Vestire etico. I tessuti che rispettano l’ambiente e gli animali.

Vestirsi non è certo difficile, o per lo meno, mettersi addosso una maglietta e un paio di pantaloni non è così complicato, ma sappiamo davvero cosa indossiamo?
Spesso tendiamo a seguire la moda senza preoccuparci troppo, ma dovremmo farlo se vogliamo vestire in modo giusto e considerevole, e non parlo solamente del made in Italy, ma anche dei tessuti, che non sempre rispettano la natura.
La prima regola da seguire per un vestire etico è quella di non comprare troppi abiti, l’avere pochi vestiti non significa anche avere un armadio vuoto, ma piuttosto saperli abbinare in modo fantasioso ed originale.
Secondo, è importantissimo guardare sempre le etichette per scoprire che cosa è stato utilizzato per fare il nostro vestito, camicia, maglione; infatti i materiali che vengono utilizzati per realizzarli hanno delle origini molto diverse; diciamo che esistono principalmente due tipi di tessuti: quelli di origine animale e quelli “etici”.

I tessuti di origine animale

Innanzi tutto ci sono gli inserti di PELLICCIA, a volte si possono confondere con quelli sintetici, perciò, se non siete davvero sicuri che siano finti, evitate di acquistare un giubbotto con queste applicazioni. C’è poi la PELLE che, soprattutto in questi ultimi due anni in cui l’abbigliamento rock è tornato in voga, si sta riscoprendo in giacche, o più comunemente, borse e scarpe.
In questo lungo inverno, poi, non possono mancare i maglioni di LANA, certo, le pecore d’estate non hanno bisogno del loro manto caldo per scaldarsi e quindi il fatto di tosarle e utilizzarlo per farci delle maglie non fa una piega, ma l’industria della lana non tosa le pecore solamente nei periodi caldi ma anche in pieno inverno causandone così la morte per via di malattie legate al freddo.
Sempre per rimanere in tema di inverno, i PIUMINI, sono uno dei capi must della stagione fredda, le piume d’oca riscaldano il nostro corpo come la lana, ma questo a discapito delle oche che vengono private crudelmente del loro piumaggio e che quindi non sono più in grado di riscaldarsi.
Passando invece a stagioni più calde come la primavera o l’estate, perché non concederci la leggerezza della SETA, proprio quei filamenti leggeri e morbidi che racchiudono i bacchi da seta, esatto, quei brutti vermicciatoli che dopo qualche settimana diventano delle splendide farfalle. Perché non fargli prendere il volo invece di utilizzarli come vestito?
I tessuti di origine animale non sono sempre fatti nel loro rispetto. La lana potrebbe essere l’unico tessuto fatto con un certo riguardo, se fossero seguite le stagionalità, ma questo non accade quasi mai. In tutti gli altri casi gli animali vengono solamente sfruttati.

I tessuti etici

Di alternative ai tessuti animali ne esistono, eccome!
Partendo dal tessuto per eccellenza, il COTONE: versatile, morbido, ipoallergenico, per poi passare alla calda FLANELLA o al VELLUTO, ottime alternative alla lana. Un altro materiale caldo, confortevole e leggero è di sicuro il PILE, che per altro viene spesso ricavato dal riciclo della plastica.
Se poi volete seguire la moda rock degli ultimi anni, ma la volete seguire con rispetto, vi consiglio l’ECOPELLE o l’ALCANTARA che sostituiscono quella vera in modo eccellente. Per avere dei giubbotti e delle coperte calde, ma senza dover spennare decine di oche, consiglio il GORE-TEX e il FIBREFILL, il gore-tex, oltre ad essere impermeabile e leggero, vi darà quasi più calore di un piumino!
Infine, per le stagioni più calde che si stanno avvicinando, al posto della seta, utilizzate i capi in VISCOSA, che scivolano sul corpo senza segnare, o il LINO, usato già dagli egizi, che rappresenta il tessuto estivo per eccellenza.
Insomma, vestire con rispetto non è per niente difficile, anzi! Basta stare attenti all’etichetta, come per i cibi!

Ed ecco qualche aiuto, qualche marca di vestiti che vi aiuterà e vestire etico e veg!
Quagga
B.e
Mandarina Duck
Tutti i prodotti dei negozi Equo e solidale di Altromercato

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