EcoSlovenia: Tappa 3

Vršič 34,9km – 1174m dislivello

Il racconto di questa tappa ha risvolti psicologici molto profondi, al limite della follia. 

La notte del secondo giorno ha iniziato a piovere e le temperature sono scese a 6°C (almeno questi erano nella mia tenda). Il giorno 12 maggio dovevo partire da Bovec per affrontare il Vršič, la salita più maledetta della Slovenia: 1600m di dislivello in 20km o poco più. Da lì sarei sceso a Kranjska Gora e mi sarei diretto a Bled.

Alle 6 di mattino mi alzo per il freddo che mi faceva male ai capelli, mi vesto e vado a farmi un cattivissimo caffè solubile nella cucina del camping, ovviamente all’aperto, al freddo.

Mangio quel che riesco, mi prendo il mio pre-workout e parto!

Pioggia e vento dal primo minuto mi accompagnano fino a Trenta, da dove la strada inizia ad impennarsi! Fino a lì tutto è andato bene, ma appena inizia il 9% di salita la fatica diventa incredibile! Avevo sottovalutato il peso delle borse in salita, ma non avrei potuto fare a meno di nulla in quel momento!

Così mi sono concentrato, sono entrato in stato meditativo e ho iniziato a spingere con regolarità. Le temperature scendevano drasticamente, fino a raggiungere 1,2°C. 

A 1500m, 5 tornanti prima della cima, ho dovuto interrompere la tappa: 30cm di neve e neve che mi cadeva addosso. Io ero fradicio, esternamente di pioggia fredda e internamente di sudore, che si sarebbe ghiacciato appena avessi smesso di pedalare.

Le mie ruote non erano adatte a salire asfalto innevato e ancor meno in salita. Ho così chiesto autostop, e la fortuna mi ha assistito: in breve un camper con due ragazzi tedeschi diretto proprio a Bled si è fermato e ha montato la mia bicicletta sul portabici (incredibilmente libero).

Ho scelto di farmi accompagnare a Bled, dove mi attendevano per la notte, perché era troppo complicato smontare bagnato fradicio, trovare un posto dove farmi asciugare i vestiti e poi ripartire di nuovo sotto la pioggia. Avrei potuto compromettere tutta l’avventura, proprio all’inizio!

Arrivato a Bled, sono entrato nella hall dell’hotel Ribno, sponsor per quella tappa, dove ho subito chiesto se potevano mettere a lavare e asciugare i miei vestiti. Gentilissimi mi hanno aiutato in tutto e mi hanno sistemato in uno dei più bei alloggi di tutto il tour: l’hotel Ribno è il primo Eco Hotel della Slovenia, con certificato Zero Waste. In un’ottica Ecofriendly hanno costruito un glamping spettacolare, fatto di casette di legno su palafitte (potrei piuttosto chiamarle cucce dei sogni) con terrazzo nel quale c’è una botte d’acqua a 38°C. Il tutto in mezzo agli alberi.

Insomma, una goduria! Dopo tutto quel freddo, ho fatto un recupero da re, leggendo dentro la vasca con il temporale che faceva frusciare gli alberi attorno. 

Guardate la gallery per capire 🙂