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Veni, vidi, vegani. La dieta mediterranea e l’Europa

La dieta mediterranea è ispirata ai regimi alimentari dei paesi affacciati su quel mare e parla di una frontiera interna al mondo europeo, di cui siamo generalmente consapevoli ma di cui ignoriamo altrettanto generalmente la storia.

Il nord Europa,  almeno nel nostro immaginario collettivo, basa la sua alimentazione su prodotti di origine animale. Carne, formaggi, burro conducono la nostra mente generalmente lontano dal bacino del mediterraneo. Si pensi ai wurstel tedeschi, alla colazione uova e pancetta all’inglese, ai biscotti al burro danesi. Ci si aggiunga pure un po di pesce: anguille, aringhe, salmone… Stereotipi appunto, ma è inutile negare che la tradizione di pane, vino e olio e di tutti i prodotti di vocazione agricola, sia concentrata nel sud del nostro continente. Si tratta di una differenza dovuta certo a diversità climatiche. Ma c’è anche un modo diverso di raccontare queste linee, seguendo non solo i fatti e i destini naturali, ma anche i casi della storia.

La differenza di cui parliamo è infatti l’erede di un tempo in cui l’Europa non esisteva. La frontiera che separa oggi l’Africa dalle nostre coste non era allora realmente un confine o meglio: lo era molto meno di quanto non lo fossero al nord le Alpi e il Reno. Quella che oggi è una cultura che si percepisce come comune, l’Europa, è in verità il prodotto di un lento cambiamento seguito al crollo del più grande impero della storia occidentale: l’impero romano. L’Europa è un prodotto artificiale, una sintesi tra la cultura greco-romana mediterranea e quel brulichio di genti che tendiamo a chiamare, per semplificarci la vita, con un unico nome: i popoli germanici. Un gruppo di popoli nomadi, pastori e cacciatori per i quali l’agricoltura è un optional: e che porta in Europa il culto del derivato animale.

Non che la civiltà greca e romana non conoscesse il burro o la carne e, men che meno, il pesce. Ma ciò che distingueva la civiltà classica dai barbari era la base vegetale non solo dell’alimentazione, ma della simbologia culturale nel suo complesso; perché l’agricoltura costituiva il segno tangibile del potere dell’uomo sulla natura e dell’uscita dallo stato ferino. Per questo, nei poemi omerici, “mangiatore di pane” è sinonimo di “uomo”.

Questa unità mediterranea si era spezzata proprio con l’arrivo dei popoli germanici. E la separazione si era approfondita nel momento in cui gli arabi avevano conquistato l’Africa affacciandosi sulle coste dell’Europa. Alla fine, con la definitiva cacciata dei musulmani dal nostro continente e il loro stanziamento in Africa, la divisione era completa e si veniva consolidando lo spazio culturale europeo.

In questo nuovo spazio, cementato dal cristianesimo e di cui noi siamo i diretti eredi, la gastronomia ha tuttavia continuato e continua a parlare anche un’altra lingua, più arcaica, che identifica pur sempre quell’antica regione che le varie invasioni hanno piegato ma non spezzato. È la lingua di una dieta mediterranea che non è solo uno slogan di moda, ma racconta di un passato che si rigenera e si rinnova ogni giorno tra il fuoco delle nostre cucine. Una lingua che rimane un’ottima chiave di lettura delle differenze che nonostante tutto separano l’Europa del mare nostrum da quella d’oltralpe; e la uniscono a un’Africa che non è poi tanto lontana.

Non si fraintenda. La sintesi europea ha fatto sì che il pane, il vino e l’olio si diffondessero in tutto il continente, grazie anche a una religione comune. Quei cibi sono infatti entrati da subito nella simbologia del rituale cristiano, formalizzato non a caso sotto la protezione degli ultimi imperatori romani. Ed è proprio attraverso la religione che, anche nell’alimentazione, l’asperità delle differenze si è stemperata. La frontiera è diventata insomma una questione interna, che racconta pur sempre la nostra appartenenza a quel luogo culturale comune che si chiama Europa… Ma anche no!

Alimentazione post abbuffata: che cibi mangiare per rimediare ai giorni di festa!

Alimentazione post abbuffata: che cibi mangiare per rimediare ai giorni di festa!

Natale e l’ultimo dell’anno sono stati occasione di pranzi, cene e cenoni a cui di certo, nessuno in questo periodo, osa rinunciare. Durante le feste è normale provare quella sensazione di gonfiore e pesantezza causato dalla grande quantità di cibo che assumiamo e dall’apporto altamente calorico che in essi è contenuto. Ecco allora i cibi prediletti per chi non rinuncia vuole ritornare in forma e salute dopo una gran mangiata sotto le feste.

Tanta verdura, pochi carboidrati

Nei giorni seguenti alle abbuffate sono vietati i carboidrati e gli amidi, richiedono molto tempo per la loro assimilazione, è quindi preferibile evitarli. È invece consigliabile mangiare molta verdura, soprattutto quella a FOGLIA VERDE SCURO, tipica della stagione invernale, che ha proprietà depurative e toniche. Ottimi figli di questa grande famiglia sono la CICORIA e gli SPINACI. La cicoria, ricca di fibre e di acqua, contiene solamente 18 kcal per 100 gr, ha inoltre una forte proprietà digestiva e con i suoi nutrienti abbassa i livelli di zuccheri nel sangue ed aiuta i reni ad espellere le impurità.Gli spinaci, che sono ricchi di ferro, di vitamina A, B e C, acido folico ed ha un’alta concentrazione di minerali, sono da sempre utilizzati come un lassativo naturale che favorisce quindi la depurazione dell’organismo dalla pesantezza dei pranzi e delle cene.

Il finocchio, l’alleato della depurazione

Passando poi ad altre verdure che aiutano il nostro organismo a digerire e depurarci, su tutte regna il FINOCCHIO, con le sue proprietà sgonfianti e digestive, contiene solamente 9 kcal per 100 gr, la grande concentrazione di acqua e di potassio creano un forte effetto diuretico e disintossicante, inoltre contiene diverse fibre che regalano, a chi lo mangia, un senso di sazietà che aiuta quindi a consumarne una minor quantità pur sentendosi lo stomaco pieno.

Frutta per ritornare in forma

Immancabile in una dieta leggera e depurativa è la frutta, ma i frutti che meglio riescono a svolgere questo compito di depurazione sono, senza ombra di dubbio, MELE, ARANCE, KIWI e ANANAS. Le mele, oltre ad essere il frutto più antico del mondo, si trovano durante tutto l’anno in diverse varietà, hanno un alto potere antiossidante, sono fatte per circa l’ 85% di acqua ed aiutano il nostro sistema immunitario grazie all’alto numero di sali minerali che contengono, come fosforo, calcio, magnesio e vitamine A, B, PP, D ed E, quest’ultime, se le mele vengono mangiate con la buccia. Questi deliziosi frutti hanno proprietà depurative, rinfrescanti e tonificanti.
Le arance, fatte per circa l’80-90% di acqua, sono il frutto per eccellenza della vitamina C, ma contengono anche vitamina B e P ed altri Sali minerali, hanno un forte potere antiossidante e contengono solamente 40 kcal per 100 gr. I kiwi sono, in realtà, ancora più ricchi di vitamina C degli agrumi, ma sono più che altro conosciuti per le loro proprietà di regolazione dell’intestine e per la loro capacità di regolare la funzionalità cardiaca e la pressione arteriosa. L’ananas, il famoso frutto “brucia grassi”, possiede tutte le proprietà che aiutano il nostro organismo dopo una grande mangiata poiché contiene la bromelina: una sostanza che permette la scissione delle proteine, ha inoltre un gran potere disintossicante ed un’alta digeribilità.

Acqua, tè e tisane: la salute vien bevendo

Oltre a questi cibi bisogna poi bere molta ACQUA e TISANE, magari dei cibi sopra descritti, che, anche se disidratati, mantengono comunque diverse proprietà che possono aiutare l’organismo. Ottimo è il TÈ VERDE, dall’ormai risaputa proprietà antiossidante che mantiene giovani e belli.

Ecco quindi i cibi che non devono mancare sulle nostre tavole nei giorni seguenti alle feste, infatti digiunare o saltare i pasti è il modo più sbagliato per cercare di riprendersi dopo queste grandi, inevitabili, abbuffate.

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Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Con l’avvicinarsi di Capodanno, le vendite di lenticchie aumentano vertiginosamente! Grazie alla loro forma simile a una moneta, fin dall’antichità questo legume veniva consumato per augurare un nuovo anno ricco e prospero. E diciamocelo, di questi tempi forse è il caso di mangiarle molto più spesso, ma per guadagnarne anche in salute!

Lenticchie nel mondo e in Italia

La lenticchia fu il primo legume ad essere coltivato in Mesopotamia, e ad entrare a far parte dell’alimentazione umana. Esse vengono citate anche nella Bibbia, precisamente quando Esaù rinunciò alla figlia primogenita per un piatto di lenticchie. A livello mondiale si stima che circa 3 milioni e mezzo di ettari siano coltivati con piantagioni di lenticchie, in particolare nelle zone temperate. La pianta, scientificamente chiamata Ervum Lens, può sopravvivere in ambienti avversi, e, tecnicamente, le lenticchie sono i semi della Ervum Lens.
Anche l’Italia è un modesto produttore di questo legume, le cui varietà sono molto pregiate ed apprezzate a livello internazionale; tra le più note possiamo ricordare le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), quelle di Altamura, le lenticchie di Villalba e di Colfiorito, e le lenticchie del Fucino.

Proprietà e valori nutrizionali

Come quasi tutti i legumi, anche le lenticchie sono un alimento formidabile per le sue numerose caratteristiche nutrizionali. Sono ricche di fibre, valido alleato per la prevenzione di forme tumorali al retto e colon; esse inoltre aumentano la sensazione di sazietà, perciò possono sostenere la perdita di peso e il contrasto al diabete. Le fibre, infine, favoriscono l’equilibrio intestinale.
Le lenticchie contengono magnesio e potassio: il primo benefico per il tessuto osseo, il secondo utile per la ritenzione idrica e l’apparato cardiocircolatorio. Il loro contenuto proteico è paragonabile se non superiore a quello di molti tipi di carni, ma sono prive di grassi saturi e non causano l’aumento del colesterolo. Le lenticchie apportano al nostro organismo vitamina B1, ferro e aiutano a mantenere bilanciata la glicemia nel sangue e quindi anche l’insulina, che serve a metabolizzare gli zuccheri. Altri componenti caratterizzanti sono gli antiossidanti e la tiamina, utile per favorire la concentrazione.

Ricette e consigli con le lenticchie

E’ controindicato consumare le lenticchie crude, in quanto poco digeribili. Il loro uso inoltre è sconsigliato a malati di gotta e uremia. Con l’auspicio che la loro fama di portar fortuna si trasformi in realtà, di seguito suggeriamo alcune ricette con le lenticchie, valide per San Silvestro… E, perché no, per tutti gli altri mesi!

Ecco le nostre ricette consigliate:

Pasta e lenticchie con cavolo nero e pinoli
Burger di lenticchie, ceci e cereali
Polpette speziate con lenticchie, spinaci e zucca

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Trucchi naturali per accelerare il metabolismo

Trucchi naturali per accelerare il metabolismo

Se per perdere peso non esistono delle vere e proprie scorciatoie, esistono invece alcuni trucchi da seguire per accelerare il metabolismo. Come si fa? Prima di tutto, è fondamentale fare attività fisica in maniera regolare e dormire un numero sufficiente di ore ogni notte (almeno 7-8). Inoltre, alcuni cibi ci possono venire in aiuto per dare una spintarella al nostro metabolismo, in modo da rendere il nostro organismo più attivo e il nostro corpo più vitale, energico e consumare così più calorie. Questi 10 cibi, se introdotti in un regime alimentare equilibrato e accompagnato da una discreta attività fisica, daranno un ulteriore impulso al vostro metabolismo, aiutandovi a perdere peso.

Peperoncini piccanti

Mangiare qualsiasi tipo di peperoncini piccanti accelera il metabolismo e la circolazione sanguigna, ma non solo: diminuisce sensibilmente il senso di fame! Questo è dovuto al loro contenuto di capsaicina, un componente che stimola i nostri recettori sensoriali, aumentando la circolazione e il metabolismo circa del 25% in più rispetto al normale e il suo effetto dura fino a 3 ore dopo il consumo.

Cereali integrali

I cereali integrali sono ricchi di proprietà nutritive e carboidrati complessi utilissimi per accelerare il metabolismo e stabilizzare il nostro livello di insulina. L’avena, il riso integrale e la quinoa, ad esempio, sono carboidrati che si digeriscono più facilmente e il loro valore energetico dura più a lungo e viene consumato in maniera costante, a differenza dei picchi provocati da altri cibi contenenti zuccheri che dopo poco fanno riapparire il senso di fame.

Broccoli

I broccoli contengono molto calcio e una straordinaria dose di vitamine C, K e A. Quando mangiamo i broccoli, consumiamo anche moltissime fibre e diversi tipi di antiossidanti che aiutano il funzionamento e il mantenimento del nostro corpo. Questo ortaggio ha anche un effetto detox, il che lo rende fondamentale nella nostra dieta.

Zuppe

Degli studi hanno dimostrato che consumare regolarmente pietanze liquide assieme ad alimenti solidi, diminuisce il senso di fame e l’assorbimento di eccessive quantità di cibo, accelerando il metabolismo e bruciando grassi più facilmente.

Tè verde

É risaputo che il tè verde apporti diversi benefici alla nostra salute: non solo è ricco di antiossidanti che combattono i radicali liberi ma il suo estratto permette di accelerare il metabolismo in maniera significativa.

Mele e pere

Secondo alcuni studi scientifici condotti presso l’Università di Rio de Janeiro, questi frutti accelerano il metabolismo e velocizzano la perdita di peso. Le donne che consumavano tre mele o pere al giorno perdevano più peso delle donne che non le mangiavano.

Spezie

Cannella, pepe, cumino, peperoncino, curcuma… sono ottimi amici per per mantenere il nostro metabolismo attivo! In particolare, sono più potenti quelli dal sapore più pungente come il pepe nero, i semi di senape, la cipolla o l’aglio in polvere e lo zenzero.

Agrumi

Tutti gli agrumi, dai limoni ai pompelmi, dalle clementine alle arance, hanno un effetto bruciagrassi e contribuiscono a accelerare il metabolismo. Questo grazie al grande apporto di vitamina C, la quale aiuta a tenere a bada i picchi di insulina.

Cibi ricchi di calcio

Secondo uno studio dell’Università del Tennessee, chi consuma una dose giornaliera di 1,200/1,300 milligrammi di calcio perde circa il doppio del peso rispetto a chi non ne assume. Quindi introducendo molti cibi ricchi di calcio nella nostra dieta aiuteremo sicuramente il nostro metabolismo a risvegliarsi!

Bere molta acqua

Bere molta acqua è un ottimo metodo per bruciare grassi, diminuire il senso di fame in maniera naturale e ha un effetto disintossicante sul nostro corpo.

Altri consigli utili per accelerare il metabolismo

  • evitare le bibite gassate, gli energy drink e altri cibi elaborati ricchi di zuccheri raffinati;
  • dormire un numero di ore sufficiente a riposarvi (7-8 ore circa);
  • fare regolare attività fisica, preferibilmente cardio;
  • fare yoga, per almeno 20 minuti, una volta al giorno;
  • ridurre il più possibile le fonti di stress.

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