Lo spreco di cibo: perché sprechiamo così tanto?

Nella vita quotidiana di ognuno di noi persiste da troppo tempo una cattiva abitudine ovvero lo spreco di cibo. Ciò non è riferibile unicamente alla nostra condotta, anche se con un piccolo sforzo potremmo fare di più, ma da uno stile di vita che dalle pubblicità ai media ci viene indotto sempre più frequentemente. Partiamo da qualche semplice ma esaustivo dato.

Lo spreco di cibo domestico in Italia ammonta all’anno a circa 9 miliardi di €, tantissimi soldi, anzi, decisamente troppi soldi. E pensate che nel mondo si butta 1/3 del cibo destinato al consumo umano, molto del quale ancora commestibile.

L’italiano medio butta all’anno 108kg di cibo ancora sano e nutriente, ma siamo nella media dato che inglesi ed americani sono a 110kg, i francesi a 99kg e gli svedesi a 72kg. Per dare un significato a questi numeri l’estensione di terra per produrre questi quantitativi è pari a quella dell’intero Canada, miliardi di ettari.

A livello ambientale i danni sono addirittura maggiori dato che per far crescere, trasformare e commercializzare questi prodotti si genera inquinamento, e si consumano energia ed acqua. Persino per la produzione di un pomodoro occorrono ben 13 litri d’acqua. Che possiamo fare?

Tanto, e con poco, risparmiando pure qualche soldino. È importante che le istituzioni si occupino del problema con il programma Horizon 2020, ma non basta, dobbiamo tutti dare il nostro contributo. Non siamo i padroni della terra, ma suoi ospiti e il nostro dovere è lasciare un pianeta migliore per le generazioni che verranno.

Provo a dare qualche consiglio, utile nella vita di tutti i giorni:

  • prima di fare la spesa, controlliamo cosa ci serve davvero e le relative quantità.
  • nel frigo di casa perché non mettiamo davanti i cibi a breve scadenza?
  • perché non utilizziamo gli avanzi per creare qualche piatto originale e gustoso?
  • scegliamo cibi freschi e di stagione comprati direttamente dal produttore.
  • nelle etichette quando compare la dicitura “da consumarsi preferibilmente” significa che gli alimenti sono ancora idonei al consumo ancora per parecchi giorni.
  • dimenticavo: se si è al ristorante e non si riesce a finire il piatto non facciamoci inutili problemi ma chiediamo di portare a casa gli avanzi in un pacchetto. È cibo che abbiamo pagato, che senso ha buttare via soldi?
  • se abbiamo preparato troppo cibo e non possiamo conservarlo, quale migliore occasione per offrirne un po’ ai nostri vicini o agli amici che ci abitano vicino? Il cibo è anche socializzazione.

Cambiare il mondo non è impossibile, è necessario che ognuno di noi nel suo piccolo faccia un piccolo gesto, anche il mare, per fare un esempio, è enorme ma è fatto di minuscole goccioline tutte unite.

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