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La storia del cioccolato in Europa comincia con un genovese: un certo Cristoforo Colombo che il 3 Agosto 1492 decide di mettersi in viaggio alla volta delle indie orientali, in direzione diametralmente opposta e sperando di incontrarle ugualmente. E le trova! Più o meno…

Le cose non sono in realtà così semplici e appena la Spagna realizza quel che è successo, si organizza per accaparrarsi il possibile. Nel 1519 Hernan Cortes penetra l’entroterra messicano convinto di trovare capanne selvagge e gente dedita a tentare invano di accendere il fuoco coi legnetti. Con sorpresa scopre una capitale imponente, elegante, di una civiltà che verrà in poco tempo rasa al suolo.

Gli Aztechi praticano il sacrificio umano, non conoscono la ruota, ma ne sanno parecchio di astronomia, e il loro imperatore, Montezuma, beve cioccolato a palla, servito generalmente in calici d’oro. Insomma, questa gente non è così sciocca e comunque conosce una bevanda di quelle che cambiano la vita, un cibo così importante che viene utilizzato anche come moneta di scambio.

Moneta per i nativi e merce per gli europei: la sua storia commerciale nel nostro continente comincia in modo ufficiale nel 1585, quando un galeone proveniente da Vera Cruz sbarca a Siviglia con un carico destinato al mercato. È comunque in Spagna che, com’era prevedibile, il cioccolato si diffonde inizialmente. Meno prevedibile è che sia da subito popolare tra gli ecclesiastici, a prima vista i meno adatti a una bevanda così lussuriosa. A loro però serve: per rendere un po’ più golosi i digiuni giacché, secondo il canone, liquidum non frangit jejunum e la cioccolata fino all’ottocento rimane niente di più, si fa per dire, che una bevanda.

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Poi arriva il diciassettesimo secolo col dominio della Francia in tutto, anche nella cioccolata, che si trasforma da nutrimento divino, essenziale, ecclesiastico, a bevanda degli oziosi, di una aristocrazia ormai ridotta dai diversi Luigi a pura rappresentanza. Mollezza aristocratica dalla quale si riscatta nell’ottocento, quando a metterci le mani è un protestante olandese, certo Van Houten, che collauda nel 1828 un metodo per separare il cacao dal suo burro. Procedimento usato poi nel 1875 da un fabbricante di candele svizzero, Daniel Peter, che con l’aiuto di Henry Nestlé  inventa il cioccolato al latte.

Nel frattempo anche la proverbiale astuzia italiana contribuisce alla riscossa simbolica del cioccolato. Nel 1806 Napoleone decide di vietare l’attracco alle navi inglesi nei suoi domini e il prezzo del cacao nella penisola va alle stelle. I piemontesi allora si fanno furbi tagliandolo con qualcosa di più a buon mercato: le nocciole, che gli escono anche dalle orecchie. E così nasce il Gianduia.

Tradizione, ingegno, furbizia. La storia del cioccolato è testimone di un intreccio che unisce e sovrappone, e separa. Separa gli Aztechi che l’hanno inventato dagli spagnoli che lo scoprono con la conquista; i francesi che l’assaporano con una certa vanteria dagli svizzeri che ne fanno un’industria all’avanguardia; e lascia emergere un’Italia che fa di necessità virtù e ne trae motivo di orgoglio. Scopriamo nel cioccolato frammenti di stereotipi nascosti tra le pieghe della storia, cristallizzazioni di vite di inventori, conquistatori, schiavi, imperatori, ribelli: pezzi di cioccolato! Cose che, come tutte le cose, ci sopravvivono bellamente e attraversano i tempi.

Recipes

Rotolo al tiramisù: uno spettacolo di ricetta

Questa volta Martino non c’entra. Mi prendo tutta la colpa. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Perché sono la golosa, la cicciona, quella che ha gli attacchi di dolcezza da soddisfare. Quella che pensa e ripensa ad un dolce e poi molla tutto e si chiude in cucina.
E allo chef, che da sempre preferisce il salato, questo rotolo al tiramisù è piaciuto. Eccome se è piaciuto.

E’ arrivata l’ora di preparare un bel rotolo al tiramisù!

Siamo in Italia, paese in cui il tiramisù è centro di ataviche battaglie sanguinarie
tra amici, famiglie, paesi e regioni. In tutto lo stivale, pochi sono i ristoranti che non lo mettono nel menù. Perché noi non lo vogliamo, lo bramiamo.
E se sei vegano? Beh, il 90% delle volte ti attacchi. Rimani con la voglia e un forte senso di ingiustizia.
Ma se sei vegano, ti abbatti fino ad un certo punto. Torni a casa, leggi questa ricetta e ti prepari un tiramisù che poco ha di ordinario, ti prepari questo rotolo al tiramisù. (tié!)

Buono il tiramisù! E se fosse un tiramisù arrotolato?

Il tiramisù ci piace in coppetta, al cucchiaio, nella teglia sconfinata che prepara la mamma.
Ci piace da matti. Noi, una volta, l’abbiamo provato anche destrutturato, ma non ci ha entusiasmato.
Sarà che assomiglia a quei dolci freddi che vedi nelle vetrine della gelateria, saranno state le sue fette tonde e bicolore, sarà stata la caffeina, ma questo tiramisù arrotolato, invece, ci ha entusiasmato molto.

Tronchetto al tiramisù: un tiramisù vegan che farà parlare di sè

Lo so, lo so. Knam ha detto che il tiramisù è un tiramisù solo se si fa con “KVema al mascaKVpone e savoiaVdi”. Con tutto il rispetto, Ernst, ma io il tiramisù me lo faccio vegano.
E a forma di tronchetto, perfino! A breve sarà online anche una versione del tiramisù vegano un po’ più “tradizionale”, ma nel frattempo vi consiglio di assaggiare questo rotolo, preparato da me, che non so attenermi a una ricetta dalla A alla Z nemmeno sotto tortura!

Dosi per: 4-6 persone.

Dolcezza in arrivo! Questo squisito banana bread vegano mette insieme tre ingredienti che insieme danno un risultato spettacolare: banane, cioccolato e cocco.
Se non avete mai provato questa combinazione in un dolce vi suggeriamo di provarla al più presto, se invece l’idea vi stuzzica le papille gustative preparate gli ingredienti e scaldate il forno… si comincia!

Glassa al cioccolato e granella di noci pecan: il banana bread vegano più goloso di sempre!

Golosi inguaribili come noi liberate il piano di lavoro e tirate fuori spatola, ciotole e tutto il necessario. State per preparare il banana bread integrale più buono che ci sia.
E siccome di solito il banana bread è un dolce da colazione, vi assicuriamo che la voglia di mangiarne una fetta vi tirerà giù dal letto domani mattina!

Vegan banana bread e non solo

Il banana bread, come dice il nome, è un pane dolce alle banane. Tradizionalmente si prepara nello stampo da plumcake ma non è necessariamente una regola. Se preferite potete utilizzare la ricetta che vi proponiamo si può cuocere anche in una tortiera rotonda a mo’ di dolce o in stampini da muffin o sotto forma di tortine.

Di tutte le abbinate più golose con il cioccolato (e ce ne sono tante!) sicuramente una delle più seducenti è quella del cioccolato con le arance! Il profumo avvolgente, invernale e armonioso dell’arancia, con il suo sapore fresco e agrumato, sposa alla perfezione il gusto caldo e deciso del cioccolato fondente. Volevamo riproporre questa meravigliosa sensazione e assaporarla in un dolce, così è nata questa incantevole crostata vegana al cioccolato e arancia!

Per questo dessert al cioccolato, solo ingredienti di prima scelta!

La scelta delle materie prime è sempre fondamentale. Prediligere ingredienti di qualità cambia le sorti di qualsiasi piatto, che seppur semplice sorprende per la propria bontà! Per questa torta vegana al cioccolato abbiamo seguito lo stesso principio! Tutti gli ingredienti, dalle arance di Sicilia al cioccolato fondente al 70%, sono stati scelti con cura e amore, per non lasciare nulla al caso!

Una torta cioccolatosa che non delude mai

Questa crostata al cioccolato vegana, non è altro che una crostata preparata con una frolla al cacao e una mousse al cioccolato realizzata utilizzando come base una crema pasticcera vegana. Il trucco per renderla speciale sta non solo nella materia prima utilizzata, ma nella sua freschezza e quel tocco speciale dato dalla scorza di arancia grattugiata sulla lucida superficie della mousse al cioccolato!
torta al cioccolato e arancia vegan

Un dessert, tantissime varianti!

Come possiamo preparare una crostata al cioccolato che sappia stupire tutti?
Vi suggeriamo di variare questa ricetta scegliendo un agrume diverso dall’arancia! In alternativa all’arancia si può utilizzare il bergamotto, il cedro, il pompelmo, il limone, il kumkwat, il lime o il mandarino! Insomma, ne avete tante di possibilità per creare la variante che preferite… con il cioccolato stanno bene tutte!

Ancora più golosa di una classica pasta frolla vegana, vi proponiamo una versione molto cioccolatosa con questa squisita frolla vegana al cacao!

La pasta frolla vegan al cioccolato, più golosa di così non si può!

State già pensando a biscotti, crostate, torte di ogni genere e tipo? Allora siete proprio dei golosi come noi! Con questa ricetta della frolla al cacao 100% vegetale potrete sbizzarrirvi creando dolci veg davvero fantastici!
Imparerete come preparare una frolla friabile, leggera e davvero davvero buona.

Dolci vegani senza burro, latte e uova: accettiamo la sfida!

Non ci servono burro, latte, uova, ma nemmeno margarina o zucchero bianco per preparare dolci e dessert indimenticabili come questa frolla al cioccolato! La natura ci dona tutti i migliori ingredienti per realizzare leccornie di ogni tipo prive di colesterolo e grassi saturi, dannosi per la nostra salute. Scegliendo di alimentarci in maniera consapevole, facciamo il meglio per noi stessi e per gli altri (animali compresi)!

Provate allora anche la nostra ricetta di base della frolla vegana o altre ricette di base di pasticceria come la crema pasticcera vegan o la ricetta del pan di Spagna vegano!

E non dimenticate di provare la nostra torta cioccolatosa al profumo d’arancia, preparata proprio con questa pasta frolla al cacao vegan e una golosissima mousse al cioccolato e arancia! Una favola da preparare (e ripreparare) per la gioia di tutti!

La bevanda calda più confortante e coccolosa di tutto l’inverno è sicuramente la cioccolata calda: durante la stagione fredda non vediamo l’ora di sederci al tavolino di un bar e avvolgere le mani intorno a una tazza fumante di cioccolata calda profumata. E non c’è piacere più grande di poter ripetere questa deliziosa esperienza anche a casa nostra preparandoci una golosa cioccolata calda fatta in casa, veloce e con pochi ingredienti.

Quella che vi suggerisco oggi è una ricetta semplice semplice, con la quale potrete preparare una fantastica cioccolata calda senza latte fatta con le vostre mani nel tepore della vostra cucina.

La ricetta della cioccolata calda: una lunga storia

Per arrivare dalla fava di cacao alla cioccolata calda che conosciamo oggi, sono passati secoli e ci sono voluti lunghi viaggi. La cioccolata calda densa e zuccherina che amiamo tanto è qualcosa di molto distante dalle tazze di cioccolata calda che preparavano gli antichi Maya 1500 anni prima di Cristo nell’attuale Messico. Allora, le fave di cacao venivano tostate, macinate, diluite con acqua calda a cui venivano aggiunte delle spezie. Niente di più. A quel tempo, questa bevanda veniva chiamata “xocoatl” (acqua amara e piccante) e oltre a esserle dato un valore politico e religioso, le venivano attribuite proprietà afrodisiache.
Furono gli spagnoli, più tardi, a portarla in Europa, dove si trasformò in una bevanda elitaria tra i nobili di tutta Spagna. E fu soltanto quando varcò i confini della penisola Iberica che gli inglesi ebbero l’idea di sostituire l’acqua con il latte.
Qui potete leggere la storia del cacao in versione più completa e particolareggiata, ora noi passiamo ai fatti e vi spiego come si prepara la cioccolata calda in versione vegan, quindi senza latte e derivati.

La ricetta della cioccolata calda senza latte, vegan al 100%

Come si prepara la cioccolata calda senza latte? La ricetta è davvero semplice: richiede solamente 4 ingredienti e solo 3 passaggi. In soli 10 minuti avrete riempito le vostre tazze di questa golosissima bontà al cioccolato.

I consigli per una cioccolata calda fatta in casa davvero speciale

Quella che riporto qui sotto è una ricetta di base che però vi consiglio di personalizzare a vostro piacimento utilizzando spezie e altri ingredienti.

  • Per renderla più densa: aggiungete uno o due cucchiaini di fecola di mais.
  • Per preparare la cioccolata calda senza zucchero: sostituite la dose di zucchero con la stessa quantità di sciroppo d’acero o con 1 cucchiaio di stevia.
  • Per aromatizzarla: aggiungete una spolverata di cannella, un baccello di vaniglia o un pizzico di peperoncino. Date sfogo alla fantasia!
  • Per una versione ancora più golosa: non perdete l’occasione di provarla con l’aggiunta di un cucchiaio abbondante di panna di cocco. Da leccarsi i baffi!

 

Questa ricetta è stata pubblicata sul n. 10 di Vegan Life di novembre 2015.