Le nostre migliori ricette per preparare un’ottima pizza vegana, focacce vegane e pane fatto in casa.

Burger di edamame e pane nero

Avevate mai pensato di preparare dei burger di edamame, completamente vegetali, proteici e supersaporiti?
E magari di farvi da soli i panini in cui metterli, con una buona salsa di avocado e dell’insalatina fresca?
Ecco, oggi vi insegno come fare!

Burger di edamame e alghe

Questi burger di edamame, sono completamente vegetali e all’interno hanno anche un mix di alghe dell’atlantico che li insaporisce ulteriormente. Come legante ho utilizzato il fiocco di patata che è ottimo per gli impasti salati senza glutine come questo.

Di seguito trovate il video tutorial!

Burger di edamame senza glutine

Questi burger vegan di edamame sono completamente senza glutine, e se voleste mangiarli senza il panino potrebbero tranquillamente essere assaporati con qualche salsa, abbinati affianco ad una polenta.

Panini neri per burger

Ho voluto fare il pane in casa e creare un po’ di contrasto con un pane nero al carbone vegetale e sesamo.
Il pane che vi propongo è davvero buonissimo e con la macchina del pane Panasonic vi verrà estremamente facile prepararlo!

La strumentazione utilizzata

Per ottenere una pane nero con lievito madre così morbido ho utilizzato i piccoli elettrodomestici Panasonic, miei grandi alleati in cucina!
Per incordare alla perfezione l’impasto del pane senza alcuna fatica ho utilizzato la macchina del pane Panasonic SD-ZX2522 che a differenza di una planetaria, non solo incorda e lievita perfettamente ma senza sporcare mi consente di personalizzare le lavorazioni grazie ai suoi 37 programmi (20 per cottura pane e torte, 15 per impasti anche per farine senza glutine). Basta scegliere quello più adatto alle nostre esigenze e lasciarla lavorare.
Per cuocerlo ho utilizzato il forno combinato Panasonic NN-CS894S in modalità mista vapore e convezione, per un risultato gonfio e morbido.
Per frullare i burger ho utilizzato il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: con le sue 4 lame giapponesi frullo qualsiasi ingrediente ottenendo sempre la consistenza perfetta!

Pane di patate viola con lievito madre

Questa ricetta del pane mi è stata ispirata seguendo delle panificatrici incallite su instagram, perlopiù coreane, che sfornano dei pani fantastici, alcuni dei quali sono color VIOLA!!!
Così mi sono un po’ fissato e ho voluto replicare usando le patate vitelotte, quelle patate viola di dimensione non troppo grande, ottime anche per creme o per fare delle chips fenomenali!

A parte le patate, il pane di patate viola che vi propongo oggi è interamente a lievito madre in forma liquida (licoli), rinfrescato una volta in frigorifero.

Pane di patate viola: come fare?

La tecnica che ho usato per ottenerlo è la seguente:
– usare il forno a vapore per cuocere le patate
– usare il frullatore ad immersione per frullare le patate
– usare la macchina del pane per impastare il pane
– usare le mani per le pieghe di rinforzo
– usare il forno combinato vapore+convezione per la cottura del pane

Il risultato? Giudicatelo voi stessi 😉

Nel caso non abbiate voglia di di seguire tutto il processo manuale, potete scegliere il programma n.11 della macchina del pane per ottenere un pane viola in cassetta, come in questa ricetta del pane in cassetta con lievito madre.

La strumentazione utilizzata

Per ottenere una pane di patate viola con lievito madre così alveolato ho utilizzato i piccoli elettrodomestici Panasonic, miei grandi alleati in cucina!
Per cuocere le patate ho utilizzato il forno combinato Panasonic NN-CS894S in modalità vapore, per una cottura uniforme e senza perdita dei nutrienti.
Per frullare le patate viola ho utilizzato il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: con le sue 4 lame giapponesi frullo qualsiasi ingrediente ottenendo sempre la consistenza perfetta!
Per incordare alla perfezione l’impasto del pane ho utilizzato la macchina del pane Panasonic SD-ZX2522 che a differenza di una planetaria, non solo incorda perfettamente ma senza sporcare mi consente di personalizzare le lavorazioni grazie ai suoi 37 programmi (20 per cottura pane e torte, 15 per impasti anche per farine senza glutine). Basta scegliere quello più adatto alle nostre esigenze e lasciarla lavorare.
Per infornare il pane viola ho utilizzato il forno combinato Panasonic NN-CS894S in modalità combinata vapore+convezione. Con questo forno ottengo una cottura perfetta al cuore e una crosta croccantissima!

Focaccia fatta in casa con lievito madre

Avrete ormai capito che adoro i panificati e che se posso, sforno pani, pizze, focacce e grandi lievitati a tutt’alè!!!
Però ho dovuto per un po’ darmi una calmatina, perché altrimenti iniziava a lievitare anche la mia pancia 😉

Scherzi a parte, l’utilizzo del lievito madre mi affascina tantissimo e ho deciso di specializzarmici, così me lo sono preparato da solo, da zero, e con questo lievito preparo tutte le bontà che vedete sui social.

Avevo già trattato il pane, ma ancora non avevo postato una bella focaccia fatta in casa con lievito madre, che ho voluto condire con carciofi trifolati e olive taggiasche.

Come preparo una buonissima focaccia con lievito madre

La base per preparare una perfetta focaccia con lievito madre, che sia fatta in casa o preparata in contesti professionali è sempre un’accoppiata di cose: +
farina: una farina non troppo raffinata, possibilmente tecnica, che abbia una W abbastanza spinta, intorno a W380 potrà andare bene!
lievito: il lievito è il motore dei panificati e dei grandi lievitati, e per la focaccia con lievito madre vale lo stesso. Se si ha un buon lievito in salute, si otterranno dei risultati stupefacenti.

Dopo questi due ingredienti che lavorano in coppia, abbiamo un terzo fattore:
la tecnica: padroneggiare la giusta tecnica con i panificati è fondamentale e possedere gli utensili giusti per incordare a dovere l’impasto è al pari importante!

Ultimo fattore fondamentale:
– il forno: li dove si raggiunge l’apice di tutto il lavoro svolto e dove l’alveolatura si sviluppa definitivamente e si “congela”, pronta a scrocchiare sotto i denti… Il forno giusto è molto importante e padroneggiare la giusta tecnica di cottura è fondamentale.

Andiamo a vedere nella ricetta come ho preparato la mia focaccia fatta in casa con lievito madre!

focaccia fatta in casa con lievito madre-2

La strumentazione utilizzata

Per ottenere una focaccia con lievito madre così alveolata ho utilizzato i piccoli elettrodomestici Panasonic, miei grandi alleati in cucina!
Per incordare alla perfezione l’impasto della focaccia ho utilizzato la macchina del pane Panasonic SD-ZX2522 che a differenza di una planetaria, non solo incorda perfettamente ma senza sporcare mi consente di personalizzare le lavorazioni grazie ai suoi 37 programmi (20 per cottura pane e torte, 15 per impasti anche per farine senza glutine). Basta scegliere quello più adatto alle nostre esigenze e lasciarla lavorare.
Per infornare la focaccia ho utilizzato il forno combinato Panasonic NN-CS894S in modalità convezione. Con questo forno ottengo una cottura uniforme in tutti i punti della teglia arrivando a 230°C in pochissimo tempo.

Pane rustico in cassetta con lievito madre

La ricetta che vi preparo oggi è uno dei miei doveri quotidiani: fare il pane! Usando la macchina del pane, preparo spesso il pane in cassetta però con lievito madre e farine scelte.
In pochi passaggi vi insegnerò come fare per ottenere un perfetto pane, morbido, alveolato e fragrante!

Ecco la video ricetta!

Pane in cassetta con la macchina del pane

Avrete visto che mi diverto a preparare pani fatti a mano, con iper idratazione, lievito madre, pieghe di rinforzo e tante altre complicazioni che piacciono tanto a chi adora fare pane. Ma non sempre c’è il tempo per tutta la trafila di procedure e attese che sono richieste per ottenere il tipico pane rustico tondo.
La soluzione veramente geniale è usare la macchina del pane con un paio di accorgimenti per rendere il vostro pane in cassetta più “gourmet”.
Le cose che vi consiglio per un pane perfetto e particolare sono:
– create un mix di farine interessante, non solo farina bianca o farina di un unico tipo (io uso una farina tipo 1 o 2 di base, una farina di grano duro, un pochino di manitoba per dare più forza all’impasto e farlo crescere di più e un po’ di farina aromatica tipo grani antichi siciliani): avete libera scelta nel mix di farine!
– usate lievito madre vivo e almeno al primo rinfresco: questo vi darà una complessità aromatica ben differente dal semplice lievito di birra.
– attenti a mettere il sale dopo che il lievito avrà legato con la farina: questo preserva le cellule di lievito dal morire a causa dell’azione igroscopica del sale.
– prima che la macchina inizi la cottura, praticate un’incisione sull’impasto: questa incisione è una valvola di sfogo che serve alla massa fermentata interna alla pagnotta di “fiorire” verso l’alto durante la cottura e di esprimere tutto il volume del pane.

Se avrete queste piccole accortezze, anche un semplicissimo pane fatto con la macchina del pane sarà spettacolare!

Rinfresco, autolisi, incordatura… tutto senza fatica

Partendo dal rinfresco vi consiglio di leggere questo mio articolo in cui ne parlo. Ad ogni modo potete regolarvi secondo questo schema:
100% di lievito madre: 100% di farina: 50% acqua
Mescolate bene e lasciate raddoppiare a temperatura ambiente. Ci vorranno circa 4 ore.

Quando si fa il pane poi ci sono mille procedimenti da applicare per ottenere un pane che non sia “di cartone”, cosa molto complessa.
Con la macchina del pane invece potete lasciar fare a lei: la macchina del pane Panasonic mi da la possibilità di scegliere programmi appositi in base al tipo di impasto che voglio produrre.
Nel mio caso il programma per pane rustico a lievitazione naturale, dopo aver leggermente mescolato le farine al lievito e acqua, le lascia riposare il tempo necessario perché avvenga l’autolisi, un processo enzimatico in cui le farine si idratano completamente, il glutine si rilassa e gli amidi vengono in parte convertiti in zuccheri.
Finito questo processo, basterà aggiungere il sale e lasciare lavorare la macchina: se proprio non riuscite a resistere, aprite la macchina e guardate come lavora, vi accorgerete che incorda l’impasto perfettamente!!! Tutto senza sporcare o far fatica!

Strumentazione utilizzata

Per questa ricetta ho utilizzato la macchina del pane Panasonic SD-ZX2522 che con i suoi 37 differenti programmi cuoce alla perfezione moltissimi tipi di impasti e può essere usata anche solamente come impastatrice!

Ricetta del pane con lievito madre al farro e semi

Il profumo di pane non manca mai in questa casa. Ci sono contenitori di lievito madre ovunque, fuori e dentro al frigo e tante farine che aspettano solo di essere abbinate e impastate.
Per noi, il pane più buono, è il pane con lievito madre, fatto in casa, impastato con le mani e la passione che ci spinge a farlo da noi, con amore e tanta attenzione.
Per questa ricetta abbiamo scelto una combinazione di ingredienti che ci ricorda i nostri viaggi in Slovenia e Austria. La farina di farro e i semi di lino, zucca e girasole danno al pane il sapore delle giornate di sole tra i monti, alle cene in campeggio o ai picnic in riva al mare.

Preparare il pane con lievito madre fatto in casa

Tra i più grandi piaceri culinari che possiamo sperimentare in questa vita, c’è sicuramente quello di vedere lievitare una pagnotta e sfornare un pane con una crosta croccante e un cuore leggero ma gustoso.
Il lievito madre non solo garantisce una bella lievitazione ma dona al pane un sapore davvero unico, concreto, autentico.
Se siete alle prime armi e volete sapere qualcosa in più sulla preparazione del pane fatto in casa, vi consiglio di leggere anche l’articolo su che cos’è il lievito madre e come rinfrescare il lievito madre.

Un pane casereccio al farro da gustare in ogni momento della giornata

La farina di farro e i semi rendono questo pane così gustoso e dalla consistenza così interessante da poter essere gustato in tantissimi modi. Da quando l’abbiamo preparato è stato il nostro pane per la colazione con marmellata di albicocche e mirtilli. A cena lo abbiamo preparato sottoforma di crostini (spadellati con olio e rosmarino) per accompagnare le nostre zuppe e vellutate. Spalmato con un filo di tahina è anche un’ottima merenda di metà pomeriggio per tutta la famiglia.

Gli ingredienti di questa ricetta ci sono stati gentilmente offerti da AnywayBio, un e commerce ricco di prodotti ottimi come quelli usati per questo pane.

Pane dolce di Natale

Quando ero bambino, passavo tutti gli anni le feste natalizie dai Nonni in Slovenija e la mia carissima nonna Fani preparava sempre questo buonissimo pane dolce di Natale.
Anni dopo ho voluto provare a prepararlo per la mia famiglia sostituendo il burro e le uova, e il risultato è veramente buonissimo!
Dopo una bellissima telefonata con la nonna, nella quale ci siamo confrontati sulle farine, sul tipo di lievito e sulle aromatizzazioni da usare, ho portato a casa la ricetta che condivido con voi!

Pane dolce senza burro e senza uova

Per questo pane dolce di Natale, la nonna utilizzava uova e burro, ma il mio pane dolce è assolutamente vegan quindi vi insegnerò cosa usare per sostituirli.
Dovrete per prima cosa preparare il sostituto del tuorlo d’uovo, e poi ho trovato un burro vegetale di soia molto buono che ho utilizzato in questa ricetta al posto del burro.
Il risultato sarà fragrante e profumatissimo!

Maslen’, ali Masleni kruh: un panettone più povero

Questo pane dolce di Natale in Slovenia si chiama “Maslen’”, ovvero “pane burroso”. Come ogni pane delle feste ha subito il processo di “ennoblement” che eleva il semplice pane ad un pane più prezioso, con l’aggiunta di tante cose buone come le uvette, i canditi, le uova, il burro, la scorza di agrumi, la grappa. E in questo è molto simile al panettone, ma se analizzate la ricetta, è molto più semplice, con meno aggiunte, meno procedimenti, e ovviamente il risultato non è così WOW come quello del panettone.
E’ in bona sostanza il “panettone dei poveri”, facile da preparare e semplicissimo da gustare affianco ad una buona tazza di te.

Per un Natale vegan

Ecco qui un po’ di idee per la cena della vigilia, il pranzo di Natale e, perché no!, anche per il cenone di fine anno! In questo e-book, io e mia moglie abbiamo unito 34 ricette buonissime pronte per questi giorni di festa e di freddo.
Più informazioni…

La ricetta del Burek

– Dosi per 8 persone –

Lo chiamano Byrek, Börek, lakror, ma io l’ho sempre conosciuto come Burek! Sono cresciuto mangiando questa prelibatezza della cucina balcanica, che dalla Turchia è risalita lungo tutti i Balcani, fino in Slovenia, dove abitano i miei parenti.

Il Burek croato al formaggio: io l’ho fatto vegan!

Ma lì dove è sempre stato più buono era in Croazia, quando d’estate andavamo in vacanza al mare e le “pekarne” lo sfornavano caldo a tutte le ore.
Insomma per me il Burek è puro comfort food, e quando torno da quelle parti, non c’è modo che io e Antonia e Goran possiamo mangiarne un po’: quello che si trova è sempre o burek al formaggio (burek sa sirom) o burek con la carne (burek sa mesom)!
Così dopo aver pensato un po’ ho deciso di farlo vegano: a me è sempre più piaciuto quello con il formaggio, perché con la carne l’ho sempre trovato molto pesante e ho voluto replicarlo al “formaggio”.

Come sostituire il formaggio nel burek?

La cosa è semplice anche se ho avuto un po’ da pensare…
Il tipo di formaggio che si usa nel burek è un “kajmak” particolare, poco grasso, stile feta greca, molto salato, mescolato alla panna acida.
Poco fa, riassaggiando lo yogurt di soia che sono solito comprare, ho notato che l’avevano migliorato rendendolo molto più denso e simile come sapore alla “kisla smetana”, ovvero la panna acida.
Ho pensato di emulare il ripieno del burek facendo fermentare il tofu per due giorni in una salamoia con un cucchiaino di yogurt come inoculo di batteri acidofili positivi.
Questo conferisce al tofu la giusta acidità e gli fa perdere leggermente la nota di soia.
Poi il tofu fermentato va mescolato con lo yogurt e va molto ben salato, ad emulare la salinità del formaggio.

Ma andiamo a vedere nella pratica come fare!

Se poi volete preparare una cena o un pranzo a tema balcanico vi consiglio di provare a fare la mia ricetta dei Cevapcici con salsa ajvar, bervi una buona birra bionda e ascoltare un po’ di musica balcanica di sottofondo!

La pizza vegana fatta in casa

Di pizza ne abbiamo sempre voglia, ma non sempre in giro te la fanno vegana come si deve!
Impasti strampalati o di sola farina 00, ingredienti che devono per forza contenere qualcosa di “vegano”, come uno stereotipo (sono arrivato a trovare a menù una pizza con lo zenzero sopra!!!): se sei vegano c’hai da magnà strano!! E’ per questo che piuttosto ho deciso di mettere in pratica i miei studi e ricercare un metodo per fare la pizza in casa che fosse soddisfacente almeno quanto in pizzeria! Una bella pizza vegana in stile napoletano, tonda tonda, con il bordone bello alto, sottile al punto giusto e con gli ingredienti scelti e disposti ad arte.

Pizza vegana per tutti i gusti: ecco gli ingredienti!

Parliamo degli ingredienti che ci mettiamo su questa pizza “vegana”: e metto le virgolette perché è proprio assurdo dover tracciare una linea di separazione così netta tra la pizza “normale” e quella “vegana”. La pizza è pizza, e se la fai bene si sente: gli ingredienti principali che dimostrano le tue capacità sono la tecnica, l’impasto, il pomodoro e l’olio! Quindi, se un pizzaiolo sa fare davvero bene la sua pizza, non ha bisogno di nascondersi dietro al sapore invadente del formaggio e tanto meno degli altri derivati animali.
La pizza che in assoluto preferisco è la marinara! Ma non la marinara come la trovi in giro, con tanta o poca passata di pomodoro, forse l’aglio (anche secco), senza sale, con un’idea di origano, e l’olio se vuoi te lo metti tu, oppure è di cattivissima qualità!
La marinara dei miei sogni è fatta con:
– pelati San Marzano stracciati a mano sulla pizza (come se steste disegnando su una tela)
– aglio tritato cosparso ad arte
– un filo d’olio in cottura
– due pizzichi di sale fino integrale
– origano o anche basilico a fine cottura
– filo d’olio a fine cottura

Inutile dire che se usate farine di qualità, pomodori magari fatti in casa, olio extravergine buonissimo e origano siciliano (così per dire), otterrete una pizza veramente veramente superlativa!

Ma se volessimo mangiare la nostra pizza vegana con altre sfumature organolettiche leggermente più complesse?
Il consiglio che posso darvi è quello di ricordare da dove viene la pizza, e quindi applicare il principio geografico per gli abbinamenti: ingredienti mediterranei e non strampalati vi daranno sempre ottimi risultati se messi vicini.
Se ad ogni modo volete qualcosa anche di più nordico, non c’è problema! Applicate sempre il principio geografico e stagionale, per il quale ingredienti vicini a livello regionale e cresciuti nella stessa stagione staranno sicuramente bene assieme.

Come si fa l’impasto della vera pizza napoletana?

Ma vi accennavo prima, tra gli ingredienti fondamentali di una buona pizza ci sta la tecnica. Questo interessante aspetto della cucina si esplica nell’unione ad arte delle farine, con il giusto grado di idratazione, con la perfetta dose di sale e poi, con la lavorazione (se si vuole) manuale e il rispetto delle tempistiche e delle temperature necessarie per una lievitazione favolosa.
Così, dopo aver unito le farine all’acqua, nella quale potete aver già inoculato del lievito (che sia madre, o di birra fresco o secco, oppure anche avendo fatto solo risvegliare i lieviti indigeni della vostra farina macinata a pietra), bisogna mescolare, e qui solo la sensibilità e la forza hanno la meglio sulla maglia glutinica, che è li ad aspettare di svilupparsi.
Ricordatevi che il glutine è un elemento visco-elastico dato dall’unione di due proteine: gliadine e glutenine. Queste si uniscono solo nel momento in cui due elementi entrano nel sistema: acqua e sforzo fisico.
Quando impastate ricordatevi che la maglia glutinica si forma in direzione dello sforzo fisico, così i vostri movimenti prenderanno inevitabilmente un senso 😉
Una volta impastato alla buona acqua e farina (e lievito), lasciate riposare l’impasto nella vostra boule per 20 minuti, coperto con uno straccio e un coperchio. Questo serve a far assorbire meglio l’acqua alla farina e a smollare l’impasto.
Dopo i 20 minuti, aggiungete il sale, e iniziate ad incordare l’impasto (incordare, perché ora dovete far sviluppare la maglia glutinica a dovere). Impastate per 10 minuti vigorosamente, piegando e ripiegando su se stesso l’impasto.
Successivamente lasciate a riposo nuovamente l’impasto, questa volta sulla spianatoia con la boule capovolta sopra, a coprire. Attendete altri 20 minuti.
Applicate le pieghe di rinforzo, o pieghe a libro e lasciate lievitare l’impasto per 6 ore a 11°C.
Ora dividete l’impasto in piccole porzioni che pesino tra i 200 e i 240 grammi l’una (dipende da quanto larga e spessa volete la vostra pizza).
Incordate ognuna delle porzioni, a ottenere delle palline liscie e ben tese, che adagerete in una teglia apposita per la fermentazione degli impasti: alla METRO trovate proprio quelle specifiche da pizzaioli con anche l’apposito coperchio, in plastica alimentare.
All’interno ve ne stanno ben 6 di impasti!
Lasciate lievitare per altre 6 ore a 18°C.
Leggete poi negli ingredienti quali sono le dosi per l’impasto, e il gioco è fatto!

Pizza fatta in casa come in pizzeria: la mia tecnica 🙂

Ora arriva il bello! Avrete notato che se utilizzate il forno di casa, la pizza non viene: al massimo potrete abbozzare ad una focaccia, ma la cottura avviene troppo lentamente!
Perché la pizza fatta nei forni appositi è così WOW? Il tutto lo fanno le temperature che danno risultati organolettici e reologici: infatti la reazione di maillarsd e la carbonizzazione di alcuni punti dell’impasto danno quel piacevole aroma abbrustolito/affumicato, mentre la crosta croccantissima che racchiude un impasto morbido ma cotto ad arte, rendono la texture irresistibile.
Ecco, questo nel forno di casa, normalmente non lo otterrete… ma se seguite la mia tecnica vi uscirà benissimo!

Stendete l’impasto assolutamente a mano! Su una spianatoia con tanta farina, magari di grano duro.
Mettete a scaldare una padella antiaderente sul fornello, a fiamma alta. Attendete qualche minuto finché la padella non sarà rovente: arriverà a 380°C, temperatura della base del forno da pizza (il nostro forno al massimo arriva a 260°C se siamo fortunati).
Nel frattempo accendete anche il grill del vostro forno (solo il grill) alla massima potenza.
Quando la padella sarà ben calda, adagiatevi l’impasto e dopo 30 secondi iniziate a stendere il pomodoro. Poi tutto il resto degli ingredienti, tranne quelli che vanno a fine cottura.
Fate cuocere per altri 2-3 minuti, finché non vedrete che l’impasto inizia a gonfiare, a fare tutte delle bollicine.
A questo punto trasferite la padella nel forno, aderente al grill preriscaldato e fate cuocere per altri 4-5 minuti, finché la pizza non avrà il bordone ben dorato.

Questo è il “trucco” per ottenere la pizza come la vedete nelle mie foto!
Potrete applicare questo metodo di cottura a tutte le pizze che vorrete, anche alle focacce senza pomodoro.

Pizza vegana: tutte calorie risparmiate e tanta digeribilità!

E se la pizza la mangiate vegana, forse forse vi farà anche meglio! Oltre a non ingerire ormoni animali, grassi saturi e probabilmente qualche residuo di antibiotico, vi risparmiate un sacco di calorie, espresse per lo più in grassi!

Un impasto da 200g di pizza, mediamente pesa 470 kCal, con un 73% di carboidrati, 13% di proteine e 15% di grassi.
Se andiamo a metterci su altri 5g di olio, abbiamo un’aggiunta di 9kCalx5g = 45kCal di grassi.
Il pomodoro ha poco impatto, ma se aggiungiamo un friariello sott’olio, o un fungo o una melanzana cotta a parte, abbiamo altri grassi che entrano in gioco.

Se proviamo però ad aggiungere un po’ di mozzarella, facciamo per dire 100g vediamo di quanto sale la quota energetica e di grassi:
– 100g mozzarella: 228kCal, di cui 3% carboidrati, 29% proteine, e… 69% grassi.

Insomma fate voi! 😉

Gli ingredienti per l’impasto potrete deciderli volta per volta, e cambiare le proporzioni.

Io ora vi do la ricetta per 6 impasti da 240g l’uno.

Fare il pane in casa è una delle cose che preferisco in assoluto, se poi posso usare il lievito madre la cosa mi gusta di più!
In questi anni ho fatto un sacco di esperimenti e studi sulla panificazione e sono arrivato a costruire una serie di tecniche, ma forse è meglio chiamarli “riti”, che mi portano ad avere dei risultati davvero interessanti.
In questa ricetta del pane di segale con il lievito madre voglio raccontarvene qualcuno.

Il pane di segale fatto in casa

Per il mio pane di segale utilizzo tutti ingredienti attentamente scelti da me:
– lievito madre preparato da me e rinfrescato (segui la ricetta del lievito madre e la procedura per il rinfresco)
– farine di qualità
– sale integrale delle saline di Pirano

Tento, per quello che mi è possibile, di ricercare ingredienti buoni: buone farine, se possibile macinate da me.

Ora vi spiego però come cuocio il pane!

Il pane fatto in casa con la tecnica del “forno all’olandese”

La tecnica all’olandese prevede l’utilizzo di una casseruola molto pesante di ghisa, posta all’interno del forno, nella quale si fa cuocere il pane.
Questa tecnica serve per mantenere più umidità durante la cottura e allo stesso tempo per formare un’ottima crosta esterna.
In Italia possiamo trovare dei prodotti davvero favolosi chiamati cuocipane fatti di argilla naturale che danno dei risultati di cottura favolosi e mantengono conservato alla perfezione il pane nei giorni successivi alla cottura.

Io utilizzo questo qui!
il cucocipane perfetto per il tuo pane fatto in casa

A differenza della cultura orientale, la nostra cultura gastronomica gira intorno a un alimento, o meglio a una preparazione, diversa a seconda della zona ma comune a tutti i popoli occidentali, il pane.

Mentre in Corea, Cina, Giappone e India (solo per citarne alcuni) non manca mai una bella ciotola di riso al vapore ad ogni pasto, cosa sarebbe la Francia senza la baguette, l’Austria senza il pretzel, la Gran Bretagna senza il pane in cassetta per toast e sandwich o l’Italia senza la pizza?

Ecco perché i pani e i panificati di ogni genere e tipo non possono mai e poi mai mancare sulla nostra tavola!

Come preparare una focaccia vegana: una ricetta semplice e veloce

La ricetta di oggi per esempio è fatta utilizzando una soffice focaccia integrale vegan, preparata utilizzando un buon impasto poolish e attendendo pazientemente almeno 8 ore di lievitazione.
La farina scelta è farina integrale biologica, ricca di nutrienti e fibre, per prepararla al meglio seguite questa ricetta della focaccia!

Tutta la bontà di una focaccia vegan farcita

L’abbiamo farcita con ingredienti semplici ma ben abbinati, arricchiti da una deliziosa e leggerissima maionese vegana, di cui vi invitiamo a imparare la ricetta, perché è sempre utile e apprezzatissima in ogni occasione!

Abbinamenti fantasiosi per ogni stagione: consigli di abbinamento

Se la ricetta della focaccia integrale vegan è uguale tutto l’anno, gli ingredienti con cui verrà farcita cambieranno a seconda della stagione e della disponibilità! Ecco allora alcuni consigli per gustarla al meglio:

– pomodori, rucola e olive taggiasche
– melanzane grigliate e salsa ajvar
– cetrioli, avocado e tzatziki vegan
hummus di ceci e pomodori secchi sott’olio

Va detto però che questa focaccia è gustosissima anche da sola, non dimenticatelo!