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La quinoa è originaria del Sud America, dove cresce spontaneamente sin dall’antichità, le civiltà precolombiane già la conoscevano e gli Inca la chiamavano “Madre di tutti i semi”. Vediamo di capire cos’ha di speciale.

I semi

Prima di arrivare alla farina, facciamo un passo indietro per vedere che cos’è la quinoa. Si tratta di una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiacee (stessa di barbabietole e spinaci). Originaria delle Ande, oggi troviamo coltivazioni di quinoa principalmente in Bolivia, Cile e Perù. Anche se spesso è comparata ai cereali, per caratteristiche nutrizionali e impiego commerciale simile, in realtà è uno pseudo-cereale, come l’amaranto e il grano saraceno. La quinoa ha caratteristiche portentose: contiene tutti e 9 gli amminoacidi essenziali di cui il nostro organismo necessita per un corretto funzionamento, ha un buon contenuto proteico e di carboidrati e presenta vitamine del gruppo A, B, C e E. La quinoa trova diversi usi in cucina; date un’occhiata per esempio alla nostra insalata di quinoa e al budino di quinoa.

Dai semi alla farina

La farina di quinoa è il prodotto della macinatura dei semi della quinoa. Questi assomigliano, nella loro forma, alle lenticchie e il loro profumo mentolato caratteristico viene mantenuto anche dalla farina, che ha un colore grigio con striature verdi. Da notare che, allo stato naturale, i semi di quinoa sono ricoperti di saponine che danno al prodotto appena raccolto un sapore amaro. È perciò necessario, prima della macinazione, che la quinoa venga sottoposta a lavaggio ed essicazione per liberarsi delle saponine e dell’azione potenzialmente tossica che possono scatenare contro il nostro intestino e le vie respiratorie, oltre che del gusto amaro.

Proprietà

La farina di quinoa si può definire un alimento con i super poteri, per le incredibili proprietà nutrizionali. È ricca di proteine ad alto valore biologico, come la lisina, amminoacido presente in legumi, grano saraceno e avena, ma carente nei cereali, ai quali spesso la quinoa è assimilata. L’apporto calorico deriva da carboidrati complessi a basso indice glicemico e ha una buona concentrazione di fibra alimentare, grassi e sali minerali, come fosforo, magnesio, calcio, ferro e altri ancora. Vitamine B2, C e E sono presenti in quantità. Con queste caratteristiche, la farina di quinoa è utile per la protezione dell’apparato circolatorio e dei tessuti corporei; inoltre, essendo priva di glutine, può essere consumata da chi ha intolleranze alimentari, in particolare i celiaci, non si possono, tuttavia, escludere eventuali contaminazioni nel ciclo produttivo. Si sconsiglia l’uso di quinoa in gravidanza e allattamento e per i bambini di età inferiore ai due anni per la presenza di considerevoli concentrazioni di betaina, una molecola ancora in fase di studio che potrebbe avere conseguenze spiacevoli se assunta in dosi elevate in queste fasi.

Usi

La farina di quinoa si usa nella maggior parte dei casi miscelata ad altre farine, come quella di farro, Kamut o frumento, e dà agli impasti un gusto intenso. È molto versatile; si usa per prodotti da forno dolci e salati (biscotti, gallette, pane, grissini, torte), per la pasta fresca e ricette per farinate. La versatilità è una caratteristica della pianta; in Sudamerica, la quinoa si utlizza anche per preparare detergenti per bucato e gli steli della pianta si usano per la tintura dei tessuti.

Nei negozi si può trovare la farina già macinata, se invece si preferisce farla da sé, basta un macina-spezie o un macina caffè, facendo attenzione a sciacquare bene i chicchi in acqua corrente per rimuovere le saponine. Si consiglia anche di non farne grandi scorte, in quanto se la farina è macinata da molto tempo può risultare amara.

A differenza delle farine che abbiamo di solito in dispensa la farina di ceci non è usata per panificati o torte, poiché è priva di glutine, ma è molto utile in cucina per svariati utilizzi. La farina di ceci è un ingrediente che bisognerebbe sempre avere e ora vi spieghiamo perché!

Proprietà

La farina di ceci si ricava dalla macinazione dei semi di ceci essiccati: ne risulta una polvere fina dal tipico colore giallo tenue. Come nei ceci, nella farina di ceci troviamo importanti nutrienti come fibre, vitamina E, magnesio e acidi grassi essenziali, di cui il nostro organismo ha bisogno per la produzione degli omega 3. L’utilizzo della farina di ceci è adatta per i celiaci, poiché è non contiene glutine.

Utilizzo

Molti piatti tipici regionali utilizzano la farina di ceci tra gli ingredienti, come la cecina pisana, la farinata ligure, la fainà sarda o le panelle siciliane.

Ma proprio per la sua versatilità e capacità di essere un legante e addensante oltre che una farina, la farina di ceci è utilizzata nella cucina vegana e vegetariana per preparare delle frittate o frittelle come sostituto dell’uovo. Con questa farina si possono preparare pastelle per friggere le verdure o preparare degli impasti per fare dell’ottima pasta fresca con cui realizzare tagliatelle, maltagliati o ravioli. Se preparate dei panificati fatti in casa come crackers, grissini, pane o muffin salati aggiungere un po’ di questa farina può dare un tocco particolarmente gradevole all’impasto.  Grazie alla sua proprietà legante è perfetta nella preparazione di polpette, crocchette o burger vegetali. Infine, la farina di ceci è l’ideale come sostituto del pan grattato per le panature e i gratin.

Ricette

Ecco alcune ricette da non perdere con la farina di ceci, provatele e vedrete che non mancherà mai più nella vostra dispensa!

Frittata vegana di carciofi

Frittata vegan

Vegan club sandwich

Farinata o cecina

Proprietà e benefici dell’avena: altro che cibo per cavalli!

Da sempre snobbata perché considerata povera e non alla moda, l’avena, nel corso del tempo si è rivelata una preziosa alleata per la salute tanto da essere soprannominata il “cerale dell’energia”. Ecco quindi come l’avena aiuta il buon funzionamento del nostro corpo da un punto di vista nutrizionale e perfino nel campo della bellezza.

Da sempre l’avena è ritenuto un cereale povero e senza particolari proprietà, per questo motivo nel Medioevo era il cibo prediletto dei cavalieri per i loro cavalli e le popolazioni nordiche erano definite, con una sorta di disprezzo, “mangiatori di avena”. In realtà questa pianta, figlia delle graminacee, è tutt’altro che povera: cereale che riesce a germogliare anche in climi rigidi, è ricco di proteine, possiede un basso contenuto di carboidrati facilmente assimilabili, una maggior quantità di grassi dalle ottime qualità nutrizionali, un buon apporto di sali minerali come ferro, manganese e soprattutto magnesio e calcio, ed un alto numero di vitamine del gruppo B, in particolare di B1.

L’avena, per queste sue caratteristiche essenziali, si pone come alimento sostitutivo centrale di un gran numero di diete: in quella vegana e vegetariana a sostituzione della carne, in una dieta celiaca poiché, se trattata in stabilimenti adatti, l’avena è tollerata in buona misura anche da coloro che devono attenersi a questo particolare tipo di alimentazione. È inoltre adatta alle persone che soffrono di diabete grazie al suo basso indice glicemico e per coloro che tendono ad avere un alto valore del colesterolo poiché questo cereale contribuisce a ridurre il colesterolo LDL.

L’avena, grazie alla sua composizione e alle sue proprietà, è una valida alleata delle difese immunitarie; gli avenantramidi contenuti in essa garantiscono una buona protezione dalle malattie tumorali e dalla proliferazione delle cellule malate. Questa pianta, grazie alle sue molteplici caratteristiche, diventa un alimento determinante nella dieta di sportivi, nei giovani e per chi lavora al freddo. È inoltre di grande aiuto a chi segue diete restrittive dal momento che, grazie al maggior apporto di proteine, si raggiunge presto un senso di sazietà ed aiuta la buona digestione.

Molti non sanno che l’avena è anche un favoloso cibo, oltre che per il nostro organismo, anche per la pelle. Sono ancora poco conosciute le sue proprietà idratanti, lenitive e protettive della cute, anche se utilizzata molto spesso nei prodotti per la cura del corpo. L’avena pertanto è tutt’altro che un cibo per cavalli, ma un alimento per uomini e donne sani e belli!

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Dieta gluten-free: una scelta felice

Un cattivo funzionamento intestinale compromette la salute dell’intero organismo, per questo è importante considerare l’eventualità di un intolleranza al glutine e quindi di una dieta gluten-free.

La mia esperienza con questo problema ebbe inizio circa cinque anni fa, quando cominciai ad accusare una varietà di sintomi quali gonfiore addominale, stitichezza alternata a diarrea, eruzioni cutanee, micosi, sovrappeso, alopecia, infezioni da candida, amenorrea, stanchezza cronica e depressione.

Ovviamente erano tutti campanelli d’allarme, segnali che allora ancora non riuscivo a comprendere.

Dopo una carrellata di esami e visite specialistiche inconcludenti, decisi di rimboccarmi le maniche e fare delle ricerche sulla medicina alternativa, l’alimentazione naturale, l’Igenismo e varie testimonianze in rete che denunciavano i miei stessi sintomi. Fu allora che collegai finalmente le mie patologie con l’intolleranza al glutine.

La mia vita stava subendo un gravissimo danno, perciò, grazie alla ferrea volontà di rimettermi in salute, presi una decisione drastica.

Già seguivo una dieta vegana senza alcun derivato animale, ma fu quando cominciai ad eliminare il frumento, i cereali con glutine e i derivati, nonché lo zucchero raffinato e lieviti, che la mia vita cambiò radicalmente in positivo.

Mi prefissi di seguire un’alimentazione prevalentemente crudista, ricca di frutta e verdura fresche, germogli, semi oleginosi , frutta essiccata, e ancora legumi, riso integrale, quinoa, amaranto, miglio, grano saraceno. Scoprii che di questi prodotti si trova in commercio la pasta, ma anche le farine ottime per pizze, pane e dolci.

Insomma avevo veramente a disposizione una quantità di prodotti tale da sopperire a qualsiasi bisogno e golosità. Già dopo un paio di mesi i risultati erano strabilianti!

Perciò ai neofiti dell’argomento e a chi nutre dei dubbi posso garantire che si tratta di una dieta ricca di tutti i nutrienti, varia, saporita e colorata. Senza contare l’energia e la salute recuperate, il buon umore e la grande gioia di vivere.

Non è da sottovalutare infine il dato emotivo e psicologico, nonché lo stile di vita.

Una dieta sana, po’ di relax o meditazione e attività all’aria aperta sono fondamentali per riequilibrare tutte le nostre funzioni psicofisiche.

Trovate un po‘ di tempo per voi stessi, ascoltatevi e amatevi.

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Il lucro sui prodotti per celiaci: appello di una mamma

Il prezzo riportato sull’etichetta dei prodotti per celiaci è un prezzo giusto? Marina Pellizzari, una donna di Verona, celiaca e mamma di un bambino celiaco, ha lanciato un’appello sulla piattaforma web change.org, per attirare l’attenzione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. La richiesta di questa mamma è molto semplice: che i buoni spesa da 100 euro che vengono erogati dallo stato ogni mese, siano spendibili anche al supermercato e non solo in farmacia. In Italia si contano più di 135mila celiaci, 12mila di questi hanno subito aderito alla campagna iniziata da Marina. L’indignazione deriva dal prezzo esorbitante dei prodotti senza glutine. “Non mi piace il fatto che si lucri sulla celiachia – scrive Marina nella presentazione della petizione su change.org – non si può pagare un chilo di farina che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais 6,70 euro, è un furto”. I prodotti per celiachi, inoltre, che non sono affatto medicinali, ma prodotti con ingredienti selezionati per incontrare l’esigenze di chi è intollerante al glutine, in farmacia si vendono a un prezzo nettamente maggiore rispetto al quelli del supermercato. Nonostante ciò, la spesa annua di un celiaco risulta molto più costosa rispetto a chi non ha problemi di intolleranze. Questo può essere un elemento scoraggiante nel momento degli acquisti e che limita le scelte economiche di chi non per sua volontà non può consumare prodotti contenenti glutine. L’appello di Marina, indirizzato al ministro Lorenzin, è una richiesta di equanimità, nella speranza che lo stato intervenga perché non si speculi più sui prodotti per celiaci.

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