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Hamburger di cellule staminali per vegetariani? Sì o no?

Poco più di due settimane fa, tutti i mezzi di comunicazione parlavano di un’incredibile innovazione: l’hamburger di cellule staminali. Dopo mesi e mesi di studi ed esperimenti, gli scienziati della Maastricht University in Olanda sono riusciti a trasformare un mucchietto di staminali in un pezzo di carne, che è stato presentato e degustato per la prima volta all’inizio del mese di agosto a Londra. L’opinione pubblica si è già sbizzarrita a proposito. C’è chi lo chiama “Frankenburger” (da Frankenstein) poiché è un prodotto non naturale, fatto in laboratorio, con tutti i rischi da questo derivanti. C’è chi ha già individuato nell’hamburger sintetico la carne per vegetariani, un’alternativa ecologica alla carne vera e propria. Come spiega lo stesso autore della ricerca Mark Post: «Le mucche hanno bisogno di 100 grammi di proteine vegetali per produrre solo 15 g di proteine animali commestibili. Quindi abbiamo bisogno di usare moltissimo cibo per nutrirle, per poi nutrirci della loro carne. Con la carne coltivata non bisogna uccidere la mucca e in più non viene prodotto metano». Un risparmio nell’uso di terra e acqua e un consumo globale di energia inferiore del 70%. I critici culinari che l’hanno assaggiato in anteprima dicono che la consistenza è quella giusta, ma sul gusto c’è ancora da lavorare. Di tempo ce n’è, visto che il costo attuale per una polpetta di carne è di 250.000 sterline (290.000 euro). Ma la vera questione è, cosa ne pensano i vegetariani? Lo mangereste l’hamburger sintetico?

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Non solo hamburger. L’altra faccia degli USA.

Quando si pensa agli Stati Uniti, la patria delle opportunità, si pensano alle “specialità” culinarie che ci hanno raggiunto: hamburger e hot dog. Tuttavia, Stati Uniti non è solo questo. La comunità vegetariana statunitense è grande e anche oltre oceano lo stile di vita green sta prendendo piede nella vita di tutti i giorni. Il percorso del vegetarianismo negli USA, come altrove del resto, non ha avuto vita semplice. L’idea, in passato, che una dieta priva di carne potesse indebolire, se non causare una morte precoce, era diffusa e, ad essere sinceri, ha i suoi sostenitori ancora oggi.
Diet for a Small Planet (1971) segna l’inizio ufficiale del movimento vegetariano negli USA; l’autore invitava tutti a evitare il consumo di carne per usare al meglio le risorse mondiali, dato che si usa più grano per sfamare gli animali che per sfamare l’uomo. Dagli anni ’70 in poi, con alti e bassi, il movimento vegetariano è giunto fino ai giorni nostri. In base a uno studio del 2008 del Vegetarian Times (sito che raccoglie ricette vegetariane e non solo, www.vegetariantimes.com, ndr), gli statunitensi vegetariani sono più di 7 milioni (3,2%) e altri quasi 23 milioni (10%) sono le persone che seguono una dieta principalmente vegetariana. Ad oggi, l’interesse per il rispetto dell’ambiente e lo stile di vita green stanno dando al vegetarianismo una nuova spinta anche negli USA. Gironzolando tra i siti web si scoprono moltissime comunità “veg” e anche una Vegetarian Travel Guide che segnala stato per stato, le attività vegetarian-friendly. Poi, in occasione 4 luglio, festa dell’indipendenza americana, giorno di feste e picnic fra amici, le proposte vegetariane non mancano: in questo blog che mi piace tantissimo, Oh My Veggies, per esempio vi consiglio di dare un occhio a questo articolo intitolato “(mangia meno carne) idee per i menù del 4 luglio”. Dopo tutto, forse dimentichiamo che esistono alternative ad hamburger e patatine. Solo io ricordo quel cartone in cui Pippo si mangia avidamente del corn on the cob? Anche questo è 100% USA!

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Recipes

Burger di edamame e pane nero

Avevate mai pensato di preparare dei burger di edamame, completamente vegetali, proteici e supersaporiti?
E magari di farvi da soli i panini in cui metterli, con una buona salsa di avocado e dell’insalatina fresca?
Ecco, oggi vi insegno come fare!

Burger di edamame e alghe

Questi burger di edamame, sono completamente vegetali e all’interno hanno anche un mix di alghe dell’atlantico che li insaporisce ulteriormente. Come legante ho utilizzato il fiocco di patata che è ottimo per gli impasti salati senza glutine come questo.

Di seguito trovate il video tutorial!

Burger di edamame senza glutine

Questi burger vegan di edamame sono completamente senza glutine, e se voleste mangiarli senza il panino potrebbero tranquillamente essere assaporati con qualche salsa, abbinati affianco ad una polenta.

Panini neri per burger

Ho voluto fare il pane in casa e creare un po’ di contrasto con un pane nero al carbone vegetale e sesamo.
Il pane che vi propongo è davvero buonissimo e con la macchina del pane Panasonic vi verrà estremamente facile prepararlo!

La strumentazione utilizzata

Per ottenere una pane nero con lievito madre così morbido ho utilizzato i piccoli elettrodomestici Panasonic, miei grandi alleati in cucina!
Per incordare alla perfezione l’impasto del pane senza alcuna fatica ho utilizzato la macchina del pane Panasonic SD-ZX2522 che a differenza di una planetaria, non solo incorda e lievita perfettamente ma senza sporcare mi consente di personalizzare le lavorazioni grazie ai suoi 37 programmi (20 per cottura pane e torte, 15 per impasti anche per farine senza glutine). Basta scegliere quello più adatto alle nostre esigenze e lasciarla lavorare.
Per cuocerlo ho utilizzato il forno combinato Panasonic NN-CS894S in modalità mista vapore e convezione, per un risultato gonfio e morbido.
Per frullare i burger ho utilizzato il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: con le sue 4 lame giapponesi frullo qualsiasi ingrediente ottenendo sempre la consistenza perfetta!