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Pannolini lavabili contro usa e getta: perché sceglierli?

Oggigiorno, tendiamo ad avere un occhio di riguardo verso la tematica ambiente e sostenibilità, siamo più inclini a riflettere sull’impatto che la nostra vita ha sul pianeta e questo ci rende più consapevoli delle nostre azioni.
Questo accade quando si va al supermercato e si sceglie di comprare cibo biologico o a km0, quando si prediligono detersivi fatti in casa o naturali o si preferisce eliminare il più possibile l’acquisto di prodotti usa e getta.
Nel momento in cui si diventa genitori, poi, si desidera ancor di più che il mondo sia un posto migliore in cui far vivere la nostra creatura e questo ci motiva a fare la nostra parte.

La mia scelta di alimentarmi con cibi di origine vegetale non è stata solo una scelta etica ma conscia anche dell’impatto ambientale che la dieta tradizionale comporta.
Optare per dei pannolini lavabili all’arrivo di Goran, mi era sembrata da subito la scelta più responsabile e ovvia.
Tuttavia, per mesi prima della sua nascita, sono stata scoraggiata da amici e parenti, che più e più volte mi hanno dato della pazza a voler allontanarmi dal progresso rappresentato dai pannolini usa e getta.
Da chi non si era trovata bene e dopo poco aveva venduto tutto il suo kit alla migliore offerente, fino a colei che sgranando gli occhi mi pregava di non farlo perché “sarei stata seppellita dai panni sporchi”.

pannolini lavabili contro usa e getta

Come funzionano i pannolini lavabili e quali scegliere

Alla fine, da mamma alle prime armi, ho optato per dei pannolini ecologici, un buon compromesso per i primi tempi.
Esatto, per i primi tempi.
Chi di voi ha familiarità con il segno del Capricorno, ne riconoscerà sicuramento l’indole paziente, ma testarda e perseverante.
E quella strana capra cocciuta sono proprio io, che all’inizio mi sono lasciata influenzare un po’ per stanchezza un po’ per ingenuità, ma che alla fine, dopo mesi di ricerche e letture ha preso in mano il telefono e ha prenotato il suo primo kit di pannolini lavabili.
Ringrazio moltissimo la presenza di siti, gruppi facebook e associazioni che promuovono i pannolini lavabili e informano su come organizzarsi e gestire il tutto.
Io mi sono rivolta a Sotto Il Cavolo un’associazione della mia zona e dopo un caffé e una chiacchierata con la mitica Orsola, mi sono portata a casa un box pieno di tutti i tipi di pannolini in commercio.

Kit prova pannolini lavabili

Pittore fa un controllo qualità del kit prova di pannolini lavabili!

Come ho iniziato?

All’inizio ho dovuto prendere confidenza con il nuovo sistema. Ci sono davvero tanti tipi di lavabili, si parte da quelli “delle nostre nonne” formati da un panno piegato, chiuso con una o più spille (tranquille, non si usano più le spille da balia ma dei sostituiti più sicuri e graziosi) e una cover impermeabile. Poi ci sono quelli più moderni in fibra sintetica con degli inserti assorbenti in una tasca interna o attaccati con un bottoncino. Si differenziano per spessore, tipo di chiusura (velcro o bottoni), tessuti e inserti.
Qui sotto trovate un’infografica riassuntiva.

Pannolini lavabili tipi

Cominciare da un kit di prova è stata assolutamente la scelta migliore per me. Ho provato uno alla volta tutte le tipologie e de diverse marche, ho imparato a lavare in modo più ecologico ma allo stesso tempo efficace.
Dopo un mese di utilizzo ho restituito il mio box e sapete che tipologia ho deciso di usare?
Forse l’avrete già immaginato, ma ho optato per i muslim + cover! Per me è la soluzione più gestibile e flessibile di tutte, non è per nulla complicato da organizzare per i lavaggi ed è davvero molto economico. Infatti, al momento il mio set è composto di 4 cover, 14 muslin, un rotolo di pezze raccogli pupu lavabili e 2 spille. Ho calcolato che questo set mi è venuto a costare circa 85 euro.
Tenete conto che per la notte al momento uso prevalentemente usa e getta ecologici, ma conto di passare presto ai lavabili.
Una volta iniziato, ho capito che non è così complicato o dispendioso, anzi, che ce la si fa benissimo e che avrei potuto iniziare sin dai primi giorni.

Pannolini lavabili: sì o no?

Il mio consiglio è fare domande se non si è sicuri, ma di non aver paura di sbagliare. Oltre che alle associazioni della vostra zona, potete rivolgervi a consulenti private (ce ne sono ogni giorno sempre di più!) e spesso i siti che vendono i pannolini lavabili offrono anche un ottimo servizio assistenza.
Infine, controllate se nel vostro comune ci sono delle agevolazioni fiscali per chi utilizza pannolini lavabili. In alcuni comuni poi, come quello di Este (PD), donano un lavabile per ogni bambino nato, se la famiglia lo desidera.

Link utili

Lascio alcuni link utili consultati personalmente che mi sento di consigliare.

Siti che vendono pannolini lavabili:

Ecobaby
Elobaby
Cuore Lavabile

Gruppi Facebook per sostegno, scambio e acquisto:

Il mercatino di Elobaby
Gruppo pannolini lavabili e supporti

Associazioni:

Sotto il Cavolo (Mira – VE)
Non solo Ciripà
Pannolini Consapevoli

Genitori vegan: siti utili per una famiglia veg!

Quando nasce un bambino, nascono anche due genitori.
Se questi due adulti poi, sono vegani e, come spesso accade, non intendono svezzare il proprio piccolo in maniera “tradizionale”, ecco che nascono due genitori vegan. Più o meno informati.

Ammettiamolo: ci sono mesi di preparativi prima che il pupo venga alla luce e travolga mamma, papà, amici e parenti con un’ondata di amore, panni sporchi e dubbi amletici. Ma tutto questo tempo non sempre viene sfruttato per pensare a cose importanti come lo svezzamento o la richiesta di un menù vegano a scuola.
C’è tempo, pensiamo. Abbiamo metà testa ancora libera e incosciente, che imperterrita si comporta come se nulla stesse accadendo. L’altra metà è occupata a trovare il nome, a fissare le ecografie, a dipingere la cameretta, ad organizzare il baby shower o a frequentare lo yoga preparto.

Genitori vegan, genitori consapevoli!

Ragazzi, se vi rivedete più o meno in questo ritratto: alt! Fermi un attimo, ascoltate chi ci è già passato! Non ritrovatevi tra qualche mese a dire: questo non lo sapevo! A chi ci rivolgiamo se siamo in difficoltà? Siamo gli unici genitori vegani nell’arco di quanti kilometri?

Tranquilli. Siamo in molti e sempre di più. In effetti, esistono in rete e non solo, una serie di gruppi e strumenti utili per superare le difficoltà quotidiane, dalla ricerca di un pediatra o di un nutrizionista, fino alle dritte per menù settimanali bilanciati, abbigliamento cruelty-free e tanto altro.

Quali sono i siti utili per dei genitori vegani?

Ecco quelli che al momento ci sembrano i siti più utili e chiari per aiutare le famiglie vegane a districarsi tra i problemi quotidiani. Ogni giorno ci imbattiamo in nuove fonti, più o meno attendibili: qui sotto condividiamo con voi quelle da pollice in su!

1. Genitoriveg.com
Genitori Veg : portale con forum su cui scambiare opinioni e fare domande. Ci trovate anche le indicazioni per richiedere il menù vegano nelle scuole, recensioni di libri per bambini e la lista dei gruppi locali di genitori veg.

2. Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana
Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana : sito dell’associazione non-profit fondata nel 2000 e costituita da professionisti, studiosi e ricercatori in diversi settori (Nutrizione, Medicina e settori connessi, Ecologia della nutrizione ed impatto ambientale, Giurisprudenza) favorevoli alla nutrizione vegetariana e competenti sui differenti aspetti delle diete a base di cibi vegetali. Utile per trovare informazioni di valore scientifico e per trovare i contatti di medici, nutrizionisti e altri professionisti, in tutt’Italia.

3. Rete Famiglia Veg
Rete famiglia veg: la necessità di trovare figure professionali preparate sul tema, per non ricevere consigli errati, primo fra tutti quello di optare per un’alimentazione onnivora: per questo esiste questo progetto, per portare a conoscenza chi sono, nelle varie province d’Italia, i professionisti con tali competenze, sempre aggiornate.

4. In vacanza, sempre a nostro agio!
Per delle vacanze a misura di famiglia vegan troviamo per l’Italia Ecobnb (italia) e per tutto il resto del mondo Veggie Hotels.

5. The Vegan Society
The vegan society: sito in inglese ma di semplice comprensione. Aiuta a spaziare su diversi temi, interessanti per chi ha figli e vuole educarli in modo compassionevole. Vi trovate spunti sull’educazione e la socializzazione dei bambini vegani con i coetanei e a scuola.

Se vuoi segnalarci i siti che hai trovato interessanti o utili su questa tematica scrivici o commenta qui sotto!

Laboratorio di pasticceria per bambini dai 4 ai 7 anni

Un laboratorio di pasticceria per bambini pieni di fantasia con la voglia di creare e gustare golosi dolcetti fatti con le loro mani! Il 16 dicembre si terrà una mattinata tutta dedicata ai piccoli pasticceri di domani.
Sul banco di lavoro solo ingredienti bio e di prima qualità per imparare sin da piccoli a realizzare dolci non solo buoni ma soprattutto sani!

Corso di pasticceria per bambini: in cosa consiste?

Un corso/laboratorio di 3 ore per bambini da 4 a 7 anni che mescoleranno farina, zucchero, creatività e un pizzico di magia natalizia per realizzare tanti biscotti belli e golosi!
I bambini vedranno e realizzeranno i biscotti dall’inizio alla fine: dalla scoperta degli ingredienti, alla realizzazione dell’impasto, per passare poi alla decorazione e, infine, al meritato assaggio. I bambini faranno tutto con le loro mani a seconda della loro capacità in un percorso di scoperta sensoriale attraverso la manipolazione del cibo. I piccoli pasticceri saranno guidati da Antonia Mattiello, mamma, web content editor e scrittrice.
A conclusione, un simpatico ricordo verrà consegnato a tutti i partecipanti con i migliori auguri di buon Natale!

Informazioni utili:

Il corso si svolgerà il 16 dicembre, dalle 9:30 alle 12:30 presso l’Associazione Sotto il Cavolo, in via G. da Maiano 51, Mira (VE).

Il costo è di 20€ incluso il materiale più tessera associativa.

È richiesta la prenotazione al numero 377 2643170.

Vi chiediamo di segnalare al momento dell’iscrizione eventuali allergie o intolleranze alimentari.

Meatless Monday: lunedì senza carne in California!

A San Diego, città nel sud della California, quasi al confine col Messico, il consiglio scolastico prende sul serio la dieta degli studenti. Nonostante fosse già presente da tempo nelle mense scolastiche delle scuole di San Diego e dintorni un’alternativa vegetariana, dal prossimo autunno, il sistema scolastico ha proposto e approvato i “Meatless Monday”, i lunedì senza carne. Secondo una ricerca, quasi il 28% dei bambini nella San Diego County sono in sovrappeso o obesi, il che li rende più suscettibili a malattie cardiache, pressione alta, diabete e altre malattie. Il consiglio scolastico inserirà i menù “lunedì senza carne” in tutte le mense, dall’asilo alle scuole elementari, con lo scopo di migliorare le prospettive di salute, felicità e successo degli studenti attraverso l’insegnamento di buone abitudini alimentari. L’iniziativa è appoggiata da varie associazioni tra le quali il Sierra Club e il San Diego Green Party che vedono i “Meatless Monday” come un inizio settimana con il piede giusto. Anche la sede di San Diego della University of California, la University of San Diego e il distretto scolastico di Los Angeles fanno parte dei sostenitori dei “Meatless Monday”. Obiettivo degli istituti scolastici è istruire gli studenti fin da piccoli a mangiare sano e con questa iniziativa si cerca di incoraggiare ancora di più il consumo di pasti vegetariani nelle scuole, anche se la scelta del 22% degli studenti delle elementari già cadeva sull’opzione vegetariana del menù. Il parere negativo di alcuni è dettato dalla consapevolezza che per alcuni studenti, con famiglie a basso reddito, la carne che mangiano a scuola è l’unica che si possono permettere, per altri non è giusto che il menù vegetariano diventi un’imposizione. Di fatto, l’iniziativa “Meatless Monday” non è obbligatoria e non si applica a chi, per esempio, si porta il pranzo da casa. Critiche o meno, la realtà è che i lunedì senza carne potrebbero fare il loro ingresso anche alle scuole medie e superiori nei prossimi anni.

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Webinar Dieta Vegana e Vegetariana

    Il webinar sulla dieta Vegana e Vegetariana è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la propria salute e vogliono fare del mangiar sano uno stile di vita. Non è necessario avere seguito altri corsi in merito o essere vegani o vegetariani, la salute è una bene a cui tutti dovrebbero avere accesso.Troviamo assieme le risposte ai nostri dubbi e impariamo ad alimentarci con gusto e in maniera salutare seguiti dall’esperienza e dalla conoscenza della Dott.sa Paola Stella e mettiamo tutto in pratica con l’aiuto dello chef Martino Beria.

Quando: 24-25-26 Novembre 2014
A che ora: dalle 18:00 alle 19:30

Programma del corso:

  • (24 Novembre) PROTEINE E VITAMINA B12 NELLA DIETA VEGANA E VEGETARIANA – Affronteremo in questa lezione due temi caldi che da sempre preoccupano vegetariani e vegani: proteine e vitamina b12. Insieme alla dottoressa Stella, sfateremo il mito secondo cui i vegetariani e ancor più i vegani non possono assumere proteine e vitamina b12 e andremo a individuare quali alimenti non possono mancare in una dieta completa ed equilibrata.
  • (25 Novembre) LA DIETA VEGANA E VEGETARIANA DALLO SVEZZAMENTO ALL’ADOLESCENZA – Oggigiorno sono sempre di più i genitori che scelgono per i proprio figli una dieta sana, naturale e che non contenga derivati animali. La dottoressa Stella ci aiuterà a comprendere come sia possibile una dieta vegetariana e vegana dall’età dello svezzamento fino all’adolescenza e quali siano gli accorgimenti necessari per percorrere questo cammino assieme ai nostri cuccioli.
  • (26 Novembre) CUCINARE VEG TUTTI I GIORNI: QUELLO CHE NON PUO’ MANCARE IN UNA CUCINA VEG! – La terza lezione del nostro corso vede lo chef Martino Beria, alle prese con pappette per bebè, “omogeneizzati” naturali e cibi appetitosi e divertenti per bambini e adolescenti, dandovi idee e spunti creativi per ricette genuine, complete e tutte gustosamente veg!

DOCENTI

Dott.ssa Paola Stella

Dietista diplomata presso l’Università degli studi di Padova. Approfondisce la sua formazione seguendo corsi e master inerenti l’alimentazione dello sportivo, la nutrizione pediatrica. Recentemente ottiene il diploma di Master Universitario in “Alimentazione e Dietetica Vegetariana” presso Università degli Studi delle Marche.Esercita la sua professione impartendo lezioni di educazione alimentare, nell’ambito dell’istruzione scolastica, di corsi di formazione privati, di gruppi di autoaiuto presso l’ASL (Schio, VI), parallelamente all’adempimento del suo ruolo di dietista nell’impostazione di una sana e corretta alimentazione presso palestre, erboristerie, istituti di bellezza e studi medici. Collabora, inoltre, con Verdeorobio per serate di divulgazione e da settembre 2014 curerà  la pubblicazione di un notiziario sul sito della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana) in collaborazione con la Dott.ssa Luciana Baroni.

Chef Martino Beria

Chef vegetariano/vegano, fonda nel 2013 il portale Lacucinavegetariana.it, tiene corsi di cucina vegana, si occupa d’informazione nel mondo Veg, lavora come chef a domicilio, food photographer e consulente per ristoranti. Studia Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’università di Padova, in modo da avere e dare una visione umanistico-scientifica del Food a tutto tondo.

Costo del corso: La quota d’iscrizione è di 120€ (100€ entro il 01/11/2014 incluso via bonifico). La quota andrà versata tramite Bonifico o via Paypal.




FAQ: Se avete ancora dubbi o curiosità sui nostri webinar, vi consigliamo di leggere le FAQ o scriverci all’indirizzo info@lacucinavegetariana.it.

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Menù vegan per bambini

Molto spesso ci troviamo a discutere con mamme e papà veg di quanto a volte sia difficile pensare a un menù vegan per bambini, soprattutto per i piccoli che spesso faticano ad apprezzare le verdure o che tendono a voler mangiare sempre le stesse cose.

E nonostante i modelli alimentari poco salutari proposti dalla TV e le spiacevoli esperienze con frutta e verdura che i bimbi vivono tutti i giorni nelle mense scolastiche, mamma e papà possono ancora trovare la chiave giusta per aprire la porta della loro curiosità e permettergli di scoprire nuovi sapori e apprezzare il buon cibo.

Come si fa? Probabilmente le parole magiche sono solo tre: pazienza, coinvolgimento e determinazione! Credendo fortemente nel poter (e dover) insegnare ai bambini a mangiare sano e ad apprezzare il cibo genuino e fresco, abbiamo creato un piccolo menù per bambini, al quale mamma e papà possono ispirarsi per arricchire e variare la dieta dei più piccoli. Per leggere le ricette complete basta cliccare sul titolo!

Polpette, crocchette e burger a più non posso

Non fate mai mancare ai vostri bimbi il piacere di mangiare piccoli burger, crocchette o polpette preparati da voi con ingredienti sani e pensati per rendere il pasto completo e nutriente! In più, potrete divertirvi giocando con le forme utilizzando degli stampini!

POLPETTE DI MIGLIO CON VERDURE
Polpette di Miglio

CROCCHETTE DI OKARA E ZUCCA
Crocchette di Okara

BURGER DI LENTICCHIE, CECI E CEREALI
Burger di lenticchie, ceci e cereali

Piatti e gusti semplici per conquistarli 

In cucina, quando gli ingredienti sono di prima qualità, non è assolutamente necessario strafare, anzi! Introdurre pochi gusti alla volta renderà il momento del pasto più gradevole e spensierato per i vostri piccoli.

RAGU’DI SEITAN
ragù di seitan

FARRO CON ZUCCA ALLA CURCUMA E MENTA
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SPAGHETTI AL POMODORO
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Belli da vedere, buoni da mangiare

Ai bambini che sono nel pieno della loro creatività e della fantasia non possiamo assolutamente presentare un piatto noioso: giochiamo allora con i colori, le forme e le consistenze!

PANINI PRIMAVERA
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SPIEDINI DI SEITAN
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TRAMEZZINI VEGAN
Tramezzino Vegano

FRITTATA VEGAN
Frittata vegana

Dolci golosità

Nessuno, tanto meno i bambini, saprebbero resistere alla golosità di un biscotto o di una torta! Ecco alcune ricette dolci senza latte, uova e con pochissimo zucchero!

BISCOTTI ALLE MANDORLE E MARMELLATA
Biscotti vegani alle mandorle e marellata

TORTA DI MELE
Torta di Mele Vegan

GIRELLE ALLA CANNELLA
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Come insegnare ai bambini a mangiare sano!
Samantha Lee: la mamma che mette le favole nel piatto!

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Samantha Lee: la mamma che mette le favole nel piatto!

“Non si gioca con il cibo” è un ammonimento che non trova spazio in casa di Samantha Lee, una mamma malese che, alla ricerca di un modo per incoraggiare la figlia di due anni a diventare più indipendente e mangiare da sola visto l’imminente arrivo di una sorellina, si è inventata un’attività che in breve tempo l’ha resa nota in tutto il mondo e una star su instagram dove le foto delle sue creazioni culinarie che riproducono personaggi di tutti i tipi sono seguitissime.

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L’ispirazione le è arrivata dalla passione per il bento, la tradizione giapponese di portare a scuola o al lavoro un pranzo preconfezionato studiato a regola d’arte, in cui cibi e colori sono combinati e disposti in maniera precisa e armonica tra di loro per creare un pacchetto completo a livello nutritivo, sano e soprattutto bello da guardare.

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Alla base dei piatti ci sono riso, pesce o carne, verdure e prodotti di stagione; frutta, cioccolato e cereali per le merende a cui si aggiungono le decorazioni, una generosa dose di fantasia e un po’ di manualità: Hello Kitty è stata la prima a essere divorata dalla figlia di Samantha e molti altri l’hanno seguita. Le bambine adorano le figure e le storie che si ritrovano nel piatto e spazzolano via Cappuccetto Rosso, animali, personaggi Disney e cantanti senza problemi, tanto che adesso litigano per decidere quale personaggio mangeranno per il prossimo pasto.

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Oltre alla creatività e alla pazienza c’è ovviamente una certa attenzione verso l’uso di cibi sani, la stessa Samantha ha rivelato di non avere mai frequentato corsi di cucina, ma vuole che i suoi piatti non siano solo belli e divertenti ma anche buoni e salutari come dimostra il loro aspetto.

A tavola bambini: Shrek e Fiona aspettano impazienti di essere divorati!

Trovate ancora foto e tante idee sul sito di Samantha Lee

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Fattorie didattiche: imparare in fattoria

Nel mondo moderno dove tutto scorre frenetico, dove sembra non ci sia mai tempo per fermarsi un attimo ed assaporare la vita ed i suoi valori, le fattorie didattiche rappresentano una realtà innovativa ed estremamente interessante, per riscoprire la natura e perché no i valori di una vita sana e genuina, rispettosa dell’ambiente e delle specie animali e vegetali.

La fattoria è una normalissima azienda agricola che, tramite un apposito iter burocratico regionale detto Carta della Qualità, amplia i servizi offerti, con la conoscenza ed insegnamento delle attività svolte in campagna, coinvolgendo attivamente bambini, giovani e meno giovani, ad esempio nella raccolta di frutta e verdura, mungitura del latte e pigiatura dell’uva.

Pensate che da recenti ricerche risulta che il 30% dei bambini italiani non ha mai visto una pecora dal vivo, e addirittura due bimbi su dieci non hanno mai toccato una mucca. E tantissime persone non hanno ancora visto un orto con prodotti come pomodori, peperoni e radicchio.

Ed è proprio la fattoria didattica che s’inserisce come veicolo per valorizzare l’identità territoriale, le produzioni tipiche e locali, e uno stile di vita sano e naturale. Qui ai visitatori si cerca di insegnare un uso consapevole e sostenibile di cibo, acqua ed energia promuovendo una educazione alimentare e naturalistica.

Ma oltre al contatto fisico con la natura, con animali piccoli e grandi, comuni e rari, è bene ricordare la valenza spirituale della fattoria; permette di lasciarsi alle spalle i ritmi frenetici e serrati della vita quotidiana, e di interagire al meglio con il nostro io interiore alla ricerca di un equilibrio che sempre di più tendiamo a sfuggire. Lo possiamo ritrovare con qualche lavoro manuale in campagna, a contatto con gli animali, senza l’assillo delle lancette dell’orologio o del telefonino che squilla, dedicando qualche pausa anche a noi stessi, sia da un punto di vista fisico sia mentale.

L’argomento mi piace, la fattoria didattica è un prossimo obiettivo che intendo realizzare, puntando sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità, con razze locali e rustiche come la gallina di Polverara, pony e capretti, e specie vegetali come olivi, vigneti, melograni, meleti, pereti, e un orto grande, completo, pieno di colori e profumi diversi ed amalgamabili. E pensare alla cura di un piccolo bosco, per permettere ad uccelli notturni e diurni di avere un riparo, un’area in cui nidificare e riprodursi, senza il timore di venire impallinati o sloggiati.

Per il resto date un’occhiata al sito fattoriedidattiche.biz. Buona lettura ed approfittate delle giornate aperte nelle fattorie didattiche: molte sono in programma proprio adesso!!!

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Patata americana, aiutaci tu!

Da bambina, quando andavo a casa di mia nonna e faceva freddo, c’erano due cose che non potevano mancare mai: quattro mele cotte in forno e due patate americane su uno dei piatti col bordino rosso sopra il ripiano della cucina a legna.

Le mele cotte non mi hanno mai creato problemi, la forma era riconoscibile; le patate, invece, le ho sempre guardate con sospetto. La forma era diversa da quella delle patate a cui ero abituata e che raccoglievo nell’orto della nonna, più allungata, la buccia era diversa e pure il nome, la chiamavano patata americana.

Mille e mille domande c’erano nella mia testa, ma mi sembravano tutte banali, sta di fatto che per tutta la mia infanzia ho guardato le patate americane con una sorta di disprezzo e diffidenza e non le ho nemmeno mai assaggiate. Povera me!

La patata americana, naturalmente si chiama così perché proviene dall’America (centrale e meridionale), o batata, non è altro che una patata dolce.

Nonostante le mie paranoie infantili, in realtà è un tesoro per la nostra salute!

Apprezzata per i suoi valori nutrizionali, in Giappone la usano per curare diabete, ipertensione e anemia. Il livello di zuccheri è inferiore del 30% rispetto a quello di una patata bianca tradizionale e la presenza di carotenoidi, pigmenti di arancio e giallo aiuta il corpo a rispondere all’insulina.

La presenza di vitamina C fa sì che le patate americane influenzino in modo positivo i nervi e siano utili per i danni agli occhi, che sono complicanze derivanti dal diabete e ha un effetto positivo anche nella lotta contro le malattie al cuore. Non manca nemmeno la vitamina A, che ci aiuta a tenere sana la pelle e le mucose, e contengono più potassio di una banana. Inoltre, sono consigliate alle signore in gravidanza poiché la presenza di acido folico è buona per la salute del bambino.

Come se non bastasse, la patata americana è ricca di antiossidanti e i suoi benefici non si fermano alla polpa. Anche la buccia di batata nasconde dei pregi. Il caiapo, un estratto della buccia, ha effetti positivi sulla riduzione del colesterolo, la glicemia basale e l’emoglobina glicata; un generale toccasana per la salute.

Infine, la patata americana è anche un buon antistress!

Forse è meglio che cominci a rifarmi degli anni persi. Comincia l’autunno, bentornata patata americana!

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Porta a tavola l’arcobaleno!

Come succede in moltissimi casi, quando ero bambina convincermi a mangiare regolarmente frutta e verdura, per i miei genitori era una vera e propria sfida. Il gusto particolare, le forme un po’ strane, l’aspetto poco invitante…li avrei scambiati molto volentieri con appetitose caramelle e biscottini.

Ad affrontare il problema si è trovata anche Kia Robertson, che, cercando con ogni mezzo di insegnare a sua figlia scelte alimentari corrette, ha avuto una splendida intuizione: inventare qualcosa di divertente e interattivo per catturarne l’attenzione e convincerla che mangiare frutta e verdura può essere un gioco molto divertente.

Con la collaborazione del marito, ha creato una sorta di grafico a forma di arcobaleno con cinque colori diversi, dove ogni colore corrisponde al colore di un frutto o una verdura. I bambini, d’accordo con i genitori si pongono come obiettivo quello di completare l’arcobaleno in tempi stabiliti (lo scopo è di arrivare a completarlo giornalmente). Ogni porzione di frutta o verdura consumata viene segnalata con un magnete sulla striscia dell’arcobaleno corrispondente al colore. Quando tutti i magneti colorati si trovano sull’arcobaleno arriva la ricompensa!

L’idea, nata in famiglia, si è poi diffusa con la creazione del blog che Kia tiene sul sito todayiatearainbow, letteralmente “oggi ho mangiato un arcobaleno”, dove, con la partecipazione attiva di sua figlia, offre consigli, idee, spunti di riflessione, opinioni, segnala iniziative e suggerisce ricette ai genitori che hanno a che fare con lo stesso problema.

Vale la pena visitare il sito, io stessa ci ho trascorso un intero pomeriggio cimentandomi con giochi per grandi e piccini e curiosando tra i vari post del blog. La grafica è coloratissima e ricca di disegni che lo rendono a misura di tutti. Ricco di idee e suggerimenti per avvicinare i più piccoli ad un’alimentazione corretta e sana e aiutare i grandi nell’obiettivo con materiali e risorse da scaricare e utilizzare per attività divertenti e istruttive.

Creato con lo scopo di aiutare i genitori ad insegnare ai loro figli l’importanza di uno stile alimentare corretto attraverso un approccio ludico-istruttivo, il sito cerca di far apprezzare ai più piccoli le qualità e la bontà di frutta e verdura rispetto all’attraente ma poco salutare junk food. Un metodo divertente che permette di interiorizzare facilmente comportamenti corretti al momento di mettersi a tavola per la pappa. Comportamenti che vanno tenuti ben presente non solo dai bambini, ma dall’intera famiglia!

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Recipes

Ricetta delle granola bars con gli scarti dell’estrattore

Spesso ci chiedono cosa ne facciamo degli scarti che rimangono dopo aver fatto un latte vegetale con lo slow juicer. Questa ricetta delle granola bars realizzate con gli scarti dell’estrattore ne è un’esempio.
Abbiamo utilizzato lo scarto del latte di mandorla autoprodotto con lo slow juicer Panasonic MJ-L600 e lo abbiamo unito ad altri ingredienti per formare un impasto da porzione e cuocere nel forno combinato Panasonic NN-CS894 per creare delle barrette snack sane e golose allo stesso tempo, da portarci via e sgranocchiare fuori casa.

Nel video qui sotto potete seguire la ricetta passo passo

Granola bars o barrette con scarti dell’estrattore

Le granola bars sono delle barrette a base di frutta secca, cereali e semi che possono essere arricchite da cioccolato, oli essenziali o superfood come l’alga spirulina. In commercio se ne trovano di tantissimi tipi (barrette crudiste, gluten-free, senza lattosio etc.) e solitamente si acquistano in formato monodose, proprio perché si consumano come snack.
Prepararle in casa, per noi, non è solo divertente ed economico, ma ci consente di sfruttare al meglio gli scarti dell’estrattore che otteniamo ogni volta che prepariamo un succo o un latte vegetale. Sono anche un ottimo metodo svuotadispensa: infatti, spesso ne approfittiamo per svuotare i contenitori quasi vuoti di cereali soffiati, come avena, riso o quinoa.

Ci sono scarti e scarti: quali utilizzare

Ma attenzione, non tutti gli scarti dell’estrattore si possono riutilizzare! Infatti, se non badiamo ad eliminare le parti non edibili della frutta o della verdura prima dell’estrazione del succo, finiranno tra gli scarti e saranno difficili da eliminare in seguito.
Quindi, togliete semi, piccioli, bucce o torsoli se volete riutilizzare gli scarti!

In che modo si utilizzano gli scarti dell’estrattore?

Preparare delle barrette come queste non è l’unico modo di riciclare gli scarti dell’estrattore. Ci sono tantissime ricette, sia dolci, sia salate, che vale la pena di provare. Se l’idea vi stuzzica leggete anche il nostro articolo dedicato al riutilizzo degli scarti o il libro di Martino “Il manuale dell’estrattore” in cui trovate tante ricette di succhi, latti vegetali e una sezione intera dedicata al riutilizzo degli scarti.

Dosi per 14-16 barrette

– Dosi per 24 cupcake –

Cupcake vegani semplici e golosi con carote e cannella

I cupcake sono dei mini muffin, che si mangiano in un boccone! Fanno gola a tutti e sono l’ideale per accompagnare un tè delle cinque o per essere serviti a una festa di compleanno.
Questi cupcake vegani alle carote profumati alla cannella sono davvero delicati e deliziosi, da assaggiare al più presto. Per non parlare dell’estetica: non sono bellissimi?

Piccoli muffin vegan senza uova e senza burro

Ormai è risaputo, per preparare degli ottimi muffin o cupcake, burro e uova non sono assolutamente necessari! Anche in questa ricetta, vedrete come è facile, e soprattutto possibile, realizzare dei dolci vegani dal sapore eccezionale. Inoltre, lo stesso impasto lo potete utilizzare anche su stampi per muffin o per stampi per torte e preparare una buonissima torta di carote.

Come preparare un delizioso frosting vegan per cupcake

I cupcake si differenziano dai muffin non solo per misura ma anche per l’immancabile frosting. Che cos’è il frosting? E’ una copertura che tradizionalmente può essere fatta di crema al burro, glassa e altre decorazioni dolci. Nel nostro caso, il frosting per cupcake vegan è fatto di tofu e panna di soia, quindi senza margarina. E’ un frosting fresco e cremoso, facile da lavorare. E non serve avere una tasca da pasticcere per guarnire i cupcake: basta inserire il frosting in un sacchetto gelo o applicarlo con una semplice spatola.

Se vi sono piaciuti questi cupcake vegan provate anche i nostri muffin di zucca e muffin alle ciliegie!

La montagna, è uno dei posti in cui ci sentiamo più liberi, l’amiamo in qualsiasi stagione, perché sappiamo che nonostante le pioggie, i clima rigido in inverno o i ripidi sentieri in salita, veniamo ripagati da panorami mozzafiato, il profumo inconfondibile del bosco, funghi e frutti di bosco, il silenzio della neve.
Siamo due campeggiatori, non appena ne abbiamo l’occasione carichiamo la nostra tenda in auto e partiamo verso le montagne!
E chi ama camminare per i boschi come noi lo sa che a fine giornata la fame si fa sentire, eccome.
Non sempre è possibile, ma quando ne abbiamo l’occasione ci prepariamo questi canederli vegani (con o senza spinaci), li mettiamo sottovuoto e li portiamo via con noi per poi cuocerli sul nostro fornelletto da camping aspettando le stelle.

La ricetta dei canederli più buona che ci sia

Apparentemente i canederli sembrano un piatto impegnativo, in realtà è piuttosto semplice e si presta a essere preparata in grandi quantitativi da mettere via, in congelatore o sottovuoto, in modo da essere preparato con grande comodità nei momenti in cui non c’è molto tempo per cucinare ma si vuol sempre e comunque mangiar bene!
Il sapore dei canederli in brodo o asciutti, c’è rimasto impresso nella memoria gustativa, li abbiamo potuti provare in tante forme e varianti, la più simpatica di tutti è sicuramente quella di Nonna Lella, la nonna di Antonia, che sempre molto generosa nelle porzioni, li preparava grandi come grosse arance!
Questa ricetta dei canederli vegan di spinaci, riprende quei ricordi e li riporta sul nostro piatto ogni volta che lo desideriamo!

Canederli di spinaci per tutta la famiglia

Con la loro forma simile a delle polpette, i canederli hanno il dono di destare simpatia e golosità in chiunque! E’ la ricetta ideale per far mangiare le verdure ai bimbi che non ne vanno matti. Noi non vediamo l’ora di poterli preparare anche per il nostro piccolo Goran!
Questa ricetta si può riadattare anche ad altri ortaggi come la bieta, la cicoria o gli asparagi! Basta solo sperimentare!

Se state cercando una ricetta vegan semplice e veloce da preparare, ma allo stesso tempo scenografica, potreste optare per una ricca vellutata di patate viola. Il risultato è una crema di patate vegan caratterizzata da un bellissimo gioco di colori viola e lilla dato dalle patate vitellotte.

Questa tipologia di patate non si trova sempre in vendita, ma se avete l’occasione di acquistarle, approfittatene per preparare una vellutata fuori dal comune, sia per il suo colore che per il suo sapore delizioso. Un vero colpo d’occhio che non mancherà di entusiasmare anche i bambini!

Vista la loro rarità, le patate vitellotte meritano qualche parola in più. Sono una specie molto antica di patate originarie del Perù che sono state rivalutate per le loro proprietà nutrizionali, la loro speciale consistenza e il colore peculiare. Non appartengono tipicamente alla nostra tradizione culinaria, ma se avete l’occasione di trovarle, non lasciatevele sfuggire. La loro polpa viola ha uno speciale odore quasi di nocciola e il sapore somiglia a quello della castagna. Sono inoltre dei potenti antiossidanti!

Si avvicina la Pasqua e, anche se una crema del genere non appartiene alla nostra tradizione pasquale, è il colpo di scena perfetto per un primo piatto davvero originale.

La vellutata di patate viola si prepara con un buon soffritto di porri e aglio, quindi vi si aggiungono le patate vitellotte tagliate a pezzettini con la buccia, che si lasciano cuocere per una mezz’oretta nell’acqua bollente che vi aggiungerete in seguito. E con l’aiuto di un minipimer il gioco è fatto.

In questo post prepareremo una calda crema, ciò nonostante le patate vitellotte possono essere cucinate come più preferite, anche fritte, lessate o potreste persino farci degli gnocchi!

In alternativa, consigliamo:

Queste frittelle di Carnevale vegane non sono altro che dei piccoli, rotondi e deliziosi bocconcini dolci per accompagnare il Carnevale e festeggiare in compagnia! Tra le varianti esistenti, abbiamo scelto la versione delle Fritole Veneziane poiché è la ricetta che più mi riportava ai gusti dell’infanzia e ai bellissimi ricordi del magnifico Carnevale di Venezia!

La ricetta delle frittelle di Carnevale vegan

Le frittelle di Carnevale sono un dolce rinomato per la sua simpatia e golosità, che ritroviamo lungo tutto lo stivale in diverse varianti. Famose sono le frittelle sarde e le castagnole, ma quelle che vi proponiamo sono più vicine alle fritoe o fritole veneziane, che prevedono l’aggiunta di uva passa, mela e pinoli.
In più, con questa ricetta preparerete delle frittelle di Carnevale molto speciali seguendo un procedimento molto simile a quello tradizionale ma variando gli ingredienti per renderle vegane al 100%.
Tra tutte le ricette vegane di dolci, questa non può assolutamente mancare nel vostro ricettario!

Le frittelle senza uova e senza burro, come si preparano?

Per rendere questo dolce della tradizione italiana possibile anche per la pasticceria vegana, dobbiamo ricorrere ad alcune sostituzioni per ottenere delle frittelle soffici e leggere, ma soprattutto buonissime, che non contengano nessun derivato animale.
Per questo, prepareremo delle frittelle senza uova e senza burro, andando a sostituire la farina 00 con della farina 1 e della farina di grano duro, dopodiché il burro sarà sostituito con dell’olio di semi spremuto a freddo e faremo a meno delle uova grazie all’utilizzo di un preparato a base vegetale chiamato Senz’uovo.

Speriamo che apprezzerete queste golosissime frittelle di Carnevale, un dolce semplice e divertente, da gustare in famiglia o durante una bella festa tra amici vestiti in maschera!
E se vi saranno piaciute, allora non perdetevi nemmeno la nostra ricetta delle chiacchiere vegan!

È proprio in questi giorni che riaffiora dagli abissi dei nostri ricettari la ricetta delle chiacchiere di Carnevale (conosciute a seconda della zona anche come galanifrappe, crostoli, cenci, bugie e chi più ne ha più ne metta). Beh, ci siamo! Si avvicina la festa delle maschere, dei colori e dell’allegria (anche in cucina!).

I galani di Carnevale -i veneziani preferiscono chiamarle così- sono le gustose sfoglie di pasta fritta ricoperte di zucchero a velo. Le chiacchiere di Carnevale riempiono in questo periodo le vetrine delle pasticcerie, ma sono anche un dolce tipicamente fatto in casa. Semplici da fare e di tradizione casereccia, infatti, la ricetta delle chiacchiere vede i suoi punti saldi non solo negli ingredienti, ma anche nell’uso della nostra fedele macchina per la pasta che, a Carnevale, indossa la maschera e contribuisce a creare queste deliziose sfogliatelle ricoperte di zucchero!

Ripetiamo la ricetta delle frappe di Carnevale di anno in anno, ormai la sappiamo a memoria o quasi, consultiamo il ricettario o il nostro sito preferito per alcuni dettagli e mettiamo mano all’impasto. Ma cosa succederebbe se un anno volessimo cambiare? Dare un tocco differente, e magari più leggero, alla ricetta delle chiacchiere di Carnevale non dovrebbe essere poi così difficile, no? E infatti non lo è.

Noi de LaCucinaVegetariana.it vi proponiamo la ricetta vegana delle chiacchiere, una versione nuova, più leggera di questi dolci carnevaleschi che non altererà la loro originale croccantezza e friabilità. Provare per credere!

Prima di passare alla nostra ricetta delle chiacchiere vegane, ricordiamo che tra i dolci di Carnevale in Italia si annoverano, oltre ai galani (ebbene sì, il nome veneziano delle chiacchiere ci piace particolarmente), anche le frittelle, le castagnole, i ravioli dolci, le graffe (napoletane) e tanti altri a seconda della regione di appartenenza.

Ma le vere chiacchiere?

Vista la varietà di nomi, e sicuramente di ricette, sparsi in tutta Italia, molti si chiedono quale sia la ricetta delle vere chiacchiere di Carnevale, quelle originali insomma. Esiste una leggenda che fa risalire la nascita delle chiacchiere alla regina Margherita di Savoia, quindi a Napoli; in realtà si attesta sin dall’antica Roma la presenza di dolci simili alle attuali chiacchiere, chiamati fractilia.

Con un’origine così remota, alla domanda su quali siano le vere chiacchiere è difficile trovare una risposta. Ne deduciamo che la ricetta si sia evoluta nel tempo, nonché nello spazio, e che una ricetta standard in questo caso potrebbe non esistere.

Chiacchiere vegan: la nostra versione

Fautori dell’evoluzione della tradizione gastronomica nel tempo, così come oggi esiste anche la versione più leggera dei galani di carnevale al forno o quelli ricoperti di miele, noi vi proponiamo i galani in versione vegan, la ricetta delle chiacchiere senza uova e senza burro.

Un’altra versione, ma non l’ennesima! Un insieme di ingredienti differenti per i vostri dolci di Carnevale, per vegani e non. Semplicemente diversi, leggeri e… altrettanto buoni!

Come intagliare la zucca di Halloween

Sapete come intagliare la zucca di Halloween che spaventi gli spiriti nella notte di Ognissanti? Ecco il procedimento passo passo per ricreare la famosissima lanterna di Jack o’ Lantern con la quale, secondo quanto narra la leggenda, illumina il suo cammino nella notte del 31 ottobre! Munitevi di una bella zucca e buon divertimento!

Smoothie fragola e banana

Prepariamoci alle belle giornate di sole in giardino, coloriamo la nostra giornata con le tinte della frutta di stagione e profumiamola di allegria concedendoci una pausa veloce e fresca con uno smoothie di fragola e banana. Il segreto sta in soli quattro ingredienti semplici e genuini con un tocco di carattere dato da una spruzzatina di cannella, perché le cose veramente buone non hanno assolutamente bisogno di additivi e coloranti! Ecco la ricetta dello smoothie più semplice e gustoso che c’è!

Budino di Quinoa con Mirtilli e Cocco

La quinoa, oltre ad avere un ottimo sapore e a contenere tutti i nove aminoacidi essenziali, é un alimento versatile che si presta sia a preparazioni salate, sia a ricette dolci come questo budino di quinoa con mirtilli e cocco. Questo dessert vegan, deliziosamente fresco e sano, é l’ideale per la colazione ma anche per una merenda pomeridiana, e, perché no, da portare con noi dove ci pare come alternativa dolce allo spuntino!

Panino Primavera Vegan

Diamo il benvenuto alla bella stagione con una ricetta facile facile, velocissima e piena di gusto: il panino primavera vegano! Questo panino tondo e saporito, tra le due fette di pane contiene pomodoro e rucola freschi, seitan alla piastra e un delicato tzatziki vegan. Ottima idea per uno spuntino fuori casa o per iniziare un bel picnic di primavera!