Proviamo ad essere più freegan!

Per chi non lo sapesse, freegan è una parola composta da free (libero, ma anche gratuito) e vegan (filosofia di vita che rifiuta ogni forma di sfruttamento degli animali, che sia per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo). Creato da Alan Weissman, questo termine identifica un movimento, un modo di condurre la vita evitando di partecipare all’economia convenzionale e riducendo al minimo il consumo delle risorse. La condotta freegan è improntata sulla vita comunitaria, la generosità, l’impegno sociale, la libertà, la cooperazione e la condivisione, tutti concetti che sembrano non adattarsi alla nostra società materialista, competitiva e standardizzata.

I freegan portano al massimo livello possibile il rispetto per la natura; infatti, convinti che la loro avversione e lotta contro solo alcune corporations non avesse nessun risultato soddisfacente e che comunque non fosse sufficiente, si sono schierati contro l’intero sistema economico. Boicottano le regole del sistema economico che spinto dalla sola idea del profitto ignora qualsiasi considerazione etica e anzi danneggia il nostro ambiente. Quindi, i freegan fanno a meno dell’attività tipica del mondo del consumismo: l’acquisto. Evitano, per quanto possibile, di comprare ciò che serve loro per vivere. Aggiustano quello che trovano e scambiano in modo gratuito, raccolgono tutto ciò che di commestibile cresce nei parchi, coltivano orti. Poi praticano il dumpster diving ossia recuperano dai rifiuti tutto ciò che è ancora utilizzabile, tutto ciò che il mondo consumista elimina. Nei rifiuti si trovano enormi quantità di cibo ancora confezionato, cestinato solo perché prossimo alla data di scadenza o ammaccato. I freegan recuperano quello che la società del consumo e dello spreco ritiene scarto. Il dumpster diving sarà un po’ estrema come pratica, ma diminuire la nostra dose di consumismo non farebbe male a nessuno.

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