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Pasta fredda: 3 ricette veloci e tanti consigli utili

Siete pronti? Ecco le nostre 3 migliori ricette della pasta fredda. La pasta fredda è uno di quei piatti semplici da realizzare che con poco lavoro offrono davvero tanta soddisfazione. Non solo. Questo piatto si presta molto bene alla creazione di versioni originali e particolari che potete condividere con tutta la famiglia in casa e fuori casa.

Ricette, consigli e segreti per preparare la vostra pasta fredda speciale

Per questo abbiamo deciso di darvi non solo le nostre ricette, ma anche qualche piccolo segreto per pensare creativamente le vostre paste fredde. Ricordate che la cucina non è un luogo di pura ripetizione, ma di interpretazione e creazione. Insomma, scatenate la vostra fantasia a grido di…

Abbasso i fornelli! Una ricetta estiva

Pasta fredda! Ecco il grido di battaglia 😉 Perché ormai l’avrete capito… Ogni anno arriva l’Estate! E quando arriva l’estate si smette di fare la zuppa. Anche il forno si usa meno. Chi ha voglia di accenderlo con questo caldo?? E… diciamoci la verità! Nemmeno i fornelli ci stanno più tanto simpatici: questi piccoli diavoletti caldi e fiammeggianti! Quello che solo qualche mese fa era casetta ora è afa… Meno fuoco possibile, meno calore possibile, qualcosa di semplice, ma anche particolare, creativo. E che magari ci permetta di non accendere i fornelli il giorno dopo. Pasta fredda appunto!

Creare la vostra pasta fredda vegan

Come ho già detto la pasta fredda ci offre a un sacco di possibilità di variazione. Ogni particolare, ogni ingrediente può essere declinato, tolto, aggiunto, ripensato. Il ventaglio delle ricette possibili è davvero vasto. Promesso! Alla fine dell’articolo avrete le nostre ricette. Prima però qualche consiglio per l’invenzione delle vostre versioni.

Che sia pasta e che sia fredda!

Per preparare qualcosa di diverso dal solito prima di tutto bisogna pensare a ciò che dovrebbe rimanere uguale: il tema. Che variazione sul tema dimentica completamente il tema di partenza? Qui lo dice la parola stessa: Che sia (1) pasta e (2) fredda. Immagino! Lo sapevate. Ma provate a pensarci… Anche questi due elementi non sono poi così fissi. Anche qui… Anzi! Proprio da qui cominceremo a cambiare le carte in tavola.

La scelta della pasta

Non esiste solo un tipo di pasta. Già qui possiamo scegliere: integrale, di farro, senza glutine se non volete o non potete mangiare glutine… Questa decisione andrà a cambiare radicalmente la tela sulla quale aggiungere gli altri ingredienti, a partire dalla consistenza di base del piatto. La grana della pasta che scegliete e il suo gusto saranno incredibilmente efficaci sul risultato finale. E poi, non dimenticatelo!, c’è anche la forma: farfalle, penne, conchiglie… ce n’è per tutti!

Freddo e crudo: un’insalata di pasta fredda.

Provate a pensare la vostra ricetta come un’insalata di pasta fredda. Che ve ne pare? E come nelle insalate, occhio a non confondere il concetto di freddo con il concetto di crudo. La pasta fredda non va per forza abbinata a ingredienti a crudo. Possiamo per esempio saltare un po’ di broccolo, tostare della frutta secca, abbrustolire una fetta di tempeh… Certo, aggiungeremo tutto, poi, a freddo. Ma non necessariamente dobbiamo pensare a un condimento crudista.

Tanti ma non tutti uguali: pensare le tipologie di ingredienti

Un altro consiglio è di pensare alle diverse categorie di ingredienti: verdura, erbe, spezie, frutta, sostituiti ecc. Ognuna di queste tipologie ha caratteristiche diverse e difficilmente un ricetta sarà completa senza almeno una combinazione di due/tre categorie diverse nel condimento. Non necessariamente dovremo attingere a tutte le tipologie, la cucina non è una questione di necessità. Solo prendetele in considerazione, pensateci… e vi si apriranno mondi nuovi e fantastici!

Taglio e olio: pesto, dadolata e foglie

Termino questa introduzione con un’ultimo suggerimento. Molto si gioca sul taglio. Pensate alla sensazione che volete in bocca e decidete se fare un pesto, o una dadolata o fare un pesto con alcuni ingredienti e una dadolata con altri. Pensate a quanto grossa volete la dadolata… Immaginate solo l’abisso che c’è tra un pesto di basilico e le foglie intere sparse… Avete capito insomma! Infine non date per scontato l’olio d’oliva. Primo: ci sono tanti tipi di olio d’oliva. Secondo: sebbene in molti casi l’olio di oliva sia la scelta migliore, ci sono anche altri oli che potrebbero fare al caso vostro. Non si sa mai…

Pasta fredda vegana: le nostre ricette

E finalmente le ricette. Per ogni ricetta troverete il link cliccabile alla fine di ogni presentazione. Due delle ricette (la prima e l’ultima) rimandano a loro volta e due preparazioni di base molto interessanti che vi consiglio di provare!

La classica: la pasta fredda vegetariana in chiave vegan

pasta fredda vegana

Olive, basilico, pomodoro, feta vegan… Visto? L’oliva e il pomodoro (tecnicamente due frutti), il basilico (un erba) e la feta vegan (un sostituto della mozzarella: cliccate qui per la nostra ricetta della feta vegan). Sembrava buttata lì… E invece la tradizione ci trasmette una pasta fredda veloce ma non scontata: la ricetta è pensata su più categorie e risulta così completa. Noi la proponiamo con le pennette, seguendo il tema della classicità ma qualsiasi pasta corta è la benvenuta. Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La stagionale: Pasta fredda integrale con pesto di rucola, fave e asparagi

Pasta fredda fave asparagi

La ricetta qui proposta è una stagionale, primaverile per la precisione, con fave e asparagi. La pasta integrale offre alla bocca un sensazione più sgranata, più povera, più semplice. Ma è tutt’altro che un difetto: è la sua vera forza. Il pesto di rucola costituisce il completamente di questo quadro silvestre. Come vedrete la preparazione prevede la cottura del condimento, sebbene si tratti di una pasta fredda. Il risultato è sensazione, molto particolare e gustoso. Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La particolare: Pasta fredda ai peperoni e limone sotto sale

Pasta fredda ai peperoni e limone sotto sale

La ricetta di questa pasta è la più particolare e richiede un ingrediente piuttosto difficile da reperire: i limoni sotto sale. L’unica vera soluzione è l’autoproduzione (cliccate qui per la ricetta dei limoni sotto sale) ma per fare questo avrete bisogno di un po’ di tempo. L’alternativa è quella di usare semplicemente del limone tritato finemente (con buccia mi raccomando!). Anche così sarà squisita. Ma se volete davvero toccare il cielo con un dito organizzatevi un paio di mesi prima e preparate i limoni sotto sale!! Credetemi… Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

Specialità di Carnevale in Italia e nel mondo

Solitamente, la sera del 6 gennaio, mia nonna mi dice sempre “l’epifania tutte le feste porta via”, ma non ho mai capito questo detto dato che dal 7 di gennaio si è già nel periodo di carnevale!
Questa festa, caratterizzata da un clima gioioso e di eccessi, risale già alle dionisiache greche ed alle saturnali romane e si è poi sviluppata nel medioevo cristiano prendendo il nome di “carnevale”, dal latino “carnem levare” e che ha il significato di non mangiare carne dal primo giorno di Quaresima, per poi arrivare ai giorni nostri in cui è considerata una vera e propria festività pagana contornata da parate e giorni di vacanza.
Carnevale è quindi il periodo degli eccessi, del rovesciamento dell’ordine e scioglimento delle convenzioni sociali, insomma, ognuno può essere quello che desidera, può vestirsi da gran signore dell’ ‘800 o da rock star dei giorni nostri. Ma l’esagerazione non concerne solamente il vestire e il comportamento, ma anche il cibo, e quale miglior eccesso se non quello dei dolci?

Carnevale dolce Carnevale

Ed è proprio in questo campo che ciascuna regione d’Italia si sbizzarrisce nell’arte pasticcera, dalle veneziane “FRITOLE”, piccole frittelle fatte a pallina alle quali non deve assolutamente mancare l’uvetta passa e che, talvolta, vengono riempite di crema o zabaione, alle ZEPPOLE, tipiche della Sardegna, che hanno come ingredienti base farina, il lievito e l’acqua, (per cui un vero e proprio dolce VEG) ma ai quali vengono spesso aggiunti elementi come latte, uova, limone e patate.
frittelle
Altra specialità italiana sono sicuramente gli STRUFFOLI, tipici di Napoli e del Sud Italia, sono delle deliziose palline di pasta dolce ricoperte da miele e zuccherini colorati, e che quindi, oltre ad essere davvero buoni, sono anche belli da vedere!
struffoli
GALANI, FRAPPE, GRAFFE, CHIACCHERE, CROSTOLI, e chi più ne ha più ne metta! Questo dolce, che unisce tutta Italia, trova in ogni regione, e perfino in ogni provincia, il suo nome. Ma tutti sanno perfettamente di cosa sto parlando: una sottile sfoglia di pasta dolce, tirata finemente e poi fritta nell’olio bollente e infine ricoperta da un generoso strato di zucchero a velo. Non esistono equivoci su questa squisitezza, l’inconfondibile dolce di carnevale!

galani

Carnevale nel resto del mondo

Ma questa festa gioiosa non è celebrata solamente in Italia, ma in tutto il mondo! Chi non conserva nel proprio immaginario le ballerine di salsa sulle spiagge di Rio de Janeiro? Ma il Carnevale, proprio come da noi, non si festeggia solamente in strada, nelle parate, ma anche sulla tavola, con il PAPOS DE ANJO (delizia degli angeli): dei dolci panetti ricoperti da un caldo sciroppo alla vaniglia.

papos

Rimanendo sempre in America, spostiamoci più a Nord, nella chiassosa e festosa New Orleans, dove il Mardi Gras accoglie folle di turisti e di americani che ammirano a bocca aperta la parata dell’ultimo giorno di Carnevale. Anche qui la festa è celebrata anche sulla tavola con la tradizionale MARDI GRAS KING CAKE, si tratta di un dolce a base di pasta brioche con i tre colori del Mardi Gras: viola, giallo e verde, le tre virtù dei re (giustizia, potere e fede).

mardigras

A carnevale ogni scherzo vale! Facciamo uno scherzo alla nostra dieta e prendiamola in giro, in fin dei conti è solo un mese, poi ci penserà la Quaresima, l’arrivo della stagione calda, o qualsiasi altra motivazione, a farci ripensare al conteggio delle calorie, intanto divertiamoci. È solamente una volta all’anno, possiamo anche permetterci di eccedere con giudizio!
Buon carnevale, con un po’ di eccesso, ma nel rispetto delle regole!

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Il corbezzolo: proprietà, virtù e utilizzi

Il corbezzolo, o arbutus unedo, è una pianta tipicamente mediterranea, i cui frutti arancioni e rossi cominciano a farsi capolino tra le foglie tra novembre e gennaio. Questo è il momento giusto per coglierli e scoprire le numerose virtù e usi di questo simpatico frutto tondo.

Il nome latino del corbezzolo ci racconta un po’ di questo frutto: il termine arbutus proviene dal celtico ar che significa “astringente/acerbo”, mentre unedo è l’unione di due parole latine unum e edo che insieme vogliono dire “ne mangio uno soltanto” facendo riferimento al potere astringente del corbezzolo che, se consumato avidamente, può portare a stitichezza e nausea.

Infatti, il corbezzolo ha proprietà antinfiammatorie, astringenti, antisettiche, depurative e diuretiche.

Del corbezzolo si usano principalmente le foglie, quelle dei rami terminali più giovani e che raccolte d’estate presentano il massimo delle proprietà balsamiche. I frutti, invece, si raccolgono quando hanno raggiunto la maturazione, quindi tra novembre e gennaio come le radici. Le proprietà del corbezzolo si trovano soprattutto nelle foglie che, una volta raccolte, vanno essicate in ambienti bui e caldi e conservate in sacchetti di carta o di stoffa in luoghi bui ed asciutti.

Con le foglie di corbezzolo possiamo…

Con le foglie di corbezzolo possiamo preparare un ottimo infuso curativo per le affezioni delle vie urinarie, dei reni, nei casi di febbre e diarrea. Si può anche preparare un decotto di foglie e usarlo non solo come astringente, ma anche come tonico sulla pelle per donarle un aspetto fresco e vitale.

Con la radice possiamo…

Con la radice possiamo preparare un decotto che può essere usato per prevenire e curare i sintomi dell’artesclerosi.

Con i frutti possiamo…

Con i frutti possiamo…davvero sbizzarrirci! Gli utilizzi in cucina sono moltissimi e se ne possono sperimentare sempre di nuovi. Alcune preparazioni tradizionali vengono da una regione italiana dove la pianta di corbezzolo è assai diffusa, la Sardegna. Nell’isola sarda, con il corbezzolo si preparano distillati, marmellate e sciroppi per non parlare del gustosissimo, profumato e leggermente amarotico miele, che viene abbinato ai dolci o ai formaggi sardi per esaltarne il sapore.

Noi li consigliamo anche freschi e ben maturi, da incorporare in qualche insalata autunnale o in una ricca macedonia.

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Olio d’oliva da degustare

Ci sono in commercio oli d’oliva di alta qualità, biologici e freschi, con caratterizzazioni aromatiche differenti da zona a zona. In linea generale al Nord hanno un profumo fruttato leggero, che proseguendo verso Sud diviene più intenso, senza per questo intaccare la sapidità e la genuinità del prodotto finale, ma anzi lo si valorizza ulteriormente.

L’olivicoltura è una peculiarità produttiva italiana ed ultimamente la si sta rivalutando anche per i ruoli paesaggistico e di protezione del suolo. Sono piante davvero incredibili in quanto sono in grado di vegetare e produrre in situazioni impensabili (carenza idrica, eccesso di caldo) per altre colture arboree, come il pesco ad esempio.

Parlare d’olio d’oliva biologico presuppone una distinzione tra i vari oli presenti sul mercato: troviamo gli oli d’oliva vergini, l’olio d’oliva raffinato, gli oli d’oliva e l’olio di sansa. Tra questi è bene puntare sui primi (olio extra vergine di oliva ed olio d’oliva vergine), in quanto sono ottenuti dai frutti dell’olivo solamente mediante processi meccanici, ed in condizioni che non causano alterazioni dell’olio; le olive hanno subito unicamente lavaggio, decantazione, centrifugazione e filtrazione.

Sebbene abbia subito trattamenti industriali di raffinazione, il semplice olio d’oliva lo consiglio per le fritture, dato che ha un punto di fumo elevato e non è stato estratto con i solventi come l’olio di semi.

Dentro il piccolo cerchio degli oli biologici extravergine troviamo le DOP (Denominazioni di Origine Protetta), e tra queste consiglio caldamente la DOP “Garda” e la Dop “Veneto”, avendolo provate, gustate (buonissime) e seguite nell’intera filiera.

È un alimento che contiene una moltitudine di elementi salutari, biologici e benefici per il nostro corpo, come i polifenoli (tra questi l’oleuropeina che agisce come contrasto all’insorgere di cellule tumorali, i secoiridoidi, gli acidi grassi monoinsaturi, e combatte attivamente il colesterolo.

E in cucina che utilizzo possiamo farne? Il DOP Garda a mio modesto consiglio è delizioso sul pane e si sposa benissimo al gusto della bruschetta. E non può assolutamente mancare in una naturale e biologica salsa con pinzimonio, sale e pepe dove intingere verdure crude come carote, ravanelli, sedani, peperoni e cardi.

E con l’olio extra vergine d’oliva DOP Veneto consiglio la polenta, che può divenire un buonissimo e sanissimo primo piatto se nella teglia la si prepara con l’olio e un po’ di formaggio grattugiato. Meglio servirla nel piatto quando è ancora morbida, fumante e dorata.

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24 ottobre – corso Pasta ripiena

Descrizione del corso:

    Chi può resistere alla pasta ripiena? Il 24 ottobre, non perdetevi il corso sulla pasta ripiena organizzato da lacucinavegetariana.it e ospitato dalla meravigliosa Villa Corò del Mobilificio Corò di Marano Veneziano (VE).
    Insieme al nostro chef Martino Beria imparerete tutti i segreti “delle nonne” per ottenere ravioli, tortelli e pasta farcita da leccarsi i baffi, riscoprendo antiche ricette, ingredienti di stagione e sperimentando gusti e tecniche nuove! Giocando con impasti integrali e ripieni gustosi a base di prodotti stagionali imparerete a realizzare dei primi prelibati che sapranno stupire ogni commensale!

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: Giovedì 24 Ottobre 2013
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 45€ a lezione se vi iscrivete a un minimo di 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: “Corso di Pasta Ripiena” data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In alternativa potete pagare in contanti all’inizio dei corsi dopo aver prenotato il vostro posto via mail o telefonicamente.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Recipes

Pasta con peperoni e limone sotto sale

Semplice, veloce e fresca, questa pasta fredda con peperoni e limone sotto sale è un piatto davvero squisito. Per la preparazione dei limoni sotto sale vi consigliamo di seguire la nostra ricetta. Essendo un fermentato, il limone sotto sale richiede una “stagionatura”… Non preoccupatevi però. Potete sostituire i limoni sotto sale con dei limoni bio tritati finemente (con la scorza mi raccomando! Che è la parte più buona). Il mio consiglio è, in ogni caso, di provare a farvi quelli originali sotto sale! Prendetevi per tempo e non potrete più farne a meno!

Pasta fredda con peperoni… limone e menta!

Cosa pensavate? Limone e menta non si abbinano solo nelle bevande! Un volta sposati, questi due gusti sembrano proprio fatti l’uno per l’altro. Essi offrono al nostro corpo una miniera di benefici per la salute! La menta favorisce in particolare la digestione e, strano ma vero, il limone aiuta a ridurre il livello di acidità nello stomaco. Assieme al peperone poi, questi ingredienti contengono in gran quantità uno dei più potenti antiossidanti naturali: la vitamina C! Del resto, vi dirò un segreto… In natura i vegetali sono il vero e unico nutriente sano!!

Estiva e fresca! La ricetta di pasta fredda che fa tornare la voglia di mangiare

E poi c’è il gusto. Il nostro piatto è semplicemente buonissimo! Ed è proprio quello che ci vuole quando l’estate fa passare la voglia di mangiare… Statene certi! Questa pasta fredda con peperoni vi farà tornare subito l’appetito! Fresca e colorata, stupisce per il sapore del peperone rosso, deciso e avvolgente, che abbinato alla menta fresca e al limone scatena uno spettacolo di sapori da non perdere!

Una ricetta facile e veloce per fare invidia ai colleghi

Last but not least la pasta fredda si presta a ogni occasione e si può portare con sé per il pranzo fuori casa o in spiaggia! Non deluderà! La pasta fredda è buona anche il giorno dopo e, se ve la portate a lavoro, la nostra versione scatenerà l’invidia dei vostri colleghi. Ricordate che è dovete fare invidia al mondo intero! Che succederà quando tutti si accorgeranno che le vere prelibatezze della cucina saranno tutte firmate vegan?? Ve lo lascio immaginare…

La nostra pasta fredda vegana

La pasta fredda vegana classica: niente di particolare?

Ecco la nostra interpretazione di un altro classico: questa versione della pasta fredda vegana può apparire molto semplice… e in un certo senso lo è! Niente di particolare verrebbe da dire. Ma allo stesso tempo la selezione degli ingredienti, la cottura della pasta, la scelta delle olive… tutto è in ballo e tutto è essenziale. Non un romanzo forse, ma sicuramente una bella poesia.

Dalla versione vegetariana…

La mia proposta è una versione molto semplice: pomodoro, basilico, olive e feta vegan (per realizzare quest’ultima seguite la nostra ricetta di base!). Concettualmente si tratta di una pasta fredda vegetariana con la sostituzione della mozzarella. Sull’identità geografica di questo piatto non ci si può ingannare. Pasta mediterranea, anzi: tricolore visto il risultato cromatico di questo fantastico piatto!

Una pasta fredda veloce ed estiva da oscar

E nemmeno sulla stagione adatta ci si può sbagliare: è pasta estiva, buona per le più svariate occasioni della bella stagione. Il suo sapore intenso e delicato allo stesso tempo racchiude gli ingredienti semplici e naturali per cui la cucina mediterranea è stimata in tutto il mondo. Ognuno dei suoi elementi è letteralmente una star mondiale. Non c’è uomo sulla faccia della terra che non conosca, per fare solo un esempio, Mr. Pomodoro…! E che dire di Olio Evo, le sorelle Taggiasche e il maestro Basilico? Non certo gente qualunque!

Non una pasta al pesto…

Maneggiate con cura e rispetto gli ingredienti, trattate con la dovuta cura queste grandi celebrità della cucina mondiale! Ricordate che non si tratta di una pasta al pesto! Ognuno qui vuole il suo momento di gloria. E sarà compito della vostra regia creare l’atmosfera adatta, il calore, la passione, l’intreccio… L’armonia e l’identità degli ingredienti è qui il vostro obiettivo primario.

Ricette semplici da mangiare tutti assieme

Il secondo obiettivo sarà cercare di condividere questo piatto, semplice e collettivo per natura, con più gente possibile. Lasciatevi andare, esagerate con le dosi per una volta. Invitate tutti e, nonostante tutto, fate in modo che avanzi qualcosa… senza buttare ovviamente! Vi basterà scolare la pasta un po’ prima! Così sarà buonissima anche da portare in ufficio o in spiaggia il giorno dopo!

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Caponata o caponatina di melanzane

Provare la caponata di melanzane è una delle esperienze di vita che va fatta almento una volta. La caponata di melanzane (o anche detta caponatina) è perfetta sui crostini o su una bruschetta, fresca e saporita, non vi lascerà di certo delusi!
Questa ricetta è uno delle doti che mi ha lasciato uno dei miei maestri, lo chef Giorgio Marafante della Pierina di Mirano, ristorante in cui ho lavorato per diverso tempo.
La caponata di melanzane lui la preparava proprio così come vi insegno io e ogni volta che la preparo nuovamente, per noi a casa, per ospiti o nei ristoranti, l’effetto è sempre uno: una grande sorpresa!

Caponata di melanzane: la ricetta siciliana

Una squisitezza tutta siciliana questa caponata di melanzane (anche detta caponatina), da fare come antipasto o contorno o da mettere sul pane abbrustolito! La ricetta originale era così buona, ma così buona, che ho voluta farla seguendola alla lettera, ma ci sono anche tante varianti, che dipendono dalla tradizione del luogo o da famiglia a famiglia. Non perdete l’occasione di prepararla e di innamorarvi del suo fantastico profumo e sapore!
La Sicilia è stata per me un luogo di grande fascino che ha sempre influenzato le mie ispirazioni culinarie! Strano, perché fino al 2016 non ero mai riuscito ad andare a visitarla, fino a che non sono stato ospite in maggio della LAV Catania per andare a premiare l’alberghiero di Messina, vincitore del Vegan Chef Contest 2016.
Ma in giugno nuovamente sono tornato, ospite dell’associazione VEG Sicilia, con la quale abbiamo tenuto un bellissimo corso della durata di un weekend sulle pendici dell’Etna, presso l’agriturismo Borgo Ciancio.
Queste sono state esperienze favolose che hanno ancor maggiormente affinato la mia sensibilità verso la cucina siciliana e mi hanno fatto apprezzare lo stile di vita e le persone che ho incontrato!
Ma come ho fatto fino a quel giorno ad essere così influenzato dalla cucina siciliana?
Mia madre andava spesso in Sicilia, a trovare amici e mi riportava usi gastronomici, che io, con l’immaginazione, andavo a ricreare… Insomma, non ci avevo visto così sbagliato 😉

Caponata di melanzane light e molte altre versioni

Ma tornando al tema del nostro discorrere, la caponata di melanzane ha davvero tante varianti, c’è chi la prepara con i peperoni (io per esempio non li uso), chi con i capperi, chi con le zucchine, chi ci mette le mandorle (io uso i pinoli), … insomma ogni paese e ogni famiglia ha la sua!
La mia prevede le melanzane fritte, ma mi chiederete sicuramente come prepararne una versione più “light”… eh lo so, friggere non sempre fa voglia e poi ingrassa 🙂
Allora vi consiglio di salare le melanzane, lasciarle scolare per 30 minuti, asciugarle e poi grigliarle per bene. Sostituite quindi le melanzane grigliate a quelle fritte per una caponatina light tutta sapore!

Una ricetta imperdibile questa pasta al forno veg, da preparare quando vi sentite tanto felici o quando avete bisogno di una coccola!
Il suo profumo per la casa vi rievocherà i ricordi più dolci legati alla cucina.

Pasta al forno veg senza besciamella

Un ricetta per non appesantirci, e per goderci tutto il sapore degli ingredienti estivi! Un po’ di passata di pomodoro, qualche verdura e tutto dentro in teglia per una pasta al forno vegana assolutamente light!
Noi adoriamo prepararla la sera da mangiare il pranzo successivo: in questo modo i sapori si legano meglio e anche lo sformato di pasta sarà più unito!

Una pasta al forno veloce

Il tempo di preparazione di questo sformato di pasta è davvero veloce! Non saranno necessarie lunghe preparazioni e pentole sporche ovunque. Potete anche usare solo una pentola nella quale preparare la pasta, le verdure e il sugo!
Poi basterà unire il tutto in una teglia con un po’ di lievito alimentare e della farina di mais!
Provate la nostra ricetta per assaporare tutta la bontà dei sapori di casa.

Quest’oggi vi riproponiamo un legume che appartiene alla nostra antica tradizione culinaria, la roveja. Se state cercando una ricetta a base di roveja, quest’insalata di roveja e cavolo nero è un’opzione gustosa e variopinta che vi farà gustare al meglio tutto il sapore di questa varietà di piselli e romperà di certo qualsiasi stereotipo dell’insalata come piatto noioso e insapore.

Alla scoperta della roveja

Prima di passare alla nostra ricetta vegan di oggi, vogliamo celebrare tutta la bontà e le proprietà di un legume che forse non tutti conoscono ma che è ricco di proteine vegetali, fibre e sali minerali, come potassio e fosforo.

La roveja è un legume povero che appartiene alla tradizione contadina e che, come spesso accade, è stato riscoperto negli ultimi tempi per il suo apporto nutrizionale e il suo intenso sapore. Sono stati alcuni coltivatori umbri a farlo, riportando sulle nostre tavole un legume speciale, dal colore marrone-grigio, che nei piatti contadini veniva tradizionalmente mescolato con lenticchie, fave, fagioli o con il farro. La roveja (o roveggia) si presta infatti nella preparazione di zuppe, vellutate e minestre, anche in combinazione con i cereali integrali. Il suo sapore, infatti, ricorda molto quello delle fave e vi si lega alla perfezione.

Vista la stagione, la roveja può essere impiegata anche in gustosissime insalate.

Ed è proprio quello che vi proponiamo quest’oggi! Questa insalata di roveja e cavolo nero è un trionfo di sapori, quello del cavolo nero fresco, della roveja, della carota viola, dei rapanelli e della senape, un turbine di gusto e colori che conquisterà immediatamente sia il palato che gli occhi!

Ricordate che i tempi di preparazione di quest’insalata di roveja si allungano un po’ per la fase di ammollo e cottura di questo legume. Preparatela con anticipo!

Per preparare un risotto al radicchio vegan dal sapore caldo e avvolgente, leggermente amaro e molto cremoso, seguite questa ricetta! Gli ingredienti che ci servono sono davvero semplici e genuini, il procedimento è altrettanto facile. E il risultato… beh, quello è assolutamente eccezionale!

Risotto al radicchio vegan: la ricetta

Si può preparare questo risotto sia con radicchio tardivo di Treviso sia con il radicchio precoce, e con del buon riso vialone nano. Per renderlo più leggero lo abbiamo mantecato con del buon olio di oliva extra vergine. Per chi volesse dargli un tocco in più, consigliamo di concludere il risotto con una grattugiata generosa di Sheese Blue!

Ingredienti: qualche info

Radicchio di Treviso: il radicchio rosso di Treviso è una varietà di cicoria a indicazione geografica protetta tipica della provincia di Treviso. Esiste in tre varianti, precoce, tardivo e variegato (essendo la varietà tardiva quella più pregiata), e si distingue per un sapore unico, diverso da quello del radicchio “standard” che si è soliti trovare nel resto della nostra penisola e che si usa prevalentemente sotto forma di insalata.

Dove trovare il radicchio di Treviso? Purtroppo il radicchio rosso non è facilmente reperibile in tutta Italia, essendo prodotto in determinati comuni della provincia di Treviso. Il consorzio per la tutela del radicchio rosso di Treviso si occupa anche di diffondere la disponibilità e il consumo di questa varietà di cicoria in tutta Italia. Se doveste avere difficoltà nel reperirlo, potete prendere in considerazioni servizi web come questo, con consegna di prodotti freschi a domicilio.

Riso valone nano di Verona: anche il riso nano vialone ha un suo consorzio ed è tipico di Verona. È una delle varietà più apprezzate per la sua versatilità ed è perfetto anche per i risotti. Se non riusciste a reperirlo, potreste sempre optare per un Arborio o Carnaroli.

Sheese Blue: se non avete mai sentito parlare di questo prodotto, si tratta di un formaggio scozzese privo di lattosio e glutine. È molto adatto a una dieta vegana e si distingue per essere molto gustoso, nonostante l’assenza di derivati di origine animale. Anche lo Sheese Blue può essere facilmente acquistato online o in negozi specializzati.

Con le temperature così basse, la sera viene voglia di coccolarci con un piatto caldo. Questa avvolgente zuppa di amaranto e avena cade proprio a pennello!

La ricetta è semplice, a base di verdure fresche e prende tutto un sapore particolare se la si prepara nella pentola di terracotta. Metteteci verdure di stagione, l’amaranto, l’avena, qualche fagiolo, del buon olio, e basterà attendere che questa bontà rustica e genuina si cucini a fuoco lento.

Amaranto e avena: due chicchi d’oro

La ricetta della zuppa con amaranto e avena che vi proponiamo è un mix saporito di due cereali dorati, nutrienti e ricchi di fibre.

  • L’amaranto, così come il miglio, è un falso cereale, nel senso che non contiene glutine. È una pianta dalle origini molto antiche e sacre, ricca di proteine e fibre. Il sapore è dolce con un tocco che richiama il sapore della nocciola. L’amaranto può essere impiegato in cucina per realizzare insalate, come base per polpette vegetali, hamburger o anche per risotti in sostituzione del riso.
  • L’avena, usata in primis come cibo per animali, è stata rivalutata nei tempi moderni per le sue ricche proprietà, tanto da essere utilizzata anche per farne del latte. L’avena è ricca di fibre ed è un valido aiuto per chi soffre di colesterolo alto. È possibile trovare oggi il latte di avena, ma anche i chicchi al naturale o i fiocchi. E anche l’avena vanta un’ampia versatilità in cucina, come praticamente tutti i cereali.

Ebbene, la zuppa di oggi mescola questi due cereali e li unisce ad un mix di verdure e ortaggi, tra questi carote, patate, zucchine e fagioli azuki, creando un piatto avvolgente e speciale. Non la solita zuppa, insomma!

Se invece preferite una zuppa… un po’ più solita, potrebbe interessarvi la zuppa di asparagi o la famosa zuppa orientale di miso con tofu.

È proprio in questi giorni che riaffiora dagli abissi dei nostri ricettari la ricetta delle chiacchiere di Carnevale (conosciute a seconda della zona anche come galanifrappe, crostoli, cenci, bugie e chi più ne ha più ne metta). Beh, ci siamo! Si avvicina la festa delle maschere, dei colori e dell’allegria (anche in cucina!).

I galani di Carnevale -i veneziani preferiscono chiamarle così- sono le gustose sfoglie di pasta fritta ricoperte di zucchero a velo. Le chiacchiere di Carnevale riempiono in questo periodo le vetrine delle pasticcerie, ma sono anche un dolce tipicamente fatto in casa. Semplici da fare e di tradizione casereccia, infatti, la ricetta delle chiacchiere vede i suoi punti saldi non solo negli ingredienti, ma anche nell’uso della nostra fedele macchina per la pasta che, a Carnevale, indossa la maschera e contribuisce a creare queste deliziose sfogliatelle ricoperte di zucchero!

Ripetiamo la ricetta delle frappe di Carnevale di anno in anno, ormai la sappiamo a memoria o quasi, consultiamo il ricettario o il nostro sito preferito per alcuni dettagli e mettiamo mano all’impasto. Ma cosa succederebbe se un anno volessimo cambiare? Dare un tocco differente, e magari più leggero, alla ricetta delle chiacchiere di Carnevale non dovrebbe essere poi così difficile, no? E infatti non lo è.

Noi de LaCucinaVegetariana.it vi proponiamo la ricetta vegana delle chiacchiere, una versione nuova, più leggera di questi dolci carnevaleschi che non altererà la loro originale croccantezza e friabilità. Provare per credere!

Prima di passare alla nostra ricetta delle chiacchiere vegane, ricordiamo che tra i dolci di Carnevale in Italia si annoverano, oltre ai galani (ebbene sì, il nome veneziano delle chiacchiere ci piace particolarmente), anche le frittelle, le castagnole, i ravioli dolci, le graffe (napoletane) e tanti altri a seconda della regione di appartenenza.

Ma le vere chiacchiere?

Vista la varietà di nomi, e sicuramente di ricette, sparsi in tutta Italia, molti si chiedono quale sia la ricetta delle vere chiacchiere di Carnevale, quelle originali insomma. Esiste una leggenda che fa risalire la nascita delle chiacchiere alla regina Margherita di Savoia, quindi a Napoli; in realtà si attesta sin dall’antica Roma la presenza di dolci simili alle attuali chiacchiere, chiamati fractilia.

Con un’origine così remota, alla domanda su quali siano le vere chiacchiere è difficile trovare una risposta. Ne deduciamo che la ricetta si sia evoluta nel tempo, nonché nello spazio, e che una ricetta standard in questo caso potrebbe non esistere.

Chiacchiere vegan: la nostra versione

Fautori dell’evoluzione della tradizione gastronomica nel tempo, così come oggi esiste anche la versione più leggera dei galani di carnevale al forno o quelli ricoperti di miele, noi vi proponiamo i galani in versione vegan, la ricetta delle chiacchiere senza uova e senza burro.

Un’altra versione, ma non l’ennesima! Un insieme di ingredienti differenti per i vostri dolci di Carnevale, per vegani e non. Semplicemente diversi, leggeri e… altrettanto buoni!

I fagioli all’uccelletto sono una tipica ricetta toscana a base di fagioli cannellini e, al contrario di quanto suggerisce il nome, priva di ingredienti animali. La ricetta toscana dei fagioli all’uccelletto prevede infatti l’uso di sedano, carote, cipolla e pomodoro fra i suoi ingredienti principali.

La zuppa di fagioli all’uccelletto è un piatto vegetariano e vegano al 100% e costituisce un secondo piatto sostanzioso, dal gusto casereccio, caldo ed invitante.

Abbinamenti e raccomandazioni

Cosa abbinare ai fagioli all’uccelletto fiorentini? Anche se vengono spesso catalogati fra i contorni, i fagioli all’uccelletto sono un piatto unico o un secondo piatto che potrete accompagnare in diversi modi: con della polenta, del pane abbrustolito (il pane toscano è il suo accompagnamento originale!) o delle patate arrostite come contorno! L’importante è la cottura lenta e a fuoco basso possibilmente in una pentola di terracotta, che darà un sapore davvero unico al tutto!

Per la sua corposità e i suoi nutrienti può tranquillamente sostituire un secondo di carne o di pesce.

Origine e significato

Secondo Pellegrino Artusi la ricetta dei fagioli all’uccelletto trarrebbe il suo nome dalla cottura con particolari aromi, in particolare la salvia, simile a quella utilizzata per gli arrosti di uccelletti. Il nome originale della ricetta, infatti, pare fosse “fagioli a guisa d’uccellini”.

Varianti

Esistono diverse varianti dei fagioli all’uccelletto, come ad esempio la ricetta con i fagioli borlotti, dal gusto un po’più intenso e meno delicato, oppure la ricetta in bianco senza pomodoro (che propriamente all’uccelletto non sarà più).

Un’altra variante moderna è quella di utilizzare i fagioli già pronti in barattolo, invece di quelli freschi. Che dire? Sicuramente più veloce, ma nulla a che vedere con i fagioli secchi cotti nella loro apposita pentola di terracotta e per i loro meritati 40 minuti circa!

Fagioli all’uccelletto: la ricetta

Ecco a voi la ricetta toscana, e vegetariana, dei fagioli all’uccelletto (con il pomodoro). Vedrete che gli ingredienti da usare sono pochi e di facile reperibilità, e il procedimento altrettanto semplice. Buon lavoro!.

Le puntarelle alla romana sono una tipica ricetta che, come dice la parola stessa, appartiene alla tradizione gastronomica romana e che si avvale delle puntarelle di catalogna, una varietà di cicoria tipica del periodo invernale che va da novembre a febbraio. Perché puntarelle? Perché la ricetta prevede l’uso dei germogli della cicoria catalogna, detta anche cicoria asparago o cicoria spigata.

Come si cucinano le puntarelle? Le puntarelle si possono mangiare cotte o anche sotto forma di insalata. Quello che vi propongo oggi è una versione vegan dell’insalata di puntarelle romane in cui, al contrario della ricetta originale, farò a meno delle acciughe. Il risultato sarà un’insalata fresca, leggera, dal gusto deciso e veloce da preparare, che non mancherà di farvi apprezzare la freschezza e croccantezza della cicoria catalogna.

La cicoria catalogna: curiosità

Anche se ormai reperibile in varie zone d’Italia, la cicoria catalogna è per tradizione originaria della regione Lazio, in particolar modo delle zone di Formia, Fondi e Gaeta. Il suo nome originale, difatti, è cicoria di catalogna frastagliata di Gaeta e il suo uso in cucina è attestato sin dai tempi degli Antichi Romani.
Anche Galeno, famoso medico dell’Antica Grecia, ne vantava le sue proprietà benefiche, in quanto diuretica e depurativa, nonché ricca di calcio, potassio, fosforo, vitamina A e C.
La cicoria asparago, quindi, è particolarmente indicata per chi voglia seguire una dieta depurativa o perdere peso. Inoltre, mangiata cruda, mantiene tutte le sue proprietà, aiutando a ridurre l’assorbimento degli zuccheri.

Esistono anche altre varietà di cicoria di tradizione locale, come ad esempio la Cicoria puntarelle Molfettese e la cicoria Galatina (Puglia) e la Cicoria catalogna di Chioggia (Veneto).

Puntarelle alla romana senza acciughe: la ricetta

Ecco gli ingredienti della ricetta veg style delle puntarelle alla romana e la foto-ricetta. Se, invece, volete vedermi all’opera, guardate il video sopra!