La partita carnivori contro vegetariani è ormai pane quotidiano e il dibattito teso a dare un senso a queste scelte alimentari si fa sempre più acceso. Un recente studio della Lancaster University mette in luce le risposte più comuni date dai carnivori per giustificare il proprio comportamento “non etico”. Il team di studiosi ha identificato 4 tesi particolarmente ricorrenti e le ha sintetizzate nella “regola della 4N”. Consumare carne sarebbe giusto, per la maggioranza dei soggetti, in quanto Natural, Necessary, Normal e Nice. Cosa significano queste quattro risposte? E che valore hanno in ultima analisi? Prendiamole in esame.

Natural (Naturale). Questa tesi dice che l’uomo è carnivoro per natura, e che per questo motivo è moralmente giustificato nutrirsi di carne. L’idea perde tuttavia forza una volta chiarito che ciò che è naturale non coincide con ciò che è giusto. Si pensa troppo spesso alla natura come la fonte indiscussa di ogni morale… Sbagliando. L’uomo infatti da sempre agisce per controllare e contrastare la natura laddove questa non gli faccia comodo; e non lo fa sempre in modo eticamente problematico. Vestirsi, costruire abitazioni, riscaldarsi, curare le malattie, sono tutte cose “contro natura”. Ma nessuno, credo, si sognerebbe di sostenere che si tratti di azioni riprovevoli dal punto di vista etico. Per giustificare il valore morale di una scelta è dunque inutile dire che è così per natura. Sarebbe un po’ come dire che è giusto perché “me l’ha detto la mamma”; e non a caso parliamo di madre natura. La vocazione dell’uomo è però quella alla responsabilità e alla libertà di scegliere anche “contro natura”, laddove lo ritenga giusto.

Necessary (Necessario). Questa tesi sostiene che senza carne non avremmo di che vivere, perché fornisce nutrimenti necessari altrimenti non disponibili. Qui la questione è controversa e la comunità scientifica appare divisa su come stiano le cose. Per questo motivo mi sembra lecito dubitare che il campione preso in esame dal gruppo della Lancaster University sia particolarmente informato, o che conosca uno studio che dà la parola definitiva sulla questione. Tutto ciò che i soggetti fanno è risolvere un problema scientifico a caso, o meglio: a tutto vantaggio delle loro abitudini. Buona idea per mettersi a posto la coscienza, ma nient’altro.

Normal (Normale). L’appello alla normalità è un appello alla tradizione, al fatto di essere cresciuti mangiando carne. Questo però, va da sé, non significa molto. Può essere che uno dica di non essersi mai posto la questione perché è da sempre stata data per scontata dalla tradizione. Bene, questo ha senso. Ma allora non sarebbe forse il momento di farsi qualche domanda? Certo la storia insegna che non è facile andare contro la maggioranza, però la difficoltà non dovrebbe essere un motivo per desistere. Un po’ di coraggio, dai…

Nice (Buona). Si tratta dell’appello all’importanza del gusto e del buon vivere. La questione di fondo è se il mio piacere giustifichi l’uccisione di un essere vivente. E’ un problema di scala di valori. Il carnivoro dovrebbe ammettere che è disposto a uccidere per il suo piacere, ma non tutti sono inclini a vedere la cosa in questi termini. Non a caso quanto viene usato l’argomento del gusto si fa subito riferimento al corollario della debolezza della carne, al “non riesco a farne a meno”. Ecco uno di quei casi in cui la nostra debolezza ci fa comodo: ci permette, ancora una volta, di appellarci all’incapacità di intendere e di volere.

5 commenti
  1. besmira
    besmira dice:

    C’è un velo moralista in questo articolo e sorge spontaneo chiedere il perché oggigiorno il cibo è diventato una questione ideologica? La nostra storia evolutiva ci ha resi onnivori, e questo non può cambiare. Le ragioni etiche e morali che stanno dietro a una scelta vegetariana sono rispettabilissime, ma dal punto di vista della salute non c’è motivo di rinunciare ai prodotti di origine animale.Nessuno studio dimostra che la carne di per sé fa male, se consideriamo che questo alimento è fonte importante di nutrienti come proteine, ferro, zinco, vitamine del gruppo B e vitamina A e altri acidi grassi. Ciò che si ritiene dannoso è il consumo eccessivo di carni rosse e specialmente di insaccati che sappiamo hanno un alto contenuto di sale e in più sono più grassi. C’è da dire anche che con le dovute attenzioni la dieta vegetariana è perfettamente sostenibile per l’organismo. Quello che è importante è che includa per lo meno il latte e le uova e che sia varia, che preveda grandi quantità di legumi, soia, tantissime verdure e cereali integrali. Ahimè esistono svariati motivi validi per diventare vegetariani, il non sfruttare altri esseri viventi, non voler incidere troppo sulle risorse del pianeta e molti altri ancora.La preoccupazione per la propria salute non è però uno di questi.Oggi due decessi su tre sono dovuti a infarti, tumori, diabete ed altre patologie che hanno una relazione stretta con l’alimentazione.Mi chiedo se per invertire la rotta è davvero necessario eliminare dalla dieta i prodotti di origine animale? ! Svariati studi fatti al riguardo non hanno ancora del tutto chiarito il quanto. Degli studi statunitensi mostrano che i vegetariani stanno complessivamente meglio rispetto agli onnivori, hanno un cuore più sano, il rischio di ammalarsi di diabete e di alcuni tumori è ridotto però il dubbio che questo studio non risulti veritiero sorge e questo in quanto sappiamo che lì gli onnivori mangiano malissimo, il confronto andrebbe fatto con chi segue una dieta onnivora ma salutare….Entrata nel 2010 nel patrimonio culturale immateriale dell’Unesco,la dieta mediterranea è il “gold standard” per numerosi nutrizionisti.. Se carnivori o vegetariani??…Può davvero la scienza aiutarci a capire chi ha ragione e chi no!!!??…. “Non puoi insegnare niente a un uomo, puoi solo aiutarlo a capirlo in sé stesso…Galileo Galilei”

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    • Davide Schimd
      Davide Schimd dice:

      Ciao Besmira!
      La questione dell’articolo non è se sia necessario rinunciare agli alimenti di origine animale, ma se sia necessario non rinunciarvi. E’ una sfumatura che mi sembra che tu trascuri: non ho scritto che c’è uno studio che dimostra che la carne fa male (non in questo articolo almeno :)). Tu stessa tra l’altro sostieni che la dieta vegetariana è “perfettamente sostenibile per l’organismo”, e cioè che non è necessario nutrirsi di carne per sopravvivere (il che è esattamente la mia confutazione del punto Necessary). Per quanto riguarda gli studi sugli statunitensi, sono d’accordo: occorre un confronto tra una dieta vegetariana e una dieta altrettanto salutare, non una ad hamburger e hamburger. Per quanto riguarda il velo di moralismo mi dispiace: cerco sempre di mantenermi sul piano dell’analisi e l’intento dell’articolo è dimostrare che quelle 4 specifiche tesi sono teoreticamente (non già eticamente) infondate. In ogni caso il moralismo non è un difetto grave quanto la tendenziosità. E non ho capito se secondo te l’articolo soffre anche di questa deficienza. La questione ideologica è comunque molto complessa: il cibo è sempre stato veicolo di ideologia. Attorno al cibo si addensano lavoro, guerra, sfruttamento, potere e tutte quelle cose che mettono in movimento la storia. La questione vegetariana è solo una delle tante questioni che l’alimentazione pone non solo, e forse non in primis, nei termini di benessere individuale.
      Ti ringrazio per il bel commento e spero di aver chiarito meglio il mio punto di vista senza (troppi) moralismi 😉
      A presto

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  2. Easy Vegan Blog
    Easy Vegan Blog dice:

    Molti onnivori ovviamente difendono la loro scelta con queste motivazioni ma non pensano mai ai lati positivi del non mangiare carne e solo chi ha una mente aperta si mette nei panni degli altri. Nessuno pensa a quanta energia in più ci si possa sentire se si segue una dieta veg. Non tutti i vegani sono per forza degli attivisti che cercano di convincerti, magari semplicemente ti vogliono portare la loro testimonianza 🙂

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    • Davide Schimd
      Davide Schimd dice:

      Grazie del commento!
      Sono d’accordo con quello che hai scritto. Ci sono moltissimi lati positivi nell’alimentazione veg e la testimonianza è forse la forma più lucida di comunicazione. Il compito non è fare la guerra a chi non la pensa come noi, nel modo più assoluto. Occorrono gesti semplici da condividere, che mostrino l’importanza e la bellezza delle nostre scelte di ogni giorno, in primo luogo a chi ci sta vicino.
      Grazie ancora del contributo,
      ciao 🙂

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