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L’orto biologico fatto in casa

Perché non provare a crearci un orto biologico in casa nostra? E per chi non ha spazio verde sotto casa, c’è qualche alternativa? Assolutamente sì, basta un piccolo davanzale, che altro non è che un piccola serra a cielo aperto, più facile da gestire, più semplice da controllare e che può produrre senza alcun limite verdure sane, nutrienti e soprattutto biologicamente naturali.

E si può fare anche ora, a novembre; nelle prossime righe descriverò brevemente quattro ortaggi che troviamo spesso nei nostri piatti, facili da preparare ma ancora più facili da coltivare, in quanto non necessitano di trapianto ma una volta piantato il seme, tutto crescerà lì.

Carota, spinacio, fava e pisello, sebbene siano apparentemente diverse, soffrono delle medesime criticità come la luce diretta ed il ristagno idrico, basta una minima innaffiatura mattutina tale da non lasciare mai la terra secca, in quanto col secco deperiscono in brevissimo tempo.

La carota è un ingrossamento della radice, quindi è bene partire da un vaso alto con terriccio fertile, consiglio quello quadrato di dimensioni 45x45x45cm, dentro il quale fare 10 buche distanziate, e in ogni buca mettere a dimora 3 semi e ricoprirla. Dopo circa 30 giorni avrete delle carinissime piantine alte 5cm spuntate dalla terra; a questo punto fate un diradamento così da ottenere solo una piantina per buca, quella cresciuta meglio. Dopo due mesi e mezzo dal diradamento le carote saranno pronte per essere raccolte, il momento ottimale è quando vedrete le foglie divenire gialle.

Lo spinacio, originario dell’Asia, ricco di ferro ed altri minerali, si può usare in cucina per tantissime pietanze, e ci possiamo creare una produzione continua in casa. Vediamo come. Se partiamo dall’ orto sotto casa, armatevi di rastrello e date una bella passata per togliere le infestanti e far arieggiare il terreno. Fate una concimazione, poi delle piccole buche profonde pochi cm e distanti 20cm l’una dall’altra. Mettete a dimora 3 semi per buca e dopo un mese operate un diradamento. Dopo 2 mesi lo spinacio è pronto, raccogliete 5-6 foglie per pianta lasciando il germoglio centrale che permetterà di produrre a breve altre foglie.

Ho descritto la carota in vaso e lo spinacio in orto, ma sono due verdure intercambiabili, quindi potete fare tranquillamente carota in orto, e spinacio sul davanzale. Per lo spinacio non serve però una vaso alto 45cm.

Fava e pisello sono due legumi molto simili, producono baccelli con semi, e si coltivano allo stesso modo. Vaso alto 40cm, buchette profonde 5-6cm, 2-3semi per buchetta, diradamento a 20 giorni, raccolto ad Aprile.

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Lo zenzero fai da te

Capita sempre più di frequente d’imbatterci in molteplici fragranze profumate, e alle volte velatamente pungenti, quando passiamo davanti ristoranti etnici orientali: ma da dove hanno origine queste nostre percezioni olfattive? Principalmente dalle spezie ed oggi ne conosceremo meglio una molto diffusa, ovvero lo zenzero.

È una pianta erbacea conosciuta fin dai primordi dell’umanità civile, originaria dell’Oriente, che possiede molte proprietà sia salutistiche che biologiche e nutrizionali, fatto per cui ad ora la troviamo anche in cibi e bevande che quotidianamente consumiamo. Ma dello zenzero che cosa si mangia? Non i fiori gialli, e nemmeno le foglie che circondano i fusti, ma degli ingrossamenti naturali delle radici, ovvero i rizomi.

I rizomi, simili a delle piccole patate bitorzolute, possono essere utilizzati in cucina sia tagliati a fette fresche sottili sia in forma di polvere essiccata, così da esaltare il sapore e l’aroma di piatti gustosamente caratteristici e particolari.

Ad esempio in Giappone lo si trova caramellato abbinato al tipico sashimi, in Indonesia è diffusissimo nella preparazione di zuppe, minestre e salse, ed è utilizzato persino nella preparazione di dolci di origine anglosassone, come il pan di zenzero, che sotto Natale adorna le vetrine di tutta Londra.

Come curiosità pensate che da noi viene utilizzato per la produzione del ginger, gustosa e dolce bevanda analcolica dal colore rosso vivo, perfetta per un aperitivo leggero.

Perché lo zenzero fa bene? Perché ci facilita la digestione, migliora la circolazione del sangue, combatte i dolori delle artriti, abbassa il colesterolo, e soprattutto previene le nausee, prevalentemente quelle originate dalle gravidanze e dal mal di mare.

Ma lo possiamo utilizzare anche come antibiotico biologico e naturale contro i malanni autunnali: ad esempio contro il raffreddore consiglio il tè di zenzero, mentre contro la tosse qualche foglia di basilico associata ad un pezzo di rizoma ne contrasta gli effetti.

È possibile coltivare lo zenzero in Italia? Certo che sì, ed anzi ognuno di noi lo può fare dentro casa. È una pianta che ama il caldo quindi si può benissimo tenere all’interno. Partiamo da un semplice vaso di plastica, prima di mettere il terriccio è preferibile creare un fondo di argilla, e ricoprire le pareti interne del contenitore con del tessuto per trattenere l’umidità, dopo di che terriccio e un pezzo di rizoma ben interrato. In seguito, lasciate fare alla natura, ricordandovi solo di innaffiare una volta al giorno, meglio la sera; la piantina crescerà in 5-6 mesi, e vedrete che bei rizomi si formeranno sotto terra. E dopo si ricomincia, il tutto a partire da un pezzo di rizoma ripiantato.

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