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Due amici, un sogno, l’ambiente: scoprite con noi MiEco l’ecogioiello e i suoi ideatori!

Oggi vi faccio conoscere due giovani imprenditori, due amici, che, spinti dal desiderio di creare qualcosa insieme, hanno trovato la loro via nell’ecosostenibilità. Hanno dato vita a un gioiello speciale, in armonia con l’ambiente, conquistando la giuria del bando Super G 2013, che promuove le idee giovanili, sponsorizzato dalla Fondazione la Fornace dell’Innovazione, e ora sono pronti a far muovere i primi passi alla loro creazione, con un occhio di riguardo per l’ecosistema.

Ciao ragazzi, raccontateci un po’ di voi!

Noi siamo Leonardo Pivato e Alberto Zampieri; ci conosciamo sin dall’infanzia e insieme ne abbiamo vissute di tutti i colori, e continuiamo a farlo. Che tu ci creda o meno, l’idea per l’eco-gioiello, è nata a seguito di un lungo percorso di ricerca ed è sbocciata durante una nottata insonne dedicata ai preparativi di una manifestazione estiva che organizziamo ogni anno.

leo&Zamp

Avete aggiunto collaborazione a collaborazione. Raccontatemi un po’ la storia del vostro eco-gioiello.

Leonardo ed io avevamo da tempo la voglia di creare qualcosa. Siamo entrambi laureati Ca’ Foscari in Marketing e specializzati in campi diversi di questa affascinante materia. La nostra scelta è ricaduta sul gioiello perché ci piaceva l’idea di abbellire, di aggiungere fascino alla persona; Leonardo, poi, lavora già da anni nel settore e ha avuto modo di approfondire anche a livello internazionale le dinamiche di questo mercato.

bracciali

Infatti, come dice Alberto, l’idea del gioiello ci piaceva, e la mia esperienza ci dava un importante vantaggio. La svolta però è stata una scritta su uno scatolone. La parola “ecologico” ha messo in moto un processo completamente diverso. Volevamo dare una marcia in più al nostro prodotto; alla bellezza visiva del gioiello, volevamo unire l’armonia interiore. Così da un semplice gioiello d’argento, è nato MiEco, al cui interno è custodito un cuore di legno riciclato, diverso a seconda della personalità di chi lo indossa. La lega d’argento, inoltre, è anche’essa ecologica, quindi caratterizzata da un metallo prezioso completamente innovativo.

mieco

Un occhio alla bellezza dell’uomo, un occhio alla salvaguardia dell’ambiente, quindi…

Esatto! Poi, il nostro MiEco gioiello è completamente personalizzabile. Per crearlo ci si aiuta con un configuratore virtuale, che permette, attraverso l’immissione di alcune caratteristiche, di scegliere il legno più adatto a te, o alla persona alla quale si vuole regalare il gioiello.

folglie design

Un esempio, il legno di frassino, pianta della famiglia delle Oleacee, vive nelle zone temperate, cresce velocemente e sopravvive in condizioni difficili; si addice quindi a una persona che, nonostante gli ostacoli, raggiunge comunque i propri obiettivi con tenacia e determinazione. Il passo successivo è la scelta del disegno da applicare, un disegno che richiama la natura. La piastrina di legno viene poi inserita nella struttura del gioiello che è d’argento ecologico. Puntiamo sulla modularità e la personalizzazione; la possibilità di creare il proprio gioiello passo passo, online. Gioiello che poi viene recapitato a casa in una scatola ecologica realizzata con lo stesso legno del pendente dal marchio brevettato Caudex, con cui collaboriamo. Il materiale utilizzato è dunque recuperato da scarti di produzioni industriali in legno ponendo attenzione alla qualità e al design dei prodotti.

configuratore

Il MiEco è un gioiello che ha a cuore il nostro ecosistema a quanto pare.

Certo, lo dice anche il nostro motto, è il gioiello in armonia con l’ambiente. Per l’argento ecologico cercheremo il certificato REACH, che indica la conformità con le norme europee che garantiscono l’assenza di sostanze nocive a contatto con la pelle. Il legno dal quale ricaviamo la piastrina, il cuore ecologico del nostro gioiello, sarà legno recuperato da scarti di produzione di aziende locali, il packaging, l’abbiamo già detto, è totalmente ecofriendly. Anche per i volantini e la pubblicità abbiamo intenzione di rivolgerci a un’azienda locale che ricicla carta. Al primo posto, vogliamo mettere l’artigianalità e la territorialità, per offrire al pubblico un vero e proprio gioiello ecologico. L’ecosostenibilità deve essere una priorità per le aziende.

filiera produttiva

Noi da parte nostra, puntiamo sull’aiuto delle nuove tecnologie per evitare inutili sprechi. Il gioiello si crea su internet, cerchiamo la promozione social. Stiamo cercando di essere eco, come il nostro gioiello. Inoltre, è nostra intenzione portare avanti anche un’altra iniziativa eco-friendly, cioè pianteremo un albero ogni 1000 pezzi venduti. Il legno è uno dei prodotti di cui usufruiamo, ci sembra quindi corretto ripagare la natura con quello che prendiamo, anche se in realtà noi riutilizziamo gli scarti.

Cosa vi prospetta il futuro prossimo, ragazzi?

In questo periodo gli impegni si moltiplicano; siamo stati invitati in TV (7Gold) per portare la nostra esperienza in un programma che si occupa di imprenditoria giovanile, l’Università Ca’ Foscari si è fatta avanti per un’intervista, siamo tra i finalisti di un altro prestigioso Bando (www.roundtable4startup.it) e noi siamo aperti a qualsiasi invito. Questo è solo l’inizio del nostro sogno. Il lancio del prodotto è previsto per la primavera e siamo emozionatissimi. Insieme a noi, la nostra designer, Alessandra Crocetta, che ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione, design e concept dei gioielli. Non vediamo l’ora di vedere la gente indossare il nostro gioiello e vogliamo che chi lo compra condivida con noi, attraverso i social, gli scatti con MiEco. Per ora, ci trovate su twitter e su facebook: https://www.facebook.com/miecogioiello . Vi aspettiamo, seguiteci!

In bocca al lupo ad Alberto e Leonardo! Continuate così; un occhio alla bellezza e un occhio all’ambiente!

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Vestire etico. I tessuti che rispettano l’ambiente e gli animali.

Vestirsi non è certo difficile, o per lo meno, mettersi addosso una maglietta e un paio di pantaloni non è così complicato, ma sappiamo davvero cosa indossiamo?
Spesso tendiamo a seguire la moda senza preoccuparci troppo, ma dovremmo farlo se vogliamo vestire in modo giusto e considerevole, e non parlo solamente del made in Italy, ma anche dei tessuti, che non sempre rispettano la natura.
La prima regola da seguire per un vestire etico è quella di non comprare troppi abiti, l’avere pochi vestiti non significa anche avere un armadio vuoto, ma piuttosto saperli abbinare in modo fantasioso ed originale.
Secondo, è importantissimo guardare sempre le etichette per scoprire che cosa è stato utilizzato per fare il nostro vestito, camicia, maglione; infatti i materiali che vengono utilizzati per realizzarli hanno delle origini molto diverse; diciamo che esistono principalmente due tipi di tessuti: quelli di origine animale e quelli “etici”.

I tessuti di origine animale

Innanzi tutto ci sono gli inserti di PELLICCIA, a volte si possono confondere con quelli sintetici, perciò, se non siete davvero sicuri che siano finti, evitate di acquistare un giubbotto con queste applicazioni. C’è poi la PELLE che, soprattutto in questi ultimi due anni in cui l’abbigliamento rock è tornato in voga, si sta riscoprendo in giacche, o più comunemente, borse e scarpe.
In questo lungo inverno, poi, non possono mancare i maglioni di LANA, certo, le pecore d’estate non hanno bisogno del loro manto caldo per scaldarsi e quindi il fatto di tosarle e utilizzarlo per farci delle maglie non fa una piega, ma l’industria della lana non tosa le pecore solamente nei periodi caldi ma anche in pieno inverno causandone così la morte per via di malattie legate al freddo.
Sempre per rimanere in tema di inverno, i PIUMINI, sono uno dei capi must della stagione fredda, le piume d’oca riscaldano il nostro corpo come la lana, ma questo a discapito delle oche che vengono private crudelmente del loro piumaggio e che quindi non sono più in grado di riscaldarsi.
Passando invece a stagioni più calde come la primavera o l’estate, perché non concederci la leggerezza della SETA, proprio quei filamenti leggeri e morbidi che racchiudono i bacchi da seta, esatto, quei brutti vermicciatoli che dopo qualche settimana diventano delle splendide farfalle. Perché non fargli prendere il volo invece di utilizzarli come vestito?
I tessuti di origine animale non sono sempre fatti nel loro rispetto. La lana potrebbe essere l’unico tessuto fatto con un certo riguardo, se fossero seguite le stagionalità, ma questo non accade quasi mai. In tutti gli altri casi gli animali vengono solamente sfruttati.

I tessuti etici

Di alternative ai tessuti animali ne esistono, eccome!
Partendo dal tessuto per eccellenza, il COTONE: versatile, morbido, ipoallergenico, per poi passare alla calda FLANELLA o al VELLUTO, ottime alternative alla lana. Un altro materiale caldo, confortevole e leggero è di sicuro il PILE, che per altro viene spesso ricavato dal riciclo della plastica.
Se poi volete seguire la moda rock degli ultimi anni, ma la volete seguire con rispetto, vi consiglio l’ECOPELLE o l’ALCANTARA che sostituiscono quella vera in modo eccellente. Per avere dei giubbotti e delle coperte calde, ma senza dover spennare decine di oche, consiglio il GORE-TEX e il FIBREFILL, il gore-tex, oltre ad essere impermeabile e leggero, vi darà quasi più calore di un piumino!
Infine, per le stagioni più calde che si stanno avvicinando, al posto della seta, utilizzate i capi in VISCOSA, che scivolano sul corpo senza segnare, o il LINO, usato già dagli egizi, che rappresenta il tessuto estivo per eccellenza.
Insomma, vestire con rispetto non è per niente difficile, anzi! Basta stare attenti all’etichetta, come per i cibi!

Ed ecco qualche aiuto, qualche marca di vestiti che vi aiuterà e vestire etico e veg!
Quagga
B.e
Mandarina Duck
Tutti i prodotti dei negozi Equo e solidale di Altromercato

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Meno detersivi industriali, più detersivi fai da te!

Spesso si dice “La salute prima di tutto”; cibo salutare, comportamento salutare e ambiente salutare!
Tuttavia, riflettevo sul fatto che, per tenere pulita la nostra casa, usiamo dei prodotti che non sempre sono un toccasana per la nostra salute e per quella del nostro pianeta. Molti dei prodotti che si usano per la cura della casa contengono ingredienti che contaminano l’aria e l’acqua, e sono anche nocivi per migliaia di organismi, vegetali o animali, una volta rilasciati nell’ambiente attraverso gli scarichi.
Chi se ne intende parla dei detersivi convenzionali come sostanze fra le più tossiche che si possono usare in casa. Inoltre, non si deve dimenticare che le sostanze chimiche contenute in essi sono state introdotte solo all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quindi i loro effetti sulla salute non sono mai stati testati a lungo termine.
I rischi più comuni associati ai detersivi convenzionali includono attacchi d’asma, mal di testa, vertigini, problemi alla vista e alla memoria.

Fra i componenti meno salutari ci sono:

Formaldeide

Si tratta di un composto organico volatile, si trova in detergenti liquidi e detersivi per pavimenti. Probabilmente cancerogeno.

Candeggina

La candeggina è elemento tossico che irrita il sistema respiratorio e emette vapori velenosi se combinato con ammoniaca o aceto.

Distillati del petrolio

I distillati del petrolio, come la nafta, si trovano nei mobili e nei detersivi per pavimenti e possono avere effetti sul sistema nervoso centrale e porta a problemi cognitivi e comportamentali

Pesticidi e funghicidi

Tali sostanze si trovano nei più comuni detergenti antibatterici e antimuffa. Causano irritazioni alla pelle e danni al sistema nervoso.

Eliminare detersivi e detergenti di vario genere dalle nostre pratiche domestiche non è semplicissimo; tuttavia, i prodotti industriali non sono sempre esistiti, ci sono alternative più naturali, vecchio stile, o usi particolari di altri prodotti.

Detersivi fai da te: ricette

Per creare una specie di detergente universale bastano bicarbonato di sodio e aceto; si mescolano in una bottiglia spray 240 ml di acqua e 240 ml di aceto e si aggiungono due cucchiai di bicarbonato di sodio, e il gioco è fatto! Pulito senza brutte sorprese per la nostra salute!

Per pulire pavimenti e tappeti, si può usare la schiuma da barba. Come? Si spruzza la schiuma sulla macchia del tappeto e si lascia riposare 30 minuti, poi si rimuove con una spugna e si completa il lavoro raccogliendo gli ultimi residui con l’aspirapolvere.

Ci sono le finestre da pulire? In una bottiglia spray, mescolate aceto bianco e acqua in parti uguali, spruzzate il liquido sulla superficie da pulire e asciugate con carta di giornale. Nessun alone e nessun rimasuglio di giornale!

Per rendere più bianchi i vostri capi delicati, invece, immergeteli per trenta minuti in una soluzione di 120 ml di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e 950 ml di acqua.

Infine, per sostituire la spugna abrasiva, basta un mezzo limone già spremuto cosparso di bicarbonato di sodio e si possono pulire piastrelle, il bancone della cucina o l’acciaio senza graffi di nessun tipo!

Questi sono alcuni spunti facili ed economici che possiamo imparare a usare già da subito. Aver cura dell’ambiente e della propria salute, va nell’interesse nostro e di tutti gli altri esseri viventi. Cambiare le nostre abitudini e sostituirle con altre più ecologiche ed economiche, è il primo step verso un mondo più sostenibile e una maggior qualità di vita per tutti.

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Lo spreco di cibo: perché sprechiamo così tanto?

Nella vita quotidiana di ognuno di noi persiste da troppo tempo una cattiva abitudine ovvero lo spreco di cibo. Ciò non è riferibile unicamente alla nostra condotta, anche se con un piccolo sforzo potremmo fare di più, ma da uno stile di vita che dalle pubblicità ai media ci viene indotto sempre più frequentemente. Partiamo da qualche semplice ma esaustivo dato.

Lo spreco di cibo domestico in Italia ammonta all’anno a circa 9 miliardi di €, tantissimi soldi, anzi, decisamente troppi soldi. E pensate che nel mondo si butta 1/3 del cibo destinato al consumo umano, molto del quale ancora commestibile.

L’italiano medio butta all’anno 108kg di cibo ancora sano e nutriente, ma siamo nella media dato che inglesi ed americani sono a 110kg, i francesi a 99kg e gli svedesi a 72kg. Per dare un significato a questi numeri l’estensione di terra per produrre questi quantitativi è pari a quella dell’intero Canada, miliardi di ettari.

A livello ambientale i danni sono addirittura maggiori dato che per far crescere, trasformare e commercializzare questi prodotti si genera inquinamento, e si consumano energia ed acqua. Persino per la produzione di un pomodoro occorrono ben 13 litri d’acqua. Che possiamo fare?

Tanto, e con poco, risparmiando pure qualche soldino. È importante che le istituzioni si occupino del problema con il programma Horizon 2020, ma non basta, dobbiamo tutti dare il nostro contributo. Non siamo i padroni della terra, ma suoi ospiti e il nostro dovere è lasciare un pianeta migliore per le generazioni che verranno.

Provo a dare qualche consiglio, utile nella vita di tutti i giorni:

  • prima di fare la spesa, controlliamo cosa ci serve davvero e le relative quantità.
  • nel frigo di casa perché non mettiamo davanti i cibi a breve scadenza?
  • perché non utilizziamo gli avanzi per creare qualche piatto originale e gustoso?
  • scegliamo cibi freschi e di stagione comprati direttamente dal produttore.
  • nelle etichette quando compare la dicitura “da consumarsi preferibilmente” significa che gli alimenti sono ancora idonei al consumo ancora per parecchi giorni.
  • dimenticavo: se si è al ristorante e non si riesce a finire il piatto non facciamoci inutili problemi ma chiediamo di portare a casa gli avanzi in un pacchetto. È cibo che abbiamo pagato, che senso ha buttare via soldi?
  • se abbiamo preparato troppo cibo e non possiamo conservarlo, quale migliore occasione per offrirne un po’ ai nostri vicini o agli amici che ci abitano vicino? Il cibo è anche socializzazione.

Cambiare il mondo non è impossibile, è necessario che ognuno di noi nel suo piccolo faccia un piccolo gesto, anche il mare, per fare un esempio, è enorme ma è fatto di minuscole goccioline tutte unite.

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Ecosia: il motore di ricerca più ecologico che ci sia!

Con il motore di ricerca Ecosia, le nostre ricerche supportano la riforestazione del Brasile. A noi non costa nulla e il nostro pianeta tira un sospiro di sollievo!

Come funziona?

Come tutti i motori di ricerca, Ecosia, guadagna dalle pubblicità, ma diversamente da tutti gli altri dona la maggior parte dei propri profitti a “Plant a billion trees” (Pianta un miliardo di alberi) un programma di riforestazione in Brasile di The Nature Concervancy. Grazie a questa riforestazione non solo si possono eliminare grosse quantità di CO2 presenti nell’atmosfera, ma si possono ristabilire i cicli naturali esistenti e fornire acqua a milioni di persone.

barra ricerca ecosia

Come si usa?

Dal sito www.ecosia.org è possibile installare Ecosia su Google Chrome, in maniera totalmente gratuita: basta un attimo e apparirà un piccolo mappamondo a destra della barra di ricerca! Da lì si aprirà Ecosia e tutte le vostre ricerche, anche le più ordinarie, costituiranno il vostro contributo alla riforestazione! Una ricerca, un albero piantato. Attraverso Ecosia è anche possibile sapere quali sono le aziende e i prodotti più ecosostenibili, basta digitare il nome sulla barra di ricerca.

Ecosia per l’ambiente

  • 1 albero piantato ogni 73 secondi.
  • 1.286.782 euro donati per l’ambiente.
  • 190.676 utenti attivi.
  • 98.204 alberi piantati finora.
  • Un potenziale di 4 milioni di tonnellate di CO2 eliminate dall’atmosfera ogni anno.

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