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Genitori vegan: siti utili per una famiglia veg!

Quando nasce un bambino, nascono anche due genitori.
Se questi due adulti poi, sono vegani e, come spesso accade, non intendono svezzare il proprio piccolo in maniera “tradizionale”, ecco che nascono due genitori vegan. Più o meno informati.

Ammettiamolo: ci sono mesi di preparativi prima che il pupo venga alla luce e travolga mamma, papà, amici e parenti con un’ondata di amore, panni sporchi e dubbi amletici. Ma tutto questo tempo non sempre viene sfruttato per pensare a cose importanti come lo svezzamento o la richiesta di un menù vegano a scuola.
C’è tempo, pensiamo. Abbiamo metà testa ancora libera e incosciente, che imperterrita si comporta come se nulla stesse accadendo. L’altra metà è occupata a trovare il nome, a fissare le ecografie, a dipingere la cameretta, ad organizzare il baby shower o a frequentare lo yoga preparto.

Genitori vegan, genitori consapevoli!

Ragazzi, se vi rivedete più o meno in questo ritratto: alt! Fermi un attimo, ascoltate chi ci è già passato! Non ritrovatevi tra qualche mese a dire: questo non lo sapevo! A chi ci rivolgiamo se siamo in difficoltà? Siamo gli unici genitori vegani nell’arco di quanti kilometri?

Tranquilli. Siamo in molti e sempre di più. In effetti, esistono in rete e non solo, una serie di gruppi e strumenti utili per superare le difficoltà quotidiane, dalla ricerca di un pediatra o di un nutrizionista, fino alle dritte per menù settimanali bilanciati, abbigliamento cruelty-free e tanto altro.

Quali sono i siti utili per dei genitori vegani?

Ecco quelli che al momento ci sembrano i siti più utili e chiari per aiutare le famiglie vegane a districarsi tra i problemi quotidiani. Ogni giorno ci imbattiamo in nuove fonti, più o meno attendibili: qui sotto condividiamo con voi quelle da pollice in su!

1. Genitoriveg.com
Genitori Veg : portale con forum su cui scambiare opinioni e fare domande. Ci trovate anche le indicazioni per richiedere il menù vegano nelle scuole, recensioni di libri per bambini e la lista dei gruppi locali di genitori veg.

2. Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana : sito dell’associazione non-profit fondata nel 2000 e costituita da professionisti, studiosi e ricercatori in diversi settori (Nutrizione, Medicina e settori connessi, Ecologia della nutrizione ed impatto ambientale, Giurisprudenza) favorevoli alla nutrizione vegetariana e competenti sui differenti aspetti delle diete a base di cibi vegetali. Utile per trovare informazioni di valore scientifico e per trovare i contatti di medici, nutrizionisti e altri professionisti, in tutt’Italia.

3. Rete Famiglia Veg
Rete famiglia veg: la necessità di trovare figure professionali preparate sul tema, per non ricevere consigli errati, primo fra tutti quello di optare per un’alimentazione onnivora: per questo esiste questo progetto, per portare a conoscenza chi sono, nelle varie province d’Italia, i professionisti con tali competenze, sempre aggiornate.

4. In vacanza, sempre a nostro agio!
Per delle vacanze a misura di famiglia vegan troviamo per l’Italia Ecobnb (italia) e per tutto il resto del mondo Veggie Hotels.

5. The Vegan Society
The vegan society: sito in inglese ma di semplice comprensione. Aiuta a spaziare su diversi temi, interessanti per chi ha figli e vuole educarli in modo compassionevole. Vi trovate spunti sull’educazione e la socializzazione dei bambini vegani con i coetanei e a scuola.

Se vuoi segnalarci i siti che hai trovato interessanti o utili su questa tematica scrivici o commenta qui sotto!

Che cosa mangiano i vegani? Ecco quello che si chiede, in preda a un black out improvviso, chi si trova ad invitare a cena un animale vegano. L’alimentazione vegana e la quadratura del cerchio sembrano essere due probelmi ugualmente insolubili e tutto il bagaglio di ricette vegane e vegetariane disponibili nella nostra tradizione gastronomica sembra ad un tratto scomparso.

Ecco allora qualche indicazione su cosa mangiano i vegani

1) Pasta.
Cosa mangiano i vegani? La cosa più semplice: la pasta al pomodoro. Ma può andare bene anche un’aglio olio peperoncino, pomodoro e olive, o una bella pasta e fagioli vegan… Basta che non sia (mi raccomando!) pasta all’uovo! Preferibilmente utilizzerete pasta integrale, buona per tutti ma indispensabile soprattutto nella dieta vegana. Se volete cimentarvi in qualcosa di più complesso potete provare la nostra versione della carbonara vegan o della pasta al ragù di seitan e zucchine.

2) Risotti.
Nel vostro memorandum su cosa mangiano i vegani potrete trascrivere pari pari tutte le ricette dei risotti più gustosi che avete preparato fino ad oggi, aggiungendo magari qualche versione aggiornata:  risotto alla zucca vegan, risotto al radicchio vegan, risotto vegan zucchine e limone, risotto allo zafferano e mele. La lista delle possibilità è infinita. Abbiate solo cura di non riportare, dal vostro vecchio ricettario, i rari casi in cui avete esagerato con un po di pancetta (o simili) e i classici risotti di pesce. Ah, mi raccomando, non mantecate con burro e non servite col grana. Avrete un piatto più buono, più leggere e, soprattutto, vegano.

3) Zuppe.
Fonte di nutrimento ma anche di calore in tutti i sensi: fisico e spirituale. Non c’è niente di più confortante di una zuppa, soprattutto di sera e con un tempo da lupi. Dentro a quella meraviglia tecnologica che è il pentolone la vostra fantasia può sbizzarrirsi nelle stregonerie più varie. Zuppa di amaranto e avena, vellutata di zucca violina, ribollita toscana e chi più ne ha più ne metta. Occhio però a non fare incantesimi strani al vostro commensale (a meno che non sia proprio questo il vostro scopo).

3) Piatti tradizionali rivisitati
Far rientrare alcuni piatti tradizionali nella categoria “cosa mangiano i vegani” è facile. Basta qualche accorgimento. Se poi allargate il cerchio dei piatti tradizionali ad altre tradizioni, il panorama comincia a diventare più ampio e suggestivo: una frittata vegana di carciofi, le crespelle ai funghi vegan, le internazionali lasagne alla bolognese vegan o le più estive lasagne crudiste, la già menzionata carbonara ma anche, all’orizzonte, ravioli cinesi e gnocchi cinesi di riso, hummus di ceci, un classico curry vegano ai ceci dal sapore indiano e il veggie sushi: tradizione per eccellenza.

4) Insalate.
Un’insalata è come una zuppa: serve un po’ di fantasia. A differenza della zuppa, la preparazione dell’insalata non richiede però le tenebre della notte e il segreto del pentolone. L’insalata vuole l’aria aperta: la sua è una ricetta pubblica. Per questo un giretto al mercato è proprio quello che ci vuole: per mettervi nel mood adatto e per stimolare la creatività curiosando in mezzo ai banchetti. Tutto, o quasi, ciò che vedete attorno a voi è una soluzione al vostro quesito su cosa mangiano i vegani. Suggerimenti? provate le nostre: insalata di quinoa, insalata autunnale, insalata di fagioli pomodori e mais alla messicana e tante altre.

5) Tofu, Seitan, Tempeh.
Quando chiedevate che cosa mangiano i vegani dovevate certo aspettarvi anche questo: tofu, seitan, tempeh. Non tremate. Non gettate la spugna proprio ora. Questi alimenti non provengono dallo spazio né sono stregonerie futuristiche da nouvelle cuisine. Sono al contrario cibi che appartengono a tradizioni millenarie che li amano e li apprezzano da secoli. Per comprenderli dovete pensarli come materie prime da forgiare, come tele bianche su cui dipingere… Più facile a farsi che a dirsi. Il consiglio è di familiarizzare con qualche ricetta: un tofu con alghe, delle scaloppine di seitan al limone, o un tempeh con verdure sono un buon punto di partenza. Solo in acqua si impara a nuotare. Tuffatevi e vedrete che in poco tempo potrete esprimervi più liberamente con questi cibi che restano fondamentali nella dieta vegana.

6) Dolci
Dulcis in fundo: Ecco il problema! Che dulcis ci mettiamo in fundo al menù vegano? Che cosa mangiano i vegani a fine pasto? Nettare e ambrosia? Non proprio. Qui l’arte delle sostituzioni sarà fondamentale e, non ve lo nascondo, conviene proprio affidarsi, anima e corpo, a una ricetta. Limitate all’osso la fantasia: le dosi, i tempi e persino i movimenti sono da seguire minuziosamente. La preparazione di un dolce è un esercizio di eleganza. E se il ballo riesce avrete il vostro gran finale: vegamisù, torta di mele vegan, chiacchiere, crostata vegana con marmellata di fragole, gelato vegano con banana e cocco, biscotti vegani alle mandorle e marmellata… per finire con un buon caffé. Quello è permesso a tutti.

Ancora qualche dubbio su cosa mangiano i vegani?

Beh sperimentate! Testatevi con le nostre numerose e gustose ricette, comprate qualche rivista di cucina vegana, andate a cena da un vegano che ha anche la fama di essere un vero goloso… E se pensate ancora che non sia possibile essere vegani e golosi allo stesso tempo, beh… Provare per credere!

Infine ricordate: qualsiasi cosa mangiano i vegani potete mangiarla anche voi! Il menu vegano è ricco, gustoso ed è per tutti!

 

Latte o non latte? Questo è il problema. Le proibizioni della dieta vegana sono spesso mal comprese dal pubblico onnivoro e anche i vegani alle prime armi non sanno spiegare chiaramente le loro motivazioni a chi chiede perché non bere il latte o consumarne i derivati sia tanto importante per un vegano.

Ecco allora perché non bere il latte vaccino

1) Il latte fa male.
Lo dice Colin T. Campbell nel suo China Study: il suo studio rivella che l’assunzione di caseina (la proteina maggiomente presente nel latte) è positivamente correlata allo sviluppo del cancro e che un’alimentazione a base vegetale sembra rallentare il moltiplicarsi delle cellule cancerogene. Molti studi inoltre sfatano il mito del calcio: il calcio del latte non sembra rinforzare particolarmente le ossa e, ad ogni modo, esistono molti alimenti di origine vegetale che forniscono al nostro organismo valide fonti di calcio alternative. Ecco perché non bere il latte: perché, se proprio non danneggia la nostra salute,  nemmeno ne è di beneficio. Nel dubbio, direi, meglio astenersi.

2) L’industria del latte e l’industria della carne sono la stessa industria.
Per produrre latte occorre che la mucca partorisca vitelli. Nel 50%  dei parti si tratta vitelli maschi e poiché, ovviamente, i maschi non possono essere adoperati per la produzione di latte, sono venduti alle industrie che li utilizzano come carne da macello. Ecco perché non bere il latte: perché comprando il latte della frisona compriamo anche la carne del suo vitello.

3) Il vitello viene torturato.
Esagero? Se trovassi un termine diverso lo utilizzerei. Ma non credo si possa chiamare diversamente la procedura per la quale il piccolo viene tolto alla madre pochi giorni dopo il parto e alimentato in modo artificiale, in box in cui, se è fortunato, riesce a mala pena a distendersi. E tutto questo perché il latte serve, dicono gli uomini, per la loro colazione. Ecco perché non bere il latte: perché amiamo gli animali, proteggiamo la vita e ci ripugna la violenza sugli infanti.

4) La mucca è sfruttata.
La faccenda dello “sfruttamento della mucca da latte” potrà far sorridere qualcuno ma i numeri non sono altrettanto divertenti. La vacca, che in natura vivrebbe circa quarant’anni, viene abbattuta dopo soli 7/8 anni. Durante questo poco tempo viene sfinita. Partorisce ogni anno, dopo essere stata di fatto violentata (quella cosa che viene chiamata eufemisticamente inseminazione artificiale) e non avendo visto i suoi vitelli per più di tre giorni ciascuno. Provate solo un attimo a mettervi al suo posto e capirete che c’è poco di divertente…

 

Ecco perché non bere il latte!

Perché consumare latte e derivati è contrario ai principi di ogni uomo e donna che si vogliano proclamare contrari alla violenza, amici della salute e degli animali, e nemici di ogni schiavitù.

Dieta veg e assicurazione: quando salute e risparmio vanno a braccetto.

Ebbene sì, da qualche tempo in Australia essere vegetariani o vegani conviene anche dal punto di vista economico. La compagnia Make A Difference Insurance offre a chi conduce una vita veg polizze assicurative agevolate. Per quale motivo? Semplice: secondo il presidente Brian Jones «coloro che non assumono proteine animali sono persone destinate a vivere più a lungo e pertanto clienti più appetibili». «A dimostrare che vegetariani e vegani sono più sani ci sono prove scientifiche», dichiara. Dati secondo i quali una dieta veg terrebbe lontani «infarto, ictus, tumori, osteoporosi, ipertensione, diabete e tantissime altre patologie». Di qui l’idea di calcolare i premi assicurativi «non solo in base a fattori come il consumo di fumo e alcol e la storia medica della famiglia, ma anche in base alla dieta». E «non è discriminazione – ci tiene a precisare Jones – ma attento calcolo del risparmio: a maggiori costi per la sanità corrispondono infatti aumenti nelle tariffe delle polizze».

No ai furbi

Gli sconti previsti sull’assicurazione vanno dai 300 ai 675 dollari annui: un’agevolazione di non poco conto, che premia quanti hanno bandito la carne dalla propria tavola. E se ci si finge veg pur di aver diritto alla riduzione sulla polizza? Impossibile. «Non sarà sufficiente dichiararsi vegetariani o vegani, ma occorrerà presentare tutte le analisi e le prove mediche del caso». Dunque nessuna possibilità per gli impostori…

Onnivori vs Vegetariani

Riguardo alle garanzie di vita sana che sarebbero insite in un regime veg c’è chi la pensa diversamente. Per dirla con la dietologa Melanie McGrice, «l’eliminazione della carne non è sufficiente per assicurare un’alimentazione sana, poiché non impedisce a chi si dichiara veg di mangiare comunque qualcosa di poco salutare». È vero – come riporta una ricerca triennale della Oxford University – che tra vegetariani e vegani sono minori i ricoveri ospedalieri o le morti per patologie cardiovascolari (visto che si ingeriscono pochi grassi saturi), ma lo stile alimentare deve essere salutare anche in assenza di carne. Tanto è vero che – è la stessa ricerca a dirlo – i tassi di mortalità che si registrano tra gli onnivori sarebbero pressoché gli stessi riscontrati tra i vegetariani.

Una filosofia di vita

Il regime veg è una scelta di vita. Non assumendo proteine animali si sceglie di rispettare la natura e l’intero pianeta, vivendo esclusivamente con prodotti a impatto zero. Secondo la Vegan Society, prima associazione al mondo vegan fondata nel 1944 da Donald Watson, portando in tavola solo alimenti vegetali si ridurrebbe di 1,5 tonnellate l’emissione di gas serra a persona. E tra quanti hanno scelto frutta e verdura molti sono quelli che si assicurano prodotti bio al cento per cento con l’autoproduzione. E ne beneficia, anche in questo caso, anche il portafoglio.

In Italia

Dati Eurispes 2013 dicono che in Italia i vegetariani sono 3.720.000 (pari al 6% della popolazione), di cui 600.000 vegani. Dunque il regime veg pare conquistare un numero sempre maggiore di proseliti. E la querelle che vede onnivori contro vegetariani pare accendersi di sfumature sempre nuove. Chi vivrà vedrà…

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Proprietà e benefici dell’avena: altro che cibo per cavalli!

Da sempre snobbata perché considerata povera e non alla moda, l’avena, nel corso del tempo si è rivelata una preziosa alleata per la salute tanto da essere soprannominata il “cerale dell’energia”. Ecco quindi come l’avena aiuta il buon funzionamento del nostro corpo da un punto di vista nutrizionale e perfino nel campo della bellezza.

Da sempre l’avena è ritenuto un cereale povero e senza particolari proprietà, per questo motivo nel Medioevo era il cibo prediletto dei cavalieri per i loro cavalli e le popolazioni nordiche erano definite, con una sorta di disprezzo, “mangiatori di avena”. In realtà questa pianta, figlia delle graminacee, è tutt’altro che povera: cereale che riesce a germogliare anche in climi rigidi, è ricco di proteine, possiede un basso contenuto di carboidrati facilmente assimilabili, una maggior quantità di grassi dalle ottime qualità nutrizionali, un buon apporto di sali minerali come ferro, manganese e soprattutto magnesio e calcio, ed un alto numero di vitamine del gruppo B, in particolare di B1.

L’avena, per queste sue caratteristiche essenziali, si pone come alimento sostitutivo centrale di un gran numero di diete: in quella vegana e vegetariana a sostituzione della carne, in una dieta celiaca poiché, se trattata in stabilimenti adatti, l’avena è tollerata in buona misura anche da coloro che devono attenersi a questo particolare tipo di alimentazione. È inoltre adatta alle persone che soffrono di diabete grazie al suo basso indice glicemico e per coloro che tendono ad avere un alto valore del colesterolo poiché questo cereale contribuisce a ridurre il colesterolo LDL.

L’avena, grazie alla sua composizione e alle sue proprietà, è una valida alleata delle difese immunitarie; gli avenantramidi contenuti in essa garantiscono una buona protezione dalle malattie tumorali e dalla proliferazione delle cellule malate. Questa pianta, grazie alle sue molteplici caratteristiche, diventa un alimento determinante nella dieta di sportivi, nei giovani e per chi lavora al freddo. È inoltre di grande aiuto a chi segue diete restrittive dal momento che, grazie al maggior apporto di proteine, si raggiunge presto un senso di sazietà ed aiuta la buona digestione.

Molti non sanno che l’avena è anche un favoloso cibo, oltre che per il nostro organismo, anche per la pelle. Sono ancora poco conosciute le sue proprietà idratanti, lenitive e protettive della cute, anche se utilizzata molto spesso nei prodotti per la cura del corpo. L’avena pertanto è tutt’altro che un cibo per cavalli, ma un alimento per uomini e donne sani e belli!

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