In questa sezione trovate ricette con l’estrattore, succhi vivi, smoothie vegani, acque aromatizzate e cocktail per tutti i gusti: c’è tutto un mondo da bere!

Latte di mandorla fatto in casa con l’estrattore

Da quando è arrivato l’estrattore nella nostra cucina, abbiamo potuto sperimentare moltissime ricette con questo elettrodomestico, che ci è utilissimo non solo per preparare succhi ma anche per realizzare gelati o latti vegetali come il latte di mandorla.
Preparare il latte di mandorla con l’estrattore è davvero molto semplice, così semplice che ti fa passare la voglia e la tentazione di acquistarlo confezionato. Rispetto ai latti di mandorla in commercio poi, l’estratto di mandorla che otteniamo è di gran lunga più buono e sano. Non ci sono aggiunte di aromi, sale o zucchero, solo acqua e mandorle.

Ricetta del latte di mandorla fatto in casa

La ricetta del latte di mandorla al naturale richiede solo due ingredienti, l’acqua e le mandorle. Niente di più. Abbiamo ammollato le mandorle per una notte e le abbiamo estratte assieme a dell’acqua fredda utilizzando lo slow juicer Panasonic MJ-L600.
Il latte ottenuto può essere consumato nel giro di 24 ore o si può pastorizzare per poterlo conservare più a lungo.

Latte di mandorla come usarlo

Oltre ad essere una bevanda vegetale molto gustosa e dissetante così com’è, può essere anche utilizzato come base per una cioccolata calda, un golden milk o uno smoothie estivo.
Ma oltre ad essere una bevanda perfetta per la colazione, possiamo utilizzare il latte di mandorla come base per un budino tradizionale o un budino di chia, o, ancora, nella preparazione di pancakes vegani e torte.

Come usare gli scarti dell’estrattore?

Una volta preparato il latte di mandorla con l’estrattore, nel contenitore per le fibre, troverete degli scarti. Non tutti gli scarti degli estratti che prepariamo si possono utilizzare (quelli contenenti bucce non edibili o semi, per esempio), ma gli scarti del latte di mandorla sono davvero preziosi ed è un peccato buttarli!
Potete mescolarli allo yogurt con della frutta per colazione o merenda, oppure potete sperimentare un riutilizzo degli scarti ancora più goloso come la ricette delle barrette di granola, che abbiamo preparato con il forno combinato Panasonic NN-CS894S a bassa temperatura.

Dall’India arriva questa bevanda meravigliosa, a base di curcuma, latte e spezie. Il golden milk, o latte d’oro, non si chiama così solo per il suo colore giallo acceso, ma anche perché questa bevanda è sinonimo di ricchezza poiché contiene moltissimi antiossidanti naturali.
Per esempio, è abitudine di chi pratica yoga bere una buona tazza di golden milk ogni giorno, dato che migliora l’elasticità delle articolazioni e permette ai praticanti di mantenere le posizioni più a lungo.

Tutte le proprietà del golden milk, l’oro in una tazza

Tra i benefici attribuiti al latte d’oro enumeriamo le proprietà curative per i dolori muscolari e articolari. Tutte queste proprietà derivano dalla combinazione degli ingredienti del latte d’oro (il latte, la curcuma e le spezie) che messi assieme hanno effetti più che prodigiosi.
E’ molto indicato come rimedio antinfiammatorio, ottimo digestivo e alimento detox.
Disinfiamma le vie respiratorie come la sinusite e combatte le forme virali, l’influenza e la tosse, per questo si consiglia di sorseggiarlo soprattutto durante i cambi di stagione.
Aumenta dunque le difese immunitarie e ha proprietà antifungine, inoltre previene problemi cardiovascolari e riduce i livelli di colesterolo.
E’ particolarmente utile per mantenere il peso corporeo perché mantiene attivo il metabolismo.
Per le donne che soffrono di dolori mestruali o per chi soffre di colite, il golden milk può essere assunto per combattere gli spasmi.

Come si prepara golden milk

La ricetta del golden milk originale utilizza il latte vaccino e il miele, questa ricetta invece è vegana. In sostituzione agli ingredienti di origine animale abbiamo optato per l’utilizzo di alimenti a base vegetale come il latte vegetale e i dolcificanti naturali.
La ricetta si suddivide in due fasi:
– LA PASTA DI CURCUMA: la pasta di curcuma si prepara emulsionando pepe nero e polvere di curcuma con acqua e portando il tutto a bollore in un pentolino fino a ottenere una pasta densa che una volta raffreddata si conserva in frigo in un barattolo di vetro fino a 40 giorni.

Non dimenticate mai di aggiungere sempre una spolverata leggera di pepe nero poiché solo così si attivano tutte le proprietà della curcumina!

– LA BEVANDA: quando si desidera preparare il latte dorato basterà sciogliere uno o due cucchiaini di pasta di curcuma in una tazza di latte vegetale bollente, aggiungere dello sciroppo di riso o un qualsiasi altro dolcificante naturale, qualche goccia di olio di mandorle e le spezie che più ci piacciono nella dose a noi gradita come cannella, zenzero o vaniglia.

Il latte d’oro alla curcuma: la ricetta crudista

In questo video potete vedere come si prepara il golden milk in versione raw, ovvero senza cottura, utilizzando solo alimenti freschi come il latte di mandorle spremuto a freddo e la radice di curcuma. Per fare ciò abbiamo utilizzato uno strumento indispensabile per la sana alimentazione, ovvero l’estrattore di succo!
A chi segue una dieta crudista, a chi sta affrontando un periodo detox o a chi vorrebbe un dissetante golden milk estivo, vi consigliamo di seguire questo video tutorial:

Abbiamo visto come il kombucha sia una bevanda davvero ricca di proprietà funzionali per il nostro organismo!
Per leggere tutte le proprietà e saperne di più, vai all’articolo!
Ora è il momento di imparare a farlo a casa, potendo personalizzarlo come meglio vi piace!

Cosa serve per preparare il vostro primo Kombucha

Per la preparazione di questa bevanda fermentata, avrete bisogno di:
– un vaso di vetro da almeno 3 litri da usare come fermentatore
– i te che preferite, o un blend di questi
– zucchero di canna o altro dolcificante
– un pezzo di mamma
– 10% di kombucha vivo rispetto al liquido totale che farete
– eventuali aromatizzazioni (ma capiremo questo step solo in seguito)

La “mamma” del Kombucha: dove acquistarla?

La “mamma” del kombucha è un agglomerato di lieviti e batteri che vivono all’interno di una sacca di cellulosa. Questa si appoggia sopra il vostro te e lo farà fermentare.
Per acquistare la “mamma” vi consigliamo questo sito internet dal quale l’abbiamo comprata la prima volta: KOMBU.DE
Altrimenti ci sono molti produttori di kombucha che la regalano: state attenti ai tempi di consegna e che non venga danneggiata nel trasporto. Un tempo massimo di due giorni può andare bene.

Cosa ne faccio della mamma se non produco nuovo kombucha?

Se non iniziate una nuova preparazione appena imbottigliata quella pronta, tenete nel vaso di fermentazione un po’ di liquido elasciateci dentro la mamma. Questa continuerà a vivere crescendo.
Lasciate il tutto a temperatura ambiente, non mettetela mai in frigo, in quanto la temperatura bloccherebbe lo sviluppo cellulare.

Periodo di adattamento della “mamma”

La prima fermentazione richiede un po’ più di tempo. La mamma ha necessità di una fase di start-up iniziale, nella quale si abitua al nuovo ambiente.
La prima partita probabilmente verrà abbastanza più acida del normale, in dipendenza dalle condizioni ambientali. Aggiungete un 10% della prima partita all’interno della seconda e sentirete che già la seconda fermentazione risulterà più morbida.

Come essere certi che la vostra coltura si riproduca

Per la crescita appropriata di una nuova coltura ci vuole molto tempo: per questo vi consigliamo di separare un fermentatore dedicato alla crescita della mamma da quello che vi serve per la produzione della bevanda.

Alcune volte la mamma galleggia in superficie, altre sta sommersa dal liquido: entrambe vanno bene!
Quando la mamma sta sul fondo, una nuova coltura inizierà a nascere sulla superficie del liquido. E’ normale che la riproduzione inizi con un film sottile, quasi una pellicola. Lasciate riprodursi la mamma almeno per 4-6 settimane. Più a lungo la lascerete in pace, più grossa crescerà.

Aromatizzazione del vostro preparato

Aromatizzare è come aprire una porta su un nuovo mondo nella produzione del kombucha!
Si può fare con la frutta che più vi piace, o addirittura con il luppolo, quasi a fare una birra, che risulterà però analcolica e super salutare!
Ci sono due metodologie per aromatizzare:
– inserire l’aromatizzazione durante la fermentazione
– fare una rifermentazione in bottiglia, aggiungendo i composti aromatizzanti
Per i dettagli di questo aspetto della produzione vi rimandiamo ad un futuro articolo!

Alcuni libri utili

Vi consigliamo di leggere i seguenti libri per trarre ispirazione:
– “The art of fermentation” di Sandor Ellix Katz
– “Kombucha!” di Eric e Jessica Childs
– “Kombucha” di Gunther W. Frank

Oggi vediamo come preparare un buonissimo succo di melograno (Punica granatum) fatto in casa con l’utilizzo dell’estrattore.
Infatti l’estrattore di succo vivo è l’elettrodomestico più indicato per ottenere un succo di melograno puro senza sprecare materia prima: quello che vi rimarrà saranno solo i semi.
Se volete divertirvi a vedere come lo preparo seguite il video!

Il melograno, la pianta

Il melograno è una pianta della famiglia delle punicacee che viene dall’oriente, più precisamente dalla zona tra l’Iran e l’Himalaya.
Il melograno è il frutto di questo stupendo albero ed è una bacca tonda dalla buccia piuttosto robusta con una segmentazione interna tra seme e seme.
I semi sono circondati da una polpa che va dal bianco al rosso rubino, più o meno acidula, dolce e profumata. E’ proprio qui che si cela il succo di melograno, che noi estrarremo per ottenerne un’elisir ricco di antiossidanti!

Il succo di melograno: caratteristiche nutrizionali

Il succo di melograno ha un’apporto energetico medio, dato principalmente dai carboidrati semplici, e in minima parte da lipidi (per la maggior parte insaturi) e proteine (peptidi a basso valore energetico).
Nel succo di melograno abbiamo un’abbondanza di acqua e fibre quasi assenti.
Non contiene una quantità impressionante di sali minerali, eccetto che per il potassio con 214 mg su 100g su succo.
Nel succo vivo appena spremuto, le vitamine, come anche la maggior parte degli antiossidanti fenolici, risultano attivi, il che lo rende estremamente benefico.
Il succo di melograno è un alimento che si presta a qualunque regime alimentare, anche se non è sempre indicato alla cura di determinate patologie.
Può risultare ottimo nella dieta contro l’ipercolesterolemia assunto come spezza-fame tra un pasto e un altro nella misura di un bicchiere.
La quantità media di succo di melograno dovrebbe rientrare tra 200 e 300ml (100-150kcal) al giorno.

Il succo di melograno: benefici

Riduzione del rischio di cancerogenesi
Il succo di melograno ha oggi una forte attrattiva soprattutto perché sembra che riesca a contrastare le cellule cancerogene, denaturandole, grazie all’azione dell’acido ellagico e i flavonoidi. Si è dimostrato che il succo di melograno previene dai tumori dei polmoni, della prostrata, del seno e della pelle.

Riduzione del colesterolo serico (colesterolemia)
Assumere succo di melograno con regolarità è positivo per il sistema cardiocircolatorio contrastando sia l’ispessimento arterioso che la formazione delle placche aterosclerotiche.

Come preparare il succo di melograno estratto in casa

Seguite la ricetta per imparare come estrarre a casa vostra il succo di melograno!

Cos’è un estrattore di succo vivo?

Seguite il link per scoprire tutte le caratteristiche di questa tecnologia del benessere!

La bevanda calda più confortante e coccolosa di tutto l’inverno è sicuramente la cioccolata calda: durante la stagione fredda non vediamo l’ora di sederci al tavolino di un bar e avvolgere le mani intorno a una tazza fumante di cioccolata calda profumata. E non c’è piacere più grande di poter ripetere questa deliziosa esperienza anche a casa nostra preparandoci una golosa cioccolata calda fatta in casa, veloce e con pochi ingredienti.

Quella che vi suggerisco oggi è una ricetta semplice semplice, con la quale potrete preparare una fantastica cioccolata calda senza latte fatta con le vostre mani nel tepore della vostra cucina.

La ricetta della cioccolata calda: una lunga storia

Per arrivare dalla fava di cacao alla cioccolata calda che conosciamo oggi, sono passati secoli e ci sono voluti lunghi viaggi. La cioccolata calda densa e zuccherina che amiamo tanto è qualcosa di molto distante dalle tazze di cioccolata calda che preparavano gli antichi Maya 1500 anni prima di Cristo nell’attuale Messico. Allora, le fave di cacao venivano tostate, macinate, diluite con acqua calda a cui venivano aggiunte delle spezie. Niente di più. A quel tempo, questa bevanda veniva chiamata “xocoatl” (acqua amara e piccante) e oltre a esserle dato un valore politico e religioso, le venivano attribuite proprietà afrodisiache.
Furono gli spagnoli, più tardi, a portarla in Europa, dove si trasformò in una bevanda elitaria tra i nobili di tutta Spagna. E fu soltanto quando varcò i confini della penisola Iberica che gli inglesi ebbero l’idea di sostituire l’acqua con il latte.
Qui potete leggere la storia del cacao in versione più completa e particolareggiata, ora noi passiamo ai fatti e vi spiego come si prepara la cioccolata calda in versione vegan, quindi senza latte e derivati.

La ricetta della cioccolata calda senza latte, vegan al 100%

Come si prepara la cioccolata calda senza latte? La ricetta è davvero semplice: richiede solamente 4 ingredienti e solo 3 passaggi. In soli 10 minuti avrete riempito le vostre tazze di questa golosissima bontà al cioccolato.

I consigli per una cioccolata calda fatta in casa davvero speciale

Quella che riporto qui sotto è una ricetta di base che però vi consiglio di personalizzare a vostro piacimento utilizzando spezie e altri ingredienti.

  • Per renderla più densa: aggiungete uno o due cucchiaini di fecola di mais.
  • Per preparare la cioccolata calda senza zucchero: sostituite la dose di zucchero con la stessa quantità di sciroppo d’acero o con 1 cucchiaio di stevia.
  • Per aromatizzarla: aggiungete una spolverata di cannella, un baccello di vaniglia o un pizzico di peperoncino. Date sfogo alla fantasia!
  • Per una versione ancora più golosa: non perdete l’occasione di provarla con l’aggiunta di un cucchiaio abbondante di panna di cocco. Da leccarsi i baffi!

 

Questa ricetta è stata pubblicata sul n. 10 di Vegan Life di novembre 2015.

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Una delle ricette veg che adoro maggiormente è la ricetta del succo verde detox. Quando vado a fare una bella corsa, oppure d’estate ho bisogno di rinfrescarmi, apro il frigo e ne stappo una bottiglia preparata la mattina presto!

Succo verde detox per una carica di clorofilla!

Bere il succo verde è come portare il sole alle nostre cellule, e questo dovuto all’alta presenza di clorofilla!
Un segreto è quello di equilibrare la parte dolce con quella acida usando frutta differente abbinata a foglie verdi.

Preparare il succo verde detox con l’estrattore

Per preparare il succo verde solitamente utilizzo un’estrattore essenzia green ma potete provare anche con un blender ad alta velocità.
Ricordate che gli ingredienti possono variare tra tutte le verdure a foglia verde e la frutta verde, in caso potete anche aggiungere un po’ di erba d’orzo!

Cos’è un estrattore di succo vivo?

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Avete voglia di qualcosa di fresco e leggero? Una bevanda alcalinizzante è quello che vi serve nelle giornate assolate, o dopo l’attività sportiva! Quest’acqua detox al limone, cetriolo, zenzero e menta è pensata per rinfrescare e appagare il nostro organismo, soprattutto se l’intento è quello di depurarlo.

Questa ricetta è tratta da mio speciale della rivista Vegan Life di Gennaio 2015.

Questo succo vivo è un mix di frutta che si trova in inverno ma che vuole già puntare alla primavera.
E’ un boost di antiossidanti ed enzimi vivi: berne 400 ml al giorno favorirà il vostro sistema immunitario!

Alla fine ho voluto dare un tocco di profumo e sapore con una spolverata di cocco rapè.
Questo succo vivo può diventare un cocktail perfetto se si aggiungono due cubetti di ghiaccio e lo si serve in un calice da vino!

Ho estratto il succo vivo con un estrattore essenzia green, ma se non lo avete potete tranquillamente usare la centrifuga.
Se siete interessati a capire le differenze tra i due elettrodomestici leggete questo articolo: “estrattore vs centrifuga”

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Smoothie di pere e cioccolato

Ecco un’idea fresca e veloce per preparare uno smoothie per la merenda dei più piccoli: pere e cioccolato frullati assieme a del latte vegetale.
Ecco lo smoothie di pere e cioccolato!

Questa ricetta è tratta dal nostro speciale sulla rivista “Vegetariana” di gennaio 2015.