Fare la spesa risparmiando: tutti gli acquisti che convengono!

Fare la spesa per gli italiani diviene sempre più difficile, specie nei mesi in cui si aggiungono spese ineludibili come canone televisivo, assicurazione e bollo auto, tassa immobili e tanti altri balzelli, qualcuno equo qualcun altro un pochino meno. Soldi in tasca per la spesa ce ne sono sempre meno, ma fortunatamente la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ci agevola permettendoci un notevole risparmio.

Prodotti industriali e marche bianche

Come? Orientando le nostre scelte d’acquisto sulle referenze a marca commerciale, vale a dire quei prodotti alimentari e non, messi in vendita col marchio stesso del distributore, a un prezzo ridotto per fidelizzare maggiormente la clientela all’insegna medesima.
A onore del vero, alcune catene mettono sul packaging stesso il loro logo (es. Simply Sma) altri invece hanno scelto la strategia dei marchi di fantasia, come Lidl, tuttavia nella confezione si trova una dicitura con il nome del produttore, ad esempio, i biscotti Realforno della Lidl sono prodotti dalla Balocco.
Chi produce questi prodotti? E soprattutto che differenze hanno rispetto ai marchi industriali più conosciuti come Barilla, Valfrutta, Star, San Carlo?
I produttori sono industrie, di norma molto grandi, che preferiscono produrre per un referente unico, una catena commerciale, per evitare tutti i rischi connessi a operare direttamente nel mercato del retail, per riuscire a commercializzare gli enormi quantitativi prodotti, e soprattutto per concentrare i propri sforzi economici sulla parte industriale lasciando il commerciale alla GDO. Non da ultimo in queste contrattazioni le durate sono lunghe, dai 3 ai 7 anni, il che consente un’entrata certa e costante, un flusso di denaro continuo che garantisce un adeguato ammortamento dei macchinari e assicura una capacità produttiva massima.

Private label: di cosa si tratta?

Anche aziende industriali molto note hanno avvalorato l’opzione delle private label, destinando una pro quota della produzione alle catene commerciali, aumentando in questo modo sia i volumi prodotti sia i ritorni economici.
Le differenze tra un prodotto industriale e un prodotto commerciale si riscontrano essenzialmente nel packaging, un po’ più leggero, nylon invece di cartone, 2 formati invece di 4, 3 gusti piuttosto che 6, ma un risparmio per la clientela dal 30 al 40% per un prodotto assolutamente similare nel contenuto e con requisiti igienico sanitari ai massimi livelli.
Nel canale discount, la presenza delle private label è molto diffusa: di norma i prodotti di marca bianca vengono collocati prima dei prodotti industriali, in posizione di maggiore visibilità sfruttando la tecnica della ghettizzazione del marchio, hanno confezioni molto colorate, e vengono pubblicizzati all’interno del punto vendita con della cartellonistica dedicata.
Anche gli altri canali si stanno concentrando sulle private label, magari abbinandole ad offerte tipo “1+1 gratis” oppure “prendi 3 paghi 2”; l’obiettivo è cercare sempre più di fidelizzare i clienti all’insegna o al marchio commerciale della catena.
Tutto ciò è stato reso possibile dal principio di libera concorrenza, in cui i molti competitor hanno promosso idee e strategie innovative, apportando innovazione, calmierando i prezzi e prendendo il ruolo di para-ammortizzatore sociale che molte volte le istituzioni non riescono a svolgere al meglio.

Astuzie al supermercato, buone a sapersi!

Quindi fare una spesa completa con 14€ è possibile, si possono mangiare carboidrati e proteine, in alcuni supermercati o discount dalle 17:00 frutta e verdura vengono scontate del 30%, oppure nel reparto frutta e verdura troviamo sempre più spesso un banchetto dedicato a prodotti leggermente ammaccati o sciupati che possono rivelarsi dei veri affari e il loro acquisto contribuisce a un minor spreco di cibo. La frutta di stagione, inoltre, è sempre più a km 0, acquistando farine, uova bio e lievito, possiamo creare tanti nuovi piatti, decisamente più sani e gustosi dei surgelati o dei cibi di IV gamma, sui quali le tante lavorazioni, pur non intaccando i requisiti igienico sanitari, hanno inevitabilmente tolto un po’ di sapidità e di freschezza.

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