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La nostra recensione del libro il Cibo della Salute

Tutto quello che sappiamo sul cibo, sul modo in cui la nostra alimentazione influisce sulla nostra salute, i nostri stati d’animo e la nostra relazione con il mondo circostante, andrebbe approfondito. Spesso e con attenzione.

Il cibo della salute parla proprio di questo. Si tratta di un libro assai completo e specializzato, ma allo stesso tempo fruibile da tutti, a seconda delle esigenze di ognuno. Un manuale di nutrizione che tutti gli operatori della salute, soprattutto i nutrizionisti, dovrebbero conoscere.

Il libro ci pone di fronte a una scelta alimentare volta al consumo consapevole di un cibo che sia buono per il nostro corpo e la nostra mente. Un cibo integrale, sano e nutriente.

Un manuale completo di nutrizione

Questo libro è un vero e proprio strumento di conoscenza. Già leggendo il sommario, possiamo comprendere la completezza e la varietà delle argomentazioni intorno ad una alimentazione integrale. Partendo da un approfondimento sui principi della nutrizione secondo la tradizione orientale, prosegue analizzando le diverse categorie di alimenti e le loro proprietà. Successivamente, sposta l’attenzione su temi come la combinazione degli alimenti, il digiuno e l’alimentazione pediatrica e in gravidanza. All’analisi dei Cinque Elementi e dei Cinque Sapori, segue una lunga sezione che riguarda le principali patologie e la cura di queste attraverso un’alimentazione sana e integrale.

Il manuale si conclude con un’ampia selezione di ricette corredate di descrizioni e proprietà degli alimenti. Le più di 300 ricette contenute ne Il Cibo della Salute, sono suddivise per alimenti, piuttosto semplici da consultare e realizzare.

il cibo della salute ricette

Paul Pitchford: chi è l’autore del cibo della salute

L’autore, Paul Pitchford, da oltre trent’anni è uno dei maggiori esperti di nutrizione, terapie nutrizionali orientali e scienza alimentari degli Stati Uniti. Il suo approccio unico riguardo all’alimentazione curativa, unisce la tradizione orientale e la nutrizione occidentale moderna. Insegna in tutto il mondo, lavora come ricercatore e docente e risiede a Denver, Colorado.

 

Titolo: Il cibo della salute

Editore: Edizione Enea e Macro Edizioni

Prezzo di copertina: 58,00€

N° di pagine: 743

 

 

Corso di cucina vegana a Torino – Febbraio 2016

Corso di cucina vegana: ricette per tutti i giorni con lo chef Martino Beria

Il giorno 11 febbraio a Torino, si terrà il corso di cucina vegana facile e veloce, tenuto dallo chef Martino Beria, il quale ci insegnerà alcune delle sue migliori ricette e ci svelerà i suoi trucchi del mestiere per portare a tavola tutti i giorni piatti semplici, veloci ma che non annoiano mai.

Quante volte avremmo voluto tornare a casa dopo una lunga giornata e sapere che è già tutto pronto, o che riusciremo a preparare una cena appetitosa in pochi minuti e senza grandi sforzi.
Una dispensa organizzata, un frigo ordinato e qualche buona idea suggerita da chi in cucina ci lavora tutti i giorni, possono essere le chiavi che aprono la porta a un’alimentazione quotidiana sana e gioiosa, fatta di ingredienti semplici, di stagione e privi di derivati animali.

Il corso sarà ispirato dalle ricette e dagli approfondimenti sul lifestyle vegano contenuti nel libro Vegano Gourmand, scritto da Martino Beria e Antonia Mattiello ed edito da Gribaudo Feltrinelli.

Questo corso non sarà solamente l’occasione di scoprire ricette nuove e degustare la cucina vegana, ma sarà anche luogo di apprendimento di quelle che sono le tecniche di cottura e di conservazione del cibo più efficaci e utili nella vita di tutti i giorni.
Potrete approfittare dell’esperienza dello chef Martino Beria per approfondire le vostre conoscenze sulla realizzazione di piatti quotidiani completi e gustosi, che renderanno la vostra vita in cucina un momento sereno, divertente e assolutamente… appetitoso!

Il docente

A tenere il corso sarà lo Chef Martino Beria chef vegano, fondatore del sito lacucinavegetariana.it, esperto di cucina naturale, tecnologo alimentare e consulente per aziende del settore.

PROGRAMMA DELLA SERATA:

Giovedì 11 febbraio 2016

Durante la serata verranno realizzate e degustate ricette di diverso tipo, spaziando dai piatti unici ai primi o ai secondi, tenendo sempre in mente i principi guida di questo corso: la velocità, la fattibilità e la bontà di tutte le ricette presentate.
Alcune delle ricette del corso saranno tratte dal libro Vegano Gourmand di Martino Beria e Antonia Mattiello, edito da Gribaudo-Feltrinelli.
Vegano gourmand anteprima

Acquista online la tua copia

Alla fine di ogni spiegazione, tutti i partecipanti degusteranno i piatti preparati.

Acquista online il corso

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove:Concessione Lavella Via Torino, 42H – VOLPIANO
Tel. 011 -9978751
Quando: giovedì 11 febbraio 2016

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

I partecipanti al corso riceveranno in omaggio un praticissimo contenitore con valvola Tupperware Ventsmart Alto:
Ventsmart Alto da 18 l
L’aria fresca è la chiave con cui conservare frutta e verdura come appena raccolte. Ma alcune ne hanno bisogno più di altre. Le valvole regolabili assicurano che ogni alimento abbia proprio quella di cui ha bisogno per preservarsi al meglio.

 

Costo del corso: 60,00€

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 24 O 0760102000000095917548
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Lacucinavegetariana.it
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal

Acquista online il corso

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In caso di disdetta, per poter essere rimborsati, questa dovrà essere comunicata entro 7 giorni dall’inizio del corso.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170
Dal lunedì al venerdì, 08.30-12.30 / 15.00-17.30

Erbe spontanee, cosa ci dona la natura in primavera

Oramai siamo entrati in primavera inoltrata, e quale miglior stagione per riscoprire i frutti della terra se non questa? A differenza dell’estate dove tutto è ormai già maturo, la primavera ci regala delizie appena nate che hanno un sapore, un odore, un colore diverso da qualsiasi altro periodo dell’anno.
Dopo il lungo inverno finalmente l’erba comincia a rinascere e prende un colore brillante che difficilmente vedremo fino al prossimo anno. Tra queste distese infinite di verde si nascondono centinai di prelibatezze che basta aver l’accortezza di riconoscere e provare.
Voglio infatti parlare delle erbette spontanee commestibili che troviamo nel campi, nei prati o lungo i fossi, mia nonna mi raccontava sempre di come lei ne facesse grandi scorpacciate in questo periodo, poiché i gusti freschi e originali, si discostavano dal solito radicchio o cappuccio dell’inverno.

Carletti

I carletti crescono ovunque, al mare o in montagna, passando per la pianura e le colline. Sono delle piccole piantine che fanno un bellissimo fiore a campanella che potrete utilizzare come centro tavola dal momento che, ciò che si mangia di questa pianta, sono le foglie dai riflessi bluastri, preferibilmente giovani poiché son più tenere. I carletti si mangiano crudi, a mo’ d’insalata, o cotti, ad esempio nel risotto; il loro è un gusto delicato e dolce, quindi anche i bambini ne andranno pazzi.

Bruscandoli

La pianta dei bruscandoli è una pianta perenne dai frutti rampicanti, cresce prevalentemente in ambienti freschi e nei terreni fertili e ben lavorati, come ad esempio le rive dei fossi. I bruscandoli, gettiti del luppolo selvatico, hanno svariate proprietà, sono infatti ipocalorici, rinfrescanti, diuretici e lassativi, hanno proprietà tonificanti e favoriscono la purificazione del sangue. Del bruscandolo si utilizza tutto, dalla punta al gambo, anche se la parte iniziale è molto più gustosa, in cucina vengono serviti cotti in zuppe, risotti ed in frittate (che a mio avviso è ciò che più riesce a far emergere il loro gusto).

Rosoline

Le rosoline vengono così chiamate per la loro forma dentellata simile ai petali delle rose canine, sono le foglioline che stanno alla base del papavero selvatico. Pianta annuale che, con il suo fiore, che colora i nostri campi di rosso come il quadro “I papaveri” di Monet, nasce e cresce soprattutto nei campi di grano, su una terra, quindi, ben lavorata e, non solo, ricca di nutrienti. Le proprietà di quest’erba spontanea, che può essere mangiata cruda in gustose insalate, o cotta, sono sedative, tossifughe ed espettoranti.

Tarassaco

Il Radicchio di cane (in veneto raicio de can) o Tarrassaco Comune è una pianta erbacea perenne. La rosetta che sta alla base della pianta è costituita da foglie oblunghe e lanceolate con i margini dentellati. Cresce soprattutto in climi temperati ed in zone di pianura, ma non specificamente nei campi, la si può trovare anche nel giardino davanti casa. Contiene acido taraxinico, vitamine e flavonoidi, grazie a queste sue proprietà è un’ottima insalata depurativa, poiché, nel maggiore dei casi, questa erbetta, viene consumata cruda. Per le sue qualità depurative, il tarassaco è cosigliato sottoforma di infuso.

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Il grano saraceno

Oggi parliamo un pochino di una pianta poco conosciuta, il grano saraceno, rispetto alle altre due indicate nel titolo, ma ugualmente importante, se non altro perché può essere tranquillamente mangiata ed apprezzata dai celiaci, vista l’assenza del componente proteico glutine.

Per fortuna il trend attuale dell’agricoltura biologica non è innovare, ma quanto più recuperare le nostre radici, le nostre tradizioni ed i nostri cibi sani e naturali, che per crescere e fornire nutrimento hanno pochissimo bisogno di trattamenti chimici, ma solo di un pizzico in più di attenzione e passione. Ed è proprio qui che entra in gioco il grano saraceno, noto per lo più come grano nero per via del colore bruno-nerastro dei semi che hanno una caratteristica forma triangolare.

Ma perché lo chiamiamo grano, se non è un cereale? Perché dai suoi semi mediante macinazione si ottiene una farina dalla quale possiamo far nascere polente, pasta fresca, dolci e biscotti. Ed è proprio qui che scopriamo la natura globale del nostro grano saraceno: difatti ogni area del mondo lo utilizza in cucina per creare qualcosa di diverso, come in Asia per la pasta SOBA, in Russia per la pasta BLINY, da noi ad esempio in Lombardia per sfornare pizzoccheri e manfrigole, gustosi primi piatti da leccarsi i baffi. Ma i suoi usi sono trasversali, non solo per fare pasta, ma anche zuppe, minestre, per chi di frequente fa un viaggio in Inghilterra lo troverà nel porridge, ed in Croazia, Albania e Serbia è elemento principe in dolci e biscotti.

Assicura un interessante apporto proteico, soprattutto di amminoacidi essenziali, che ci servono per vivere ma che i nostri corpi non riescono a produrre autonomamente, e un buon apporto di fibra, che sazia lo stomaco senza appesantirci. Ma oltre a nutrici ci dà qualcosa in più: è ricchissimo di antiossidanti come la rutina che combatte l’invecchiamento, previene il rischio di perdite di sangue, ad esempio dal naso, combatte il diabete ed abbassa il colesterolo.

A chi soffre di ipertensione consiglio di provare le tisane e gli infusi preparati con le sue foglie essiccate. Per chi ne volesse acquistare una pianta come ornamento, produce in fioritura delle bellissime composizioni floreali con colori che vanno dal bianco al rosa. Così sembrerà di avere in casa una ventata di brezza fresca, anzi quasi glaciale, essendo nata millenni orsono proprio nella incontaminata Himalaya.

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