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Una mela al giorno, leva il cancro di torno

I tumori sono determinati per un 5-10% dalla predisposizione genetica, quindi dall’inclinazione presente fin dalla nascita. Il restante 90-95% è riconducibile a fattori ambientali, i quali comprendono il fumo da sigaretta, l’obesità, la mancanza di attività fisica, l’inquinamento atmosferico o l’esposizione a sostante cancerogene, per esempio amianto, radiazioni, particolari vernici.
In un organismo sano, le cellule che lo compongono si rinnovano continuamente. Durante la sua esistenza, la cellula subisce numerose aggressioni e, se l’organismo non è in grado di contrastarle, essa può subire delle mutazioni del DNA, causando così dei gravi problemi al normale ciclo di riproduzione cellulare, e generando cellule tumorali.
Svariati enti di ricerca, tra cui anche l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige in Trentino, nell’abito di studi internazionali hanno individuato alcune sostanze contenute nella mela, in particolar modo nella sua buccia, che potrebbero diminuire il rischio di sviluppare tumori.

Le sostanze naturalmente utili

I radicali liberi sono molecole instabili, che possono provocare danni al patrimonio genetico. Nella mela sono presenti alcuni tipi di antiossidanti naturali, tra cui i polifenoli, i quali reagiscono con i radicali liberi, eliminandoli dall’organismo. L’attività detossificante dei polifenoli è particolarmente evidente nei tumori dell’apparato digerente. I polifenoli svolgono un’altra importantissima funzione: bloccano i geni che impediscono la morte programmata nelle cellule tumorali, così da causarne la morte ed rimuovendone l’immortalità.
Le procianidine, una specie di polifenolo, hanno il potere di inibire notevolmente lo sviluppo delle cellule neoplastiche. Agiscono in modo particolare su melanomi, leucemie, e adenomi.
Alcuni ricercatori sostengono che flavonoidi e fenoli, anche essi antiossidanti, sono utili per combattere le cellule tumorali e per ridurre il numero e la grandezza dei tumori mammari e di quelli al polmone.
Un’altra molecola, la triterpenoidi, avrebbe un ruolo importante nel diminuire il rischio di sviluppare tumori al fegato e al colon.
In un articolo apparso sulla prestigiosa rivista Annals of Oncology, un gruppo di ricercatori documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori, di circa un 20%.
Oltre al medico, una mela al giorno toglie anche l’oncologo di torno.

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Tè verde e salute

Il tè verde, oltre a essere un’ottima bevanda, è un alimento ricchissimo di sostanze nutritive e benefiche per la nostra salute.
A differenza del tè nero, che subisce un processo di ossidazione, il tè verde, anche dopo l’essicazione, mantiene le sue sostanze nutritive.
Quali sono tutte le sostanze benefiche contenute nel tè verde? Vediamole una a una:

Polifenoli

I polifenoli presenti nel tè verde hanno un forte potere antiossidante, all’incirca di 30 volte superiore a quello della vitamina E. Inoltre, alcune ricerche condotte sui polifenoli del tè verde stanno provando la capacità di interferire o rallentare la mutazione cancerosa delle cellule.

Vitamine

Nel tè verde troviamo la vitamina C, che fortifica le nostre difese immunitarie e rallenta l’invecchiamento cellulare. Oltre alla vitamina C, troviamo nel tè verde, anche la vitamina A, ottima alleata nel miglioramento della vista e nella creazione di glicoproteine che proteggono le mucose e la pelle. Le vitamine del gruppo B (B1,B2, B3, B7) sono anch’esse presenti e molto importanti per rafforzare i nostri tessuti epiteliali e favorire la formazione dei neurotrasmettitori. Infine, nel tè verde, sono presenti la vitamina E e il betacarotene con funzione antiossidante e la vitamina K fondamentale per la coagulazione sanguigna.

Alcaloidi

Gli alcaloidi sono dei composti organici azotati, utili al nostro organismo in quanto danno energia. Nel tè verde troviamo tre alcaloidi: la caffeina (3%), la teofillina (0,03%) e la teobromina (0,17%). La caffeina (o teina) favorisce la diuresi e ha effetti stimolanti sul nostro sistema nervoso.

Minerali

I minerali e gli oligominerali contenuti nel tè verde sono moltissimi: potassio, fluoro, zinco, magnesio, oltre a fosforo, calcio, sodio e manganese.

I benefici che questi elementi contenuti nel tè verde possono portare alla nostra salute sono molteplici. Dalla prevenzione delle patologie del sistema cardio-circolatorio, all’azione protettiva antitumorale che interviene rallentando la metastasi, dalla funzione antibatterica nel cavo orale, alla migliorata digestione, dagli effetti benefici in caso di diete dimagranti (grazie all’effetto diuretico e la riduzione dell’assorbimento dei grassi) fino alla prevenzione di disturbi quali osteoporosi, pressione alta e iperglicemia.

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Il grano saraceno

Oggi parliamo un pochino di una pianta poco conosciuta, il grano saraceno, rispetto alle altre due indicate nel titolo, ma ugualmente importante, se non altro perché può essere tranquillamente mangiata ed apprezzata dai celiaci, vista l’assenza del componente proteico glutine.

Per fortuna il trend attuale dell’agricoltura biologica non è innovare, ma quanto più recuperare le nostre radici, le nostre tradizioni ed i nostri cibi sani e naturali, che per crescere e fornire nutrimento hanno pochissimo bisogno di trattamenti chimici, ma solo di un pizzico in più di attenzione e passione. Ed è proprio qui che entra in gioco il grano saraceno, noto per lo più come grano nero per via del colore bruno-nerastro dei semi che hanno una caratteristica forma triangolare.

Ma perché lo chiamiamo grano, se non è un cereale? Perché dai suoi semi mediante macinazione si ottiene una farina dalla quale possiamo far nascere polente, pasta fresca, dolci e biscotti. Ed è proprio qui che scopriamo la natura globale del nostro grano saraceno: difatti ogni area del mondo lo utilizza in cucina per creare qualcosa di diverso, come in Asia per la pasta SOBA, in Russia per la pasta BLINY, da noi ad esempio in Lombardia per sfornare pizzoccheri e manfrigole, gustosi primi piatti da leccarsi i baffi. Ma i suoi usi sono trasversali, non solo per fare pasta, ma anche zuppe, minestre, per chi di frequente fa un viaggio in Inghilterra lo troverà nel porridge, ed in Croazia, Albania e Serbia è elemento principe in dolci e biscotti.

Assicura un interessante apporto proteico, soprattutto di amminoacidi essenziali, che ci servono per vivere ma che i nostri corpi non riescono a produrre autonomamente, e un buon apporto di fibra, che sazia lo stomaco senza appesantirci. Ma oltre a nutrici ci dà qualcosa in più: è ricchissimo di antiossidanti come la rutina che combatte l’invecchiamento, previene il rischio di perdite di sangue, ad esempio dal naso, combatte il diabete ed abbassa il colesterolo.

A chi soffre di ipertensione consiglio di provare le tisane e gli infusi preparati con le sue foglie essiccate. Per chi ne volesse acquistare una pianta come ornamento, produce in fioritura delle bellissime composizioni floreali con colori che vanno dal bianco al rosa. Così sembrerà di avere in casa una ventata di brezza fresca, anzi quasi glaciale, essendo nata millenni orsono proprio nella incontaminata Himalaya.

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Le lenticchie: fortuna e salute tutto l’anno!

Con l’avvicinarsi di Capodanno, le vendite di lenticchie aumentano vertiginosamente! Grazie alla loro forma simile a una moneta, fin dall’antichità questo legume veniva consumato per augurare un nuovo anno ricco e prospero. E diciamocelo, di questi tempi forse è il caso di mangiarle molto più spesso, ma per guadagnarne anche in salute!

Lenticchie nel mondo e in Italia

La lenticchia fu il primo legume ad essere coltivato in Mesopotamia, e ad entrare a far parte dell’alimentazione umana. Esse vengono citate anche nella Bibbia, precisamente quando Esaù rinunciò alla figlia primogenita per un piatto di lenticchie. A livello mondiale si stima che circa 3 milioni e mezzo di ettari siano coltivati con piantagioni di lenticchie, in particolare nelle zone temperate. La pianta, scientificamente chiamata Ervum Lens, può sopravvivere in ambienti avversi, e, tecnicamente, le lenticchie sono i semi della Ervum Lens.
Anche l’Italia è un modesto produttore di questo legume, le cui varietà sono molto pregiate ed apprezzate a livello internazionale; tra le più note possiamo ricordare le lenticchie di Castelluccio di Norcia (DOP), quelle di Altamura, le lenticchie di Villalba e di Colfiorito, e le lenticchie del Fucino.

Proprietà e valori nutrizionali

Come quasi tutti i legumi, anche le lenticchie sono un alimento formidabile per le sue numerose caratteristiche nutrizionali. Sono ricche di fibre, valido alleato per la prevenzione di forme tumorali al retto e colon; esse inoltre aumentano la sensazione di sazietà, perciò possono sostenere la perdita di peso e il contrasto al diabete. Le fibre, infine, favoriscono l’equilibrio intestinale.
Le lenticchie contengono magnesio e potassio: il primo benefico per il tessuto osseo, il secondo utile per la ritenzione idrica e l’apparato cardiocircolatorio. Il loro contenuto proteico è paragonabile se non superiore a quello di molti tipi di carni, ma sono prive di grassi saturi e non causano l’aumento del colesterolo. Le lenticchie apportano al nostro organismo vitamina B1, ferro e aiutano a mantenere bilanciata la glicemia nel sangue e quindi anche l’insulina, che serve a metabolizzare gli zuccheri. Altri componenti caratterizzanti sono gli antiossidanti e la tiamina, utile per favorire la concentrazione.

Ricette e consigli con le lenticchie

E’ controindicato consumare le lenticchie crude, in quanto poco digeribili. Il loro uso inoltre è sconsigliato a malati di gotta e uremia. Con l’auspicio che la loro fama di portar fortuna si trasformi in realtà, di seguito suggeriamo alcune ricette con le lenticchie, valide per San Silvestro… E, perché no, per tutti gli altri mesi!

Ecco le nostre ricette consigliate:

Pasta e lenticchie con cavolo nero e pinoli
Burger di lenticchie, ceci e cereali
Polpette speziate con lenticchie, spinaci e zucca

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I chakra: i livelli energetici del benessere

Quante volte ci siamo alzati dal letto con qualche dolorino? E quando non ci sentiamo bene senza conoscerne la causa, cosa possiamo fare? Proviamo per una volta a non cercare la causa allo esterno, ma dentro di noi, nel nostro corpo e nel nostro spirito. A tal proposito oggi parliamo dei Chakra ovvero i livelli energetici del benessere.

Dalla medicina orientale degli antichi maestri si tramanda il concetto che, quando una parte del nostro corpo non funziona bene, abbiamo un blocco energetico nel meridiano corrispondente. I meridiani sono dei filamenti sottili che attraversano il nostro organismo, influenzando il benessere delle diverse parti di noi.

Lungo i meridiani sorgono i Chakra, porte energetiche che regolano il flusso di energia interiore. Ed è dalla cura di questi punti che inizia la terapia per i nostri problemi fisici, che ci condurrà all’armonia e alla pace interiore.

In noi ci sono 144 Chakra, ma per semplicità e chiarezza è meglio concentrarsi sui 7 principali, lungo i quali scorre l’energia cosmica che nutre la vita. Se stiamo bene siamo in equilibrio, e l’energia scorre ininterrottamente, altrimenti si formano dei grossi blocchi che impediscono lo scorrere, causando malattie e psicosi. Tutto ciò, generato da carenze e sovraccarichi energetici, dà origine ad una profonda disarmonia tra stato fisico e mentale che dobbiamo combattere.

E i rimedi? Sono tutti naturali, e consistono nel contatto con pietre naturali, oli essenziali ed incensi, differenti per specifico Chakra o malanno, che possono aiutarci a ritrovare la serenità e lo equilibrio interiore. Ad ogni porta è associato un colore, un pianeta ed un cristallo. Conoscendoli possiamo contrastare il male ed arrivare all’equilibrio interiore ed esteriore.

Il primo Chakra è situato alla base della colonna vertebrale, il suo colore è il rosso, e gli organi a lui riferiti sono gli organi riproduttivi, la vescica e le ghiandole surrenali. Se abbiamo dei problemi in queste zone affidatevi alla pietre rosse quali rubino, granato e diaspro rosso, all’olio essenziale del primo Chakra ed agli incensi collegati.

Il secondo Chakra è legato agli organi riproduttivi, l’arancione lo contraddistingue, e stimola le nostre creatività e fantasia. Il terzo è associato al pancreas, e coordina il buon funzionamento degli organi addominali, dallo stomaco al fegato; è abbinato alle pietre gialle Topazio ed Ambra.

Un altro Chakra importante è il quarto, che è localizzato dentro il cuore, lo influenza assieme alla circolazione sanguigna. Se il Chakra sta bene, saremo altruisti, sereni e consapevoli di comprendere noi stessi e gli altri. Il suo colore è il verde, e le pietre sono tormalina verde, giada, malachite ed agata muschiata.

Il quinto è localizzato sulla tiroide, e rasserena le nostre vie respiratorie. È stimolato dalle pietre blu quali zaffiri e lapislazzuli. Il sesto Chakra si trova sull’ipofisi, e controlla il cervello e gli occhi grazie all’apporto benefico delle pietre viola come la fluorite e l’ametista. Il settimo si trova sulla sommità della nostra testa, allontana i brutti pensieri dalla nostra coscienza grazie allo zircone o quarzo entrambi bianchi.

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I semi di canapa: un supercibo per la nostra salute

Come ho scritto nel titolo è proprio così; la canapa, oltre ad essere nutriente ed estremamente ricca di vitamine e sali minerali, è davvero buona e gustosa, con un sapore molto simile alla nocciola. E pensate che la canapa ha accompagnato la storia nel corso non solo dei secoli, ma addirittura dei millenni.

Cenni storici

Le prime testimonianze storiche provengono dalla Cina del 4500 Avanti Cristo per poi espandersi nel territorio egiziano nel 2000 A.C. conoscendo un periodo di notevole splendore. Ma ancora non sapevano la valenza nutritiva della canapa e la utilizzavano solo come pregiata fibra tessile al pari di lino e cotone.

La canapa è stata coltivata davvero in modo esteso in Italia fino agli anni Quaranta, in circa 100.000 ettari, poi la creazione delle fibre sintetiche ne ha ridotto l’estensione della metà negli anni Settanta, per poi arrivare solamente a poche centinaia di campi. Ma ora la riscoperta della coltura con un’ottima finalità alimentare naturale e benefica ne ha fatto ripartire la coltivazione, prevalentemente in Piemonte.

La pianta e le sue proprietà

È una pianta alta e poco ramificata, si semina in Aprile, germina dopo una settimana e in due mesi nascono dei bellissimi fiori riuniti in appariscenti composizioni, e possiamo raccogliere gli steli per la fibra e i semi per l’alimentazione già in Settembre.

Le peculiarità che si adattano meglio al suo status sono nutriente e resistente; i semi sono di un particolare colore bruno marezzato, e sono enormemente ricchi di proteina, ben un 25%, costituito in prevalenza da amminoacidi essenziali, che, come dice il nome stesso, sono essenziali per la nostra vita. La sensazione di sazietà che abbiamo dal mangiarli è fornita dalla ricchezza di acidi grassi, ma badate quelli polinsaturi che ci fanno tanto bene, garantendo ai nostri muscoli, ai nostri nervi ed alle nostre ghiandole endocrine salute e benessere.

Contrasta il colesterolo ed i disturbi dell’apparato respiratorio quali asme e sinusiti, rinforza la nostre difese immunitarie contro i mali di stagione come l’onnipresente raffreddore, e garantisce maggior forza alle nostre ossa e denti grazie alla ricchezza in calcio e potassio.

I prodotti alimentari della canapa

E in cucina come li possiamo adoperare? I semi crudi sono deliziosi come ingrediente prelibato di macedonie ed insalate, e come interessante e valida variante in colazioni aggiungendoli a muesli e frullati. In vendita si trova anche la farina di semi di canapa, da cui partire per la creazione di buonissimi e saporiti pani e grissini.
Da assaggiare l’olio di semi come condimento alimentare, ma lo si può benissimo provare anche come cosmetico per una naturale nutrizione emolliente della pelle.

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Benefici della frutta secca

Mai come in questo periodo dell’anno, con sagre e feste paesane ricorrenti un po’ ovunque, vediamo davanti i nostri occhi tantissimi tipi di frutta secca, buona, gustosa, che attira la nostra attenzione anche per le inebrianti e soavi fragranze che emana, ma, oltre che saziarci, ha anche delle impareggiabili qualità naturali e biologiche davvero benefiche e salutari.

La frutta secca non ha problemi di conservazione, e può essere mangiata anche molto tempo dopo la raccolta, senza aver intaccato alcuna sua peculiarità biologica e nutrizionale. Conosciamone meglio qualcuna, come ad esempio l’arachide, la noce, la mandorla e la nocciola. Proprio questi frutti vengono anche definiti oleaginosi, nome che li contraddistingue per il fatto che i loro semi, se trattati meccanicamente, producono degli oli, molti dei quali commestibili.

Arachidi

Gli arachidi, o bagigi, sono dei legumi che troviamo molto spesso come accompagnamento negli aperitivi, proprio per una loro grande peculiarità: forniscono molta energia al nostro organismo, lo saziano senza appesantirlo, e migliorano la salute del cervello e della nostra circolazione sanguigna. E, caratteristica non da poco, rendono più elastica e lucente la nostra pelle grazie ad un alto contenuto di polifenoli. Possiamo trovare anche la pasta o burro di arachidi, ma in questo secondo caso vi raccomando di non esagerare con l’assunzione dato che è un cibo estremamente ipercalorico.

Noce

La noce è un frutto originario dell’Asia così famoso e noto che non ha bisogno di grandi presentazioni, ma oltre che come frutto lo si usa per la produzione di olio ed anche di vini e liquori, come il nocino ad esempio. È un frutto energetico, che riduce il livello di colesterolo, e fornisce vitamine B e sali minerali come calcio e magnesio. Ma oltre al frutto molto salutari sono anche le foglie per la preparazione di infusi, decotti e tisane: combattono l’obesità, favoriscono la diuresi e tonificano la fisicità del fegato.

Mandorla

La mandorla è un frutto tipico ed originario dell’Italia, in particolare della Sicilia. È ricca di proteine, di vitamine biologiche, ed è estremamente energetica. La utilizziamo per la produzione di latte di mandorla, di sciroppo e di liquori, e per la preparazione di dolci come gli amaretti. L’olio di mandorla è un naturale prodotto cosmetico con una particolare capacità emolliente che ringiovanisce la pelle.

Nocciola

La nocciola previene l’insorgenza di malattie cardiovascolari, abbassa il livello di grassi nel sangue, e soprattutto unisce con una linea immaginaria l’agricoltura italiana, essendo diffusa dal Piemonte alla Sicilia passando per Campania e Lazio. È ricco di proteine e vitamine, e il suo utilizzo è diffuso anche nell’industria dolciaria per la produzione di cioccolato, torroni e creme.

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Lo zenzero fai da te

Capita sempre più di frequente d’imbatterci in molteplici fragranze profumate, e alle volte velatamente pungenti, quando passiamo davanti ristoranti etnici orientali: ma da dove hanno origine queste nostre percezioni olfattive? Principalmente dalle spezie ed oggi ne conosceremo meglio una molto diffusa, ovvero lo zenzero.

È una pianta erbacea conosciuta fin dai primordi dell’umanità civile, originaria dell’Oriente, che possiede molte proprietà sia salutistiche che biologiche e nutrizionali, fatto per cui ad ora la troviamo anche in cibi e bevande che quotidianamente consumiamo. Ma dello zenzero che cosa si mangia? Non i fiori gialli, e nemmeno le foglie che circondano i fusti, ma degli ingrossamenti naturali delle radici, ovvero i rizomi.

I rizomi, simili a delle piccole patate bitorzolute, possono essere utilizzati in cucina sia tagliati a fette fresche sottili sia in forma di polvere essiccata, così da esaltare il sapore e l’aroma di piatti gustosamente caratteristici e particolari.

Ad esempio in Giappone lo si trova caramellato abbinato al tipico sashimi, in Indonesia è diffusissimo nella preparazione di zuppe, minestre e salse, ed è utilizzato persino nella preparazione di dolci di origine anglosassone, come il pan di zenzero, che sotto Natale adorna le vetrine di tutta Londra.

Come curiosità pensate che da noi viene utilizzato per la produzione del ginger, gustosa e dolce bevanda analcolica dal colore rosso vivo, perfetta per un aperitivo leggero.

Perché lo zenzero fa bene? Perché ci facilita la digestione, migliora la circolazione del sangue, combatte i dolori delle artriti, abbassa il colesterolo, e soprattutto previene le nausee, prevalentemente quelle originate dalle gravidanze e dal mal di mare.

Ma lo possiamo utilizzare anche come antibiotico biologico e naturale contro i malanni autunnali: ad esempio contro il raffreddore consiglio il tè di zenzero, mentre contro la tosse qualche foglia di basilico associata ad un pezzo di rizoma ne contrasta gli effetti.

È possibile coltivare lo zenzero in Italia? Certo che sì, ed anzi ognuno di noi lo può fare dentro casa. È una pianta che ama il caldo quindi si può benissimo tenere all’interno. Partiamo da un semplice vaso di plastica, prima di mettere il terriccio è preferibile creare un fondo di argilla, e ricoprire le pareti interne del contenitore con del tessuto per trattenere l’umidità, dopo di che terriccio e un pezzo di rizoma ben interrato. In seguito, lasciate fare alla natura, ricordandovi solo di innaffiare una volta al giorno, meglio la sera; la piantina crescerà in 5-6 mesi, e vedrete che bei rizomi si formeranno sotto terra. E dopo si ricomincia, il tutto a partire da un pezzo di rizoma ripiantato.

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Meditazione e alimentazione: due processi, per una sola azione di benessere.

Nell’ottica di una visione olistica della vita e degli eventi, separare alcune delle nostre più sane abitudini, come mangiare e meditare, risulta essere controproducente.
L’essere umano è un sistema completo e come tale richiede attenzione per ogni suo singolo processo.

Qualsiasi sia la vostra attività meditativa o di relax, è fondamentale che prestiate attenzione anche ad attività, diciamo propedeutiche, come quella di mangiare.
Se è vero che siamo quello che mangiamo, lo siamo in ogni momento della nostra giornata, perché quello che mangiamo genera in noi una cascata di micro attività nel nostro corpo, che conducono o meno al nostro benessere.

Ogni qual volta buttiamo giù un boccone, il nostro corpo ne avvia la digestione, scatenando reazioni chimiche e fisiologiche, delle quali noi ci accorgiamo impercettibilmente, a meno che qualcosa vada storto.

Senza saperlo abbiamo variazioni nella respirazione, nell’ossigenazione dei tessuti, nella salivazione o ancor più importante nella produzione di insulina.
Tutto questa varia e si modula, in relazione a cosa abbiamo mangiato e, direi anche , in base a come l’abbiamo mangiato.

Cimentarsi in attività rilassanti come lo yoga o la meditazione, durante una pesante digestione, rende poco piacevole sia l’uno che l’altro.
Sarebbe opportuno che in prossimità di una sessione rilassante, agevolassimo il tutto mangiando qualcosa di leggero, qualcosa di poco elaborato e povero di grassi.

Il corpo e la mente convivono in uno stato simbiotico e cercare una mente sgombra con un corpo affaccendato, rischia di avere tutt’altro che un effetto rilassante.
Potremmo fare ancora di meglio e cioè portare in tavola l’arte della meditazione e del relax.
Mentre prepariamo i nostri piatti, leggeri e gustosi, lasciamoci guidare da pensieri positivi e sereni, così da trasmettere al nostro cibo, un energia rilassante e distensiva.

Evitiamo di cucinare in uno stato di cattivo umore e con un qualche fastidio per la testa, perché per quanto possa sembrare bizzarro, cucinare in uno stato di grazia, rende maggiormente saporite le nostre pietanze.
Avete mai provato a cucinare con una arrabbiatura in corpo? E’ in quelle occasioni che una portata si brucia, si scuoce oppure ha poco sale.

Ci si può spingere oltre, fino a mangiare in uno stato meditativo. Mangiate con calma, assaporando ogni boccone, in silenzio, senza nulla intorno che vi possa distrarre. Spegnete la tv, il telefono e qualsiasi altra fonte, che possa portare via la vostra attenzione dal piatto.
La meditazione e l’alimentazione, collaborano prima, durante e dopo i pasti, per portare il nostro benessere non solo nel nostro corpo, ma anche e soprattutto, nella nostra mente.

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Emozioni dai colori

La natura che ci circonda è ricca di colori che producono in noi emozioni, con tantissime sfumature sempre mutevoli che la rendono unica ed irripetibile. Tutto ciò che tocchiamo, annusiamo, respiriamo, mangiamo ha un colore, che col tempo cambia, si evolve, si mescola con altri colori o con altre cose nelle fasi della vita.

I colori trasmettono energia, suscitano emozioni, spingono all’azione, regolano il nostro comportamento, il nostro equilibrio sia fisico che mentale, ed apportano molteplici benefici al nostro corpo.

Ogni colore ha una sua specificità, e nelle righe seguenti mi concentrerò su cinque bellissimi colori che più di frequente vediamo ma alle volte non osserviamo: rosso, arancione, giallo, verde e blu.

Il rosso apporta carica e vitalità, trasmette sicurezza, e fa bene sia al fegato che ai muscoli. E quando si è davvero stanchi consiglio di indossare qualcosa di rosso come ricarica naturale.

L’arancione è il colore dell’entusiasmo, ed inoltre aiuta e rende più regolari i processi digestivi.

Il giallo invece fa bene al cuore e rilassa i nervi.

Passando al colore caratteristico della natura che è il verde come non menzionare la sua capacità di trasmettere una sensazione di relax, abbassare la pressione sanguigna, ed in più agisce positivamente sulla qualità della nostra pelle. Se si è particolarmente tesi o stressati indossate qualcosa di verde per allentare la tensione, o mangiate kiwi, insalata o fagiolini.

Il blu, il colore della notte, del mare, ci induce alla calma, alla quiete, al silenzio. Dal blu nasce la ricerca di un momento interiore, di meditazione dedicato solo ed unicamente a noi stessi. Difatti per chi fa fatica ad addormentarsi consiglio di acquistare un pigiama di colore blu per addolcire e conciliare la fase del sonno.

Questi colori, che tutti i giorni si rincorrono davanti i nostri occhi, in un susseguirsi di persone, fatti ed azioni, possono, se osservati ed in un certo qual modo vissuti, trasmetterci emozioni, pensieri positivi, idee nuove ed originali, e fornire ai nostri occhi e di conseguenza alle altre parti del nostro corpo, sensazioni benefiche, aiutarci nel debellare malanni, combattere contro i pensieri tormentati che alle volte si rincorrono ed affollano la nostra mente, e in definitiva farci star meglio, migliorare la nostra immagine agli occhi degli altri, ma in primis a noi stessi ed alle persone che ci vogliono bene.

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