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Dopo aver mangiato, sento sempre il bisogno di bere un caffè, ma da anni in famiglia abbiamo optato per il caffè decaffeinato perché quello normale è troppo forte. Tuttavia, esiste un’alternativa ancora migliore, totalmente priva di caffeina, lo Yannoh.

Il caffè senza caffeina

Lo yannoh, o caffè yannoh, è una miscela di 5 cereali tostati e 4 erbe selvatiche abbrustolite, la cui ricetta originale è stata ideata da Georges Ohsawa, giapponese considerato il fondatore della macrobiotica. A seconda del produttore, gli ingredienti della miscela possono essere orzo, cicoria, segale e ghiande, le quali possono essere sostituite dai ceci. Il risultato è una bevanda dal sapore simile al caffè, molto gradevole e deciso, più intenso del comune caffè d’orzo, ma soprattutto totalmente privo di caffeina (a differenza del normale caffè decaffeinato che ne contiene comunque una piccola percentuale).

Parlando di valori nutrizionali, 100gr di prodotto corrispondono a 380Kcal, 90gr di carboidrati, 3,8gr di proteine e 0,3gr di grassi.

Proprietà

Il caffè yannoh è una bevanda nutriente e tonificante, si consiglia a chi soffre di emicrania cronica e è un’ottima alternativa al caffè o al tè per chi non vuole assumere caffeina o per chi soffre di ipertensione o altre patologie che sconsigliano l’uso di caffè in quanto eccitante. È utile per combattere la stitichezza e in tutti i casi di digestione difficile, essendo realizzato con cereali di alta qualità. Infine è indicato per le persone malate e per studenti e tutti coloro che svolgano molta attività intellettuale.

Dove si trova

Lo Yannoh viene venduto macinato (e per la preparazione possiamo usare la stessa moka che usiamo per il caffè standard), oppure solubile. Si trova in negozi biologici, in particolare la varietà solubile. Si trova anche la versione per moka, anche se con più difficoltà, in negozi macrobiotici specializzati o ristoranti con cucina macrobiotica. Si trovano anche ricette per prepararlo in casa.

Il prezzo non è contenuto, ma può essere un regalo che ci si concede. Un caffè speciale, con tutto il gusto della bevanda che tanto ci piace, ma senza gli effetti negativi della caffeina!

 

Il caffè, l’oro “verde”

Cosa c’è dietro la tazzina di caffè che ci servono al bar? Il piacere che ritroviamo quotidianamente in un buon caffè, potrebbe non essere poi tanto conveniente e redditizio per chi il caffè lo produce e lo raccoglie, chicco dopo chicco ed è, invece, vittima di speculazioni che gli impediscono di avere un ritorno economico giusto per il proprio lavoro.

Perché è importante acquistare il caffè in maniera consapevole?

Come altre materie prime, anche il caffè è una di quelle materie prime dette commodity, ovvero sono beni il cui prezzo viene regolato dalle tendenze di mercato. La compravendita di caffè infatti non avviene nei Paesi in cui viene prodotto, ma nei mercati occidentali, in particolare a New York (per l’arabica) e a Londra (per la robusta). Per questo, in questa realtà prodotto del colonialismo e del neo-colonialismo, gli attori più svantaggiati sono certamente i piccoli produttori e agricoltori che si affidano a degli intermediari chiamati coyotes, cosa che non fa che diminuire i propri ricavi, rischiando spesso di non coprire nemmeno i costi di produzione. I piccoli produttori di caffè, come se non fosse abbastanza, sono stati fortemente penalizzati dai danni creati da disastri climatici che si stanno verificando in Centro America e Sud-Est Asiatico, distruggendo i raccolti irrecuperabilmente.

Il gusto “giusto” del buon caffè

Concorderete dunque che, se si può, è sempre meglio acquistare un caffè che provenga dal commercio equo e solidale, lontano da dinamiche estremamente dannose e colonialiste che speculano sui produttori di caffè del Sud del mondo, che non fanno che peggiorare le condizione di fame e miseria dei così detti Paesi poveri.

Noi, in prima persona, possiamo scegliere di mettere nel nostro carrello della spesa, un caffè che rispetti il lavoro dei piccoli produttori. Affidandoci a prodotti del Altromercato, per esempio, o altri marchi con etichetta “fair-trade” sapremo che per il caffè che stiamo acquistando è stato pagato ai produttori un prezzo equo, senza uso di intermediari e con garanzie effettivi per i lavoratori. La qualità del caffè è tenuta sotto controllo in modo da garantire un prodotto di alto livello per il consumatore, ovvero noi. Soltanto così sapremo di certo che il caffè che beviamo è davvero buono, per noi e per chi lo produce e lo raccoglie con le proprie mani.

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Scrub al caffè contro la cellulite!

Riusiamo i fondi di caffè invece di buttarli preparando uno scrub al caffè contro la cellulite! Anche se vogliono convincerci del contrario la cellulite non è una malattia ma un comune inestetismo della pelle causato da diversi fattori come la poca attività fisica, la ritenzione idrica, una cattiva circolazione o problemi di sovrappeso. Ce l’ha il 90% delle donne, di tutte le età, VIP, sante o comune mortali come me! Il mercato della cosmesi offre una gran varietà di prodotti, a prezzi non proprio bassissimi, per risolvere il problema. Io ve ne propongo uno fai da te che sto testando su me  stessa, molto economico, naturale e facile da preparare! Si fa con i fondi di caffè dato che la caffeina è nota per le sue proprietà toniche e anche come diuretico naturale. Questa sostanza contenuta in caffè, té o nel mate, migliora l’aspetto della cellulite, aumentando il flusso sanguigno ed eliminando il liquido contenuto nelle cellule della pelle che provoca gli inestetismi cutanei.

Dosi per 1 applicazione:

  • 2 fondi di caffè (moka da 3)
  • 5 cucchiai da minestra di olio EVO

Fondi di caffè e olio

Mescolate bene il tutto è applicatelo per 5-10 minuti sfregando bene sulle zone interessate. Il caffè avrà anche un’azione esfoliante mentre l’olio d’oliva vi lascerà una pelle morbida e vellutata. Per avere risultati visibili nel giro di un mese si consigliano 2-3 applicazioni la settimana.

Scrub ai fondi di caffè e olio

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Recipes

Rotolo al tiramisù: uno spettacolo di ricetta

Questa volta Martino non c’entra. Mi prendo tutta la colpa. Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Perché sono la golosa, la cicciona, quella che ha gli attacchi di dolcezza da soddisfare. Quella che pensa e ripensa ad un dolce e poi molla tutto e si chiude in cucina.
E allo chef, che da sempre preferisce il salato, questo rotolo al tiramisù è piaciuto. Eccome se è piaciuto.

E’ arrivata l’ora di preparare un bel rotolo al tiramisù!

Siamo in Italia, paese in cui il tiramisù è centro di ataviche battaglie sanguinarie
tra amici, famiglie, paesi e regioni. In tutto lo stivale, pochi sono i ristoranti che non lo mettono nel menù. Perché noi non lo vogliamo, lo bramiamo.
E se sei vegano? Beh, il 90% delle volte ti attacchi. Rimani con la voglia e un forte senso di ingiustizia.
Ma se sei vegano, ti abbatti fino ad un certo punto. Torni a casa, leggi questa ricetta e ti prepari un tiramisù che poco ha di ordinario, ti prepari questo rotolo al tiramisù. (tié!)

Buono il tiramisù! E se fosse un tiramisù arrotolato?

Il tiramisù ci piace in coppetta, al cucchiaio, nella teglia sconfinata che prepara la mamma.
Ci piace da matti. Noi, una volta, l’abbiamo provato anche destrutturato, ma non ci ha entusiasmato.
Sarà che assomiglia a quei dolci freddi che vedi nelle vetrine della gelateria, saranno state le sue fette tonde e bicolore, sarà stata la caffeina, ma questo tiramisù arrotolato, invece, ci ha entusiasmato molto.

Tronchetto al tiramisù: un tiramisù vegan che farà parlare di sè

Lo so, lo so. Knam ha detto che il tiramisù è un tiramisù solo se si fa con “KVema al mascaKVpone e savoiaVdi”. Con tutto il rispetto, Ernst, ma io il tiramisù me lo faccio vegano.
E a forma di tronchetto, perfino! A breve sarà online anche una versione del tiramisù vegano un po’ più “tradizionale”, ma nel frattempo vi consiglio di assaggiare questo rotolo, preparato da me, che non so attenermi a una ricetta dalla A alla Z nemmeno sotto tortura!

Dosi per: 4-6 persone.