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Non so voi, ma quando arriva l’estate e voglio stare seduta fuori, c’è qualcosa di cui non posso fare a meno: la citronella. Nota nel mondo anglosassone con il nome di lemongrass, è uno dei più noti rimedi anti-zanzare; tuttavia, c’è altro da scoprire su quest’erba.

Che cos’è?

La lemongrass (scientificamente parlando Cymbopogon) è un’erba perenne appartenente alla famiglia delle graminacee. Appare come una specie di cespuglio che può arrivare all’altezza di un metro e le foglie verdi sembrano dei nastri dal piacevole profumo di agrumi. Termina con un bulbo bianco, simile al porro. Tipica delle regioni tropicali e a clima temperato-caldo, si coltiva da secoli in Oriente, è lì che Alessandro Magno e le sue truppe ne scoprirono i benefici e la portarono sin da noi. La diffusione in India, Thailandia e Filippine è considerevole, tanto che la citronella è spesso usata come ingrediente delle cucine di questi luoghi. Attualmente, si coltiva anche nella zona dei Caraibi e in Florida e California, e noti chef la incorporano in ricette anche nella cucina occidentale in quanto particolarmente versatile e dall’aroma intenso. Se coltivata in zone a clima rigido, va tenuta all’interno e tende ad andare in letargo nei mesi invernali.

Lemongrass (Citronella): utilizzi e proprietà

Le candele di citronella che ci salvano dalle zanzare nelle afose serate estive sono preparate principalmente con una varietà di citronella (cymbopogon nardus), altre varietà di questa erba perenne hanno altri usi. Per esempio, la lemongrass è utile per trattare gastroenteriti e coliche, stimola la digestione e è di sollievo in caso di indigestione. In caso di febbre alta ne favorisce l’abbassamento e allevia i dolori causati dall’artrite. È un buon anti batterico e funziona anche contro i funghi, è benefica per il nostro apparato circolatorio, dato che stimola la circolazione e abbassa la pressione del sangue. Si usa anche per combattere l’insonnia e lo stress e, come tè, ha effetto diuretico. Ha un effetto tonificante su muscoli e tessuti, anche per le donne in fase di allattamento e ha effetti positivi sulla riduzione di acne e brufoli, riduce l’acido urico e fa bene per abbassare il colesterolo. L’olio essenziale si usa nelle candele, ma anche in profumi, saponi e repellenti spray per insetti e zanzare, sorprendentemente è invece usata per attirare le api per la produzione del miele. Per le caratteristiche antisettiche si usa anche in disinfettanti e saponi per la cura della casa e in Indonesia e nelle Filippine si usa per i trattamenti di aromaterapia. Si può anche piantare nei giardini e negli orti per tenere alla larga alcuni tipi di insetti, il che la rende un’alternativa all’uso di pesticidi; fate attenzione tuttavia a prevedere delle barriere fisiche, le radici della citronella tendono a espandersi velocemente e a ‘impadronirsi’ dell’area.

Lemongrass in cucina

In Asia si usa in salse, zuppe e preparazioni a base di curry, oltre che nella preparazione di tisane. L’erba dall’aroma di limone si usa secca, in polvere e fresca. È un ingrediente molto versatile e si sposa bene con aglio, zenzero, peperoncino e coriandolo, sta bene nelle salse e nelle zuppe e dà sapore a minestre e verdure. Trovare la lemongrass fresca da noi non è semplice, più facile è trovarla in zone ad alta densità orientale, in mercati etnici o negozi asiatici. Se la trovate già essiccata o in polvere, immergetela in acqua calda per rinvigorirla; il risultato non sarà comunque uguale a quello del prodotto fresco. Si trova anche sotto forma di preparati per tè e tisane o olio essenziale, in questi casi non usatele per cucinare!

Recipes

Riso cotto al vapore

Quando prepariamo piatti asiatici, (cucina giapponese, cucina indiana, cucina thai, ecc…) non può mancare il riso al vapore come accompagnamento di tante buonissime pietanze piene di colori e di spezie!
In questa video ricetta ho voluto spiegarvi come lo preparo io, con pochissimi passaggi, semplice semplice, senza vaporiera.
Nel video io ho utilizzato un riso basmati ma potete applicare la stessa tecnica per preparare il riso per il sushi o il riso thai!

Come cuocere il riso al vapore

Cuocere il riso al vapore è davvero più facile farlo che spiegarlo: una volta misurata l’acqua giusta, lo si fa cuocere in un ambiente chiuso in modo che l’acqua si assorba nel riso e lo faccia gelatinizzare.
La cottura a vapore del riso inoltre vi darà un riso dalla consistenza gommosa, con tutto il suo sapore, non essendo stato “sciacquato”.

Proprietà del riso a vapore

Infatti non verrà buttata via nessun’acqua di cottura, e tutte le proprietà del riso rimarranno dentro ai chicchi, dandovi molti più macronutrienti di un riso bollito.
Sarà un’ottima fonte di Potassio (23 mg), Zinco (0,4 mg), Fosforo (33 mg), Manganese (0,4 mg), Magnesio (8 mg), Ferro (1,5 mg), Calcio (1 mg).
Assieme ai sali minerali, il riso contiene vitamine del gruppo B, nello specifico le vitamine B1, B3, B5 e B6. 100 grammi di riso contengono anche 69,5 grammi d’acqua, 2,4 grammi di proteine e 29 grammi di carboidrati.

Riso al vapore senza vaporiera

La tecnica che uso io non prevede strani marchingegni o vaporiere, per quanto si possa fare il riso al vapore con la vaporiera o in pentola a pressione.
Io preferisco la buona vecchia casseruola. All’interno ci andrà riso e acqua calcolata giusta, e una volta preso il bollore non bisognerà più aprire il coperchio fino a cottura terminata.
Ma guardate il video e leggete la ricetta qui sotto così capirete meglio!

Una delle cucine più speziate e affascinanti è sicuramente la cucina indiana, così poliedrica, così vivace e colorata.. ma soprattutto così vegetariana di natura.

E’ vero, vegetariana non significa vegana, dato che in India per cucinare si usa molto il ghee (o burro chiarificato), il latte e lo yogurt. Tuttavia, non è difficile sostituire i derivati del latte per ricreare piatti sensazionali come il baingan bartha, la deliziosa crema di melanzane indiana.

Il baingan bartha e altre ricette indiane, tutta la seduzione del cibo

Se avete avuto modo di visitare l’India o se più semplicemente avete cenato in un buon ristorante indiano della vostra città, avrete assaggiato piatti apparentemente molto semplici e concreti come Ricetta naan, il riso basmati con diversi tipi di curry di ceci, i deliziosi samosa o un confortante dhal di lenticchie.
Questi piatti potranno sembrare molto concreti e poco sofisticati, ma è proprio il loro aspetto diretto che inganna, perché una volta che le vostre mani spezzano il naan caldo, lo intingono in un cremoso e profumato baingan bartha e portano il boccone alle papille gustative, il palato s’innamora, sedotto da tanti inebrianti sapori.

Come affumicare le melanzane in casa

Il segreto della ricetta del baingan bartha è sicuramente l’affumicatura delle melanzane. La buona notizia che vi diamo è che anche a casa vostra potrete ricreare un’affumicatura più che soddisfacente senza affumicatore, utilizzando strumenti che sicuramente avete in casa, come una piastra o una griglia.
Se poi siete così fortunati da avere in casa un forno da pizza… beh, allora è lì che dovrete cuocere le vostre melanzane per ottenere un risultato superlativo!

Come avrete capito, adoro la cucina asiatica, tra cui quella indiana!
Un piatto immancabile da accompagnarsi a del buon naan, il pane indiano che vi ho condiviso come altra ricetta assolutamente da provare!

Un curry di lenticchie, il Dhal

La ricetta del dhal è davvero semplicissima da preparare! In hindi questa parola sta ad indicare genericamente un piatto a base di lenticchie: ognuno poi è libero di sbizzarrirsi con le spezie come meglio crede o nelle mille sfumature della cucina indiana!
Il mio dhal, un curry ben speziato con molta curcuma, è perfetto per mangiare un pasto che possa dare tutti i nutrienti se accompagnato con del buon riso basmati cotto a vapore o con del naan.

Cosa accompagnare al Dhal: per una cenetta indiana prelibata

A voler proprio preparare una cenetta completa in tema India vi consiglio assolutamente di preparare:
samosa: i favolosi triangolini fritti indiani
naan
momos tibetani: ravioli al vapore con una salsa piccante
Riso al curry

Adoro la cucina indiana e adoro quel pane fantastico che serve a mangiare con le mani tutti quei cibi prelibati, salsosi e speziatissimi! Sto parlando del naan, pane indiano che viene cotto nel forno tandoori, un forno alto e stretto con il fuoco alla base.

Naan, la ricetta tradizionale anche a casa vostra!

Non è necessario disporre di un forno indiano tradizionale per realizzare questa semplicissima ricetta del naan. Vi basterà prendervi cura degli ingredienti e dell’impasto e utilizzare per la cottura una comunissima padella antiaderente con coperchio.
Il vero trucco sta nella fermentazione e nella temperatura!

Differenza tra il naan e altri pani indiani

A differenza di altri pani indiani (ad esempio il chapati) il naan ha un impasto più ricco e viene lievitato.
Nella mia versione, non ho usato grassi e nemmeno yogurt nell’impasto, ma un ingrediente davvero speciale: il kombucha!

Non vi resta che provare la mia ricetta al volo e godere di un’ottimo pasto indiano!