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Benvenuti in India, terra di spezie, colori, magie. Terra di forti contrasti e impareggiabile armonia, che affascina anche per una sua eccezionale peculiarità, la sua cucina!

La cucina indiana è una cucina vastissima, conosciuta solo in minima parte da noi occidentali. Per la grande diffusione della religione induista e buddista, in India troviamo un numero sterminato di ricette vegetariane e vegane.

8 fantastiche ricette indiane vegan da provare subito!

Quelle raccolte in questo menù sono 8 ricette indiane facili, vegane, riproposte da noi e rielaborate secondo i nostri gusti.
Queste ricette con lenticchie, ceci, riso basmati e tante spezie, non sono solo nate dall’ispirazione e dal nostro amore per questa cucina così sensuale e avvolgente, ma sono state create anche grazie ai preziosi insegnamenti di persone a noi care dal Tibet, dall’India e Mauritius.

Ecco un curry indiano di lenticchie, il dhal!

Speriamo con tutto il cuore che la bontà di queste ricette vi renda felici e vi sazi non solo la pancia ma anche il cuore.
Ecco le nostre 8 ricette speciali per realizzare a casa vostra un menù indiano vegetariano e vegano davvero indimenticabile!

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Corso di cucina vegana asiatica in Veneto

Secondo corso dello chef Martino Beria in Veneto per il 2015. Quattro nuovi incontri per fare un viaggio gastronomico alla scoperta di sapori e spezie orientali!
Gli insegnamenti di Martino sono utili sia per chi è alle prime armi, sia per gli operatori del settore che vogliono aggiornarsi sulle nuove tendenze del momento!
Lo chef Martino Beria è collaboratore della rivista Vegetariana e chef ufficiale della rivista Vegan Life, per le quali pubblica ricette e consigli ogni mese.

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni.

Gruppo serale: dalle 20.00 alle 22.30

Programma del corso:

  • (08 Aprile) CINA: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette della gastronomia cinese e vi spiegherà i principi per creare un piatto con i bouquet tipici del luogo. Questo è il primo dei 4 incontri in tema asiatico!
  • (15 Aprile) GIAPPONE: durante la seconda lezione del corso, non potevamo che andare in Giappone! Il nostro chef vi insegnerà quali sono gli ingredienti migliori da utilizzare per la creazione di antipasti, primi, secondi e zuppe in stile giapponese! In questa lezione approfondirete la tecnica per preparare dell’ottimo sushi a casa vostra. Ovviamento tutto vegan!
  • (22 Aprile) INDIA: dal Giappone all’India, per scoprire sapori forti, riso, legumi, piatti unici e manicaretti prelibati. Uscirete inebriati da questa serata all’insegna della terra delle spezie!
  • (29 Aprile) THAILANDIA: finiamo il nostro viaggio asiatico in Thailandia: ricreeremo i magici accostamenti di colori, gusti e profumi tipici di questa terra incantevole!

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò,
via Caltana 129,
Marano di Mira (ve)
Quando: 08-15-22-29 Aprile 2015

A che ora:
Gruppo serale: dalle 20.00 alle 22.30

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 180€

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: lacucinavegetariana.it
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal

Acquista online il corso

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In caso di disdetta, per poter essere rimborsati, questa dovrà essere comunicata entro 7 giorni dall’inizio del corso.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170
Dal lunedì al venerdì, 09.00-13.00 / 15.00-19.00

Okra: altro che cibo dei poveri!

Per chi pensa che l’ocra sia solo un colore, ecco la smentita: l’okra, (con la kappa!) è anche una verdura. Il suo nome latino è Abelmoschus esculentus Moench, ma da noi è conosciuta anche con il nome di gombo, mentre in inglese uno dei suoi nomi è ladies’ fingers (dita di donna) e in altre lingue la si chiama anche gombeau, gombault, okro, ocra, bāmiyā o quiabo.

Provenienza e aspetto

L’Okra è una pianta appartenente alle Malvacee, affine all’abelmosco e agli ibischi. Si tratta di una pianta tipica dei paesi caldi, infatti, è originaria dell’Africa tropicale e viene coltivata in zone tropicali e subtropicali. È comune in Africa, India, Medio Oriente e in Sud America, ma anche recentemente si è introdotta la sua coltivazione anche in Italia, soprattutto al Sud.
Si tratta di una pianta perenne che cresce fino ai due metri. Le foglie sono molto ampie, palmate e i fiori, con cinque petali di colore che varia dal bianco al giallo con un punto rosso o viola alla base di ogni petalo, hanno un diametro di 4/8 cm. Il frutto dalla forma allungata, simile a un peperoncino verde, può arrivare ai 18 cm e contiene moltissimi semi. I frutti vanno raccolti quando sono ancora croccanti, entro 5/8 giorni dalla fioritura, altrimenti diventano fibrosi e immangiabili.

Okra, il cibo degli schiavi

Veniva usata già all’epoca degli Egizi ed ha fatto il suo ingresso negli Stati Uniti con la deportazione degli schiavi dall’Africa, motivo per cui è stata considerata a lungo un alimento per poveri e quindi ignorata. In realtà, l’okra è un alimento gustoso, dal sapore che ricorda vagamente quello degli asparagi, e soprattutto utile!

Proprietà

Qui di seguito alcune interessanti caratteristiche:

  • Abbonda di vitamine: vitamina A, B2, B6 e C, acido folico (consigliata per le donne in gravidanza), calcio e zinco;
  • Ha un basso contenuto calorico e favorisce la perdita di peso;
  • Regola il livello di zucchero nel sangue, per la presenza di mucillagine;
  • È ricca di fibra alimentare, utile per la salute del tratto gastrointestinale;
  • Abbonda di acqua, che ha effetti benefici contro la stitichezza e il gonfiore addominale;
  • Facilita la propagazione dei batteri probiotici, i batteri buoni.

Utilizzo

La radice, ricca di mucillagini, si usa al posto dell’altea per le sue proprietà emollienti.
In cucina, è utile per legare le salse dato che contiene un liquido gelatinoso che conferisce una cremosità più densa ai vostri piatti; si può usare con questo scopo sia al naturale sia scottandone i baccelli in acqua e aceto prima di procedere con la ricetta.
L’okra è adatta a ogni tipo di cottura; è buona fritta, cotta in pastella, gratinata, saltata in padella o in umido. Si può stufare con il pomodoro, mettere sottaceto o in salamoia. In poche parole è estremamente versatile, infatti, se ne registrano usi nella cucina cajun, greca, albanese, brasiliana, turca, giapponese e rumena.

Consigli

L’aspetto più importante è comprare prodotto fresco e consumarlo subito, entro pochi giorni dalla raccolta, in quanto si tratta di un vegetale facilmente deperibile che non tollera bene la conservazione in frigorifero.

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Recipes

Riso cotto al vapore

Quando prepariamo piatti asiatici, (cucina giapponese, cucina indiana, cucina thai, ecc…) non può mancare il riso al vapore come accompagnamento di tante buonissime pietanze piene di colori e di spezie!
In questa video ricetta ho voluto spiegarvi come lo preparo io, con pochissimi passaggi, semplice semplice, senza vaporiera.
Nel video io ho utilizzato un riso basmati ma potete applicare la stessa tecnica per preparare il riso per il sushi o il riso thai!

Come cuocere il riso al vapore

Cuocere il riso al vapore è davvero più facile farlo che spiegarlo: una volta misurata l’acqua giusta, lo si fa cuocere in un ambiente chiuso in modo che l’acqua si assorba nel riso e lo faccia gelatinizzare.
La cottura a vapore del riso inoltre vi darà un riso dalla consistenza gommosa, con tutto il suo sapore, non essendo stato “sciacquato”.

Proprietà del riso a vapore

Infatti non verrà buttata via nessun’acqua di cottura, e tutte le proprietà del riso rimarranno dentro ai chicchi, dandovi molti più macronutrienti di un riso bollito.
Sarà un’ottima fonte di Potassio (23 mg), Zinco (0,4 mg), Fosforo (33 mg), Manganese (0,4 mg), Magnesio (8 mg), Ferro (1,5 mg), Calcio (1 mg).
Assieme ai sali minerali, il riso contiene vitamine del gruppo B, nello specifico le vitamine B1, B3, B5 e B6. 100 grammi di riso contengono anche 69,5 grammi d’acqua, 2,4 grammi di proteine e 29 grammi di carboidrati.

Riso al vapore senza vaporiera

La tecnica che uso io non prevede strani marchingegni o vaporiere, per quanto si possa fare il riso al vapore con la vaporiera o in pentola a pressione.
Io preferisco la buona vecchia casseruola. All’interno ci andrà riso e acqua calcolata giusta, e una volta preso il bollore non bisognerà più aprire il coperchio fino a cottura terminata.
Ma guardate il video e leggete la ricetta qui sotto così capirete meglio!

Una delle cucine più speziate e affascinanti è sicuramente la cucina indiana, così poliedrica, così vivace e colorata.. ma soprattutto così vegetariana di natura.

E’ vero, vegetariana non significa vegana, dato che in India per cucinare si usa molto il ghee (o burro chiarificato), il latte e lo yogurt. Tuttavia, non è difficile sostituire i derivati del latte per ricreare piatti sensazionali come il baingan bartha, la deliziosa crema di melanzane indiana.

Il baingan bartha e altre ricette indiane, tutta la seduzione del cibo

Se avete avuto modo di visitare l’India o se più semplicemente avete cenato in un buon ristorante indiano della vostra città, avrete assaggiato piatti apparentemente molto semplici e concreti come Ricetta naan, il riso basmati con diversi tipi di curry di ceci, i deliziosi samosa o un confortante dhal di lenticchie.
Questi piatti potranno sembrare molto concreti e poco sofisticati, ma è proprio il loro aspetto diretto che inganna, perché una volta che le vostre mani spezzano il naan caldo, lo intingono in un cremoso e profumato baingan bartha e portano il boccone alle papille gustative, il palato s’innamora, sedotto da tanti inebrianti sapori.

Come affumicare le melanzane in casa

Il segreto della ricetta del baingan bartha è sicuramente l’affumicatura delle melanzane. La buona notizia che vi diamo è che anche a casa vostra potrete ricreare un’affumicatura più che soddisfacente senza affumicatore, utilizzando strumenti che sicuramente avete in casa, come una piastra o una griglia.
Se poi siete così fortunati da avere in casa un forno da pizza… beh, allora è lì che dovrete cuocere le vostre melanzane per ottenere un risultato superlativo!

Come avrete capito, adoro la cucina asiatica, tra cui quella indiana!
Un piatto immancabile da accompagnarsi a del buon naan, il pane indiano che vi ho condiviso come altra ricetta assolutamente da provare!

Un curry di lenticchie, il Dhal

La ricetta del dhal è davvero semplicissima da preparare! In hindi questa parola sta ad indicare genericamente un piatto a base di lenticchie: ognuno poi è libero di sbizzarrirsi con le spezie come meglio crede o nelle mille sfumature della cucina indiana!
Il mio dhal, un curry ben speziato con molta curcuma, è perfetto per mangiare un pasto che possa dare tutti i nutrienti se accompagnato con del buon riso basmati cotto a vapore o con del naan.

Cosa accompagnare al Dhal: per una cenetta indiana prelibata

A voler proprio preparare una cenetta completa in tema India vi consiglio assolutamente di preparare:
samosa: i favolosi triangolini fritti indiani
naan
momos tibetani: ravioli al vapore con una salsa piccante
Riso al curry

Adoro la cucina indiana e adoro quel pane fantastico che serve a mangiare con le mani tutti quei cibi prelibati, salsosi e speziatissimi! Sto parlando del naan, pane indiano che viene cotto nel forno tandoori, un forno alto e stretto con il fuoco alla base.

Naan, la ricetta tradizionale anche a casa vostra!

Non è necessario disporre di un forno indiano tradizionale per realizzare questa semplicissima ricetta del naan. Vi basterà prendervi cura degli ingredienti e dell’impasto e utilizzare per la cottura una comunissima padella antiaderente con coperchio.
Il vero trucco sta nella fermentazione e nella temperatura!

Differenza tra il naan e altri pani indiani

A differenza di altri pani indiani (ad esempio il chapati) il naan ha un impasto più ricco e viene lievitato.
Nella mia versione, non ho usato grassi e nemmeno yogurt nell’impasto, ma un ingrediente davvero speciale: il kombucha!

Non vi resta che provare la mia ricetta al volo e godere di un’ottimo pasto indiano!

Uno dei piatti che preferiamo della cucina indiana sono i Samosa, queste piramidine di pasta che racchiudono un ripieno super saporito!
La prima volta li abbiamo scoperti in ristorante indiano e da li ce ne siamo innamorati.
Abbiamo voluto provare a ricrearli più fedelmente possibile in una ricetta che possiate riproporre anche voi facilmente a casa.

Samosa vegani

Spesso si trovano preparati con verdure oppure di carne, ma i samosa noi li abbiamo ovviamente studiati vegani. C’è qualcuno che li prepara addirittura al forno però per renderli così croccanti ed irresistibili, noi vi consigliamo di friggerli: l’importante è non esagerare 😉
Per renderli vegani basterà creare un impasto di sola acqua, farina e olio e un ripieno che sia legato unicamente dalla patata. Nella ricetta originale ci sarebbe il burro, che noi evitiamo volentieri!

Garam masala

Il garam masala è un curry tipico indiano e pakistano, il suo significato è “spezia calda” e si prepara unendo differenti spezie che variano di casa in casa.
Noi abbiamo unito curcuma, cumino e coriandolo, per dare una nota di leggerezza, ma voi potete provare ad aggiungere chiodi di garofano, cannella, aglio secco e altre spezie a vostro piacere.

Da provare

Un’altra ricetta che vi consigliamo di provare, stando sul tema delle spezie e della frittura sono i nostri “FALAFEL“!

La ricetta del riso al curry per una cucina veloce e gustosa

Questa ricetta vegana del riso al curry, una volta provata e assaggiata, diventerà il vostro asso nella manica nel momento in cui avrete poco tempo per cucinare o pochi ingredienti a vostra disposizione! Infatti basta del riso basmati, del curry e una cipolla e la magia è fatta! Servite questo riso al curry con delle verdure cotte in padella o portatevelo comodamente nel vostro lunchbox e gustatene il sapore caldo, confortante e intenso! Sicuramente una delle ricette orientali veg che più amiamo!

Come preparare un buon riso al curry in pochi passi

Uno dei primi piatti vegani più appetitosi facile e veloce per essere preparato in pochi minuti: giusto il tempo di cottura del riso al vapore.
Il riso basmati al curry che vi facciamo assaggiare è una ricetta di cucina vegana orientale da non lasciarsi sfuggire per la sua grande semplicità: tra le varie ricette con il riso basmati questa è una delle più facili, bastano pochi ingredienti e passaggi per prepararla!
Una volta cotto il riso al vapore con la tecnica che vi spieghiamo qui sotto, basterà insaporire il riso con il curry, un’insieme di spezie profumate dal tipico colore giallo ocra! Vi consigliamo di usare curry pronti di alta qualità o di sperimentare voi stessi degli abbinamenti di spezie giocando con quelle che più vi piacciono come la curcuma, il pepe nero, il peperoncino, la cannella e il cardamomo.
Questa ricetta ricorda moltissimo il riso al curry cinese e meno il riso al curry indiano, quindi è un piatto più asciutto e saltato, perfetto anche da abbinare come contorno a un piatto di verdure spadellate o a uno spezzatino vegetale. Il riso al curry indiano prevederebbe la preparazione di un curry di verdure da accompagnare al riso basmati bianco.

Come preparare un riso al curry strepitoso

Impariamo prima a preparare il riso al vapore: basteranno due turni da 12 minuti (uno con la fiamma e uno a fiamma spenta) per cuocere il riso. Poi in padella rosoliamo un curry (mix di spezie preparato da noi) assieme a della cipolla. Quando il riso al vapore sarà pronto lo saltiamo in padella con le spezie e la cipolla rosolati!

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