Cuore di carciofo

Il carciofo è la tipica verdura che troviamo in vendita anche adesso sia nei mercati rionali sia nei supermercati, ma attenzione, questi prodotti derivano da una forzatura di coltivazione, come in serra ad esempio, poiché il suo sviluppo naturale coincide con l’arrivo della primavera. Ma, per le sue proprietà benefiche e dimagranti, è bene sfruttare tutte le possibilità di averlo in tavola ad ogni stagione, quindi non disdegniamo a priori la forzatura.

È una verdura regale, dato che nel passato la sua diffusione ha coinciso con la storia delle famiglie regnanti in Europa. In Italia è giunto dall’Italia grazie a Caterina De Medici che adorava i cuori di carciofo e che dopo aver sposato Enrico II lo portò anche in Francia. Senza questi intrecci amorosi probabilmente il carciofo non si sarebbe espanso così capillarmente sia nel nostro continente sia negli Stati Uniti, trasportato e coltivato dai conquistatori spagnoli e francesi.

La pianta di carciofo

Sebbene si sia cercato di coltivarlo ovunque, la pianta non attecchisce sempre, esige clima temperato, non troppo umido, terreno non eccessivamente argilloso, e ricco di limo.
Che cosa mangiamo di questa pianta? Il frutto? Parrebbe di sì, ma botanicamente dell’asteracea, questo il nome della sua famiglia biologica, è un seme marrone che si usa per riprodurre il carciofo stesso. Mangiamo i fiori, racchiusi in un cupola detta cuore, a sua volta protetta da brattee strettamente intrecciate tra loro.
Una curiosità prodotta dalla pianta di carciofo, la quale può raggiungere il metro e mezzo d’altezza, sono le foglie che sono lucide e glabre nella pagina superiore, e verdi scuro e dotate di peluria nella parte sotto.
Il carciofo ha le spine? Dipende, in quanto esistono in commercio cultivar con spine (spinose) e senza (inermi).

Varietà

Tra le varietà attualmente più coltivate ricordo il Romanesco, la Mammola Verde ed il Precoce di Chioggia, mentre facendo un salto nel passato grande fama è spettata al Catanese, allo Spinoso Sardo ed al Verde di Palermo. Tali carciofi esistono tuttora, ma sopravvivono in areali circoscritti alle zone di produzione.
Dai nomi delle varietà storiche si evince che la culla della produzione italiana sia stata la Sicilia, e così è, più nello specifico a partire dai primi anni Dopo Cristo. Proprio in terra sicula avviene la domesticazione del carciofo selvatico, poiché precedentemente sia i Greci che i Romani lo conoscevano solo con la fisionomia spontanea e selvatica, ma venerato per fantomatici poteri afrodisiaci legati al consumo.
Un terzo della produzione mondiale si riferisce all’Italia, e in particolare a Sicilia, Puglia e Sardegna; altri grossi produttori sono Spagna, Egitto e California.

Proprietà

È una verdura che consiglio di gustare in abbondanza, in primis perché sazia senza ingrassare, rinforza il fegato, migliora la funzionalità dell’intestino, è ricco di vitamine B e C, e ha ineguagliabili proprietà diuretiche; a proposito provate l’infuso con foglie di carciofo; riscalda il corpo, rilassa i muscoli, e tonifica la morbidezza e la consistenza della pelle.
Da non perdere questa ricetta della frittata vegana di carciofi!

Seguici su facebook, twitter, pinterest

2 commenti

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] si dispiega e si contrae. L’olio unisce e tiene separati, ed è contrassegno degli eletti; il carciofo è cristallizazione della pazienza perché “dona il suo cuore solo a chi non ha fretta”; per […]

  2. […] semplice l’assunzione, scegliendo ogni giorno uno diverso. La scelta è tra frutta, verdure come carciofo ed aglio, e panificati. Gli agrumi, ovvero arancia dolce, arancia amara, pomelo, mandarino, limone, […]

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *