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Il grano saraceno

Oggi parliamo un pochino di una pianta poco conosciuta, il grano saraceno, rispetto alle altre due indicate nel titolo, ma ugualmente importante, se non altro perché può essere tranquillamente mangiata ed apprezzata dai celiaci, vista l’assenza del componente proteico glutine.

Per fortuna il trend attuale dell’agricoltura biologica non è innovare, ma quanto più recuperare le nostre radici, le nostre tradizioni ed i nostri cibi sani e naturali, che per crescere e fornire nutrimento hanno pochissimo bisogno di trattamenti chimici, ma solo di un pizzico in più di attenzione e passione. Ed è proprio qui che entra in gioco il grano saraceno, noto per lo più come grano nero per via del colore bruno-nerastro dei semi che hanno una caratteristica forma triangolare.

Ma perché lo chiamiamo grano, se non è un cereale? Perché dai suoi semi mediante macinazione si ottiene una farina dalla quale possiamo far nascere polente, pasta fresca, dolci e biscotti. Ed è proprio qui che scopriamo la natura globale del nostro grano saraceno: difatti ogni area del mondo lo utilizza in cucina per creare qualcosa di diverso, come in Asia per la pasta SOBA, in Russia per la pasta BLINY, da noi ad esempio in Lombardia per sfornare pizzoccheri e manfrigole, gustosi primi piatti da leccarsi i baffi. Ma i suoi usi sono trasversali, non solo per fare pasta, ma anche zuppe, minestre, per chi di frequente fa un viaggio in Inghilterra lo troverà nel porridge, ed in Croazia, Albania e Serbia è elemento principe in dolci e biscotti.

Assicura un interessante apporto proteico, soprattutto di amminoacidi essenziali, che ci servono per vivere ma che i nostri corpi non riescono a produrre autonomamente, e un buon apporto di fibra, che sazia lo stomaco senza appesantirci. Ma oltre a nutrici ci dà qualcosa in più: è ricchissimo di antiossidanti come la rutina che combatte l’invecchiamento, previene il rischio di perdite di sangue, ad esempio dal naso, combatte il diabete ed abbassa il colesterolo.

A chi soffre di ipertensione consiglio di provare le tisane e gli infusi preparati con le sue foglie essiccate. Per chi ne volesse acquistare una pianta come ornamento, produce in fioritura delle bellissime composizioni floreali con colori che vanno dal bianco al rosa. Così sembrerà di avere in casa una ventata di brezza fresca, anzi quasi glaciale, essendo nata millenni orsono proprio nella incontaminata Himalaya.

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Il sorgo

Il sorgo è un cereale strettamente imparentato con il frumento, ma garantisce una maggiore resistenza e un miglior grado di adattamento alle differenti condizioni in cui lo si può coltivare. Proprio questa sua attitudine rende il sorgo indispensabile per le persone che sono costrette a vivere in aree alquanto inospitali.

Il sorgo, conosciamolo meglio

Il sorgo è un cereale molto resistente, ha la capacità di adattarsi a terreni marginali ed asciutti, in zone aride e siccitose dove non è possibile irrigare e le piogge estive rappresentano un evento rarissimo, come ad esempio in Nigeria e Sudan. L’unica cosa che richiede è il sole, tantissimo sole, per stimolare la fotosintesi e crescere al massimo delle sue possibilità. Ed anzi, più la notte è corta, migliore e più nutritiva sarà la granella prodotta.

Attualmente lo si considera un cereale globale, presente in Africa, America Centrale, Asia Meridionale ed Europa, e nel nostro piccolo anche noi stiamo imparando a valorizzarlo, dato che abbiamo aumentato i terreni a lui dedicati, soprattutto in Emilia e nelle Marche, con un incremento del 25% negli ultimi dieci anni.

Ma dove è nato? È storicamente antichissimo, già noto e diffuso nel periodo degli Antichi Romani, ma la sua origine è nel Continente Nero, e più precisamente in Etiopia, da cui poi è giunto in Asia, Europa ed Americhe. Da poco è arrivato persino in Australia. Alle varie latitudini assume nomi differenti: SORGO in Italia e Spagna, SORGHUM in America ed Inghilterra, SORGHUMHIRSE in Germania, GROS MIL in Francia e KAOLIANG in Cina.

Proprietà del sorgo

La granella si raccoglie in settembre, e può avere molte colorazioni a seconda della varietà; andiamo dal bianco al bruno passando dal giallo e rosso. Ovviamente meglio privilegiare la granella più chiara, dato che le cariossidi più scure sono ricche di tannini, che ostacolano la digestione delle proteine di cui il sorgo è molto ricco, circa il 10% sul totale dei nutrienti. Inoltre è molto ricco di vitamine del gruppo B e della A, quest’ultima soprattutto nella granella gialla, ben fornito di antiossidanti che riducono la persistenza di disturbi cardiaci. Ma ha una caratteristica importantissima per le persone celiache: è privo di glutine e tutti i cibi con esso prodotti come pane, pasta e dolci sono totalmente sicuri ed adatti alle loro necessità.

Si usa il sorgo per la preparazione di tortillas in Messico, polenta e semolini in Africa, cous cous ovunque, e persino bevande alcoliche come la birra. In poche parole un cibo della terra, che ben si adatta ad ogni continente e ad ogni cucina.

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Il cereale dal chicco d’oro: il miglio

I cereali sono un importante nutrimento per l’uomo. Grazie alla loro coltivazione, numerose civiltà si sono sviluppate nella storia. Oggi vi parleremo del miglio, immeritatamente bistrattato.

Secondo le ipotesi più accreditare, il miglio è originario dell’India. In Italia i primi ritrovamenti risalgono al Neolitico. La coltivazione del miglio non necessita di complesse accortezze. Predilige le zone calde, ed è sensibile agli sbalzi di temperatura. La sua pianta è resistente, tanto da non richiedere l’uso di particolari concimi; può crescere in terreni magri, ed in condizioni di siccità. Grazie alla facilità di coltura, il miglio fu un cereale molto apprezzato dalle antiche popolazioni: sumeri, egizi e romani. Il suo chicco, se correttamente conservato, può restare commestibile per un ventennio. Forte e duraturo, dunque! Esso ha raggiunto la massima popolarità nel Medioevo, poiché veniva utilizzato per sostituire la carne nei periodi di digiuno imposti dalla Chiesa. Con la diffusione del mais, il miglio ha conosciuto il declino. Oggi la sua coltivazione nei paesi occidentali è marginale, e quella sporadica è destinata ai mangimi per uccelli e pollame.

Lo scarso uso del miglio nell’alimentazione umana è un peccato, per innumerevoli ragioni. In primo luogo, se decorticato perfettamente, è privo di glutine, quindi è un alimento ottimo per i celiaci. Questo cereale contiene acido silicico, grande amico di capelli, unghie, pelle e vista; l’assunzione di tale acido è consigliata alle donne in dolce attesa, poiché è un naturale anti abortivo. Il miglio è l’unico cereale alcalinizzante, pertanto facilmente digeribile; ciò lo rende adatto a persone che soffrono di acidità di stomaco. E’ utile durante i periodi di convalescenza e nelle diete della prima infanzia. E’ un valido aiuto nei momenti di grande lavoro intellettuale, per mantenere la concentrazione. Il miglio contiene molti sali minerali importanti per una dieta salutare, e apporta una notevole quantità di vitamine e proteine. E’ un alimento naturalmente ricostituente, consigliato per contrastare anemia, stanchezza, e stress.

Dopo aver elencato le virtù, non ci resta che suggerirvi di cucinarlo. Il miglio ha un sapore dolce, e il dolce piace a tutti! E’ consigliabile sciacquarlo sotto acqua corrente finché questa sia trasparente. La sua preparazione è abbastanza semplice e veloce, in quanto non necessita di essere messo in ammollo. Il miglio può essere cucinato con l’acqua aggiunta gradualmente, può essere unito a minestre e vellutate, aggiunto alla verdure al forno, e si presta alla preparazione di polpette in quanto è un ottimo addensante. Vi consigliamo la nostra ricetta delle polpettine speziate di miglio e melanzane! Sperimentate e fateci sapere!

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Proprietà e benefici dell’avena: altro che cibo per cavalli!

Da sempre snobbata perché considerata povera e non alla moda, l’avena, nel corso del tempo si è rivelata una preziosa alleata per la salute tanto da essere soprannominata il “cerale dell’energia”. Ecco quindi come l’avena aiuta il buon funzionamento del nostro corpo da un punto di vista nutrizionale e perfino nel campo della bellezza.

Da sempre l’avena è ritenuto un cereale povero e senza particolari proprietà, per questo motivo nel Medioevo era il cibo prediletto dei cavalieri per i loro cavalli e le popolazioni nordiche erano definite, con una sorta di disprezzo, “mangiatori di avena”. In realtà questa pianta, figlia delle graminacee, è tutt’altro che povera: cereale che riesce a germogliare anche in climi rigidi, è ricco di proteine, possiede un basso contenuto di carboidrati facilmente assimilabili, una maggior quantità di grassi dalle ottime qualità nutrizionali, un buon apporto di sali minerali come ferro, manganese e soprattutto magnesio e calcio, ed un alto numero di vitamine del gruppo B, in particolare di B1.

L’avena, per queste sue caratteristiche essenziali, si pone come alimento sostitutivo centrale di un gran numero di diete: in quella vegana e vegetariana a sostituzione della carne, in una dieta celiaca poiché, se trattata in stabilimenti adatti, l’avena è tollerata in buona misura anche da coloro che devono attenersi a questo particolare tipo di alimentazione. È inoltre adatta alle persone che soffrono di diabete grazie al suo basso indice glicemico e per coloro che tendono ad avere un alto valore del colesterolo poiché questo cereale contribuisce a ridurre il colesterolo LDL.

L’avena, grazie alla sua composizione e alle sue proprietà, è una valida alleata delle difese immunitarie; gli avenantramidi contenuti in essa garantiscono una buona protezione dalle malattie tumorali e dalla proliferazione delle cellule malate. Questa pianta, grazie alle sue molteplici caratteristiche, diventa un alimento determinante nella dieta di sportivi, nei giovani e per chi lavora al freddo. È inoltre di grande aiuto a chi segue diete restrittive dal momento che, grazie al maggior apporto di proteine, si raggiunge presto un senso di sazietà ed aiuta la buona digestione.

Molti non sanno che l’avena è anche un favoloso cibo, oltre che per il nostro organismo, anche per la pelle. Sono ancora poco conosciute le sue proprietà idratanti, lenitive e protettive della cute, anche se utilizzata molto spesso nei prodotti per la cura del corpo. L’avena pertanto è tutt’altro che un cibo per cavalli, ma un alimento per uomini e donne sani e belli!

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