Articoli

In cucina, davanti allo specchio, in doccia, nell’armadietto dei medicinali e in quello dei detersivi, non esiste ambiente in cui l’olio di cocco non sia utile. Scoprite con noi usi e proprietà.

Origine

L’olio di cocco si ottiene dalla pressatura della copra, nome con il quale si identifica la mandorla della noce di cocco, e dalla sua successiva raffinazione. La copra è composta per circa il 65% di grasso e dà origine a un olio vegetale, composto quasi totalmente di acidi grassi saturi, simili a quelli dei prodotti animali, ma con basse percentuali di acido stearico compensate dalla forte presenza di acido laurico e miristico. È molto resistente alle alte temperature e difficilmente irrancidisce.

Proprietà

Ricco di acido laurico, limita la presenza di colesterolo cattivo (LDL) e incrementa quella di colesterolo buono (HDL). L’acido laurico, insieme all’acido caprinico, caprilico e caprico, sono acidi grassi a media catena che costituiscono una fonte di energia disponibile a facile assorbimento, motivo per cui l’olio di cocco è l’ingrediente di base per gli integratori per sportivi.

Salute

Fa bene alla salute perché ha proprietà antimicrobiche, sconfigge microbi, batteri e protozoi; ha un effetto benefico sul nostro cuore, sul nostro cervello, aiuta una corretta funzione della tiroide e rafforza il sistema immunitario. È un vero e proprio carburante per l’organismo, poiché composto da acidi grassi più facilmente assimilabili ed è termogenico, ossia mangiandolo si bruciano di più i grassi. Per queste sue caratteristiche, è ottimo anche per chi sta cercando di perdere peso, poiché rinforza e accelera il metabolismo. Ha azioni benefiche anche in caso di infezioni dell’orecchio, eruzioni e irritazioni della pelle e, mescolato con olio di origano o olio di albero del tè, è efficace anche su punture di insetti e herpes labiale.

Cucina

Per chi segue una dieta vegana, l’olio di cocco è un ottimo sostituto del burro, nella preparazione di impasti dolci, salati e biscotti. In cucina, costituisce la base per burro e margarina vegetali, si usa nella preparazione di prodotti da forno e soprattutto si usa come olio per frittura grazie alla sua capacità di resistere a temperature molto alte senza subire deterioramenti.

Cosmesi

L’olio di cocco aiuta a mantenere la pelle sana e giovane e ha un’infinità di usi nell’ambito cosmetico per la sua azione lenitiva ed emolliente, ma non solo. Si può usare come struccante, come detergente viso (ne basta un cucchiaio), come scrub (combinandolo con bicarbonato o farina d’avena per usarlo sul viso o con zucchero di canna per il corpo), come lozione per la rasatura (con effetto antisettico in caso di tagli per la presenza di acido laurico). Può essere anche un idratante per viso e corpo, un antirughe e perfino un deodorante.

Capelli e Denti

Usato sui capelli asciutti per un trattamento pre-shampoo, l’olio di cocco agisce sulla superficie dei capelli, rafforzandoli e limitando le rotture. Inoltre, si è dimostrato molto efficace combinato con l’anice per il trattamento dei pidocchi.

Se invece si combina con il bicarbonato di sodio diventa dentifricio, senza fluoro. Si può usare anche per fare dei risciacqui, per ridurre l’accumulo di placca.

Gli usi che non ti aspetti

Sorprendentemente, l’olio di cocco si può impiegare anche per altri interventi domestici. Ad esempio, quando un tagliere di legno comincia a diventare secco, l’olio di cocco si può usare come disinfettante, funge da lubrificante per meccanismi e cerniere cigolanti e per le corde della chitarra. Si sostituisce all’acquaragia per pulire mani e pennelli quando si usano vernici a base d’olio e serve per togliere la gomma da masticare da qualsiasi superficie (anche i capelli!). Si può usare anche come disinfettante per le protesi dentarie, basta ricordarsi di sciacquare bene prima dell’uso!

 

Biofach: la fiera del Bio più grande d’Europa, il banco di prova del pianeta

Nelle lontane terre della Germania si è chiusa, la scorsa settimana, la venticinquesima fiera internazionale del biologico.
La BIOFACH, che si è svolta dal 12 al 15 febbraio 2014n a Norimberga, ha visto riempirsi sempre più di stand, di produttori, di esperti nel settore o di persone che sono venute anche solo a curiosare.

stand1 biofach

legumi biofach

Cos’è Biofach

Tra i tantissimi avventori ci sono anche io per Lacucinavegetariana, riconoscente ospite della cooperativa “El Tamiso” di Padova! Così sono andata a girare questa fiera davvero entusiasmante e arricchente composta da otto padiglioni che racchiudevano l’essenza del bio di tutto il mondo.

stand india biofach

insalate biofach

Di tutto il Mondo per l’appunto, non erano solamente gli stand dell’Europa a primeggiare a questa fiera, la più grande fiera del bio in Europa, a loro facevano buona concorrenza anche gli stand dei Paesi che non appartengono al Vecchio Continente.
Un misto di colori, profumi e sapori da ogni luogo del pianeta. I padiglioni erano divisi per prodotti, dai cereali, al pesce, passando per le sementi. Insomma, qualsiasi cosa si potesse desiderare la si trovava!
In più le varie nazioni che vi hanno partecipato coi loro stand non erano raggruppate tutte in un’unica zona di un unico padiglione, anzi. La maggior parte degli espositori erano dislocati ovunque seguendo la tematica del padiglione di cui facevano parte.

tavolo biofach

fiori biofach

Questa disposizione, che dal primo momento mi è parsa disordinata e priva di senso, si è invece rivelata un toccasana per sradicare pregiudizi e false credenze. Saltare un padiglione perché vi erano Paesi, a mio avviso, poco importanti nel campo del bio, sarebbe stata una soluzione ovvia, invece, mescolando la disposizione in questo modo ha permesso, in primis a me, ma a tutti, di scoprire un sacco di cose. Ad esempio, io non immaginavo che la Cina fosse uno dei maggiori importatori di semi di zucca, e soprattutto che ne esistessero più di quei quattro tipi che trovo al mercato!
Ognuno, in questa fiera, ha cercato di dare il meglio di sé, come l’India, che ha puntato tantissimo sull’immagine, lo stand era ben curato, ma la cosa che attirava maggiormente erano le ragazze ed i ragazzi vestiti in costume tradizionale.
La BIOFACH non è stata solamente una grande esplosione di gusti, colori e sapori, ma anche di strumentazione e tecnica. Vari e sparsi erano gli espositori di mulini, macchine per il confezionamento e la conservazione degli alimenti.

olio biofach

stand biofach

Bio non solo da mangiare

BIOFACH ha poi anche ospitato, al suo interno, VIVANESS, una parte della fiera totalmente dedicata ai prodotti, ovviamente bio, della cura del corpo e della bellezza. Insomma, un vero paradiso per gli amanti della cosmesi, ma non solo, anche del vestire bio ed etico, anche se, a mio avviso, questi stand erano poi così numerosi.

Otto padiglioni e espositori da tutto il mondo, migliaia di persone ogni giorno, centinaia di produttori pronti a rispondere a qualsiasi domanda e richiesta. Insomma, credo che questa fiera sia un ottimo banco di prova per tutti, da chi espone i propri prodotti alla ricerca di nuovi acquirenti, a chi ha già un’azienda che opera nel mondo del bio e vuole conoscere e aprire la propria mente a nuove idee, a chi, come me, è ignorante in materia (io almeno mi reputo tale rispetto a chi lavora nel bio 24 ore al giorno) e che amplia il proprio orizzonte un po’ più distante.
Un perfetto connubio tra chi è alla ricerca e vuole conoscere con chi ha già una solida conoscenza in materia e che non vuole rimanere fermo, ma cammina, alla ricerca di una strada che porti alla conoscenza e all’uso del bio ancora molta gente.

Seguici su facebook, twitter, pinterest

La cooperativa Rio Terà dei Pensieri e l’Orto delle Meraviglie: quando la natura e il lavoro nelle carceri si fondono

Il mio primo acquisto nella cooperativa Rio Terà dei Pensieri è stata una borsa con su scritta la frase «Per realizzare un bel sogno bisogna essere svegli», ed ora conoscendo la storia della sua fondazione percepisco perfettamente il senso di quella frase. Infatti, qualche anno prima del 1994, anno in cui venne fondata Rio Terà dei Pensieri, avvenne un dialogo tra un detenuto e colui che, qualche anno dopo, sarebbe diventato il presidente della cooperativa, in cui il carcerato diceva: «io sono un uomo con una certa cultura, con una certa manualità, qui dentro non si ha nulla da fare..qui dentro la gente marcisce, bisogna farle fare qualcosa».
Ecco allora che vengono gettate le fondamenta che hanno portato la cooperativa a giungere fino al 2014, anno della sua ventennale esperienza, sempre segnata dal profondo rapporto umano che la caratterizza dalla sua nascita.
Tutto nasce quindi da quest’idea, e nasce inizialmente nel carcere maschile di Santa Maria Maggiore con il laboratorio di Serigrafia. Qualche anno più tardi, questa iniziativa di reinserimento nella vita lavorativa, viene recuperato anche attraverso lunghe chiacchierate con i frati cappuccini della chiesa del Redentore che si aprono all’idea di recuperare l’orto interno al carcere femminile, un tempo convento delle suore convertite, per creare l’orto delle Meraviglie.

L’ORTO DELLE MERAVIGLIE

L’orto, che si avvicina al suo diciottesimo anno di età, era quindi il vecchio orto dismesso del convento pieno di erbacce e alberi che erano cresciuti senza ritegno. Sì è partiti quindi coltivando una piccola parte di terra per poi passare ad una, due, tre serre e piantare diversi olivi. In questo spazio di terra vengono coltivati, da un operatore della cooperativa e altre sette donne, tutti ortaggi tipici della regione, dal radicchio di Treviso all’ asparago violetto di Montine, passando per il carciofo di Sant’Erasmo, e poi ancora piselli, patate, fagioli, broccoli di Creazzo, cavolfiori, spinaci, valeriana, carote, zucchine, ecc., insomma tutti prodotti che il Veneto porta nel suo grembo. L’orto segue il passare del tempo e delle stagioni proponendo sempre prodotti relativi al periodo a loro più consono e tutto è ovviamente coltivato in maniera biologica e certificata.
I prodotti dell’orto vengono poi venduti il martedì, attraverso la consegna delle borse a due gruppi di acquisto a Venezia, e il mercoledì, a chiunque voglia acquistare prodotti freschi e biologici, fuori dalle porte del carcere.

LA COSMETICA

I frati, qualche tempo dopo aver intrapreso l’iniziativa dell’orto delle Meraviglie, hanno proposto l’idea, venutagli attraverso la loro officina (una sorta di laboratorio farmaceutico), di creare il laboratorio di cosmetica dove oggi lavorano, oltre al cosmetologo, altre tre donne. I due laboratori, oggi presenti alla Giudecca, sono collegati tra loro: dai “frutti” dell’orto si ricavano i “frutti” della cosmetica. Infatti tutte le erbe essenziali come camomilla, lavanda, salvia ed altre, sono tutte originarie dall’orto che si distende a pochissimi passi dal laboratorio. Il cosmetologo assieme alle detenute, che possiedono una preparazione igienica e chimica generale, preparano tutti i prodotti che poi verranno successivamente confezionati rigorosamente dalle stesse mani di chi li ha preparati.

Immagine_039

CHI PARTECIPA AI LABORATORI

I due laboratori che la cooperativa Rio Terà dei Pensieri propone alle detenute del carcere della Giudecca sono a numero limitato, ma comunque permettono ad una buona parte delle donne di intraprendere un momentaneo reinserimento nella vita lavorativa. Le donne che vogliono lavorare devono infatti fare richiesta e, successivamente a un consulto tra educatori, assistenti sociali e psicologi, la cooperativa assegna a ogni persona il laboratorio che più ritiene adatto per il profilo di chi fa richiesta. In un secondo tempo, poi, le nuove “matricole”, che si accingono a intraprendere il laboratorio, si affiancano a chi, da più tempo, lavora già in quell’ambito in modo tale che non ci sia solamente un trapasso di nozioni teoriche, ma soprattutto pratiche e ad un livello più umano e confidenziale. Comunque, entrambi i laboratori sono sempre supervisionati da personale della cooperativa esperto e specializzato che dirige e mantiene le redini dell’orto e della cosmetica.

COME SI SOTIENE LA COOPERATIVA?

La cooperativa Rio Terà dei Pensieri gode di sgravi contributivi sulle assunzioni che ogni anno vengono fatte a chiunque vi lavori (detenuti compresi), ma la drastica diminuzione dei fondi statali sta mettendo a dura prova la resistenza di questa, ormai ventennale, cooperativa. I prodotti che vengono fatti in entrambi le carceri sono tutti fanno a mano e per questo il loro costo è più elevato rispetto allo stesso prodotto comprato al di fuori, ma questo significa anche una miglior qualità e miglior consapevolezza delle materie prime.
Fortunatamente, nel corso degli anni, il comune di Venezia ha aiutato la cooperativa in diverse maniere: dalle borse di lavoro, al disbrigo di pratiche burocratiche, ma anche da un punto di vista più pratico, donandogli striscioni in pvc (utilizzati nel laboratorio di pelletteria del carcere maschile) e attraverso l’acquisto dei loro prodotti per eventi pubblici.

L’IMPORTANZA DEI LABORATORI

I laboratori della cooperativa Rio Terà dei Pensieri non hanno solamente il fine ultimo di reinserire una persona dal punto di vista lavorativo. Provate voi a immaginarvi tutto il giorno chiusi in una edificio di quattro mura; certo, state pagando un vostro sbaglio, ma pensate, chi di voi la mattina si sveglierebbe e si toglierebbe il pigiama se non dovesse lavorare?
I laboratori sono la possibilità, per le detenute e i detenuti, di riprendere in mano la propria vita, la consapevolezza di sé stessi, della propria persona. In questo modo possono riprendere la dignità che negli hanno smarrito. Le detenute ai loro laboratori ci tengono, è il loro modo per dimostrare alla società, spesso cinica e che tende a puntare il dito sugli sbagli degli altri, che anche loro sono persone che, pur avendo sbagliato, sono ancora in grado di alzarsi e fare qualcosa.
Ecco cosa vogliono fare la cooperativa, ridare quel senso di “libertà”, di dignità, a chi si ritrova bloccato tra il cielo ed il mare.

Per visitare il sito della coperativa Cooperativa Rio Terà dei pensieri clicca qui

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Il burro di karitè: la natura ci dona bellezza

Ancora una volta la natura ci dona un prezioso alleato per la nostra salute e cura del nostro corpo: parliamo del burro di karitè delle sue mille virtù e impieghi!

L’origine:

Il karitè è un albero diffuso nell’Africa occidentale. E’ alto una quindicina di metri, e può vivere fino a tre secoli; raggiunge la sua maturità verso i 15 anni, producendo i frutti verso i 25. Le donne africane sono impegnate nella raccolta della noce del karitè da giugno a settembre; la lavorazione consiste nel togliere la polpa, ed essiccare o tostare la noce. Successivamente essa viene macinata, fino a ridursi in una pasta densa. A questa viene aggiunta dell’acqua, e il tutto subisce una lunga manipolazione a mano, fino a raggiungere la coagulazione della parte grassa dell’impasto. Il burro di karitè viene ottenuto dall’azione del calore, che fonde il grasso permettendo l’eliminazione delle impurità.

Non solo virtù cosmetiche:

Grazie al contenuto di vitamine A, B,E, F e di insaponabili, sostanze importanti per la tonicità della pelle ad azione anti-rughe, la dermatologia riconosce al burro di karitè numerosi benefici. Esso può essere usato per lenire eritemi solari, eczemi, ulcerazioni o irritazioni della cute, e per calmare il fastidio dovuto alla pelle screpolata. Il burro di karitè risulta utile su abrasioni e ferite. Il suo impiego è indicato alle donne in gravidanza, per ridurre la formazione delle smagliature; è adatto anche sulle irritazioni da pannolino dei bambini. Ma non è solo “roba da donne”: per i signori uomini può essere usato come dopo barba per le sue ottime proprietà emollienti. Il burro di karitè contiene acido cinnamico, che conferisce una modesta protezione dai raggi UV;considerata la sua consistenza grassa, è efficace contro freddo e vento. Da non sottovalutare infine l’azione anti infiammatoria del burro di karitè, efficace contro dolori muscolari e articolari, quelli legati all’artrite, e per dare sollievo a sinusite e congestioni nasali. Il suo uso aiuta la circolazione. Attenzione però: bisogna avvertire che il burro di karitè può scatenare intolleranza nei soggetti allergici al lattice e alla frutta con guscio.

Buono anche in cucina:

Forse non tutti sanno che il burro di karitè trova un suo uso anche in cucina! Il burro di karitè emana per natura un odore vigoroso, che non tutti apprezzano. Per tale motivo spesso si trova in vendita con l’aggiunta di altre essenze, che ne smorzano l’intensità. Anche al gusto risulta particolarmente aromatico. Il burro di karitè, per i più coraggiosi, può essere usato per sostituire l’olio da tavola. E’ utilizzato assieme al burro di cacao per creare speciali cioccolati, ed è discretamente presente in molte varietà di margarine. In Africa il burro di karitè viene usato come condimento, per friggere frittelle, e per preparare molti altri prodotti destinati al mercato internazionale.

Seguici su facebook, twitter, pinterest