Le nostre recensioni dei libri del mondo del food.

recensione il mio Natale è vegan

Il mio Natale è vegan – Recensione

Il mio Natale è Vegan di Manue Marcuccio: la recensione

Manuel Marcuccio, già autore di Uno Cookbook e Uno Cookbook Fuori Orario, quest’anno per le feste ci regala un nuovo ricettario Il mio Natale è Vegan!.

Grazioso e quasi tascabile, Il mio Natale è Vegan! contiene 5 menù per le feste, come dice lo stesso libro, “approvate da Babbo Natale”. Sicuramente un Babbo Natale come lo intendiamo anche noi, generoso, simpatico ma soprattutto buono con tutti, ma proprio tutti, gli abitanti del pianeta Terra.

Ricettario di Natale: Il mio Natale è Vegan!

Sfogliando il nuovo ricettario di Manuel Marcuccio, non più solo foodblogger, ma anche curatore delle collane Veggie e Vegan e Mini Veg per Eifis Editore, troviamo ricette davvero stuzzicanti in perfetto stile natalizio.
Dello stesso autore trovate la nostra recensione dei libri Uno Cookbook e Uno Cookbook Fuori Orario.

5 menù per un Natale vegan a tutto sapore!

Come me, vi lascierete trasportare dal clima di festa che queste ricette trasmettono. Sono quei piatti che vi aspettereste di trovare serviti il giorno di Natale, su una bella tovaglia stirata dalla nonna impreziosita da qualche candela accesa e dal piacere di essere tutti riuniti.
Le mie preferite sono sicuramente le meringhe vegan rosse e bianche e i passatelli alla zucca (sembrano proprio quelli della mia nonna!), ma ce ne sono tante altre che meritano di essere sfogliate e provate.

Un acquisto più che consigliato in vista delle feste!

Svezzamento vegan

Svezzamento Veg – recensione

Come cambia il momento dello svezzamento, quando i genitori decidono per un’alimentazione complementare 100% vegetale? Ce lo spiega la biologa nutrizionista Maria Alessandra Tosatti autrice di Svezzamento Veg scritto assieme a Francesca Gregor,i chef di cucina vegana creatrice delle ricette contenute nel libro.

Svezzamento veg – alimentazione complementare tradizionale e autosvezzamento

Molti dubbi e pregiudizi circondano ancora oggi il tema dello svezzamento senza bisogno di derivati animali.
Le autrici dimostrano, invece, con estrema chiarezza e schede dettagliate, quanto questi pregiudizi siano infondati e ormai superati. Anche questo libro ribadisce come programmando in modo coscienzioso e informato la propria dieta sia possibile operare questa scelta non solo durante lo svezzamento, ma anche nelle fasi precedenti, concepimento, gravidanza e allattamento.

Informazioni nutrizionali, approfondimenti e ricette dai sei mesi in su!

Perché ci è piaciuto questo libro? Perché riassume in modo schematico ma senza perdere di contenuto, quel che c’è da sapere intorno all’alimentazione complementare vegetariana e vegana. Le ricette sono semplici, adatte a un neonato che esplora per la prima volta il cibo, la maggior parte delle quali sono prive di glutine e contengono pochi ingredienti.
Molto ben spiegata è la differenza tra svezzamento tradizionale e autosvezzamento, perché i genitori possano conoscere e adattare il proprio approccio secondo le proprie esigenze e quelle del proprio cucciolo.

Ai genitori non resta che approfondire le proprie conoscenze e addentrarsi con amore ed entusiasmo in questa nuova avventura culinaria!

Titolo: Svezzamento Veg
Autrici: M. Alessandra Tosatti e Francesca Gregori
Edizioni: Il punto d’Incontro
Prezzo: €13,90

Recensione di Rawlicious di Romina Coppola

Rawlicious! – Recensione

Romina Coppola torna in libreria, dopo il suo indimenticabile Sugarless, con un nuovo libro di ricette dolci vegan, molto più folto con foto davvero pazzesche. Parliamo di Rawlicious e le sue 100 ricette di dessert, torte, gelati, smoothies e molto altro, tutto esclusivamente senza cottura.

Da Sugarless a Rawlicious: da Romina a Rawmina!

Chi come me ha letto e consumato le pagine di Sugarless (qui trovate la nostra recensione), di fronte a Rawlicious forse prova un po’ di nostalgia mista ad ammirazione.
Nel mio caso, di Sugarless ricordo gli aneddoti che introducevano ogni ricetta e aprivano una breccia nella vita dell’autrice e ci facevano affezionare a lei e ai suoi piatti.
Con questo nuovo ricettario si capisce che Romina Coppola è diventata una pasticcera più esperta e matura, capace di ricreare con soli ingredienti crudi, dolci davvero soprendenti, come ciambelle (che vedete qui sotto!), crostate e crêpes.
Forza e passione uniscono queste ricette, come un filo nelle perle di una splendida collana di pietre preziose.
Un nuovo traguardo per Romina che passa a un tipo di pasticceria ancora da esplorare e capire, che richiede maestria e grazia.

ricette dolci raw vegan

Cucinare senza cucinare

L’autrice si è allontanata da forno e fornelli e ha intrapreso un viaggio a ritroso, alla ricerca di una memoria perduta.
Nel crudismo ha ritrovato “il modo di alimentarsi più istintivo e semplice”, questo percorso l’ha fatta sperimentare una cucina senza cottura, di ingredienti trasformati attraverso tecniche nuove come l’utilizzo dell’essiccatore, della fermentazione e dell’ammollo.
Forse non tutti si troveranno d’accordo con una dieta di cibi solo crudi e in molti riterranno che si tratti di un tipo di alimentazione che poco spazio lascia alla fantasia.
Le ricette di Romina Coppola, con le sue straordinarie foto, raccontano una realtà ben diversa.
C’è magia, c’è grazia, c’è perfezionismo.
L’occhio sempre attento ai colori e alle forme, la sapienza e la conoscenza del cibo che si esprime in piatti incantevoli, a volte davvero stupefacenti.

Titolo: Rawlicious
Autricei: Romina Coppola
Edizioni: Eifis
Prezzo: €25,00

recensione A modern way to eat

A modern way to eat – Recensione

Il ricettario vegetariano all’insegna dello stile di Anna Jones

A modern way to eat, lo avevamo sfogliato e mangiato letteralmente con gli occhi qualche tempo fa, prima che venisse pubblicata da Eifis in versione italiana.
E’ un libro che fa letteralmente esplodere la fantasia di chi lo legge, grazie all’immensa bravura dell’autrice Anna Jones, che sa mettere un tocco speciale in ogni ricetta e in ogni scatto.
Sì, perché Anna, consapevole che quando si va alla ricerca di una ricetta, prima la si deve mangiare con gli occhi e la mente, pensa e fotografa ogni piatto, che prima di essere buono è bello.
E in questo mi vedo perfettamente d’accordo. Solo chi prepara il set e fotografa i propri piatti sa cosa deve arrivare al lettore, che ricordi deve suscitare, che tasti del sapore deve attivare nei nostri neurorecettori.
E anche se si tratta di un ricettario vegetariano e non completamente vegano, la stessa autrice offre delle alternative per rendere le ricette vegan.

Chi è Anna Jones?

Anna Jones, lavorava come impiegata, quando lesse un articolo su come cambiare la propria vita per seguire le proprie passioni.
Decisa a dare una svolta alla propria esistenza e a delineare un futuro in linea con le proprie attitudini e ambizioni, diventa così allieva di Jamie Oliver e da quel momento la sua vita imbocca un sentiero ricco di esperienze e incontri tutti riguardanti il cibo e lo stile.
Dopo aver lavorato 7 anni con Jamie Oliver come food stylist e creativa, prende la propria strada, occupandosi di cibo e food-photography, a modo suo.

Autrice: Anna Jones (Prefazione di Jamie Oliver e Manuel Marcuccio)
Editore: Eifis
Prezzo di copertina: €28,50

Recensione Cucinare secondo natura

Cucinare secondo natura – recensione

Cucinare secondo natura, un libro di cucina vegana che raccoglie la passione per il buon cibo preparato e raccontato da quattro generazioni diverse ma unite. Le 140 ricette di questo volume rivelano la cura e l’amore che si hanno solo quando dietro al voler cucinare bene c’è il voler bene alle persone per le quali si cucina.

“140 ricette e menù 100% veg”

Nei piatti di Cucinare secondo natura ritroviamo sapori semplici e ricette comfort, per tutti coloro che come noi quando si siedono a tavola, desiderano sentirsi a casa sempre, abbracciati dai profumi e coccolati dal sapore vero del cibo.
Le incantevoli foto delle tavolate imbandite ci fanno entrare in contatto con una cucina allegra e accogliente, l’ingrediente segreto di ogni memorabile pasto consumato con la propria famiglia.

Una famiglia secondo natura

Le ricette tutte vegetali di questo libro sono il risultato dell’intreccio dei gusti e delle passioni culinarie di Antonietta, Catia e Lorenzo e della loro numerosa famiglia che ha fatto della cucina naturale una vera e propria missione.
Il loro percorso verso una vita più naturale, etica e rispettosa dell’ambiente continua sul blog http://www.cucinaresecondonatura.it/

Titolo: Cucinare secondo natura
Autori: Lorenzo Locatelli, Catia Trevisani, Antonietta Rinaldi
Editore: Enea Edizioni
Prezzo: €24,00

recensione di sweet kabocha

Sweet Kabocha – Recensione

Oggi parliamo di un libro di ricette vegan che sicuramente spicca tra gli altri per il filo conduttore che lega questi piatti, ovvero il loro contenitore, la ciotola. Vi parliamo di Sweet Kabocha – la mia cucina naturale in 100 ciotole vegan, scritto e fotografato dalla food blogger e nutrizionista Valentina Goltara ed edito da Eifis.

La storia dietro il libro

Valentina Goltara è italiana ma per amore si è trasferita negli Stati Uniti. Come molte food blogger, racconta la sua storia attraverso le proprie ricette, un percorso di vita fatto di alti e bassi con il cibo, un rapporto non sempre sereno che però ha un lieto fine: l’incontro armonico di gusto e benessere fisico.
Valentina ama le ciotole, come abbracciano il cibo e lo tengono caldo, come le consentono di non sentirsi sola quando a pranzo non c’è nessuno con cui condividere il pasto, e invece di mangiare a tavola, può accoccolarsi sul divano o andare al parco e mangiare godendosi una bella giornata di sole.
E cosa significa sweet kabocha? Oltre ad essere il nome del suo blog, è anche il nome di una zucca, l’ingrediente preferito di Valentina, quello che non manca mai nella sua cucina.

100 ricette vegan tutte da provare

Un libro di ricette variopinto e spigliato che non esclude nessuna portata od occasione, perché in una ciotola non ci stanno solo zuppe e vellutate, ma dolci colazioni, polpette, snack, sformati, cous cous e granole. Suddiviso in colazione, pranzo, cena e snack, Sweet Kabocha raccoglie il meglio della cucina sana e frizzante di Valentina, rigorosamente senza derivati animali.

Più che un libro di cucina vegana

Potremmo definire Sweet Kabocha un libro di cucina stuzzicante e allegro: accoglie il lettore con ricette semplici e deliziose, adatte anche a chi è alle prime armi, e lo guida attraverso un’attenta descrizione nutrizionale degli alimenti di origine vegetale e delle loro proprietà. Molto utili e chiare le schede per creare la propria ciotola per ogni occasione.

Buona lettura e… tirate fuori le vostre ciotole, si mangia!

Titolo: Sweet Kabocha
Autore: Valentina Goltara
Editore: Eifis
Prezzo: €28,50

L’essiccazione in cucina – Recensione

Lo so. Molti di voi non hanno ancora un essiccatore in casa. Ma se qualcuno sta pensando di comprarne uno, consiglio vivamente di prendere anche questo ricettario: “L’essiccazione in cucina” edito da Silvana Editoriale e curato da Sara De Paoli. Anzi, consiglio di prendere il ricettario prima ancora di comprare un essiccatore. Perché? Beh, perché si tratta di una guida completa al mondo dell’essiccazione, dall’acquisto del prodotto fino alla realizzazione di ricette complete.

L’essiccazione in cucina, una vera e propria guida

Che differenza c’è, per esempio, tra essiccatori verticali e orizzontali? Quale dei due lavora meglio? Il libro lo spiega e, certamente, si tratta di una cosa che volete sapere prima di comprare un essiccatore! Perché poi comprare un essiccatore? Certo si può ottenere un risultato simile col sole o utilizzando il forno, ma l’essiccatore ha degli indubbi vantaggi che “L’essiccazione in cucina” mostra attraverso un confronto interessante tra i vari metodi di essiccazione.

Non è tutto. Non ogni alimento reagisce allo stesso modo. I tempi per ottenere un risultato ottimale differiscono a secondo dell’acqua contenuta nel prodotto da trattare, dello spessore del taglio, della umidità dell’ambiente e della temperatura a cui si fa lavorare la macchina. Troppe varianti? Forse. Ma anche qui il libro ci viene in aiuto con le tabelle di essiccazione: una nutrita lista di alimenti con indicazioni su dimensione della fetta, tempo di essiccazione e temperatura della macchina da impostare per ottenere un risultato perfetto.

Le ricette del libro

Il libro è diviso in ricette di base, antipasti, primi piatti, secondi piatti, spezzafame (le più comunemente chiamate merendine), dolci e ricette degli chef (ovvero i piatti d’autore). Molte sono le ricette vegan (40 su 66) e alcune anche molto interessanti. Negli antimpasti troviamo piatti vegani come i “funghi ripieni”  le “chips di zucchine”. Per i primi il vegano deve accontentarsi della “zuppa di cipolle” ma nei secondi si riscatta con falafel e tacos e tra gli spezzafame la dieta vegana la fa da pardone (“lecca lecca alla frutta”, “girelle cachi e cioccolato”, barrette, muesli e molto altro). Anche tra i dolci c’è una buona scelta, dai cioccolatini alla torta di mele; mentre “gli chef” lasciano un po’ a desiderare: per l’affamato vegano ci sono soltanto la “pasta soffiata” e la “cialda di mais e peperoni”, comunque da provare.

La parte più importante del libro è quella che riguarda le ricette di base, quasi tutte vegane. L’arte dell’essiccazione infatti permette soprattutto di ottenere fantastiche preparazioni di base: scopriamo come fare in casa il dado, il soffritto disidratato, i funghi. Semplice e efficace anche il sale aromatizzato al limone. E poi tisane di tutti i tipi: il libro ne propone una, la “tisana di fiori e frutti”, ma sperimentando diverse miscele è facile inventarne infinite.

Uno strumento molto utile, gli indici!

Utili infine gli indici. Oltre al classico indice del libro troverete anche l’indice per ordine alfabetico. In questo indice ogni ricetta è seguita da bollini che mostrano con chiarezza se un piatto o una preparazione sono vegan, senza lattosio, senza glutine o crudiste. Ovviamente ogni ricetta può essere una, due, tre o tutte queste cose assieme (come nel caso delle “polpette ai funghi e curry in foglia di bieta”) o anche nessuna (come “i gamberi in crema di mozzarella alle tre farine”). I bollini sono poi utilmente riportati nelle ricette stesse all’interno del libro.

Insomma, “l’essiccazione in cucina” non è certamente un libro per soli vegani ma si indirizza utilmente anche a loro. Ed è un testo piccolo, maneggevole, davvero utile e che centra in pieno il suo obbiettivo: far entrare il lettore nell’affascinante regno dell’essiccazione lanciando in un turbine di passione il felice possessore di una di queste meraviglie della tecnologia e nella disperata ricerca di un essiccatore dal perfetto rapporto qualità/prezzo il troglodita che ancora non ne possiede uno… Me per esempio!

L’essiccazione in cucina
AA VV
Silvana Edioriale
Euro 16.00

 

Ecco la nostra recensione del libro Formaggi Vegan di Marie la Foret

Formaggi Vegan – Recensione

Il più grande rimpianto gastronomico dei vegani, forse è proprio il formaggio. In tutta onestà, non è per nulla semplice rimpiazzare la candida mozzarella sulla pizza, una salsa formaggiosa, una grattata di parmigiano sulla pasta o un saporito spicchio di formaggio a fine pasto.
La soluzione all’inconveniente c’è, forse non è proprio d’immediata intuizione. Ma non solo è possibile ricreare la forma e il sapore del formaggio senza l’utilizzo di derivati animali, ma esiste anche un modo nuovo e divertente di riscoprire il cibo.

E proprio di questo tratta il libro Formaggi Vegan della blogger francese Marie Laforêt edito in Italia da Eifis. Prolifica autrice di ricettari vegan, Marie Laforêt è anche una food photographer di grande talento, di cui potete ammirare gli appetitosi scatti sul suo blog 100% Vegetal.

marie laforet

In questo mini ricettario, oltre a una pratica guida sugli strumenti, le tecniche e gli ingredienti di base, si trovano 26 ricette per preparare formaggi vegani di tutti i tipi, da quelli spalmabili, a quelli dal sapore più deciso da gustare con un crostino e della marmellata. Non mancano i classici come il “parmigiano”, la “mozzarella” o il “gouda”, per passare poi a quelli più elaborati che richiedono un periodo più o meno lungo di fermentazione (proprio come dei “veri” formaggi!). Mentre noi prepariamo una feta vegan a base di mandorle, non vediamo l’ora di provare la feta vegetale preparata da Marie a partire da lupini e tofu.

E’ il ricettario perfetto per chi non può dirsi soddisfatto dei formaggi a base di riso o soia del banco del supermercato e non si è mai cimentato nella preparazione di un formaggio 100% vegetale. Grazie al suo formato e alle grafiche graziose ma chiare, è l’ideale da tenere in cucina, sempre a portata di mano, ogni qual volta desideriate preparare un delizioso formaggio vegan!

Titolo: Formaggi Vegan
Autore: Marie Laforêt
Editore: Eifis
Prezzo: €15,00

Ricette vegetariane d’Italia Slow Food – Recensione

Un bel ricettario di Slow Food editore in tema vegetariano-vegano non poteva farsi attendere troppo. Ed eccolo qui!

Ricette vegetariane d’Italia. 400 piatti della tradizione regionale

Ripercorrendo lo stivale da nord a sud le 400 ricette del libro rievocano e ridisegnano le radici di una cucina italiana che fa della semplicità degli ingredienti il luogo ideale per dare prova di quella creatività che il mondo intero c’invidia. La cucina vegetariana permette, in questo viaggio, di riscoprire insieme alla bellezza del patrimonio gastronomico, la varietà delle tipicità regionali: dall’asparago al pomodoro, dal radicchio alla melanzana, dai pistacchi alle ciliege passando per gli infiniti e multicolori frutti di uno stivale che unisce ambienti e climi, gusti e dialetti.

I piatti del ricettario sono tratti dalla tradizione e divisi per regione: tutti vegetariani e, in alcuni casi, vegani. Questi ultimi sono segnati con una “v” verde ben visibile all’inizio di ciascuna ricetta e costituiscono quasi la metà del libro (160 piatti su 400) al netto di ricette che sono peraltro facilmente veganizzabili (molti risotti per esempio). Unico neo è l’assenza delle “v” verdi nell’indice che può rendere più difficile rintracciare in modo agile le ricette vegane.

Interessante e utile invece l’indice sulle stagionalità. Diviso per mese e per zona geografica (nord, centro e sud), permette al lettore di aprire e scegliere, a secondo del luogo in cui si trova e del periodo dell’anno, la lista degli acquisti per una spesa di stagione. Il libro è poi corredato da belle foto con l’unica pecca, scusabile vista la mole imponente di ricette, che non ogni piatto ha la sua immagine. Non mancano inoltre indicazioni sui presidi slow food e qualche consiglio e curiosità disseminate qui e lì in un identificabile carattere marrone.

Niente tofu e seitan invece: invano si cercherebbe uno spezzatino vegan. Niente sostituzioni. L’intento è piuttosto quello di fotografare l’Italia prima della “rivoluzione vegana”. Per questo nel libro con le lenticchie non si fa il ragù ma la zuppa. Coi ceci non si fa l’hummus: si fanno il purè o la farinata. Potrebbe apparire un limite del ricettario ma è proprio questo che, al contrario, ne fa uno strumento unico, utile e indispensabile per chiunque voglia tuffarsi in quel crogiolo di bontà che identifica l’Italia, il suo presente e il suo passato recente.

I protagonisti di queste ricette sono infatti le osterie ed è la loro storia che “ricette vegetariane d’Italia” vuole raccontare facendo il punto sulla cucina vegetariana in Italia, sottolineandone i punti di forza e i limiti. Punti di forza: perché nel corso della storia il potere della fantasia umana si è applicato, per ragioni di necessità, a una cucina tradizionalmente “povera” basata su cereali, vegetali e legumi. Ma anche limiti: perché storicamente la cultura occidentale ha da sempre accettato acriticamente la macellazione e lo sfruttamento degli animali.

Ricette vegetariane d’Italia ricorda che è indispensabile sapere da dove veniamo

Perché conoscere se stessi, lo diceva già Socrate, è il primo passo per qualsiasi vera crescita. Ed è anche, aggiungiamo noi, l’unica via per innovare efficacemente la cultura gastronomica d’Italia, continuando ad attingere a quella straordinaria e ricca fonte di sapere che è la nostra terra e, soprattutto, continuando a sentirci, al di là di fusioni avventate e maldestre, fieramente italiani.

 

Ricette vegetariane d’Italia
AA VV
Slow Food Editore
Euro 20.00

La cucina della Capra – recensione

“Il comfort food è, per definizione, il cibo della nostalgia, quello a cui si ricorre per evocare la sensazione di calore e sicurezza provata nell’infanzia, per trasformare un momento di difficoltà in qualcosa di positivo”. Sono queste le parole con cui l’autrice e blogger Carla Leni accoglie il lettore del suo ricettario “La cucina della Capra”, libro edito da Eifis Editore e che porta lo stesso titolo del suo blog.

La cucina della Capra. Comfort food vegetale

La dichiarazione programmatica prepara dunque a un viaggio gastronomico nel mondo della tradizione e della memoria. Ma, a dire il vero, più che nei meandri della nostalgia, la lettura di questo bel libro potrebbe lanciare i più impreparati in un pericoloso turbine di edonismo culinario 100% vegano. Il tema è la tradizione ma l’interpretazione è ricca e travolgente, e il panorama è contaminato dai gusti anglosassoni delle “no-fish and chips”, da quelli orientali del kimchi e dei ravioli al vapore, dai sapori arabi dell’hummus e del kebab. Certo l’autrice parla la lingua dei cappelletti, delle lasagne e della zuppa di fagioli ma è altrettanto vero che la tradizione di riferimento è aperta e cosmopolita.

Il pensiero aforistico, eclettico, asistematico e aperto è infatti la chiave interpretativa de “la cucina della Capra”. Incontriamo Marx, Freud, Weber, Cleopatra, Sebastian della sirenetta, Willy Wonka e una ricetta può essere spunto di riflessioni politiche, sociologiche, psicologiche o filosofiche secondo una trama che non ha un ordine prestabilito.

A livello di organizzazione il libro prende in prestito, con qualche ampliamento, la divisione tradizionale tra primi, secondi, contorni e dolci. Ma la struttura de “la cucina della Capra” è solo il pretesto per esprimere la multiforme varietà della cucina vegana. Dalle colazioni a base di waffle, treccine e english breakfast, si passa alle insalate più varie: di lenticchie, di quinoa, di carote fino alla sorprendente “insalata di radici“. Seguono le zuppe: di ceci, di fagioli, di lenticchie, tra le quali spicca la “zuppa fredda di pomodoro e peperoni” unione di semplicità estrema e tecnologia dell’elettricità. Tra i primi piatti si trova poi una bella versione di ragù vegano a base di fave e, nel capitolo sui secondi, spiedini, polpette e arrosto fanno venire l’acquolina in bocca ai nostalgigi della carne (e forse generano un po’ di disapprovazione nei puristi). Vengono poi i contorni con le classiche patate al forno fotografate (e cotte) magistralmente e gli involtini di melanzane che primeggiano anche in copertina. Tra i panini e gli snack notevole è la “frittatina di mais” che rivisita in modo ingegnoso il classico ingrediente della polenta padana. Le salse si snodano invece in un viaggio che va dall’hummus a una delle infinite versioni della universale salsa di melanzane. I dolci mancano forse di qualche classico ma la torta del bosco con foto annessa è di un fascino enigmatico. Infine le bevande: in cui, in barba al salutismo e in ossequio anche qui alla tradizione padana, si cede appena un po’ ai piaceri dell’alcol.

Ogni ricetta è sempre originale: materializzazione di una riflessione mai scontata. Dal panzerotto, il cui ripieno coglie impreparati, fa assaggiare l’ignoto e offre il brivido della scoperta, al tofu, definito magistralmente come “una delicata tela bianca su cui noi, pittori della domenica, dobbiamo stendere la base, definire i contorni, creare i chiaroscuri.”

La nascente cucina vegana, con il ricettario di Carla, si arricchisce grazie a una mente asistematica, vivace, creativa; forse a tratti caotica ma, proprio questo, sempre feconda e originale. “La cucina della Capra” incarna il rovesciamento del luogo comune del vegano impegnato, come una capra, a brucare l’erba dei prati. E ricorda a tutti l’importanza e la bellezza di un rapporto fiero e allo stesso tempo libero con la propria cultura d’appartenenza.

 

La cucina della Capra
Carla Leni
EIFIS Editore
Euro 28.50