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Pasta fredda: 3 ricette veloci e tanti consigli utili

Siete pronti? Ecco le nostre 3 migliori ricette della pasta fredda. La pasta fredda è uno di quei piatti semplici da realizzare che con poco lavoro offrono davvero tanta soddisfazione. Non solo. Questo piatto si presta molto bene alla creazione di versioni originali e particolari che potete condividere con tutta la famiglia in casa e fuori casa.

Ricette, consigli e segreti per preparare la vostra pasta fredda speciale

Per questo abbiamo deciso di darvi non solo le nostre ricette, ma anche qualche piccolo segreto per pensare creativamente le vostre paste fredde. Ricordate che la cucina non è un luogo di pura ripetizione, ma di interpretazione e creazione. Insomma, scatenate la vostra fantasia a grido di…

Abbasso i fornelli! Una ricetta estiva

Pasta fredda! Ecco il grido di battaglia 😉 Perché ormai l’avrete capito… Ogni anno arriva l’Estate! E quando arriva l’estate si smette di fare la zuppa. Anche il forno si usa meno. Chi ha voglia di accenderlo con questo caldo?? E… diciamoci la verità! Nemmeno i fornelli ci stanno più tanto simpatici: questi piccoli diavoletti caldi e fiammeggianti! Quello che solo qualche mese fa era casetta ora è afa… Meno fuoco possibile, meno calore possibile, qualcosa di semplice, ma anche particolare, creativo. E che magari ci permetta di non accendere i fornelli il giorno dopo. Pasta fredda appunto!

Creare la vostra pasta fredda vegan

Come ho già detto la pasta fredda ci offre a un sacco di possibilità di variazione. Ogni particolare, ogni ingrediente può essere declinato, tolto, aggiunto, ripensato. Il ventaglio delle ricette possibili è davvero vasto. Promesso! Alla fine dell’articolo avrete le nostre ricette. Prima però qualche consiglio per l’invenzione delle vostre versioni.

Che sia pasta e che sia fredda!

Per preparare qualcosa di diverso dal solito prima di tutto bisogna pensare a ciò che dovrebbe rimanere uguale: il tema. Che variazione sul tema dimentica completamente il tema di partenza? Qui lo dice la parola stessa: Che sia (1) pasta e (2) fredda. Immagino! Lo sapevate. Ma provate a pensarci… Anche questi due elementi non sono poi così fissi. Anche qui… Anzi! Proprio da qui cominceremo a cambiare le carte in tavola.

La scelta della pasta

Non esiste solo un tipo di pasta. Già qui possiamo scegliere: integrale, di farro, senza glutine se non volete o non potete mangiare glutine… Questa decisione andrà a cambiare radicalmente la tela sulla quale aggiungere gli altri ingredienti, a partire dalla consistenza di base del piatto. La grana della pasta che scegliete e il suo gusto saranno incredibilmente efficaci sul risultato finale. E poi, non dimenticatelo!, c’è anche la forma: farfalle, penne, conchiglie… ce n’è per tutti!

Freddo e crudo: un’insalata di pasta fredda.

Provate a pensare la vostra ricetta come un’insalata di pasta fredda. Che ve ne pare? E come nelle insalate, occhio a non confondere il concetto di freddo con il concetto di crudo. La pasta fredda non va per forza abbinata a ingredienti a crudo. Possiamo per esempio saltare un po’ di broccolo, tostare della frutta secca, abbrustolire una fetta di tempeh… Certo, aggiungeremo tutto, poi, a freddo. Ma non necessariamente dobbiamo pensare a un condimento crudista.

Tanti ma non tutti uguali: pensare le tipologie di ingredienti

Un altro consiglio è di pensare alle diverse categorie di ingredienti: verdura, erbe, spezie, frutta, sostituiti ecc. Ognuna di queste tipologie ha caratteristiche diverse e difficilmente un ricetta sarà completa senza almeno una combinazione di due/tre categorie diverse nel condimento. Non necessariamente dovremo attingere a tutte le tipologie, la cucina non è una questione di necessità. Solo prendetele in considerazione, pensateci… e vi si apriranno mondi nuovi e fantastici!

Taglio e olio: pesto, dadolata e foglie

Termino questa introduzione con un’ultimo suggerimento. Molto si gioca sul taglio. Pensate alla sensazione che volete in bocca e decidete se fare un pesto, o una dadolata o fare un pesto con alcuni ingredienti e una dadolata con altri. Pensate a quanto grossa volete la dadolata… Immaginate solo l’abisso che c’è tra un pesto di basilico e le foglie intere sparse… Avete capito insomma! Infine non date per scontato l’olio d’oliva. Primo: ci sono tanti tipi di olio d’oliva. Secondo: sebbene in molti casi l’olio di oliva sia la scelta migliore, ci sono anche altri oli che potrebbero fare al caso vostro. Non si sa mai…

Pasta fredda vegana: le nostre ricette

E finalmente le ricette. Per ogni ricetta troverete il link cliccabile alla fine di ogni presentazione. Due delle ricette (la prima e l’ultima) rimandano a loro volta e due preparazioni di base molto interessanti che vi consiglio di provare!

La classica: la pasta fredda vegetariana in chiave vegan

pasta fredda vegana

Olive, basilico, pomodoro, feta vegan… Visto? L’oliva e il pomodoro (tecnicamente due frutti), il basilico (un erba) e la feta vegan (un sostituto della mozzarella: cliccate qui per la nostra ricetta della feta vegan). Sembrava buttata lì… E invece la tradizione ci trasmette una pasta fredda veloce ma non scontata: la ricetta è pensata su più categorie e risulta così completa. Noi la proponiamo con le pennette, seguendo il tema della classicità ma qualsiasi pasta corta è la benvenuta. Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La stagionale: Pasta fredda integrale con pesto di rucola, fave e asparagi

Pasta fredda fave asparagi

La ricetta qui proposta è una stagionale, primaverile per la precisione, con fave e asparagi. La pasta integrale offre alla bocca un sensazione più sgranata, più povera, più semplice. Ma è tutt’altro che un difetto: è la sua vera forza. Il pesto di rucola costituisce il completamente di questo quadro silvestre. Come vedrete la preparazione prevede la cottura del condimento, sebbene si tratti di una pasta fredda. Il risultato è sensazione, molto particolare e gustoso. Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

La particolare: Pasta fredda ai peperoni e limone sotto sale

Pasta fredda ai peperoni e limone sotto sale

La ricetta di questa pasta è la più particolare e richiede un ingrediente piuttosto difficile da reperire: i limoni sotto sale. L’unica vera soluzione è l’autoproduzione (cliccate qui per la ricetta dei limoni sotto sale) ma per fare questo avrete bisogno di un po’ di tempo. L’alternativa è quella di usare semplicemente del limone tritato finemente (con buccia mi raccomando!). Anche così sarà squisita. Ma se volete davvero toccare il cielo con un dito organizzatevi un paio di mesi prima e preparate i limoni sotto sale!! Credetemi… Cliccate qui per la nostra ricetta completa.

Fido, prepara la valigia! Consigli per trascorrere le vacanze con il cane

L’arrivo in casa di un cane è sempre un avvenimento gioioso, ricco di entusiasmo e sentimento. Qualsiasi sia la scelta che spinge ad adottare un cane, la famiglia si allarga. Diventare genitori di un quattro zampe ci regala affetto, allegria, ci illustra il concetto di lealtà. Ma oltre a questo, prendersene cura comporta impegno, dedizione, responsabilità e compromessi. Accogliere un cane significa vivere con lui, non possederlo.

I dilemmi delle vacanze con Fido

Le meritate vacanze sono in fase di pianificazione, e il giorno della partenza si avvicina. Qui sorge il problema: organizzare una vacanza a dimensione “famiglia” già è complesso, immaginiamoci doverlo fare a dimensione “famiglia più un cane”. Non sempre è facile trovare delle strutture turistiche disposte ad accogliere Fido, specialmente se è di grandi dimensioni. Talvolta gli alberghi accettano i cani ma non nei luoghi comuni, e ciò esclude la sala da pranzo, la piscina, l’accesso alla spiaggia… insomma, un modo alternativo per dire che preferiscono solo clienti bipedi.
Può accadere che nella località prescelta le strutture che accolgono cani sono esaurite, o nemmeno esistano. Una pensione per animali domestici potrebbe essere una alternativa. Ma non sempre la si trova comodamente vicina, e spesso è una scelta costosa, da prenotare con un buon anticipo. La vicina di casa non si prende l’impegno di accudire il cane e i parenti più vicini sono in vacanza pure loro.
E allora, come fare?

I dati sull’abbandono

Come tutti gli anni, ecco che ritorna in tutta la sua crudeltà la piaga dell’abbandono degli animali domestici. I dati affermano che siano più di 100.000 i cani abbandonati all’anno, la maggior parte dei quali durante i mesi estivi.
Abbandonare il cane, oltre a rinnegare l’amore che gli si era promesso e fotografare l’inciviltà umana, aumenta il problema del randagismo. Ciò comporta delle conseguenze a livello igienico-sanitario con l’aumentare delle malattie, e il rischio che i cani abbandonati, in difficoltà o per fame, possano aggredire altri animali o persone, o provocare incidenti automobilistici. Questo è il numero verde da chiamare se trovate un animale abbandonato: 800 137 079

Benvenuto Fido!

Fortunatamente le strutture ricettive che sono felici di ospitare i cani ci sono. Senza limitazioni, alcune di queste offrono un servizio completo, mettendo a disposizione ciotole, box dedicati e giochi vari. Degli opuscoli illustreranno le attività a cui può partecipare anche il cane, per esempio passeggiate ed escursioni. Il personale di appartamenti o bed and breakfast, sarà disponibile a indicare i ristoranti e le spiagge dove fido può scorrazzare liberamente. Alcuni siti forniscono utili consigli per programmare le vacanze con il cane. Per esempio, www.vacanzeanimali.it e www.vacanzebestiali.org, forniscono un elenco delle strutture italiane, suddivise per regione e tipologia, proponendo delle offerte e dei last minute. I clienti possono lasciare un commento sulla qualità delle strutture dove hanno alloggiato. DogWelcome (www.dogwelcome.it) offre lo stesso prodotto del sito precedente, con uno sguardo anche all’estero, indicando le norme e i regolamenti degli altri stati.

Consigli per un viaggio sereno con il cane

In Italia è obbligatorio trasportare i cani in modo da non intralciare il pilota, quindi si possono utilizzare dei trasportini, le cinture di sicurezza apposite per animali, oppure dividere il bagagliaio dal resto dell’abitacolo con una rete. Generalmente è consigliato lasciare il cane a digiuno per 6-8 ore prima del viaggio; è importante lasciare il finestrino leggermente aperto, per favorire il ricambio d’aria. Posizionare in auto un suo giochino, renderà l’ambiente più famigliare. Per evitare il mal d’auto, è bene cercare di evitare accelerate o frenate improvvise. Fondamentali sono le tappe lungo il tragitto, durante le quali é bene somministrare acqua e permettere una passeggiata per sgranchire le zampe e fare un bisognino. Il vostro veterinario potrà fornirvi indicazioni specifiche e dettagliate, riguardanti anche i vaccini obbligatori per andare all’estero o più indicati secondo i luoghi di vacanza.

A tutti, pelosi e non, buona vacanza!

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Come coltivare le fragole

Ecco la nostra guida su come coltivare le fragole, una delle piante più coltivate a livello domestico, poiché grazie a dei semplici accorgimenti è possibile produrre un gran numero di frutti. In queste righe vi suggeriamo alcune regole da seguire per avere piante rigogliose, a terra oppure in vaso.

Le varietà di fragole

Le varietà sono moltissime, e per la scelta più consona a voi vi consigliamo di rivolgervi a un vivaio. I tipi di piante si suddividono in due categorie: le varietà unifere, ovvero quelle che producono i frutti una sola volta all’anno, oppure le bifere, che fioriscono più volte.

Il terreno

E’ bene preparare il terreno per la messa a dimora delle piantine alcuni mesi prima del periodo previsto: è sufficiente una vangatura di circa 30 centimetri, e aggiungere del concime organico per la nutrizione. Nel caso la coltivazione avvenga in vaso, questo potrà essere singolo per ogni piantina, oppure rettangolare per piantarne più di una. Si consiglia il vaso in terracotta, per permettere il ricambio di ossigeno a terra e radici. Gli appassionati di design suggeriscono di usare i vasi a muro, che contenenti le fragole sono molto originali. Il terreno deve essere leggero, sabbioso e con un PH tra 5,5 e 6,5. E’ fondamentale esso sia ben drenato al fine di evitare i ristagni d’acqua che potrebbero marcire le radici. A tale scopo, i vasi devono essere dotati di fori inferiori, per agevolare l’uscita dei liquidi in eccesso. Le piantine vanno messe a dimora tra aprile e le prime settimane di giugno, quando il rischio di gelate è scongiurato. Vanno posizionate a circa 20 centimetri di distanza l’un l’altra, ad una profondità tale da coprire completamente le loro radici.

Posizione

Le fragole hanno bisogno di molta luce. Si consiglia di fare attenzione all’esposizione diretta ai raggi solari, poiché potrebbero causare bruciature alle foglie: l’ideale sarebbe concede loro qualche ora d’ombra al giorno. Le piante sono resistenti alle basse temperature, ma nel caso queste dovessero essere particolarmente rigide, raccomandiamo di coprire le radici con della paglia o della stoffa. Se sono piantate in vaso, questo può essere messo al riparo, purchè sempre all’esterno.

Irrigazione e fertilizzazione

E’ necessario annaffiare regolarmente le piante, in special modo durante i periodi più caldi. Si consiglia di bagnare alla mattina presto, così da mantenere il giusto livello di umidità, avendo cura di bagnare solo il terreno senza toccare foglie e frutti. Evitare accuratamente i ristagni. Le piante hanno bisogno di ripetute fertilizzazioni, soprattutto nel momento in cui iniziano a fiorire e a dare i frutti. Il ciclo vitale delle fragole può durare anche quattro anni: una volta iniziata la coltivazione sarà quindi possibile continuare a raccogliere i frutti anche negli anni successivi. All’arrivo della primavera è opportuno fertilizzarle.

Cura delle piante

Sia in vaso che al suolo, si fa necessario eliminare periodicamente le erbacce infestanti che potrebbero rubare alle fragole elementi nutritivi, ed essere veicolo di parassiti. Assicuratevi di strappare anche le radici delle malerbe. Fate attenzione ai volatili che sono molto ghiotti di fragole, e potrebbero raccoglierle prima di voi! Nel caso, utilizzate una rete protettiva. I frutti vanno raccolti quando hanno raggiunto il caratteristico colore rosso; è bene staccarli manualmente e con delicatezza, per evitare traumi alla pianta.

E se di fragole non ne avreste mai abbastanza, potranno interessarvi anche questi link:

Fragole: frutto toccasana dalle mille virtù

Ricetta della Frozen Cheesecake alle fragole

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Conserve e confetture per concludere l’estate in bellezza!

L’estate sta finendo e sentiamo già la mancanza delle lunghe giornate di sole, delle vacanze e dei sapori della frutta e della verdura che l’estate porta con sè: per questa ragione, è venuto il momento di comprare vasetti e tappi e metterci a preparare conserve e confetture! Questo è sicuramente il modo migliore di allungare la bella stagione, racchiudendo in questi vasetti di vetro un tesoro prezioso: zucchine, sughi, pelati, melanzane, funghi e marmellate di frutta. Potete decidere di comprare dei vasetti ermetici al supermercato o riutilizzare quelli dele salse, del sugo o dei sottolio che avete già provveduto a “svuotare”! L’importante, in ogni caso, è sterilizzarli per bene prima di riempirli! Come ogni lavoro artigianale, la preparazione di conserve, sottolio e confetture richiede una certa dedizione e un certo tempo per l’acquisto dei materiali e il confezionamento dei vasetti, ma il risultato finale ripaga poi ogni sforzo. Pensare alla nostra dispensa piena vasetti di pelati, insalate giardiniere, melanzane e funghi sottolio, cavolfiori sottaceto, marmellata di albicocche tutti belli colorati e fatti da noi dall’inizio alla fine, non riempirà gli scaffali di sola bontà ma anche di una grande soddisfazione personale. In più, le vostre conserve una qualità inestimabile: saranno un prodotto che avrete conosciuto e controllato in ogni fase della sua realizzazione, dalla scelta della materia prima, all’aggiunta di altri ingredienti e spezie durante la preparazione. E se vi sentite generosi potrete anche utilizzare alcuni di questi piccoli gioielli di sapore e gusto per fare dei regali molto molto apprezzati! Sarà un pensiero davvero originale e personale!

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Settimana crudista: a settembre fornelli spenti sul Monte Rosa

Se amate esplorare i diversi universi e stili di vita che ruotano attorno al cibo, amate la montagna e l’idea di una vacanza alternativa vi alletta, vi segnaliamo la “Settimana crudista” che si terrà in Val d’Aosta dall’8 al 14 settembre presso il Romantik Hotel Jolanda Sport di Gressoney La Trinitè.

Un’idea per esplorare i segreti del mondo del crudismo, un modello di alimentazione per il quale si sceglie di consumare prodotti, generalmente di origine biologica, non lavorati e soprattutto non cotti perché secondo i sostenitori di questo regime alimentare la cottura altererebbe le proprietà degli alimenti privandoli in gran parte delle vitamine e i sali minerali che li caratterizzano.

La particolarità dell’iniziativa con vista sul Monte Rosa è l’unione tra vacanza in montagna e corso di cucina; il programma prevede infatti mattinate di passeggiate e relax tra gli splendidi paesaggi della zona per poi nel pomeriggio (non) mettersi ai fornelli per il corso di cucina crudista. A condurre le lezioni sarà una professionista del campo: Laura Cuccato, che insegnerà agli ospiti a realizzare ricette nuove ed esclusive, rispettando i principi della “filosofia” crudista. A cena infine, si potrà godere dei sapori e dei frutti del lavoro pomeridiano.

È possibile partecipare al solo corso di cucina o scegliere il pacchetto che comprende anche il soggiorno in hotel, di certo un’idea originale e curiosa per le ultime vacanze d’estate.

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La lavanda in Provenza

Il prodotto locale provenzale per antonomasia è proprio la lavanda. Gli ordinatissimi filari di questi cespuglietti viola percorrono ettari ed ettari di territorio inebriando tutto ciò che li circonda del loro profumo, soprattutto a luglio quando sono in piena fioritura! Il mio personale consiglio è quello di prendersi il tempo necessario per visitare in macchina o in bici i luoghi della lavanda. L’ideale è recarsi li la mattina presto quando il sole non è ancora alto, quando il silenzio e una brezza fresca invadono le campagne: accostate l’auto e scendete a respirare l’incanto di questi luoghi. Tra la seconda metà di giugno e la prima metà di luglio la lavanda fiorisce, dopo di che viene raccolta, setacciata e lavorata secondo una tradizione secolare. Tra i tanti prodotti che si realizzano con la lavanda, famoso è il miele di lavanda: il profumo intenso e fragrante, la consistenza porosa e cristallizzata, il sapore caratteristico e fruttato, lo rendono un finissimo miele da tavola da abbinare a formaggi stagionati, come montasio e pecorino sardo. E, in più, è consigliato nella cura delle vertigini e del mal di testa per le sue qualità calmanti e analgesiche. Lungo le “strade della lavanda”, da Sault a Valensole, da Manosque alle Gole del Verdon, è molto facile trovare chioschi, fattorie e piccoli negozietti a conduzione familiare che vendono prodotti legati al profumato arbusto viola: mazzetti freschi, saponi, saponette, oli essenziali, sacchettini profumati, ma anche caramelle, dolcetti, confetture e torroni. Chi poi ama il relax e la tranquillità, non può assolutamente rinunciare alla possibilità di fermarsi qualche notte nei bellissimi e appartati chambre d’hotes, immersi nella natura. Le camere sono arredare finemente, decorate con grande gusto e offrono tutti i confort a prezzi ragionevoli. Si può certamente affermare che questa parte della Provenza meriti una visita dettagliata per l’innumerevole quantità di luoghi naturali e di piccoli paesini medievali arroccati sulle colline come delle pietre preziose. Differisce molto dall’idea di mondanità e affollamento che caratterizza la Costa Azzurra, o dalla calda e sterminata Camargue. È un posto magico che conserva nei suoi colori e nei suoi profumi la sua grande unicità.

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In bici spendi meno!

Ciao ragazzi! E’ finalmente arrivato il bel tempo e così ho deciso di usare la macchina solo per lo stretto necessario (spostamenti lunghi, spese grosse, ecc…). In compenso ho voluto rispolverare la bicicletta dal mio garage e usare quella per muovermi a fare lezione ai ragazzi a cui insegno musica, o per fare la spesa qui nel circondario (nel raggio di 15-20km al massimo per ora). Voglio riportarvi la mia esperienza in modo che ci riflettiate su, perché dopo essermi fatto due conti in tasca, ho avuto molto da pensare! Ho percorso per il momento 150km in una settimana e mezza (è incredibile quanti km facciamo in auto senza rendercene conto) e ho risparmiato già 20€ di gasolio, ho buttato giù un po’ di peso, e mi sono goduto delle ore di tranquillità che altrimenti non avrei avuto. Infatti quando vai in bici muovi un sacco di muscoli, tonifichi i glutei e gli addominali, ti guardi dei bei paesaggi in santa pace e hai molta più tranquillità nell’arrivare a destinazione (tanto più di un tot noi puoi correre…). Io ho 26 anni e ho la macchina da quando ne avevo 20; prima dei miei 20 usavo regolarmente la bicicletta per muovermi ovunque (avevo anche meno spostamenti obbligati da fare ma la usavo comunque tanto). Usare la macchina mi ha completamente fatto perdere l’allenamento e la voglia di usare la bicicletta, e mi ha fatto aumentare gradualmente il grado di stress latente. Oggi, che il prezzo della benzina si è alzato all’inverosimile, sono arrivato a dire BASTA! Non mi sembra giusto alimentare questo consumismo che ci logora e ci divora i risparmi! La sera in compenso sono più stanco, ma più sereno e più felice! Quindi se vi è possibile, non appena avete un po’ di tempo per provarci, montate in sella e poi…fatemi sapere com’è andata!

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Vacanze ecologiche

In questo mondo governato dalla massa e dallo sfruttamento delle risorse, si sta facendo strada una nuova tendenza: la sostenibilità. Vivere una vita sostenibile nel rispetto del territorio e della natura, queste sono le fondamenta su cui si erge un nuovo tipo di turismo, l’ecoturismo o turismo verde. Si tratta di un’esperienza diversa, di un modo di viaggiare più rispettoso sia nei confronti della natura, sia nei confronti delle culture del posto, che riduce al minimo l’impatto negativo sull’ambiente e offre al turista singolo, alle famiglie e ai bambini delle attività che portano alla scoperta della natura e delle innumerevoli risorse del territorio.

Non è difficile prendersi un’ecovacanza

La vacanza in campeggio ne è un esempio e molti sono i campeggi che gestiscono le proprie strutture prestando attenzione alla sostenibilità; installazione di pannelli solari per l’acqua calda, accorgimenti a risparmio energetico per l’illuminazione e l’impianto idrico, raccolta differenziata e uso di prodotti biologici sono in vigore in molte strutture di camping. Numerosi sono anche gli alberghi che adottano tecnologie per il risparmio energetico e idrico, la Legambiente, nel proprio sito internet www.legambienteturismo.it ne mette a disposizione un elenco, e sta diventando una realtà anche l’ecoristorazione, che ha fra le proprie priorità anche l’uso di prodotti a “chilometro zero” o provenienti da agricoltura biologica.

Cicloturismo

Altra alternativa “green” è il cicloturismo, che ha come mezzo di trasporto principale la bicicletta o una combinazione fra bicicletta e mezzi pubblici e si basa su percorsi di interesse naturalistico e prevede una serie di servizi, tra cui gli hotel, ad esso collegati. Si veda per esempio il sito www.cicloturismo.com, che propone tutta una serie di attività e offerte sul tema. Una proposta sostenibile e perfetta per la forma fisica.

Trekking

Da non dimenticare è anche il trekking, che permette agli amanti della natura di portare al massimo il concetto di sostenibilità, usando come unico mezzo di trasporto i propri piedi. Con il trekking si possono esplorare aree e sentieri difficilmente percorribili con i normali mezzi di trasporto e si può mantenersi in forma allo stesso tempo. Nel sito www.trekkingitalia.org si possono trovare diverse proposte per diverse aree d’Italia con l’indicazione del grado di difficoltà del percorso.

Mare

Infine, per gli avventurieri del mare, il turismo sostenibile si può fare anche in barca a vela. Si organizzano crociere, ma anche weekend a vela; esperienze all’insegna del contatto con il mare nel totale rispetto dell’ambiente, come quelle offerte da www.mediterraneasailing.it.

Veg-strutture

E i vegetariani? Molte strutture alberghiere e attività di ristorazione mettono a disposizione un menù vegetariano, ma cominciano a farsi strada anche gli hotel “vegetariani”. In Italia l’offerta è ancora limitata, ma nel resto del mondo le attività di questo tipo non sono poche. Il sito www.veggie-hotels.com ci porta alla scoperta del mondo degli hotel “vegetariani” di tutto il mondo.

Le opportunità per chi ama scoprire il mondo e tutelarlo allo stesso tempo sono molteplici e crescono di giorno in giorno. L’ecoturismo è una scelta che tutti noi possiamo fare al momento di programmare le nostre vacanze. Quest’estate cominciate anche voi a viaggiare responsabilmente, diventate eco turisti!

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Centrifuga abbronzante

Questa centrifuga abbronzante, preparata con frutta fresca, contiene vitamina A, vitamina E e betacarotene, il mix vincente per aiutare la nostra pelle ad abbronzarsi sotto il sole in modo naturale e dissetante.

Centrifugate assieme:

  • 250gr di melone
  • 150gr di carote
  • 150gr di arance
  • 60gr di limone

Bevetela per qualche settimana prima di partire per il mare e non dimenticate di portarvela ogni tanto anche in spiaggia!

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Corso di cucina vegetariana estiva

Corso-menu-estivo-(coro)

Corso di cucina vegetariana/vegana su piatti estivi.

In tema di estate cogliete l’occasione di seguire il corso sulle verdure estive e sul loro impiego per creare menù freschi estremamente gustosi! Il corso si svolgerà in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • La cucina Vegetariana, un mondo da scoprire: ingredienti, tecniche, ricette.
  • Nuovi sapori: spezie, tecniche di utilizzo, ricette orientali e fusion.
  • Cereali e legumi: come utilizzarli al meglio.
  • Finger Food: idee stuzzicanti per cene e banchetti.
  • Dessert da gourmet: nuove idee per dolci e pasticcini.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: a partire dal 02 Luglio 2013, dal lunedì al venerdì.
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 180€ per 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: corso di cucina Vegetariana estiva data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170.

Recipes

Pasta con peperoni e limone sotto sale

Semplice, veloce e fresca, questa pasta fredda con peperoni e limone sotto sale è un piatto davvero squisito. Per la preparazione dei limoni sotto sale vi consigliamo di seguire la nostra ricetta. Essendo un fermentato, il limone sotto sale richiede una “stagionatura”… Non preoccupatevi però. Potete sostituire i limoni sotto sale con dei limoni bio tritati finemente (con la scorza mi raccomando! Che è la parte più buona). Il mio consiglio è, in ogni caso, di provare a farvi quelli originali sotto sale! Prendetevi per tempo e non potrete più farne a meno!

Pasta fredda con peperoni… limone e menta!

Cosa pensavate? Limone e menta non si abbinano solo nelle bevande! Un volta sposati, questi due gusti sembrano proprio fatti l’uno per l’altro. Essi offrono al nostro corpo una miniera di benefici per la salute! La menta favorisce in particolare la digestione e, strano ma vero, il limone aiuta a ridurre il livello di acidità nello stomaco. Assieme al peperone poi, questi ingredienti contengono in gran quantità uno dei più potenti antiossidanti naturali: la vitamina C! Del resto, vi dirò un segreto… In natura i vegetali sono il vero e unico nutriente sano!!

Estiva e fresca! La ricetta di pasta fredda che fa tornare la voglia di mangiare

E poi c’è il gusto. Il nostro piatto è semplicemente buonissimo! Ed è proprio quello che ci vuole quando l’estate fa passare la voglia di mangiare… Statene certi! Questa pasta fredda con peperoni vi farà tornare subito l’appetito! Fresca e colorata, stupisce per il sapore del peperone rosso, deciso e avvolgente, che abbinato alla menta fresca e al limone scatena uno spettacolo di sapori da non perdere!

Una ricetta facile e veloce per fare invidia ai colleghi

Last but not least la pasta fredda si presta a ogni occasione e si può portare con sé per il pranzo fuori casa o in spiaggia! Non deluderà! La pasta fredda è buona anche il giorno dopo e, se ve la portate a lavoro, la nostra versione scatenerà l’invidia dei vostri colleghi. Ricordate che è dovete fare invidia al mondo intero! Che succederà quando tutti si accorgeranno che le vere prelibatezze della cucina saranno tutte firmate vegan?? Ve lo lascio immaginare…

Pasta fredda integrale al pesto con fave e asparagi

La pasta fredda al pesto con fave e asparagi è la nostra ricetta per vivere in contatto con la natura quella favolosa stagione che è la primavera… in tutti i sensi! Perché in fondo la stagionalità non è che un modo di comporre l’armonia con il mondo esterno e, per noi vegani, con tutti gli esseri senzienti.

Pasta fredda al pesto: la nostra alternativa al pesto genovese

Quando pensiamo alla pasta al pesto pensiamo subito al pesto genovese. Ma il pesto, ricordatelo, è in realtà un tipo di “taglio” molto fine e il suo contenuto è libero. Le varianti di pesto sono potenzialmente infinite e il pestello offre alla nostra fantasia una miriade di opportunità da non perdere. Insomma non fermatevi al primo pesto che vi viene in mente. La nostra ricetta, per esempio, utilizza un gustoso pesto di rucola, molto semplice da realizzare e molto efficace. Basta munirsi di questo prodigio della tecnica: il pestello.

La pasta fredda integrale

Consigliamo per questa ricetta una pasta integrale di qualità che dia al piatto il suo caratteristico sapore “povero” e inconfondibile. Meditate, mentre preparate questo piatto, sul tessuto di simboli culturali che legano i concetti di “semplice”, “povero”, “integrale”, “magro”, “dietetico”. Fino a cinquant’anni fa questi concetti appartenevano al polo negativo dell’immaginario collettivo. Oggi, al contrario, sono generalmente considerati come titoli di merito in cucina. Ogni tempo ha i suoi valori!

La pasta fredda stagionale

Questa pasta fredda stagionale è insomma simbolo di una rivoluzione culturale. La stessa stagionalità degli ingredienti (in questo caso fave e asparagi) fino a pochi anni fa non veniva considerata un valore. Buono era ciò che era raro, e che doveva fare il giro del mondo per arrivare sulle tavole dei ricchi. Altro che chilometro zero! Quello che la terra offriva secondo il suo ritmo era, al contrario, il cibo di chi non poteva permettersi altro, della gente qualunque, dei poveri. Fave e asparagi in primavera? Embè?

Primaverili ed estive per una dieta equilibrata

E invece a noi la stagionalità piace. E anche il concetto di dieta è diventato positivo in una società che ha allontanato lo spettro della fame. Così oggi ricco non è più chi ha tanto, ma chi sa vivere felice le cose semplici con la giusta misura (che altro è, in fondo, la dieta?). Ed è proprio la semplicità delle giornate di sole e delle uscite fuori porta che ci ha ispirato questa pasta fredda al pesto. Una pasta primaverile, di mezza stagione che, oltre a essere buonissima, offre al nostro corpo tanti benefici per una dieta equilibrata. E se poi il caldo vi fa venire voglia di una pasta fredda più estiva provate le altre nostre ricette di pasta fredda.

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La nostra pasta fredda vegana

La pasta fredda vegana classica: niente di particolare?

Ecco la nostra interpretazione di un altro classico: questa versione della pasta fredda vegana può apparire molto semplice… e in un certo senso lo è! Niente di particolare verrebbe da dire. Ma allo stesso tempo la selezione degli ingredienti, la cottura della pasta, la scelta delle olive… tutto è in ballo e tutto è essenziale. Non un romanzo forse, ma sicuramente una bella poesia.

Dalla versione vegetariana…

La mia proposta è una versione molto semplice: pomodoro, basilico, olive e feta vegan (per realizzare quest’ultima seguite la nostra ricetta di base!). Concettualmente si tratta di una pasta fredda vegetariana con la sostituzione della mozzarella. Sull’identità geografica di questo piatto non ci si può ingannare. Pasta mediterranea, anzi: tricolore visto il risultato cromatico di questo fantastico piatto!

Una pasta fredda veloce ed estiva da oscar

E nemmeno sulla stagione adatta ci si può sbagliare: è pasta estiva, buona per le più svariate occasioni della bella stagione. Il suo sapore intenso e delicato allo stesso tempo racchiude gli ingredienti semplici e naturali per cui la cucina mediterranea è stimata in tutto il mondo. Ognuno dei suoi elementi è letteralmente una star mondiale. Non c’è uomo sulla faccia della terra che non conosca, per fare solo un esempio, Mr. Pomodoro…! E che dire di Olio Evo, le sorelle Taggiasche e il maestro Basilico? Non certo gente qualunque!

Non una pasta al pesto…

Maneggiate con cura e rispetto gli ingredienti, trattate con la dovuta cura queste grandi celebrità della cucina mondiale! Ricordate che non si tratta di una pasta al pesto! Ognuno qui vuole il suo momento di gloria. E sarà compito della vostra regia creare l’atmosfera adatta, il calore, la passione, l’intreccio… L’armonia e l’identità degli ingredienti è qui il vostro obiettivo primario.

Ricette semplici da mangiare tutti assieme

Il secondo obiettivo sarà cercare di condividere questo piatto, semplice e collettivo per natura, con più gente possibile. Lasciatevi andare, esagerate con le dosi per una volta. Invitate tutti e, nonostante tutto, fate in modo che avanzi qualcosa… senza buttare ovviamente! Vi basterà scolare la pasta un po’ prima! Così sarà buonissima anche da portare in ufficio o in spiaggia il giorno dopo!

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Il Tabulè: il piatto freddo del medio oriente

Tabulè: una ricetta semplice dai tanti volti

Il tabulè (scritto anche tabbouleh o tabuleh), è un piatto vegano per definizione, diffuso in tutto il medio oriente. Le sue origini sono tra le montagne del Libano e della Siria e la sua natura è multiforme, nonostante (o forse grazie al fatto che) si tratti di una ricetta semplice e “povera”. Per qualcuno è un antipasto, per altri un’insalata, per altri ancora è un primo piatto freddo… Nella sua semplicità si nasconde la ricchezza delle sue potenzialità. Una cosa sola è certa: si tratta di una pietanza fresca e saziante, adatta soprattutto ai pranzi estivi!

La ricetta originale

La parola tabulè significa “leggermente speziato“. La ricetta originale è preparata con tre ingredienti di base: la menta, il cumino e il cipollotto. A questi ingredienti si aggiungono poi il bulgur e i pomodoro e cetrioli a cubetti. Infine si condisce tutto con olio extravergine d’oliva e succo di limone! Il concetto è molto semplice e le varianti possibili sono tante.

Un primo piatto di verdure freddo da portare sempre con sé

Bisogna ammettere che tradizionalmente, ovvero nella sua cucina d’origine, il tabulè viene trattato come un antipasto. Solo che… a noi italiani la sua ricetta non può non suggerire una scampagnata all’aperto, o una giornata in spiaggia! E questo primo piatto freddo di verdure è il compagno più adatto. Il relax vi farà di certo venire l’appetito. Questa ricetta allegra e colorata è un’ottima alternativa al solita pasta. In ogni caso, anche se avete in programma una semplice giornata di lavoro, un piatto come il tabulè può essere portato facilmente ovunque. Insomma: se, per qualsiasi motivo, ci si vuole portare qualcosa di buono da mangiare quando si pranza fuori casa questa è un’ottima (e non scontata) soluzione!

Il tofu al forno preparato al cartoccio

Cosa pensavate? Le ricette al forno vegane non prevedono solo teglie di patate, zucchine, peperoni, cipolle e verdure varie. Si può infatti preparare un fantastico tofu al forno che non teme rivali. Una ricetta veloce che dà in cambio un sacco di soddisfazione! Un unico segreto… la preparazione al cartoccio!

Non solo miso: il tofu al forno croccante per tutti i gusti

Già! Il tofu non si usa soltanto nella zuppa di miso. Il mio tofu al forno racchiude i sapori dell’estate in un pacchetto fatto di carta forno, una fetta di tofu croccante, una manciata di olive nere denocciolate, qualche cappero, dei pomodorini belli sugosi, olio extravergine e origano! Qualche minuto in forno e accade la magia! I cartocci sono così belli da vedere e così buoni da gustare che piaceranno tantissimo ai vostri ospiti e anche ai più piccini! E se il cartoccio è di carta stagnola… provateli anche sulla griglia.

Un ricetta al forno veloce per pranzi lunghi!

Quella del tofu al forno è una ricetta al forno utilissima del repertorio vegan: un ottimo alleato per i pranzi più lunghi e impegnativi. Lo potete accompagnare in modo classico con delle patate al forno o con qualche altro contorno che vi stuzzica. In tutti i casi il suo gusto classico ricorderà la tradizione e ci connetterà direttamente con la nostra storia. Insomma… Un mix di passato e futuro ottimo per conquistare anche gli ospiti più diffidenti.

Il tofu al forno e la magia del cartoccio

Un altro consiglio è, una volta provata questa versione, di scatenare la vostra fantasia: si può aggiungere, togliere, inventare seguendo l’ispirazione del momento o, ancora meglio, la stagionalità dei prodotti. La magia del cartoccio, il mistero del forno tramuterà i vostri pensieri e le vostre emozioni in un tofu croccante e gustoso. E non è poco!

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Vellutata di zucchine: la mia ricetta antispreco

Che ne dite di una ricettina velocissima e antispreco? Vi parlo della vellutata di zucchine, che con pochissimi ingredienti potrete preparare rimediando un pranzetto davvero favoloso!
Leggete come me la sono inventata e capirete…

Vellutata di zucchine e patate con aneto e mais

Oggi alle 11.30 mi accorgo dell’orologio: ero assorto a lavorare a delle nuove ricette e mio figlio mi fa capire chiaramente che era ora di preparare il pranzo.
OK! Molla tutto, apri il frigo e … che si fa? Apro la borsa della spesa delle verdure (ieri ho fato una bella spesa del fresco) e mi appaiono agli occhi 3 belle zucchine! Avevo una scatoletta di mais avanzata: ieri ho fatto un bel po’ di VJB per fare scorta in frigo. Un po’ di connessioni mentali e mi viene il lampo di fare una vellutata di zucchine e patate, con il mais, l’aneto fresco che ho in giardino e crostini del mio pane di segale a pasta acida.

Vellutata di zucchine light: ovviamente senza panna

La vellutata di zucchine che vi propongo oggi è assolutamente light e vegan: io per le vellutate non uso mai né latte né panna. Questi due ingredienti non rendono una vellutata più “vellutata”, ma sono solo uno stereotipo che appesantisce la ricetta e oscura l’aroma delicato delle zucchine.
Basterà la giusta quantità d’acqua, una piccola patata e soli 9 minuti di cottura delle zucchine, e otterrete una bellissima vellutata verde intenso, profumata e molto morbida.
La presenza del mais messo dopo aver cotto e frullato le zucchine, conferisce quel tocco di texture in più che fa la davvero la differenza, mentre l’aneto dà una nota nordica di freschezza che vi fa venir voglia di riempirvi un’altra ciotola.

Polpette di zucchine: un ricordo della Grecia

La ricetta di cui vi parlo oggi è quella delle polpette di zucchine e menta, e per me è parte della costruzione del mio gusto per il cibo.
A 15 anni sono partito con i miei genitori per un viaggio itinerante in Peloponneso, la parte sud della Grecia: quando siamo partiti ancora non sapevo che avrei fatto un viaggio gastronomico che mi avrebbe segnato per sempre!
Un giorno, dopo aver attraversato un passo montano, ci fermiamo all’altezza di Leonidio, un paesino a pochi chilometri dal mare. Ogni momento di quel viaggio ha costituito per me delle forti emozioni: i paesaggi, la gente e il cibo… Anche in questo paesino ho potuto scoprire un mondo!
Non c’era molto e per mangiare c’era un ristorantino che d’estate metteva sedie e tavolini su una strada in pendenza fuori dall’ingresso. Siamo stati fermi 3 giorni e ogni giorno ho potuto assaggiare specialità che non fanno parte degli stereotipi comuni sulla cucina greca.
Tra queste mi sono innamorato delle “tzukini balls” ovvero le Polpette di zucchine e menta. Quelle che avevo assaggiato all’epoca, non erano vegan e nemmeno io avevo idea che lo sarei diventato. Quello che ho fatto è stato ricreare questa ricetta con pochi semplici ingredienti per ottenere un secondo o un antipasto facile e veloce che possa appagare i sensi con sapori classici e molto diretti!

Polpette di zucchine vegan: la ricetta senza uova

Per ottenere delle favolose polpette di zucchine vegan, ho optato per un sostituto che è saporito e proteico allo stesso tempo: la farina di ceci!
Unendo zucchine grattugiate ad una pastella di farina di ceci e tanta buona menta fresca, otterrete un impasto che si presta ad essere fritto (deep fried), fritto superficialmente (pan fried) oppure cotto al forno, con qualche modifica del caso.

Qualche variabile: polpette di zucchine e patate, al forno o fritte?

Se vorrete il top del sapore e della texture vi consiglio la tecnica “deep fried”: fate scaldare dell’olio a 150°C e iniziate a friggere le vostre polpettine, calando nell’olio delle chenelle aiutandovi con due cucchiai.
Fate cuocere fino a doratura, ben attenti che siano cotte al cuore.
Se volete una versione più light provate le polpette di zucchine al forno, magari con l’aggiunta delle patate. In questo caso al l’impasto aggiungete un po’ di patata lessa, o ancora meglio arrosto. Rompete la patata in modo da ottenere una pasta granulosa è irregolare e unitela al l’impasto.
Formate a mano o con l’aiuto di due cucchiai delle polpettine che adagerete su una teglia da forno con della carta antiaderente. Spennellate le polpette con olio e infornate a 200°C per 20 minuti.

Le polpette di zucchine per vegani e per celiaci

Ho scelto di sviluppare la ricetta delle polpette di zucchine, non solo senza uova e senza latte, quindi completamente vegan, ma anche senza glutine! Infatti la farina di ceci è un ottimo coadiuvante tecnologico per le ricette per celiaci oltre ad essere molto buona e molto nutriente!

Come fare il gelato VEG alle ciliegie con l’estrattore di succo

A maggio gli alberi si riempiono di piccolissimi fruttini dolci e colorati, e a tutti viene una voglia incredibile di quel sapore perfetto che non ci lascia scampo: sto parlando delle ciliegie!
Oggi ho voluto utilizzarle per farvi vedere come ottenere un gelato veg con l’estrattore, in pochissime mosse!

Gelato vegan con l’estrattore: facilissimo, ma anche i sorbetti sono ottimi!

Usando l’estrattore di succo dalla primavera all’autunno preparo degli ottimi gelati, granite e sorbetti vegani. La tecnica è davvero semplicissima: possiamo ghiacciare la frutta, ghiacciare il latte vegetale e poi passare tutto nella bocchetta dell’estrattore. Questa macchina infatti lavora a bassi giri, estraendo a freddo. L’estrattore che uso io va a 32 giri al minuto!
Ma potete anche riciclare gli scarti dell’estrattore ghiacciandoli ed estraendoli in un secondo momento: otterrete un sorbetto favoloso a base di scarti dell’estrattore!

Leggi come riciclare gli scarti dell’estrattore…

Gelato veg con l’estrattore: senza lattosio e senza zuccheri raffinati

Una volta estratta la frutta o il latte vegetale ghiacciati, basterà mantecare il gelato con una spatola e servirlo: otterrete così un gelato senza lattosio!
Se vi piace al naturale, dolce del fruttosio naturale che sta dentro alla frutta, potrete gustarlo così come esce.
Altrimenti potrete dolcificarlo con un po’ di sciroppo d’acero o con un cucchiaino di stevia. Un favoloso gelato veg senza lattosio e senza zucchero raffinato!

Usiamo il filtro cieco per estrattore

Ancora più facile ottenere il gelato con l’estrattore da quando esiste il “filtro cieco” o filtro senza fori di plastica tritan che una volta montato rompe anche il ghiaccio! Quando lo si monta, tutto ciò che si va ad estrarre uscirà solo dalla bocchetta degli “scarti”.

E se non sai come scegliere l’estrattore giusto per te? Leggi l’articolo: guida alla scelta dell’estrattore…

Vuoi un estrattore di succo? Ecco un codice sconto per te!

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Passata di pomodoro con l’estrattore di succo

Oggi, con l’arrivo della bella stagione mi trovo ad usare l’estrattore di succo tutti i giorni, più volte, per moltissime applicazioni.
E dopo aver scritto e star presentando in giro per l’Italia il nuovissimo libro, “il manuale dell’estrattore“, la ricerca ancora non è finita!
Infatti ancora molte cose devo sperimentare e capire: altre ricette come ad esempio la passata di pomodoro con l’estrattore, non pensavo fosse così facile e buona!
Ne vedremo quindi una versione a crudo e una classica.
Il manuale dell'estrattore: molto più di un semplice manuale

Come fare una salsa di pomodoro con l’estrattore?

Fare una buona salsa al pomodoro con l’estrattore di succo è semplicissimo, basterà avere buoni pomodori, possibilmente San Marzano, oppure Cirio, un estrattore di succo e qualche vasetto.
Potrete poi decidere se usare sale e basilico, oppure lasciare la vostra passata al naturale, se pastorizzarla oppure se prepararla in versione crudista.
Vediamo come farla.

Passata di pomodoro a crudo con l’estrattore

“Ah il profumo del pomodoro fresco, molto meglio della passata comprata”. Queste sono le parole di chi prova a prepararsela in casa, proprio a dimostrare che il home made è la migliore delle vie possibili! Autoprodurre è ecologico, economico e salutare, oltre ad essere rilassante e a darvi dei risultati molto più naturali e buoni rispetto ai prodotti industrializzati.
La passata di pomodoro con l’estrattore in versione cruda è davvero molto facile e vi potrà venire buona come base per qualche intingolo o per una salsa per condire delle tagliatelle crudiste di zucchine.
Basterà passare i pomodori per 3 volte nell’estrattore fino ad ottenere una salsa bella densa, mentre se si vuole una passata più “rustica” potrete aggiungere gli scarti dell’estrattore alla passata filtrata.

Scopri come riciclare gli scarti dell’estrattore!

La versione classica della salsa di pomodoro

Se volete una passata di pomodoro classica ecco la versione con l’estrattore!
Sbollentate i pomodori per 30 secondi in acqua bollente e subito dopo metteteli in acqua fredda per spellare bene la buccia.
Passate così i pomodori nell’estrattore per tre volte finché non otterrete una passata densa e consistente.
Potete così decidere di aromatizzare la passata con un po’ di basilico fresco e sale oppure tenerla al naturale.
Se volete potete metterla per qualche minuto a sobbollire sul fuoco per concentrarla maggiormente.

Alla fine sterilizzate dei vasetti di vetro e il loro tappo, inserite la passata di pomodoro che avete estratto con l’estrattore e mettete i vasetti a bollire in una pentola d’acqua per pastorizzarli e ottenere il sottovuoto.

Se ti può interessare, leggi: Pomodori pelati, la ricetta!

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Un pesto fresco e allegro che non potete perdervi è sicuramente il pesto di rucola che vi andiamo a presentare. Innanzi tutto solo ingredienti semplici e di prima qualità: rucola, lievito alimentare, mandorle e olio extravergine d’oliva. Già alla primo assaggio sarete conquistati dal sapore grintoso e piccantino della rucola abbinati alla dolcezza della mandorla. Questa è la ricetta del pesto di rucola vegan che cercavate: facile e veloce che si presta benissimo anche spalmato su dei crostini di pane per l’aperitivo o per farcire un panino con le verdure per un pranzo al sacco sfiziosissimo!

Come fare il pesto di rucola

Nulla di più semplice per questo pesto vegano: unite rucola, olio, sale, lievito alimentare, mandorle, acqua e frullate con un frullatore ad immersione. In un battibaleno avrete preparato un pesto di rucola light, leggero e sfizioso senza l’utilizzo di derivati animali!
Attenzione che non tutta la rucola è uguale! Vi è mai capitato di assaggiare una rucola che avesse un gusto particolarmente forte e un’altra dal sapore più delicato? Come mai? Non dipende tanto dalla varietà della pianta ma dal numero di tagli! Come tutti gli sfalciati, anche la rucola, una volta tagliate ricresce, e man mano che ricresce, il suo gusto risulta più pungente.

Come si conserva il pesto di rucola

Questo pesto si conserva benissimo per 1 settimana in frigo se chiuso in un vasetto di vetro o in un contenitore ermetico e coperto con un po’ d’olio. Le ricette con il pesto di rucola che avete preparato o avete avanzato, invece, si conservano al massimo per un giorno in frigo coperte con della pellicola o in contenitori chiusi ermeticamente.

Il mondo del pesto è un mondo da scoprire ed esplorare: questo pesto senza formaggio è solo uno dei tanti pesti che potete inventarvi!