, prendono sapori “marini” per l’influenza del mare, del forte sole e del mistral che soffia caldo e asciutto. La gradazione di questi vini si aggira attorno ai 12,5°, ma magicamente non la si percepisce in modo incisivo: sono vini che si lasciano bere e lasciano una bella sensazione asciutta e fresca in bocca. Non a caso questi vini costituiscono l’85% della produzione della regione e l’8% della produzione mondiale.

Case Vinicole:

Tra le varie case vinicole si elevano quelli della AOC Bandol, piccola e antica zona di qualità affacciata sul mediterraneo, situata tra Marsiglia e Tolone. Questi vini sono davvero degni di attenzione e possono perfino invecchiare per una decina d’anni, sviluppando un’ottima evoluzione aromatica.

Tecniche di produzione:

Questi rosati sono fatti con la tecnica del “saignèe”: prima della torchiatura le uve rosse vengono lasciate a macerare per un breve periodo senza rimontaggi, estraendo quindi un po’ di colore rosso; il mosto viene poi separato dalle bucce e fermentato come per un vino bianco.

Gli abbinamenti:

Un buon rosato ha la particolarità di permettere nuovi abbinamenti con tutti quei cibi che normalmente “non si possono abbinare al vino”: olive, carciofi, spinaci, stuzzichini speziati, trovano un’ottima compagnia con questi vini a metà tra l’acidità di un bianco e il tannino di un rosso. Sono ovviamente l’accompagnamento per eccellenza dei prodotti tipici provenzali e della sua cucina.

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Recipes

Pasta con peperoni e limone sotto sale

Semplice, veloce e fresca, questa pasta fredda con peperoni e limone sotto sale è un piatto davvero squisito. Per la preparazione dei limoni sotto sale vi consigliamo di seguire la nostra ricetta. Essendo un fermentato, il limone sotto sale richiede una “stagionatura”… Non preoccupatevi però. Potete sostituire i limoni sotto sale con dei limoni bio tritati finemente (con la scorza mi raccomando! Che è la parte più buona). Il mio consiglio è, in ogni caso, di provare a farvi quelli originali sotto sale! Prendetevi per tempo e non potrete più farne a meno!

Pasta fredda con peperoni… limone e menta!

Cosa pensavate? Limone e menta non si abbinano solo nelle bevande! Un volta sposati, questi due gusti sembrano proprio fatti l’uno per l’altro. Essi offrono al nostro corpo una miniera di benefici per la salute! La menta favorisce in particolare la digestione e, strano ma vero, il limone aiuta a ridurre il livello di acidità nello stomaco. Assieme al peperone poi, questi ingredienti contengono in gran quantità uno dei più potenti antiossidanti naturali: la vitamina C! Del resto, vi dirò un segreto… In natura i vegetali sono il vero e unico nutriente sano!!

Estiva e fresca! La ricetta di pasta fredda che fa tornare la voglia di mangiare

E poi c’è il gusto. Il nostro piatto è semplicemente buonissimo! Ed è proprio quello che ci vuole quando l’estate fa passare la voglia di mangiare… Statene certi! Questa pasta fredda con peperoni vi farà tornare subito l’appetito! Fresca e colorata, stupisce per il sapore del peperone rosso, deciso e avvolgente, che abbinato alla menta fresca e al limone scatena uno spettacolo di sapori da non perdere!

Una ricetta facile e veloce per fare invidia ai colleghi

Last but not least la pasta fredda si presta a ogni occasione e si può portare con sé per il pranzo fuori casa o in spiaggia! Non deluderà! La pasta fredda è buona anche il giorno dopo e, se ve la portate a lavoro, la nostra versione scatenerà l’invidia dei vostri colleghi. Ricordate che è dovete fare invidia al mondo intero! Che succederà quando tutti si accorgeranno che le vere prelibatezze della cucina saranno tutte firmate vegan?? Ve lo lascio immaginare…

La nostra pasta fredda vegana

La pasta fredda vegana classica: niente di particolare?

Ecco la nostra interpretazione di un altro classico: questa versione della pasta fredda vegana può apparire molto semplice… e in un certo senso lo è! Niente di particolare verrebbe da dire. Ma allo stesso tempo la selezione degli ingredienti, la cottura della pasta, la scelta delle olive… tutto è in ballo e tutto è essenziale. Non un romanzo forse, ma sicuramente una bella poesia.

Dalla versione vegetariana…

La mia proposta è una versione molto semplice: pomodoro, basilico, olive e feta vegan (per realizzare quest’ultima seguite la nostra ricetta di base!). Concettualmente si tratta di una pasta fredda vegetariana con la sostituzione della mozzarella. Sull’identità geografica di questo piatto non ci si può ingannare. Pasta mediterranea, anzi: tricolore visto il risultato cromatico di questo fantastico piatto!

Una pasta fredda veloce ed estiva da oscar

E nemmeno sulla stagione adatta ci si può sbagliare: è pasta estiva, buona per le più svariate occasioni della bella stagione. Il suo sapore intenso e delicato allo stesso tempo racchiude gli ingredienti semplici e naturali per cui la cucina mediterranea è stimata in tutto il mondo. Ognuno dei suoi elementi è letteralmente una star mondiale. Non c’è uomo sulla faccia della terra che non conosca, per fare solo un esempio, Mr. Pomodoro…! E che dire di Olio Evo, le sorelle Taggiasche e il maestro Basilico? Non certo gente qualunque!

Non una pasta al pesto…

Maneggiate con cura e rispetto gli ingredienti, trattate con la dovuta cura queste grandi celebrità della cucina mondiale! Ricordate che non si tratta di una pasta al pesto! Ognuno qui vuole il suo momento di gloria. E sarà compito della vostra regia creare l’atmosfera adatta, il calore, la passione, l’intreccio… L’armonia e l’identità degli ingredienti è qui il vostro obiettivo primario.

Ricette semplici da mangiare tutti assieme

Il secondo obiettivo sarà cercare di condividere questo piatto, semplice e collettivo per natura, con più gente possibile. Lasciatevi andare, esagerate con le dosi per una volta. Invitate tutti e, nonostante tutto, fate in modo che avanzi qualcosa… senza buttare ovviamente! Vi basterà scolare la pasta un po’ prima! Così sarà buonissima anche da portare in ufficio o in spiaggia il giorno dopo!

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Il Tabulè: il piatto freddo del medio oriente

Tabulè: una ricetta semplice dai tanti volti

Il tabulè (scritto anche tabbouleh o tabuleh), è un piatto vegano per definizione, diffuso in tutto il medio oriente. Le sue origini sono tra le montagne del Libano e della Siria e la sua natura è multiforme, nonostante (o forse grazie al fatto che) si tratti di una ricetta semplice e “povera”. Per qualcuno è un antipasto, per altri un’insalata, per altri ancora è un primo piatto freddo… Nella sua semplicità si nasconde la ricchezza delle sue potenzialità. Una cosa sola è certa: si tratta di una pietanza fresca e saziante, adatta soprattutto ai pranzi estivi!

La ricetta originale

La parola tabulè significa “leggermente speziato“. La ricetta originale è preparata con tre ingredienti di base: la menta, il cumino e il cipollotto. A questi ingredienti si aggiungono poi il bulgur e i pomodoro e cetrioli a cubetti. Infine si condisce tutto con olio extravergine d’oliva e succo di limone! Il concetto è molto semplice e le varianti possibili sono tante.

Un primo piatto di verdure freddo da portare sempre con sé

Bisogna ammettere che tradizionalmente, ovvero nella sua cucina d’origine, il tabulè viene trattato come un antipasto. Solo che… a noi italiani la sua ricetta non può non suggerire una scampagnata all’aperto, o una giornata in spiaggia! E questo primo piatto freddo di verdure è il compagno più adatto. Il relax vi farà di certo venire l’appetito. Questa ricetta allegra e colorata è un’ottima alternativa al solita pasta. In ogni caso, anche se avete in programma una semplice giornata di lavoro, un piatto come il tabulè può essere portato facilmente ovunque. Insomma: se, per qualsiasi motivo, ci si vuole portare qualcosa di buono da mangiare quando si pranza fuori casa questa è un’ottima (e non scontata) soluzione!

Caponata o caponatina di melanzane

Provare la caponata di melanzane è una delle esperienze di vita che va fatta almento una volta. La caponata di melanzane (o anche detta caponatina) è perfetta sui crostini o su una bruschetta, fresca e saporita, non vi lascerà di certo delusi!
Questa ricetta è uno delle doti che mi ha lasciato uno dei miei maestri, lo chef Giorgio Marafante della Pierina di Mirano, ristorante in cui ho lavorato per diverso tempo.
La caponata di melanzane lui la preparava proprio così come vi insegno io e ogni volta che la preparo nuovamente, per noi a casa, per ospiti o nei ristoranti, l’effetto è sempre uno: una grande sorpresa!

Caponata di melanzane: la ricetta siciliana

Una squisitezza tutta siciliana questa caponata di melanzane (anche detta caponatina), da fare come antipasto o contorno o da mettere sul pane abbrustolito! La ricetta originale era così buona, ma così buona, che ho voluta farla seguendola alla lettera, ma ci sono anche tante varianti, che dipendono dalla tradizione del luogo o da famiglia a famiglia. Non perdete l’occasione di prepararla e di innamorarvi del suo fantastico profumo e sapore!
La Sicilia è stata per me un luogo di grande fascino che ha sempre influenzato le mie ispirazioni culinarie! Strano, perché fino al 2016 non ero mai riuscito ad andare a visitarla, fino a che non sono stato ospite in maggio della LAV Catania per andare a premiare l’alberghiero di Messina, vincitore del Vegan Chef Contest 2016.
Ma in giugno nuovamente sono tornato, ospite dell’associazione VEG Sicilia, con la quale abbiamo tenuto un bellissimo corso della durata di un weekend sulle pendici dell’Etna, presso l’agriturismo Borgo Ciancio.
Queste sono state esperienze favolose che hanno ancor maggiormente affinato la mia sensibilità verso la cucina siciliana e mi hanno fatto apprezzare lo stile di vita e le persone che ho incontrato!
Ma come ho fatto fino a quel giorno ad essere così influenzato dalla cucina siciliana?
Mia madre andava spesso in Sicilia, a trovare amici e mi riportava usi gastronomici, che io, con l’immaginazione, andavo a ricreare… Insomma, non ci avevo visto così sbagliato 😉

Caponata di melanzane light e molte altre versioni

Ma tornando al tema del nostro discorrere, la caponata di melanzane ha davvero tante varianti, c’è chi la prepara con i peperoni (io per esempio non li uso), chi con i capperi, chi con le zucchine, chi ci mette le mandorle (io uso i pinoli), … insomma ogni paese e ogni famiglia ha la sua!
La mia prevede le melanzane fritte, ma mi chiederete sicuramente come prepararne una versione più “light”… eh lo so, friggere non sempre fa voglia e poi ingrassa 🙂
Allora vi consiglio di salare le melanzane, lasciarle scolare per 30 minuti, asciugarle e poi grigliarle per bene. Sostituite quindi le melanzane grigliate a quelle fritte per una caponatina light tutta sapore!

Una ricetta imperdibile questa pasta al forno veg, da preparare quando vi sentite tanto felici o quando avete bisogno di una coccola!
Il suo profumo per la casa vi rievocherà i ricordi più dolci legati alla cucina.

Pasta al forno veg senza besciamella

Un ricetta per non appesantirci, e per goderci tutto il sapore degli ingredienti estivi! Un po’ di passata di pomodoro, qualche verdura e tutto dentro in teglia per una pasta al forno vegana assolutamente light!
Noi adoriamo prepararla la sera da mangiare il pranzo successivo: in questo modo i sapori si legano meglio e anche lo sformato di pasta sarà più unito!

Una pasta al forno veloce

Il tempo di preparazione di questo sformato di pasta è davvero veloce! Non saranno necessarie lunghe preparazioni e pentole sporche ovunque. Potete anche usare solo una pentola nella quale preparare la pasta, le verdure e il sugo!
Poi basterà unire il tutto in una teglia con un po’ di lievito alimentare e della farina di mais!
Provate la nostra ricetta per assaporare tutta la bontà dei sapori di casa.

Polpette di miglio vegan: la ricetta con miglio e verdure

Riprendiamo un ingrediente che deriva dalla tradizione degli antichi romani e uniamolo con qualche verdurina: ecco che ne nascono le polpette di miglio e verdure. Nello stile alimentare di Roma antica infatti subito dopo il farro e l’orzo, venivano cereali come il miglio, ricco di principi nutritivi e soprattuto buono!

Se desiderate preparare delle polpette vegane con una ricetta semplice ma gustosa, allora la ricetta delle polpette di miglio e verdure che vi proponiamo vi lascerà piacevolmente stupiti.
Si tratta di una ricetta così semplice e diretta da poter essere realizzata anche insieme ai vostri bambini, che ameranno impastare, mescolare e formare con le loro manine delle polpette vegetali gustose e colorate.

Polpette di miglio e verdure: senza uova come si fa?

Molti si chiedono: è possibile preparare delle polpette senza uova? Certo che sì, questa ricetta ne è la dimostrazione. Il miglio cotto è per sua natura molto umido e, unito alla farina, permette di formare delle polpette senza uova ma altrettanto compatte e stabili. Se non avete mai preparato il miglio prima d’ora, grazie a questa ricetta scoprirete come cucinare il miglio decorticato.

In più, questa che vi proponiamo è una ricetta di polpette light, senza ingredienti ipercalorici o difficili da digerire. In più, queste polpette di miglio sono preparate al forno, in modo da non eccedere con i grassi e poter essere considerate tra i secondi piatti vegani più appetitosi e leggeri allo stesso tempo.

Questa ricetta di polpette di miglio non è una delle tante versioni che potete trovare: provate anche le nostre polpette di miglio e melanzane, sono strepitose!

La versione senza glutine delle polpette di miglio e verdure

Per chi soffre di celiachia il miglio è uno degli alimenti più indicati proprio perché privo di glutine. Proprio per questo consigliamo di modificare questa ricetta di polpette di miglio sostituendo la farina 1 che serve da collante con un’altra farina senza glutine altrettanto funzionale, ovvero la farina di ceci. Così facendo avrete ottenuto delle polpette vegetali senza glutine senza rinunciare al sapore!

Le puntarelle alla romana sono una tipica ricetta che, come dice la parola stessa, appartiene alla tradizione gastronomica romana e che si avvale delle puntarelle di catalogna, una varietà di cicoria tipica del periodo invernale che va da novembre a febbraio. Perché puntarelle? Perché la ricetta prevede l’uso dei germogli della cicoria catalogna, detta anche cicoria asparago o cicoria spigata.

Come si cucinano le puntarelle? Le puntarelle si possono mangiare cotte o anche sotto forma di insalata. Quello che vi propongo oggi è una versione vegan dell’insalata di puntarelle romane in cui, al contrario della ricetta originale, farò a meno delle acciughe. Il risultato sarà un’insalata fresca, leggera, dal gusto deciso e veloce da preparare, che non mancherà di farvi apprezzare la freschezza e croccantezza della cicoria catalogna.

La cicoria catalogna: curiosità

Anche se ormai reperibile in varie zone d’Italia, la cicoria catalogna è per tradizione originaria della regione Lazio, in particolar modo delle zone di Formia, Fondi e Gaeta. Il suo nome originale, difatti, è cicoria di catalogna frastagliata di Gaeta e il suo uso in cucina è attestato sin dai tempi degli Antichi Romani.
Anche Galeno, famoso medico dell’Antica Grecia, ne vantava le sue proprietà benefiche, in quanto diuretica e depurativa, nonché ricca di calcio, potassio, fosforo, vitamina A e C.
La cicoria asparago, quindi, è particolarmente indicata per chi voglia seguire una dieta depurativa o perdere peso. Inoltre, mangiata cruda, mantiene tutte le sue proprietà, aiutando a ridurre l’assorbimento degli zuccheri.

Esistono anche altre varietà di cicoria di tradizione locale, come ad esempio la Cicoria puntarelle Molfettese e la cicoria Galatina (Puglia) e la Cicoria catalogna di Chioggia (Veneto).

Puntarelle alla romana senza acciughe: la ricetta

Ecco gli ingredienti della ricetta veg style delle puntarelle alla romana e la foto-ricetta. Se, invece, volete vedermi all’opera, guardate il video sopra!

Limoni sotto sale

Una preparazione che stupisce sempre sono limoni sotto sale. Il gusto dei limoni conservati per un mese o più tempo in vasi riempiti di sale alloro e pepe in grani è davvero inconfondibile. Il limone si trasforma in un condimento o in un insaporitore molto particolare, acido e salato, che può venirvi utile per condire una pasta, per dare un tocco più vivace a verdure e arrosti o semplicemente per condire l’insalata in modo nuovo. Facili da preparare anche in monodose, i limoni sotto sale diventano anche una bellissima idea per un regalo fatto in casa!

Ceci alla Marocchina

La ricetta dei ceci alla marocchina è un ricordo indelebile di un viaggio nel sud della Francia, di una serata ventosa e di un ristorante marocchino nascosto tra i vicoli di Avignone. Questo antipasto con la sua semplicità ci ha aperto un mondo di profumi, sapori e colori immenso. Da quella volta i ceci alla marocchina, con olive, limoni sotto sale, cumino e prezzemolo sono uno dei nostri antipasti preferiti e uno dei più apprezzati da tutti i nostri invitati.

Cracker Integrali fatti in casa con semi e spezie

I nostri cracker integrali fatti in casa con semi e spezie, sono croccanti e gustosi, economici e salutari! Il tempo che perdiamo al supermercato a leggere gli ingredienti sull’etichetta dei prodotti per acquistare qualcosa di sano, lo possiamo impegnare per realizzare un prodotto fresco, buono e salutare, personalizzabile secondo i nostri gusti, come questi cracker integrali fatti in casa con semi e spezie. Potete anche giocare con le forme e trasformare l’impasto in grissini, gallette o maltagliati croccanti!