Secondi piatti vegetariani e vegani, veloci, facili, light tutti da scoprire!

Il tofu al forno preparato al cartoccio

Cosa pensavate? Le ricette al forno vegane non prevedono solo teglie di patate, zucchine, peperoni, cipolle e verdure varie. Si può infatti preparare un fantastico tofu al forno che non teme rivali. Una ricetta veloce che dà in cambio un sacco di soddisfazione! Un unico segreto… la preparazione al cartoccio!

Non solo miso: il tofu al forno croccante per tutti i gusti

Già! Il tofu non si usa soltanto nella zuppa di miso. Il mio tofu al forno racchiude i sapori dell’estate in un pacchetto fatto di carta forno, una fetta di tofu croccante, una manciata di olive nere denocciolate, qualche cappero, dei pomodorini belli sugosi, olio extravergine e origano! Qualche minuto in forno e accade la magia! I cartocci sono così belli da vedere e così buoni da gustare che piaceranno tantissimo ai vostri ospiti e anche ai più piccini! E se il cartoccio è di carta stagnola… provateli anche sulla griglia.

Un ricetta al forno veloce per pranzi lunghi!

Quella del tofu al forno è una ricetta al forno utilissima del repertorio vegan: un ottimo alleato per i pranzi più lunghi e impegnativi. Lo potete accompagnare in modo classico con delle patate al forno o con qualche altro contorno che vi stuzzica. In tutti i casi il suo gusto classico ricorderà la tradizione e ci connetterà direttamente con la nostra storia. Insomma… Un mix di passato e futuro ottimo per conquistare anche gli ospiti più diffidenti.

Il tofu al forno e la magia del cartoccio

Un altro consiglio è, una volta provata questa versione, di scatenare la vostra fantasia: si può aggiungere, togliere, inventare seguendo l’ispirazione del momento o, ancora meglio, la stagionalità dei prodotti. La magia del cartoccio, il mistero del forno tramuterà i vostri pensieri e le vostre emozioni in un tofu croccante e gustoso. E non è poco!

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Non c’è tapería in Spagna che non offra la “tortilla de patatas”. Ognuno la fa a modo suo, chi più alta, chi più abbrustolita, chi taglia le patate a cubetto o chi le taglia a fettine, ma sicuramente nessuno fa la tortilla di patate vegan!
Io e Antonia siamo amanti della Spagna: avendo studiato da interprete spagnola, lei ha avuto sempre una forte connessione con quei posti e, quando possibile, ci si andava assieme! Non eravamo ancora vegani e a ripensarci, una delle cose incredibili è che a Saragozza abbiamo ricevuto un primo seme che ci ha portati qui ora.
C’era un carinissimo ristorantino vegetriano che teneva aperto solo a pranzo: Antonia lo adorava e preferiva quello a tutto il resto dei cibi animaleschi spagnoli. La signora che gestiva il locale era proprio carina, voleva bene a tutti e questo dava quel tocco di magia al suo cibo che, seppur semplice, ci faceva stare bene.

La tortilla spagnola: una frittata di patate

Tornando alla tortilla, si tratta di una frittata, originariamente fatta d’uovo, nella quale vengono messe delle patate. Ci sono diverse linee di pensiero: chi le fa a cubetto, chi a fettine, chi le frigge e chi le arrostisce. C’è anche chi, come Ferran Adrià, che prepara questo piatto tradizionale con le patatine del sacchetto: sicuramente ci guadagna in croccantezza!
Ora, che questo piatto tradizionale sia buono, non posso dirlo a livello generico, ma sicuramente solo a vederlo a me passa la fame: tra le varie cose che nel mio quotidiano non mangio più, l’uovo mi fa davvero una pessima impressione! Perciò ovviamente ho dovuto trovare una via vegan per poter preparare comunque la tortilla che, se fatta bene, è davvero molto sfiziosa!

Tortilla di patate vegan

A farla vegan ci vuole davvero poco: una pastella di farina di ceci (come ci insegnano in diverse parti d’Italia – la cecina, la farinata, la fainè, le panelle -) delle patate cotte ad arte e poi tutto assieme a fare una frittata.
Se volete qualche trucco dello chef: la mia tortilla è più buona perché le patate sono fatte a fettine di 7mm e sono cotte una ad una su entrambi i lati, poi la cottura della pastella di ceci viene portata al cuore a perfezione togliendo e mettendo il coperchio ripetutamente. Ci vuole un po’ di pratica, ma quando ci riuscirete verrà davvero strepitosa!

Voglia d’autunno e di comfort food! Ogni giorno, nella nostra casetta durante questi mesi freddi, accendiamo il camino e ci scaldiamo il cuore guardando il fuoco che scoppietta tranquillo.
Quando non sono in giro per il mondo a lavorare, passiamo le giornate con il nostro piccolo a giocare e cucinare: vederlo crescere così forte e bello è veramente favoloso!
E dopo una giornata piena di stimoli ci viene fame: come ben sapete, ci piace sperimentare e mangiare cose buone buone!
Così a volte prepariamo un piatto thai oppure una bella tavola imbandita di sushi vegano, un italianissimo spaghetto oppure delle patate cotte nella brace.
Tra le tante idee alle volte ci concediamo un panino con un buon hamburger di ceci come quello che vi proponiamo qui!

Come preparare un buon hamburger di ceci vegan

Per preparare il nostro burger vegetale bastano poche mosse e tanta passione!
Grattugiare, mescolare, mettere l’impasto negli stampini e cuocere in padella. Noi ne facciamo sempre il doppio così da lavorare una volta e mettere sottovuoto per i giorni a seguire.

Gli ingredienti per l’hamburger di ceci

Vi serviranno della zucca, dei ceci cotti, del fiocco di patata a fare leggerezza e consistenza, un po’ di farina di ceci, del dado vegetale essiccato (seguite la nostra ricetta), e qualche altro condimento per rendere la vostra ricetta proprio speciale!

Come avrete capito, adoro la cucina asiatica, tra cui quella indiana!
Un piatto immancabile da accompagnarsi a del buon naan, il pane indiano che vi ho condiviso come altra ricetta assolutamente da provare!

Un curry di lenticchie, il Dhal

La ricetta del dhal è davvero semplicissima da preparare! In hindi questa parola sta ad indicare genericamente un piatto a base di lenticchie: ognuno poi è libero di sbizzarrirsi con le spezie come meglio crede o nelle mille sfumature della cucina indiana!
Il mio dhal, un curry ben speziato con molta curcuma, è perfetto per mangiare un pasto che possa dare tutti i nutrienti se accompagnato con del buon riso basmati cotto a vapore o con del naan.

Cosa accompagnare al Dhal: per una cenetta indiana prelibata

A voler proprio preparare una cenetta completa in tema India vi consiglio assolutamente di preparare:
samosa: i favolosi triangolini fritti indiani
naan
momos tibetani: ravioli al vapore con una salsa piccante
Riso al curry

Nel vostro ricettario, tra le ricette di tutti i giorni da preparare in velocità, non può mancare la ricetta del tofu strapazzato con fagiolini e sesamo nero. Questa ricetta ispirerà tantissime altre vostre creazioni culinarie e si accompagnerà benissimo a tanti altri piatti sia come contorno sia come portata principale.

Tofu strapazzato e curcuma, un’abbinata perfetta di sapori e proprietà!

Il tofu strapazzato è una ricetta vegan, che spesso si utilizza per sostituire le uova strapazzate, come ricetta di secondo piatto vegano proteico e nutriente. E non c’è solo una somiglianza estetica, ma dal punto di vista nutrizionale ritroviamo un piatto ricco di proteine e altre proprietà, in questo caso, date dalla presenza della curcuma, spezia profumata e colorata, nota per le sue virtù antiossidanti, antitumorali e antinfiammatorie. Se lo desiderate, anziché utilizzare la curcuma in polvere, potete scegliere di grattuggiare della due centimetri di radice di curcuma fresca.

Tofu strapazzato, la ricetta

Che vogliate preparare un tofu strapazzato con verdure o al curry, la ricetta che trovate qui sotto vi permetterà di far pratica per poi sperimentare con la vostra fantasia e gli ingredienti che più amate.
Soprattutto se siete alle prime armi ai fornelli o non avete mai preparato un tofu strapazzato vegan, seguendo i passaggi descritti, otterrete un piatto davvero ricco e appetitoso, da includere nelle vostre ricette con il tofu preferite!
Buon lavoro e buon appetito!

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La ricetta dell’erbazzone reggiano, detto anche scarpazzoun, è conosciuta non solo nella regione emiliana ma si è diffusa in numerose varianti e forme anche in tutta la zona che circonda Reggio Emilia ed è una ricetta molto amata per la sua semplicità e immediatezza. Quella che vi presentiamo è la nostra variante dell’erbazzone vegano, perché possiate prepararla a casa senza l’utilizzo di formaggio, strutto o uova.

L’erbazzone vegan, un’ottima torta salata rustica vegana

Se siete alla ricerca di una valida ricetta di torta salata vegan, potete rivolgere uno sguardo alla nostra tradizione culinaria e rivisitare l’erbazzone reggiano. In questa ricetta potete ritrovare i gusti della tradizione abbinati a un modo di mangiare semplice, veloce e pratico, proprio tipico dei giorni nostri. A vostro piacere, potete modificare questa torta salata vegan, aggiungendoci qualche ingrediente o modificandone la forma o lo spessore.

Come si fa l’erbazzone?

Se non avete origini reggiane, non possedete la preziosa ricetta dell’erbazzone della nonna, ma soprattutto volete fare a meno di strutto, formaggio e uova, allora troverete la nostra ricetta dell’erbazzone vegan molto utile e facile da realizzare. Il nostro consiglio è sempre quello di utilizzare ingredienti freschi e di ottima qualità, ma se doveste trovarvi di fretta, per praticità è possibile realizzare questa ricetta anche ricorrendo a spinaci surgelati o confezionati e della pasta sfoglia vegana già pronta.
Il resto vien da sé, una volta preparato il ripieno per l’erbazzone, farcite la pasta sfoglia e infornate, come fareste con una qualsiasi torta salata!

L’erbazzone senza strutto o derivati animali

A questo punto vi starete chiedendo come fare l’erbazzone senza strutto o derivati animali: munitevi dei migliori ingredienti e seguite i passaggi qui sotto riportati. Otterrete in men che non si dica il miglior erbazzone di sempre, 100% vegan, praticissimo da portare fuori casa per un pranzo all’aperto o in ufficio o da condividere con gli amici e i familiari durante un aperitivo o una cena informale!

Ci si può sempre ispirare a una ricetta tradizionale per poi stravolgerla, personalizzarla e arricchirla. Ed è ciò che abbiamo fatto noi con questa ricetta dei rosti con patate e cavolo nero.

Rosti con patate e verdure: la nostra proposta

Il rosti è una ricetta originaria della Svizzera, diffusa in tutto il nord Europa per la sua semplicità e bontà, e che noi abbiamo voluto arricchire con un ortaggio tipico della stagione invernale, il cavolo nero! L’abbinamento è davvero azzeccato e saporito, un secondo perfetto per ogni occasione.

Stai cercando secondi piatti veg? Qui ti proponiamo 10 ricette

Il rosti di patate svizzero si compone principalmente di patate, che possono spesso venire accompagnate da erbette, cipolla, ma anche pancetta, o addirittura mele. Noi proponiamo una versione 100% veg , con un tocco toscano, il cavolo nero, che non manca di rispettare l’essenza di questo piatto, sano, semplice e corposo. Tra la versione in padella o quella al forno, vi proponiamo la prima.

Il cavolo nero è una varietà di cavolo tipica toscana ricchissima in sali minerali e vitamina C, dalle proprietà antiossidanti, decongestionanti e antitumorali. Si presta ad essere cucinato in tantissimi modi, al vapore, in insalate, zuppe e minestre (famosa la Ribollita toscana), come condimento per torte salate o anche nella pasta. Ma, si sa, non tutti apprezzano quest’ortaggio. Qualora voleste sostituire il cavolo nero, per fare un buon rosti vegan con verdure potete abbinarci anche carota e cipolla, o semplicemente delle erbe aromatiche (anche se in questo caso sarebbe piuttosto un rosti di patate).

Il rosti è un piatto semplice e veloce da preparare. Provatelo nella versione che vi proponiamo qui di seguito e non ve ne pentirete!

Polpette di miglio vegan: la ricetta con miglio e verdure

Riprendiamo un ingrediente che deriva dalla tradizione degli antichi romani e uniamolo con qualche verdurina: ecco che ne nascono le polpette di miglio e verdure. Nello stile alimentare di Roma antica infatti subito dopo il farro e l’orzo, venivano cereali come il miglio, ricco di principi nutritivi e soprattuto buono!

Se desiderate preparare delle polpette vegane con una ricetta semplice ma gustosa, allora la ricetta delle polpette di miglio e verdure che vi proponiamo vi lascerà piacevolmente stupiti.
Si tratta di una ricetta così semplice e diretta da poter essere realizzata anche insieme ai vostri bambini, che ameranno impastare, mescolare e formare con le loro manine delle polpette vegetali gustose e colorate.

Polpette di miglio e verdure: senza uova come si fa?

Molti si chiedono: è possibile preparare delle polpette senza uova? Certo che sì, questa ricetta ne è la dimostrazione. Il miglio cotto è per sua natura molto umido e, unito alla farina, permette di formare delle polpette senza uova ma altrettanto compatte e stabili. Se non avete mai preparato il miglio prima d’ora, grazie a questa ricetta scoprirete come cucinare il miglio decorticato.

In più, questa che vi proponiamo è una ricetta di polpette light, senza ingredienti ipercalorici o difficili da digerire. In più, queste polpette di miglio sono preparate al forno, in modo da non eccedere con i grassi e poter essere considerate tra i secondi piatti vegani più appetitosi e leggeri allo stesso tempo.

Questa ricetta di polpette di miglio non è una delle tante versioni che potete trovare: provate anche le nostre polpette di miglio e melanzane, sono strepitose!

La versione senza glutine delle polpette di miglio e verdure

Per chi soffre di celiachia il miglio è uno degli alimenti più indicati proprio perché privo di glutine. Proprio per questo consigliamo di modificare questa ricetta di polpette di miglio sostituendo la farina 1 che serve da collante con un’altra farina senza glutine altrettanto funzionale, ovvero la farina di ceci. Così facendo avrete ottenuto delle polpette vegetali senza glutine senza rinunciare al sapore!

Quando ero bambino passavo molto tempo con i miei nonni materni, specialmente in estate. I miei ricordi estivi sono quasi tutti radicati in Slovenia, terra della mia famiglia materna. Proprio un’estate ricordo che siamo andati a fare un viaggio nella regione della Štajerska, zona termale adiacente all’Ungheria, da cui deriva l’olio di semi di zucca tostati.
Visitavamo con la bicicletta varie zone d’interesse naturalistico e centri termali, finché un giorno siamo andati oltre confine, in territorio ungherese, dove ho potuto degustare la ricetta del gulash originale. Devo ammettere che non ricordo assolutamente nulla del sapore di quel piatto ma ho raccolto nel mio cuore i bei ricordi di quei posti che uniti mi hanno fatto creare la mia ricetta personale del gulash vegano.

La ricetta originale del gulash

Il gulash (gulyàs in ungherese, che sta a significare, “zuppa del mandriano”), è una ricetta ungherese, più nello specifico una zuppa, preparata all’aperto dai mandriani su un grande paiolo posto su legna ardente, preparata durante le soste nei lunghi spostamenti dal loro paese ad altri paesi europei.
Per la ricetta originale del gulash ovviamente si usava carne oltre a cipolle, carote e patate e aromatizzato con la tipica paprika ungherese.
La mia versione del gulash vegano è invece preparata utilizzando lo spezzatino di soia ottenendo così un ottimo e molto più leggero gulash di soia.

Il gulash vegano: la mia versione cruelty free

Preparare il gulash è una cosa che noi vegani possiamo ancora fare, basta ingegnarsi con le sostituzioni. Per questo ho scelto di usare lo spezzatino di soia, ovvero le proteine della soia testurizzate, che sono come delle piccole spugnette con proprietà reologiche davvero interessanti!
Basterà far assorbire al gulash di soia abbastanza ingredienti che fungano da insaporitore e il gioco è fatto! Seguite la mia ricetta di seguito per scoprire tutti gli ingredienti per il mio gulash vegano.

Saté balinesi vegani: spiedini caramellati indonesiani.

I saté di soia sono una ricetta di secondo piatto vegano che ho “estorto” dalla tradizione indonesiana e malese. Tra Indonesia e Malesia (dove vengono chiamati satay) ne esistono decine di versioni che variano a seconda della zona e si differenziano per gli ingredienti usati: sostanzialmente i tipi di carne e la salsa di accompagnamento.
Io ho voluto preparare una versione dei saté balinesi, totalmente cruelty free, facile da preparare e velocissima ma assolutamente senza mai tralasciare sapore e consistenze.

Essendo una sostituzione proteica è importante che ciò che togliamo, reimmettiamo all’interno della nostra ricetta e quindi che i saté siano proteici, reologicamente interessanti (al pari della carne) e che, visivamente e gustativamente parlando, siano ugualmente appaganti.
In questo processo ci guadagnamo dal punto di vista salutistico e della sofferenza che non abbiamo inflitto 🙂
Per i nostri saté cruelty-free useremo semplicemente lo spezzatino di soia (le albumine della soia texturizzate), dello shoyu (che aiuterà a conferire l’UMAMI), del dado vegetale granulare autoprodotto e dello sciroppo d’acero.
Questa ricetta è ottima servita con la salsa sambal oelek, di cui abbiamo parlato un po’ di ricette fa!
Per chi è stato al SANA a Bologna al mio showcooking ha potuto assaggiare i saté balinesi serviti assieme al nasi goreng indonesiano, un’abbinata che per me è d’obbligo!

Come fare i saté balinesi vegan

Nulla di più semplice per questa ricetta di secondi piatti vegan: come prima cosa bisogna reidratare lo spezzatino di soia facendo assorbire shoyu e brodo. Poi si strizzano i pezzetti e li si lavora con shoyu, aglio e zenzero tritati. Si scalda una padella con olio di semi e si saltano i saté che verranno poi messi in spiedo. Con la marinata avanzata, andiamo a preparare la glassa con cui condiremo i saté che cospargeremo infine di sesamo tostato.

La storia dei saté balinesi vegan

Ma cosa sono questi saté? Sono degli spiedini di pezzettini di carne (di soia nel nostro caso) che vengono serviti con vari tipi di verdure e con la salsa saté pandandg.
Dopo la colonizzazione dell’Indonesia da parte dell’Olanda, questa ricetta si è diffusa anche in tutti i Paesi Bassi, dove è molto facile trovarlo un po’ ovunque servito con patatine fritte e altre pietanze.