EcoSlovenia: Tappa 6

100km – 1600m dislivello

Il mattino del 15 maggio pioveva. La mia sveglia era puntata prestissimo, così da riuscire a rimpacchettare tutto sulla bicicletta, fare colazione, andare al bagno e salutare le persone che mi hanno seguito di Terme Snovik.

Alla fine ho deciso di farmi tutta la strada senza aiuti, sfidando il meteo. Il 15 maggio, per tradizione in Slovenia si decide l’andamento dell’estate: se piove tanto tutto il giorno poi ci sarà un’estate favolosa, piena di sole; se non piove, l’estate sarà brutta e piovosa.

Insomma, visto come sta andando quest’estate potete già intuire come sia andata la giornata dal punto di vista metereologico!

Ho corso 100km tutti sotto la pioggia.

Quel giorno ho deciso di non fermarmi mai e andare avanti mangiando solamente le mie scorte di barrette e gel, così da affrontare i 1600m di dislivello tutti d’un fiato.

Il giorno prima, fortunatamente, era arrivato il pacco che Antonia mi ha inviato con pantaloni e giacca invernali: questa era una carta che mi ero già programmato di giocare in caso di necessità.

La scelta era di partire più leggero, perché comunque il mese di maggio non doveva essere troppo rigido e mentre pedalo generalmente non sento il freddo.

Già dalla salita del Vršič questa mia teoria è stata smantellata: le temperature stavano calando di brutto e se mentre pedalavo non sentivo troppo freddo, di contro, sudavo e appena mi fermavo per fare una foto o per qualsiasi altra esigenza, mi congelavo.

Così ho deciso di prendermi sul groppone altri chili di peso, per poter almeno stare caldo.

Il 15 maggio dovevo andare da Snovik a Prevalje, dove sarei stato ospitato dall’ Ekohotel Koroš, una struttura ecologica, costruita appositamente per gli appassionati di Mountain Bike, in mezzo a ettari ed ettari di colline, nelle quali il team di Dixi (il proprietario) e di suo figlio hanno scavato chilometri di piste.

Ho così iniziato la mia salita verso l’estremo nord della Slovenia, alle 8 di mattina, sotto una pioggia torrenziale.

E’ stata una lunghissima pedalata che mi ha fatto attraversare molte colline e montagne.

Quasi tutto il territorio sloveno è montuoso, o collinare. Il problema è che le strade spesso ti portano a strappi, uno dopo l’altro, con muri fino al 27%, dove ogni chilo di peso in più sulla bicicletta si fa sentire come se stessi pedalando una bicicletta di ghisa!

Ho visto cose bellissime lungo il tragitto, e non mi sono mai fermato, se non un paio di volte per fare pipì.

Ho mangiato le mie barrette energetiche mentre pedalavo e sono così riuscito ad arrivare a destinazione per le 4 di pomeriggio.

La cosa bellissima è che al mio arrivo ho trovato delle persone favolose, ospitalissime, che mi hanno accolto in casa loro e che sapevano fin troppo bene quel che avevo passato e di cosa avessi bisogno in quel momento.

Mi hanno fatto spogliare di tutti i vestiti bagnati nello spogliatoio apposito e poi mi hanno lavato ed asciugato tutto.

In camera mi aspettava subito una doccia calda e appena finito, ho potuto cucinarmi una vagonata di tofu e scolarmi una birra fresca.

Ho conosciuto la moglie del figlio del proprietario e i loro bimbi, speciali!

Dopo un paio d’ore di riposo, la cena era pronta e mi avevano cucinato tutto appositamente per le mie esigenze alimentari, tutto buonissimo e confortante.

La sera siamo poi stati a parlare a lungo, sulla loro iniziativa e sulla Slovenia e come l’ecologia entri nel pensiero educativo sin dall’asilo.

Ekohotel Koros è un’idea di Dixi, che nel 1995 ha deciso di mollare il suo lavoro da impiegato e prendere in gestione l’albergo delle grotte di Crna na Koroskem. La sua idea era di gestire l’albergo in modo alternativo e di improntare tutta la gestione dell’hotel su un’idea ecologica e mirata ai ciclisti di MTB.

All’epoca tutti gli chiedevano se fosse ammattito, ma la voce aveva iniziato a spargersi anche all’estero e ciclisti da ogni dove hanno iniziato a venire.

Dieci anni fa, nel 2009, l’hotel aveva iniziato a richiedere moltissima manutenzione e Dixi ha deciso di spostarsi in un luogo che fosse più confacente alla sua idea di ospitalità, un luogo dove i ciclisti si sentissero “a casa”.

Una sera, Dixi era a cena da amici, e così per scherzare chiede se potevano vendergli la casa: i due amici avevano 70 anni, senza figli, e appena Dixi è tornato a casa, l’hanno chiamato per offrirgli seriamente la casa.

Dixi e la famiglia hanno così deciso di acquistare tutta l’azienda agricola con la terra e il bosco, in totale 46 ettari di terreno!

Hanno così rinnovato la struttura e scavato 24km di trails da mountain bike.

La notte, dopo un recupero adeguato, ho potuto dormire benissimo e ricaricarmi per la tappa successiva!