Meditazione e alimentazione: due processi, per una sola azione di benessere.

Nell’ottica di una visione olistica della vita e degli eventi, separare alcune delle nostre più sane abitudini, come mangiare e meditare, risulta essere controproducente.
L’essere umano è un sistema completo e come tale richiede attenzione per ogni suo singolo processo.

Qualsiasi sia la vostra attività meditativa o di relax, è fondamentale che prestiate attenzione anche ad attività, diciamo propedeutiche, come quella di mangiare.
Se è vero che siamo quello che mangiamo, lo siamo in ogni momento della nostra giornata, perché quello che mangiamo genera in noi una cascata di micro attività nel nostro corpo, che conducono o meno al nostro benessere.

Ogni qual volta buttiamo giù un boccone, il nostro corpo ne avvia la digestione, scatenando reazioni chimiche e fisiologiche, delle quali noi ci accorgiamo impercettibilmente, a meno che qualcosa vada storto.

Senza saperlo abbiamo variazioni nella respirazione, nell’ossigenazione dei tessuti, nella salivazione o ancor più importante nella produzione di insulina.
Tutto questa varia e si modula, in relazione a cosa abbiamo mangiato e, direi anche , in base a come l’abbiamo mangiato.

Cimentarsi in attività rilassanti come lo yoga o la meditazione, durante una pesante digestione, rende poco piacevole sia l’uno che l’altro.
Sarebbe opportuno che in prossimità di una sessione rilassante, agevolassimo il tutto mangiando qualcosa di leggero, qualcosa di poco elaborato e povero di grassi.

Il corpo e la mente convivono in uno stato simbiotico e cercare una mente sgombra con un corpo affaccendato, rischia di avere tutt’altro che un effetto rilassante.
Potremmo fare ancora di meglio e cioè portare in tavola l’arte della meditazione e del relax.
Mentre prepariamo i nostri piatti, leggeri e gustosi, lasciamoci guidare da pensieri positivi e sereni, così da trasmettere al nostro cibo, un energia rilassante e distensiva.

Evitiamo di cucinare in uno stato di cattivo umore e con un qualche fastidio per la testa, perché per quanto possa sembrare bizzarro, cucinare in uno stato di grazia, rende maggiormente saporite le nostre pietanze.
Avete mai provato a cucinare con una arrabbiatura in corpo? E’ in quelle occasioni che una portata si brucia, si scuoce oppure ha poco sale.

Ci si può spingere oltre, fino a mangiare in uno stato meditativo. Mangiate con calma, assaporando ogni boccone, in silenzio, senza nulla intorno che vi possa distrarre. Spegnete la tv, il telefono e qualsiasi altra fonte, che possa portare via la vostra attenzione dal piatto.
La meditazione e l’alimentazione, collaborano prima, durante e dopo i pasti, per portare il nostro benessere non solo nel nostro corpo, ma anche e soprattutto, nella nostra mente.

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