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La dieta mediterranea è ispirata ai regimi alimentari dei paesi affacciati su quel mare e parla di una frontiera interna al mondo europeo, di cui siamo generalmente consapevoli ma di cui ignoriamo altrettanto generalmente la storia.

Il nord Europa,  almeno nel nostro immaginario collettivo, basa la sua alimentazione su prodotti di origine animale. Carne, formaggi, burro conducono la nostra mente generalmente lontano dal bacino del mediterraneo. Si pensi ai wurstel tedeschi, alla colazione uova e pancetta all’inglese, ai biscotti al burro danesi. Ci si aggiunga pure un po di pesce: anguille, aringhe, salmone… Stereotipi appunto, ma è inutile negare che la tradizione di pane, vino e olio e di tutti i prodotti di vocazione agricola, sia concentrata nel sud del nostro continente. Si tratta di una differenza dovuta certo a diversità climatiche. Ma c’è anche un modo diverso di raccontare queste linee, seguendo non solo i fatti e i destini naturali, ma anche i casi della storia.

La differenza di cui parliamo è infatti l’erede di un tempo in cui l’Europa non esisteva. La frontiera che separa oggi l’Africa dalle nostre coste non era allora realmente un confine o meglio: lo era molto meno di quanto non lo fossero al nord le Alpi e il Reno. Quella che oggi è una cultura che si percepisce come comune, l’Europa, è in verità il prodotto di un lento cambiamento seguito al crollo del più grande impero della storia occidentale: l’impero romano. L’Europa è un prodotto artificiale, una sintesi tra la cultura greco-romana mediterranea e quel brulichio di genti che tendiamo a chiamare, per semplificarci la vita, con un unico nome: i popoli germanici. Un gruppo di popoli nomadi, pastori e cacciatori per i quali l’agricoltura è un optional: e che porta in Europa il culto del derivato animale.

Non che la civiltà greca e romana non conoscesse il burro o la carne e, men che meno, il pesce. Ma ciò che distingueva la civiltà classica dai barbari era la base vegetale non solo dell’alimentazione, ma della simbologia culturale nel suo complesso; perché l’agricoltura costituiva il segno tangibile del potere dell’uomo sulla natura e dell’uscita dallo stato ferino. Per questo, nei poemi omerici, “mangiatore di pane” è sinonimo di “uomo”.

Questa unità mediterranea si era spezzata proprio con l’arrivo dei popoli germanici. E la separazione si era approfondita nel momento in cui gli arabi avevano conquistato l’Africa affacciandosi sulle coste dell’Europa. Alla fine, con la definitiva cacciata dei musulmani dal nostro continente e il loro stanziamento in Africa, la divisione era completa e si veniva consolidando lo spazio culturale europeo.

In questo nuovo spazio, cementato dal cristianesimo e di cui noi siamo i diretti eredi, la gastronomia ha tuttavia continuato e continua a parlare anche un’altra lingua, più arcaica, che identifica pur sempre quell’antica regione che le varie invasioni hanno piegato ma non spezzato. È la lingua di una dieta mediterranea che non è solo uno slogan di moda, ma racconta di un passato che si rigenera e si rinnova ogni giorno tra il fuoco delle nostre cucine. Una lingua che rimane un’ottima chiave di lettura delle differenze che nonostante tutto separano l’Europa del mare nostrum da quella d’oltralpe; e la uniscono a un’Africa che non è poi tanto lontana.

Non si fraintenda. La sintesi europea ha fatto sì che il pane, il vino e l’olio si diffondessero in tutto il continente, grazie anche a una religione comune. Quei cibi sono infatti entrati da subito nella simbologia del rituale cristiano, formalizzato non a caso sotto la protezione degli ultimi imperatori romani. Ed è proprio attraverso la religione che, anche nell’alimentazione, l’asperità delle differenze si è stemperata. La frontiera è diventata insomma una questione interna, che racconta pur sempre la nostra appartenenza a quel luogo culturale comune che si chiama Europa… Ma anche no!

Webinar Dieta Vegana e Vegetariana

    Il webinar sulla dieta Vegana e Vegetariana è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la propria salute e vogliono fare del mangiar sano uno stile di vita. Non è necessario avere seguito altri corsi in merito o essere vegani o vegetariani, la salute è una bene a cui tutti dovrebbero avere accesso.Troviamo assieme le risposte ai nostri dubbi e impariamo ad alimentarci con gusto e in maniera salutare seguiti dall’esperienza e dalla conoscenza della Dott.sa Paola Stella e mettiamo tutto in pratica con l’aiuto dello chef Martino Beria.

Quando: 24-25-26 Novembre 2014
A che ora: dalle 18:00 alle 19:30

Programma del corso:

  • (24 Novembre) PROTEINE E VITAMINA B12 NELLA DIETA VEGANA E VEGETARIANA – Affronteremo in questa lezione due temi caldi che da sempre preoccupano vegetariani e vegani: proteine e vitamina b12. Insieme alla dottoressa Stella, sfateremo il mito secondo cui i vegetariani e ancor più i vegani non possono assumere proteine e vitamina b12 e andremo a individuare quali alimenti non possono mancare in una dieta completa ed equilibrata.
  • (25 Novembre) LA DIETA VEGANA E VEGETARIANA DALLO SVEZZAMENTO ALL’ADOLESCENZA – Oggigiorno sono sempre di più i genitori che scelgono per i proprio figli una dieta sana, naturale e che non contenga derivati animali. La dottoressa Stella ci aiuterà a comprendere come sia possibile una dieta vegetariana e vegana dall’età dello svezzamento fino all’adolescenza e quali siano gli accorgimenti necessari per percorrere questo cammino assieme ai nostri cuccioli.
  • (26 Novembre) CUCINARE VEG TUTTI I GIORNI: QUELLO CHE NON PUO’ MANCARE IN UNA CUCINA VEG! – La terza lezione del nostro corso vede lo chef Martino Beria, alle prese con pappette per bebè, “omogeneizzati” naturali e cibi appetitosi e divertenti per bambini e adolescenti, dandovi idee e spunti creativi per ricette genuine, complete e tutte gustosamente veg!

DOCENTI

Dott.ssa Paola Stella

Dietista diplomata presso l’Università degli studi di Padova. Approfondisce la sua formazione seguendo corsi e master inerenti l’alimentazione dello sportivo, la nutrizione pediatrica. Recentemente ottiene il diploma di Master Universitario in “Alimentazione e Dietetica Vegetariana” presso Università degli Studi delle Marche.Esercita la sua professione impartendo lezioni di educazione alimentare, nell’ambito dell’istruzione scolastica, di corsi di formazione privati, di gruppi di autoaiuto presso l’ASL (Schio, VI), parallelamente all’adempimento del suo ruolo di dietista nell’impostazione di una sana e corretta alimentazione presso palestre, erboristerie, istituti di bellezza e studi medici. Collabora, inoltre, con Verdeorobio per serate di divulgazione e da settembre 2014 curerà  la pubblicazione di un notiziario sul sito della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana) in collaborazione con la Dott.ssa Luciana Baroni.

Chef Martino Beria

Chef vegetariano/vegano, fonda nel 2013 il portale Lacucinavegetariana.it, tiene corsi di cucina vegana, si occupa d’informazione nel mondo Veg, lavora come chef a domicilio, food photographer e consulente per ristoranti. Studia Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’università di Padova, in modo da avere e dare una visione umanistico-scientifica del Food a tutto tondo.

Costo del corso: La quota d’iscrizione è di 120€ (100€ entro il 01/11/2014 incluso via bonifico). La quota andrà versata tramite Bonifico o via Paypal.




FAQ: Se avete ancora dubbi o curiosità sui nostri webinar, vi consigliamo di leggere le FAQ o scriverci all’indirizzo info@lacucinavegetariana.it.

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

10 Consigli per mangiare sano fuori casa

Abbiamo 10, ebbene sì, 10 utilissimi consigli per mangiare sano fuori casa! Che si tratti della pausa pranzo o di uno spuntino sul luogo di lavoro o di studio, perché non fare in modo di prepararci qualcosa di gustoso, sano e pratico?
Bisogna ammettere che spesso è la pigrizia a farci optare per il pranzo al bar davanti all’ufficio, per un pranzo preconfezionato del supermercato o un pasto improvvisato e poco attento.
Molto spesso essere costretti a mangiare fuori casa ci costringe a scegliere di fretta e con poche opzioni, senza pensare a quali cibi dovremmo o non dovremmo consumare, senza aver alcun tipo di controllo sulle dosi, la qualità dei prodotti e il tipo di cottura.
Questi 10 consigli sono pensati per chi deve per forza mangiare fuori casa anche cinque volte a settimana e non vuole rinunciare a sapere ciò che finisce nel proprio stomaco è buono e sano. Che siate bambini in gita o adulti in pausa pranzo, la salute nel piatto è una priorità!
Andiamo a vedere cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare per essere certi di mangiare sano fuori casa:

1. Parola d’ordine: MOTIVAZIONE!

Diciamo la verità, quasi sempre prepararsi il pranzo al sacco è una faticaccia e vince la pigrizia o l’allettante idea di sedersi al ristorante o al tavolino di un bar e ordinare. Ma la pigrizia si paga, eccome. Ecco dove trovare la giusta motivazione:

  • La salute al primo posto: la motivazione principale dovrebbe essere la nostra salute in relazione al cibo che mangiamo. Quando ci prepariamo il pranzo da portar via utilizziamo i prodotti che abbiamo scelto noi, che abbiamo cucinato facendo attenzione alla quantità di sale e grassi, nella quantità che vogliamo o possiamo consumare. Così, se siamo a dieta per esempio, non dovremo preoccuparci di trovare un pasto poco calorico, di mangiare più frutta e verdura o, se siamo vegani, vegetariani o intolleranti non dovremo scervellarci per trovare il locale che ci dia delle opzioni valide.
  • Questione di budget: mangiare qualcosa di portato da casa, utilizzando avanzi della sera prima o cibo già presente nel nostro frigo o nella dispensa è sempre meno costoso di un panino o una pasta riscaldata al bar sotto l’ufficio!
  • Il gusto che vogliamo: forse può sembrare ovvio, ma quanto più buono è lo timballo di verdure che abbiamo avanzato ieri sera, rispetto alla solita tristissima insalatona del bar? Non serve aggiungere altro.

2. Gli AVANZI, i migliori alleati del pranzo fuori casa

Basta davvero poco per preparare quel po’ di più a cena, per aver pronto per il giorno dopo un bel pranzetto, gustoso e fatto con amore. Che sia un pezzo di pasticcio, della zuppa o un’insalata bella carica, consigliamo di metterlo nel contenitore subito dopo averlo preparato, sia per non sporcare stoviglie in più, sia per trovarsi con un lavoro già fatto, pronto da essere portato via! Gli avanzi, poi, possono essere rivisitati in maniera creativa. Un esempio, avete avanzato delle patate lesse: basta aggiungere qualche spezia o erbetta aromatica, dei semi di girasole, della cipolla e delle carotine e avrete pronta una squisita insalata di patate da condire come più vi piace. Ricordate che la cucina (anche fuori casa) non deve mai essere noia e monotonia, ma gioia e creatività!

3. WEEKEND ai fornelli!

Se cucinare la sera prima non vi è sempre possibile, potete sempre dedicare qualche ora del sabato o della domenica a preparare qualcosa di buono che possa durare per i primi 2-3 giorni della settimana o che possa eventualmente essere messo in freezer e scongelato all’occorrenza. A questo scopo si prestano benissimo insalate di riso o cereali, zuppe o polpette!

4. Sempre in dispensa: i CIBI PARACADUTE!

Non sempre disponiamo di tutto quel che occorre o può succedere che abbiamo cenato fuori o spazzolato tutta la cena e di avanzi non c’è nemmeno l’ombra. Niente paura! Tenete sempre in dispensa dei cibi paracadute come frutta secca, bacche, mix di semi, chips di mele, grissini integrali o succhi di frutta, che vi vengono in aiuto per completare un’insalata un po’ povera o un primo poco abbondante, dandovi allo stesso tempo nutrienti validi per la vostra salute! Vi terranno lontani dal distributore automatico dell’ufficio, il diavolo tentatore di chi è preso dalla fame!

5. Un bel pranzetto sano… da NON DIMENTICARE a casa!

Avete pensato al vostro pranzo, lo avete cucinato, riposto con cura nel contenitore ermetico, sistemato nella borsa frigo, avete perfino preparato tovagliolo e posate, non scordando la bottiglietta d’acqua. Il peggior incubo è dimenticare tutto a casa, ed accorgersene quando si è ormai seduti in treno mentre si sta arrivando al lavoro, o ancora peggio, quando seduti alla scrivania lo stomaco comincia a brontolare! Questo non deve assolutamente accadere. Fatevi una lista e appiccicatela sulla caffettiera, create un promemoria sullo smartphone, piazzate la borsa frigo davanti alla porta di casa, fate tutto, ma proprio tutto quel che è in vostro potere per non lasciare il vostro pranzo preparato con tanto amore e cura a casa!

6. In COMPAGNIA è più bello!

Chi decide di mangiare sano e salutare anche fuori casa, si ritrova in solitudine nel proprio ufficio mentre la maggioranza va in gruppo al ristorante o al bar. Se riuscite a trovare un amico o un collega con cui condividere l’abitudine di portarsi il cibo da casa, il momento della pausa pranzo diventa ancora più piacevole. Pranzando assieme potrete scambiarvi ricette e consigli, decidere di pranzare fuori dall’ufficio, magari in uno spazio verde vicino al posto di lavoro, e dare il buon esempio anche agli altri colleghi!

7. Se non mi piace non lo mangio!

Il pranzo deve essere un momento rilassante e piacevole, quindi non devo mangiare qualcosa solo perché è salutare, i nostri gusti vanno rispettati! Allo stesso modo, non mi devo per forza nutrire di avanzi se sono in frigo da qualche giorno e non hanno più un bell’aspetto. Non siamo delle pattumiere! Se vi trovate senza avanzi da riutilizzare o non avete una gran varietà di cibi in frigo, fatevi una lista di possibili ricette facili da preparare in casi d’emergenza. Veloci e pratici sono il cous cous, le insalate miste o dell’hummus con dei crostini e un frutto. Ricordate che la motivazione (punto 1) è sempre la vostra carta vincente!

8. A tutto COMFORT: al lavoro come a casa (o quasi)!

La scomodità è una delle caratteristiche più comuni del pranzo fuori casa, e mangiare scomodi non piace proprio a nessuno. Possiamo risolvere questo problema rendendo il luogo di lavoro dove pranziamo, il più confortevole possibile. Ad esempio, è possibile organizzare la nostra scrivania in modo che sia velocemente convertibile in un comodo piano d’appoggio per mangiare. Possiamo inoltre ricavare dello spazio in un cassetto o su un ripiano, dove lasciare delle posate, una tovaglietta, un bicchiere e una tazza. Così facendo, avremo la sensazione di trovarci in un luogo più familiare, più confortevole e pratico… quasi come a casa!

9. Qualità e design per un pranzo al top!

Un’altra cosa molto importante è scegliere dei contenitori, dei termos o borse termiche di qualità ci eviterà spiacevoli inconvenienti come fuoriuscite di olio o liquidi. In più, è consigliabile sceglierli di diversa misura e capienza, per le diverse necessità e privilegiare i contenitori rettangolari o quadrati, che sono più facili da riporre in borsa del pranzo e da trasportare.

10. FRIGO DELL’UFFICIO, vade retro!

Se il vostro sandwich vegano preparato con cura è schiacciato dalla confezione di yogurt della collega o la vostra pasta fredda si trova a stretto contatto con un pacchetto ammuffito dimenticato da chissà chi e da quanto tempo, il frigo dell’ufficio diventa un ostacolo alla nostra motivazione e a tutti i nostri buoni propositi di mangiare sano fuori casa. Una piccola e pratica borsa termica sarà sufficiente per mantenere fresco il vostro pranzo o potete optare, se ne avete modo e voglia, per un mini frigo personale da tenere vicino alla scrivania nel vostro ufficio. E guai a chi lo tocca!

A questo punto non ci rimane che chiedere a voi, come organizzate il vostro pranzo al sacco per andare in ufficio? Avete altri consigli utili da condividere che a noi non son venute in mente? Attendiamo i vostri commenti e nel frattempo… buon pranzetto!

2° Corso di cucina vegana in zona Venezia

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (08 Ottobre) ANTIPASTI, FINGERFOOD, APERITIVI: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette di antipasti vegan e vi spiegherà i principi per creare un piatto dalla A alla Z. Questo è il primo dei 4 incontri che vi insegneranno come creare una cena vegan dall’antipasto al dolce!
  • (15 Ottobre) PRIMI PIATTI VEGAN: durante la seconda lezione del corso, non potevamo che insegnarvi come creare dei primi da leccarsi i baffi! Il nostro chef vi insegnerà quali sono gli ingredienti migliori da utilizzare per la creazione del primo perfetto, spaziando dalla tradizione gastronomica italiana a quella asiatica! In questa lezione andrete più a fondo nel principio di creazione di un piatto, comprendendo l’estetica del palato e dell’occhio. Ovviamento tutto vegan!
  • (22 Ottobre) SECONDI E PROTEINE: arrivati a questo punto siamo quasi al traguardo, ma c’è ancora tanto da sapere! I secondi infatti mettono a dura prova anche gli chef più preparati! Se volete comprendere a fondo come creare un piatto da zero, dovete sicuramente analizzarlo dal punto di vista nutrizionale, e nel mondo vegan la questione è delicata. Andremo quindi a spiegarvi gli ingredienti per attuare una giusta sostituzione proteica senza tralasciare il sapore per portare in tavola dei secondi succulenti!
  • (29 Ottobre) CORSO DI PASTICCERIA VEGAN: ed ecco finalmente i dolci! Per tutti gli appassionati di pasticceria che vogliono rimanere cruelty-free, questo sarà un appuntamento immancabile! Vedremo creme, impasti, biscotti e molto altro.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: 08-15-22-29 Ottobre 2014

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 180€ per 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal




Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Tutti al mercato: i nostri consigli per fare acquisti!

La spesa al mercato è salutare, permette di socializzare e molto spesso di stare all’aria aperta. Frequentate abitualmente il mercato o siete alle prime armi? In ogni caso qui trovate i nostri consigli per fare acquisti intelligenti e ricavare il massimo!

Programma! Pronti, partenza, via!

Soldi, borse per la spesa, borsa frigo. Preparare tutto e arrivare per tempo è l’ideale per trovare una maggiore varietà e freschezza di prodotti, all’apertura ci sarà poca gente e quindi più possibilità di parlare con i venditori. Se invece cercate il risparmio, arrivate per ultimi, quando si avvicina l’orario di chiusura. Potrete trovare sconti importanti: c’è bisogno di liberarsi della merce soprattutto per quanto riguarda gli alimenti deperibili.

Il mondo è bello perchè è vario

Girovagate fra i prodotti, prestate attenzione e…dimenticate la solita lista della spesa! Provate a comprare qualcosa di diverso dal solito che magari vi stupirà, l’offerta è sempre molto ampia, nuovi frutti e verdure potrebbero riservarvi delle belle sorprese e potrete provare nuove e gustose ricette.

Parla con me

Il mercato è un posto colorato, caotico, allegro: approfittane! Comunica, chiacchiera, scambia idee, consigli e opinioni con chi sta dietro il banco e chi sta facendo acquisti proprio come te.

Occhio al portafogli

Anche al mercato ci si può ritrovare col portafoglio vuoto in un attimo: informati sui prezzi prima di acquistare, ma senza esagerare, se qualcosa ti fa veramente impazzire concediti di spendere qualcosa in più per un piccolo piacere da regalarsi ogni tanto.

Assaggia

Al mercato le cose funzionano un po’ diversamente dal solito, la maggior parte dei venditori ti incoraggerà a fermarti, annusare e assaggiare prima dell’acquisto. Approfittane: puoi verificare l’effettiva qualità della merce e approfittare per concederti uno spuntino salutare!

Gita in famiglia

Porta con te i bambini, può trasformarsi in una gita educativa e divertente. Sentirsi coinvolti li invoglierà ad assaggiare i prodotti che loro stessi hanno scelto. Vedere da dove provengono e incontrare chi produce le cose che trovano a tavola ogni giorno è una lezione semplice ma fondamentale.

Biologico ma non troppo

Non intestardirti sui prodotti biologici, in molti casi per i piccoli produttori la certificazione è difficile da ottenere nonostante non facciano uso di prodotti chimici e pesticidi perché la procedura è lunga e costosa. La maggior parte dei contadini ha una clientela fidata che conosce i loro prodotti, quindi non ritengono necessario ottenere la certificazione. Avete ancora dubbi? Chiedete!

Chi la dura, la vince!

Comprate frutta e verdure che vi permettano di fare salse, sughi, marmellate o semplicemente che si possano congelare. Vi permetterà di prolungarne la durata e di avere una maggiore varietà di prodotti da consumare tutto l’anno!

Cosa state aspettando? Domani mattina tutti al mercato!

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Meditazione e alimentazione: due processi, per una sola azione di benessere.

Nell’ottica di una visione olistica della vita e degli eventi, separare alcune delle nostre più sane abitudini, come mangiare e meditare, risulta essere controproducente.
L’essere umano è un sistema completo e come tale richiede attenzione per ogni suo singolo processo.

Qualsiasi sia la vostra attività meditativa o di relax, è fondamentale che prestiate attenzione anche ad attività, diciamo propedeutiche, come quella di mangiare.
Se è vero che siamo quello che mangiamo, lo siamo in ogni momento della nostra giornata, perché quello che mangiamo genera in noi una cascata di micro attività nel nostro corpo, che conducono o meno al nostro benessere.

Ogni qual volta buttiamo giù un boccone, il nostro corpo ne avvia la digestione, scatenando reazioni chimiche e fisiologiche, delle quali noi ci accorgiamo impercettibilmente, a meno che qualcosa vada storto.

Senza saperlo abbiamo variazioni nella respirazione, nell’ossigenazione dei tessuti, nella salivazione o ancor più importante nella produzione di insulina.
Tutto questa varia e si modula, in relazione a cosa abbiamo mangiato e, direi anche , in base a come l’abbiamo mangiato.

Cimentarsi in attività rilassanti come lo yoga o la meditazione, durante una pesante digestione, rende poco piacevole sia l’uno che l’altro.
Sarebbe opportuno che in prossimità di una sessione rilassante, agevolassimo il tutto mangiando qualcosa di leggero, qualcosa di poco elaborato e povero di grassi.

Il corpo e la mente convivono in uno stato simbiotico e cercare una mente sgombra con un corpo affaccendato, rischia di avere tutt’altro che un effetto rilassante.
Potremmo fare ancora di meglio e cioè portare in tavola l’arte della meditazione e del relax.
Mentre prepariamo i nostri piatti, leggeri e gustosi, lasciamoci guidare da pensieri positivi e sereni, così da trasmettere al nostro cibo, un energia rilassante e distensiva.

Evitiamo di cucinare in uno stato di cattivo umore e con un qualche fastidio per la testa, perché per quanto possa sembrare bizzarro, cucinare in uno stato di grazia, rende maggiormente saporite le nostre pietanze.
Avete mai provato a cucinare con una arrabbiatura in corpo? E’ in quelle occasioni che una portata si brucia, si scuoce oppure ha poco sale.

Ci si può spingere oltre, fino a mangiare in uno stato meditativo. Mangiate con calma, assaporando ogni boccone, in silenzio, senza nulla intorno che vi possa distrarre. Spegnete la tv, il telefono e qualsiasi altra fonte, che possa portare via la vostra attenzione dal piatto.
La meditazione e l’alimentazione, collaborano prima, durante e dopo i pasti, per portare il nostro benessere non solo nel nostro corpo, ma anche e soprattutto, nella nostra mente.

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I musei del cibo di Parma protagonisti della giornata mondiale dell’alimentazione

Se avete in programma una gita per domenica prossima, scegliete Parma: in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, infatti, la città emiliana propone, per il prossimo 13 ottobre, una vasta gamma di iniziative in una domenica speciale che vedrà la rete dei Musei del Cibo aperta gratuitamente al pubblico dalle 10 alle 18.

Il cibo si sa, è vera e propria cultura e il circuito di strutture dedicate ai prodotti tipici del territorio parmense punta proprio alla tutela di quelle tradizioni, di quegli alimenti caratteristici ormai noti a livello mondiale. Il programma è variegato, dedicato a chiunque si impegni a comprendere e difendere il valore del cibo, ai grandi e ai più piccoli.

E perché possiate assaporare al meglio questa iniziativa vi proponiamo un assaggio delle proposte offerte dai musei coinvolti!

Tra le alternative vegetariane:

MUSEO DEL PARMIGIANO (Soragna)

  • Ore 16. “Parmigiano a tutte le ore”: conversazione storica sul formaggio per eccellenza, seguita da una visita guidata del museo e della mostra sulle imitazioni del Parmigiano nel mondo.
  • Per i bambini, “Una merenda appetitosa”: gli chef spiegano ai più piccoli come preparare un ottimo spuntino con prodotti tipici e di qualità

MUSEO DEL POMODORO (Corte di Giarola – Collecchio)

  • Ore 15 (su prenotazione). “Scopri un tesoro…al Museo del Pomodoro”, giochi in famiglia alla scoperta del museo e di piccoli premi!
  • Ore 15-17. “Scambia libro gastronomico,” un’ottima occasione per scambiare i libri di cucina che non si usano più e tornarsene a casa con ricette tutte nuove e da provare.
  • Ore 16.00. “Il pomodoro pubblicitario: un secolo di comunicazione della conserva parmigiana”, un percorso alla scoperta delle pubblicità storiche di questo prodotto dagli anni venti ai giorni nostri. A seguire visita guidata del museo.

Inoltre, per gli onnivori:

MUSEO DEL SALAME (Castello di Felino)

  • Ore 15.00. Apertura della mostra “Maiali di carta” percorso attraverso i volumi storici che hanno per protagonista questo animale . A seguire “Parole a fette” conversazione sul maiale e l’origine dei nomi dei salumi, successivamente visita guidata del museo.

MUSEO DEL PROSCIUTTO (Langhirano)

  • Ore 15-17. “Al Museo la scienza è servita” esperimenti scientifici per i piccoli (e non solo) per comprendere i processi di trasformazione e conservazione degli alimenti.
  • Ore 16. Visita guidata e a seguire “Gara di panini al crudo tra giovani chef” con il pubblico in veste di giudice.

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Il valore biologico della soia

Non si sente spesso parlare della soia, da molti additata come alimento eccessivamente ricco di grassi e che può nuocere alla salute; proviamo con questo breve articolo a farla conoscere meglio, soprattutto per le qualità benefiche che può apportare, sia da un punto di vista nutrizionale che salutistico.

Il suo nome scientifico è Glycine Max, è una leguminosa primaverile-estiva, originaria dell’Asia e che da noi in Europa si è diffusa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

È un prodotto squisitamente biologico, ottenuto con una tecnica colturale quasi del tutto estranea a prodotti chimici, e quei pochi che vengono utilizzati sono di origine organica e non sintetica. È ricca di grassi, è vero, ma di quelli che fanno bene, ovvero quelli insaturi, che prevengono molte patologie sia circolatorie che cardiache e, per le donne, i classici e fastidiosi disturbi che sorgono con l’avvicinarsi della menopausa. Inoltre è molta ricca di proteine ad alto valore biologico, in particolare di costituenti proteici amminoacidici(lisina e triptofano) che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare naturalmente, ma che sono di vitale importanza per la nostra salute.

Da ricordare che la sua assunzione agisce come deterrente biologico e naturale per la riduzione del colesterolo.

La soia negli ultimi anni è stata scelta dall’industria alimentare come elemento principe da cui partire per ottenere, con poche e semplici operazioni fisiche, tantissimi alimenti buoni e genuini come il latte di soia, da cui a sua volta derivano il gelato, lo yogurt ed i formaggi, come il noto tofu dalla forma rettangolare che si può benissimo abbinare con molte verdure per portare in tavola piatti leggeri, biologici e nutrizionalmente validi.

Ovviamente esiste anche la farina di soia, che si può aggiungere a quella di frumento per preparare il pane ed altri prodotti da forno, come ad esempio i biscotti; basta ricordarsi di attenersi ad una quota del 20% onde evitare qualche piccolo inconveniente sul volume dei prodotti finali.

E non da ultimo il fatto che il latte di soia può essere preso da chi soffre di allergia al latte vaccino; questa allergia non è niente di allarmante, è data dal fatto che qualcuno di noi non riesce a sintetizzare un enzima, la lattasi, che si occupa di sciogliere le catene di zuccheri nel latte: ma soluzioni naturali ce ne sono, come il latte di soia o, per i tradizionalisti del latte, quello di asina o di capra.

Questa leguminosa fa bene anche all’ambiente in quanto non necessita di concimazione azotata, e lascia il terreno rifornito di macroelementi e migliorato da un punto di vista agronomico.

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