Una ricetta con le utlimissime melanzane dell’orto, per renderle supersaporite ma non troppo pesanti.
Ho deciso di preparare delle melanzane impanate cotte al forno, abbassando così l’apporto di grassi e rendendole ugualmente croccantissime!

Per fare una panatura completamente vegetale preparo una pastella tattica di acqua e farina di ceci, che può essere insaporita a piacere e poi vado a panare in un crumble di cereali, mandorle, pistacchi e origano.

Poi per rendere il tutto ancora più sfizioso ho pensato di abbinare queste melanzane impanate al forno con una crema di pomodoro fresca, leggermente piccante, preparate con l’estrattore di succo, passando i pomodori con il filtro a maglia larga.

La strumentazione utilizzata:

Per la salsa ho utilizzato l’estrattore Panasonic MJ-L600 montando il filtro a maglia larga, ideale per realizzare puree, smoothies, ma anche passate di pomodoro, emulsioni, salse, vellutate, dessert a base di yogurt con estrema facilità!
Inoltre grazie ai fori più larghi consente di realizzare succhi ricchi di fibre da frutta e verdure.

Per ottenere la granella per la panatura ho utilizzato il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: con il tritatutto e il programma “pulse” riesco ad ottenere la granella grossolana che mi dia la giusta texture per un effetto crunch favoloso!

Ho cotto infine le melanzane nel forno combinato Panasonic NN-CS894S in modalità a convezione, che grazie alla sua tecnologia inverter in pochi minuti mi porta ad una cottura delicata ed uniforme, anche in un ingrediente ostico come la melanzana.

Avevate mai pensato a prepararvi un gazpacho con l’estrattore? Usando il filtro a maglia larga è possibile, e il risultato è ottimo!
Per questo gazpacho ho voluto un po’ modificare la ricetta e invece di usare solamente il pomodoro, ho utilizzato dei frutti rossi che hanno conferito un aroma più avvolgente e fruttato.

La strumentazione utilizzata

Per questa semplice ricetta ho utilizzato l’estrattore Panasonic MJ-L600 montando il filtro a maglia larga, ideale per realizzare puree, smoothies, ma anche passate di pomodoro, emulsioni, salse, vellutate, dessert a base di yogurt con estrema facilità!
Inoltre grazie ai fori più larghi consente di realizzare succhi ricchi di fibre da frutta e verdure.

Quenelle di formaggio di mandorle con gelé di pomodoro, alchechengi, latte di mandorla aromatizzato alle erbe e crema di aglio nero

Il piatto che vi presento oggi vuole essere complesso nella semplicità dei sapori che presenta.
Un “formaggio” vegetale di mandorla, preparato in poche mosse con l’utilizzo dell’estrattore è così elevato ed impreziosito dalla destrutturazione del pomodoro, riorganizzato fisicamente in altra forma e dalla presenza di altri tre elementi alquanto insoliti:
– alchechengi fresco, che dona freschezza e note fruttate
– latte di mandorla salato e aromatizzato con erbe fresche, il tutto fatto con l’estrattore
– crema di aglio nero (nerofermento) che genera un’esplosione di umami

Il formaggio di mandorle, altri utilizzi

Se volete prepararne un po’ in più, il formaggio di mandorla è favoloso come spalmabile su crostini, oppure abbinato sulla pasta, anche a mo’ di pesto!

La strumentazione utilizzata

Per realizzare queste piatto ho utilizzato la gamma di piccoli elettrodomestici Panasonic.
Per realizzare il formaggio di mandorla e al contempo estrarre il latte di mandorla, ho utilizzato l’estrattore Panasonic MJ-L600 con filtro a maglia sottile, apposito per succhi e latti vegetali.
Per ottenere il gelé di pomodoro, ho usato sempre l’estrattore con filtro a maglia larga, ottimo per smoothies frullati.
Per frullare la crema di aglio nero ho utilizzato il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: con le sue 4 lame giapponesi ottengo sempre la consistenza perfetta per le mie guarnizioni.

Polpette di ceci con una maionese vegana rock!

Ogni volta che aspettiamo amici per una cena, la tavola è imbandita di ogni ben di dio e non vedo l’ora di preparare delle polpette di ceci e sperimentarci su, perché è quel tipo di cibo che ti da grande libertà di azione e si può realizzare in modo molto spontaneo anche decidendo di adoperare degli avanzi del pranzo o della cena.
Per creare un impasto per delle polpette senza uova, però, non basta mischiare o frullare ingredienti a caso. Le polpette tradizionali a base di carne, per esempio, utilizzano come legante le uova e il formaggio.
In mancanza di leganti di origine animale, possiamo benissimo usare farina, farina di ceci, acqua o ingredienti che per loro natura sono in grado di mantenere unito l’impasto, come la zucca o le patate cotte.
Un altro consiglio è quello di non utilizzare componenti eccessivamente secchi (come semi o cereali) che rischiano di separarsi dall’impasto, o di utilizzare ingredienti fibrosi senza averli prima tagliati (come spinaci, finocchi etc).
In questa ricetta i ceci sono la base delle nostre polpette e valorizzano le altre componenti che ne caratterizzano il sapore e la consistenza. Per insegnarvi a prepararle ho preparato per voi questo video tutorial:

Polpettine di ceci facili e veloci come non mai

I secondi vegani mettono in crisi chi è alle prime armi, per questo io consiglio sempre di iniziare con delle semplici polpette vegetali! Ancora prima di affidarsi ciecamente a una ricetta, dobbiamo pensare a che cosa vogliamo ottenere da una polpetta.
Rotondità, sapore, consistenza. Le combinazioni di ingredienti a disposizione sono praticamente infinite e combattono alla grande la noia di cucinare sempre le stesse cose.
Per queste polpettine senza uova, ho semplicemente abbinato ceci e avena (per un apporto proteico completo) e le ho insaporite con prezzemolo, coriandolo, lievito alimentare e gli ho dato uno sprint di texture con i semi di zucca perché sotto i denti non ci sia sempre la stessa consistenza.
A dare un ulteriore slancio a queste polpette già buone così, c’è la salsa fatta con la base di mayo vegan che vi linko qui di seguito: clicca per la ricetta della maionese vegan.

Ecco come preparare delle ottime polpette al forno

Esatto, al forno, perché non per forza le polpette sono fritte! La frittura può essere un tipo di cottura da fare ogni tanto, ma per ottenere delle buone polpette light possiamo tranquillamente utilizzare la padella, o ancor meglio, il forno!
La modalità di cottura è molto importante, perché trasforma la materia prima e ha il potere di cambiare le sorti della ricetta. Infatti, anche se l’impasto delle polpette è davvero buono, se poi non vengono cotte a regola d’arte le polpette rischiano di risultare stoppose, troppo umide o troppo secche.
Quello che vi consiglio io per questa ricetta è di utilizzare un forno combinato, che è l’ideale per programmare diversi tipi di cotture con uno strumento solo. Ancora meglio se è a vapore! Otterremo delle polpette morbide dentro e croccanti all’esterno. In alternativa, si può utilizzare un forno tradizionale casalingo e inserire un contenitore d’acqua per la prima fase di cottura per cuocere e ammorbidire allo stesso tempo.

Gli strumenti utilizzati

Anche questa volta, miei grandi alleati per realizzare questa ricetta sono stati i piccoli elettrodomestici Panasonic.
Per cuocere le polpette di ceci al forno, ho usato tre diversi programmi del forno combinato Panasonic NN-CS894S. Questo forno mi consente di ottenere un risultato ottimale, combinando tre tipi di cottura: quella al vapore, per cuocere in modo uniforme le polpette fino al cuore, quello a convezione per una cottura come quella con il forno tradizionale, e infine la funzione grill per donare alle polpette la doratura perfetta.
Invece, la maionese vegan l’ho preparata in pochissimi secondi utilizzando il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: che dotato di 4 lame giapponesi frulla e monta la mayo rendendola spumosa, omogenea e stabile.

Le dosi si intendono per 25 polpette circa.

L’insalata russa direttamente dalla Russia: la “vinjegrette salat”

Come già vi avevo raccontato nella ricetta dell’insalata russa vegan la disputa sulla nomenclatura di questo piatto è sempre aperta e la cosa interessante è che l’insalata russa, in Russia la chiamano “francese”: perché? Ma perché questo piatto tradizionalmente è nato in Francia ed è stato poi apprezzato tantissimo dai russi che l’hanno reso piatto nazionale declinato in alcune varianti, tra cui quella che conosciamo noi è chiamata li “insalata Oliviér”.
La versione che vi riporto ora è la mia rivisitazione della “vinjegret salat”, un’insalata russa a base di rape rosse.
Per questa ricetta ho preparato per voi un bellissimo video!

Insalata russa con barbabietole, frutta secca e mayo vegan

L’insalata che ho preparato oggi si chiama “Vinjegret salat” ed è una delle versioni dell’insalata russa che potrete trovare in Russia.
La base è la barbabietola rossa (o rapa rossa), poi c’è la patata lessa, i piselli e la frutta secca: mandorle, pinoli e semi di zucca. Ho voluto aggiungere anche la prugna secca per dare un tocco agrodolce davvero intrigante!
Poi potete aggiungere noci, carote crude o sbollentate, e cavolo cappuccio. Le varianti sono libere!
La base è la mayo vegan che vi linko qui di seguito: clicca per la ricetta della maionese vegan.

Ancor meglio di quella della nonna!

Durante queste feste di Natale ho preparato la mia insalata russa vegana per la cena della vigilia e mia nonna Fani ha potuto dire che è ancora più buona della sua e soprattutto, non sa di uova! Infatti con la mayo vegan non avete l’incubo della salmonella nè del puzzo di uova che normalmente viene dall’utilizzo dell’uovo crudo.
Quindi che dire! Una versione alternativa della solita insalata russa, con un tocco di leggerezza e senza pensieri!

Gli strumenti utilizzati

Per ottenere questo piatto ho usato tutta la gamma di piccoli elettrodomestici Panasonic.
Per cuocere barbabietole, patate e piselli al vapore ho usato il forno combinato Panasonic NN-CS894S che mi permette di ottenere cotture differenti, combinando cottura al vapore, per mantenere i nutrienti degli alimenti, cottura a convezione, per sostituire pienamente il forno tradizionale di casa, cottura con grill e/o microonde, per cibi cotti sempre alla perfezione.
Per ottenere una perfetta mayo vegan e una granella di frutta secca ho usato il frullatore ad immersione Panasonic MX-S401: con le sue 4 lame giapponesi frullo qualsiasi ingrediente ottenendo sempre la consistenza perfetta!

Le dosi si intendono per 4 persone

Caponata o caponatina di melanzane

Provare la caponata di melanzane è una delle esperienze di vita che va fatta almento una volta. La caponata di melanzane (o anche detta caponatina) è perfetta sui crostini o su una bruschetta, fresca e saporita, non vi lascerà di certo delusi!
Questa ricetta è uno delle doti che mi ha lasciato uno dei miei maestri, lo chef Giorgio Marafante della Pierina di Mirano, ristorante in cui ho lavorato per diverso tempo.
La caponata di melanzane lui la preparava proprio così come vi insegno io e ogni volta che la preparo nuovamente, per noi a casa, per ospiti o nei ristoranti, l’effetto è sempre uno: una grande sorpresa!

Caponata di melanzane: la ricetta siciliana

Una squisitezza tutta siciliana questa caponata di melanzane (anche detta caponatina), da fare come antipasto o contorno o da mettere sul pane abbrustolito! La ricetta originale era così buona, ma così buona, che ho voluta farla seguendola alla lettera, ma ci sono anche tante varianti, che dipendono dalla tradizione del luogo o da famiglia a famiglia. Non perdete l’occasione di prepararla e di innamorarvi del suo fantastico profumo e sapore!
La Sicilia è stata per me un luogo di grande fascino che ha sempre influenzato le mie ispirazioni culinarie! Strano, perché fino al 2016 non ero mai riuscito ad andare a visitarla, fino a che non sono stato ospite in maggio della LAV Catania per andare a premiare l’alberghiero di Messina, vincitore del Vegan Chef Contest 2016.
Ma in giugno nuovamente sono tornato, ospite dell’associazione VEG Sicilia, con la quale abbiamo tenuto un bellissimo corso della durata di un weekend sulle pendici dell’Etna, presso l’agriturismo Borgo Ciancio.
Queste sono state esperienze favolose che hanno ancor maggiormente affinato la mia sensibilità verso la cucina siciliana e mi hanno fatto apprezzare lo stile di vita e le persone che ho incontrato!
Ma come ho fatto fino a quel giorno ad essere così influenzato dalla cucina siciliana?
Mia madre andava spesso in Sicilia, a trovare amici e mi riportava usi gastronomici, che io, con l’immaginazione, andavo a ricreare… Insomma, non ci avevo visto così sbagliato 😉

Caponata di melanzane light e molte altre versioni

Ma tornando al tema del nostro discorrere, la caponata di melanzane ha davvero tante varianti, c’è chi la prepara con i peperoni (io per esempio non li uso), chi con i capperi, chi con le zucchine, chi ci mette le mandorle (io uso i pinoli), … insomma ogni paese e ogni famiglia ha la sua!
La mia prevede le melanzane fritte, ma mi chiederete sicuramente come prepararne una versione più “light”… eh lo so, friggere non sempre fa voglia e poi ingrassa 🙂
Allora vi consiglio di salare le melanzane, lasciarle scolare per 30 minuti, asciugarle e poi grigliarle per bene. Sostituite quindi le melanzane grigliate a quelle fritte per una caponatina light tutta sapore!

Una ricetta vegana, golosa, veloce: ecco come preparare un fragrante strudel salato!

Per chi non ci aveva ancora pensato, è proprio così, lo strudel non è solamente una ricetta dolce!
Utilizzando una pasta sfoglia vegana non zuccherata, potrete creare uno strudel salato vegan pieno di ingredienti favolosi! Nel nostro troverete alcuni degli ortaggi invernali che preferiamo: patate, crauti e cavolo nero.
Per preparare i crauti come li abbiamo fatti noi, seguite la ricetta dei sauerkraut!

Uno strudel salato di verdure, idea sfiziosa per tante occasioni

Fatto a fettine come antipasto, ideale per le feste in compagnia o pratico e gustoso spuntino fuori casa, uno strudel di verdure è una ricetta semplice che si presta a mille varianti! Si tratta a tutti gli effetti di un’alternativa alle torte salate vegetariane e vegane.
La nostra proposta con patate, crauti e cavolo nero è un’opzione davvero appetitosa, ricca di sapori decisi, caldi e ben assortiti, perfetta per la stagione fredda!

Come si prepara uno strudel di verdure davvero davvero buono?

Non esiste una ricetta perfetta: uno strudel salato si prepara abbinando gli ingredienti che preferiamo o che la stagione ci offre.
Tuttavia ci sono alcuni accorgimenti da seguire per un risultato ottimale:

  • non farcire lo strudel con verdure troppo acquose o bagneranno la pasta: se desiderate mettere dei pomodorini, per esempio, è meglio passarli prima in padella così da fare evaporare parte dell’umidità;
  • abbinate ingredienti di colore e consistenza diversa;
  • aggiungete a vostro gusto semi e frutta secca ammollata;
  • condite bene gli ingredienti prima della cottura in forno;
  • per ottenere una superficie dorata e croccante spennellate lo strudel con del latte di soia non zuccherata.

Se quest’idea vi è piaciuta provate anche il nostro erbazzone salato!

Come l’insalata russa sia entrata nella mia vita è una storia legata alla mia famiglia in slovenia.
Quando ero piccolo, usavamo celebrare la vigilia di Natale, tutti uniti, a casa dei miei nonni a Nova Gorica, e la nonna Fani preparava tra le varie portate anche l’insalata russa.
Ovviamente dalle verdurine alla maionese erano fatte da lei!
Questo però non toglie al fatto che un’insalata russa casalinga possa risultare ben pesante, o quanto meno stomachevole, per il suo colore molto, troppo “giallo” e il suo sentore palesemente da uova.
Nella ricetta che vi condivido oggi chiaramente vi darò la mia versione vegana, che i miei ospiti ritengono “davvero buonissima”!!!

Insalata russa o insalata francese?

Come chi mi segue sa, ho avuto il piacere di essere stato ospite in Russia ad avviare il ristorante vegano Gaya, di Rostov sul Don!
Esperienza incredibile, durante la quale ho potuto conoscere una cultura bellissima e assolutamente diversa dalla mia: forse sarebbe meglio dire, un mix di culture diverse, trovandomi in uno dei paesi più interculturali che esistano.
Ho così potuto rendermi conto di una cosa davvero interessante! L’insalata russa, viene proprio dalla Russia, dove oggi è uno degli antipasti più richiesti in due versioni: l’insalata Oliviér e l’insalata Vinaigrette.
Ecco che la disputa sui nomi comincia!
Ricollegandoci a mia nonna e alla Slovenia, dalle mie parti l’insalata russa (così chiamata in italia) viene chiamata Francoska Solata, ovvero “insalata francese”, cosa che non mi sono mai spiegato.
Mentre in Russia viene chiamata nelle sue due varianti, Oliviér e Viniagrette.
Ecco che un legame tra Russia e Francia si percepisce molto forte a partire tra questi nomi d’imputazione: il mondo slavo imputa l’origine di quest’insalata ai francesi, mentre noi italiani la nominiamo secondo chi maggiormente ne fa uso, ovvero i russi.
Infatti si dice che il noto cuoco Lucien Oliviér, belga di origine francese, avesse creato queste insalate nel prestigioso ristorante Hermitage di Mosca, negli anni tra il 1864 e il 1917.
L’insalata Oliviér è oggi quella che noi chiamiamo “Russa”, mentre la Vinaigrette è una versione con in aggiunta le rape rosse a dadini, il cavolo cappuccio, le prugne secche, le albicocche secche, noci o altri semi.
A Rostov ho potuto ricreare una Vinaigrette salat rivisitata in chiave vegan, abbinando il cotto al crudo.

Insalata russa con maionese vegana

Tornando a noi, la mia insalata russa si basa sulla maionese vegana, che altro non è che un’emulsione di olio in acqua, in cui una parte idrofila (gli oli) vengono dispersi in una parte idrofila (il latte di soia).
In questo caso il latte di soia si pone come perfetto sostituto dell’uovo per la presenza di lecitine al suo interno.
Le lecitine hanno l’importante ruolo di stabilizzanti di emulsione, e fanno si che la vostra maionese non smonti poco dopo averla montata.

Una delle cucine più speziate e affascinanti è sicuramente la cucina indiana, così poliedrica, così vivace e colorata.. ma soprattutto così vegetariana di natura.

E’ vero, vegetariana non significa vegana, dato che in India per cucinare si usa molto il ghee (o burro chiarificato), il latte e lo yogurt. Tuttavia, non è difficile sostituire i derivati del latte per ricreare piatti sensazionali come il baingan bartha, la deliziosa crema di melanzane indiana.

Il baingan bartha e altre ricette indiane, tutta la seduzione del cibo

Se avete avuto modo di visitare l’India o se più semplicemente avete cenato in un buon ristorante indiano della vostra città, avrete assaggiato piatti apparentemente molto semplici e concreti come Ricetta naan, il riso basmati con diversi tipi di curry di ceci, i deliziosi samosa o un confortante dhal di lenticchie.
Questi piatti potranno sembrare molto concreti e poco sofisticati, ma è proprio il loro aspetto diretto che inganna, perché una volta che le vostre mani spezzano il naan caldo, lo intingono in un cremoso e profumato baingan bartha e portano il boccone alle papille gustative, il palato s’innamora, sedotto da tanti inebrianti sapori.

Come affumicare le melanzane in casa

Il segreto della ricetta del baingan bartha è sicuramente l’affumicatura delle melanzane. La buona notizia che vi diamo è che anche a casa vostra potrete ricreare un’affumicatura più che soddisfacente senza affumicatore, utilizzando strumenti che sicuramente avete in casa, come una piastra o una griglia.
Se poi siete così fortunati da avere in casa un forno da pizza… beh, allora è lì che dovrete cuocere le vostre melanzane per ottenere un risultato superlativo!

Quando andiamo a fare qualche scampagnata con il nostro cane, adoriamo prepararci un buon picnic ricco di cose sane e colorate!
Questi muffin salati li prepariamo spesso perché sono semplici e veloci da realizzare.

Muffin salati senza uova

La caratteristica speciale di questa ricetta dei muffin salati è che sono senza uova e questo li rende ancora più leggeri ed invitanti!
Giocando sulla granulometria delle farine e unendone di diverso tipo, siamo riusciti a dare struttura ai nostri muffin senza l’utilizzo di derivati animali.

Muffin: la ricetta di base

La prima parte degli ingredienti costituisce la ricetta di base che potrete utilizzare per insaporire a vostro piacere i vostri muffin: potrete cambiare le fave in zucchine, il pomodoro secco in capperi e le noci in mandorle, oppure rendere i vostri muffin dolci.
A voi la scelta!