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10 ricette con la zucca

Finalmente arriva l’autunno, colori meravigliosi lungo i viali alberati e i primi freddi che si fanno sentire e ci fanno venire voglia di coccole e di un camino acceso! A dire la verità, questa stagione ci fa ingolosire un sacco e per questo abbiamo pensato di rendere onore all’ingrediente più autunnale di tutti, la zucca! Zucche di tutti i tipi, dalla sinuosa zucca violina, alla gigante zucca di Halloween da intagliare e accendere come una lanterna la notte di Ognissanti. Simpatica, dolce e cremosa, la zucca riempie la casa di un arancione gioioso e si presta a mille deliziose preparazioni, dolci o salate.
Ecco le 10 ricette con la zucca che dovete assolutamente provare!

1) Zuppa di zucca e carote thai

2) Vellutata di zucca violina

3) Crocchette di okara e zucca

4) Zucca al forno speziata

5) Muffin alla zucca

6) Polpette speziate di lenticchie e zucca

7) Crema di zucca e finferli

8) Farro con zucca alla curcuma e menta

9) Risotto alla zucca e amaretti

10) Come intagliare la zucca di Halloween

Ora rimane a voi decidere quale provare! Commentate scrivendoci la vostra opinione!

Corso di cucina vegana di Natale in zona Venezia – Novembre 2014

ATTENZIONE! TUTTO ESAURITO PER LE DATE DEL 19-26 NOV / 03-10 DIC

I NUOVI ISCRITTI ANDRANNO AL GIOCVEDI’ 20-27 NOV / 04-11 DIC ALL’OSTERIA ALLA PIERINA – MIRANO (VE)

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (20 Novembre) PIATTI NATALIZI: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette per stupire i vostri ospiti o deliziare la vostra famiglia con antipasti, primi e secondi natalizi! Il tutto cucinato con cura e attenzione verso l’aspetto nutrizionale ed estetico per portare il Natale nel piatto!
  • (27 Novembre) REGALI NATURALI ARTIGIANALI: a natale non si sa mai cosa regalare che sia utile e apprezzato, ma che non sia troppo impegnativo. Abbiamo deciso di mostrarvi alcune idee semplici ed efficaci per poter confezionare piccoli regali, preparati a mano con prodotti naturali!
  • (04 Dicembre) DOLCI DELLE FESTE: “e il dolce?” vi sarete chiesti… In questa lezione vedrete come preparare alcuni dolci natalizi, completamente vegan! Imparerete ad attuare sostituzioni per sopperire alla mancanza dei prodotti di origine animale per poter assaporare dolci salutari e “dairy free”!
  • (11 Dicembre) MENU DI CAPODANNO: ci prepariamo a concludere un anno impegnativo e ad aprirne un altro pieno di speranze e di auguri! Il cenone di capodanno incombe su di noi e vogliamo poter cucinare ai nostri cari una pasto spettacolare, ricco di colori, profumi e soprattutto vegan! Ecco che il nostro chef Martino Beria, viene in aiuto e vi spiega tutti i trucchi del mestiere per organizzare una cena completa con il minimo stress!

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Osteria alla Pierina a Mirano (ve). – Via L. Mariutto 3030035 MiranoItalia

L’Osteria alla Pierina, si trova a Mirano (ve), a 10min dall’uscita Mirano-Dolo dell’autostrada A4.
Per chi dovesse venire da Mestre-Marghera a soli 10min di macchina.
Per gli allievi di Padova invece a 15min dall’entrata di Padova Est (quella dell’Ikea).
Inoltre è a 2 minuti dalla fermata dell’autobus dell’ospedale.
Per chi arriva in macchina, è’ possibile parcheggiare lungo tutta via mariutto e in caso nel parcheggio di fronte all’ospedale.
Le lezioni si terranno nella sala del ristorante, vicino al caminetto!

 

Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano di MiraTUTTO ESAURITO

Il mobilificio Corò, si trova a Marano di Mira, a 3min dall’uscita Mirano-Dolo dell’autostrada A4.
Per chi dovesse venire da Mestre-Marghera a soli 6min di macchina.
Per gli allievi di Padova invece a 10min dall’entrata di Padova Est (quella dell’Ikea).
Inoltre è a 5 min a piedi dalla stazione dei treni di Mira-Mirano e a 5min a piedi dalla fermata del Bus.
Per chi arriva in macchina, il mobilificio ha un ampio parcheggio privato.
La sala in cui si tengono le lezioni è una delle sale di una villa storica, con due grandi cucine a muro e una grande tavola al centro attorno alla quale ci si siede ad assistere, prendere appunti, assaggiare e cucinare.

Quando: 20-27 NOVEMBRE 04-11 DICEMBRE 2014

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Se si dovesse superare il numero massimo di iscritti, si organizzerà un secondo gruppo nei giorni: giovedì 20-27 novembre, 04-11 dicembre 2014 nell’Osteria alla Pierina a Mirano (ve).

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 180€.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal




Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Febbraio mese di semina: cosa seminare a febbraio!

Appare una contraddizione questo titolo, perché come è noto, la semina è un’operazione colturale che si esegue in autunno o in primavera, non certo in inverno. Tutto giusto, ma oltre alla colture erbacee più famose, come frumento (semina in autunno), mais, soia e barbabietola (semina in primavera) ci sono molte altre piante, le verdure ad esempio, che si possono seminare tutto l’anno, qualcuna anche in febbraio, e vediamo di conoscerle meglio.

Condizioni per la semina

Come informazione generale è bene che l’appezzamento di terra sul quale insisterà il nostro orto invernale non sia gelato e sia molto luminoso, la grandezza è variabile in base alle nostre esigenze.
Ci sono verdure e piante aromatiche per le quali consiglio la semina direttamente in campo, mentre per altre è meglio prima una salutare crescita in ambiente protetto, come una serra riscaldata o l’interno dell’appartamento, e, in seguito, nel mese di maggio faremo un trapianto direttamente in orto. Nel caso dell’appartamento basta una cassetta di legno di verdura con un po’ di terriccio e concime, con qualche innaffiatura senza esagerare.

Che cosa seminiamo?

Abbiamo parlato di come si può fa la semina a febbraio, ma chi sono i veri protagonisti?
Nei prossimi paragrafi li suddivido in base a semina diretta in campo a febbraio o semina in semenzaio ora con successivo trapianto nel mese di maggio.
Per la semina diretta optiamo senza indugi per biete, carote, rape e spinaci, mentre come erbe aromatiche concentriamo i nostri sforzi su valeriana e prezzemolo.

Ovviamente l’ausilio del semenzaio amplia le nostre prospettive di poter degustare verdure prodotte da noi, al 100% biologiche e naturali, con un pizzico di pazienza ed attenzione in più. Ma la nostra fatica sarà ben ripagata dato che in estate potremo proporre nei nostri piatti cavoli cappucci, cavoli verza, lattughe, cetrioli da aggiungere a salutistiche e corroboranti insalatone, sedano sia bianco che verde, e solanacee a tutto tondo come melanzane, pomodori e peperoni senza dimenticare le prelibate zucchine. Per tutte loro il trapianto è auspicabile a maggio, onde evitare che i nostri sforzi di coltivazione vadano in fumo.
Invece per i carciofi meglio posticipare il trapianto a luglio, altresì per il porro approfittate del bel tempo di giugno. Ma in estate di cosa non si può fare a meno, quando il caldo diviene insopportabile? Di una rinfrescante e dissetante fetta d’anguria! Ebbene tale soddisfazione gustativa la possiamo produrre noi stessi partendo dall’inverno con la semina in semenzaio ed un successivo trapianto a maggio. Risultato garantito e soddisfazione massima riscontrabile già dal mese di luglio.
Ed ecco che dopo la semina autunnale e primaverile ora conosciamo pure quella invernale. Per la calda estate meglio gustarsi i risultati di produzione dei mesi precedenti!

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Il cavolfiore

Iniziamo il nuovo anno approfondendo la conoscenza di una verdura tipicamente invernale, ovvero il cavolfiore che, grazie alla semina di varietà precoci e tardive, si può trovare in vendita tutto l’anno.

Origine

Nasce nell’area dell’Asia orientale circa 400 anni prima di Cristo, ed arriva a noi solamente nel Cinquecento grazie alla fortuita intuizione dei mercanti veneziani, i quali lo acquistano nell’isola di Cipro e lo piantano nei campi veneti, toscani, marchigiani e laziali.
A dir il vero nei primi tempi si cerca di coltivarlo in tutta Italia, ma il cavolfiore predilige terreni freschi, profondi e di medio impasto, e così gli agricoltori italiani concentrano la produzione nelle regioni più adatte.

Coltivazione

Ovviamente ne esistono differenti varietà, che si distinguono dal colore dell’infiorescenza, ossia bianco, giallo, verde o viola, oppure dal mese di raccolta, precocissime ad Ottobre, precoci a Dicembre, e tardive da Marzo a Maggio.
È una pianta che inizialmente si pianta in un semenzaio, e dopo un mese e mezzo si trapianta in campo, dopo una energica aratura seguita da una consistente concimazione organica e biologica. Dopo che le piantine sono cresciute in campo, si passa con la sarchiatrice per eliminare eventuali piante infestanti ed arieggiare la terra.
La buona qualità e la freschezza le possiamo valutare dalle foglie, che devono essere carnose e di colore verde brillante.

Proprietà e utilizzi in cucina

È estremamente ricco di vitamine, in particolare di C e B6, ed inoltre è estremamente digeribile grazie alla forte presenza di acido citrico. In più l’acqua di cottura la possiamo utilizzare per lenire le infiammazioni corporee.
Il cavolfiore può essere gustato sia crudo che cotto; nel primo caso vi consiglio di utilizzarlo come ingrediente per insalate, mentre cotto lo possiamo aggiungere a minestre o zuppe, oppure delizioso al forno gratinato con parmigiano e besciamella, o infine come elemento principe di saporite e sfiziose torte salate.

Provate la nostra crema di cavolfiore http://www.lacucinavegetariana.it/ricetta/crema-di-cavolfiore/

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Gli agrumi

Tutti gli agrumi appartengono alla famiglia della Rutacee ed al genere Citrus, originario della Cina; da qui in millenni si sono diffusi ovunque, incrociandosi con cultivar locali dando origine a tantissimi frutti diversi, ma simili per caratteristiche e doti: sono estremamente fragranti e succosi, e contengono un buona dose di acido citrico che li conferisce profumi e gusti astringenti.

Una carica di vitamine

E come dimenticare la loro potenzialità vitaminica? Sono dei floridi e naturali serbatoi di vitamina C, abbassano il colesterolo, e come piante non necessitano di interventi chimici, in quanto sono estremamente rustiche e molto resistenti alle diverse malattie presenti nell’ecosistema.

Arancia dolce e arancia amara

L’arancia dolce nasce dall’incrocio tra pomelo e mandarino, e, a seconda della cultivar, può avere la polpa gialla (Navelina, Washington) o rossa (Moro, Tarocco, Sanguinello. Si usa abitualmente per preparare delle dissetanti spremute, ma provate ad adoperarla come ingrediente per insalate assieme ad olio, sale e pepe, e perché no, olive e cipolla.
L’arancio amaro ha foglie più scure, i fiori sono molto profumati e la polpa della frutta e molto più colorata con un deciso sapore amaro. La si utilizza per la produzione di marmellate e canditi, oltre che per digestivi e tonici.

Limone

Il limone deriva dall’incontro tra melangolo e cedro, ed il 50% del suo peso è dato dal succo, che fornisce circa il 75% della vitamina C di cui abbisogniamo quotidianamente. In più ci arricchisce di potassio e magnesio.

Mandarino

Il mandarino, di cui la clementina è una famosa varietà, ha una polpa arancio chiaro, con una buccia, anch’essa arancione, sottile e profumata, che si stacca molto facilmente. Ogni albero è molto ricco di mandarini, ben 500.

Mandarino cinese o kumquat

Il mandarino cinese, o kumquat, altro non è che una graziosa miniatura dell’arancia, difatti ogni singolo frutto è lungo 3cm e largo 2, e la polpa può essere gialla o rossa a seconda della varietà. La buccia è così sottile che possiamo tranquillamente mangiare il mandarino cinese senza pelarlo.

Mandarino cinese o kumquat

Il mandarino cinese, o kumquat, altro non è che una graziosa miniatura dell’arancia, difatti ogni singolo frutto è lungo 3cm e largo 2, e la polpa può essere gialla o rossa a seconda della varietà. La buccia è così sottile che possiamo tranquillamente mangiare il mandarino cinese senza pelarlo.

Pompelmo

Il pompelmo deriva dall’incrocio tra pomelo ed arancio, possiede fiori bianchi dai quali derivano frutti gialli da 2kg e larghi 10cm. Viene molto utilizzato dall’industria alimentare per la creazione di succhi.

Pomelo

Il pomelo ha la forma di una pera, con buccia liscia e polpa che può passare dal giallo al rosso e qualche volta rosa. Sono dei frutti giganteschi, circa 30cm, dai quali si estrae il succo per insaporire insalate o macedonie di frutta.

Cedro

Il cedro ha foglie lunghe, rami viola, fiori profumati che in boccio sono rossi ma alla schiusa divengono bianchi. Il frutto è giallo con una buccia molto spessa e ruvida, e solo il 25% del frutto è commestibile.

Bergamotto

Il bergamotto viene soventemente adoperato per la produzione di profumi conferendo loro un’ineguagliabile nota di irresistibile freschezza.

Lime

Per chi è appassionato di cocktail come caipirinha e mojito, il lime è un sapore noto, che è figlio dell’incrocio tra cedro e limone.

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Tutto quello che non sapevate sul cavolo nero

Ortaggio tipico della cucina toscana, il cavolo nero è ancora poco presente sulle nostre tavole anche se, le sue molteplici proprietà, lo rendono un cibo formidabile per il nostro corpo. Ecco a voi tutto quello che non conoscevate di questa strepitosa verdura!

Lo chiamavano…il cavolo senza testa

Chiamato il “cavolo senza testa” per la mancanza della tipica forma tonda, il cavolo nero si distingue dagli altri membri della sua famiglia soprattutto dal colore delle sue bollose foglie esterne, che sono di un verde scuro con dei riflessi bluastri, dalle quali prende questo strano nome.
Lo si può trovare per tutto l’anno sui banchi di frutta e verdura, ma i periodi migliori per gustarlo sono dopo i primi freddi, quando le foglie esterne si gelano appena un po’, ed in primavera, quando i suoi germogli rendono i piatti di chi li utilizza irresistibili.

Usi e proprietà

Il cavolo è sempre stato utilizzato come base delle cucine più povere, come non ricordare la famiglia Bucket ne “La fabbrica di Cioccolato” che si nutriva solamente di zuppa di cavoli? Probabilmente erano cavoli neri, resistenti al freddo e ricchi di proprietà. È infatti noto come quest’ortaggio sia ricco di vitamina A e C, di potassio e acido folico; è utile per la prevenzione di numerose malattie tumorali, soprattutto quelle dell’apparato digerente come il cancro al colon, retto, stomaco, prostata e vescica; è inoltre un vaccino naturale contro i virus invernali e serve a rafforzare le difese immunitarie in modo da rendere l’organismo meno soggetto alle aggressioni esterne. Come poi dimenticare il basso potere calorico che lo rende un delizioso cibo per chi deve seguire diete restrittive, ed i suoi principi depurativi e le proprietà antiossidanti lo rendono un alimento adatto per chi vuol restare sempre giovane mangiando sano.

Utilizzato come rimedio delle nostre nonne per i mal di pancia, il cavolo nero è infatti molto utile per i bruciori di stomaco e per le infiammazioni intestinali; è inoltre utilizzato dalla medicina tradizionale per curare distorsioni, botte, tumefazioni ed infiammazioni degli arti: tritando le foglie del cavolo e ponendole poi sulla parte dolente ed infine, fermandole con un bendaggio, si può ottenere un facile rimedio naturale.
Per quanto riguarda la cucina, il cavolo nero è la base della famosa ribollita toscana, che lo vede re della tavola durante i pasti invernali, questa straordinaria verdura, in questa maniera, non solo riscalda lo stomaco di chi lo mangia, ma anche il cuore. Il suo gusto particolare e leggermente piccante lo rende delizioso anche nelle insalate, ma è da utilizzare in quantità limitata. È quindi un ingrediente dal quale trarre spunto per ricette veloci, sfiziose e che possono stuzzicare la fantasia dei più originali chef e dare al vostro palato una lieta sorpresa.

Il cavolo nero è quindi un alimento poco conosciuto in sé, ma che si scopre ricco di sostanze utili al nostro organismo e quindi degno di essere presente sulle nostre tavole in quante più maniere possibili e in quante più varianti la nostra fantasia riesce a creare.

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Il corbezzolo: proprietà, virtù e utilizzi

Il corbezzolo, o arbutus unedo, è una pianta tipicamente mediterranea, i cui frutti arancioni e rossi cominciano a farsi capolino tra le foglie tra novembre e gennaio. Questo è il momento giusto per coglierli e scoprire le numerose virtù e usi di questo simpatico frutto tondo.

Il nome latino del corbezzolo ci racconta un po’ di questo frutto: il termine arbutus proviene dal celtico ar che significa “astringente/acerbo”, mentre unedo è l’unione di due parole latine unum e edo che insieme vogliono dire “ne mangio uno soltanto” facendo riferimento al potere astringente del corbezzolo che, se consumato avidamente, può portare a stitichezza e nausea.

Infatti, il corbezzolo ha proprietà antinfiammatorie, astringenti, antisettiche, depurative e diuretiche.

Del corbezzolo si usano principalmente le foglie, quelle dei rami terminali più giovani e che raccolte d’estate presentano il massimo delle proprietà balsamiche. I frutti, invece, si raccolgono quando hanno raggiunto la maturazione, quindi tra novembre e gennaio come le radici. Le proprietà del corbezzolo si trovano soprattutto nelle foglie che, una volta raccolte, vanno essicate in ambienti bui e caldi e conservate in sacchetti di carta o di stoffa in luoghi bui ed asciutti.

Con le foglie di corbezzolo possiamo…

Con le foglie di corbezzolo possiamo preparare un ottimo infuso curativo per le affezioni delle vie urinarie, dei reni, nei casi di febbre e diarrea. Si può anche preparare un decotto di foglie e usarlo non solo come astringente, ma anche come tonico sulla pelle per donarle un aspetto fresco e vitale.

Con la radice possiamo…

Con la radice possiamo preparare un decotto che può essere usato per prevenire e curare i sintomi dell’artesclerosi.

Con i frutti possiamo…

Con i frutti possiamo…davvero sbizzarrirci! Gli utilizzi in cucina sono moltissimi e se ne possono sperimentare sempre di nuovi. Alcune preparazioni tradizionali vengono da una regione italiana dove la pianta di corbezzolo è assai diffusa, la Sardegna. Nell’isola sarda, con il corbezzolo si preparano distillati, marmellate e sciroppi per non parlare del gustosissimo, profumato e leggermente amarotico miele, che viene abbinato ai dolci o ai formaggi sardi per esaltarne il sapore.

Noi li consigliamo anche freschi e ben maturi, da incorporare in qualche insalata autunnale o in una ricca macedonia.

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Conserve e confetture per concludere l’estate in bellezza!

L’estate sta finendo e sentiamo già la mancanza delle lunghe giornate di sole, delle vacanze e dei sapori della frutta e della verdura che l’estate porta con sè: per questa ragione, è venuto il momento di comprare vasetti e tappi e metterci a preparare conserve e confetture! Questo è sicuramente il modo migliore di allungare la bella stagione, racchiudendo in questi vasetti di vetro un tesoro prezioso: zucchine, sughi, pelati, melanzane, funghi e marmellate di frutta. Potete decidere di comprare dei vasetti ermetici al supermercato o riutilizzare quelli dele salse, del sugo o dei sottolio che avete già provveduto a “svuotare”! L’importante, in ogni caso, è sterilizzarli per bene prima di riempirli! Come ogni lavoro artigianale, la preparazione di conserve, sottolio e confetture richiede una certa dedizione e un certo tempo per l’acquisto dei materiali e il confezionamento dei vasetti, ma il risultato finale ripaga poi ogni sforzo. Pensare alla nostra dispensa piena vasetti di pelati, insalate giardiniere, melanzane e funghi sottolio, cavolfiori sottaceto, marmellata di albicocche tutti belli colorati e fatti da noi dall’inizio alla fine, non riempirà gli scaffali di sola bontà ma anche di una grande soddisfazione personale. In più, le vostre conserve una qualità inestimabile: saranno un prodotto che avrete conosciuto e controllato in ogni fase della sua realizzazione, dalla scelta della materia prima, all’aggiunta di altri ingredienti e spezie durante la preparazione. E se vi sentite generosi potrete anche utilizzare alcuni di questi piccoli gioielli di sapore e gusto per fare dei regali molto molto apprezzati! Sarà un pensiero davvero originale e personale!

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Recipes

Muffin alla zucca vegan: i muffin di Halloween!

I muffin alla zucca vegan sono un dolcetto immancabile durante la festa di Halloween! Dopo aver scavato la vostra lanterna fatta con la zucca, tenete da parte la polpa per preparare questi pasticcini dolci e fragranti, ottimi per una colazione ricca o una merenda tra i pasti. Entrate nello spirito di “trick or treat” (“dolcetto o scherzetto”) con questi muffin alla zucca morbidi e golosi!

Dolcetto o scherzetto? Muffin di zucca!

Anche se Halloween è una festa che è entrata a far parte delle nostre abitudini da pochi anni, è comunque un’occasione di trascorrere del tempo con la famiglia e gli amici! I più piccoli adorano travestirsi da streghette e fantasmini, intagliare le zucche con mamma e papà e decorare la casa con ragnatele e pipistrelli. La cosa più divertente per noi è come sempre la parte culinaria! E regina di questa festa è la zucca: per questo i muffin alla zucca vegan non mancano mai a fine ottobre.

Le ricette con la zucca da non perdere

E se come noi amate questo frutto delizioso, simpatico in ogni suo aspetto: colori, forme, sapore, vorrete saperne di più su come usarlo in cucina!
La zucca si presta a tantissime preparazioni dolci e salate, ecco le nostre 10 ricette con la zucca preferite.

La ricetta della pasta risottata con zucca e funghi shiitake

Questa è una di quelle ricette che si fa una volta, si mangia di gusto e poi non si vede l’ora di prepararla di nuovo. Adoriamo come questa pasta risottata di zucca, funghi e verza sia il primo ideale per quei giorni in cui non abbiamo molta voglia di sporcare troppe pentole ma allo stesso tempo vogliamo mangiare qualcosa di più particolare della solita pasta con il sugo.

Pasta invernale vegana: la ricetta in una sola pentola

Cucinare con una sola pentola è divertente, ecologico e certamente molto comodo. E’ bello divertirsi in cucina, preparare mille cose prelibate, è sicuramente meno piacevole però caricare la lavastoviglie o, peggio, lavare tutti i piatti! Non tutte le ricette si prestano a questa modalità di cottura, ma nel caso di questa pasta preparata a mo’ di risotto, il successo è più che assicurato.
Cuocere la pasta assieme agli ingredienti che la condiranno, invece di preparare pasta e sugo separatamente, ci consente di ottenere un piatto cremoso, ben amalgamato ed esaltare il sapore di ogni ingrediente mantenendo l’armonia dell’insieme.
In più, bisogna dire che utilizzare i funghi shiitake freschi in questo piatto così apparentemente tradizionale, non solo dà carattere al piatto ma fa scoprire un modo di impiegare gli shiitake al di fuori della cucina etnica.

Nella nostra video ricetta vedrai come prepararla passo passo:

Primi piatti vegani per ogni occasione

Se siete in cerca di una ricetta per un primo piatto invernale, trovate tutti gli ingredienti che vi servono per realizzare questa ricetta della pasta risottata e preparate le vostre papille gustative a far festa! Questa pasta è davvero straordinaria e si addice a ogni palato e a ogni occasione. Che sia un pranzo in famiglia, una cena per due o con tanti amici, che siate da soli… la spazzolerete via dal piatto!

A differenza della cultura orientale, la nostra cultura gastronomica gira intorno a un alimento, o meglio a una preparazione, diversa a seconda della zona ma comune a tutti i popoli occidentali, il pane.

Mentre in Corea, Cina, Giappone e India (solo per citarne alcuni) non manca mai una bella ciotola di riso al vapore ad ogni pasto, cosa sarebbe la Francia senza la baguette, l’Austria senza il pretzel, la Gran Bretagna senza il pane in cassetta per toast e sandwich o l’Italia senza la pizza?

Ecco perché i pani e i panificati di ogni genere e tipo non possono mai e poi mai mancare sulla nostra tavola!

Come preparare una focaccia vegana: una ricetta semplice e veloce

La ricetta di oggi per esempio è fatta utilizzando una soffice focaccia integrale vegan, preparata utilizzando un buon impasto poolish e attendendo pazientemente almeno 8 ore di lievitazione.
La farina scelta è farina integrale biologica, ricca di nutrienti e fibre, per prepararla al meglio seguite questa ricetta della focaccia!

Tutta la bontà di una focaccia vegan farcita

L’abbiamo farcita con ingredienti semplici ma ben abbinati, arricchiti da una deliziosa e leggerissima maionese vegana, di cui vi invitiamo a imparare la ricetta, perché è sempre utile e apprezzatissima in ogni occasione!

Abbinamenti fantasiosi per ogni stagione: consigli di abbinamento

Se la ricetta della focaccia integrale vegan è uguale tutto l’anno, gli ingredienti con cui verrà farcita cambieranno a seconda della stagione e della disponibilità! Ecco allora alcuni consigli per gustarla al meglio:

– pomodori, rucola e olive taggiasche
– melanzane grigliate e salsa ajvar
– cetrioli, avocado e tzatziki vegan
hummus di ceci e pomodori secchi sott’olio

Va detto però che questa focaccia è gustosissima anche da sola, non dimenticatelo!

Voglia d’autunno e di comfort food! Ogni giorno, nella nostra casetta durante questi mesi freddi, accendiamo il camino e ci scaldiamo il cuore guardando il fuoco che scoppietta tranquillo.
Quando non sono in giro per il mondo a lavorare, passiamo le giornate con il nostro piccolo a giocare e cucinare: vederlo crescere così forte e bello è veramente favoloso!
E dopo una giornata piena di stimoli ci viene fame: come ben sapete, ci piace sperimentare e mangiare cose buone buone!
Così a volte prepariamo un piatto thai oppure una bella tavola imbandita di sushi vegano, un italianissimo spaghetto oppure delle patate cotte nella brace.
Tra le tante idee alle volte ci concediamo un panino con un buon hamburger di ceci come quello che vi proponiamo qui!

Come preparare un buon hamburger di ceci vegan

Per preparare il nostro burger vegetale bastano poche mosse e tanta passione!
Grattugiare, mescolare, mettere l’impasto negli stampini e cuocere in padella. Noi ne facciamo sempre il doppio così da lavorare una volta e mettere sottovuoto per i giorni a seguire.

Gli ingredienti per l’hamburger di ceci

Vi serviranno della zucca, dei ceci cotti, del fiocco di patata a fare leggerezza e consistenza, un po’ di farina di ceci, del dado vegetale essiccato (seguite la nostra ricetta), e qualche altro condimento per rendere la vostra ricetta proprio speciale!

Le pere sono un frutto dolce e delicato, che proprio per queste loro caratteristiche nel Medioevo erano presenti solo alla mensa dei ceti nobili.
Dopo molti secoli da allora, siamo felici che oggi le pere siano frutta alla portata di tutti, perché non c’è nulla di più buono di una torta rovesciata di pere come quella che vi presentiamo qui sotto.

Dalle sorelle Tatin alla torta rovesciata vegana

La storia della torta rovesciata, la famosa Tarte Tatin, è la prova che da un errore di distrazione può nascere una grande invezione culinaria!
Diversamente dalla ricetta tradizionale della Tarte Tatin, che prevederebbe l’utilizzo delle mele, la nostra torta vegana è a base di pere, impreziosite da una pasta frolla vegana integrale dal sapore rustico a base di mandorle, farina integrale, grano saraceno e semi di papavero.

A colazione, merenda o dopo cena… la torta rovesciata di pere è sempre un successo!

Preparate la nostra torta rovesciata di pere per la colazione, la merenda, o come dessert dopo cena accompagnata da una pallina di gelato: sarà sempre un successo!
Come leggerete, la ricetta è molto semplice, dovete solo far attenzione all’ultimo passaggio, cioè il fatidico momento in cui la dovrete capovolgere!

Questa ricetta è stata pubblicata sul n. 09 di Vegan Life di ottobre 2015.

Quando comincia la stagione della zucca, non possiamo non gioire dell’arrivo di questo frutto meraviglioso.
La sua dolcezza delicata e il suo colore intenso, fanno da protagonisti in moltissime nostre ricette. Una delle più gustose in assoluto, e semplici da realizzare, è questa zuppa rustica, nella quale troviamo anche funghi, cereali e legumi!
Una ciotola colma di zuppa scalda sempre il cuore, soprattutto quando iniziano i primi freddi e sentiamo il bisogno di coccolare il nostro corpo con un piatto caldo, sano e saziante.

Una zuppa autunnale, senza glutine, calda e gustosa

Arriva l’autunno e una bella ciotola bollente di zuppa di zucca e funghi è proprio quello che ci vuole!
Il delicato sapore della zucca si intreccia con quello deciso dei funghi, uno sposalizio decisamente azzeccato che riesce a conquistare tutti quanti.
Che utilizziate i funghi freschi o i funghi essiccati, questo non ha molta importanza, cambiano ovviamente le dosi e il procedimento, ma il risultato finale sarà sempre squisito!
Abbiamo scelto per questo primo piatto vegano senza glutine il grano saraceno. Tuttavia, può essere sostituito anche con altri cereali come farro, avena e orzo, o per mantenere la ricetta gluten free, si può intercambiare con quinoa o riso integrale.

Tutto quel che vi serve per preparare questa buonissima zuppa sono solo ingredienti sani e genuini di questa stagione!
Questa ricetta vegana per sua natura, non ha bisogno di troppi ingredienti ma piuttosto di abbondante amore durante la preparazione.
Un’idea per impiattarla? Eccola in foto: servite la zuppa in una zucca scavata, come quella di Halloween, i vostri commensali rimarranno a bocca aperta!

Questa ricetta è stata pubblicata sul magazine Ecor-Naturasì nel numero di settembre/ottobre 2015.

Quest’oggi vi riproponiamo un legume che appartiene alla nostra antica tradizione culinaria, la roveja. Se state cercando una ricetta a base di roveja, quest’insalata di roveja e cavolo nero è un’opzione gustosa e variopinta che vi farà gustare al meglio tutto il sapore di questa varietà di piselli e romperà di certo qualsiasi stereotipo dell’insalata come piatto noioso e insapore.

Alla scoperta della roveja

Prima di passare alla nostra ricetta vegan di oggi, vogliamo celebrare tutta la bontà e le proprietà di un legume che forse non tutti conoscono ma che è ricco di proteine vegetali, fibre e sali minerali, come potassio e fosforo.

La roveja è un legume povero che appartiene alla tradizione contadina e che, come spesso accade, è stato riscoperto negli ultimi tempi per il suo apporto nutrizionale e il suo intenso sapore. Sono stati alcuni coltivatori umbri a farlo, riportando sulle nostre tavole un legume speciale, dal colore marrone-grigio, che nei piatti contadini veniva tradizionalmente mescolato con lenticchie, fave, fagioli o con il farro. La roveja (o roveggia) si presta infatti nella preparazione di zuppe, vellutate e minestre, anche in combinazione con i cereali integrali. Il suo sapore, infatti, ricorda molto quello delle fave e vi si lega alla perfezione.

Vista la stagione, la roveja può essere impiegata anche in gustosissime insalate.

Ed è proprio quello che vi proponiamo quest’oggi! Questa insalata di roveja e cavolo nero è un trionfo di sapori, quello del cavolo nero fresco, della roveja, della carota viola, dei rapanelli e della senape, un turbine di gusto e colori che conquisterà immediatamente sia il palato che gli occhi!

Ricordate che i tempi di preparazione di quest’insalata di roveja si allungano un po’ per la fase di ammollo e cottura di questo legume. Preparatela con anticipo!

Ci si può sempre ispirare a una ricetta tradizionale per poi stravolgerla, personalizzarla e arricchirla. Ed è ciò che abbiamo fatto noi con questa ricetta dei rosti con patate e cavolo nero.

Rosti con patate e verdure: la nostra proposta

Il rosti è una ricetta originaria della Svizzera, diffusa in tutto il nord Europa per la sua semplicità e bontà, e che noi abbiamo voluto arricchire con un ortaggio tipico della stagione invernale, il cavolo nero! L’abbinamento è davvero azzeccato e saporito, un secondo perfetto per ogni occasione.

Stai cercando secondi piatti veg? Qui ti proponiamo 10 ricette

Il rosti di patate svizzero si compone principalmente di patate, che possono spesso venire accompagnate da erbette, cipolla, ma anche pancetta, o addirittura mele. Noi proponiamo una versione 100% veg , con un tocco toscano, il cavolo nero, che non manca di rispettare l’essenza di questo piatto, sano, semplice e corposo. Tra la versione in padella o quella al forno, vi proponiamo la prima.

Il cavolo nero è una varietà di cavolo tipica toscana ricchissima in sali minerali e vitamina C, dalle proprietà antiossidanti, decongestionanti e antitumorali. Si presta ad essere cucinato in tantissimi modi, al vapore, in insalate, zuppe e minestre (famosa la Ribollita toscana), come condimento per torte salate o anche nella pasta. Ma, si sa, non tutti apprezzano quest’ortaggio. Qualora voleste sostituire il cavolo nero, per fare un buon rosti vegan con verdure potete abbinarci anche carota e cipolla, o semplicemente delle erbe aromatiche (anche se in questo caso sarebbe piuttosto un rosti di patate).

Il rosti è un piatto semplice e veloce da preparare. Provatelo nella versione che vi proponiamo qui di seguito e non ve ne pentirete!

Per preparare un risotto al radicchio vegan dal sapore caldo e avvolgente, leggermente amaro e molto cremoso, seguite questa ricetta! Gli ingredienti che ci servono sono davvero semplici e genuini, il procedimento è altrettanto facile. E il risultato… beh, quello è assolutamente eccezionale!

Risotto al radicchio vegan: la ricetta

Si può preparare questo risotto sia con radicchio tardivo di Treviso sia con il radicchio precoce, e con del buon riso vialone nano. Per renderlo più leggero lo abbiamo mantecato con del buon olio di oliva extra vergine. Per chi volesse dargli un tocco in più, consigliamo di concludere il risotto con una grattugiata generosa di Sheese Blue!

Ingredienti: qualche info

Radicchio di Treviso: il radicchio rosso di Treviso è una varietà di cicoria a indicazione geografica protetta tipica della provincia di Treviso. Esiste in tre varianti, precoce, tardivo e variegato (essendo la varietà tardiva quella più pregiata), e si distingue per un sapore unico, diverso da quello del radicchio “standard” che si è soliti trovare nel resto della nostra penisola e che si usa prevalentemente sotto forma di insalata.

Dove trovare il radicchio di Treviso? Purtroppo il radicchio rosso non è facilmente reperibile in tutta Italia, essendo prodotto in determinati comuni della provincia di Treviso. Il consorzio per la tutela del radicchio rosso di Treviso si occupa anche di diffondere la disponibilità e il consumo di questa varietà di cicoria in tutta Italia. Se doveste avere difficoltà nel reperirlo, potete prendere in considerazioni servizi web come questo, con consegna di prodotti freschi a domicilio.

Riso valone nano di Verona: anche il riso nano vialone ha un suo consorzio ed è tipico di Verona. È una delle varietà più apprezzate per la sua versatilità ed è perfetto anche per i risotti. Se non riusciste a reperirlo, potreste sempre optare per un Arborio o Carnaroli.

Sheese Blue: se non avete mai sentito parlare di questo prodotto, si tratta di un formaggio scozzese privo di lattosio e glutine. È molto adatto a una dieta vegana e si distingue per essere molto gustoso, nonostante l’assenza di derivati di origine animale. Anche lo Sheese Blue può essere facilmente acquistato online o in negozi specializzati.

Con le temperature così basse, la sera viene voglia di coccolarci con un piatto caldo. Questa avvolgente zuppa di amaranto e avena cade proprio a pennello!

La ricetta è semplice, a base di verdure fresche e prende tutto un sapore particolare se la si prepara nella pentola di terracotta. Metteteci verdure di stagione, l’amaranto, l’avena, qualche fagiolo, del buon olio, e basterà attendere che questa bontà rustica e genuina si cucini a fuoco lento.

Amaranto e avena: due chicchi d’oro

La ricetta della zuppa con amaranto e avena che vi proponiamo è un mix saporito di due cereali dorati, nutrienti e ricchi di fibre.

  • L’amaranto, così come il miglio, è un falso cereale, nel senso che non contiene glutine. È una pianta dalle origini molto antiche e sacre, ricca di proteine e fibre. Il sapore è dolce con un tocco che richiama il sapore della nocciola. L’amaranto può essere impiegato in cucina per realizzare insalate, come base per polpette vegetali, hamburger o anche per risotti in sostituzione del riso.
  • L’avena, usata in primis come cibo per animali, è stata rivalutata nei tempi moderni per le sue ricche proprietà, tanto da essere utilizzata anche per farne del latte. L’avena è ricca di fibre ed è un valido aiuto per chi soffre di colesterolo alto. È possibile trovare oggi il latte di avena, ma anche i chicchi al naturale o i fiocchi. E anche l’avena vanta un’ampia versatilità in cucina, come praticamente tutti i cereali.

Ebbene, la zuppa di oggi mescola questi due cereali e li unisce ad un mix di verdure e ortaggi, tra questi carote, patate, zucchine e fagioli azuki, creando un piatto avvolgente e speciale. Non la solita zuppa, insomma!

Se invece preferite una zuppa… un po’ più solita, potrebbe interessarvi la zuppa di asparagi o la famosa zuppa orientale di miso con tofu.