Simone Giampaolo racconta Espero? (Hope?)

Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Simone Giampaolo, un ragazzo o di grande talento e sconfinata immaginazione che quest’estate assieme a due colleghi dell’università (Yifan Hu e Henrik Linnes) ha portato a termine un corto d’animazione chiamato Espero? (Hope?) dal messaggio molto importante: la sorte del nostro pianeta.

Simone Giampaolo, di origini italiane ma nato in Svizzera, ha concluso i suoi studi universitari presso la Bournemouth University (Regno Unito) presentando come lavoro finale Espero? (Hope?) un corto d’animazione variopinto e coinvolgente che parla a grandi e piccoli di un tema tanto attuale quanto fondamentale per il nostro futuro, ovvero la salvaguardia del pianeta terra.

Ecco Espero? (Hope?) e il sito di Simone Giampaolo

LCV: Come mai hai scelto questo tema per il tuo corto?

SG: L’anno scorso ho realizzato un corto incentrato sul razzismo e mi sono reso conto di quanto oggigiorno l’animazione sia uno dei mezzi più potenti per trasmettere un messaggio in maniera efficace e concisa. Se andiamo a vedere in TV la maggior parte delle pubblicità contengono un’animazione. Dopo questo corto, mi sono reso conto della risposta delle persone, soprattutto su internet, e quindi ho deciso di trattare un altro tema che mi stava a cuore, quello dell’ambiente. Prima di trasferirmi in Inghilterra, per pagarmi gli studi, ho lavorato per sei mesi per greenpeace come dialogatore. Purtroppo, trattando il tema dell’ambiente si rischia sempre di ricadere nell’ovvio o risultare arroganti nel giudicare l’essere umano e io non volevo questo per il mio corto. La mia storia cerca di sensibilizzare lo spettatore in maniera non invadente e si rivolge a un pubblico sia di adulti sia di bambini.

LCV: A chi ti sei ispirato per la creazione dei personaggi?

SG: I personaggi di Espero? (Hope?) sono volutamente molto naive e colorati. Per creare il personaggio dell’uomo mi sono ispirato al simpaticissimo bradipo dell’Era Glaciale, volevo che avesse quelle sue forme e movenze un po’ goffe e impacciate.

LCV: Chi ha realizzato la colonna sonora?

SG: È stato Roberto Arroba Piedra, un amico venezuelano, che fa il sound designer. Abbiamo lavorato insieme per quasi due mesi, per finire il tutto, lui mi inviava il materiale e io lo testavo in modo da capire se poteva andare bene o no per il corto. Alla fine abbiamo deciso di concludere con un tocco particolare: fare sì che i personaggi parlassero esperanto!

LCV: Come mai questa scelta linguistica?

SG: Diciamo che la mia scelta non è stata ben accolta dai miei professori. Trovo che l’inglese sia un mezzo estremamente efficace di comunicazione a livello globale, ma l’idea che il pianeta terra parlasse inglese non mi piaceva. La prima idea era quella di usare il latino, ma poi dopo un po’ di ricerche, ho pensato all’esperanto che era nato proprio per far dialogare i popoli in maniera pacifica aldilà di questioni nazionali o di confini. È stata un’impresa farlo doppiare, perché ho dovuto contattare una professoressa di esperanto della Bulgaria, che purtroppo non parla inglese, quindi tutte le comunicazioni sono avvenute in tedesco e poi ritradotte in inglese per i sottotitoli. È stata dura ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

LCV: Quali sono i tuoi progetti futuri?

SG: Dopo la laurea, voglio dedicarmi un po’ a me stesso, viaggiare prima di iniziare un nuovo progetto in Polonia. Ho in programma di andare in Sudafrica a lavorare come volontario, poi mi rimetterò a lavorare su un nuovo corto!

Non c’è dubbio che Simone abbia fatto un ottimo lavoro! Noi ci auguriamo che Espero susciti in chi lo guarda lo stesso entusiasmo e la stessa riflessione che abbiamo provato noi e che sia d’esempio e ispirazione per tanti altri artisti. La questione ambientale è un tema molto serio e di grande attualità che tocca tutti noi, soprattutto le future generazioni, ed Espero racconta la storia della nostra madre terra con il piglio ironico e autocritico dell’adulto, senza tralasciare il linguaggio semplice e universalmente comprensibile dei bambini.

Noi auguriamo il meglio a Simone e vi consigliamo di guardare anche gli altri suoi lavori:
Poseidon
White+Black=Red

Buona visione!

Seguici su facebook, twitter, pinterest

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *