Via al nuovo Vegan Chef Contest con lo chef Martino Beria!

 VEGAN CHEF CONTEST: SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LAV PER GLI ISTITUTI ALBERGHIERI ED ENOGASTRONOMICI. UNA RICETTA VEGAN PER VINCERE UNA SESSIONE PRATICA, IN CLASSE, DI CUCINA 100% VEGETALE

 La LAV lancia in tutta Italia la seconda edizione del concorso Vegan Chef Contest, dedicato agli Istituti Alberghieri ed Enogastronomici.

 Ogni classe partecipante dovrà inviare, entro il 15 marzo 2017, una ricetta 100% vegetale corredata da foto della preparazione e del piatto completo. Quella giudicata migliore vincerà una sessione pratica di cucina con lo chef vegano Martino Beria di Vegano Gourmand, che si svolgerà nella scuola vincitrice.

Le classi che intendono partecipare a Vegan Chef Contest potranno farlo tramite un insegnante referente che invierà la mail di partecipazione con la ricetta e le foto del piatto e della sua preparazione all’indirizzo educazione@lav.it seguendo le modalità indicate nel bando.

 Il bando completo del concorso si può trovare sul sito di Piccole Impronte.

 La prima edizione, vinta dall’Istituto Alberghiero “Antonello” di Messina con la ricetta “Wild”, aveva registrato l’adesione di 24 tra istituti e scuole alberghiere ed enogastronomiche italiane, che hanno partecipato anche con più ricette e classi per ciascuna: una percentuale rilevante di tutti gli istituti alberghieri italiani. Dalla Sicilia alla Lombardia il primo Vegan Chef Contest ha coinvolto insegnanti e alunni di cucina con un alto livello di qualità, fornendo l’occasione di sviluppare percorsi didattici che hanno valorizzato la cucina vegetale, ma anche le tradizioni e i prodotti locali, il mix tra antico e moderno e la capacità di presentazione dei piatti.

 

 Martino Beria:

Lo chef Martino Beria è stato fondatore nel 2013 del portale di ricette e articoli “La cucina vegetariana.it”, ora Vegano Gourmand, con lo scopo di diffondere un tipo di cucina vegan facile e accessibile a tutti. Laureando in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’Università di Padova, lavora come chef vegano e consulente per aziende. Si occupa di formazione in ambito di cucina naturale e cruelty-free. Collabora con riviste, tiene show cooking e corsi in tutt’Italia, con lo scopo di divulgare una nuova gastronomia vegan fondata su solide basi culturali e scientifiche. E’ autore del libro Vegano Gourmand edito da Gribaudo – Feltrinelli.

Menù Vegan d’Autunno

L’Autunno, stagione colorata e nostalgica, ci porta una grande varietà di frutta e verdura che arricchisce la nostra alimentazione e riempie i nostri piatti di profumi e sapori eccezionali.
Proprio per questo, è cogliamo l’occasione di riunire alcune delle nostre migliori ricette vegan autunnali in questo menù con la speranza che vi possa essere utile a trarre ispirazione per la cucina di tutti i giorni, o perché no, per qualche occasione speciale!

Ricette vegane d’autunno per tutti i gusti

In questo menù troverete ricette al 100% vegetali per ogni portata: antipasti veloci, primi saporiti, secondi sostanziosi e fantastici dessert!
Ognuna di queste ricette può essere presa come spunto, una semplice linea guida per creare dei piatti vegani favolosi a seconda dei vostri gusti personali, o semplicemente da adattare a ciò che avete in frigo.

Autunno: frutta e verdura di stagione

Anche se l’autunno segna la fine dell’estate, periodo ricco di frutti della terra di ogni colore e profumo, anche l’autunno non è da meno!
Basta pensare a tutti i tipi di cavoli, insalate, radicchi, rape, per non parlare di finocchi, zucche, patate di ogni tipo, funghi, ecc…
Tra la frutta non dobbiamo dimenticare i fantastici melograni, le pere e le mele, l’uva, le castagne, i cachi e tanto tanto altro!
Con questi ingredienti i può veramente liberare la propria creatività e inventare tantissimi piatti!

Le ricette del menù d’autunno

Antipasti

Insalatina di carote grigliate e fichi

Farro con zucca alla curcuma e menta

Puntarelle alla romana

Primi

Zuppa di zucca e funghi con grano saraceno e fagioli

Pasta con cicoria su fonduta di ceci

Ribollita toscana

Secondi

Hamburger di ceci e zucca affumicato

Vegan Goulash

Tofu impanato alla quinoa

Dolci

Semifreddo speziato alla chia

Muffin alla zucca

Castagnaccio

Recensione Cucinare secondo natura

Cucinare secondo natura – recensione

Cucinare secondo natura, un libro di cucina vegana che raccoglie la passione per il buon cibo preparato e raccontato da quattro generazioni diverse ma unite. Le 140 ricette di questo volume rivelano la cura e l’amore che si hanno solo quando dietro al voler cucinare bene c’è il voler bene alle persone per le quali si cucina.

“140 ricette e menù 100% veg”

Nei piatti di Cucinare secondo natura ritroviamo sapori semplici e ricette comfort, per tutti coloro che come noi quando si siedono a tavola, desiderano sentirsi a casa sempre, abbracciati dai profumi e coccolati dal sapore vero del cibo.
Le incantevoli foto delle tavolate imbandite ci fanno entrare in contatto con una cucina allegra e accogliente, l’ingrediente segreto di ogni memorabile pasto consumato con la propria famiglia.

Una famiglia secondo natura

Le ricette tutte vegetali di questo libro sono il risultato dell’intreccio dei gusti e delle passioni culinarie di Antonietta, Catia e Lorenzo e della loro numerosa famiglia che ha fatto della cucina naturale una vera e propria missione.
Il loro percorso verso una vita più naturale, etica e rispettosa dell’ambiente continua sul blog http://www.cucinaresecondonatura.it/

Titolo: Cucinare secondo natura
Autori: Lorenzo Locatelli, Catia Trevisani, Antonietta Rinaldi
Editore: Enea Edizioni
Prezzo: €24,00

10 ricette con la zucca

10 ricette con la zucca

Finalmente arriva l’autunno, colori meravigliosi lungo i viali alberati e i primi freddi che si fanno sentire e ci fanno venire voglia di coccole e di un camino acceso! A dire la verità, questa stagione ci fa ingolosire un sacco e per questo abbiamo pensato di rendere onore all’ingrediente più autunnale di tutti, la zucca! Zucche di tutti i tipi, dalla sinuosa zucca violina, alla gigante zucca di Halloween da intagliare e accendere come una lanterna la notte di Ognissanti. Simpatica, dolce e cremosa, la zucca riempie la casa di un arancione gioioso e si presta a mille deliziose preparazioni, dolci o salate.
Ecco le 10 ricette con la zucca che dovete assolutamente provare!

1) Zuppa di zucca e carote thai

2) Vellutata di zucca violina

3) Crocchette di okara e zucca

4) Zucca al forno speziata

5) Muffin alla zucca

6) Polpette speziate di lenticchie e zucca

7) Crema di zucca e finferli

8) Farro con zucca alla curcuma e menta

9) Risotto alla zucca e amaretti

10) Come intagliare la zucca di Halloween

Ora rimane a voi decidere quale provare! Commentate scrivendoci la vostra opinione!

recensione di sweet kabocha

Sweet Kabocha – Recensione

Oggi parliamo di un libro di ricette vegan che sicuramente spicca tra gli altri per il filo conduttore che lega questi piatti, ovvero il loro contenitore, la ciotola. Vi parliamo di Sweet Kabocha – la mia cucina naturale in 100 ciotole vegan, scritto e fotografato dalla food blogger e nutrizionista Valentina Goltara ed edito da Eifis.

La storia dietro il libro

Valentina Goltara è italiana ma per amore si è trasferita negli Stati Uniti. Come molte food blogger, racconta la sua storia attraverso le proprie ricette, un percorso di vita fatto di alti e bassi con il cibo, un rapporto non sempre sereno che però ha un lieto fine: l’incontro armonico di gusto e benessere fisico.
Valentina ama le ciotole, come abbracciano il cibo e lo tengono caldo, come le consentono di non sentirsi sola quando a pranzo non c’è nessuno con cui condividere il pasto, e invece di mangiare a tavola, può accoccolarsi sul divano o andare al parco e mangiare godendosi una bella giornata di sole.
E cosa significa sweet kabocha? Oltre ad essere il nome del suo blog, è anche il nome di una zucca, l’ingrediente preferito di Valentina, quello che non manca mai nella sua cucina.

100 ricette vegan tutte da provare

Un libro di ricette variopinto e spigliato che non esclude nessuna portata od occasione, perché in una ciotola non ci stanno solo zuppe e vellutate, ma dolci colazioni, polpette, snack, sformati, cous cous e granole. Suddiviso in colazione, pranzo, cena e snack, Sweet Kabocha raccoglie il meglio della cucina sana e frizzante di Valentina, rigorosamente senza derivati animali.

Più che un libro di cucina vegana

Potremmo definire Sweet Kabocha un libro di cucina stuzzicante e allegro: accoglie il lettore con ricette semplici e deliziose, adatte anche a chi è alle prime armi, e lo guida attraverso un’attenta descrizione nutrizionale degli alimenti di origine vegetale e delle loro proprietà. Molto utili e chiare le schede per creare la propria ciotola per ogni occasione.

Buona lettura e… tirate fuori le vostre ciotole, si mangia!

Titolo: Sweet Kabocha
Autore: Valentina Goltara
Editore: Eifis
Prezzo: €28,50

Veni, vidi, vegani. La dieta mediterranea e l’Europa

La dieta mediterranea è ispirata ai regimi alimentari dei paesi affacciati su quel mare e parla di una frontiera interna al mondo europeo, di cui siamo generalmente consapevoli ma di cui ignoriamo altrettanto generalmente la storia.

Il nord Europa,  almeno nel nostro immaginario collettivo, basa la sua alimentazione su prodotti di origine animale. Carne, formaggi, burro conducono la nostra mente generalmente lontano dal bacino del mediterraneo. Si pensi ai wurstel tedeschi, alla colazione uova e pancetta all’inglese, ai biscotti al burro danesi. Ci si aggiunga pure un po di pesce: anguille, aringhe, salmone… Stereotipi appunto, ma è inutile negare che la tradizione di pane, vino e olio e di tutti i prodotti di vocazione agricola, sia concentrata nel sud del nostro continente. Si tratta di una differenza dovuta certo a diversità climatiche. Ma c’è anche un modo diverso di raccontare queste linee, seguendo non solo i fatti e i destini naturali, ma anche i casi della storia.

La differenza di cui parliamo è infatti l’erede di un tempo in cui l’Europa non esisteva. La frontiera che separa oggi l’Africa dalle nostre coste non era allora realmente un confine o meglio: lo era molto meno di quanto non lo fossero al nord le Alpi e il Reno. Quella che oggi è una cultura che si percepisce come comune, l’Europa, è in verità il prodotto di un lento cambiamento seguito al crollo del più grande impero della storia occidentale: l’impero romano. L’Europa è un prodotto artificiale, una sintesi tra la cultura greco-romana mediterranea e quel brulichio di genti che tendiamo a chiamare, per semplificarci la vita, con un unico nome: i popoli germanici. Un gruppo di popoli nomadi, pastori e cacciatori per i quali l’agricoltura è un optional: e che porta in Europa il culto del derivato animale.

Non che la civiltà greca e romana non conoscesse il burro o la carne e, men che meno, il pesce. Ma ciò che distingueva la civiltà classica dai barbari era la base vegetale non solo dell’alimentazione, ma della simbologia culturale nel suo complesso; perché l’agricoltura costituiva il segno tangibile del potere dell’uomo sulla natura e dell’uscita dallo stato ferino. Per questo, nei poemi omerici, “mangiatore di pane” è sinonimo di “uomo”.

Questa unità mediterranea si era spezzata proprio con l’arrivo dei popoli germanici. E la separazione si era approfondita nel momento in cui gli arabi avevano conquistato l’Africa affacciandosi sulle coste dell’Europa. Alla fine, con la definitiva cacciata dei musulmani dal nostro continente e il loro stanziamento in Africa, la divisione era completa e si veniva consolidando lo spazio culturale europeo.

In questo nuovo spazio, cementato dal cristianesimo e di cui noi siamo i diretti eredi, la gastronomia ha tuttavia continuato e continua a parlare anche un’altra lingua, più arcaica, che identifica pur sempre quell’antica regione che le varie invasioni hanno piegato ma non spezzato. È la lingua di una dieta mediterranea che non è solo uno slogan di moda, ma racconta di un passato che si rigenera e si rinnova ogni giorno tra il fuoco delle nostre cucine. Una lingua che rimane un’ottima chiave di lettura delle differenze che nonostante tutto separano l’Europa del mare nostrum da quella d’oltralpe; e la uniscono a un’Africa che non è poi tanto lontana.

Non si fraintenda. La sintesi europea ha fatto sì che il pane, il vino e l’olio si diffondessero in tutto il continente, grazie anche a una religione comune. Quei cibi sono infatti entrati da subito nella simbologia del rituale cristiano, formalizzato non a caso sotto la protezione degli ultimi imperatori romani. Ed è proprio attraverso la religione che, anche nell’alimentazione, l’asperità delle differenze si è stemperata. La frontiera è diventata insomma una questione interna, che racconta pur sempre la nostra appartenenza a quel luogo culturale comune che si chiama Europa… Ma anche no!

Scopri le nostre 5 ricette di primi vegani estivi

5 ricette di primi vegani estivi

Quando l’estate si fa sentire, abbiamo più voglia di qualcosa di fresco e leggero.
Ecco che la cucina vegana è perfetta per soddisfare questa voglia di freschezza e basteranno pochi buoni ingredienti ben abbinati per dare vita a dei primi vegani estivi, freschi e veloci!

Primi vegani estivi: la nostra top 5

Tra le nostre ricette di primi vegani abbiamo scelto ricette facili e veloci, con le verdure di stagione e qualche piccola accortezza per far uscire le vostre creazioni più saporite e creative!
Ma quali sono i principi base che usiamo per creare le nostre ricette? Usare la fantasia e dei fondamentali storici e scientifici, ci aiuta ad abbinare gli ingredienti in modo non scontato e pur sempre gustoso, senza tralasciare l’aspetto nutrizionale.
Ma vediamo le ricette!

1. Carbonara Vegana


Al primo posto un must per noi di Vegano Gourmand! Questa ricetta, studiata dallo chef Martino Beria lascia stupiti tutti! Quando ne parliamo agli onnivori, le reazioni sono delle più varie, ma quando poi si assaggia la nostra carbonara vegana si rimane solamente stupiti dalla sua bontà e semplicità! Oltretutto è nutrizionalmente completa 🙂

2. Pasta al forno veg


Tra i nostri primi vegani estivi preferiti la pasta al forno non può mancare! Maccheroni o penne rigate non fa differenza: un po’ di buon pomodoro, qualche melanzana, e il gioco è fatto!

3. Nasi Goreng


Quando abbiamo voglia di un primo piccante e saporito questo fa proprio al caso nostro! Tutte le spezie indonesiane in questo nasi goreng si fanno sentire assieme a qualche verdura saltata! A noi piace tanto abbinarlo agli spiedini di soia!

4. Pasta con crema di zucchine e pomodorini caramellati


Una pasta cremosissima per questo primo da favola! La semplicità del sugo unita all’arroganza del pomodoro caramellato rendono il giusto contrasto per una sensazione unica!

5. CusCus estivo


E per finire in bellezza un ottimo cuscus con tanti ingredienti freschi e saporiti come i nostri limoni sotto sale e tanta menta!

cosa mangiano i vegani

Cosa mangiano i vegani?

Che cosa mangiano i vegani? Ecco quello che si chiede, in preda a un black out improvviso, chi si trova ad invitare a cena un animale vegano. L’alimentazione vegana e la quadratura del cerchio sembrano essere due probelmi ugualmente insolubili e tutto il bagaglio di ricette vegane e vegetariane disponibili nella nostra tradizione gastronomica sembra ad un tratto scomparso.

Ecco allora qualche indicazione su cosa mangiano i vegani

1) Pasta.
Cosa mangiano i vegani? La cosa più semplice: la pasta al pomodoro. Ma può andare bene anche un’aglio olio peperoncino, pomodoro e olive, o una bella pasta e fagioli vegan… Basta che non sia (mi raccomando!) pasta all’uovo! Preferibilmente utilizzerete pasta integrale, buona per tutti ma indispensabile soprattutto nella dieta vegana. Se volete cimentarvi in qualcosa di più complesso potete provare la nostra versione della carbonara vegan o della pasta al ragù di seitan e zucchine.

2) Risotti.
Nel vostro memorandum su cosa mangiano i vegani potrete trascrivere pari pari tutte le ricette dei risotti più gustosi che avete preparato fino ad oggi, aggiungendo magari qualche versione aggiornata:  risotto alla zucca vegan, risotto al radicchio vegan, risotto vegan zucchine e limone, risotto allo zafferano e mele. La lista delle possibilità è infinita. Abbiate solo cura di non riportare, dal vostro vecchio ricettario, i rari casi in cui avete esagerato con un po di pancetta (o simili) e i classici risotti di pesce. Ah, mi raccomando, non mantecate con burro e non servite col grana. Avrete un piatto più buono, più leggere e, soprattutto, vegano.

3) Zuppe.
Fonte di nutrimento ma anche di calore in tutti i sensi: fisico e spirituale. Non c’è niente di più confortante di una zuppa, soprattutto di sera e con un tempo da lupi. Dentro a quella meraviglia tecnologica che è il pentolone la vostra fantasia può sbizzarrirsi nelle stregonerie più varie. Zuppa di amaranto e avena, vellutata di zucca violina, ribollita toscana e chi più ne ha più ne metta. Occhio però a non fare incantesimi strani al vostro commensale (a meno che non sia proprio questo il vostro scopo).

3) Piatti tradizionali rivisitati
Far rientrare alcuni piatti tradizionali nella categoria “cosa mangiano i vegani” è facile. Basta qualche accorgimento. Se poi allargate il cerchio dei piatti tradizionali ad altre tradizioni, il panorama comincia a diventare più ampio e suggestivo: una frittata vegana di carciofi, le crespelle ai funghi vegan, le internazionali lasagne alla bolognese vegan o le più estive lasagne crudiste, la già menzionata carbonara ma anche, all’orizzonte, ravioli cinesi e gnocchi cinesi di riso, hummus di ceci, un classico curry vegano ai ceci dal sapore indiano e il veggie sushi: tradizione per eccellenza.

4) Insalate.
Un’insalata è come una zuppa: serve un po’ di fantasia. A differenza della zuppa, la preparazione dell’insalata non richiede però le tenebre della notte e il segreto del pentolone. L’insalata vuole l’aria aperta: la sua è una ricetta pubblica. Per questo un giretto al mercato è proprio quello che ci vuole: per mettervi nel mood adatto e per stimolare la creatività curiosando in mezzo ai banchetti. Tutto, o quasi, ciò che vedete attorno a voi è una soluzione al vostro quesito su cosa mangiano i vegani. Suggerimenti? provate le nostre: insalata di quinoa, insalata autunnale, insalata di fagioli pomodori e mais alla messicana e tante altre.

5) Tofu, Seitan, Tempeh.
Quando chiedevate che cosa mangiano i vegani dovevate certo aspettarvi anche questo: tofu, seitan, tempeh. Non tremate. Non gettate la spugna proprio ora. Questi alimenti non provengono dallo spazio né sono stregonerie futuristiche da nouvelle cuisine. Sono al contrario cibi che appartengono a tradizioni millenarie che li amano e li apprezzano da secoli. Per comprenderli dovete pensarli come materie prime da forgiare, come tele bianche su cui dipingere… Più facile a farsi che a dirsi. Il consiglio è di familiarizzare con qualche ricetta: un tofu con alghe, delle scaloppine di seitan al limone, o un tempeh con verdure sono un buon punto di partenza. Solo in acqua si impara a nuotare. Tuffatevi e vedrete che in poco tempo potrete esprimervi più liberamente con questi cibi che restano fondamentali nella dieta vegana.

6) Dolci
Dulcis in fundo: Ecco il problema! Che dulcis ci mettiamo in fundo al menù vegano? Che cosa mangiano i vegani a fine pasto? Nettare e ambrosia? Non proprio. Qui l’arte delle sostituzioni sarà fondamentale e, non ve lo nascondo, conviene proprio affidarsi, anima e corpo, a una ricetta. Limitate all’osso la fantasia: le dosi, i tempi e persino i movimenti sono da seguire minuziosamente. La preparazione di un dolce è un esercizio di eleganza. E se il ballo riesce avrete il vostro gran finale: vegamisù, torta di mele vegan, chiacchiere, crostata vegana con marmellata di fragole, gelato vegano con banana e cocco, biscotti vegani alle mandorle e marmellata… per finire con un buon caffé. Quello è permesso a tutti.

Ancora qualche dubbio su cosa mangiano i vegani?

Beh sperimentate! Testatevi con le nostre numerose e gustose ricette, comprate qualche rivista di cucina vegana, andate a cena da un vegano che ha anche la fama di essere un vero goloso… E se pensate ancora che non sia possibile essere vegani e golosi allo stesso tempo, beh… Provare per credere!

Infine ricordate: qualsiasi cosa mangiano i vegani potete mangiarla anche voi! Il menu vegano è ricco, gustoso ed è per tutti!

 

L’essiccazione in cucina – Recensione

Lo so. Molti di voi non hanno ancora un essiccatore in casa. Ma se qualcuno sta pensando di comprarne uno, consiglio vivamente di prendere anche questo ricettario: “L’essiccazione in cucina” edito da Silvana Editoriale e curato da Sara De Paoli. Anzi, consiglio di prendere il ricettario prima ancora di comprare un essiccatore. Perché? Beh, perché si tratta di una guida completa al mondo dell’essiccazione, dall’acquisto del prodotto fino alla realizzazione di ricette complete.

L’essiccazione in cucina, una vera e propria guida

Che differenza c’è, per esempio, tra essiccatori verticali e orizzontali? Quale dei due lavora meglio? Il libro lo spiega e, certamente, si tratta di una cosa che volete sapere prima di comprare un essiccatore! Perché poi comprare un essiccatore? Certo si può ottenere un risultato simile col sole o utilizzando il forno, ma l’essiccatore ha degli indubbi vantaggi che “L’essiccazione in cucina” mostra attraverso un confronto interessante tra i vari metodi di essiccazione.

Non è tutto. Non ogni alimento reagisce allo stesso modo. I tempi per ottenere un risultato ottimale differiscono a secondo dell’acqua contenuta nel prodotto da trattare, dello spessore del taglio, della umidità dell’ambiente e della temperatura a cui si fa lavorare la macchina. Troppe varianti? Forse. Ma anche qui il libro ci viene in aiuto con le tabelle di essiccazione: una nutrita lista di alimenti con indicazioni su dimensione della fetta, tempo di essiccazione e temperatura della macchina da impostare per ottenere un risultato perfetto.

Le ricette del libro

Il libro è diviso in ricette di base, antipasti, primi piatti, secondi piatti, spezzafame (le più comunemente chiamate merendine), dolci e ricette degli chef (ovvero i piatti d’autore). Molte sono le ricette vegan (40 su 66) e alcune anche molto interessanti. Negli antimpasti troviamo piatti vegani come i “funghi ripieni”  le “chips di zucchine”. Per i primi il vegano deve accontentarsi della “zuppa di cipolle” ma nei secondi si riscatta con falafel e tacos e tra gli spezzafame la dieta vegana la fa da pardone (“lecca lecca alla frutta”, “girelle cachi e cioccolato”, barrette, muesli e molto altro). Anche tra i dolci c’è una buona scelta, dai cioccolatini alla torta di mele; mentre “gli chef” lasciano un po’ a desiderare: per l’affamato vegano ci sono soltanto la “pasta soffiata” e la “cialda di mais e peperoni”, comunque da provare.

La parte più importante del libro è quella che riguarda le ricette di base, quasi tutte vegane. L’arte dell’essiccazione infatti permette soprattutto di ottenere fantastiche preparazioni di base: scopriamo come fare in casa il dado, il soffritto disidratato, i funghi. Semplice e efficace anche il sale aromatizzato al limone. E poi tisane di tutti i tipi: il libro ne propone una, la “tisana di fiori e frutti”, ma sperimentando diverse miscele è facile inventarne infinite.

Uno strumento molto utile, gli indici!

Utili infine gli indici. Oltre al classico indice del libro troverete anche l’indice per ordine alfabetico. In questo indice ogni ricetta è seguita da bollini che mostrano con chiarezza se un piatto o una preparazione sono vegan, senza lattosio, senza glutine o crudiste. Ovviamente ogni ricetta può essere una, due, tre o tutte queste cose assieme (come nel caso delle “polpette ai funghi e curry in foglia di bieta”) o anche nessuna (come “i gamberi in crema di mozzarella alle tre farine”). I bollini sono poi utilmente riportati nelle ricette stesse all’interno del libro.

Insomma, “l’essiccazione in cucina” non è certamente un libro per soli vegani ma si indirizza utilmente anche a loro. Ed è un testo piccolo, maneggevole, davvero utile e che centra in pieno il suo obbiettivo: far entrare il lettore nell’affascinante regno dell’essiccazione lanciando in un turbine di passione il felice possessore di una di queste meraviglie della tecnologia e nella disperata ricerca di un essiccatore dal perfetto rapporto qualità/prezzo il troglodita che ancora non ne possiede uno… Me per esempio!

L’essiccazione in cucina
AA VV
Silvana Edioriale
Euro 16.00