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Fagioli di soia Edamame

In Giappone e Cina, nei sushi bar e nei ristoranti, viene servito come antipasto e è un po’ come l’alternativa ai nostri grissini o al cestino del pane. Nella cultura orientale è un alimento che riempie le tavole da duemila anni, come importante fonte di proteine, mentre da noi si sta facendo strada solo negli ultimi tempi.

Durante la mia recente visita negli Stati Uniti, sono stata in un ristorante e prima di passare alla portata principale, abbiamo ordinato un antipasto. Adesso, quando si hanno diverse allergie, come nel mio caso, si sta sempre attenti a cosa si mangia e si chiedono informazioni specifiche sul cibo, ma all’arrivo dei ‘fagiolini verdi’, dopo averli studiati un po’, ho deciso che fossero abbastanza innocui da poterli mangiare senza tante preoccupazioni. Non ho nemmeno chiesto che cosa fossero, erano buoni. Col senno di poi, posso dire che era edamame.

Che cos’è?

Si tratta di fagioli di soia acerbi e il loro nome è composto da “eda” che significa “rami” e “mame” che significa “chicchi” e deriva dal fatto che in passato i baccelli venivano venduti direttamente dal ramo appena tagliato. La soia edamame, che per l’aspetto del baccello potrebbe essere scambiata per piselli o fagiolini, si differenzia dagli altri tipi di soia per la forma della fava, che è allungata e verde brillante, colore dovuto al grado di maturazione. Ha un sapore delicato e fresco, che la rende ottima sia se gustata da sola sia in ricette più elaborate.

Che cosa fa?

La cosa fondamentale in realtà è il contenuto nutrizionale dell’edamame. Anche una piccola quantità di prodotto apporta una buona dose di fibre (9g), proteine (11g), carboidrati (13g), sodio (15g), calcio (4% della RDA), ferro (10% della RDA), grassi (di cui l’85% è costituito da “grassi buoni”, mono e poli-insaturi) e vitamine A (8% della RDA), E (60% della RDA) e C (10% della RDA). Se li compariamo ai fagioli di soia maturi, scopriamo che il contenuto in proteine vegetali è superiore dell’86%. Straordinario!

Sappiamo che le fibre sono ottime per la regolarità intestinale e che aiutano chi vuole perdere peso poiché contribuiscono a far sentire il senso di sazietà, inoltre sono buone per il cuore. Cuore che ricava benefici anche dalla presenza di isoflavoni, sostanze bioattive (fitormoni), che abbassano la pressione arteriosa, gli stessi hanno effetti positivi anche contro il cancro alla prostata e al seno. Gli isoflavoni agiscono anche contro il colesterolo cattivo, favorendo quello buono, specialmente negli uomini. La presenza di antiossidanti è utile per la lotta ai radicali liberi. Nuovi studi dimostrano che le proteine presenti nella soia possono prevenire o aiutare la cura dell’ipertensione. Infine, l’edamame è particolarmente consigliato alle donne in menopausa per la presenza di sostanze fitochimiche che contrastano gli squilibri ormonali tipici di questa fase.

Come si usa?

In Asia l’edamame è uno snack, spesso viene servito nei ristoranti giapponesi anche in altre nazioni al posto di patatine o grissini, più salutare! Quando viene servito come snack, i baccelli di edamame vengono sbollentati in acqua salata e per mangiarli i semi vengono estratti schiacciando il baccello usando la bocca o le dita. Tuttavia, l’edamame in cucina è molto versatile, si può mangiare lessata, spadellata, nelle minestre, in insalata o nei dessert. Ricordate che non va cotta troppo a lungo, bastano 4-5 minuti, per non intaccare le proprietà nutritive.

 

La soia edamame ora viene anche coltivata in Italia, nelle pianure del Po’, quindi non serve cercarla lontano, basta solo farla entrare nelle nostre case.

 

2° corso di cucina vegana in zona Venezia – Ottobre 2014

2° Corso di cucina vegana in zona Venezia

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (08 Ottobre) ANTIPASTI, FINGERFOOD, APERITIVI: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette di antipasti vegan e vi spiegherà i principi per creare un piatto dalla A alla Z. Questo è il primo dei 4 incontri che vi insegneranno come creare una cena vegan dall’antipasto al dolce!
  • (15 Ottobre) PRIMI PIATTI VEGAN: durante la seconda lezione del corso, non potevamo che insegnarvi come creare dei primi da leccarsi i baffi! Il nostro chef vi insegnerà quali sono gli ingredienti migliori da utilizzare per la creazione del primo perfetto, spaziando dalla tradizione gastronomica italiana a quella asiatica! In questa lezione andrete più a fondo nel principio di creazione di un piatto, comprendendo l’estetica del palato e dell’occhio. Ovviamento tutto vegan!
  • (22 Ottobre) SECONDI E PROTEINE: arrivati a questo punto siamo quasi al traguardo, ma c’è ancora tanto da sapere! I secondi infatti mettono a dura prova anche gli chef più preparati! Se volete comprendere a fondo come creare un piatto da zero, dovete sicuramente analizzarlo dal punto di vista nutrizionale, e nel mondo vegan la questione è delicata. Andremo quindi a spiegarvi gli ingredienti per attuare una giusta sostituzione proteica senza tralasciare il sapore per portare in tavola dei secondi succulenti!
  • (29 Ottobre) CORSO DI PASTICCERIA VEGAN: ed ecco finalmente i dolci! Per tutti gli appassionati di pasticceria che vogliono rimanere cruelty-free, questo sarà un appuntamento immancabile! Vedremo creme, impasti, biscotti e molto altro.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: 08-15-22-29 Ottobre 2014

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 180€ per 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal




Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Fagioli Azuki: buona fortuna e tanta salute!

Fagioli Azuki: buona fortuna e tanta salute!

Il fagiolo Azuki, il cui nome latino è vigna angularis, è una leguminosa. Nonostante lo si chiami spesso “soia rossa”, l’appartenenza alla famiglia delle leguminose è l’unico aspetto in comune fra questi fagioli e la soia. È conosciuto anche come il “re dei fagioli” e questa volta il nome
risulta più appropriato, viste le sue caratteristiche.

Origine e aspetto

I fagioli Azuki arrivano da lontano, in tutti i sensi. Le prime notizie riguardo la loro coltivazione risalgono addirittura all’anno Mille, in Cina e in Corea. Ancora oggi, si coltivano principalmente in Cina e Giappone e in Oriente sono al secondo posto dei legumi più consumati dopo la soia.
I fagioli Azuki crescono su piccoli arbusti, alti dai 30 ai 90 cm, i cui frutti sono baccelli lunghi fino a 10 cm. I semi sono simili ai fagioli, sebbene più piccoli, e i più comuni sono di colore rosso con una linea bianca vicino all’occhio, tuttavia esistono anche la varietà gialla, verde o bruna.

Proprietà

Anche se non sono molto conosciuti in Italia, ci sono buone ragioni per farli entrare nelle nostre cucine, infatti, hanno importanti proprietà nutrizionali e sono dei veri e propri alleati di reni, ossa, cervello, fegato e sistema immunitario.
Sono ricchi di proteine, ferro, potassio e magnesio, contengono anche manganese, zinco, vitamine B1, B2, B3 e B6 e un buon quantitativo di acido folico.
Sono una fonte di molibdeno, un oligonutriente fondamentale per la formazione di un enzima del fegato e, essendo ricchi di fibre, aiutano la diuresi e quindi la depurazione del nostro organismo.
Sono più digeribili di altri alimenti della stessa famiglia e contribuiscono alla salute di ossa, cervello e sistema immunitario grazie alla presenza di isoflavoni e fitoestrogeni.
Sono poveri di grassi e zuccheri e sono consigliati a tutti, ma sono soprattutto importanti per chi non mangia carne o chi soffre di anemia, per la presenza di ferro.

Conservazione e usi

Vanno conservati in luogo fresco e asciutto, se li acquistate secchi è bene chiuderli in una scatola a chiusura ermetica.
Prima di essere cucinati, vanno messi a bagno per almeno 6/8 ore in acqua fredda. Nella tradizione giapponese, si mettono in ammollo con dell’Alga Kombu, che poi viene conservata anche nella cottura. In seguito, dopo averli scolati, si cuociono in acqua bollente con l’alga Kombu (senza aggiungere sale) per 30/40 minuti. Una volta cotti, si possono usare per zuppe assieme a riso o altri cereali, si possono mettere freddi nell’insalata, o si possono mangiare anche come polpettine. Infine, sono buoni anche così come sono conditi con olio e sale o con salsa di soia. Il loro sapore dolce, simile alle castagne o alle patate dolci, li rende ottimi anche per la creazione di dolci e marmellate.
Attenzione: l’acqua che si usa per tenere in ammollo i fagioli è ricca di sali minerali e vitamine, quindi non buttatela! La potete bere (se vi piace il sapore!) o usare per annaffiare le piante.

Insomma, questi fagioli Azuki sono una miniera di benessere e in Cina e Giappone sono considerati anche dei portafortuna!
Apriamo la nostra casa a un po’ di fortuna allora!

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Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Con l’avvicinarsi di Capodanno, le vendite di lenticchie aumentano vertiginosamente! Grazie alla loro forma simile a una moneta, fin dall’antichità questo legume veniva consumato per augurare un nuovo anno ricco e prospero. E diciamocelo, di questi tempi forse è il caso di mangiarle molto più spesso, ma per guadagnarne anche in salute!

Lenticchie nel mondo e in Italia

La lenticchia fu il primo legume ad essere coltivato in Mesopotamia, e ad entrare a far parte dell’alimentazione umana. Esse vengono citate anche nella Bibbia, precisamente quando Esaù rinunciò alla figlia primogenita per un piatto di lenticchie. A livello mondiale si stima che circa 3 milioni e mezzo di ettari siano coltivati con piantagioni di lenticchie, in particolare nelle zone temperate. La pianta, scientificamente chiamata Ervum Lens, può sopravvivere in ambienti avversi, e, tecnicamente, le lenticchie sono i semi della Ervum Lens.
Anche l’Italia è un modesto produttore di questo legume, le cui varietà sono molto pregiate ed apprezzate a livello internazionale; tra le più note possiamo ricordare le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), quelle di Altamura, le lenticchie di Villalba e di Colfiorito, e le lenticchie del Fucino.

Proprietà e valori nutrizionali

Come quasi tutti i legumi, anche le lenticchie sono un alimento formidabile per le sue numerose caratteristiche nutrizionali. Sono ricche di fibre, valido alleato per la prevenzione di forme tumorali al retto e colon; esse inoltre aumentano la sensazione di sazietà, perciò possono sostenere la perdita di peso e il contrasto al diabete. Le fibre, infine, favoriscono l’equilibrio intestinale.
Le lenticchie contengono magnesio e potassio: il primo benefico per il tessuto osseo, il secondo utile per la ritenzione idrica e l’apparato cardiocircolatorio. Il loro contenuto proteico è paragonabile se non superiore a quello di molti tipi di carni, ma sono prive di grassi saturi e non causano l’aumento del colesterolo. Le lenticchie apportano al nostro organismo vitamina B1, ferro e aiutano a mantenere bilanciata la glicemia nel sangue e quindi anche l’insulina, che serve a metabolizzare gli zuccheri. Altri componenti caratterizzanti sono gli antiossidanti e la tiamina, utile per favorire la concentrazione.

Ricette e consigli con le lenticchie

E’ controindicato consumare le lenticchie crude, in quanto poco digeribili. Il loro uso inoltre è sconsigliato a malati di gotta e uremia. Con l’auspicio che la loro fama di portar fortuna si trasformi in realtà, di seguito suggeriamo alcune ricette con le lenticchie, valide per San Silvestro… E, perché no, per tutti gli altri mesi!

Ecco le nostre ricette consigliate:

Pasta e lenticchie con cavolo nero e pinoli
Burger di lenticchie, ceci e cereali
Polpette speziate con lenticchie, spinaci e zucca

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Orto biologico in casa: ecco cosa piantare a novembre!

L’orto biologico fatto in casa

Perché non provare a crearci un orto biologico in casa nostra? E per chi non ha spazio verde sotto casa, c’è qualche alternativa? Assolutamente sì, basta un piccolo davanzale, che altro non è che un piccola serra a cielo aperto, più facile da gestire, più semplice da controllare e che può produrre senza alcun limite verdure sane, nutrienti e soprattutto biologicamente naturali.

E si può fare anche ora, a novembre; nelle prossime righe descriverò brevemente quattro ortaggi che troviamo spesso nei nostri piatti, facili da preparare ma ancora più facili da coltivare, in quanto non necessitano di trapianto ma una volta piantato il seme, tutto crescerà lì.

Carota, spinacio, fava e pisello, sebbene siano apparentemente diverse, soffrono delle medesime criticità come la luce diretta ed il ristagno idrico, basta una minima innaffiatura mattutina tale da non lasciare mai la terra secca, in quanto col secco deperiscono in brevissimo tempo.

La carota è un ingrossamento della radice, quindi è bene partire da un vaso alto con terriccio fertile, consiglio quello quadrato di dimensioni 45x45x45cm, dentro il quale fare 10 buche distanziate, e in ogni buca mettere a dimora 3 semi e ricoprirla. Dopo circa 30 giorni avrete delle carinissime piantine alte 5cm spuntate dalla terra; a questo punto fate un diradamento così da ottenere solo una piantina per buca, quella cresciuta meglio. Dopo due mesi e mezzo dal diradamento le carote saranno pronte per essere raccolte, il momento ottimale è quando vedrete le foglie divenire gialle.

Lo spinacio, originario dell’Asia, ricco di ferro ed altri minerali, si può usare in cucina per tantissime pietanze, e ci possiamo creare una produzione continua in casa. Vediamo come. Se partiamo dall’ orto sotto casa, armatevi di rastrello e date una bella passata per togliere le infestanti e far arieggiare il terreno. Fate una concimazione, poi delle piccole buche profonde pochi cm e distanti 20cm l’una dall’altra. Mettete a dimora 3 semi per buca e dopo un mese operate un diradamento. Dopo 2 mesi lo spinacio è pronto, raccogliete 5-6 foglie per pianta lasciando il germoglio centrale che permetterà di produrre a breve altre foglie.

Ho descritto la carota in vaso e lo spinacio in orto, ma sono due verdure intercambiabili, quindi potete fare tranquillamente carota in orto, e spinacio sul davanzale. Per lo spinacio non serve però una vaso alto 45cm.

Fava e pisello sono due legumi molto simili, producono baccelli con semi, e si coltivano allo stesso modo. Vaso alto 40cm, buchette profonde 5-6cm, 2-3semi per buchetta, diradamento a 20 giorni, raccolto ad Aprile.

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La roveja

La roveja

La roveja o pisello dei campi, dal latino Pisum Arvense, come si deduce facilmente dal nome, è una varietà di pisello, che ha dalla sua un imprinting biologico sia per caratteristiche genetiche che soprattutto per tecniche di raccolta e lavorazione, e che non subisce perdite nutrizionali e qualitative nelle suddette fasi.

Ma conosciamola meglio: è stata importata dal Medio Oriente nell’era antecedente la nascita di Gesù, e dopo alterni periodi di forte e scarsa diffusione, attualmente è coltivata nell’areale italiano marchigiano ed umbro, con sempre maggiore costanza ed interesse per le molte virtù associabili alla Roveja, sia per l’alimentazione ed il benessere fisico, che per i benefici apportabili ai terreni e all’ambiente.

Si semina a Marzo, i fiori sono purpurei ed i baccelli verdi, ognuno contenente da 5 a 10 semi, e maturano in Luglio virando su una colorazione violacea. Dopo che le foglie diventano gialle inizia la raccolta, falciando le piante e lasciandole essiccare all’aria aperta. In seguito vengono trebbiate ed i semi vengono raccolti.

Si possono consumare freschi o essiccati, ma in questa seconda veste, sono utilizzabili per la preparazione di molti piatti, a partire da zuppe e minestre rustiche e gustose, genuine e totalmente biologiche dato che il prodotto fresco non è stato sottoposto ad alcun trattamento chimico. È molto proteica, le sue proteine hanno un’importantissima valenza biologica, è poverissima di grassi, mediamente ricca di carboidrati e apporta fosforo (fa bene alle ossa ed ai denti), potassio (fa bene al cuore ed ai nervi), vitamine A (fa bene alle ossa e agli organi riproduttivi) ed E (antiossidante che riduce l’invecchiamento del corpo).

La rusticità dei semi deriva dalla natura selvatica e coraggiosa della pianta, capace di crescere e vivere ad alta quota, a temperature davvero fredde, e con scarsità di acqua.

La si può scorgere anche spontanea, soprattutto lungo le scarpate, e, per molti anni, ha costituito l’alimentazione principe per pastori e contadini montani.

E pensate che con una semplice macinazione si può ottenere una particolare farina, con un caratteristico ma leggero gusto amaro, che consiglio per preparare una polenta con aggiunta di aglio, olio d’oliva e salvia. Anzi preparatene un po’ di più del previsto: quella avanzata la potete mangiare il giorno seguente, dopo averla abbrustolita in padella. Davvero buonissima e l’ideale per quando arriveranno i primi freddi autunnali.

Potete trovare i semi di roveja in vendita presso Ecor.

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I legumi – proprietà e utilizzi

I legumi sono un alimento preziosissimo donatoci da Madre Natura, essenziale nella nostra dieta, tanto che sono coltivati da tempi immemorabili. In tempi di carestia, erano una fonte inestimabile di cibo poiché da secchi si conservavano facilmente e quindi sopperivano alla mancanza di alimenti freschi. Contenendo un’elevata quantità di proteine costituiscono la migliore alternativa a carne e pesce, per questo vengono anche soprannominati “la carne dei poveri”. Ma i legumi non fanno bene solo a noi: con la riscoperta di questi alimenti semplici nella dieta mediterranea, si è anche rivalutata la loro fondamentale importanza nelle colture, poiché arricchiscono il suolo di azoto atmosferico, elemento fertilizzante per il terreno.

I legumi nella cucina vegetariana e vegana

Chi ha scelto una dieta vegetariana o vegana non dovrebbe mai far mancare un bel piatto di legumi sulla propria tavola, due o tre volte alla settimana (o anche tutti i giorni!). I legumi, abbinati ai cereali amplificano le proprie qualità e proprietà nutritive, ed è facile trovare moltissime ricette per utilizzarli, basti pensare alle zuppe, alle insalate fresche di fagioli, o ai più moderni burger vegetali.

Per una salute di ferro e una dieta equilibrata, andate al negozio e fate scorta di ceci, lenticchie, soia, piselli, roveja, fagioli di ogni tipo e dipingete la vostra cucina e i vostri piatti di questi sapori e colori eccezionali!

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Recipes

Frittata vegan

Frittata vegan

La farina di ceci è un ottimo sostituto di quella di frumento ed adatta ai celiaci perchè priva di glutine. Ricca di minerali come calcio, fosforo e ferro e di proteine vegetali, è secondo me un alimento che non può mancare in una cucina vegana.
Ho voluto preparare per voi questa favolosa frittata vegan, fatta con amore e tanti ingredienti sani e gustosi!.