Dagli Egizi ai giorni nostri, passando per il Carnevale: il coriandolo.

Dagli Egizi ai giorni nostri, passando per il Carnevale: il coriandolo.

C’era una volta, nell’antica Roma, un tale che diede il nome a una pianta che veniva impiegata già da parecchio tempo, il coriandolo.

Egizi, Ebrei, Greci e Romani la usavano come pianta aromatica e medicinale, ma se analizziamo il suo nome latino, Coriandrum, scopriamo che c’è ben poco di lusinghiero, deriva, infatti dalla parola greca corys (cimice) alla quale si aggiunge il suffisso –ander, che indica somiglianza. In poche parole, il coriandolo è stato così chiamato perché l’odore emanato dalla pianta fino alla maturazione dei frutti è simile a quello delle cimici. Yuk!

Tuttavia, non facciamoci intimorire! Si registrano testimonianze sull’uso del coriandolo già a partire dal 5000 a.C., lo si trova persino nei geroglifici egizi, un motivo ci dovrà pur essere.
La pianta da cui si ricava la spezia è originaria dell’area Mediterranea e di essa si usano sia le foglie, apprezzate soprattutto in Oriente perché piccanti; sia i frutti, dei granelli gialli dal sapore dolciastro.

Proprietà

In erboristeria gli vengono riconosciute proprietà antispasmodiche, antisettiche e digestive, si usa in tisane come aromatizzante e digestivo per la sua attività antispastica sulla muscolatura liscia del tubo digerente. In dosi controllate, evitando un abuso che può portare effetti tutt’altro che benefici, è utile a contrastare inappetenza, gonfiore intestinale, digestione difficile e stitichezza. Ha anche un effetto antibatterico e fungicida.

In cucina

In cucina, il suo aroma delicato lo rende adatto a diverse pietanze poiché non ne copre il gusto. Si usa, macinato o a semi interi, per insaporire minestre e zuppe, legumi e vari tipi di verdure, si usa anche nella preparazione di sottaceti e salamoie.In Italia, il coriandolo è una spezia da scoprire, infatti, l’impiego più comune è quello nell’industria degli insaccati. Nella cucina internazionale, invece, l’impiego è più ampio. È uno degli ingredienti del curry e del garam masala (miscela di spezie indiana), viene usato nell’industria dei liquori per aromatizzare il gin e il liquore Chartreuse. In Oriente è molto apprezzato e sostituisce il prezzemolo, da qui la definizione “prezzemolo cinese”. Nei Balcani è apprezzato anche per insaporire pane, frutta e dolci.

Curiosità

E infine, una curiosità… Durante il Rinascimento, i frutti del coriandolo, glassati con lo zucchero, hanno dato inizio a una delle tradizioni più gioiose del nostro Carnevale.

Niente paura, quindi, se la pianta puzza, ci sono buone ragioni per accoglierlo nelle nostre cucine!

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