Impariamo il riciclo degli scarti dell'estrtattore

Come riciclare gli scarti dell’estrattore

“Il riciclo creativo: come gli scarti dell’estrattore possono essere educativi nel rispetto del pianeta”

L’estrattore di succo è entrato nella mia vita un po’ di anni fa, quando incontrai Franc Arleo, fondatore di SiQuri: quell’incontro è stata un’esperienza peculiare! In cima ad un colle, nebbia di inizio primavera, un monastero e questa personalità enigmatica.
Così ho iniziato a lavorare ad un progetto che ancora oggi stiamo sviluppando assieme: portare a conoscenza la cultura del cibo, della vita salutare, attraverso la riscoperta delle radici, dell’etica, della natura.
Ma come può legarsi questo ad un succo vivo? Eh i legami sono molteplici e molto sottili: quando si beve un bicchiere di succo però si possono ben percepire, a partire dalla propria bocca.
Estrarre un succo ci porta in una condizione di riscoperta: la lentezza, il rispetto per i nutrienti, la scelta consapevole degli ingredienti e della loro origine, la consapevole accettazione della stagionalità, il riciclo, la creatività.
Questi ultimi due aspetti si uniscono in senso paiedeutico ad una pratica che vede impegnato chi usa già l’estrattore nel recupero delle fibre, più comunemente detto “riciclo degli scarti”.
Paiedeutico perché? Questa pratica ci pone su un piano di rispetto verso il mondo, tentando di minimizzare lo scarto che produciamo in output dal nostro stile di vita.

Ma cos’è e come usare l’estrattore di succo?

Per i neofiti forse è meglio dare una spiegazione: l’estrattore di succo potremmo dire che è una macchina, un marchingegno che ha un input e due output. Si inserisce la frutta e la verdura, e ne esce il succo…però non solo! E le fibre? Quelli comunemente chiamati “scarti dell’estrattore” sono null’altro che le fibre dalle quali è stato spremuto tutto il succo (il secondo output).
Come funziona questo processo?
Quando ero bambino, a fine estate si faceva la conserva di pomodoro e ricordo quella macchina con una vite che girava (poteva essere a motore o anche girata manualmente) che serviva a spremere via dalla buccia e dai semi la polpa di pomodoro, che passava attraverso i forelli di un filtro.
Questo, molto similarmente, rappresenta come funzioni un estrattore di succo: un motore a basso numero di giri, con collegata una coclea che strizza frutta, verdura (e anche altre cose interessanti), sotto la quale un filtro molto sottile divide il succo dalle fibre, due prodotti che escono da due bocchette separate.
La pressione tra la coclea, gli alimenti e la parete interna della brocca fanno uscire il succo dalle fibre che, fluendo attraverso il filtro, viene incanalato nella bocchetta di uscita del succo.
La lentezza del motore permette il rispetto delle proprietà organolettiche e nutrizionali del succo: non si verifica surriscaldamento, cosa che mantiene inalterato lo stato chimico-fisico di oligo elementi come vitamine termolabili, minerali ed enzimi.

Fibre e succo

Da questo processo di lenta estrazione otteniamo un succo molto energetico e revitalizzante che presenta ⅓ delle fibre che originalmente si trovavano nella frutta e nella verdura.
Un succo senza fibre è perfetto come vera e propria cura riabilitativa per chi soffre di gravi disturbi gastrici e non può tollerare la presenza di fibra, è perfetto per lo svezzamento dei neonati che non dovrebbero assumere fibre fino all’anno di età, ed è un ottimo ricostituente in quanto il succo, già “masticato” dalla coclea entra nel metabolismo molto velocemente, dandovi benefici immediati.
E gli altri ⅔ delle fibre dove vanno? Ecco, questi sono gli “scarti” dell’estrattore, fibra ancora saporita e ottima per la salute, da reintegrarsi all’interno di ricette che la trasformano e la impreziosiscono.
E se volessimo avere più fibra nel nostro succo? Ci sono estrattori di succo che esprimono al meglio le capacità di estrazione: Juicepresso Fiber Control è l’unico estrattore in commercio che da la possibilità di selezionare il quantitativo di fibre presenti nel succo, semplicemente girando il regolatore. Questo sistema semplice e geniale da la possibilità inoltre di ottenere granite e gelati inserendo nella bocchetta la frutta ghiacciata che verrà lentamente triturata con l’ausilio del filtro senza buchi dato in dotazione.
Una possibilità che dallo scorso mese è possibile ottenere anche con l’estrattore Essenzia Pro Green, al quale, tra le molte novità è stato aggiunto il filtro senza buchi.
Se vuoi scoprire di più sull’estrattore di succo, abbiamo un articolo che fa per te!

Come utilizzare gli scarti dell’estrattore?

Prima vi dicevo che le fibre che otteniamo sono utilissime da recuperare per diverse applicazioni, in primo luogo in cucina!
Così eccomi con qualche consiglio utile per recuperare gli scarti dell’estrattore:
quando preparate un succo, pensate subito se vorrete riutilizzare gli scarti.
Se decidete di recuperarli, eliminate dalla frutta tutte quelle parti che poi vi ritrovereste negli scarti, e che potrebbero dare fastidio in bocca: intendo semi, bucce dure e non saporite, bucce pelose, bucce e pellicine amare, torsoli, piccioli, ecc…
generalmente, tutti gli scarti dei latti vegetali possono essere facilmente recuperati e reimpiegati negli impasti dolci o in impasti salati come burger, polpette, oppure insaporiti, amalgamati e lasciati maturare come “formaggi vegetali”.
Potete congelare gli scarti avanzati, se molto polposi, e poi ripassarli nell’estrattore per ottenere dei sorbetti o dei gelati.
Con l’abbinata essiccatore/estrattore, potete essiccare gli scarti dell’estrattore e così creare delle cialde, delle barrette, dei biscotti raw o del muesli a impatto 0!
Per conservare gli scarti, metteteli in frigo in un contenitore ermetico e utilizzateli nel giro di 2 giorni al massimo, oppure sottovuoto da consumarei al massimo dopo una settimana.

Molto più di un manuale: il manuale dell’estrattore

Proprio in merito a questi argomenti, dal 20 aprile potrete trovare in libreria la mia ultima pubblicazione: “Il manuale dell’estrattore” edito da Gribaudo/Feltrinelli nel quale spiego dettagliatamente come questa tecnologia sia entrata a far parte della mia vita quotidiana e come ne ho potuto beneficiare come chef, per le mie preparazioni.
Un intero capitolo dedicato al riciclo creativo degli scarti da estrattore, corredato di moltissime utili ricette delucida la domanda che tutti ci siamo posti: cosa fare con gli scarti dell’estrattore?
Il manuale dell'estrattore: molto più di un semplice manuale

Essiccare gli scarti dell’estrattore: delle ottime barrette

Ecco una ricetta utile per delle ottime barrette essicate riutilizzando le fibre dei vostri succhi:

INGREDIENTI
– Avanzi da Estrattore di succo 400 gr
– Fiocchi d’Avena 80 gr
– Semi di girasole 25 gr
– Sesamo bianco 10 gr
– Riso soffiato 20 gr

PROCEDIMENTO
1) In una ciotola mescola assieme tutti gli ingredienti.

2) Prendi una piastra dell’essiccatore, poni un foglio antiaderente e componi delle “mattonelle” di fibre e cereali.
3) Poni la piastra all’interno dell’essiccatore e imposta la temperatura di 40° C per 24 ore.
4) Dopo 12 ore porziona le “mattonelle” di fibre in barrette e completa l’essiccazione per altre 12 ore.

Concime da scarti di estrattore

Se vogliamo recuperare tutto, ma proprio tutto quello che avanza dai succhi, possiamo anche creare un compost, un concime vegetale, a base di scarti dell’estrattore!
Preparate una scatola di plastica forellata e buttateci alla base delle foglie secche e del cartone. Poi “buttate via” gli scarti che non mangiate, e alternatamente, stratificate ogni tanto con un po’ di foglie, un po’ di avanzo umido, e altre foglie secche. Date equilibrio al compost inserendo rifiuto organico secco che aiuterà la ritenuta di eventuali liquidi.
Nel giro di 1 anno otterrete così un concime vegetale favoloso!

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *